Piazza pulita al Milan?

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“Milan piazza pulita, a gennaio che rivoluzione sul mercato: a rischio Matri, Saponara e Niang”. Questo il titolo a tutta pagina del Corriere dello Sport di domenica 13 ottobre.

Secondo il quotidiano sportivo, dopo gli acquisti di Rami e Honda, Matri & C. sono tutti sotto esame. Oggi amichevole a Caen: l’ex juventino, Niang e Saponara devono lanciare segnali forti. Qualcuno di loro partirà, ma sono solo voci e indiscrezioni o davvero si cercherà di rivoluzionare la squadre e tornare in vetta alla classifica?

Il Giornale e Allegri attaccano gli arbitri ma non difendono Balotelli

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“Contro il Napoli, Mario Balotelli ha subito falli che se subiti da un altro gioca­tore, forse, sarebbero stati fischia­ti tutti”.

Così Massimiliano Allegri. Ma oggi al coro di giustificazioni per l’attaccante milanista arriva anche il quotidiano Il Giornale che tenta una difesa pur non assolvendo Balotelli.

Il Giornale scrive:

Le espressioni riportate nel referto sono state considerate «indifendibili»: non «te la farò pagare» o «ti ammazzo», come sostenuto da qualche lettore del labiale, ma addirittura molto più gravi. Il Milan e Allegri hanno messo in riga Balotelli ma non lo hanno lasciato solo. «L’atteggiamento di Mario verso gli arbitri è sbagliato. Nell’ultima riunione è stato chiesto un comportamento riguardoso verso gli arbitri e i giocatori del Milan debbono averlo. Mario ha sbagliato, ha penalizzato squadra, società e tifosi ed il mancato ricorso è un segnale importante. Però bisogna anche tutelarlo: contro il Napoli ha subito falli che se subiti da un altro giocatore, forse, sarebbero stati fischiati tutti» la stoccata riservata alla classe arbitrale. Allegri è stato lucido: Balotelli si deve prendere tutto il castigo ma basta con la comprensione per i suoi picchiatori.
Questa volta non è in gioco il buon nome di Mario e della sua deliziosa famiglia: è in gioco il futuro calcistico del giovanotto che è una risorsa del Milan e del calcio italiano, nei mesi che anticipano il mondiale brasiliano. Sul punto Allegri è stato esplicito: «Non è più un bambino, ha 23 anni e deve cambiare. Potenzialmente è un campione, lo vede anche un cieco, ma il suo valore non è testimoniato solo dagli 8 tiri in porta fatti col Napoli». Ora o mai più, insomma: ecco la rischiosa scommessa lanciata dal Milan che si ritrova con una squadra dimezzata (continua a perdere pezzi, acciacco di Saponara al ginocchio sinistro), si ritrova con gli uomini contati e ha davanti una striscia terribile, Bologna stasera, sabato la Samp, quindi viaggio ad Amsterdam in Champions e la sfida con la Juve il 6 ottobre. «Piaccia o non piaccia, Mario deve fare questo: sono convinto che imparerà la lezione, sono convinto di riuscire ad aiutarlo ma bisogna anche che si aiuti da solo» la conclusione, inflessibile come una bacchettata sulle mani, di Allegri che tiene al riparo il resto del gruppo (solo Amelia, Nocerino e De Jong intorno a Balotelli per placarne i bollenti spiriti, nessuna traccia del capitano Abbiati) da censure meritate. E a complicare la situazione di Mario anche il sospetto di un infortunio al ginocchio: ieri effettuata una risonanza magnetica.
Senza Balotelli, per il Milan tutto diventa ancora più difficile fin da stasera a Bologna dove «bisogna supplire da squadra» il suggerimento del livornese pronto a far entrare Robinho, Nocerino e Constant per rendere meno precaria la classifica e il presente del Milan e del suo tecnico convinto che finora «il gruppo si sia espresso al 50% delle sue possibilità» e che il rendimento sia «del 4%, pari ai punti in classifica».

Stasera ci sarà il test definitivo per Allegri e il Milan e sembra che in casa rossonera la tensione sia al massimo. Si concretizzerà in risultato o giocatori sentiranno la pressione di una gara che potrebbe anche essere l’ultima per l’allenatore?

S’infrange contro la Spagna il sogno dell’Under 21

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Si è infranto al Teddy Stadium di Gerusalemme il sogno dei ragazzi di mister Mangia, contro gli spagnoli che hanno bissato il successo del 2011 per 4-2, con una tripletta di Thiago Alcantare che ha sfavillato nei 90′. Nulla da ridire sugli azzurrini, se non per qualche disattenzione in difesa: si sono battuti generosamente, ma la differenza in campo era notevole, con una superiorità netta delle Furie Rosse, che sin dal fischio d’inizio hanno preso d’assalto la porta di Bardi che ha capitolato già al 6′ con un colpo di testa ravvicinato di Alcantara. Immobile pareggia dopo soli quattro minuti e il portiere difende il risultato con tre grandi interventi. Ma al 31′ arriva l’errore in difesa: Caldirola e Regini chiudono male su un pallone alto e Thiago Alcantara non si lascia sfuggire il gol del 2-1. Cinque minuti più tardi invece, l’arbitro si inventa un rigore per un intervento di Donati su Tello: il difensore prima tocca il pallone, poi l’esterno. Dal dischetto il numero 10 realizza. Nella ripresa la stanchezza si fa sentire e a nulla vale lo sforzo d’Insigne di riaprire la partita. Il 4-1 lo firma Isco, grazie a un rigore dopo che Regini atterra Montoya in area. Borini vuole almeno salutare l’Europeo con una rete e l’impresa gli riesce, ma è troppo poco. Gli iberici continuano a dominare la scena, che si parli di nazionale maggiore o di giovanili, ma gli azzurrini possono essere fieri del loro torneo e di esser stati gli unici a violare la porta di De Gea.

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Gli azzurrini conquistano la finale! Battuta l’Olanda 1-0

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Sono passati nove anni dall’ultima volta in cui gli azzurrini hanno agguantato la finale in un Europeo Under 21. Quest’anno ce la fa, dopo una partita sofferta contro un’Olanda organizzata sia sul piano tattico che su quello fisico. Già al 5′, su punizione, gli avversari avevano centrato un palo con Maher, ma è l’ex Roma Borini, un fedelissimo di Mangia, a consegnare la sfida contro la Spagna alla squadra. Dopo aver tenuto la palla per meno del 40% e cercando di giocare bene sulle rapide ripartenze, l’Italia ha difeso bene e Bardi ha compiuto almeno un paio di miracoli. Solo una volta ha rischiato, ma il palo è accorso in suo aiuto. Maher ha imperversato per tutto il primo tempo, senza però violare la rete azzurra. Al 78′, ad un passo da quelli che sembravano degli inevitabili supplementari, c’ha pensato Borini a chiudere l’incontro. Insigne ha servito la punta in area, che a sua volta ha eluso l’intervento di Van der Hoorn e battuto con un piattone Zoet. Il triplo fischio è stato accolto dai festeggiamenti in casa azzurra, più che meritati.

Gli azzurrini portano a casa il primo posto nel girone!

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Ultima partita per i ragazzi di Mangia, contro la Norvegia, che si è giocata tutta nei tre minuti finali. Poche emozioni per i primi 90′, ma poi si sono scatenati a pochi passi dal fischio finale. All’ultimo minuto regolamentare gli scandinavi sono passati in vantaggio con un rigore, dubbio, di Strandberg, ma gli azzurrini non sono una squadra che molla: al 93′ Bertolacci ha approfittato di un errore del portiere Ostbo regalando il pareggio e il primo posto nel girone A. Potevano lasciare la partita terminasse così, con una sconfitta, ma volevano la vetta e per gli ultimi istanti hanno imperversato nella metà campo avversaria. Altre occasioni per l’Italia sono capitate a Destro tra il 58′, gol sbagliato a porta vuota, e il 60′, conclusione alta. Da parte sua, la Norvegia aveva spaventato Bardi solo al 65′ con una punizione di Hedenstad sulla traversa.

L’Italia travolge Israele, ma è Insigne a finire in ospedale

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L’Italia travolge i padroni di casa agli Europei in Israele e proseguono nel loro cammino vincente grazie e 4 reti inflitte senza subirne. La semifinale è servita: Mangia sparpaglia le carte rispetto all’incontro con l’Inghilterra e schiera una squadra compatta che punta su Saponara e Gabbiadini. L’inizio vede un Israele partire forte ma senza riuscire a infrangere il fortino di Bardi. Con lo scorrere del tempo, tutte le capacità degli azzurrini vengono in luce, con i riflettori puntati in special modo su Insigne, che mette paura e inventa. Saponara, al 17′, batte Kleyman e porta in vantaggio la squadra. Israele sfiora il pareggio un paio di volte giocando in velocità ma al 44′ arriva il raddoppio targato Gabbiadini. Ma il dramma si era già svolto: Golasa travolge Insigne e l’attaccante partenpeo è costretto ad uscire in barella tra le lacrime per un problema alla caviglia. I compagni non perdono però concentrazione: all’8′ della ripresa Gabbiadini sigla la doppietta mentre Florenzi chiude definitivamente l’incontro al 71′: 4-0.  Ma l’infortuno d’Insigne è un macigno sulla squadra anche se dall’ospedale di Tel Aviv le prime notizie sono positive: le lastre escluderebbero la frattura della caviglia, dovrebbe essere solo una distorsione. Il giocatore sente però ancora dolore.

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