Il rossetto stimola il buonumore e aumenta l’autostima

rossetto-tuttacronacaE’ la rivista rivista tecnico-scientifica Cosmetics and toiletries science applied a parlare del rossetto e degli effetti positivi che ha l’indossarlo. Non si limita solo al desiderio di piacere. Quello che si sostiene, infatti, è che i rossetti siano il barometro dell’umore e aumentano l’autostima, diano una sensazione da red carpet ovunque ci si trovi e, non di minore importanza, rendano elastiche, protette, disegnate e di nuovo belle anche le labbra più provate o sottili. “Altro che semplici cosmetici – spiega Rachel Mallon, autore della rassegna – i lipstick esaltano espressioni, seduzione e femminilità e sono anche simbolo di emancipazione, oltre che di crisi economica tanto che nei periodi più bui le vendite dei lipstick aumentano”. Nell’articolo si legge anche che non può essere un caso che negli Stati Uniti i rossetti registrino un incremento dell’11% negli ultimi 12 mesi, che gli americani pensino che basti un gloss per farli sentire come desiderano e che in Inghilterra il mercato dei prodotti per le labbra sia aumentato dell’8% con vendite che toccano i 70 milioni di sterline. Il make-up in Europa ha registrato un aumento del 2,4% nell’ultimo anno, trascinato da rossetti e smalti. In Italia lo scorso anno rossetti e lucidalabbra hanno tenuto bene, con un + 0,5% e per le labbra sono stati spesi 185,6 milioni di euro (dati Cosmetica Italia). “Cere carnauba e candelilla, oli, alcool e pigmenti sono gli ingredienti di base – spiega Mallon – i più nuovi sono profumati e svolgono perfino proprietà deodoranti che aumentano il piacere di applicarli. Sostanze idrorepellenti aumentano la durata, derivati del silicone rendono la bocca più lucida, polposa e soffice. Proteine e aminoacidi danno maggiore confort ed effetti protettivi e antirughe”. Fino ai nuovissimi rossetti ultralucidi e cremosi dall’effetto identico alle lacche giapponesi. Per il futuro i laboratori di ricerca stanno lavorando a nuove sostanze per aumentare ancora la tenuta dei rossetti sulle labbra e renderli sempre più affini alla pelle, a base di ibridi di silicone e resine sintetiche.

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Giornalista querelata per diffamazione: ha postato un commento in Fb

Marina-Morpurgo-tuttacronacaSe qualche giorno fa si era scoperto che un’utente di TripAdvisor dovrà rispondere di diffamazione per aver parlato di “vino avariato” con riferimento a una nota osteria di Bologna, ora si viene a sapere che una giornalista in pensione, Marina Morpurgo, è stata querelata a causa di un post pubblicato in Facebook nel quale criticava la pubblicità di un salone di Bellezza di Foggia. Il manifesto in questione raffigurata una bambina di circa 6 anni che si mette il rossetto. La giornalista, sul suo profilo, aveva citato i fumetti di Paperino, commentando in modo ironico la foto. Poche parole che le sono valse un avviso di garanzia per diffamazione alla quale non riusciva a credere: “Non mi era mai successo nel corso della mia lunga carriera – ha raccontato – e mi chiedo perché sono stata scelta proprio io tra tanti che hanno commentato anche in modo ben più duro”. “Io avevo solo detto che l’ideatore del manifesto andava impeciato e impiumato, come nelle strisce di Paperino – ha continuato la Morpurgo – e avevo citato la frase, una citazione dai Caroselli mi pare dell’amarena Fabbri, ‘Lo possiamo torturare?’, ma scambiare queste battute e citazioni fumettistiche per non so cosa è davvero assurdo.” Quello che la Morpurgo invoca ora è l’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà d’espressione, mentre nega un intento diffamatorio: “Spero si vada verso l’archiviazione perché altrimenti sarebbe veramente grottesco. Oltretutto mi chiederei se un magistrato di un territorio difficile come Foggia, che non è certo un paesino sperduto della Svizzera, non ha altro da fare che perseguire me a Milano per un post su Fb”.

Ratzinger shock! Il papa emerito truccato, ma è solo un manifesto

ratzinger-truccato-tuttacronacaLo scandalo ha coinvolto la Statale di Milano dove il “Gruppo gay” dell’Ateneo ha esposto nei giorni scorsi una locandina in cui appare il Papa emerito Joseph Ratzinger truccato con ombretto e rossetto. Il manifesto è stato realizzato per lanciare un cineforum su omosessualità e religione, ma la polemica non c’ha impiegato molto a esplodere. Il Giornale l’ha definita “Blasfema. Un’offesa all’intera comunità cattolica”, che ha anche sottolineato: “E con i soldi pubblici della Statale”. Matteo Forte, consigliere comunale di Forza Italia, ha invece parlato di “vilipendio all’autorità religiosa”. Il gruppo ha però immediatamente replicato: “Attenzione alla censura” e anche: “Il vero problema non è la provocazione ma l’omofobia”. Nel frattempo gli studenti del collettivo hanno anche smentito di aver ricevuto dall’ateneo 4mila euro solo per cineforum e locandine. Laura Boella, che detiene la cattedra di Filosofia Morale nello stesso ateneo, ha ne ha parlato come di una “polemica pretestuosa”: “La scelta di questi studenti va contestualizzata e come nella satira va rifiutata la misurazione”.ratzinger_rossetto1-tuttacronaca

Parabeni… conoscerli per evitarli!

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C’è un nemico invisibile e dannoso che ogni giorno ci avvelena in piccole quantità. Si nasconde nel dentifricio, nello shampoo, nella crema da barba, nei trucchi, nei deodoranti e nelle creme cosmetiche. E’ nei farmaci che assumiamo a volte anche in quei rimedi “naturali”, in quelle capsule gel o nelle pasticche. Si trova negli sciroppi, nel collirio e nei bendaggi. Li ritroviamo nei detersivi per la casa, per i mobili o nel lucido per le scarpe. Li mangiamo con i cibi conservati come la senape, la maionese, i sughi pronti, i concentrati di pomodoro, nella carne in scatola, nei succhi di frutta, etc… Si chiamano parabeni e sono molecole dall’azione conservante che vengono di solito indicati sotto la sigla da E214 a E219. A lungo andare e con l’assunzione quotidiana di questi parabeni, il nostro organismo potrebbe essere danneggiato. Queste sostanze ampiamente utilizzate sono infatti interferenti endocrini, cioè molecole che possono alterare l’equilibrio ormonale inducendo la mancata risposta delle cellule agli ormoni.  Allergie cutanee e dermatiti da contatto sono la patologia più comune legate all’esposizione ai parabeni, Poi vi sono quelle più gravi, da lunga esposizione e legate a squilibri ormonali: tumore alla mammella, all’utero e alle ovaie nella donna; infertilità, cancro alla prostata e ai testicoli nell’uomo. In Danimarca i prodotti con parabeni sono vietati fino al terzo anno di età.

Elvira Naselli su Repubblica riporta le parole di Carla Scesa, docente di Chimica dei prodotti cosmetici della Cattolica di Roma:

“ «I parabeni sono parecchi, ma i più utilizzati sono due, che hanno un peso molecolare minore e risultano i più sicuri, il metil e l’etil-parabene. Questi due sono ammessi dalla legge, con dei limiti. Gli altri, butil e propil- parabene, anch’essi ammessi dalla legge, sono meno utilizzati e possono avere effetti sulla capacità di riproduzione dei ratti. Molte aziende hanno deciso di eliminare i parabeni non perché non siano sicuri, almeno quelli a minor peso molecolare, ma per venire incontro alle richieste dei consumatori. Detto questo, ovviamente esiste un problema di utilizzo, soprattutto per i prodotti ad assorbimento usati ogni giorno, considerato che non siamo in grado di valutare l’entità dell’assorbimento, problema che esiste meno per i prodotti a risciacquo, come shampoo e bagnoschiuma. Il suggerimento è di evitarli sotto i tre anni, perché la cute dei più piccoli ha un maggior assorbimento cutaneo e il loro sistema endocrino è in via di sviluppo, negli anziani, che hanno una pelle più fragile, e quando ci si espone al sole»”.

Allora per difendersi c’è chi sceglie prodotti “paraben free”, ma bisogna fare attenzione, spiega Stefano Dorato, responsabile relazioni scientifiche di Cosmetica Italia, a Repubblica:

“«Paraben free nella maggioranza dei casi non significa senza conservanti, anche se in casi eccezionali, grazie a tipo di formula, produzione in ambienti protetti, uso di packaging monouso o che consente un limitato contatto con l’esterno, come tubetto di plastica o alluminio, si riesce a fabbricare un cosmetico senza conservanti. I prodotti più ricchi di acqua, come shampoo e bagnoschiuma, non possono farne a meno, ed è difficile anche per emulsioni e creme. Sono meno sensibili agli agenti esterni gli aerosol, gli articoli con alte percentuali di alcol, con pH molto alto o molto basso, come gli epilatori o i prodotti per permanenti»”.

Quali prodotti possiamo usare per evitare i parabeni nei detersivi? I gusci di noce nella lavatrice sono un ottimo rimedio, o la pietra deodorante (allume di potassio) reperibile nelle farmacie, per evitare spray o roll on che contengono quasi inevitabilmente i parabeni.

I rossetti al piombo che preoccupano gli scienziati

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Lo conferma uno studio della Berkeley University pubblicato su Environmental Health Perspectives, molti rossetti contengono piombo e sarebbero quindi dannosissimi per la salute delle donne. Il rossetto infatti rischia di essere ingerito durante la giornata e quindi si rischia di assumere una grande quantità di metalli in un mese. Sotto il mirino in particolare sono finite sette marche di rossetti dal costo variabile. Non è quindi pagando un rossetto di più che si evita il rischio di assumere piombo. Secondo uno dei ricercatori:  «Il rischio per la salute è correlato al fatto che in media si ingeriscono 24 milligrammi di rossetto al giorno, ma spesso i rossetti si spalmano più volte al giorno e così si arriva a ingerirne fino a 87 milligrammi».

 

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