Rapina shock a Roma: a volto coperto portano via 25mila euro

polizia-scientifica-romaAttimi di paura per il 47enne Pacifico Bellisari che, davanti alla Conad di via Salvatore Di Giacomo, a Roma, è stato affrontato da un malvivente a colto coperto. Bellissari, titolare del supermercato, che stava uscendo attorno alle 14.30 con 25mila euro d’incasso, dopo una collutazione ha cercato riparo nella sua vettura ma è stato raggiunto alla testa dal calcio della pistola. Il malvivente ha così rapinato l’uomo per poi raggiungere una Nissan con a bordo due complici, con i quali è fuggito. Il commerciante è stato trasportato da un’ambulanza al Sant’Eugenio e le sue situazioni non sono gravi: ha riportato un lieve ferita alla testa. Intanto gli equipaggi delle volanti hanno pattugliato la zona per rintracciare i malviventi. Dalle prime descrizioni i tre sarebbero italiani. Considerata la dinamica della rapina, eseguita a sangue freddo, i banditi avrebbero colpito già altre volte in altri esercizi commerciali. Gli agenti stanno visionando le telecamere del supermercato sperando che abbiano inquadrato i malviventi mentre la Scientifica ha effettuato un sopralluogo. L’aggressione è avvenuta in pochi secondi, quando i negozi erano ancora aperti e sotto gli occhi dei passanti atterriti.

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Il Sant’Eugenio è al collasso, pazienti gravi lasciati in corridoio

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Il Sant’Eugenio, uno dei più importanti ospedali di Roma è un paziente grave. La struttura non regge più, tra il personale insufficiente e l’afflusso continuo di malati, le condizioni sono davvero inaccettabili. Almeno 98 pazienti attendono infatti una visita o un posto letto e almeno 51 di questi sono in condizioni critiche.

E’ La Repubblica a riportare la difficoltà quotidiana che si vive tra i muri del Sant’Eugenio:

Il personale medico si sfoga:

“Non era mai accaduto”, si sfogano i medici della prima linea inchiodati al lavoro, quattro, cinque ore oltre l’orario. “Così non abbiamo faticato mai”. “Qui”, spiegano, “da giorni l’affluenza non molla la presa”. E la conferma arriva dagli equipaggi delle ambulanze del 118: “Dopo tre ore di fermo del nostro mezzo in un altro ospedale, ci hanno restituito la lettiga di bordo dopo la morte del paziente che la occupava”. “Qui al Sant’Eugenio”, aggiunge Monica Rinaldi, “aspettiamo da un’ora che si liberi la barella per poterci rimettere in marcia”.  

I codici verdi attendono nei corridoi, mentre i pazienti gravi con infarti in corso vengono curati nelle corsie, dato che nell’Unità di terapia intensiva non c’è posto, spiega Lucio Alessandro, direttore del Dea:

“L’Unità di terapia intensiva coronarica”, ancora Alessandro, “è piena e siamo costretti a trattare qui i pazienti con infarto in corso”. Con le ambulanze del 118 ne sono approdati cinque quasi in contemporanea e solo per due di loro si è riusciti a eseguire l’angioplastica, a liberare cioè la coronaria ostruita. E gli altri? “Aspettano il loro turno coperti da un trattamento farmacologico”.

Malasanità: attende un’ora e mezza per il parto, il piccolo nasce morto

ospedale_grassi_pronto_soccorso-tuttacronacaUna donna di 30 anni ha presentato una denuncia di malasanità nella quale afferma di aver partorito nello scorso mese di ottobre, nell’ospedale Grassi di Ostia un bambino nato morto. Nella denuncia si legge che la donna, prima di essere trasferita in questa struttura, era stata ricoverata al Sant’Eugenio. Qui, in preda alle doglie, l’avrebbero fatta attendere un’ora e mezza prima di visitarla e accompagnarla in sala parto. La stessa donna chiede si essere trasferita all’ospedale di Ostia. Ora la Procura della Repubblica di Roma ipotizza l’accusa di omicidio colposo. L’indagine, affidata al gruppo di magistrati che fa capo al procuratore aggiunto Leonardo Frisani, si svolgerà ora con l’affidamento di una consulenza per stabilire se i tempi di attesa indicati nella denuncia corrispondano al vero e stabilire così se nella vicenda sussistano fatti penalmente perseguibili.

Esplosione al Prenestino a Roma, un suicidio rischia di far saltare un palazzo

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Sarebbe stato un uomo di 42 anni che avrebbe tentato il suicidio l’autore dell’esplosione in un appartamento al settimo piano di un palazzo nei pressi di Villa Gordiani, in via Belmonte Castello, nel quartiere Prenestino a Roma. L’uomo avrebbe infatti aperto le manopole del gas nella sua abitazione. Il 42enne, non è in pericolo di vita e si trova ricoverato per ustioni all’ospedale Sant’Eugenio. Altre due persone sono rimaste intossicate. 

 

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