La truffa shock dei rom: gettano i cani contro le auto per il risarcimento

rom-truffa-cani-randagi-tuttacronacaE’ sconvolgente la tecnica adottata dai nomadi che vivono nel campo sorto ad Acilia, nel Lazio, sotto il cavalcavia nei pressi del deposito dell’Ama. Come denuncia un comitato di abitanti della zona, che si è già rivolto alle forze dell’ordine, i rom prenderebbero uno dei tanti cani randagi che vivono nei loro insediamenti per poi scaraventarlo tra le ruote della prima auto che arriva, magari a velocità più sostenuta. Dopo di che fingono di essere sconvolti per l’accaduto e incolpano gli automobilisti di aver investito l’animale, chiedendo un immediato risarcimento in denaro. Imolaoggi, che riporta la notizia, spiega che il comitato ha lanciato anche l’Sos agli animalisti per mettere al sicuro almeno gli altri cani del campo rom. 

Rinaldo, il bimbo rom con le idee chiare: “io non rubo, da grande voglio insegnare”

bimbo-rom-tuttacronacaRinaldo, un bimbo di 10 anni che vive in un campo rom a Torino, ha scritto a scuola: “Qui molti fanni i ladri, rubano, io invece voglio fare l’insegnante da grande, per spiegare agli altri come si trova un lavoro”. Come spiega la madre del piccolo, loro arrivano dalla Romania e desiderano vivere in Italia. E a sua volta sottolinea che è meglio fare la lavavetri piuttosto che rubare. Scrive ancora Rinaldo: “Qui al campo molti vanno al grande magazzino a rubare, oppure rapinano borsette, telefonini”. Il ragazzino, racconta la madre Giulia, ha avuto il coraggio di dire al padre che “è meglio lavorare, andare ai semafori”. “Io da grande – continua Rinaldo – voglio lavorare, insegnare agli altri, per questo ho imparato a leggere e scrivere. Anche per prendere la patente”. “Noi rimaniamo qui finché il campo rom non viene rotto (evacuato e abbattuto), così posso continuare ad andare a scuola”, chiude Rinaldo.

Cecile Kyenge: “Anch’io ho fatto la badante per sei anni”

kyenge-badante-tuttacronacaIn occasione della presentazione del video-reportage “Badami” della regista Mariangela Forcina, che racconta le storie di tre badanti romene, il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha raccontato che, nei suoi primissimi anni in Italia, si pagava gli studi facendo la badante: prima ha seguito per un anno una signora novantenne, poi per due anni una donna non autosufficiente e ha anche badato a dei bambini. “In questo modo mi pagavo gli studi”, ha spiegato. “Per un anno, nel weekend, andavo da una signora di 90 anni. Io le dicevo che avevo bisogno di lei per non sentirmi sola. Lei, a 90 anni, era completamente autonoma e cucinava anche per me. Non voleva aiuto ma aveva solo bisogno di parlare. E io mi portavo dietro i miei libri e studiavo”.  Si è soffermata poi sulla sua esperienza con una persona non autosufficiente, precisando che “se c’è un aiuto della tecnologia, si riesce a stabilire un contatto e a uscire dalla medicalizzazione”. Quindi ha riportato lo sguardo al momento attuale spiegando che “oggi bisogna cercare di rafforzare la formazione di queste persone, che spesso hanno bisogno di un grande sostegno psicologico. Per pochi mesi ho assistito dei malati terminali in Oncologia, ho visto le persone che assistevano questi malati e che non si lamentavano mai, lo facevano con amore. Queste persone vanno sostenute”.

Le spese della Kyenge

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Come riporta Articolo Tre, riprendendo come  fonte Il Giornale ci sarebbero alcune spese:

“Del dipartimento delle pari opportunità e dell’ufficio antidiscriminazioni, che fanno capo al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, attenzione, dicastero senza portafoglio.

Si parla di un contratto, a carico dei contribuenti, di 40 euro, per l’organizzazione del meeting internazionale Chaorom, dedicato all’integrazione del popolo Rom.

Altri 9.900 euro, rivela Antonio Signorini, se li è messi in tasca l’associazione “Romà Onlus” che è stata incaricata di realizzare il progetto “Dik I Na Bistar”, ovvero di mandare 40 giovani rom e non rom a rappresentare l’Italia a una conferenza internazionale sul tema che si è tenuto in Polonia.

Quasi ottomila euro, per la precisione 7.920 euro, è costato il workshop sulle politiche di accoglienza dei migranti. E ancora: 17.820 euro sono usciti dalle casse dello Stato per il laboratorio di formazione antirazzista e 9.852 per il laboratorio di disegno e scrittura “La mia idea di razzismo”.

Poi c’è il capitolo “convegni sugli omossessuali”: più di mille e cinquecento euro sono stati spesi per tre coffè break  sulla valutazione delle domande di asilo presentate da gay, lesbiche e trans, mille euro per tracciare una ”strategia nazionale Lgbt” e 5.940 euro per la realizzazione di due seminari al festival del cinema transessuale”.

Ostaggi dei rom in treno: “Se protesti ti insultano e sputano”

treno-sporco-rom-tuttacronacaSono molti i pendolari che ogni giorno salgono in treno per recarsi al lavoro, così come tanti sono gli studenti che utilizzano questo mezzo per raggiungere la loro scuola. Anche a costo di sacrifici perchè, in un periodo di crisi, per permettersi biglietti e abbonamenti spesso bisogna rinunciare ad altro. Ma ci si aspetta anche che tutti paghino per usufruire del servizio, che i controllori svolgano il proprio dovere e che chi si muove su rotaie conosca le regole basi del rispetto. Ma siamo in Italia e sembra a volte chiedere la normalità sia troppo. E’ Facio Miotti, assessore allo sport e alle politiche giovanili di San Giorgio in Bosco, nel Padovano, a sfogarsi in Facebook con un lungo post. “Prendere il treno a Padova, non trovare posto e quindi sapere di dover stare in piedi per 40 minuti fino a Venezia. Alla stazione di Ponte di Brenta veder salire una famiglia di zingari che entrando sul treno in ciabatte e senza biglietto usa il bagno per lavarsi lasciando disordine ovunque, vedere che il loro cane sporcare e loro che non puliscono, vedere che usano le prese carica cellulare facendo spostare persone che come me pagano più di 600 euro di abbonamento all’anno…fa davvero innervosire. Così sono sceso dal treno e ho preso il successivo”. E incalza: “Sui treni regionali non vengono fatti sufficienti controlli e molte persone approfittano di ciò per viaggiare senza biglietto”. Secondo quanto riferisce l’assessore, questa famiglia di zingari (padre, madre, due ragazzi e un cane al seguito) sale ogni mattina in treno senza biglietto, cerca posto a sedere nelle carrozze centrali e dispensa foglietti ai passeggeri chiedendo l’elemosina. “Tempo fa una ragazza ha chiesto al controllore di far scendere questi zingari senza biglietto, ricevendo però in cambio dai nomadi insulti e sputi. Sono stanco di vedere controllori che chiedono i biglietti agli italiani e non agli stranieri. Se accadrà di nuovo chiederò nome e numero di matricola al controllore e lo segnalerò ai superiori. Il mio non è razzismo verso gli stranieri, è l’atteggiamento dei controllori che denota razzismo nei confronti di noi italiani. Le autorità competenti sanno benissimo dov’è il problema, e quindi possono risolverlo perché gli zingari di cui sto parlando sono sempre gli stessi che salgono a Ponte di Brenta. Dimostratemi che sbaglio e iniziate a verificare anche il loro di biglietto, non solo il nostro!”

Scoppia una rissa al San Raffaele: muore un uomo

san_raffaele_milano-tuttacronacaDue famiglie di etnia rom, che vivono nel campo nomadi di via Idro tra le quali serpeggiano da anni forti rancori, si sono incontrate, per casualità, al San Raffaele di Milano. Qui hanno dato vita a una violenta rissa culminata nel ferimento di un 49enne, Luca Braidic, le cui condizioni sono subito apparse gravi. L’uomo è stato immediatamente ricoverato ed è entrato in coma irreversibile. Successivamente, è stato dichiarato morto dai medici. Mentre la lite degenerava in rissa, il personale sanitario era occupato a proteggere pazienti ed altri visitatori e si è reso necessario l’intervento della polizia per fermare i rom. A terra, oltre a Braidic, un altro ferito, il rivale Marco Deragna, di 46 anni, che è stato medicato e affidato alla polizia. Tutti e sette i partecipanti alla lite sono stati arrestati. Nel passato delle due famiglie ci sono faide, litigi, pestaggi, dispetti tra le donne. L’episodio più eclatante, prima di oggi, risale all’inizio dell’anno. Il 28 gennaio nel campo nomadi c’era stata una sparatoria ed era intervenuta la polizia, che era stata presa a sassate.

Ognuno pensi ai propri defunti: rissa in cimitero nel Napoletano

rissa-cimitero-tuttacronacaCome spiega il Mattino, a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, oggi il cimitero si è trasformato in un ring dove due famiglie rom, incuranti delle migliaia di persone presenti al camposanto per ricordare i loro cari e della sacralità del cuore, hanno dato il via a una rissa, che solo gli agenti del locale commissariato di polizia sono riusciti a sedare. La mattinata era scorsa in maniera tranquilla, poi però una coppia entra nella zona del suffragio per raggiungere la tomba del proprio caro e qui trova un altro familiare che sta ponendo un fiore sulla stessa tomba. La cosa non è ben accetta. “Tu non devi venire a trovare mio padre, vattene”. E subito la lite, prima a parole e poi a calci e pugni. Attorno, gente terrorizzata che fa scattare l’allarme. “Si sono azzuffati proprio davanti a me – dice una donna – all’inizio non credevo che arrivassero a tanto, visto anche il giorno, ma poi la situazione è degenerata”. Con l’aiuto della polizia e dei carabinieri, le famiglie sono state ”gentilmente” invitate a lasciare il cimitero.

Il leghista che propone il censimento dei Rom: “voglio sapere quanti rubano”

Campo-Rom-tuttacronacaIl segretario del Carroccio del comune di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, ha lanciato la consulta provinciale per i rom autocandidandosi a guidarla in occasione della serata dedicata al problema dei nomadi: “Prima proposta è il censimento dei rom in provincia di Pordenone, cosa che finora non è mai stata fatta. E sfido chiunque a dirmi che sono razzista se voglio sapere quanti sono quelli che rubano”. Bortolotti torna quindi su uno dei suoi cavalli di battaglia: l’idea del censimento l’aveva lanciata anche nel 2008 quando, in veste di segretario del Carroccio, aveva affidato l’incarico a Eligio Grizzo.

Rintracciata la madre di “Maria”, la bimba rom

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Sarebbe stata rintracciata la madre della piccola “Maria”, la bimba bionda trovata in un campo rom. Si tratterebbe di una donna di 35 anni di nazionalità bulgara, Sasha Ruseva, la vera madre della piccola.  Secondo alcuni media locali la donna arrestata nella località bulgara di Gurkovo avrebbe avrebbe dato alla luce la bimba in un ospedale di Lamia, sempre in Grecia centrale, nel gennaio 2009. Poi la piccola sarebbe stata affidata alla coppia rom. Uno dei figli della Ruseva, come ha riferito la Tv di Stato bulgara, ha detto all’emittente che sua madre ha riconosciuto la piccola quando ha visto la sua immagine trasmessa dalla televisione. La madre si sarebbe giustificata così «Ho dato via mia figlia perché non avevamo da mangiare».

La “rom” bionda che accende le speranze di molte famiglie

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Sono molte le famiglie che dopo la segnalazione di Maria, la bambina bionda ritrovata nel campo rom in Grecia, hanno sperato che possa essere la propria figlia scomparsa in fasce. sono frequenti nei luoghi di vacanza le scomparse dei bambini europei spesso appunto rapiti dai rom. Nel caso di Maria è entrata anche una storia di oltre 20 anni fa e a farsi avanti è Leighanna Needham, la sorella del piccolo Ben, che misteriosamente scomparse in Grecia, nell’isola di Kos, nel 1991, e di cui non si seppe più nulla. Ora è stato richiesto il test del Dna per vedere se Maria possa aver attinenza con quel bambino. “La storia di Maria ci ha dato grande speranza, – ha detto a Sky News, Leighanna – io e la mia famiglia abbiamo sempre pensato che Ben era stato rapito dagli zingari per il traffico di bambini o di adozioni illegali.

Bimba rapita dagli zingari nel 2009 ritrovata in un campo Rom in Grecia

bimba-rapita-grecia-tuttacronacaDegli agenti della polizia greca avevano visto, in un campo Rom nei pressi di Larissa, nella Grecia centrale, una bimba di quattro anni bionda e con gli occhi azzurri: insospettiti dal suo aspetto “nordico”, hanno fermato e interrogato i presunti genitori che, nelle loro dichiarazioni, si sono spesso contraddetti. In particolare, la confusione riguardava le modalità con le quali la piccola era giunta al campo. Il fatto ha insospettito ulteriormente la polizia che ha avviato delle indagini durante le quali si è scoperto che la coppia si era procurata un certificato di nascita legale della bambina presso l’anagrafe di municipio greco. A quel punto hanno preso il via le ricerche per rintracciare i genitori biologici della bimba, che è risultata esser stata rapita nel 2009. Per avere la conferma che non era figlia della coppia di zingari è stato effettuato il test del Dna. Al momento la piccola è affidata alle cure dell’organizzazione per l’assistenza all’infanzia «Hamogelou Tou Paidiou» (Il sorriso del bambino).

Shock a Napoli, donna getta acido sui rom, investito un bimbo. E’ grave.

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La tensione sociale sale e porta a gesti criminali. Nel quartiere di Fuorigrotta, in via Andrea Doria, altezza del civico 22, una donna rom insieme al suo bambino è stata investita da una pioggia di acido. La donna ha immediatamente strappato di dosso gli abiti al bambino. Anche un benzinaio ha prontamente portato soccorso aiutando la donna a levare gli abiti fumanti dal piccolo, mentre i passanti hanno accompagnato il bimbo e donna in farmacia da dove alle 10,18, è stato chiamato il 118. Il piccolo in gravi condizioni è stato portato al Santobono. La polizia ha recuperato una piccola felpa di taglio maschile con svariati buchi da bruciatura. La polizia sta identificando il possibile autore del gesto.

Torna il libro nero? Rom schedati in Svezia

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Si chiama “itineranti” è un file e non un libro, ma la sostanza non cambia: sembrerebbe proprio, per alcuni versi, simile agli archivi della Gestapo. La Svezia usa la tecnologia e “scheda” i rom con nomi, indirizzi (quelli di cui orami si conosce la stanzialità), documenti di riconoscimento e gradi di parentela. E’ stato il giornale Dagens Nyheter (DN) a pubblicare la lista completa. La polizia svedese che fa? Prima nega, poi sottolinea che è uno strumento solo “informativo” poiché non sono stati adottati provvedimenti dopo la schedatura. Quindi secondo la polizia si tratterebbe solo di una sorta di registro anagrafico. Ma è stato il Premier svedese Frederik Reinfeldt,  a sottolineare invece che la procedura è illegale su tutto il territorio svedese. Anche se ormai si è fatta strada e dilaga l’idea che in Svezia, la schedatura su base etnica si una prassi consolidata per limitare i disordini. Della notizia si è occupata anche un’altra testata l’ Aftonbladet che, intervistando un agente in pensione che ha preferito rimanere anonimo, avrebbe scoperto che la schedatura sarebbe iniziata 8 anni fa quando la polizia si è occupata di una grande quantità di reati commessi e attribuiti alla comunità rom. L’agente si è dichiarato pentito di aver partecipato alla schedatura, ma secondo il suo parere, altre stazioni di polizia avrebbero fatto lo stesso.

Disabile in classe e i genitori ritirano i figli

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A nord Italia, i genitori avevano deciso di ritirare i figli dopo aver saputo che vi erano alcuni ragazzi stranieri in classe, al sud i famigliari dei bambini della Gennaro Sequino, scuola a nord di Napoli, ritirano i figli da scuola perché in classe c’è un disabile. Padri e madri si sono recati nei giorni scorsi dalla direttrice dell’istituto e hanno chiesto il nullaosta per il trasferimento dei figli in altre sezioni, dove non fossero presenti bambini affetti da autismo. Richieste che sono state respinte dalla dirigente scolastica Maria Loreta Chieffo che però alla fine ha dovuto cedere al trasferimento degli alunni in altre scuole del territorio. I ragazzi che hanno lasciato al scuola sono stati al momento 6 su 20, ma molti sono pronti a fare nuove richieste.

  

Ha confessato! E’ un 21enne rom ad aver violentato e ucciso Tatiana.

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Il 13 settembre a Brancaleone, nel Reggino era ritrovato il cadavere carbonizzato di  Tatiana Kuropatyk, 41enne ucraina. La donna era stata prima violentata e poi uccisa da un rom, Gianluca Bevilacqua, di 21 anni che fa parte della comunità che ormai da tempo si è insediata a Brancaleone. Il 21enne ha confessato l’omicidio dopo ore di interrogatorio, nel quale ha anche ammesso di aver notato la vittima mentre era  nella spiaggia di Brancaleone, dove si era recata a prendere il sole. Prima ha avvicinato la vittima con la quale ha anche chiacchierato, poi ha tentato un rapporto sessuale, ma era stato rifiutato, quindi ha preso un sasso e ha colpito la donna. A quel punto è iniziata la violenza sessuale e alla fine dell’atto l’ha barbaramente uccisa con le pietre. Alla fine  ha tentato di bruciare il corpo, per eliminare le tracce.

 

Il sindaco che giustifica azioni contro i Rom. E’ polemica.

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“I Rom non hanno niente da fare qui. Se un mio concittadino commetterà l’irreparabile, fornirò il mio sostegno. La popolazione ne ha già abbastanza”: sono le parole di Régis Cauche, sindaco del piccolo comune di Croix, vicino Lille, al confine col Belgio. Nelle ultime settimane in fatti nel località che conta circa 20mila abitanti sono arrivati circa 200 Rom.

Il sindaco ha quindi raccontato che nella notte tra sabato e domenica, un agricoltore di Croix ha sparato a salve per spaventare un gruppo di Rom, che si stava avvicinando alla sua proprietà. Molti commercianti e cittadini si sono lamentati in questi ultimi giorni di un aumento dei furti.

Régis Cauche assicura di ”avere le prove” che siano di responsabilità dei Rom. ”Non possiamo lasciare che saccheggino Croix, non è più possibile”, ha avvertito il sindaco.

Immediata la risposta dell’esponente socialista di Croix, Mario Califano, che ha denunciato ”parole irresponsabili che incitano all’odio razziale e assomigliano ai discorsi antisemiti degli anni 30”. Per lui, il sindaco colpisce anche la ”presunzione di innocenza”, visto che accusa ”un intero gruppo senza distinguere tra i suoi componenti”.

Via gli italiani dalla scuola, troppi bambini rom nel Novarese

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E’ il secondo caso dopo quello accaduto nel Bergamasco, in cui genitori decidono di portare i propri figli in altre scuole perché quelle vicino a casa hanno troppi stranieri. Stavolta la notizia arriva dalla provincia di Novara, a Landiona, un paese di circa 600 abitanti dove il sindaco  Marisa Albertini ha spiegato: “Abbiamo cercato di convincerli a lasciare i loro figli, ma hanno preferito portarli a Vicolungo, il paese qui vicino”.

Eppure 10 anni fa la scuola aveva invitato i bimbi rom a iscriversi perché era a rischio chiusura, ma ora invece sono gli italiani ad andar via.  “I bimbi rom iscritti sono 25 – ha spiegato il Sindaco – ma quelli che frequentano le lezioni sono molti di meno. Gli italiani, se vogliamo definirli così, sono una dozzina. Avevamo tentato di accorpare le classi con quelle di Sillavengo, altro paese della zona, per favorire una maggiore integrazione, ma non è stato possibile”.

“Non siamo razzisti” assicura il Consigliere comunale di minoranza, Francesco Cavagnino, ma questo “fatto di una gravità assoluta” ha screditato tutto il paese, commenta. Franca Biondelli, deputata Pd di Novara, ha annunciato di voler dare il via ad una interrogazione parlamentare.

 

Quelli che hanno il “cuore d’oro”, ma solo per derubarti

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Che c’è di meglio di un bell’abbraccio? Ma se quell’atto di affetto si trasforma in una tecnica di rapina allora non c’è davvero da augurarsi di essere tra i prescelti.  Una coppia gentile chiedeva, a persone anziane le indicazioni stradali per l’ospedale di Osimo, con la scusa di un ricovero urgente di un parente. Le anziane spiegavano la strada e una ragazza a bordo della vettura si sporgeva per abbracciare la nonnina. A quel punto sfilava la collana d’oro e velocemente velocemente regalava all’anziana una collanina di bigiotteria.

Mercoledì, a chiusura di articolate indagini i carabinieri di Osimo coordinate del capitano Raffaele Conforti, due rom sono stati denunciati per furto aggravato e raggiunti da foglio di via obbligatorio dal Comune.

Era una tecnica collaudata quella che B.L. nata a Porto S.Giorgio, 43 anni e il connazionale B.S. di 21 anni, entrambi pregiudicati e dimoranti in un campo nomadi a Jesi, avrebbero adottato anche il 17 luglio in via Ss.Benvenuto e Rocco entrando in azione su un’Audi A4. La donna era scesa rivolgendosi ad anziana intenta a curare l’orto. Dopo aver ottenuto le indicazioni stradali dalla pensionata, la rom tentava di infilarle al dito un anello falso poi l’abbracciava e la derubava della collana d’oro del valore di 500 euro.

Far west in Spagna, morta una bimba

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E’ stata uccisa nella sua abitazione di Siviglia la bimba di 7 anni raggiunta da un proiettile vagante in Spagna. La sparatoria aveva avuto origine fra due clan rom collegati al traffico di droga, nel quartiere Los Amarillos. Almeno una ventina di colpi avevano raggiunto le persiane della sua abitazione. Feriti in maniera lieve anche i suoi genitori.

A Roma governano i nomadi o il sindaco?

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Brutto episodio per il sindaco Marino che mentre si trova a dover sostenere il punto con la sua ferma volontà di pedonalizzare i Fori imperiali si vede dall’altra parte sfuggire il controllo dell’ordine pubblico della città. Ci ha provato con un ordine scritto, ma poi sembra proprio che abbia deciso di far marcia indietro. Al centro della disputa una guerra fra bande di zingari, una di origini serbe e l’altra di origini bosniache. La prima terrorizzata dalla seconda, eppure sembra strano perché  centinaia di migliaia di euro sono stati spesi per ricollocare in modo adeguato i vari gruppi rom nella Capitale, eppure qualcosa non ha funzionato.

Per capire le condizioni dei nomadi e comprendere perché Marino ha dovuto tirarsi indietro basta seguire  la cronaca fatta per il Corriere della Sera da Rinaldo Frignani.

“Barricati con i figli piccoli nelle baracche, i rom di via Salviati, a Tor Sapienza, dopo 10 ore di trattative, hanno vinto il primo round. Lo sgombero dell’insediamento abusivo è stato rinviato a dopo Ferragosto. L’epilogo di una vicenda iniziata nelle settimane scorse dopo la fuga di 150 nomadi – compresi 70 minorenni – dal maxi campo di Castel Romano, sulla Pontina, per sfuggire – hanno raccontato – «alle violenze e alle minacce che subiamo ogni giorno dai bosniaci». Ma anche ai ripetuti incendi dei container da 30 mila euro l’uno appiccati quasi ogni notte da metà giugno.

“Dopo l’ordinanza del sindaco Marino che dispone il trasferimento dei rom da Salviati di nuovo a Castel Romano i vigili urbani si sono presentati in forze a Tor Sapienza per sgomberare l’insediamento, ma la reazione dei nomadi, appoggiati da alcune associazioni, dai parroci della zona e da alcuni consiglieri municipali, ha bloccato tutto. I rom si sono rifiutati sui pullman messi a disposizione dal Campidoglio per tornare sulla Pontina, come anche la disponibilità di una sessantina di roulotte parcheggiate nei pressi di Castel Romano.

“Alle 18 le grida di gioia dei rom hanno sancito la loro vittoria. «Per ora il trasferimento a Castel Romano è sospeso», ha spiegato il vice sindaco Luigi Nieri: «I nomadi sono preoccupati al pensiero di tornare in quel campo. Ora faremo tutte le verifiche perché nessuno può intimorire o minacciare. Garantiremo la sicurezza a tutte le famiglie».

“Gli episodi di violenza subìti di recente hanno lasciato il segno, al punto che a Castel Romano gli agenti del Gruppo sicurezza pubblica ed emergenziale della Municipale, diretti dal vice comandante generale Antonio Di Maggio, hanno già sequestrato alcune aree interessate dai roghi dolosi. I nomadi denunciano perfino una sorta di «guerra santa» con i bosniaci, di religione musulmana.

“Profondi contrasti e una situazione esplosiva culminata con gli incendi e la fuga delle famiglie serbe. Le stesse che ieri si sono barricate nelle baracche del campo abusivo con i figli piccoli. «Hanno telefonato a mia moglie – racconta un rom – dopo averla vista parlare al telegiornale. le hanno detto che se torniamo lì ci ammazzano». E adesso l’associazione «Nazione Rom» chiede al sindaco di revocare l’ordinanza”.

Il sito web che denuncia i crimini degli immigrati.

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Shock su internet per il sito che denuncia tutti i crimini… ma solo se a commetterli sono stranieri, migranti, rom e sinti. Docidi deputati di Sel hanno appena firmato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al ministro dell’Interno, per esporre il caso e chiedere di valutare la “sussistenza dei presupposti per l’immediata chiusura” del sito. “La pagina web in questione – denunciano gli onorevoli – propone, ad opera degli amministratori del sito, slogan, nonché immagini di stampo razzista e xenofobo”. “Il risultato – aggiungono – è un insieme di stereotipi, frasi violente ed immagini offensive dal chiaro esito potenziale di incitare all’odio razziale e alla discriminazione, in aperta violazione dei principi della nostra Carta Costituzionale e della normativa in materia. Tuttiicriminidegliimmigrati.com – evidenziano ancora i deputati – chiede la collaborazione degli utenti con un chiaro messaggio: “Segnalaci un crimine, un sopruso o una situazione di degrado causata dalla presenza di immigrati di cui sei stato testimone”. Il sito spiega poi la sua “mission” nel sottotitolo: “Hic sunt leones – Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo”. L’iniziativa parlamentare si colloca – scrivono gli interroganti – “nel solco di quanto sollevato con allarme dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD) nelle osservazioni conclusive e raccomandazioni all’Italia del 9 marzo 2012; il Comitato, infatti, aveva fatto riferimento esplicito alla diffusione preoccupante nel nostro Paese dell’incitamento all’odio razziale e di forme violente di razzismo attraverso i mass media, internet, e i social network, invitando le autorità italiane a una applicazione severa delle normative di contrasto penale alla discriminazione e all’incitamento all’odio razziale”. L’interrogazione è stata sottoscritta dai deputati Annalisa Pannarale, Nazzareno Pilozzi, Ileana Cathia Piazzoni, Celeste Costantino, Donatella Duranti, Claudio Fava, Nicola Fratoianni, Luigi Lacquaniti, Marisa Nicchi, Giovanni Paglia, Lara Ricciatti, Alessandro Zan.

L’ennesimo sito che inneggia alla violenza e all’intolleranza?

Amnesty denuncia: in Italia si stanno erodendo i diritti umani!

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Il rapporto 2013 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo fa emergere un quadro sconfortante sulla situazione Italiana: “Una progressiva erosione dei diritti umani, ritardi e vuoti legislativi non colmati, violazioni costanti e forse in aumento”. Quello che non viene risparmiato da critiche è la politica italiana da critiche,  che registra nel 2012 “una situazione con molte ombre”: dalla violenza contro le donne al mancato inserimento del reato di tortura nel codice penale fino al nuovo accordo per il controllo dell’immigrazione sottoscritto con la Libia che, secondo il presidente della sezione italia, Antonio Marchesi, “rischia di mettere a repentaglio la vita e l’incolumità di migranti e richiedenti asilo”. Ecco allora che Amnesty chiede la “sospensione” di un accordo che, secondo l’Ong, è stata oltretutto siglato “senza trasparenza”. Oltre a questo, nello stesso anno le condizioni dei Cie “sono state ben al di sotto degli standard internazionali” e “le tutele legali per il rimpatrio dei migranti irregolari sono state violate in molte occasioni”. Altri due punti messi in evidenza sono poi la presenza del reato di clandestinità e le “continue violazioni” dei diritti dei rom, che hanno reso contraddittorio il governo  Monti, che ha sì approvato la `Strategia nazionale d’inclusione dei rom´ ma, contemporaneamente, ha presentato il ricorso contro il Consiglio di Stato che dichiarava illegittima la cosiddetta “emergenza nomadi” in vigore dal 2008: la Cassazione ha confermato il verdetto del Consiglio di Stato ma, nel frattempo, si è continuato ad applicare il “Piano nomadi”, con sgomberi forzati e trasportando i rom “in campi segregati”. Ma si parla anche di omofobia, dell’aumento di casi di violenza contro le donne e degli “ostacoli incontrati da chi chiede giustizia per coloro che sono morti mentre si trovavano nelle mani di agenti dello Stato o sono stati torturati o maltrattati in custodia”. Ecco allora che viene rilanciato il “pacchetto riforme” in 10 punti per i diritti umani in Italia, con l’obbiettivo di eliminare le criticità emerse e che era già stato proposto da Amnesty a tutti i candidati alle ultime elezioni. All’epoca tutti avevano apposto la propria firma ma ora “è arrivato il momento di mantenere le promesse. Non regge l’alibi della crisi, né quello della presunta limitazione dell’agenda del governo”.

Norvegia razzista… anche loro hanno un “Borghezio”

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Si chiama Sandberg ed è un deputato della destra populista norvegese, noto per le sue  posizioni anti immigrazione, ha lanciato la proposta di chiudere le frontiere a gruppi organizzati di coloro che egli considera potenziali criminali: francesi, bulgari e rom. Auspica anche misure immediate ”per fermare il flusso di mendicità e criminalità.”

Anche la Norvegia quindi deve fare i conti con il razzismo e con l’intolleranza. L’Europa sembra essere particolarmente sensibile alla tematica razzista e soprattutto al problema dell’immigrazione. La fragilità di essere incapaci ad affrontare il problema è forse un nodo che ci viene da lontano… dall’essere quel continente “vecchio” che non ha mai avuto veramente un flusso migratorio con cui confrontarci. Eravamo noi Europei a scappare nelle Americhe, eravamo noi europei a cercare la “felicità” in altri Paesi… non siamo preparati ad accoglierli, avendo ancora la mentalità di chi deve proteggere quello che ha accumulato. Il problema è che non ci sono governi a garantirci che quel benessere spesso derivato da un familiare che è dovuto andare in cerca di fortuna non ci verrà sottratto o diminuito da un costante flusso di immigrati. Sono governi che ci minano la casa, quella costruita a volte proprio con il duro lavoro da emigrati. L’Europa da nord a sud si trova quindi a scoprirsi razzista, fragile e spaventata dalla massa di migranti che ogni anno si riversano nel vecchio continente. Quale è la cura? L’unica possibile è quella di saper fare un piano di migrazione controllato, di capire quanto e come ogni nazione può assorbire di quel flusso migratorio senza che i cittadini poi lo vivano nel disagio. Dare prima di tutto una dignità e una prospettiva di vita a chi entra, che non si senta trattato come un reietto, ma accolto come una risorsa. Che non ci sia quindi una massa incontrollata che soffre e fa soffrire chi si sente impotente davanti a quella miseria. Perchè non c’è nessun europeo che può essere contento di fronte a un essere umano, di qualsiasi etnia e colore, che chiede l’elemosina. E’ prima di tutto una sconfitta per uno Stato degno di questo nome. Se il piano fosse a livello europeo forse non avremo più i Borghezio o i Sandberg… o forse li avremmo e ci farebbero ridere per essere naif e non spaventarci per le loro idee oltransiste che purtroppo hanno un seguito proprio per questa incapacità degli stati di trovare forme di immigrazione controllata. Sarebbero immediatamente degli outsider.

 

Giornata internazionale dei Rom… Borghezio e la sua innata volgarità!

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Nella giornata internazionale dedicata ai Rom la Presidente della Camera Laura Boldrini  riceve una delegazione e gli ricorda di essere fieri della propria cultura, ma di saper anche rispettare quella altrui. Un discorso equilibrato, un incontro tra civiltà diverse  e l’istituzione che si fa da “ponte” per cercare una strada di dialogo che non è sempre facile soprattutto in un periodo di crisi in cui gli italiani sono diventati più intolleranti verso i Rom e gli stranieri proprio a causa di una incertezza economica che mina le basi delle famiglie. La periferia è il luogo di scontro tra poveri italiani e poveri stranieri che si trovano spesso in competizione per l’incapacità più totale di uno Stato assente incapace di facilitare l’integrazione. Uno Stato disattento che fa entrare sul nostro territorio chiunque e poi è il cittadino a dover convivere spartendosi la povertà con un altro disperato. Tensione, rabbia che sfocia in atti vandalici, in razzismo e in odio profondo. La colpa alla fine è sempre dello Stato assente quello stato che con faciloneria e superficialità accusa senza costrutto e con una miopia assoluta e gretta che scade nella volgarità gratuita e chiude ogni forma di dialogo. Oggi è la dichiarazione di Borghezio che precipita nel qualunquismo più ovvio e retrivo:

“I rom?  Spero che alla fine della visita alla Camera gli uscieri abbiano controllato tutto, anche gli arredi. Io personalmente un esamino con l’elenco delle cose che c’erano prima e che e’ rimasto dopo lo farei. La giornata di ieri si potrebbe ribattezzare il festival dei ladri e dei fancazzisti- continua Borghezio- perchè i rom hanno una la cultura tecnologica per scassinare le porte delle case della gente onesta. Non tutti i rom sono ladri, ma buona parte dei ladri sono rom. Sono preoccupato perchè non sono in casa adesso. Pero’ dico al popolo Rom che a casa mia ci sono solo libri, non ho un cazzo, non si ricava niente, tutti i beni sono da mia sorella. E comunque ho le porte blindate, andassero dai boiardi di stato che li da prendere ce n’è, o dai sindaci che vi accolgono. Noi vecchi razzisti siamo tutti poveri. A Pontida ho visto una grande umanità, le facce giuste, gente che lavora, non le facce da cazzo che riceve il Presidente della Camera. E’ l’amica dei poveri di cui sarebbe bello sapere quanti soldi aveva prima di entrare all’Onu” concludendo con un: “Persone arricchite alle spalle dei poveri”.

Forse se c’è qualcuno che ruba tra i banchi del parlamento non sono certo i rom, ma forse i politici! Inoltre la calunnia verso un’istituzione dello Stato è da sempre, anche per i leghisti come Borghezio, perseguibile legalmente.

Bimba rom cade nel Tevere… è grave!

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È caduta nel Tevere mentre giocava sulle sponde dove al sua famiglia ha una baracca di fortuna. Una bimba rom di 14 mesi è ricoverata in condizioni gravissime al San Camillo. La disgrazia giovedì sera sotto ponte Testaccio. La piccola ha subito un arresto cardiaco ed è ora monitorata dai medici della terapia intensiva. A soccorrere la piccola il padre, romeno, come la madre. I due non si erano accorti che la bimba si era spinta fin sulle rive del fiume.

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