I “pittori” di piazza San Marco che vendono i quadri cinesi!

pittori-venezia-tuttacronacaSi era già parlato del fatto che a Venezia la polizia cerchi di capire se le opere vendute dai pittori di strada siano originali o si tratti piuttosto di lavori fatti in serie, ma venire a scoprire che “un souvenir origianle” della città lagunare potrebbe non essere altro che un quadro comprato all’ingrosso dai cinesi sicuramente fa perdere molta dell’aura degli artisti di piazza San Marco. Sono degli investigatori privati,  che hanno indagato per conto di due pittori di piazza che hanno depositato una denuncia, ipotizzano infatti che i quadri da vendere ai turisti spacciandoli come opera dei pittori della celebre piazza potrebbero invece arrivare da un deposito all’ingrosso cinese. La lotta all’illegalità è partita da qualche pittore che ha denunciato le irregolarità anche ma solo in due hanno continuato fino in fondo chiedendo l’aiuto degli investigatori per poi fare una denuncia. È proprio da quell’esposto ha preso avvio l’operazione di “intelligence” della polizia municipale veneziana: appostamenti fotografici, per vedere se tra i quadri dipinti dai “pittori di piazza” ce ne siano effettivamente di poco originali, o fatti in serie.

Addio originalità: anche i pittori di strada dipingono in serie

venezia-pittori-tuttacronacaA Venezia, spiega il Gazzettino, si parla di un’azione di intelligence della polizia municipale, con tanto di appostamenti fotografici. Nell’occhio del ciclone sono finiti i pittori di piazza che lavorano a San Marco. La questione è: disegni e/o dipinti sono originali o meno? Il dubbio è che i turisti, o chiunque voglia acquistare una veduta veneziana al tramonto, non acquistino altro che “croste” fatte in serie invece che un’opera unica in sè. Più di qualcuno di questi “artisti” potrebbe anche perdere la licenza visto che il presupposto fondamentale per il romantico ruolo di “pittore di piazza”, che gode di una concessione comunale per i plateatici con vista soprattutto su San Marco, sarebbe proprio quella dell’originalità, certo non della…replica. Che ci siano situazioni “taroccate” è noto da tempo, come insegna il settore del vetro artistico di qualità, spesso e volentieri in difficoltà, di fronte alla massiccia invasione di negozi di vetro ad un euro, che in realtà ben poco hanno a che vedere con la produzione artistica di Murano.

La misteriosa macchia bianca di San Marco a Venezia

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Ieri nel tardo pomeriggio, un’enorme macchia bianca è stata vista dai gondolieri che con le loro imbarcazioni sostano nel Bacino  Orseolo a due passi da Piazza San Marco. Le cause di quella macchia che improvvisamente ha colorato l’acqua non si conoscono, probabilmente si attribuiscono allo scarico fognario di qualche edificio circostante. A poco a poco la macchia poi è stata dissolta dalla corrente.

“Zero passaggi di grandi navi a Venezia”: la proposta del ministro Orlando

no-grandi-navi-tuttacronacaIl ministro dell’Ambiente Andrea Orlando interviene sulla polemica riguardo le grandi navi da crociera che sostano nella Laguna: “E’ mia intenzione proporre nella prossima riunione di ottobre un percorso che porti all’opzione zero del passaggio delle Grandi Navi su Venezia, partendo da uno spostamento di quote crescenti su Marghera in attesa di soluzioni strutturali definitive”.

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Le grandi navi invadono Venezia: ed è protesta

protesta-grandi-navi-venezia-tuttacronacaL’appuntamento era stato fissato per oggi alle 14.30 alle Zattere, sul Canale della Giudecca, proprio di fronte al Molino Stucky quando passeranno i “giganti del mare”. Messaggio ricevuto, anche grazie al passaparola che consigliava di portare tutto ciò che può servire a far rumore e ad attirare l’attenzione. Come trombette, fischietti, ma anche pentole, coperchi e mestoli. Qualsiasi oggetto va bene. Perchè è il “finesettimana dell’ingorgo” quello che si sta vivendo a Venezia. Ma la mobilitazione non stop alle Zattere, con musica, slogan, volantini, iniziative per contestare il passaggio in laguna delle grandi navi, non è l’unica della giornata. La prima si è avuta infatti questa mattina, all’aeroporto Marco Polo di Tessera, dove un centinaio di attivisti hanno letteralmente “smontato” la welcome aerea per i croceristi. Nella città lagunare, ancora si combatte per mettere al sicuro questa fragile bellezza che tutto il mondo c’invidia…

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Più tardi, nel pomeriggio, una ventina di attivisti, tra cui il portavoce Silvio Testa, si è tuffata in acqua al fine di bloccare il transito di una grossa nave da crociera. Attorno alle 16.30, il traffico nel bacino rilta essere bloccato, con la polizia che, secondo il comitato, eleva multe ai manifestanti che si sono tuffati e anche alle loro barche di supporto.

Nè inchino nè “struscio”? A Venezia la nave era a distanza di sicurezza

inchini-no-grandinavi-venezia-tuttacronacaEra il 27 luglio, un tranquillo sabato mattina, quando Roberto Ferrucci fece scoppiare una bomba: lo scrittore e opinionista diffuse infatti un video girato con il telefonino da un bar, parlando di una “inconsueta vicinanza della nave da crociera alla riva: al massimo una trentina di metri”, con un vaporetto “stretto da questo gigante del mare e con poco spazio a disposizione”. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin rilanciò parlando di “‘struscio’ molesto quanto rischioso”. La nave in questione era la Carnival Sunshine, che al momento si passava a transitare nel Bacino di San Marco: nel video diffuso, il “gigante” sembrava sfiorare Riva Sette Martiri. Ora il comitato Cruise Venice sostiene che non si sia trattato nè di inchino nè di “struscio” e di poterlo provare. Ha quindi presentato un esposto alla Procura di Venezia per simulazione di reato. L’organismo che riunisce le società crocieristiche non individua responsabilità, limitandosi a ricostruire i fatti occorsi il 27 luglio, fornendo elementi per dimostrare che la “Sunshine” è transitata alla normale distanza di sicurezza.

“Inchino” pericoloso a Venezia? La nave che sembra entrare a piazza San Marco

sanmarco-grandi-navi-venezia-tuttacronacaVenezia continua ad essere “minacciata” dalle grandi navi, come testimonia una foto che mostra un’imbarcazione della Msc pericolosamente vicina a San Marco. Lo scatto è stato fatto da un vaporetto e sembra quasi la nave da crociera voglia entrare sulla famosa piazza. Impossibile non andare con la memoria a quanto accaduto lo scorso 27 luglio quando la Carnival Sunhine era passata vicinissima a Riva dei Sette Martiri. Allora, l’assessore all’Ambiente di Venezia Gianfranco Bettin aveva detto: “Secondo i testimoni si sarebbe trattato di un errore di manovra. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un ‘inchino’, assomiglia a uno ‘struscio’ molesto quanto rischioso. L’ennesima prova che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto”. La Capitaneria di Porto aveva però minimizzato affermando: “È tutto regolare”, mentre la compagnia americana aveva aggiunto: “La notizia è completamente falsa: la nostra nave è passata a 72 metri dalla riva”. Sul tema grandi navi era intervenuto anche Adriano Celentano. Nel frattempo, oggi il comitato contro le navi da crociera in laguna ‘No Grandi Navi’ è tornato a farsi sentire oggi chiedendo un incontro, che sarebbe facilitato dalla presenza del ministro a Venezia lunedì in visita ufficiale per la Mostra del Cinema, con il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray. “Il naufragio della Costa Concordia e l’incidente al porto di Genova dimostrano quanti rischi corra Venezia, umiliata e minacciata dal passaggio di veri e propri mastodonti del mare a poche decine di metri dalle rive di Piazza San Marco e dell’isola di San Giorgio” dice Silvio Testa, portavoce del Comitato, chiedendo l’incontro con il ministro: “Pensiamo che lei e il suo ministero dobbiate rompere il silenzio (francamente assordante) che sinora avete mantenuto in merito alla questione delle grandi navi”.

Lo scontrino folle di Venezia: 100 euro per caffé e amari

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Un normale sabato d’agosto e 7 persone che si siedono, a Piazza San Marco a Venezia, al “Lavena”, locale storico della città lagunare. I sette ordinano quattro caffè e tre amari. Al momento del conto la brutta sorpresa:100 euro per la consumazione. Come è possibile osservare dallo scontrino la somma è giustificata dal supplemento per la musica che viene a costare ben 42 euro. Postato su Facebook, lo scontrino accende le polemiche, ma dal locale arriva la risposta: “Ai clienti viene dato il listino nel quale sono indicati tutti i prezzi, compreso il supplemento per la musica”.

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Grandi navi a Venezia: ci si mette anche la nebbia ad accendere le polemiche

-nave-venezia-laguna-tuttacronacaLa settimana scorsa lo “struscio” della Carnival Sunshine vicino a Riva dei Sette Martiri, ora la nebbia. Ancora una volta si parla delle grandi navi presso Venezia e la polemica è pronta a riaccendersi.  Un pilota dell’Atcv, il trasporto pubblico locale lagunare, ha scattato una foto per denunciare la situazione. Lui stesso ha spiegato: “La nave da crociera in arrivo l’ho fotografata con il mio cellulare all’altezza di San Basilio prima delle 7, ora in cui è scattata la sospensione del traffico acqueo da parte della Capitaneria di porto, e con alcuni piloti che si sono persino rifiutati di partire”.  Ieri mattina la nebbia aveva provocato non pochi disagi, con la sospensione totale del traffico acqueo dalle 7 alle 10.30. Intervistato dal Gazzettino, il dipendente Atcv racconta: “Da quando la nebbia si è alzata, il tam tam telefonico tra conducenti di mezzi Actv è stato continuo. Non ho dubbi che a bordo della maxinave e dei suoi rimorchiatori tutti i dispositivi di sicurezza fossero regolarmente in funzione. Ma considerato che a quell’ora ancora circolavano mezzi pubblici e privati, e noi portiamo persone e non sacchi di patate, non sarebbe male che per evitare incidenti le grandi navi, in caso di nebbia fitta, restassero fuori dalla laguna”.  Ma sembra che lo stop non abbia riguardato la grande nave, stando a quanto ricostruisce il testimone oculare: “La nebbia era così fitta che al suo passaggio, dal mio battello si potevano distinguere solo la parte centrale, non la prua e la poppa, e tantomeno i rimorchiatori. E dal momento che in laguna il calo di visibilità era stato segnalato nei 60 minuti precedenti il divieto, a partire dalla laguna nord e poi in tutta Venezia, mi sono meravigliato che in simili condizioni le grandi navi potessero circolare comunque”. E l’immagine è a dir poco inquietante, tanto più che è stata scattata  sul Canal Grande, tra San Marco e la Giudecca. E il dito puntato dal pilota mira anche sui dispositivi di sicurezza, con riferimaneto allo stato complessivo dei radar sui mezzi dell’azienda per cui lavora e che circolano in Laguna: “Molti sono inattivi. Tanto che diversi miei colleghi, nella circostanza, hanno dovuto navigare a vista, in particolare quelli dei ferry boat”.

Esplosioni a Milano. “Non ti avvicinare è una bomba”. Solo un guasto elettrico?

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Una tranquilla serata milanese. Un sabato sera dove i clienti stavano mangiando al ristorante e sorseggiando un drink al bar quando, in via San Marco, la luce va via all’improvviso, il buio avvolge locali e abitazioni, gli allarmi iniziano a suonare e nel caos generale si sentono distintamente due esplosioni. Il fumo si alza e le fiamme rischiarano la zona, proprio a pochi passi da via Palestro dove si sta celebrando una commemorazione per le vittime dell’attentato mafioso che colpì Milano nel ’93.

Immediatamente torna il terrore: «Non avvicinatevi, è una bomba», azzarda qualcuno.

C’è chi come Fabio, allenatore che lavora poco distante dal luogo delle esplosioni, racconta: «Come se fossero saltate delle bombole del gas». In particolare il fumo esce dal civico n.33 3 in pochi istanti dai locali e dai palazzi i residenti e i clienti si riversano in strada.  C’è la polizia che fa allontanare un uomo che cerca di spegnere l’incendio con l’estintore e in pochi istanti la zona viene fatta evacuare mentre tre squadre di vigili del fuoco arrivano a sirene spiegate.

Dall’alto, una donna, al terzo piano, chiede aiuto. «Non riesco a uscire: ho battuto la testa, ho paura». Due vigili del fuoco salgono a portarla fuori, ha un enorme bernoccolo, un taglio sanguinante, barcolla, viene soccorsa infine dagli infermieri del 118. Anche una donna anziana viene medicata sul posto. Alla fine il bilancio è di tre lievi infortunati, ma la paura si legge sugli occhi di tutti i presenti.

Le cause dell’incendio probabilmente, sono da attribuirsi ai cavi dell’alta tensione che, lì, coinvolgono alcuni condomini da ambedue i lati della strada. Complici le alte temperature i cavi dell’alta tensione sono andati in surriscaldamento, sprigionando così del gas, all’origine della duplice esplosione che ha scatenato il panico nel quartiere. Tra i danni riscontrati in zona anche le tubature dell’acqua che sono saltate.

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Sfiorato il molo di San Marco, è polemica sulle Grandi Navi

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E’ l’assessore Gianfranco Bettin a denunciare che una nave da crociera ha sfiorato Riva Sette Martiri, a pochi passi da Piazza S.Marco. Queste le parole dell’assessore:

“Attorno alle 11 di oggi  la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri, alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri”.

Dobbiamo attendere la tragedia prima di mettere lo stop a questo sfregio continuo perpetrato ai danni di una città che il mondo ci invidia? Quali possono essere gli interessi che fino a oggi hanno impedito di vietare il transito delle grandi navi a Venezia?

BENVENUTI IN ITALIA!

Gioco crudele e scandalo del lavoro in nero su Youtube

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Venezia e quei due gondolieri “navigati” che inscenano un finto esame da “gansèr”, al malcapitato di turno che viene fatto svestire e costretto a nuotare nelle acque sporche di fronte al molo di San Marco. In questo modo l’uomo è convinto di ottenere un patentino che gli consenta di lavorare negli stazi. La persona, che appare in grande difficoltà chiede «Ma poi con sta roba qua lavoro sempre?» La risposta è immediata da parte dei “pope” «Ti fai dare il tesserino dall’ente gondola e ti metti d’accordo con gli stazi». Poi per 7 lunghi minuti di video l’uomo in imbarazzo, si distende nell’acqua, prima su un gradino semisommerso, poi in uno più in basso. Solo a questo punto arriva un «Bravo, hai superato la prova» gli dicono i gondolieri, che prima lo risciacquano con la pompa, poi lo asciugano con le sudicie pelli di daino usate per lustrare le gondole.

Su Youtube e su Facebook viene postato il video che è destinato a gettare discredito su una categoria che invece dovrebbe essere tutelata perché rappresenta una delle più antiche tradizioni del nostro paese. Le gondole conosciute in tutto il mondo richiamano ogni anno folle di turisti che sicuramente non avranno avuto piacere a vedere quel video che nelle intenzioni forse doveva essere goliardico ma che nei fatti è shockante.

Da ieri il video è stato rimosso dopo che sono piovute proteste sui social, ma resta l’amarezza di fondo anche per quelle frasi  in cui i pope arrivano ad affermare «Questa resta una roba inter nos non serve la partita Iva, tanto poi lavori in nero».

San Marco perde i pezzi!

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Il campanile di San Marco è stato transennato lungo due lati a titolo precauzionale dopo il distacco di ieri sera di calcinacci a causa di una probabile usura derivante dal maltempo. I pezzi sono caduti a poca distanza dal cosiddetto “gabbiotto”, il box per accogliere la biglietteria della mostra di Manet. Il comitato “No grandi navi”, che ieri aveva manifestato a Venezia, aveva già sollevato da tempo che le vibrazioni dei potori possono danneggiare i fragili equilibri della città e dei suoi monumenti.

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