Scontrino con insulto: “Un Valpolicella per sette str….”

ristorante-olivo-tuttacronacaSette imprenditori dell’area di Fabriano, in visita a Verona per partecipare a una fiera, dopo aver consumato presso il ristorante Olivo, nel cuore della città veneta, si sono visti consegnare uno scontrino con un insulto. Sul retro del biglietto, infatti, in modo perfettamente leggibile, appariva la scritta “un Valpolicella per sette str***i”. I sette uomini non l’hanno presa bene e, dopo aver protestato, hanno chiesto di parlare con il titolare. Quest’ultimo non era presente nel locale ma i camerieri hanno comunque presentato le loro scuse. Il giorno successivo è arrivata la proposta riparatoria del patron dell’Olivo: cena di riparazione e vino in omaggio.

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Automobilista arrestato: ha ingoiato lo scontrino dell’etilometro

alcol-test-tuttacronacaErano circa le 4 di oggi quando in provincia di Udine, a Reana del Rojale, una pattuglia di carabinieri ha fermato un automobilista per un controllo. Roberto Domini, 49enne di Colloredo di Monte Albano, è risultato positivo al primo test ed è stato invitato dai militari a soffiare ancora per la seconda misurazione. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, anche il secondo responso ha dato esito positivo. L’uomo ha quindi avuto una reazione inaspettata: ha chiesto ai militari di poter visionare gli scontrini, li ha strappati dalle loro mani, ferendo leggermente un militare, e li ha mangiati. Domini è quindi finito in manette per resistenza e lesioni.

Caffé e coca cola a 20 euro, questo lo scontrino di Volo a Firenze

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Reazione a catena per lo scontrino postato da Fabio Volo su Twitter dove  si legge chiaramente che sono stati fatti pagare 20 euro per un caffé e due coca cola al tavolo. Il bar è uno dei più centrali e frequentati da turisti, ma davvero non si capisce il prezzo che francamente è sembrato esagerato. Lo stesso Volo ha poi commentato su Twitter “è un po’ che non venivo a Firenze…”. L’attore-scrittore è infatti nel capoluogo fiorentino per presentare  il suo ultimo libro ‘La strada verso casa’. Quasi un lavoro da Iena e Volo forse si ricorda ancora i servizi che lanciava quando era uno di loro, ma non avrebbe mai immaginato la catena di 800mila follower che commentavano il suo tweet. Poi Volo ha voluto smorzare i toni e dichiarare  “non volevo fare polemica, è chiaro che a Brescia si spende meno che a Firenze. Capisco anche i gestori che devono pagare affitti molto alti”.

La cameriera è lesbica: il cliente le nega la mancia

scontrino1-tuttacronacaSiamo abituati a vedere pubblicati in rete scontrini che mostrano quanto salato può diventare il conto di una semplice colazione, ma che venissero utilizzati dai clienti per mostrare il proprio disappunto sugli orientamenti sessuali di chi porta loro le ordinazioni è molto più raro. Eppure è accaduto. Dayna Morales è un ex marine a cui piacciono le donne e che attualmente lavora come cameriera in un locale di Bridgewater, nel New Jersey, l’Asia Bistrò. La donna, invece di trovare i 10 dollari di mancia che le spettavano, ha infatti trovato l’attacco omofobo di un cliente scritto sullo scontrino. “Mi dispiace, non lascio nessuna mancia perché non condivido il tuo modo di vivere”. Sconvolta e indignata, ha deciso di pubblicare la foto in Facebook, ma certo non si aspettava la reazione del popolo del web. Non solo in molti hanno condiviso lo scatto, ma da tutti gli States sono giunti messaggi di supporto e anche donazioni, via PayPal, per un totale di oltre 1.200 dollari.

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Colazione salata! Nancy Brilli pubblica lo scontrino

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Il bar è l’Antico Caffè Santamaria, proprio di fronte all’omonima basilica ubicato a  Piazza S.M. Maggiore nel cuore della Capitale, ma questo non può giustificare certo un conto che trasforma la colazione da dolce a salata. E’ Nancy Brilli a denunciare su twitter un prezzo davvero troppo elevato per due cornetti, due cappuccini e una bottiglietta d’acqua piccola. Alla fine il conto è di  21,50 euro e finisce pubblicato sul social network! L’attrice posta lo scontrino e aggiunge “Questa si commenta da se”.

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“Non ho fiducia di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti”

scontrino-agenziaentrate-tuttacronacaSe gli attestati di solidarietà che si ricevono in Facebook fossero stimati a peso d’oro, probabilmente un piccolo commerciante di Rotondi, in provincia di Avellino, non avrebbe problemi a versare 156 euro all’Agenzia delle Entrate. Ma purtroppo la difesa sui social non aiuta a cancellare una multa comminata per non aver battuto sul registratore di cassa un acquisto del valore di 35 centesimi. “È stata una distrazione”, si è difeso il commerciante Giuseppe Mainolfi. Ma la sanzione dei finanzieri della Compagnia di Avellino non è riuscito comunque ad evitarla, anche se è stata ridotta rispetto agli iniziali 561 euro. L’uomo si è poi sfogato sul suo profilo Facebook, dove ha raccontato la vicenda e commentato: “Non ho fiducia di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti”.

Un drink salatissimo: oltre 6000 euro

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Stavolta non è uno scontrino folle, ma la multa a un gestore reo di aver servito un drink alcolico dopo le 3 di notte. Il titolare di un bar di Ancona, nel quartiere Archi, se pagherà i 6.667 euro di multa  entro 60 giorni non vedrà raddoppiare l’importo, altrimenti la somma potrebbe diventare davvero stratosferica. Il controllo è arrivato nella notte tra venerdì e sabato e gli agenti sono entrati nel locale, alle 3.30, dal quale provenivano rumori molesti e musica che disturbavano i residenti. Un drink da oltre 6000 euro che sicuramente ha rovinato il weekend al gestore e alla sua clientela, ma ha anche restituito il sonno a quanti abitano nella zona.

Quegli scontrini dimenticati!

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A Roma e provincia la memoria è corta e il 70,86% di commercianti dimentica facilmente di fare lo scontrino o di emettere ricevuta fiscale. Il dato è emerso dopo attente verifiche compiute dalla Guardia di finanza tra sabato e domenica nell’ambito del «Piano straordinario di controllo economico del territorio»: su 779 ispezioni, sono state contestate 552 violazioni.

I controlli della Finanza hanno riguardato anche l’abusivismo e la vendita di prodotti contraffatti: nel fine settimana sono stati sequestrati 7.500 pezzi e denunciati 25 venditori. Numeri che vanno ad aggiungersi agli oltre 16 milioni di merci falsificate o pericolose già bloccate dai finanzieri capitolini nei primi otto mesi del 2013 (sei milioni solo tra luglio e agosto), per il cui commercio sono stati denunciati 527 venditori, mentre altri 211 hanno ricevuto una contravvenzione.

Quei conti troppo salati in Sardegna… Briatore s’infuria

scontrino-phibeach-tuttacronacaSi allunga la lista degli scontrini salati che fanno il giro del web: dopo Venezia e Positano, ora il “conto-salasso” è stato pagato in Costa Smeralda, al locale Phi Beach di Baja Sardinia. Un totale di 120 per 4 succhi, 1 bicchiere di vino e 1 analcolico alla frutta. Prezzi che hanno spinto Flavio Briatore, imprenditore e proprietario del Billionaire, uno dei locali più famosi dell’isola, a prendere posizione affidando le sue accuse a Twitter: “In Costa Smeralda puoi pagare per 4 sdraio a bordo piscina alle 5 del pomeriggio 600 euro. Così in Sardegna si semina panico” afferma abbracciando la polemica sulla fuga dei turisti dalla Sardegna. “Chi fa questi prezzi dovrebbe essere multato, è una vergogna”, aggiunge, per poi sottolineare come, nel suo locale, “con musica etc paghi qualunque drink 15 €”.

Ancora uno “scontrino della discordia”: è il turno di Positano

scontrino-positano-tuttacronacaAncora la foto di uno scontrino che finisce in Facebook e scatena la polemica. A postarlo sul social blu un avventore del bar-pasticceria “La Zagara” di Positano, sulla Costa Amalfitana. Due turisti hanno pagato un conto di 29 euro per aver consumanto un misto d’insalata (12 euro), una granita al limone (8 euro) e un litro d’acqua minerale in bottiglia  (9 euro). Immediate le reazioni della rete mentre Alessandra Russo, titolare del bar, ha presentato la sua versione all’Ansa spiegando che i turisti “si sono seduti sulla terrazza del locale, dove ogni sera c’è il piano bar. Noi non facciamo pagare la musica, come accade in altri posti, ma chi va in un piano bar sicuramente non consuma acqua minerale”. La donna ha concluso sottolineando che i clienti avevano a disposizione il menù, con i costi indicati: il conto, quindi, non avrebbe dovuto destare sorpresa. “Poi tutti i frequentatori del nostro locale, quando si siedono al tavolino ricevono dai camerieri il menù dove è specificato il costo di ogni singolo prodotto. Quella coppia di clienti era quindi ben consapevole di cosa stava consumando e di quanto avrebbe pagato”. Nei giorni scorsi, a finire al centro delle polemiche era stato un locale di Venezia.

Lo scontrino folle di Venezia: 100 euro per caffé e amari

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Un normale sabato d’agosto e 7 persone che si siedono, a Piazza San Marco a Venezia, al “Lavena”, locale storico della città lagunare. I sette ordinano quattro caffè e tre amari. Al momento del conto la brutta sorpresa:100 euro per la consumazione. Come è possibile osservare dallo scontrino la somma è giustificata dal supplemento per la musica che viene a costare ben 42 euro. Postato su Facebook, lo scontrino accende le polemiche, ma dal locale arriva la risposta: “Ai clienti viene dato il listino nel quale sono indicati tutti i prezzi, compreso il supplemento per la musica”.

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Piazza del Popolo è… impopolare! Due caffè e una bottiglietta d’acqua: 17.55 euro

caffe_amari-tuttacronacaIl Messaggero riporta quanto accaduto a un suo lettore, che ha fornito la prova fotografica di quanto raccontato. L’uomo ha preso un caffè con un amico nello storico bar Rosati di Piazza del Popolo, a Roma. Dopo aver preso due caffè e una bottiglietta d’acqua, i due si sono visti consegnare un conto di 17.55 euro. Il lettore racconta: “Sbalordito ho detto ‘C’è un errore?’ No nessun errore. Ho sottolineato il fatto che quella cifra così alta non corrispondeva al reale costo dei prodotti consumati.. Passi che siamo a Roma, passi che siamo a piazza del Popolo (e già la parola popolo dovrebbe far comprendere al proprietario di abbassare il tiro) ma 17,55 euro sono troppi. Per un servizio scarso. Primo: sul tavolo non c’era il listino, altrimenti leggendo ci saremmo alzati e andati via… secondo: abbiamo consumato i caffè all’interno sperando nell’aria condizionata che non era in funzione (caldo afoso che provocava disagio). Uno schifo. Ho detto alla cassiera che non ci fate una bella figura, e che avrei portato il fatto all’attenzione dei media. Un cameriere visibilmente urtato mi ha risposto ‘è una minaccia?’ Nessuna minaccia solo una constatazione. La polizia annonaria dovrebbe fare più controlli e sanzionare i proprietari tanto quanto in proporzione hanno tolto dalle tasche dei turisti o concittadini”. Il quotidiano ha poi contattato telefonicamente il responsabile del bar, che ha operato l’operato dei suoi dipendenti: “I prezzi sono quelli esposti e ogni cameriere sa di dover consegnare il listino a ogni cliente. Se è vero quello che dice il vostro lettore avrebbe dovuto chiedere del responsabile e lamentare l’accaduto con lui”.

La senatrice comprava abiti senza pagare! Condannata per 13mila euro.

paola pellino-pdl-parlamentare-vestiti gratis-tuttacronaca

Paola Pelino, non ha usato i rimborsi elettorali per pagarsi i vestiti, ma è stata condannata a rimborsare 13mila euro di abiti non pagati. La parlamentare del PDL è stata condannata dal tribunale di Pescara a pagare 13mila 136 euro, spese legali comprese, per alcuni  vestiti acquistati nel 2009 ma mai pagati alla boutique “Le Gabrielli”. La senatrice si è difesa dicendo di non aver pagato la merce perchè “mi è stata consegnata senza scontrini fiscali”, poi smentita dai titolari dall’attività. Forse si aspettava che il partito li pagasse per lei?

Scontrino del parcheggio marchiato dalla Lega!

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Il simbolo della Lega Nord anche sullo scontrino del parcheggio. Succede a Lodi, a segnalarlo è un lettore di Repubblica che invia la foto in cui appare il simbolo della “Lega Nord – Padania“.
Il lettore scrive: “Sul retro della ricevuta di pagamento della sosta campeggia l’emblema della Lega Nord, con tanto di indicazione del committente”. Il lettore nota la commistione tra un servizio pubblico e la propaganda elettorale, e conclude con: “Non commento, ma credo sarebbe interessante sapere come ha reagito l’opposizione in Comune”.

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