Renzi incassa le lodi di Sallusti e Ferrara

sallusti-ferrara-tuttacronacaIl segretario democratico Matteo Renzi ha ricevuto il sostegno del suo partito e non solo. Due giornali che non sono certo generosi con il Pd, il Giornale e il Foglio, sembrano appoggiare la mossa del sindaco fiorentino. Sallusti e Ferrara hanno infatti pubblicato due editoriali nei quali non solo “benedicono” la mossa ma anche sostengono che, con un’azione di governo veramente innovatrice il segretario potrebbe contare anche sui voti di Silvio Berlusconi e del suo partito. Scrive Sallusti:

Solo uno sprovveduto può può pensare che Renzi pensi di govenare fino al 2018 ostaggio da una parte di Alfano e dall’altra di una fetta del suo partito che non vede l’ora di restituire pan per focaccia. Per operare sul campo gli serve alto, voti veri in Parlamento che nessuno dei suoi padrini può dargli. L’amico Berlusconi i voti li ha eccome, e sono certo che in caso di necessità ne farà buon uso.

Anche Ferrara condivide una simile linea ma auspica tuttavia la formazione di un esecutivo “di rottura”, senza compromessi con i propri alleati minoritari.

Fa’ un governo bipolarista.Un governo di staff, con i tuoi e quelli di cui ti fidi per competenza e soprattutto per generosità poltiica. Fa’ un governo monocolore non contrattato. Niente streaming, niente negioziati fumosi. Niente trasversalismi che sappiano di un Letta bis, che già era un Monti bis. (…) Fa’ così Matteo, e vedrai che la fiducia te la accorderanno con numeri sorprendenti.

E rincara la dose Sallusti, lodando il primo cittadino di Firenze:

Corre Renzi, e fa bene. mai come in questo caso vale il detto: chi si ferma è perduto. Ha accoltellato, usurpato, forse anche barato. Un vero mascalzone, toscanamente parlando, che se qualcuno delle sue vittime,e lo becca in un portone non so come finisce. (…) In realtà un amico vero Renzi ce l’ha. Si chiama Silvio Berlusconi, al quale la malasorte aveva assegnato in dote il fratello venuto male di Renzi: Angiolino Alfano da Agrigento, un tontolone (tuitto quello che tocca va a ramengo) che con la sinistra, a differenza di Matteo si trova benissimo.

Ancora più esplicito Giuliano Ferrara

“(…) un trentenne che ha esordito con Mike Bongiorno, che è politicamente un self made man, che non ha paura delle giacche di Fonzie,. di Briatore e della De Filippi, che ha detto e scritto più volte quanto gli stiano sulle scatole gli atteggiamenti pregiudiziali di chi considera il Cav. un arcinemico, che si sente piuttosto un competitore nel bipolarismo di chi prende i voti avversi alla sinistra che vuole realizzare qualcosa non ancora scritta negli annali del Novecento, con una mentalità decisionista e liberale insieme, aperta alla cultura del mercato e rispettosa del mondo del lavoro, dei giovani e delle idee non conformiste.

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Dalla grazia agli insulti: Sallusti ricopre d’insulti Napolitano

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Dalla grazia agli insulti. Così Sallusti in un articolo de Il Giornale parla del Capo dello Stato:

“Il presidente Napolitano passa alle minacce. Della grazia a Berlusconi – dice – non se ne parla neppure”.

E dopo questo incipit l’articolo di Sallusti ritrae con parole dure Napolitano:

“Lei è un vecchio inacidito e in malafede indegno di occupare la più alta carica dello Stato”

Poi ci sono anche altri passi sempre molti diretti all’indirizzo del Presidente della Repubblica:

“Lei vuole zittire milioni di italiani come ha zittito la Procura di Palermo che aveva trovato le prove delle sue malefatte”.

e ancora:

 “Lei è un golpista, perché usa il suo potere al servizio della vecchia causa comunista oggi rivista e corretta in salsa lettiana”.

Ma, il direttore de Il Giornale, prende anche le difese di Silvio Berlusconi e promette di scendere in piazza:

“Lei per scalzare Berlusconi ha comperato prima Monti con la carica di senatore a vita, facendolo pagare anche a noi fin che campa. Fallita la missione ci ha provato comprando un pezzo della dirigenza del Pdl, quello più debole, compromesso, ricattabile”.

 “Noi scenderemo in piazza, contro la magistratura e contro di lei che rappresenta il peggio del Paese”.

Il paragone di Sallusti: Berlusconi come Kennedy

berlusconi-kennedy-tuttacronacaAlessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, in occasione del cinquantenario della morte di JFK ha redatto un editoriale nel quale paragona il mitico presidente americano a Silvio Berlusconi, che arriva il giorno dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza Ruby.

La coincidenza mediatica Kennedy-Berlusconi cade a proposito. Perché i due hanno più di un punto in comune. Entrambi ricchi, molto ricchi, hanno usato la loro ricchezza per farsi largo in politica. Entrambi , alla loro discesa in campo, si sono imposti a sorpresa su rivali favoriti. Entrambi hanno regalato un sogno al loro Paese senza riuscire a realizzarlo (nel caso di Kennedy per sopravvenuto omicidio, in quello di Berlusconi perché siamo in Italia). Tutti e due hanno cambiato profondamente e in modo irreversibile il costume della politica. E, non ultimo, entrambi avevano una passione irrefrenabile per le belle donne.

Il compagno della Santanchè, quindi, passa a citare un racconto pubblicato dal “Corriere della sera” sul presidente americano:

Dicono che la sua vita sia stata costellata da una sequenza ininterrotta di incontri occasionali con giovani donne di ogni ceto sociale. Tutte bellissime, tutte innamorate. Erano stagiste della Casa Bianca, attrici, cantanti, prostitute, signore del jet set, giornaliste, segretarie, amanti di boss della mafia… Arrivavano di notte alla Casa Bianca nascoste dentro il bagagliaio di un’auto e il presidente le intratteneva nel suo ufficio. Queste consegne a domicilio venivano rispedite al mittente nel giro di pochi minuti…”.

E trae la sua conclusione:

L’ipocrisia è che tanta benevolenza è solo per chi è di sinistra, zona dove puttane e puttanieri non mancano, ma lì, e solo lì, fanno tanto chic.

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Neppure fosse la testa della Medusa… Dove andrà Sallusti?

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Che Angelino Alfano non nutrisse simpatia per Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e compagno del falco Daniela Santanché, era sotto gli occhi di tutti, ma forse l’editoriale che ha definito “mafiosetto” il Ministro degli Interni, ha fatto definitivamente saltare le corde, già tese, all’interno del Pdl – Forza Italia. Per la ricompattazione sempre proprio che il prezzo richiesto da Alfano sia la testa di Sallusti (neppure fosse quella della Medusa!) anche in virtù, forse, di quella lite furibonda del direttore de Il Giornale con Fabrizio Cicchitto a Ballarò. Il Fatto quotidiano scrive:

Sallusti alla guida del Giornale è ormai privo di controllo. Di lì la decisione: giro di seggiole e poltrone nelle testate di famiglia.

E il Fatto quotidiano ribadisce lo schema già circolato:

“l’attuale direttore di Panorama Giorgio Mulè prenderebbe il posto di Sallusti al Giornale. Sallusti a sua volta emigrerebbe alla direzione di Tgcom24 . A Panorama potrebbe andare Mario Sechi che avrebbe (sempre secondo le voci che corrono) trovato come magnifico sponsor addirittura il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara”.

Dietro questo giro di poltrone anche la Santanchè:

“E, soprattutto, non darla del tutto vinta ad Alfano che, come si ricorderà, aveva chiesto la testa di Sallusti a Berlusconi (senza nessun incarico di “salva – guardia”) dopo un editoriale del direttore sul Giornale (titolo: “Eversivo è alzare le tasse, liberale è non farlo”), classificato poche ore dopo dal segretario del Pdl come “metodo Boffo” nei suoi confronti e in quelli degli altri ministri “colombe” pidiellini”.

Ma il cambio di direzioni nei giornali di casa Berlusconi, dove il leader del Pdl ricorda che “i soldi sono i miei”, potrebbe arrivare dopo il consiglio nazionale del Pdl:

“La notizia del valzer di seggiole e poltrone potrebbe essere data dopo il consiglio nazionale del Pdl, previsto tra un paio di settimane (salvo contrordini), proprio perché la valutazione degli equilibri che ne usciranno consentirà di rendere più “morbidi” gli avvicendamenti. A restare saldo solo Maurizio Belpietro a Libero”.

Di giro di poltrone, dopo la riunione di Sallusti e Berlusconi ad Arcore del 14 ottobre, parla anche Libero quotidiano, che riporta le indiscrezioni di Lettera43:

“In altre parole: nel progetto del Cavaliere, Sallusti dovrebbe lasciare il Giornale e diventare direttore di Tgcom24, la rete all news di casa Mediaset. Alfano ha avuto la sua testa, per usare un’espressione utilizzata dallo stesso Sallusti nell’ultimo editoriale. Ad accompagnarlo a Villa San Martino dovrebbe essere Daniela Santanchè ed il passaggio è esemplare: ad essere messa in un angolo, almeno per il momento, sarebbe la linea-dura dei falchi del Pdl rappresentata mediaticamente proprio dalla testata di via Negri”.

Se Sallusti e Mulè saranno spostati, l’ingresso a Panorama sarà per Mario Sechi;:

“al settimanale di casa Mondadori andrebbe invece Mario Sechi, già vice ai tempi della direzione Belpietro prima delle avventure giornalistiche a Libero e Il Tempo e quella politica (breve e sfortunata) con Mario Monti in Scelta civica”.

 

I nostri 7 giorni: tra fragilità di quello che ci circonda e voglia di stupirci

7giorni-tuttacronaca“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, scriveva Ungaretti nel 1918. E forse è proprio così che ci si sente, in quella trincea chiamata politica dove si combatte a suon di ultimatum e minacce. Con parole-bomba come Giunta e decadenza. Solo che quando il gioco si fa duro si cambia gioco, s’inizia un balletto chiamato “fiducia-sfiducia” dal quale si esce esausti. E quando la stanchezza è tanta subentrano il nervosismo e la tensione. Solo che quelli che sentono di star per cadere non sono solo i “soldati”, ma tutti noi. Gettati a terra da tutti questi meccanismi di chi pensa alla poltrona prima che a tutto il resto. Le foglie siamo stati noi italiani questa settimana, fatte volteggiare da una lotta interna al Pdl che ha portato a sfaldarsi anche il partito che si è sempre fatto forza della sua unità. Perchè se il faro si spegne, che direzione si segue? I nostri sette giorni sono stati all’insegna del voto di fiducia al governo Letta, con Berlusconi che continuava a dare indicazioni diverse prima e con Alfano che si è ribellato poi. Dopo di che è arrivata la Giunta, con un verdetto che ci si aspettava ma che ha fatto ugualmente discutere. Ma l’autunno non sono solo foglie che cadono, è anche il maltempo, il freddo, è quella pioggia che allaga e spazza via quello che trova lungo il cammino. Il ciclone Penelope si è abbattuto sull’Italia con la sua potenza creando disagi, ma nulla in confronto a quanto è accaduto a Lampedusa. La tragedia si è affacciata sulle nostre coste sotto forma di un barcone di migranti affondato, una tomba subacquea che giace sul fondo mentre i pochi superstiti cercano un futuro migliore e si piange per tutti coloro che non ne avranno più uno. E mentre in Italia si cerca di sopravvivere a quest’ennesimo disastro, l’Europa ci attacca proprio sul tema dell’immigrazione, sempre così sentito nel nostro Paese. E anche in questo caso, nessuna luce a indicare la strada della soluzione. Stiamo al palo, come in attesa che il nostro faro possa tornare a illuminarsi…

faro-alessandriaMa questa settimana anche altri fari sono venuti a mancare, entrambi in campo cinematografico: prima un incidente stradale ha strappato la vita a Giuliano Gemma, poi è stato il regista Carlo Lizzani a dire addio, per scelta. E il dolore si somma al dolore diventando un fiume in piena che sommerge tutto, un po’ come quell’acqua che ha ricoperto Longarone 50 anni, nel disastro del Vajont. Una tragedia dietro cui c’è la mano dell’uomo (e la sua fallibilità), almeno a quanto è venuto alla luce questa settimana. Ma come sempre c’è anche un altro lato che viene alla luce. C’è quell’essenza vitale che ci fa pensare che c’è sempre un motivo per continuare ad andare avanti. Se non altro per farci ancora sorprendere. Come da un sottomarino che “sbuca fuori” a Milano, da un’insegnante di yoga che decide d’ingrassare per scoprire se è possibile amarsi anche se il proprio corpo non rispecchia i dettami della moda, da un nonno che rinnega la figlia che ha cacciato di casa il nipote gay, da un Papa che vuole cambiare la Chiesa e riportarla alla sua essenza. E poi ci sono quelle denunce che colpiscono più forte di un pugno allo stomaco perchè ci si chiede come si sia potuti arrivare a certi punti senza che nessuno sia intervenuto prima. Come nella Terra dei Fuochi. Dove i rifiuti bruciano e le persone muoiono. Ed è proprio quando si teme che non ci siano soluzioni possibili che gli italiani ritrovano se stessi e fanno squadra. Hanno iniziato i vip con il loro appelli in rete a non fare morire i comuni, proseguono tutti gli altri con un appello a vestirsi di nero per assistere alla partita della nazionale italiana al San Paolo. Perchè quello che è impossibile fare da soli, diventa fattibile in gruppo. Ed è qui che risiede la vera forza che nasce da dentro: saper riconoscere chi può percorrere la strada con noi. Forse non saremo perfetti, ma potremmo sempre fare qualcosa. A volte basta una maglia di colore nero per fare la differenza. E se osservando meglio ci rendiamo conto che è un’illusione ottica, facciamo un passo indietro, e guardiamo l’insieme!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Sallusti resta parola di Paolo Berlusconi

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E’ bastata una nota di Paolo Berlusconi per smentire le voci di una sostituzione del direttore Alessandro Sallusti:

«Paolo Berlusconi, editore de il Giornale, smentisce categoricamente le illazioni apparse su diversi quotidiani che legano in modo strumentale e inaccettabile le attuali vicende politiche alla vita de il Giornale».

L’allontanamento di Sallusti dalla testata nei giorni scorsi era, secondo alcune fonti, stato richiesto da Angelino Alfano, ma ora sembra proprio che l’argomento sia stato archiviato con la nota che ha anche sottolineato che

«L’editore, rivendicando la piena e assoluta autonomia della testata, conferma la sua fiducia nel direttore Alessandro Sallusti e si riserva di tutelare la dignità de il Giornale nelle sedi opportune»

Nel centro del mirino: Verdini, Bondi, Santanchè, Brunetta e Sallusti

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Mediazione? Nel mirino di Alfano ci sarebbero 5 teste e poi si potrebbe parlare di “pacificazione” all’interno del Pdl. Intanto l’ex premier cerca di fare ordine nella voliera tra falchi e colombe.  Ma Alfano non si ferma e vuole quelle teste, una a una: Denis Verdini, Sandro Bondi, Daniela Santanchè, Renato Brunetta e Alessandro Sallusti.

Ma perché un giornalista? Lo spiega così l’Huff:

“Per la tregua servono segnali concreti. Sallusti non può stare lì a dirigere un giornale che dovrebbe essere del partito”. Per Berlusconi è impossibile dire io non c’entro. Alfano era con lui ai tempi della casa di Montecarlo, sa come funzionano le cose: “Si sa – dice un alfaniano di ferro – come vanno le cose. Prima di rompere ci blandiscono, poi inizia il dossier aggio e il metodo Boffo”.

Ora Alfano ha dettato le sue condizioni e la decisione rimbalza a Berlusconi!

Crozza e l’Alfango di Quentin Tarantini

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“Letta domani chiederà la fiducia in Parlamento. Farà vedere una foto di Renzi e dirà: Paura eh?!”. Così esordisce Crozza a Ballarò.

Ma l’argomento di oggi non poteva essere altro che Berlusconi: “Cicchitto lo ha sfidato! Per la prima volta in vent’anni! Ha alzato la voce e ha detto: Posso andare in bagno?”. Poi tra tante battute c’è anche: “Dai! Quando avevano promesso di andare via ho pensato ‘ce l’hanno fatta! Hanno dimezzato la metà dei parlamentari! Ed era anche la metà buona!”.

Ma ce n’è anche per il Pd: “Faranno la gara col Pd, io mi dimetto, io mi dimezzo lo stipendio, io mi trovo un lavoro! Seeeeh!”. E su Giovanardi: “Ti dà la stessa gioia di uno strappo sui pantaloni a un matrimonio. E’ elettrizzante come una caviglia in un tombino”. E per Marina Berlusconi: “Hanno raddoppiato anche i Berlusconi”. E sfotte Sallusti: “Come titolate domani? Il box del cognato di Cicchitto? Cicchitto ha fatto le scuole da Al Qaeda?”. Sallusti resta impassibile con lo sguardo serio. Sul finale c’è anche l’imitazione di Napolitano: “E’ con viva e vibrante indignazione che denuncio il falso! Io avrei fatto una telefonata per 200 milioni? Ma almeno 400, 500, mille!” Ma il finale è forse la parte meno divertente, visto il momento di crisi e di difficoltà, i cittadini sono infatti stretti intorno al Presidente che rappresenta l’ultimo baluardo di unità del Paese.

Cronos si mangia i suoi figli? Sms a Sallusti a Ballarò

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E’ arrivato un sms a Sallusti mentre era tra gli ospiti della trasmissione Ballarò. In tale sms ci sarebbe scritto che Berlusconi avrebbe ribadito la sfiducia al Governo Letta. Un attimo prima Cicchitto aveva appena enunciato i motivi per cui il centro destra italiano avrebbe domani votato in Aula la fiducia al governo in carica. Inoltre Sallusti ha affermato che “da vigliacchi hanno aspettato il momento di massima debolezza” per fare questa mossa di avvicinamento a Pd.

Cronos tenta di divorare i suoi figli?

E Twitter si scatena!!!

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Vilipendio al Capo dello Stato? Quando reagirà il Colle?

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E pensare che poco tempo fa fu proprio Napolitano a concedere la Grazia ad Alessandro Sallusti, il Direttore de “Il Giornale” e oggi sulle pagine del noto quotidiano di destra si legge:

“Dopo aver messo agli arresti Berlusconi ora pretendono pure di silenziare il Pdl e i suoi milioni di elettori. Addirittura stanno facendo passare per adunata sediziosa la manifestazione di oggi a Roma di sostegno a Silvio Berlusconi. Attenti alle parole, dicono minacciosi. Di mio propongo due o tre slogan: Giudici banditi, Napolitano sveglia, Libertà…

…Se avesse solo un po’ di coraggio, dovrebbe essere lo stesso Napolitano ad aprire piazza del Quirinale in segno di rispetto e ascolto verso dieci milioni di italiani (ndr: ma non sono 10 milioni). Che vivono lo stesso dolore che ha provato lui quando una giustizia banditesca e fuori controllo voleva metterlo alla berlina e mandarlo sotto processo dopo aver origliato illegalmente alcune sue imbarazzanti telefonate. Un suo amico e consigliere fidato, Loris D’Ambrosio, morì d’infarto per la preoccupazione e la vergogna, vittima di una giustizia non sacra ma assassina. La vendetta del presidente fu spietata: pretese e ottenne la sua stessa assoluzione, le prove furono bruciate, i protagonisti di quella infamia, in testa Ingroia e Di Pietro, sono finiti a zappare l’orto e gli è andata ancora bene”.

A parte che non risulta, almeno da fonti giornalistiche, che Ingroia e Di Pietro stiano zappando, ma se Sallusti è riuscito a procurarsi lo scoop “agricolo”, magari poteva anche metterli in evidenza invece di usarli come nota a un articolo che sembra un attacco al Capo dello Stato e recare in sé un’offesa alla nostra più alta istituzione. Ma poi che male c’è a finire a zappare l’orto? Perché relegare questo settore sempre ad essere un esempio di grettezza? Non è forse molto più rozzo apostrofare così come fa Sallusti, il Capo dello Stato?

E allora che facciamo presidente? Non è bello che quando tocca a lei difendersi da giudici scellerati non si vada giù per il sottile, quando tocca ad altri si urli invece al golpe e si vietino le piazze. Non abbia paura, signor presidente, ci dimostri che lei con questa porcata non ha nulla a che fare, altrimenti i maligni che parlano di una sua discreta complicità nell’omicidio di Berlusconi avranno sempre più spazio. E, sarebbe brutto scoprirlo, pure ragione.

Esiste il reato di vilipendio al Capo dello Stato: quando reagirà il Colle?

Travaglio su Berlusconi: “Domani è un altro porno”

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“Domani è un altro porno”, con questo titolo Marco Travaglio prova a raccontare gli esiti o meglio i non esiti della sentenza della Cassazione sul processo Mediaset.

“Orsù, signori del Pd, non vi agitate. Comunque vada a finire il processo Mediaset in Cassazione, cambia poco o nulla. Siamo in Italia, mica in un Paese serio. Altrimenti oggi si processerebbe un vecchio pensionato della politica, già da tempo allontanato dai suoi compari di partito per questioni di decenza e isolato dalle opposizioni (pare che nei Paesi seri esistano, e si oppongano pure) e dalle massime cariche dello Stato, che rifiuterebbero di stringergli la mano e farsi fotografare con lui per motivi igienici. Ma, appunto, siamo in Italia: dunque non c’è nulla che la Corte possa aggiungere sul conto del-l’illustre imputato che già non si sapesse prima. Nulla che possa precludergli ciò che una legge del ’57 e i principi di disciplina e onore fissati dalla Costituzione avrebbero dovuto da sempre impedirgli: fare politica. Se la Corte annulla la sua condanna con rinvio a un nuovo appello, il reato cade in prescrizione (e sarebbe la nona volta). Se la Corte annulla la condanna senza rinvio (pare che il giudice relatore sia un annullatore impenitente), B. è salvo per un altro paio d’anni, finché non arriva in Cassazione il processo Ruby. (…)

Lui dice che vuole andare in galera, tanto sa benissimo (la legge Cirielli l’ha fatta lui) che non ci andrà mai neppure se insiste. Ci sarebbe, è vero, l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Ma intanto deve passare dal voto della giunta e dell’aula del Senato, dove col voto segreto può succedere di tutto: anche che il partito unico Pdmenoellepiùelle trascini la cosa alle calende greche sino a fine legislatura (come a fine anni 90 con Dell’Utri) o addirittura respinga la sentenza definitiva innescando un conflitto di attribuzioni dinanzi alla Consulta dai tempi biblici. (…)

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E B., pur eletto, in Parlamento non mette mai piede (ha il record mondiale di assenteismo: 99,84%). In ogni caso, nessuno gli impedirebbe di presentare alle elezioni una lista Pdl o Forza Italia o Forza Gnocca o Forza Frode con su scritto “Berlusconi Presidente” e, in caso di vittoria, intestare il governo al solito prestanome (magari la figlia) in attesa che scada l’interdizione e qualche servo si dimetta per farlo eleggere al suo posto. Dunque, signori del fu Pd, cos’è tutta questa agitazione? Che sia un delinquente lo sappiamo tutti da anni, basta leggere una sola delle sue sentenze di prescrizione o di assoluzione perché si era depenalizzato il reato. L’unico pericolo per il governo sarebbe un vostro colpo di reni: un leader, ad averlo, che si alzasse in piedi e dicesse “con quel delinquente non possiamo restare alleati un minuto di più”. (…)

Ora è tardi. E B. il governo Letta non ve lo fa cadere manco se lo condannano, tanto comanda lui e la faccia la mettete voi. Il peggio che può capitarvi è sputtanarvi un altro po’ con i vostri elettori superstiti, ma anche qui il più è fatto. Dunque state sereni. Fate come lui che la sa lunga: se fa casino è solo per spaventare la Corte, caricandola di responsabilità che toccherebbero ad altri, e per ricattare il Pd e il Colle. Così domani incasserà l’ennesimo premio-fedeltà: tipo un’amnistia o una mezza grazia alla Sallusti che gli commuti la pena cancellando l’interdizione. Tranquilli, ragazzi. Domani, comunque vada in Cassazione, è un altro porno.”

Le farneticazioni di Sallusti via tweet… ecco a chi abbiamo concesso la Grazia!

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Con un tweet Sallusti colpisce Grillo e si aggiudica la palma avvelenata dell’ovvietà e della banalità, ma anche dell’insensibilità. L’ovvietà e la banalità è chiara perchè non è un segreto per nessuno che Beppe Grillo è stato condannato per omicidio colposo a causa di un incidente stradale in cui hanno perso la vita una coppia e il loro figlio. Insensibilità nei confronti dell’unica superstite, la figlia, che quel giorno non era andata a fare la gita ed era restata in albergo. A chi deve far del male a Sallusti? A chi ha già perso tutta la famiglia e si vede rinnovare il dolore per un tweet che è solo una frecciata personale (e non politica) nei confronti di Beppe Grillo? Ecco a chi abbiamo concesso la Grazia!

Sallusti: Quell’imbecille di Grillo ha già tre morti sulla coscienza, uno era una bambino. Stia attento a non provocarne altri in piazza.

Grillo ha pagato il suo conto alla giustizia e lo continua a pagare rimanendo fuori dal Parlamento, Sallusti è libero e in Parlamento ha la moglie… pronta a dare la fiducia a un governo di larghe intese che sarà una vera delusione sia per gli elettori di destra che per quelli di sinistra.

Caso Sallusti parte II… ora è sospeso!

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Il Consiglio dell’Ordine della Lombardia ha sospeso per 3 mesi Alessandro Sallusti per gli articoli pubblicati su Libero, che all’epoca dirigeva, e che lo avevano portato all’arresto. La sentenza è sospesa per la presentazione di un eventuale appello al Consiglio nazionale dell’Ordine. “Graziato da Napolitano per manifesta ingiustizia, condannato dai colleghi a tre mesi di sospensione. Buffoni” ha commentato il giornalista su Twitter.

Sallusti libero! Commutata detenzione in sanzione pecuniaria.

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Non è stata evasione secondo i giudici. Assolto Sallusti!

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Ordine dei giornalisti, sospensione per Sallusti

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Processo evasione Sallusti: rinvio al 14 dicembre

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Sallusti: “non è simpatico stare a casa, ma non posso chiedere il carcere”

Essendo stata respinta dal tribunale la richiesta dei suoi legali, non è infatti più possibile per il giornalista chiedere il carcere. Inoltre Sallusti ha specificato che la sua “evasione” di sabato scorso era solo un “gesto simbolico”.

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Sallusti verso la Grazia! Severino pronta se arriva l’istanza

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Negato il carcere a Sallusti

Il giudice ha respinto la richiesta degli avvocati del giornalista Alessandro Sallusti, che chiedevano la trasformazione della condanna da domiciliari a carcere.

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Processo a porte chiuse per Sallusti: convalidati domiciliari

++ SALLUSTI: DIRETTORE GIORNALE PRELEVATO DA POLIZIA ++

Sallusti già evaso dai domiciliari, già fra un’ora potrebbe essere processato

Processo per direttissima e nuova condanna per Sallusti che è evaso nuovamente dai domiciliari.

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Notte al “Giornale” per Sallusti, per oggi attesa la custodia in carcere

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