Piccoli attori crescono… e si danno al porno!

scretch_diamon-tuttacronacaChi era adolescente negli anni ’90 sicuramente ricorderà la serie televisiva Bayside School, tra i cui protagonisti si trovava anche Screech. Dopo il successo del telefilm, l’attore che lo impersonava, Dustin Diamond, è praticamente scomparso dagli schermi italiani. In America, invece, ha partecipato a produzioni di poco conto ed è giunto a realizzare, e produrre, un film porno con un titolo parzialmente ironico “Saved by the smell” (“Salvato dall’odore”). Recentemente, nel dicembre dell’anno scorso, Diamond ha rilasciato un’intervista all’OWN NEtwork, durante la quale confessò di essersi amaramente pentito di questa produzione hard.

Depardieu in una serie tv comica russa

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Circa un anno fa Putin consegnava il passaporto a Gerard Depardieu e l’attore così diventava cittadino russo a tutti gli effetti scappando così dalla mannaia della tassazione al 75% che Hollande voleva applicare sui redditi francesi superiori a 1 milione di euro, ora arriva la notizia che Depardieu parteciperà a una serie tv russa, molto famosa tra i giovani, dal titolo “Zaitsev+1”. Nella serie l’attore francese  interpreterà il ruolo di Jora, il padre del personaggio principale, un giovane che soffre di sdoppiamento della personalità. L’annuncio è stato dato dalla tv privata rissa Tnt presentando il seguito della sit-com come «La prima serie televisiva al mondo con Gerard Depardieu». L’attore da parte sua a dichiarato: «Partecipare a questa serie mi ha portato un grande piacere. È magnifico sentire lo spirito della giovinezza. È un onore per me recitare in “Zaitsev+1” » . L’attore ha girato in francese e le sue battute saranno doppiate ma, ha sottolineato ,«le frasi chiave che bisognava dire in russo sono state trascritte per me su dei grandi fogli di carta».

I Simpson… a misura di mattoncino! Arrivano in formato Lego

lego-simpson-tuttacronacaIl progetto Cuuso permette ai fan dei Lego di proporre le proprie creazioni con i mattoncini: se i progetti piacciono ad almeno 10mila persone, inoltre, viene presa in considerazione l’idea di metterle in commercio. In questo modo l’azienda danese propone sempre nuovi set, a volte basati sulle serie Tv. Il primo dei quali, che dovrebbe essere disponibile a partire dal 1° febbraio al prezzo di 199.99 dollari, è quello dei Simpson. Presenti anche i sei protagonisti, Homer, Marge, Bart, Lisa, Maggie e Ned Flanders.

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Scambio di opinioni tra Saviano e Beppe Fiorello

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Roberto Saviano, nella sua rubrica sull’Espresso criticava la fiction italiana. L’articolo dal titolo ” Quanto buonismo nelle nostre fiction”, aveva lo scopo di paragonare la fiction made in Usa con quella dello Stivale e, secondo l’interpretazione di Saviano le fiction italiane non riuscirebbero a rappresentare la realtà, legate ad “acritiche agiografie di santi e padri della patria”. Il suo discorso prende spunto da un articolo pubblicato sull’ “Internazionale”, dove si citano due serie televisive statunitensi di grande impatto: “24” e “Homeland”. In entrambe al centro della storia c’è il governo americano e la lotta contro il terrorismo. Questa la riflessione di Saviano:

“Osservare queste due serie è utile perché mostra quanto sia determinante l’influenza delle agenzie governative statunitensi sui prodotti culturali, che dal 2001 in poi si concentrano sostanzialmente su questioni legate alla sicurezza nazionale. Ma come spesso accade l’osmosi è perfetta: se da un lato le piccole concessioni da parte degli autori portano alla possibilità di poter accedere a location altrimenti inaccessibili, dall’altro il riuscire a inventare nuovi scenari inediti per attentati e pericoli imminenti, mette in guardia gli apparati di sicurezza cui troppo spesso manca la fantasia per poter prevedere il futuro”.

Saviano sottolinea di non voler apprezzare la capacità dei governi di influenzare le serie tv, ma vorrebbe che ci fosse la capacità di criticare anche ciò che riesce ad appassionare il pubblico:

“Insomma, non tutto ciò che ci piace è ‘buono’ o eticamente corretto. Non deve per questo smettere di piacerci, ma spingerci a riflettere e a trovare gli strumenti per godere di un prodotto sapendo che è legato al contesto in cui nasce.”

Per lo scrittore anche Shakespeare riuscì a disegnare una politica dei suoi tempi senza risultare piegato alla volontà dei potenti. Oggi, le serie tv hanno la possibilità di arrivare a milioni di persone, rappresentando un contesto che può influenzare il pubblico e restare nella storia. Ma quest’ipotesi è legata solo alle serie straniere: per Saviano, è difficile che la fiction nostrana possa essere ricordata per il suo atteggiamento nei confronti della realtà:

“Ritratti buonisti, senza chiaroscuri e sfumature – che dovrebbero costituire il senso di ogni narrazione -immortalmente liquidati dalla geniale caricatura di ‘Padre Frediani’ che gli amanti di Boris, ricorderanno.”

All’articolo ha risposto con un Tweet Beppe Fiorello:

“Capisco la critica e le osservazioni sulla fiction italiana, ma come ho detto altre volte non accetto generalizzazioni. Personalmente ho raccontato storie importanti e talvolta scomode. Il manifesto allegato nel tweet precedente riguarda un tv Movie di circa sette anni fa. Raccontò la storia (insabbiata per vent’anni) di Graziella Campagna. Tutti sapevano nessuno parlava e proprio per questo la fiction venne censurata dall’allora Ministro della giustizia che disse: “Questa fiction turba la serenità dei magistrati”. Assurdo. Quella censura però non venne denunciata da nessuno. Soltanto io, il regista, la stessa Rai e De Cataldo (che non c’entrava nulla con il progetto) lottammo affinché quella scomoda verità andasse in onda. Furono oltre sette milioni i telespettatori che poterono constatare quanto accadde alle spalle di una famiglia che non c’entrava nulla con il sistema Mafia e perse atrocemente una figlia di diciassette anni. Come questa, ho anche raccontato L’Uomo Sbagliato, la vera storia di Daniele Baroni, dieci anni di carcere per un errore giudiziario. E senza risparmiare chi commise l’errore. Anche qui si sapeva ma non si parlava. Solo per dire che la Fiction italiana ha delle eccellenze, e mi piacerebbe però far notare che in America oltre alle due serie citate nell’articolo (24 e Homeland), ce ne sono (in maggioranza) di totale buonismo, violenza e inutilità sociale. Difendo il mio mestiere perché lo faccio con passione e verità, ma non nascondo che la nostra fiction ha realmente bisogno di trovare una strada nuova. Io ci sto lavorando”.

Come sarebbe terminata la serie Glee se Cory non ci avesse lasciati

cory-lea-glee-tuttacronacaLo scorso luglio moriva, per un’overdose, Cory Monteith, il Finn Hudson di Glee. Lo stesso attore che, nella testa di Ryan Murphy, creatore della serie, sarebbe stato presente fino all’ultimo episodio. Se Glee si è rivelato un incredibile successo nelle prime due stagioni e mezzo, salvo poi crollare negli ascolti, con anche la quinta che mostra numeri disastrosi e la chiusura prevista alla sesta, dei punti fermi ci sono sempre stati: le canzoni e i protagonisti. Tra cui, appunto, Finn. Ecco allora che Murphy ha confessato di aver sempre saputo come sarebbe calato il sipario. Lea Michele, alias Rachel Berry, ormai sarebbe stata una stella di Broadway e affermata a New York. Da parte sua, Finn sarebbe rimasto in Ohio e sarebbe stato a un passo dal diventare insegnante, finalmente in pace con se stesso per aver individuato la sua strada. Nell’ultima scena, Rachel avrebbe passeggiato nel Glee Club di Finn. “Che ci fai qui”, avrebbe domandato Cory. “Sono a casa”, la risposta. Stacco. Cala il sipario. Ma non andrà più così…

Open day all’Università di Firenze… ed è subito gaffe! “Grais Anatomy”

Greys-anatomy-tuttacronacaUna nuova serie tv? No, semplicemente una gaffe. In occasione dell’open day della facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, gli studenti delle quarte e quinte superiori si sono trovati davanti a una slide proiettata sul maxischermo che mostrava l’attore Patrick Dempsey con sopra la scritta “Grais Anatomy”. Strafalcione subito notato dai giovani appassionati della serie tv Grey’s Anatomy. Se la facoltà voleva strizzare l’occhio ai futuri iscritti… forse non è riuscita bene nell’intento!

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Addio a Tony Musante, il “detective Toma”

tony_musante-tuttacronacaE’ The Hollywood Reporter a dara l’annuncio della morte dell’attore statunitense Tony Musante, deceduto martedì, all’età di 77 anni, al Lenox Hill Hospital di New York dopo un intervento chirurgico. Conosciuto al pubblico italiano per aver recitato in film come la pellicola d’esordio di Dario Argento, L’uccello dalle piume di cristallo, e Metti una sera a cena, di Giuseppe Patroni Griffi, Musante era noto per aver vestito i panni del detective Toma. La serie tv, trasmessa nel 1973 e nel 1974 da ABC, che lo vedeva recitare al fianco di Susan Strasberg, era tratta dalla biografia del detective David Toma, detective del New Jersey.

Un tuffo nel passato: il cast di Baywatch riunito 25 anni dopo

baywatch-tuttacronacaNostalgia per le vecchie serie televisive? Sicuramente in America c’hanno pensato e così, nel corso della trasmissione Entertainment Tonight, hanno organizzato una riunione del cast di Baywatch. Come sono i bagnini più famosi di sempre 25 anni dopo? A mostrarsi davanti alle telecamere sono stati David Hasselhoff, Nicole Eggert, Traci Bingham y David Chokachi, che ne hanno approfittato per ricordare i vecchi tempi. Tra gli aneddoti del set, ricordano che le attrici avevano una clausola nel loro contratto: non potevano nè ingrassare nè dimagrire, stando a quanto riporta l’HuffPost Tv. Traci Bingham, nella serie dal 1996 al 1998, ha raccontato: “Se prendevi o perdevi peso ti mettevi nei guai”. E spiega Nicole Eggert: “Avevi un margine di due chili”.

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L’imperdibile discorso di ringraziamento più corto della storia!

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Si è svolta la 65esima edizione degli ambitissimi “Prime Time Emmy Awards”, gli Oscar della televisione, ieri al Nokia Theatre di Los Angeles. Ad aggiudicarsi il premio per la miglior serie drammatica, “Breaking Bad”. A Claire Danes è andato il riconoscimento di “Miglior attrice protagonista in un drama” mentre come miglior attore di una serie drama ha vinto Jeff Daniels con il ruolo di Will McAvoy in “The Newsroom”. “Modern Family” ha superato tutti i concorrenti nell’ambito della comedy mentre Jim Parsons è stato eletto miglior protagonista per “The Big Bang Theory” e Julia Louis-Dreyfus miglior attrice per “Veep”. Come miglior miniserie o film tv il premio è andato a “Behind the Candelabra” e Michael Douglas ha vinto l’Emmy per il ruolo di Liberace. Infine, come miglior attrice di una miniserie o film-tv la vittoria è andata a Laura Linney di “The Big C: Hereafter”. Nella categoria reality show il premio è andato a “The Voice”. Ma forse il momento che più verrà ricordato della premiazione sarà il discorso di ringraziamento di Merrit Wever, che si è aggiudicata il premio come miglior attrice non protagonista per la comedy “Nurse Jackie”. Di sicuro, passerà alla storia come uno dei più brevi. Dopo aver ricevuto la statuetta dalle mani di Tina Fey (30 Rock) e Amy Poehler (Parks and Recreation), nel suo momento di gloria l’attrice ha detto: “Grazie infinite, grazie infinite… devo andare, ciao!”.

Cory Monteith: overdose di alcool e droghe

cory-autopsia-overdose-tuttacronacaE’ stata eseguita l’autopsia sul corpo di Cory Monteith, il 31enne attore canadese che interpretava Finn Hudson nella serie tv Glee. L’attore era stata ritrovato senza vita sabato scorso in un hotel di Vancouver. Il decesso sarebbe avvenuto per overdose di alcol e droghe. Il Ministero della giustizia del Canada ha riportato che nel corpo del giovane sono state ritrovate, tra le altre, tracce di eroina. “Per il momento non ci sono indizi che la morte di Cory Monteith sia stata altro che un tragico incidente”, ha sottolineato la fonte. Nel frattempo continuano le indagini e i risultati finali si conosceranno non appena saranno chiuse.

E’ morto Cory Monteith, il Finn della serie tv Glee

cory-monteith-tuttacronaca-mortoTristezza e sgomento per gli appassionato della serie tv “Glee”: Cory Monteith, il 31enne attore che prestava il volto e la voce a Finn Hudson, è stato rinvenuto morto in una camera del Pacific Rim Hotel, a Vancouver. E’ stata la polizia canadese a darne notizia e a comunicare che il corpo non presenterebbe traccia di violenza. L’attore tra due settimane sarebbe dovuto convolare a nozze con la fidanzata e collega Lea Michele.

Secondo il sito statunitense perizhilton.com, Cory sarebbe stato stroncato da un’overdose ma quello che è dato sapere, a seguito della conferenza stampa del capo della polizia Doug LePard, e che le autorità stanno indagando sulle circostanze del decesso e dalle prime analisi risulta che la morte non sarebbe dovuta a qualche gioco andato male. Secondo gli investigatori l’attore era solo nel momento del decesso.

Monteith era ospite dell’albergo dal 6 luglio e oggi avrebbe dovuto lasciare la sua stanza. Secondo una prima e sommaria analisi del medico legale al momento del ritrovamento, da parte del personale dell’albergo, del corpo, Cory era morto già da alcune ore.

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Quella “strana” visita del Guardasigilli sul set di Don Matteo

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Una strana visita quella che oggi è avvenuta sul set della serie televisiva, targata LuxVide, Don Matteo. La produzione storica della serie per Rai Fiction, aveva infatti invitato il ministro della Giustizia sul set e Annamaria Cancellieri,  grande appassionata della serie, ha raccolto l’invito.

In un momento così difficile per l’Italia e con i dissensi che ieri avevano accolto il decreto svuota carceri era opportuno che il ministro della Giustizia (che nulla può fare per l’industria cinematografica e televisiva italiana) si recasse sul set come fan della serie per farsi fotografare insieme al cast?

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La satira americana su Berlusconi… impietoso How I Met Your Mother

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“How I Met Your Mother” – Alla fine arriva mamma – è una sitcom americana molto conosciuta anche in Italia da chi ha l’abbonamento a Sky o a Mediaset Premium. Ambientato a New York la serie ha come protagonista Ted, personaggio  intorno a cui ruotano diversi amici tra cui Lily, la maestra d’asilo che vuole trasferirsi in Italia.

Mentre in Italia è in corso la settima stagione, in America è già visibile l’ottava e nel 23° episodio, chiamato “Something Old” e trasmesso il 6 maggio dalla Cbs è stata inserita dagli sceneggiatori una battuta su Berlusconi.

 Nel corso dei preparativi in vista del trasloco Ted,  afferma: “Questa sedia è qui da sempre, dovete portarla con voi in Italia”. E il suo amico Marshall gli risponde così: “Ted l’Italia non ha bisogno di una cosa rugosa, rossa, con delle crepe e che puzza di alcol e droga. In Italia hanno già l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.  

La bellezza a nudo della Watson… ma è per l’ecologia!

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Emma Watson prosegue nel suo faticoso tentativo di togliersi di dosso i panni di Hermione Granger. E se c’è di mezzo una buona causa tanto meglio. Eccola quindi senza veli in posa per il libro fotografico “Natural Beauty”, un lavoro realizzato dal fotografo James Houston con lo scopo di raccogliere fondi da destinare all’ambiente. Oltre a lei si sono prestate alla causa Brooke Shields, Elle Macpherson e tante altre.

Il libro esce il 25 marzo ma il progetto non si limita a quello, dal momento che le foto saranno poi esposte alla Milk Gallery di New York mentre il dietro le quinte dello shooting finirà in una serie tv.
Sul suo twitter Emma ha supportato la causa cinguettando “Il mio amico sta supportando GlobalGreenUsa con il suo libro Natural Beauty”. Intanto, sempre via Twitter, l’attrice ha spazzato via le ultime ipotesi che la vedevano protagonista della riduzione cinematografica di “50 sfumature di grigio”. “Chi potrebbe pensare davvero che farei il film di ’50 sfumature’? Realmente, nella vita reale” ha cinguettato. E di fronte alle poche risposte ha chiuso con un “Bene. Allora la cosa è risolta”. Spogliata sì, ma solo per una buona causa…

In tempo di crisi il telefilm al femminile diventa hipster!

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Le ragazze sono tornate, ma non sono più quelle di Sex and the City.  Nessuna casa favolosa a Manhattan, niente locali glamour, nessun successo professionale e nessun guardaroba di Manolo Blahnik. Le nuove stars al femminile abitano a Brooklyn, sono precarie, quasi sempre al verde e si ritrovano a fare sesso con ragazzi squallidi. Eppure Girls piace! Piace questo mondo di incertezze,  l’anti eroismo e la mancanza assoluta di un sogno da inseguire. Ogni episodio di chiude con un crudo realismo e un amarezza di fondo che quasi taglia il cuore a metà.  Ma perchè hanno successo? Il merito del successo va all’esplosiva creatrice, Lena Dunham, ai suoi dialoghi sarcastici, originali, irriverenti. E al coraggio di mostrarsi quasi sempre nuda fregandosene della sua ciccia

 

Thunderbirds perdono il loro “papà”. Morto Gerry Anderson, aveva 83 anni

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