La scala verso cielo… per chi non soffre di vertigini!

scala-per-il-paradiso-tuttacronacaPer raggiungere il Paradiso… c’è un’apposita scala. O almeno è quello che appare se ci si reca in Cina, ai piedi della montagna Huashan, nella provincia cinese dello Shaanxi, dove iniza una serie di scalini che i più coraggiosi possono percorrere per arrivare in cima, costeggiando la montagna seguendo tutti i suoi avvallamenti. Un climbing estremo, non tanto per l’altitudine (in vetta si raggiungono i 2160 metri), quanto per il precipizio. Si tratta di un sito religioso importante già dal II secolo, dove fu fondato un tempio taoista mentre, nell’antichità, la valle era abitata esclusivamente da pellegrini e monaci.

Una rete di sentieri estremamente ripidi e pericolosi unisce tra loro cinque cime sacre che racchiudono la valle, ciascuna delle quali ospita una ”casa del tè” sulla sua sommità meridionale. Cinque punti di sosta sospesi nel vuoto a formare i petali di un fiore, cui rimanda il nome ”Huashan” (trad. ”Fiore di montagna”). Le vette, tuttavia, rappresentano una meta rischiosa e vanta il triste primato di scalatori morti: pur in assenza di statistiche ufficiali, sembra che la media delle persone mai tornate si avvicini al centinaio ogni anno. Ad un certo punto del percorso, però, i più coraggiosi possono decidere di prendere lo “Sky tram”. Vere e proprie cabine sospese nel cielo consentono ai viaggiatori di arrivare in un punto ancora più alto della montagna. Qui il percorso continua percorrendo alcune assi di legno inchiodate alla montagna.  Il sistema montuoso sovrasta una zona altrettanto affascinante, nei pressi della città di Huayin, considerata la culla della millenaria cultura cinese, nonché il luogo d’origine dei famosi Guerrieri di Terracotta. 

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Bufera sull’Eredità, sospetti che il quiz sia truccato

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E’ truccato? I sospetti aleggiano sul Quiz condotto da Carlo Conti su Rai1: l’Eredità. E’ stata Striscia la Notizia ha puntare il dito contro la trasmissione e in un servizio ha mostrato che due concorrenti che si affrontano nella “Scalata”, , un gioco che consiste nel rispondere a sei domande le cui risposte iniziano tutte per la stessa lettera, il concorrente risponde alla domanda giusta che però sarebbe stata la successiva. Infatti alla domanda su quale sia il colore fra rosa e lilla, l’uomo risponde Cincillà, che invece è la risposta della domanda numero 2: “roditore dalla pelliccia ricercata”. Una coincidenza incredibile, per cui il programma dovrà dare delle spiegazioni. ECCO IL VIDEO. 

Taglio del rating, telecom è stata bocciata!

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Non è bastata l’operazione in extremis della vendita di Telecom Argentina al gruppo Fintech, ma non è stato abbastanza per cambiare l’outlook sul titolo. Secondo Moody’s che ha tagliato il rating  “la posizione non è ancora sufficientemente forte”, anche se l’operazione di vendita è stata considerata “buona”.  Da oggi Telecom passa da BBB- a BB+.

 

Rupee: un cane sul tetto del mondo

cane-rupee-himalaya-tuttacronacaJoanne Lefson, ex giocatrice professionista si golf, tempo fa aveva trovato un cucciolo in fin di vita abbandonato in mezzo alla spazzatura nella città montana di Leh. La sportiva l’ha preso con sè e rimesso in sesto con dieta vegetariana ricca di proteine, uova e riso bollito. Dopo di che Rupee, questo il nome del cane,  ricevuto l’ok del veterinario, ha potuto accompagnare la sua nuova amica sul tetto del mondo: i due, dopo un cammino di dieci giorni durante il quale non si sono mai separati, hanno raggiunto quota 5.364 metri. E Rupee è stato il primo cane a scalare l’Himalaya.

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Si dimette Bernabé, la triste storia delle telecomunicazioni italiane

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Le dimissioni di Franco Bernabé erano nell’aria e sono arrivate. La notizia è stata comunicata  durante il primo Cda dopo il riassetto della holding Telco, che ha visto salire al 66% la spagnola Telefonica. Anche senza Bernabé sembra che ormai sia imminennte lo scorporo della rete e una riorganizzazione in Sudamerica.

Come racconta il Corrierecomunicazioni, i fatti di oggi sono la conseguenza di quattro passaggi chiave avvenuti tra il 1997 e il 2007.

Il 1997: anno della privatizzazione,

Il 1999: Opa di Roberto Colaninno e soci,

Il 2001: acquisizione senza Opa da parte di Marco Tronchetti Provera,

Il 2007: acquisizione del controllo da parte di Telco, costituita da banche italiane e da Telefonica, sempre con distinti saluti all’Opa.

I primi tre passaggi sono stati spiegati e documentati con grande chiarezza in un libro di Giuseppe Oddo e Giovanni Pons di oltre dieci anni fa, che dimostra che la società era stata messa su una china da cui sarebbe stato molto difficile risalire. Dunque, non ci sono domande da proporre con sdegno nei talk-show, facendo la boccuccia di chi è esterrefatto perché chi viene interrogato sull’argomento ha il dovere di conoscere i fatti che contano. Per chi invece ha il diritto di ignorarle o di averle dimenticate, vale la pena di ripercorrere le tappe dolorose della storia privata di Telecom Italia e in cui sono condensati tutti i vizi del capitalismo privato italiano.

Si spezzano i fili per salvare Telecom… governo diviso!

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Si spezzano i fili per salvare Telecom. Con la crisi in corso sembra che il piano per salvare Telecom da Telefonica sia ormai lontano. Il Pdl ha già attaccato le misure pensate da Palazzo Chigi per bloccare la scalata. Prima è intervenuto il capogruppo Renato Brunetta, sparando ad alzo zero sulla “golden share”, i poteri speciali che il consiglio dei ministri dovrebbe riconoscere a breve al Tesoro, accusando il governo di voler far cessare “la certezza del diritto”. Poi Antonio Catricalà ha dato il colpo di grazia e ha minato il progetto di revisione delle norme sull’Opa, cioè sulle offerte pubbliche di acquisto, affermando che le modifiche  sono “possibili ma non probabili”. Cosa propone Catricalà? Praticamente di consegnare agli spagnoli Telecom poiché l’alternativa sarebbe quella dello scorporo “volontario” della rete, da rendere obbligatorio solo nel caso in cui la società non procedesse.

Alla fine Bernabé si arrende e si fanno insistenti le voci secondo cui il presidente di Telecom Italia starebbe trattando la buonuscita. Le dimissioni potrebbero essere messe sul tavolo del consiglio di amministrazione di giovedì prossimo. La decisione sarebbe giustificata con la volontà di non creare spaccature all’interno dello stesso board sull’offerta di Telefonica.

 

Simone Moro aggredito dagli sherpa

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L’alpinista Simone Moro, assieme ai compagni Ueli Steck e Jonathan Griffith, è stato aggredito ieri pomeriggio da un gruppo di Sherpa nel campo base n.2 dell’Everest. I tre hanno eseguito il fissaggio delle corde su una parete sul lato ovest del Lhotse prima di far ritorno al campo di partenza. Qui, un centinaio di sherpa li stavano aspettando per “punirli fisicamente” per una presunta interferenza nel loro lavoro. Alcuni alpinisti stranieri sono intervenuti impedendo allo scontro di degenerare in tragedia. Moro, il bergamasco che da anni frequenta le vette dell’Himalaya in Nepal, ha riportato ferite non gravi ma Steck deve essere trasferito a Kathmandu per problemi più seri. Nimanuru Sherpa, direttoredell’agenzia che ha organizzato la spedizione di cui fanno parte i tre, si è detto “rattristato per l’accaduto”, osservando che l’episodio “rischia di offuscare l’immagine del Nepal nel mondo”. Nel frattempo la polizia ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.

Una donna, da sola scala il Kilimangiaro… è italiana!

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Ha raggiunto da sola in cinque giorni la cima del Kilimangiaro: a compiere l’impresa e’ una alpinista di Mestre, Silvia Trabucco, 42 anni, da dieci anni residente a Zanzibar. Qui Silvia e’ responsabile amministrativo della locale Scuola internazionale, ma non ha mai perso la grande passione per la montagna e le ascensioni.

Cosi’ la donna, con il supporto di sei sherpa, si e’ presa 10 giorni di ferie dal lavoro ed e’ riuscita a raggiungere la cima di quella che con i suoi 5895 metri e’ la piu’ alta montagna africana.

”In effetti ero partita con una compagna, ma si e’ sentita male per l’altitudine dopo tre giorni di ascesa e ho proseguito da sola”. Una esperienza che Silvia giudica indimenticabile. ”E’ stata soprattutto una difficolta’ psicologica – spiega – quella di mantenere sempre la calma e il controllo del corpo. Ero tesa, preoccupata, non lo nego, ma volevo a tutti i costi arrivare in cima. Si dormiva nelle tende e si camminava soprattutto di notte – dice – ed e’ stato meraviglioso una mattina ritrovarmi davanti il biancore abbacinante di un ghiacciaio che non mi aspettavo di vedere”.

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