Italia in vendita? Cercasi acquirenti per l’isola di Santo Stefano

carcere-santostefano-tuttacronacaE’ appena stata venduta all’asta l’isola di Budelli e ora anche quella di Santo Stefano potrebbe trovare un nuovo proprietario: è infatti tornata in vendita sul sito di annunci immobiliari online Immobiliare.it. L’isola, un paradiso naturalistico che sorge di fronte a Ventotene, nel litorale laziale, rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia italiana: vi si trova infatti un antico carcere borbonico dove furono rinchiusi, tra li altri, l’anarchico Gaetano Bresci e nel periodo fascista il futuro Capo dello Stato Sandro Pertini. Il carcere occupa circa 3 dei 28 etteri dell’isola, appartiene al Demianio e non è naturalmente in vendita. Il notaio napoletano proprietario di Santo Stefano che ora ha messo in vendita l’isola, che è inserita in una zona marina protetta, vuole restare anonimo.

“Per me libertà e giustizia sociale,

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che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.”

– Sandro Pertini –

Sono davvero pochi 2 mln di euro per la festa della Repubblica?

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Ai Fori Imperiali a Roma sfileranno 3300 tra militari e civili. Abbiamo risparmiato, come l’anno scorso, sulle frecce tricolore, ma non abbiamo rinunciato a sfoggiare le forze armate, come se per festeggiare la Repubblica fosse necessario mostrare la forza bellica. Uno Stato sono le sue forze armate? Non sono i suoi beni culturali, le sue tradizioni, le sue eccellenze? Siamo in Europa, abbiamo aderito al trattato di Schengen, e festeggiamo come se fossimo ancora una volta una nazione che si deve difendere? E se difesa ci deve essere non è certo quella militare, semmai è quella economica!

2 Giugno 2013 nonostante la spending review il programma di oggi prevede:

La deposizione di una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto alla quale partecipano le più alte cariche dello Stato, che poi presenzieranno subito dopo alla rassegna delle truppe schierate per la Parata. Tra i presenti, non potva mancare, alla sua prima uscita ufficiale, il nuovo capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa.

Poi la parata sarà aperta come consuetudine dalla banda dei Carabinieri e sarà articolata in 7 settori!

Tra questi si inizierà con quello delle bandiere e degli stendardi delle nazioni amiche e alleate e degli organismi internazionali (una festa della Repubblica non dovrebbe far sfilare tutte le bandiere come simbolo di programmare nuovi accordi e nuovi equilibri anche con le altre nazioni?) Poi ci saranno le forze armate: il settore dell’Esercito, quelli della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri; il settore dei Corpi militari e ausiliari dello Stato (Gdf, Cri, Smom); quello dei Corpi armati e non dello Stato (Forestale, polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco, Volontari del soccorso, Servizio civile nazionale, Polizia municipale).

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Nel pomeriggio in concomitanza con l’apertura al pubblico dei Giardini del Quirinale, è previsto un concerto. Finalmente qualcosa che non sia militare? No, ancora le forze militari che suoneranno con i complessi bandistici della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Esercito.

Ma chi avrà il coraggio di uscire da questo protocollo tribale e proporre una Festa della Repubblica che sia pacifista e che possa rappresentare davvero una nazione e non le sole forze armate?

Per chi vuole la festa pacifista oggi può andare a Piazza Mignanelli, vicino a Piazza di Spagna, con un presidio-evento in cui le reti promotrici della “Festa della Repubblica che ripudia la guerra” (Rete Italiana per il Disarmo, Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Tavolo Interventi Civili di Pace e Campagna Sbilanciamoci) premieranno alcuni cittadini come “Testimoni di Pace”: donne e uomini del Servizio Civile, della Cooperazione allo sviluppo, della sanità e istruzione, del mondo del lavoro, della lotta alla criminalità organizzata, dell’informazione e un rappresentante degli stranieri senza cittadinanza. Uno speciale attestato verrà rilasciato alla memoria di Daniele Ghillani, giovane volontario in Servizio Civile all’estero morto in Brasile. Naturalmente questa manifestazione passerà nel silenzio più assoluto lontano dai riflettori mediatici che saranno tutti posti su via dei Fori Imperiali, dove ci saranno le massime cariche dello stato.

Solo la presidente della Camera Laura Boldrini è attesa oggi in un centro di Servizio Civile a Roma, “Salesiani per il Sociale”, dove incontrerà i promotori della “Festa della Repubblica che ripudia la guerra” oltre ai giovani che hanno scelto la strada del Servizio civile.

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Va meglio in altre città lontane da Roma, come Bologna e Firenze dove le manifestazioni per i festeggiamenti saranno a sfondo più pacifista. Ad esempio nel capoluogo toscano la Festa della Repubblica è stata scelta come occasione per consegnare il riconoscimento della cittadinanza ai tre senegalesi feriti nell’agguato a sfondo razzista del 13 dicembre 2011 nel capoluogo toscano, costato la vita a due loro connazionali.

Ma come mai ogni anno si deve richiamare l’attenzione sulle forze armate? Non bastano le feste finanziate con i soldi pubblici che ogni reparto militare festeggia ogni anno in occasione del giorno della sua nascita? Come mai serve far sfilare il 2 giugno i militari? Probabilmente è indice di quella corsa al riarmo sotterranea di cui poco si parla (ad eccezione degli F35) e che ogni anno leva molte risorse allo stato italiano.

Ma l’Italia, paese che ripudia la guerra, perchè dovrebbe spendere tutti questi soldi per la difesa nazionale in un periodo di pace e in un’Europa in profonda crisi economica? Per le ambizioni di prestigio nazionale che animano i nostri generali? Per gli interessi economici dell’industria bellica?

Ecco il programma di spesa 2013 – 2014 – 2015 (spesa totale) in milioni di euro. (Fonte Dati: Il Fatto Quotidiano)

N.B:
I programmi elencati sono in ordine discendente di spesa per l’anno in corso
I programmi contrassegnati da asterisco sono quelli cofinanziati da altri ministeri

*96 caccia Eurofighter Typhoon: 1.194,6 – 1.059,3 – 1.131,4 (21.100)

*10 Fregate cl. Fremm: 655,3 – 449,3 – 514,3 (5.680)

90 Cacciabombardieri F-35: 500,3 – 535,4 – 657,2 (12.725)

Altri programmi interforze: 297,6 – 180,1 – 251,3 (729)

*Satelliti spia Cosmo-Skymed: 156,7 – 128,8 – 148,4 (629,5)

4 sommergibili U-212: 191,8 – 152,2 – 113,4 (1.885)

Sistemi di comunicazione e controllo C4I: 135,9 – 128,4 – 114,7 (2.093,4)

2 aerei radar Gulfstream 550 Jamms: 132 – 183 – 127 (580)

*249 blindati Freccia: 130,1 – 267,7 – 188,7 (1.500)

16 elicotteri Ch-47F Chinook: 125 – 172,8 – 158,5 (974)

Aerei pattuglia marina Atr-72: 122,8 – 58,8 – 17 (360)

Altri programmi esercito: 122,1 – 85,5 – 83 (290,6)

*Bombe di precisione per Tornado: 108,3 – 103,3 – 88,3 (1.200)

*116 Elicotteri trasporto Nh-90: 106,1 – 177,3 – 265,3 (3.895)

Altri programmi aeronautica: 97,8 – 72,2 – 76,2 (246,2)

Missili terra-aria Fsaf: 95,8 – 93,8 – 86,9 (1.700)

Altri programmi marina: 81,3 – 56,3 – 56,3 (193,9)

Ricerca scientifica a scopo militare: 62 – 62 – 62 (189)

*10 elicotteri Aw-139: 56,8 – 46,8 – 13,8 (285)

Missili Spike per elicotteri Mangusta: 55,9 – 62,6 – 27 (200)

479 blindati Lince: 55,8 – 38,3 – – (202)

Droni AGS Global Hawk: 47,7 – 52,5 – 39,1 (211)

Armi ed equipaggiamenti forze speciali: 46,1 – 25,1 – 25,1 (517,2)

Ammod. aerei da trasporto C-130J Hercules: 44,8 – 43,3 – 29,3 (291,1)

Radar WiMax: 43,1 – 30,3 – 5,6 (450)

Satelliti Optsat 3000: 41,6 – 96 – 53,8 (170)

Missili terra-aria Atbm-Meads (prototipo): 37,2 –  – (595)

*Caccia M-346 da addestramento: 36 – 22,8 – 13 (220)

Equipaggiamento soldati: 33,5 – 54 – 47,1 (111,4)

Lanciarazzi mobili Mlrs: 31,8 – 22,3 – 12,6 (75)

Sistema antimissile per aerei Dircm: 30,6 – 15,7 – 9,3 (65)

*Digitalizzazione forze armate (Forza Nec): 30 – 30 – 30 (22.000)

2 fregate cl. Orizzonte: 29,5 – 36,7 – 21,8 (1.500)

Mezzi specialistici del genio: 28,8 –  – (96)

Ammod. nave cacciamine cl. Gaeta: 26,3 – 33,1 – 19,9 (200)

Portaerei Cavour: 26 – 22,5 – 14,9 (1.390)

*12 elicotteri Aw-101 da soccorso: 24,6 – 21,5 – 21,5 (740)

Droni TuavShadow 200: 24 – 13 – (51)

40 blindati Vtmm Orso per l’Afghanistan: 22,7 – 40,2 – 40 (120)

Armi e mezzi per gruppo anfibio San Marco: 22,6 – 19,3 – 17,9 (110)

Task Force spedizioni militari (Aetf-Css): 22,2 – 18,9 – 18,9 (60)

*Satelliti spia Sicral-2: 21,3 – 33,3 – 22,9 (300)

Munizioni cannoni Vulcano: 20,6 – 63 – 58,5 (150)

Satelliti Athena-Fidus:19,1 – 7,5 – 0,9 (63,5)

Missili anticarro Spike per carri armati Dardo: 17,4 – 8,2 – (121)

Radar controfuoco: 16,5 – 10 – 6,5 (75)

Munizionamento di vario calibro: 15 – 30 – 30 (120)

Bombe aeree Gbu-39: 14,1 –  – (84)

Comunicazione Sdr: 13,9 – 2,1 – 13 (57,4)

Sistemi di protezione basi in Afghanistan: 13,4 – 8,2 – (43)

Missili aria-aria Meteor: 13,2 – 16,6 – 35,6 (186,1)

Missili aria-terra Aargm: 13,2 – 12,8 – 12,3 (139,8)

Corpi intervento rapido Nato: 13 – 15 – 20 (69)

Nuovo hub aereo nazionale di Pisa: 11,4 – 1 – 10 (63)

Ammod. aerei C-27J Spartan per forze speciali: 10,7 – 20 – 20 (80)

4 velivoli rifornitori B-767: 10,5 – 30,8 – 30,4 (950)

Ammod. cacciatorp. cl. De La Penne e fregate cl. Maestrale: 9,6 – 6 – (217)

Armi e mezzi unità anfibia interforze “Landing Force”: 8,4 – 2 – 1 (90)

Missili terra-aria Teseo: 7,9 – 5,8 – (45,6)

Mortai da 81 mm: 7,6 – 6 – (16,2)

Ammod. caccia Harrier Av-8B: 6,9 – 23,7 – 32 (376)

Cannoni navali Davide: 6,5 –  – (17)

16 ambulanze blindate per l’Afganistan: 6,2 – 5,4 – (31)

Satelliti spia Helios-2: 5,8 – 6,8 – 7,4 (92,4)

16 elicotteri Eh-101: 5,1 – 23 – 18,9 (1.155)

*Nave appoggio forze speciali e sommergibili: 5 – 22,5 – 22,5 (390)

149 autocarri blindati: 4,6 – 0,5 – 0,5 (65)

Siluri pesanti Black Shark: 4 – 0,9 – (87)

Torrette Lince remotizzate: 4 –  – (53)

Database fotosatellitare Mgcp: 2,9 – 3 – 3 (34)

Missili aria-aria Iris/T: 0,5 – 0,5 – 0,5 (184)

Siluri leggeri Mu-90 Impact: 0,1 – 0,1 – (211)

Siamo lontani dai tempi in cui il Presidente della Repubblica Sandro Pertini diceva ”Si svuotino gli arsenali e si colmino i granai!”

Muore Maccanico… l’ideatore dell’immunità parlamentare

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Antonio Maccanico muore a 88 anni in una clinica romana. Uomo delle istituzioni, venne nominato vicesegretario generale della Camera nel 1972 e segretario generale nel 1976. Durante il governo Prodi fu ministro delle Poste e delle Comunicazioni (1996-1998).

Nel 1978 Sandro Pertini, appena eletto Capo dello Stato, chiamò Maccanico a ricoprire il ruolo di segretario generale della Presidenza della Repubblica, nominandolo anche consigliere di Stato. Mantenne l’incarico anche con Francesco Cossiga, sino al 1987, anno in cui venne nominato presidente di Mediobanca. Fu anche ministro per gli Affari regionali (1988-1991) e per le Riforme istituzionali (199-2011).

Di lui si ricorderà il Lodo Maccanico quello che poi diventerà una vera e propria vergogna tutta italiana anche se era nato con le migliori intenzioni. Esso prevedeva la sospensione dei processi per il Capo dello Stato, il presidente del Consiglio, e i presidenti di Senato, Camera e Corte Costituzionale. Questo si rendeva utile per non macchiare l’immagine in Europa durante il semestre della presidenza…  Insomma eravamo marci e Maccanico lo sapeva e ha tentato di pulire i panni sporchi in famiglia, deplorevole, ma non condannabile. Scandaloso fu invece il Lodo Schifani che ne derivò per estendere le immunità a tutti e indiscriminatamente.

E’ morto un politico che ha cercato di dare dignità all’Italia, ma i tempi della decomposizione del nostro ordinamento politico erano così maturi da strumentalizzare le norme di tutela in norme ad personam.

I giovani non hanno bisogno di prediche…

…i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.

Sandro Pertini nel messaggio di fine anno agli italiani il 31 dicembre 1978

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