Gli schemi della Juve… nascono a tavola!

pirlo-lichtensteiner-tuttacronacaPirlo e Lichtsteiner da sempre hanno dimostrato una brillante intesa sul campo che ben si sposa da una parte con la passione dello svizzero per le sortite offensive in area avversaria, dall’altra con la precisione dei passaggi del bresciano. L’ultima dimostrazione c’è stata la scorsa settimana allo Juventus Stadium, con il gol capolavoro proprio della coppia contro l’Inter. Lichtsteiner sa che può infilarsi tra le maglie della difesa e che presto o tardi Pirlo gli farà arrivare un pallone invitante, da spingere solo in rete. E ora la Juve ha deciso, pubblicando un video su Youtube, di svelare cosa c’è alla base di questa intesa. Sembra che il terzino ex Lazio sia di indole particolarmente pigra e spesso, nella vita di tutti i giorni, chiede al compagno di passargli qualcosa, dalla bevanda dissetante in allenamento, all’acqua e al pepe a tavola, per finire con le chiavi della macchina nel parcheggio. Pirlo paziente lo accontenta e a furia di passargli oggetti ecco l’intuizione: perché non provare a passargli anche il pallone? Detto fatto, arriva la carrellata di reti siglate dallo svizzero proprio su passaggio di Pirlo, a partire da quella dell’11 settembre 2011 allo Juventus Stadium in occasione della prima di campionato contro il Parma. 4 mesi dopo, il 21 gennaio 2012 contro l’Atalanta a Bergamo, ancora una volta l’esterno realizza il gol che sblocca il risultato. Due anni dopo riecco l’asse Pirlo – Lichsteiner, il gol è un colpo duro per l’Inter che poi affonderà nel secondo tempo subendo anche le reti di Chiellini e Vidal. Chissà che altre idee vengono ai bianconeri a tavola!

Piovono soldi sui pensionati? “5000 euro per tutti”

pensioni-sastri-tuttacronacaAncora una gaffe targata 5 Stelle: dopo le sirene, l’attentatore di Nassiriya e “Pino Chet”, ora una proposta che lascia a bocca aperta. La deputata Giulia Sarti ha scritto in Facebbok: “Possiamo dire che siamo governati da un branco di ANALFABETI e FESSINI?”. Dopo di che, la proposta di una riforma decisamente azzardata per il nostro sistema pensionistico. Si legge sul post: “In Italia abbiamo 23.431.319 pensionati, i quali percepiscono complessivamente € 270.469.483.350. Se noi garantiamo a tutti i pensionati 5000 euro al mese ci rimangono €153.312.888.350. Domanda: quanti redditi di cittadinanza possiamo garantire sapendo che la nostra proposta vale circa 30 miliardi?”. L’errore è grossolano, visto che 5mila euro al mese per tutti i pensionati significherebbe spendere oltre 1400 miliardi di euro. Considerato che il Pil italiano è di 1600 miliardi ne rappresenterebbe la quasi totalità. In queste ore, il M5S, ha presentato al Senato una mozione per attribuire un aumento di 518 euro annui a 2 milioni di pensioni minime. Il post, che ha raccolto non pochi commenti anche in Twitter, è stato in seguito rimosso.

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Riforma delle pensioni: Elsa Fornero e i suoi ripensamenti

riforma-pensioni-tuttacronacaDa quando sulla scena italiana ha fatto la sua comparsa la riforma delle pensioni dell’ex ministro Elsa Fornero, numerose sono state le contestazioni e ora è la stessa Fornero a fare il mea culpa, anche se solo parzialmente. A Tgcom24 ha infatti spiegato che, se potesse tornare indietro, la modificherebbe, rendendo “meno complessa la regolamentazione”. L’ex ministro però non si prende l’intera responsabilità delle conseguenze del suo operato. “Quella legge fu fatta con la firma di tutte le forze sociali (salvo la Cgil) e poi fu approvata dal Parlamento”, ha infatti ricordato. “Si tende sempre a dimenticare che le riforme, in democrazia, sono il prodotto non di un singolo ministro, ma di tanti”. Per quel che concerne l’ex ministro del welfare Maurizio Sacconi, che ora invoca la cancellazione della riforma per far “rivivere la Legge Biagi”, attacca: “Posso soltanto dire che se considerasse, certo con minore provincialismo, i giudizi che vengono dalle istituzioni internazionali, che considerano la riforma “un buon passo nella giusta direzione” forse si esprimerebbe in modo diverso, se non altro più cauto.” Ed ha aggiunto: “La riforma Biagi aveva ottime intenzioni, come d’altronde la nostra ma l’applicazione che ne è stata fatta era agli antipodi rispetto a quanto il professor Biagi aveva in mente: l’applicazione produceva bassa produttività e diffusa illegalità. Lo spirito era condivisibile, meno la messa in pratica”.

Pensione anticipata per il tema pensioni? Si scruta all’orizzonte

pensioni-tuttacronacaIn milioni, in Italia, scrutano all’orizzonte nella speranza di scorgere qualche novità, positiva, per quel che riguarda il tema delle pensioni, vera spina nel fianco per tutti i lavoratori che continuano ad attendere risposte. E anche per i disoccupati che attendono il tanto agognato turn over. In questo deserto, al governo si parla molto ma accenni ad eventuali provvedimenti per precoci ed usuranti non se ne fanno in questi giorni. Eppure si era promesso che sarebbero state inserite norme ad hoc nella Legge di Stabilità per tutelare queste categorie, le uniche che speravano in nuovi interventi. Chi ancora ci spera, spiega Business Online, auspicando interventi in extremis, è probabile che resterà deluso. Proprio questa dovrebbe essere una settimana decisiva per stabilire gli interventi per un nuovo futuro previdenziale degli italiani. Del resto le categorie precoci e usuranti si trovano già a vivere un periodo difficile a causa della riforma Fornero, che non tiene conto della particolaritù di determinati ambiti lavorativi, “creando una serie di errori di formulazioni che hanno portato, tra l’altro, alla nascita dell’ingarbugliata questione esodati.” Ma il tema passa sotto silenzio anche alla Corte dei Conti, che pure è intervenuta su alcuni problemi che concernono le misure previste dalla Legge di Stabilità. Appena due giorni fa Cesare Damiano, del Pd, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, aveva detto: “Il ministro Giovannini, accanto alla battaglia per inserire nella legge di Stabilità un sostegno per gli oltre 4 milioni di poveri, dovrebbe anche battersi per avere nella stessa legge una soluzione al problema dei cosiddetti esodati e per l’introduzione di una norma di flessibilità nel sistema previdenziale, come promesso dal Governo. Non sfugge al Ministro che l’esistenza di centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a causa della ‘riforma’ Fornero delle pensioni, ha prodotto nuovi poveri. Se questo problema si risolve riduciamo la platea dei cittadini che hanno bisogno di un’assistenza”. E aveva aggiunto: ”Non comprendiamo come mai il governo continui a sottovalutare il tema delle pensioni: l’indicizzazione proposta dal 2014 non va bene perchè mette di nuovo le mani nelle tasche dei pensionati; seimila nuovi salvaguardati nella legge di Stabilità non risolvono il problema; l’assenza di una misura di flessibilità, a partire dai 62 anni di età con 35 anni di contributi, e aver innalzato bruscamente l’età fino a 67 anni, impedisce il turn-over nelle imprese e ai giovani di entrare nel mercato del lavoro”. ”Non vorremmo -aggiunge Damiano- che il Governo, sulla base delle sollecitazioni che giungono dall’Europa, pensasse di innalzare anche l’età pensionabile delle donne per equiparala a quella degli uomini, magari destinando le risorse così risparmiate nuovamente al risanamento del debito. Si tratterebbe di uno scippo intollerabile, considerando che tra il 2020 e il 2060, soltanto dalle pensioni si risparmieranno oltre 300 miliardi di euro. Una cifra impressionante tutta a carico dello stato sociale”.

Aumenti all’osso per le pensioni nel 2014 e non per tutti

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Aumenti per le pensioni? Sono un miraggio? No l’aumento c’è ma è ridotto all’osso.  Lo schema proposto, che potrebbe ancora subire modifiche in Parlamento, è comunque più generoso di quello applicato negli ultimi due anni (a seguito del decreto salva-Italia) che prevedeva il blocco totale dell’incizzazione per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps.

Il dato da cui partire è l’andamento dell’indice Istat per le famiglie di operai e impiegati (che differisce leggermente da quello generale). Ovviamente non è ancora noto il suo andamento per tutto il 2013, ma la legge prevede che questo sia stimato sulla base dei primi nove mesi dell’anno: l’incremento dei prezzi si proietterebbe dunque a un 1,2 per cento, contro il 3 tondo che è stato riconosciuto a partire dal gennaio scorso sulla base della variazione dei prezzi nel 2012.

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10 casi di Nuova Sars in Italia. E’ lo stesso virus o uno nuovo?

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Alla fine sono 10 le persone positive al test della Nuova Sars ad affermarlo è professor Alessandro Bartoloni, responsabile del reparto malattie infettive dell’Aou di Careggi.

“Le persone risultate positive al test – prosegue il professore – non sono state isolate e sono a casa perchè non presentano alcun sintomo. Continuiamo a prelevare campioni e ad esaminarli per capire fino a che punto il virus si è diffuso. C’era la convinzione, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – prosegue l’infettivologo -, che il virus si trasmettesse poco e fosse piuttosto aggressivo. Quel che stiamo vedendo finora sembra essere, invece, esattamente il contrario. Lo schema si è ribaltato”. I test vengono quindi condotti su persone che hanno avuto contatti con chi già risulta positivo, anche se non presenta alcun sintomo. “Oltre che a tutela delle persone – spiega il professor Bartoloni – questo studio ci servirà a capire quale è la dimensione del fenomeno. L’interrogativo, a questo punto, è: il virus si è modificato o è un altro virus?”.

I pazienti ricoverati intanto migliorano e  la collega del primo paziente colpito da Nuova Sars, il quarantacinquenne giordano dipendente di un albergo fiorentino, potrebbe essere dimessa già stasera o al più tardi domani. Ma sono migliorate sensibilmente anche le condizioni del 45enne anche se ha ancora qualche difficoltà respiratoria.

 

Dimmi che mangi a colazione e ti dirò chi sei!

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Si può fare il giro del mondo a colazione e scoprire che quello che normalmente consideriamo un piatto della festa o della cena viene mangiato invece spesso proprio per iniziare la giornata. Molto dipende dal clima, dai prodotti locali, ma a volte si tratta di tradizioni che vengono da lontano. Avvicinarsi a un popolo attraverso il cibo è il primo modo di dialogare… è mettersi in ascolto e assaggiare quello che ci viene proposto che rompe la diffidenza dello straniero nei confronti del locale, spesso fiero di far assaggiare i suoi sapori e di avere dei riscontri positivi. Perciò è importante condividere sempre la “cultura” che spesso non passa necessariamente da un testo scolastico, ma che più naturalmente ci viene offerta viaggiando e scoprendo nuove realtà. Questo è solo uno schema semplificato di quello che ci può essere offerto in alcune parti del mondo:

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