La Santanché pronta a farsi suora, se Alfano…

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Daniela Santanchè, si dice pronta a farsi suora “se Alfano si sfila dal governo”, questa è l’ultima provocazione della parlamentare di Forza Italia che qualche minuto prima aveva spiegato come il suo partito sarebbe rimasto all’opposizione specificando che si sarebbe trattata di “un’opposizione patriottica.” E sul colloquio tra Renzi e Berlusconi ha dichiarato: ”Conoscendo il carattere del presidente Berlusconi e un po’ quello di Renzi, immagino che sarà stato un incontro simpatico.”

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“In tv voglio volti rassicuranti”: Berlusconi decide chi non deve apparire!

santanche-tv-tuttacronacaSarebbe stato Silvio Berlusconi a decidere di bandire i volti “troppo aggressivi” dalla televisione, preferendo facce “rassicuranti” in grado di “non spaventare l’elettorato moderato”. E il leader di Forza Italia avrebbe anche messo a punto la sua “black list”: personalità di Forza Italia che, in questa fase, non sono graditi sul piccolo schermo e nella quale appaiono anche alcuni big del partito e “amici” di casa Arcore: da Daniela Santanchè a Maurizio Gasparri. Secondo Repubblica, la lista nera comprende almeno 12 nomi, di cui finora ne sono noti soltanto sei. Oltre alla pitonessa e a Gasparri, ne fanno parte Alessandra Mussolini, Micaela Biancofiore, Laura Ravetto e Lara Comi. “Quelli li voglio vedere meno nei tg d’ora in poi, quegli altri di più”. L’ordine impartito è: “Entriamo da gennaio in piena campagna elettorale, almeno nei telegiornali di maggiore ascolto voglio volti rassicuranti, poco aggressivi, che non spaventino l’elettorato moderato”. Ma come c’è una lista nera, compare anche una “white list” con i volti graditi nei tg e nei talk show. Tra questi ci sono Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Renata Polverini e il sempre presente Renato Brunetta. Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di FI, ha smentito “l’esistenza di una qualsiasi lista di proscrizione”. Eppure – rincara Repubblica – il Cavaliere ha compiuto la sua scelta e l’ha comunicata a molti. Alcuni, a cominciare da Laura Ravetto, non hanno nascosto il loro malumore. Sulla pagina Twitter della Ravetto si legge infatti: “Davvero esistono liste proscrizione nel mio partito su chi deve andare in tv e “avere le pa**e” e’ considerato poco “rassicurante”?”

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La Santanché contro Mattia Mor, imprenditore renziano!

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A Piazzapulita volano parole e anche pesanti tra Daniela Santanché, che si scaglia contro l’imprenditore renziano, ex partecipante al Grande Fratello e Uomini e Donne, Mattia Mor che affermava: “Io mi vergogno quando sento dire che Berlusconi è il più grande imprenditore italiano” e ricordava “Il 90 percento dell’export italiano – prosegue Mor – è fatto da piccole e medie imprese. Quando io e i miei colleghi andiamo all’estero per esportare con difficoltà dobbiamo scontare un doppio fattore che è dato dall’effetto Berlusconi. L’effetto Berlusconi altro non è che quella risatina di scherno che Merkel e Sarkozy si fecero al vertice di Cannes. Era una risata verso tutto il popolo. Il primo ministro che rappresenta l’Italia rappresenta il popolo. Quindi, quando un’azienda piccola come la mia o anche più grandi cercano di esportare, quando un giovane va a Londra per cercare lavoro dopo la laurea deve fare una doppia fatica da questo punto di vista anche per togliersi quest’aura di ridicolo che gli è messa addosso. Il bello è che la maggior parte delle volte a fare questo doppio lavoro ci riesce perché noi italiani siamo i migliori al mondo come singoli individui. Noi ce la facciamo però non grazie al Paese, ma nonostante il Paese. Nonostante Silvio Berlusconi sia il politico più conosciuto in assoluto. Quando io vado a vendere negli Stati Uniti, in Germania, in Russia, comunque mi trovo di fronte a dei partner che, se si parla di politica, sorridono. Garbatamente, ma sorridono. Questa è una cosa che va valutata bene”. “L’immoralità e l’inaffidabilità che Berlusconi ha portato nella politica – attacca ancora Mor – non sono soltanto un fatto moralista di sinistra, ma sono un danno economico per le imprese che devono esportare” “Lei non si vergogna di niente – la difesa al Cav della Santanché – No! Lei deve imparare da Berlusconi! Si sciacqui la bocca! Ha inventato la televisione commerciale!”. Secca risposta finale di Mor: “La televisione commerciale l’ha copiata dagli Stati Uniti”.

Il Pdl torna a compattarsi: tutti contro Santoro

servizio-pubblico-santoro-pdl-tuttacronacaNon poteva non innescare le polemiche l’intervento dell’attrice Michelle Bonev a Servizio Pubblico, soprattutto in casa Pdl, da dove non hanno tardato a levarsi le voci. “Non accetteremo mai che il confronto politico scenda a questo livello. La nostra storia e la storia del presidente Silvio Berlusconi non potrà mai essere sporcata da un giornalismo qualunquista e volgare che utilizza presunti gossip e personaggi discutibili”, dichiara il segretario del Pdl Angelino Alfano “La puntata di Servizio Pubblico di questa sera è semplicemente indecente e vergognosa”, aggiunge Raffaele Fitto. Da parte sua Cicchitto osserva: “Da Samarcanda in poi Santoro ha sempre voluto dare espressione alle battaglie piu’ radicali ed estremiste di un settore della sinistra. Francamente oggi sta offrendo il peggio di se stesso – peraltro mostrando un moralismo da quattro soldi – su di terreno deteriore e qualunquista che con la politica fatta attraverso la televisione e col servizio pubblico non ha proprio nulla a che fare. Per onesta’ intellettuale gli consigliamo di cambiare nome al programma. Da oggi in poi non piu’ Servizio Pubblico”. Non è meno duro il ministro Lupi, che dirama un comunicato: “Il giornalismo guardonista da buco della serratura ha raggiunto il suo vertice questa sera a servizio Pubblico. L’ossessione per il nemico non si arresta di fronte a niente. La riduzione della politica a gossip che vellica gli istinti più bassi con attacchi alla persona sin nei suoi affetti più intimi non è degna di essere definita dibattito pubblico. La persona di Silvio Berlusconi, il suo ruolo politico in questi anni, la fiducia che milioni di italiani continuano ad accordargli meritano rispetto. Difenderò sempre il valore di questa esperienza politica e umana dalle bassezze di chi sembra lavorare alla dissoluzione del nostro Pese”. Il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, dopo i recenti attacchi alla Rai trova ora l’occasione per lanciare nuovi strali su La7: “Non è più giornalismo, non è più informazione. Da Santoro ormai solo fango, fango mediatico gettato nel viso dell’avversario politico di turno. Dov’è finito il moralismo dei compagni di una volta? Dov’è finita la deontologia di un mestiere così ambito? Da ‘Servizio pubblico’ uno spettacolo indecente, inguardabile e barbaro. Questa non è televisione, è macelleria televisiva che non potrà che ritorcersi contro chi la fa”. Ovviamente non potevano mancare dichiarazione dalla Pitonessa, il più strenuo difensore della causa Berlusconi. Ha detto Daniela Santanche’: “Squallido Santoro, classico uomo ‘utilizzatore finale’. Andrebbe indagato per sfruttamento della prostituzione”.

Neppure fosse la testa della Medusa… Dove andrà Sallusti?

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Che Angelino Alfano non nutrisse simpatia per Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e compagno del falco Daniela Santanché, era sotto gli occhi di tutti, ma forse l’editoriale che ha definito “mafiosetto” il Ministro degli Interni, ha fatto definitivamente saltare le corde, già tese, all’interno del Pdl – Forza Italia. Per la ricompattazione sempre proprio che il prezzo richiesto da Alfano sia la testa di Sallusti (neppure fosse quella della Medusa!) anche in virtù, forse, di quella lite furibonda del direttore de Il Giornale con Fabrizio Cicchitto a Ballarò. Il Fatto quotidiano scrive:

Sallusti alla guida del Giornale è ormai privo di controllo. Di lì la decisione: giro di seggiole e poltrone nelle testate di famiglia.

E il Fatto quotidiano ribadisce lo schema già circolato:

“l’attuale direttore di Panorama Giorgio Mulè prenderebbe il posto di Sallusti al Giornale. Sallusti a sua volta emigrerebbe alla direzione di Tgcom24 . A Panorama potrebbe andare Mario Sechi che avrebbe (sempre secondo le voci che corrono) trovato come magnifico sponsor addirittura il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara”.

Dietro questo giro di poltrone anche la Santanchè:

“E, soprattutto, non darla del tutto vinta ad Alfano che, come si ricorderà, aveva chiesto la testa di Sallusti a Berlusconi (senza nessun incarico di “salva – guardia”) dopo un editoriale del direttore sul Giornale (titolo: “Eversivo è alzare le tasse, liberale è non farlo”), classificato poche ore dopo dal segretario del Pdl come “metodo Boffo” nei suoi confronti e in quelli degli altri ministri “colombe” pidiellini”.

Ma il cambio di direzioni nei giornali di casa Berlusconi, dove il leader del Pdl ricorda che “i soldi sono i miei”, potrebbe arrivare dopo il consiglio nazionale del Pdl:

“La notizia del valzer di seggiole e poltrone potrebbe essere data dopo il consiglio nazionale del Pdl, previsto tra un paio di settimane (salvo contrordini), proprio perché la valutazione degli equilibri che ne usciranno consentirà di rendere più “morbidi” gli avvicendamenti. A restare saldo solo Maurizio Belpietro a Libero”.

Di giro di poltrone, dopo la riunione di Sallusti e Berlusconi ad Arcore del 14 ottobre, parla anche Libero quotidiano, che riporta le indiscrezioni di Lettera43:

“In altre parole: nel progetto del Cavaliere, Sallusti dovrebbe lasciare il Giornale e diventare direttore di Tgcom24, la rete all news di casa Mediaset. Alfano ha avuto la sua testa, per usare un’espressione utilizzata dallo stesso Sallusti nell’ultimo editoriale. Ad accompagnarlo a Villa San Martino dovrebbe essere Daniela Santanchè ed il passaggio è esemplare: ad essere messa in un angolo, almeno per il momento, sarebbe la linea-dura dei falchi del Pdl rappresentata mediaticamente proprio dalla testata di via Negri”.

Se Sallusti e Mulè saranno spostati, l’ingresso a Panorama sarà per Mario Sechi;:

“al settimanale di casa Mondadori andrebbe invece Mario Sechi, già vice ai tempi della direzione Belpietro prima delle avventure giornalistiche a Libero e Il Tempo e quella politica (breve e sfortunata) con Mario Monti in Scelta civica”.

 

Nel centro del mirino: Verdini, Bondi, Santanchè, Brunetta e Sallusti

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Mediazione? Nel mirino di Alfano ci sarebbero 5 teste e poi si potrebbe parlare di “pacificazione” all’interno del Pdl. Intanto l’ex premier cerca di fare ordine nella voliera tra falchi e colombe.  Ma Alfano non si ferma e vuole quelle teste, una a una: Denis Verdini, Sandro Bondi, Daniela Santanchè, Renato Brunetta e Alessandro Sallusti.

Ma perché un giornalista? Lo spiega così l’Huff:

“Per la tregua servono segnali concreti. Sallusti non può stare lì a dirigere un giornale che dovrebbe essere del partito”. Per Berlusconi è impossibile dire io non c’entro. Alfano era con lui ai tempi della casa di Montecarlo, sa come funzionano le cose: “Si sa – dice un alfaniano di ferro – come vanno le cose. Prima di rompere ci blandiscono, poi inizia il dossier aggio e il metodo Boffo”.

Ora Alfano ha dettato le sue condizioni e la decisione rimbalza a Berlusconi!

La resa dei conti… quanti voti mancano al Goveno Letta?

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Vertice nella notte tra falchi e Berlusconi. A Palazzo Grazioli salgono, dopo il raid notturno di Alfano, anche Verdini, Ghedini, Brunetta, Santanchè, Capezzone e Micciché e si rifanno i conti. Secondo il Corriere della Sera i calcoli sui possibili «traditori» danno numeri molto diversi da quelli sbandierati nel pomeriggio da Giovanardi:

«Presidente — assicurava Verdini — Alfano si porta dietro, a quest’ora, tra gli 8 e i 15 senatori. E di questi, voglio vedere quanti domani avranno il coraggio, mentre li guardi in faccia, di votare contro di te… Se arrivano a 7 è tanto…». E comunque «tu non hai niente da perdere», gli hanno ripetuto, perché «anche da leader dell’opposizione otterresti più di quanto hai ora: quei traditori faranno la fine di Fini». E c’è sempre la carta Marina da giocare, seduzione mai scemata, ieri tornata, carta a sorpresa o illusione che sia. Perché i sondaggi calano ma «la mia battaglia è appena iniziata», promette il Cavaliere. Pensando anche ai nuovi nemici, ai figliocci che gli hanno voltato le spalle, a un passato che sembra lontano anni luce, in questa notte che non finisce mai.

Conti alla mano:

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L’ipotesi più rosea per Letta: oltre che sui 137 senatori sicuri (107 del Pd, 20 di Scelta civica compreso il senatore a vita Mario Monti, 10 autonomisti = 137) il governo in carica potrebbe contare pure su 54 «responsabili» filogovernativi in gran parte del centrodestra, che porterebbero la maggioranza a quota 191, ben oltre la soglia di sopravvivenza di 161 seggi. Un vantaggio ancora più consistente se si aggiungono i restanti cinque senatori a vita (Rubbia, Cattaneo, Piano, Abbado e Ciampi).

Il regalo del Cavaliere all’Italia nel giorno del suo compleanno!!!

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Sembra proprio che il Cavaliere sia deciso a fare un regalo all’Italia nel giorno del suo compleanno: votare la legge di stabilità e il congelamento Iva sino a gennaio. Ma la gioia dura poco e Silvio Berlusconi precisa: ”Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente”.

Ma  ci potrà essere una legge di stabilità che a giudizio del Cavaliere  sia  davvero utile all’Italia? Può essere concepito un congelamento Iva senza altre tasse? Siamo già oltre la soglia del 3% e senza le dovute correzioni sicuramente si sfonderà il tetto massimo previsto dall’Eurozona e l’Italia rientrerà ancora una volta in una procedura di infrazione. Ma Berlusconi incolpa il Pd: “Nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare di proporre il blocco dell’Iva aumentando altre tasse, di tagliare l’Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo, un governo prono rispetto ai diktat dei burocrati dell’Unione europea”.  Da ciò l’ultimo atto: “Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare”.

“Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione. So e sappiamo distinguereil reale interesse dei cittadini”, scrive Berlusconi in un messaggio pubblicato on-line… il Cavaliere non si dimentica dell’Italia neppure nel giorno del suo compleanno e prosegue “Noi ci siamo e ci saremo” su stop a Imu e aumento Iva e “su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale”, afferma il leader di Fi, spiegando che il suo partito è pronto a votare le leggi economiche che il governo proporrà, se “utili” al Paese.

Ma l’esperienza di governo per Silvio Berlusconi si conclude inesorabilmente qui, nessun dietrofront: “A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese”. “Invece – aggiunge – darei il mio avallo a una democrazia dimezzata dove i magistrati politicizzati decidono chi deve governare”.

Berlusconi è conscio di aver preso una decisione “dura e impopolare” chiedendo ai ministri Pdl di dare le proprie dimissioni. “Ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale”. “A loro dico di non credere a coloro che da vent’anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica”. E rivendica di “aver salvato i governi della sinistra negli anni Novanta quando non avevano maggioranza sulla politica estera”.

“Non sono sceso in campo – conclude – non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese”. “Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici – perché non eletti dal popolo – che loro sì, irresponsabilmente, vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese”.

E buon compleanno Cavaliere!

La Pitonessa chiede aiuto alla sinistra? Il Pd salvi Berlusconi! Arriverà il colombo?

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Nessun giro di parole, nessun mezzo termine, il tempo è scaduto e sembra non esserci neppure un secondo per la riflessione. Il Pdl ha paura e va all’attacco? Ultimatum, ricatti, aut aut ormai sono all’ordine del giorno e non stupiscono più neppure gli elettori che inermi sia a destra che a sinistra devono assistere a questi scontri politici che si basano su interessi “privati” che si vogliono far diventare “pubblici” mentre loro sono a casa sommersi nel dramma delle bollette da pagare, delle spese per la scuola dei figli, del caro benzina e delle mille tasse che stanno per travolgere i loro conti. La Santanché però mira solo a chiedere aiuto al Pd e salvare Berlusconi:

”Il Pd deve salvare Berlusconi, non ha scelta, altrimenti vorrebbe dire togliere la volontà politica a dieci milioni di italiani. In gioco c’è la democrazia”.  

”Io confido nel premier Letta, che parli col segretario Epifani. Non si assumeranno la responsabilità di portare un paese nel caos, non ci credo”, dice Santanchè. ”Non potremmo più sostenere i nostri carnefici, mi pare ovvio. Vogliono davvero far cadere il governo?”.

Se la giunta votasse la decadenza, ”allora, siccome la nostra Costituzione dice che il popolo è sovrano – aggiunge Santanchè – io voglio che la sentenza su Silvio Berlusconi la emetta il popolo italiano con il voto”.

 Ma siamo sicuri che l’elettorato di destra possa amare questa richiesta d’aiuto da parte del Pdl al Pd?

Chiara la risposta di Letta:

“È sbagliato sovrapporre due livelli che sono differenti e tali devono restare. Una cosa è l’agenda del Paese, le misure che dobbiamo approvare, il piano politico dell’azione dell’esecutivo, un’altra sono gli atti interni del Senato, la giunta si dovrà esprimere in base ad un’analisi giuridica, non politica, dunque i due piani sono distinti”.

Gli fa eco Davide Zoggia, responsabile organizzativo del Pd:

“Il Pd non accetterà ricatti e la responsabilità di far saltare eventualmente il governo per la vicenda di Silvio Berlusconi sarebbe del Pdl. Bisogna rimettere la realtà con i piedi per terra. Lo dico con chiarezza ai colleghi del Pdl che invito ad assumersi le proprie responsabilità e a smetterla con il tentativo di scaricare sul Pd i problemi che riguardano il loro partito”.

Alea iacta est e forse bisogna solo attendere il colombo… porterà buone o cattive notizie?

La Santanché vuole mandare tutti in carcere: prima Sallusti ora Silvio!

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Secondo Daniela Santanchè, Silvio Berlusconi non chiederà “né gli arresti domiciliari, né la messa in prova, né l’affidamento ai servizi sociali. Berlusconi va in carcere, gli italiani devono sapere che si mette in carcere un uomo come Silvio Berlusconi”. Sulla possibile richiesta della grazia al presidente Napolitano, la Santanché aggiunge che “al Colle non abbiamo chiesto nulla, non siamo abituati a chiedere ma a dare”.

Io nel dubbio mollo! Crozza e la politica quotidiana!

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“Io nel dubbio mollo!” Inizia così il monologo  di Maurizio Crozza nei panni di Giorgio Napolitano, ma dopo poche battute il comico passa al tema caldo del Datagate:  «Ma davvero gli americani spiano le cose che si dicono i nostri politici in privato? Non gli bastano le m*******e che dicono in pubblico?». Non risparmia Monti: «Spiano anche lui? Ma se non lo invitano più neanche alle riunioni di condominio» né Letta: «Letta? Non lo sente nessuno, figuriamo se lo intercettano». L’ultimo colpo è per la Santanchè: «È un volto nuovo? Certo lo cambia dal chirurgo ogni mese».

Vicepresidenza alla Camera: la Pitonessa mette a rischio il governo?

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Si vota la vicepresidenza alla Camera e sembra che l’occasione sia una verifica della tenuta della maggioranza. Infatti, in caso ci fosse il rifiuto di eleggere Daniela Santanchè, Berlusconi sarebbe già pronto a far salire la tensione: “Il Pd su Daniela deve rispettare i patti. Noi abbiamo votato i loro, loro devono votare i nostri. Per stare insieme in maggioranza ci vuole lealtà, altrimenti è un problema serio”. Ma i numeri sono in bilico: il Pd è determinato a votare scheda bianca, Scelta civica parla di provocazione e Sel cerca di convergere con il M5S su un candidato comune. Ma c’è da considerare anche il fuoco amico, perchè le “colombe” legate ad Angelino Alfano non simpatizzano affatto per la pasionaria berlusconiana. Come sottolinea l’Huffington Post, “Per questo Berlusconi ha fatto uscire Angelino Alfano, a sponsorizzare convintamente la candidatura di Santanchè: se incidente ha da essere, è il suo ragionamento, deve essere imputabile al Pd. Non alla faida che sta lacerando il Pdl.” Perchè il problema è che all’interno dello stesso partito non tutti appoggiano la Pitonessa, come ha dimostrato l’assenza di parte del partito lombardo ieri alla manifestazione di Arcore: “da Gelmini a Romani, da Formigoni e Casero. E non per mancanza di solidarietà nei confronti di Berlusconi.” Insomma, sembra che il partito stia diventando “una curva di ultrà che rovineranno Berlusconi”. Lo stesso Cavaliere ha preferito evitare di scaricare sul voto parole incendiarie, preoccupandosi al contempo che il suo partito sia compatto sul voto: “E’ difficile – dice una vecchia volpe pidiellina – che Daniela passi, ma le responsabilità devono essere del Pd, non nostre”. È la linea che Daniela stessa ha espresso sin dalla sua intervista a Repubblica e anche nella trasmissione In Mezz’ora: “Non è una questione di vita – ha detto – ma se non mi votano c’è un problema politico”. Continua così la strategia della tensione verso Letta: se la Santanchè non viene eletta il governo sarà messo ancora più sotto pressione e per questo le colombe hanno trascorso la giornata ad appellarsi al Pd. Del resto la reazione del Popolo della Libertà è decisa: se i democratici non votano la Santanché rompono i patti. Da parte loro, i Dem hanno proposto un cambio di rotta, proponendo Antonio Leone, ma la risposta è stata un deciso no. Quello che resta è che per l’elezione della Santanché rischiano di non essere sufficienti i 120 voti di Pdl e Lega. Vista la situazione, i lumbard si sono subito inseriti nel gioco chiedendo di sostituire l’onorevole Pdl con un padano. Mentre Scelta civica è pronta a prestare soccorso all’onorevole messa in campo dal Popolo della libertà e M5S candida la deputata Francesca Businarolo senza sapere se Sel appoggerà o meno.

I nostri 7 giorni: quelle scosse che fanno sobbalzare l’Italia

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E’ stata scossa l’Italia, in tutti i sensi, questa settimana. La terra continua a tremare in Toscana e anche oggi la paura è serpeggiata nelle zone già colpite con forza la settimana scorsa, senza contare i disagi provocati dal maltempo. Lla pioggia ha creato non pochi disagi anche a Rimini nei giorni scorsi, dove una donna è  stata rinvenuta morta nel giardino della sua abitazione, mentre la pioggia caduta sul Gargano ha ridotto la Puglia in ginocchio. E se non è l’acqua, è il fuoco a creare non pochi disagi: ne sanno qualcosa gli abitanti di Taranto, che sono stati minacciati dalle fiamme. Ma non è solo la Natura a mettere in pericolo l’uomo: è la sua stessa incoscienza a volte, come nel caso del solarium crollato durante la festa organizzata per la sua inaugurazione e che non aveva ancora ricevuto l’agibilità. E’ accaduto nel catanese e solo la dea bendata ha permesso che non ci fossero morti. Ad essersi trasformato in tragedia è stato invece l’incidente di un pullman in Montenegro, avvenuto una settimana fa, ma che per tutta la settimana ha attratto l’attenzione. Altre volte, ancora, non è il “caso,” ma la cattiveria umana a guidare verso azioni ingiustificabili, come nel caso dell’aggressione ai danni della showgirl dominicana Marysthell Garcia Polanco. Insomma, sembra che l’insicurezza stia cercando d’impadronirsi della nostra quotidianità.

insicurezzaDel resto, come potrebbe essere diversamente quando giungono, ancora e ancora, notizie che sembrano determinate a minare ogni minimo appiglio che abbiamo? Sicuramente è trascorso del tempo quando guardavamo alla Chiesa come un rifugio sicuro e al prete come confessore fidato, ma ciò non toglie che scoprire che anche il cerimoniere pontificio è stato accusato di pedofilia fa davvero tremare la terra sotto i piedi. A questo punto viene da chiedersi se anche Berlusconi abbia percepito l’instabilità che lo circonda dopo la sentenza di condanna per il processo Ruby, com’è stato ribattezzato. Forse è per questo che ora cerca di aggrapparsi alla sua vecchia creatura, Forza Italia? A Sentire la Santanchè il Cavaliere sarebbe “sereno”, però la berlusconiana approva l’idea dell’immunità parlamentare: ma quale innocente si appella all’immunità? Chi davvero deve iniziare a sentirsi poco stabile potrebbe essere il Movimento 5 Stelle, che ha perso l’ennesima parlamentare, Fabiola Anitori. Ma se i deputati ormai sembrano essere un’incognita (chi sarà il prossimo a lasciare? chi non restituirà la diaria? chi si opporrà al Semplice Portavoce?) l’interrogativo ora lo pone Panorama su Grillo: le vacanze scontate presso la Valtur sono accomunabili ai favoritismi ad altri politici o si tratta si semplici contratti lavorativi? Ma forse i misteri più affascinanti sono quelli che ancora non hanno spiegazioni, come l’effige che si muove all’interno della sua teca nel museo di Manchester. Altre volte, invece, le spiegazioni ci sono, ma l’effetto meraviglia è assicurato ugualmente, come nel caso di una casa a Londra che sembra permettere di sfidare le leggi stesse della fisica: la “Dalston House” è un’installazione di Leandro Erlich davvero unica nel suo genere. Così come unica era e resterà Margherita Hack, la stella che ci ha lasciati questa settimana. La consolazione? Splenderà per sempre nel firmamento delle grandi donne che ci hanno resi fieri del nostro essere italiani.

GOOD NIGH, AND GOOD LUCK! 

Santanchè: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze”

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Lucia Annunziata, nel suo programma In Mezzora, ha ospitato oggi la deoutata berlusconiana Daniela Santanchè che non ha esistato a definire se stessa “una pitonessa”. La politica non ha mancato di ribadire: “Credo che movimento politico come il nostro deve rispondere ai suoi elettori. Avevamo un programma rivoluzionario. E il “niente Imu” sta diventando realtà” spiegando che “Il presidente del Senato dovrebbe essere un arbitro. Grasso prima era un magistrato, ed appartiene a quella casta e la difende. Perché non si può dire che ci sono dei magistrati incapaci?”, rimarcando, in seguito: “Posso dire che un giudice è un incapace e un cretino?”. Dopo l’attacco alla magistratura, l’appoggio all’immunità: “Sono d’accordo con i padri costituenti: sono favorevole all’immunità parlamentare”. Ma ha colto anche l’occasio per ricordare che la sua battaglia “è che non vengano alzate le tasse”.  E se parla di un Berlusconi “sereno e combattivo” dopo la sentenza, ricorda che “Vogliamo rimettere al centro del programma di governo la riforma della giustizia: anomalia vera sono le correnti della magistratura”. E prosegue: “Abbiamo bisogno di togliere lacci e lacciuoli che si sono messi tra gli elettori e il nostro presidente Berlusconi”. Riguardo al Popolo della Libertà, ha spiegato inoltre che “Oggi non c’è più il Pdl. Al massimo sarà una coalizione” mentre per quel che concerne il ritorno di Forza Italia ha sottolineato che”sarà un movimento all’americana” per il quale non vorrebbe”altro ruolo che quello del presidente Berlusconi” anche perchè “Noi siamo compatti, non ci dividiamo: siamo abituati a seguire il nostro leader carismatico che non ci ha mai tradito”. E dopo aver spiegato che “Dentro al Pdl degenerazioni partitiche” lo sguardo corre al futuro: “Spero che anche per Berlusconi ci sarà la giustizia giusta: in Italia purtroppo la giustizia non è uguale per Silvio Berlusconi”. La Santanchè ha quindi aggiunto: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze” concludendo: “Al prossimo giro ci sarà ancora Silvio Berlusconi”

La Santanchè prevede: dopo la sentenza Unipol, l’esercito di Silvio insorgerà!

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Oggi è stato il giorno della sentenza Unipol, un anno per Silvio Berlusconi e questa sera Saniela Santnchè, ospite a Otto e Mezzo con Marco Travaglio, ha tenuto a ribadire la posizione sua e del partito di cui fa parte. L’accusa è per la magistratura politicizzata, perchè “il problema non e’ la tenuta del governo, il problema sono gli otto milioni di persone che hanno votato Silvio Berlusconi e che reagiranno”. Ha poi aggiunto: “Sappiamo che il popolo italiano è sostanzialmente moderato, quindi non andrà di certo a spaccare le vetrine per questo, ma probabilmente, se una cosa del genere dovesse realmente accadere, credo potrebbe rifiutarsi di rispondere allo stato, ad esempio non pagando le tasse”. C’è da chiedersi se davvero l’esercito di Silvio sia davvero così moderato, considerato che ieri il suo ispiratore, Diego Volpe Pasini, è arrivato ad affermare che “Esiste il diritto alla sberla o a tirare un calcio nel c**o”.

Gay e nozze: dove stiamo andando, dove siamo e dove sono gli altri

 

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Il pidiellino Galan ha annunciato per i prossimi giorni una proposta di legge per tutelare finalmente i diritti delle coppie gay. Come lui, all’interno del partito, sarebbero favorevoli anche Laura Ravetto, Mara Carfagna, Daniele Capezzone e Sandro Bondi in primis,  ma anche altri “che non vogliono esporsi e aspettano, ma io ho fiducia”. Le prime indiscrezioni sono arrivate dai collaboratori di Galan, che hanno fatto sapere che si tratterà di dare tutela alle coppie omosessuali “attraverso il diritto di privato” e dunque “non si può parlare di nozze gay” come in Francia, ma si possono trovare assonanze con i  Pacs, discussi a loro tempo dal centrosinistra. Le questioni che vanno risolte sarebbero l’eredità, la pensione di reversibilità e la possibilità di andare a far visita al compagno in ospedale. Sembra ci sia dunque un ammorbidimento sul tema da parte del Popolo della Libertà, come dimostrano anche le parole della Santanchè: “Sono pronta al confronto e pronta a cambiare idea”, ha riferito all’HuffPost. “Soltanto i paracarri rimangono della stessa opinione. Se i gay si sono imborghesiti e vogliono sposarsi non sta a me giudicarli”. E distingue: “Un conto è il sacramento del matrimonio, un altro sono i diritti civili delle singole persone”. Concludendo: “Il Pdl rappresenta molti interessi differenti e molte anime con idee opposte, è giusto che provi a rappresentare anche questa parte della società”. Certo, voci di dissense restano, come Eugenia Roccella, che è andata in piazza a Parigi per manifestare contro la legge sulle nozze omosessuali, ma nache Gasparri, che ha parlato di “discriminazione” al contrario: “francamente – ha detto – non capisco la tendenza a discriminare chi non si associa all’ondata qualunquista a sostegno delle unioni gay”.

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Ma in Italia comunque si continua a lottare per l’uguaglianza anche su questo piano e, se ancora non c’è una legge che tuteli le coppie omosessuali, ciò non significa che non si possano formare. Come quella di Massimiliano Benedetto e Giuseppe Ilaria le cui nozze, che non hanno valore legale in Italia, si sono svolte nei giorni scorsi in un albergo romano, celebrate dall’attivista per i diritti dei gay Imma Battaglia. Ad organizzare l’evento è stata l’agenzia Same Love, wedding planner per matrimoni fra persone dello stesso sesso. Evento passato in sordina da noi, ma che ha conquistato la prima pagina del New York Times: “Non voglio sembrare retorica, ma noi amiamo i nostri ragazzi e come italiana provo un po’ di vergogna – ha detto al New York Times Marinella Benedetto, mamma di Massimiliano ,- ma i tempi sono maturi per un cambiamento. Dobbiamo solo fare pressione”. Nel riportare la notizia, il quotidiano americano ricorda che “l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa occidentale che non riconosce unioni di alcun tipo fra persone dello stesso sesso”. “Sul matrimonio gay – titola infatti il quotidiano . l’Italia è sempre più sola”

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In Francia, dove a Cannes ha trionfato il film che tratta il tema dell’amore lesbico La via d’Adéle, si celebrerà domani, a Montpellier, il primo matrimonio gay. I promessi sposi sono Bruno Boileau, 30 anni, e Vincent Autin, dieci anni più grande. Mentre il paese continua ad essere spaccato sulla legge entrata in vigore da pochissimo, loro, che si sono conosciuti 7 anni fa in internet, avranno gli occhi di tutta la nazione puntati addosso. A celebrare le nozze sarà il sindaco della cittadina nel sud della Francia, Hélène Mandrou, impegnata da tempo sul fronte delle nozze gay, la stessa che il 5 febbraio 2011 ne aveva celebrato una simbolica, unendo Tito Livio Santos Mota et Florent Robin. Ci saranno anche ospiti illustri a festeggiare l’evento in rappresentanza del governo: il ministro dei diritti delle donne, Najat Belkacem-Vallaud, e il ministro per la Famiglia, Dominique Bertinotti. Insieme a loro 300 invitati tra esponenti politici e delle associazioni, 200 tra familiari e amici della coppia, e 130 giornalisti accreditati. “Il nostro matrimonio ha una grande eco mediatica e questo può essere imbarazzante”, ha dichiarato Bruno a l’avenir.net. “Ma noi cerchiamo sempre di non dimenticare lo scopo della nostra battaglia: che sia Monsieur o Madame, ciascuno deve potersi sposare nella propria città”. Ridotta all’osso la formula scelta per il rito:  “Vincent Autin, vuoi prendere per sposo Bruno Boilea?”, “E tu, Bruno Boileau, vuoi prendere per sposo Vincent Autin?”. “Vi dichiaro uniti in matrimonio”.

Visto il clima del Paese, però, l’invito è alla discrezione, per evitare d’incappare in spiacevoli incidenti, il banchetto si terrà in forma privata e in una località segreta, ma anche per non spettacolarizzare un evento così importante. Una scelta apprezzata anche da Bruno e Vincent, che speravano in un po’ d’intimità: “Il nostro è un matrimonio d’amore. Vogliamo mettere su famiglia e dunque chiederemo anche l’adozione”. E il loro è stato amore a prima vista, prima si sono conosciuti all’interno di un forum, poi l’incontro a Parigi. Il timido Bruno si è ritrovato innamorato dell’estroverso Vincent, già attivista lgbt. Vincent è impegnato all’interno dell’Interpride World, di cui è responsabile francese. I mesi passano, la storia è seria, e Bruno decide di fare coming out in famiglia, dove la coppia è acoclta a braccia aperte. S’insinua in tutti la speranza, accompagnata dall’impegno, che la Franciariconosca a gay e lesbiche la completa parità rispetto agli etero. Ora finalmente ce l’hanno fatta e mercoledì 29 maggio si diranno di sì: “Dobbiamo tutto questo anche ai tanti che insieme a noi e prima di noi si sono battuti per l’uguaglianza”.

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AFFONDA ILDA!

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Che il Capo sia d’accordo o meno è un “mistero” che non è dato sapere, ma l’ “Affoda Ilda”, promossa dalla Santanchè, sembra proprio che si farà. Il tam tam telefonico è già iniziato e per lunedì tutti devono essere pronti per la manifestazione di fronte alla procura di Milano proprio mentre nelle aule del Tribunale si svolgerà la requisitoria di Ilda Boccassini che chiederà la condanna per corruzione e prostituzione minorile di Silvio Berlusconi nel processo Ruby. L’idea stavolta sarebbe più ambiziosa. Non più l’inno italiano, ma veri e propri siparietti con parlamentari che improvvisano discorsi contro la magistratura e le toghe rosse. Un vero show in quel processo che vede imputato ex Premier che ha già incassato una condanna e un rinvio a giudizio.

Se davvero la manifestazione dovesse aver luogo sarebbe come aver lanciato una bomba contro il Quirinale, aver annientato quel patto con Napolitano, il quale chiedeva un governo di larghe intese. Ma rotta la tregua, crolla il governo! Ecco quindi che il Pdl si divide in due anime. Le colombe che vorrebbero un approccio “morbido”, una protesta limitata e mandare avanti le larghe intese (quasi sbrindelate) e i falchi che invece si sentono forti (anche grazie ai sondaggi) e spingono verso la battaglia finale… con Letta deposto e le elezioni a ottobre. 

Chi vincerà tra uccellacci e uccellini?

 

Michele Santoro è ancora Servizio Pubblico?

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Per la puntata di Servizio Pubblico andata in onda ieri, 4 aprile 2013, Michele Santoro ha scelto il titolo “Aspettando Grillo”, parafrasando la celebre opera di Samuel Beckett, “Aspettando Godot”.

Ma Tuttacronaca aveva anticipato i tempi con un articolo che risale all’11 marzo dal titolo “Aspettando Godot… la crisi avanza!“.

Ora nasce la polemica… Santanchè o non Santanchè? Il vero problema di Servizio Pubblico è il vuoto politico… i dibattiti diventano sterili e resta solo l’intervento di Travaglio a salvare le sorti di una trasmissione urlata. Ieri il giornalista del Fatto quotidiano si era lanciato contro i “saggi” ricordando che Giorgetti della Lega “prese una mazzetta direttamente alla Camera dei deputati” facendo riferimento al discorso di Violante del 2002, in cui viene confessato alla Camera un accordo con Berlusconi per ovviare al conflitto di interessi.

Santanchè: Se vinco primarie azzero tutto

Perchè adesso a quanto è il Pdl? Non è prossimo allo zero? Colpo di grazia?

Santanchè e Belen in aula per il caso Ruby

Oggi in aula anche la parlamentare del Pdl e la showgirl argentina. Belen arrivata questa mattina al Tribunale di Milano non ha rilasciato dichiarazioni ed è entrata in aula visibilmente innervosita dai fotografi e giornalisti presenti.

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