Le macchine si prenderanno cura di noi? Arrivano i robot-badanti

robot-badanti-tuttacronacaSi chiamano Oro, Doro e Coro e si prendono cura degli anziani, ognuno in un diverso ambito. Cè il robot domestico che agisce in casa e offre molti servizi, dalla possibilità di fare la spesa online al supporto per terapie farmacologiche, quello condominiale invece fornisce prevalentemente servizi di sorveglianza e di trasporto, mentre quello da impiegare fuori casa si muove con agilità attraverso le strade cittadine per ritirare acquisti, per gettare l’immondizia o aiutare gli anziani nelle passeggiate. Tutti e tre sono stati presentati nell’ambito di un progetto europeo coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha coinvolto per quattro anni un gruppo di ricercatori proveniente da Svezia, Inghilterra, Germania e Italia con la partecipazione di due aziende spin-off della scuola (RoboTech e TechnoDeal), del Comune di Peccioli. Paolo Dario, direttore dell’Istituto, ha spiegato: “I robot saranno in grado di cooperare fra loro, per cui l’elevata complessità del sistema risulterà ridistribuita nell’ambiente dimostrandosi efficace, facile da usare e accettabile. Grazie a questo progetto internazionale, la Regione Toscana si conferma una realtà dinamica e capace di promuovere e di ospitare iniziative di ricerca di alto profilo, ma anche direttamente rivolte al miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini e dello sviluppo industriale”. Repubblica spiega che nel frattempo è stata condotta la sperimentazione nel Laboratorio DomoCasa di Peccioli, e dai test effettuati si è notato come le persone anziane si siano trovate a loro agio con i robot e hanno dimostrato una notevole dimestichezza con queste tecnologie. Apprezzato soprattutto il servizio di raccolta dell’immondizia, ma anche l’estetica dei robot. Nel 2015 è previsto il secondo ciclo di sperimentazione durante il quale altri anziani volontari proveranno la nuova versione dei sistemi robotici, questa volta in ambienti reali con la supervisione dei ricercatori. Tutte le considerazioni e i suggerimenti raccolti durante la prima fase della sperimentazione serviranno in questo secondo ciclo per riprogettare i robot e i servizi che essi svolgono. Uno dei ricercatori della Scuola Sant’Anna, Filippo Cavallo, spiega: “L’obiettivo del progetto è quello di accelerare lo sviluppo e incrementare la diffusione dei servizi robotici per gli anziani, dimostrando non solo la fattibilità tecnica e scientifica, ma anche affrontando gli aspetti legali, etici, sociali ed economici che possono portare a un concreto sviluppo di un mercato della robotica di servizio, settore in cui la ricerca italiana è leader e in grado di coordinare gruppi internazionali”.

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Tiffany Marie Brissette, chi è? Eppure la conosciamo tutti!

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Tiffany Marie Brissette, chi è? Certo il nome forse non lo ricordiamo, ma se diciamo Super Vicky allora la memoria ci riporterà indietro nel tempo al telefilm per teenager e non solo che spopolò negli anni ’80 e ’90 con la bambina robot di un’intelligenza incredibile, programmata per mettere in difficoltà gli adulti! Oggi la sua interprete, Tiffany Marie Brissette, “ha cambiato pelle” e ha abbandonato i set televisivi per diventare infermiera a Boulder, in Colorado… la sua interpretazione però resta indimenticabile!

 

Arriva il robot-semaforo: il nuovo modo per dirigere il traffico

robot-semaforo-tuttacronacaE’ alto due metri e mezzo il vigile robot che a Limete, quartiere popolare di Kinshasa, la maggiore città della Repubblica Democratica del Congo, dirige il traffico. L’invenzione della società “Woman Techonology” regola la circolazione dall’estate 2013. Il robot-semaforo, che costa 15mila dollari e che la società vorrebbe esportare, è dotato di pannelli solari per ricaricare le batterie e di una corazza in alluminio per resistere al clima equatoriale. Non solo, è in grado di garantire una maggiore sicurezza grazie al suo sistema di telecamere che mandano immagini a un centro di elaborazione dati.

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Un robot al servizio della pizza!

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Lui si chiama RoDyMan, acronimo di Robotic Dynamic Manipulation, ovvero manipolazione robotica dinamica. Al di là dei termini difficili, si sta parlando di una cosa all’apparenza davvero rivoluzionaria, che non era mai stata tentata e cioè affidare la pizza nei bracci meccanici esperti di un robot capace di effettuare davvero tutte le operazioni: da impastare, stendere, condire e quindi cuocere la pizza secondo la vera tradizione napoletana. Il progetto parte proprio da un partenopeo, Bruno Siciliano, esperto di robotica e a capo del laboratorio di Robotica noto in tutto il mondo ‘Prisma Lab.’ «…è un robot di servizio che sarà in grado di replicare attività umane con un livello di destrezza e mobilità mai visto prima – ha spiegato il professor Siciliano in occasione della Giornata informativa del Consiglio Europeo della Ricerca in corso a Napoli – Finora la manipolazione di oggetti non rigidi e deformabili, come cibo e abiti nella vita di tutti i giorni, oppure tessuti molli come i muscoli e la pelle negli interventi chirurgici, non è stata studiata in modo approfondito e rappresenta una sfida per il settore della robotica». RoDyMan avrà un torso, due braccia leggere e mani con dita multiple. Privo di gambe, sarà invece montato su una piattaforma omnidirezionale su ruote. Il capo sarà dotato di videocamera stereoscopica e di un sistema strutturato di luci. Avrà sensori di prossimità e di campo e sensori tattili. «L’interazione con gli umani è al centro del progetto. Per questo la sicurezza è un aspetto fondamentale del nuovo sistema – afferma Siciliano – Questo robot autonomo deve essere in grado di controllare il flusso degli eventi in una data attività, reagire e imparare dall’ambiente circostante. Sarà in grado di affrontare rapidamente situazioni inaspettate, come la presenza di umani o di ostacoli».

Ma le pizze saranno buone come quelle fatte dagli esperti pizzaioli napoletani?

«È quasi impossibile! Però coinvolgeremo uno dei migliori pizzaioli della città per imparare direttamente da lui l’arte di questi abilissimi movimenti. Come? Gli faremo indossare una tuta biocinetica dotata di sensori e di un sistema di cattura del movimento 3D».

Buon appettito!

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Walk-Man ovvero il robot per la Protezione Civile

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Nasce il progetto italiano per creare un robot in grado di interagire con scenari ostili e in situazioni di emergenza, ovvero Walk-Man. Il progetto di durata quadriennale sarà portato avanti dall’Istituto Italiano di Tecnologia  vedrà la partecipazione dell’Università di Pisa, dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (Epfl) in Svizzera, del Karlsruhe Institute of Technology (Kit) in Germania e dell’Université catholique de Louvain (Ucl) in Belgio. Si cercherà di portare avanti un robot con prestazioni avanzate, adatte ad ambienti industriali o civili danneggiati, quali fabbriche, uffici e case. In tali scenari i robot Walk-Man saranno in grado di camminare come un essere umano e stare in equilibrio, oltre ad avere capacità avanzata di manipolazione di oggetti e utensili.

“Gli eventi degli ultimi anni” – ha spiegato Nikos Tsagarakis, coordinatore scientifico del progetto Walk Man – “hanno reso più evidente la necessità di robot intelligenti e affidabili, che possano essere utilizzati dopo un disastro, in modo rapido, e per compiere attività troppo rischiose per l’uomo”.

Arriva a Roma il super-portiere… ma è un robot!

robokeeper-para-un-rigore-tuttacronacaLa fiera dell’Innovazione, Maker Faire, al Palazzo dei Congressi di Roma il 5 e il 6 ottobre, ha aperto le porte alle scuole e per l’occasione gli studenti hanno potuto sfidare un portiere pressochè imbattibile: un robot. Il portiere pararigori aveva già messo in difficoltà Vincent Candela, che era riuscito ad andare in rete all’11 tiro. Meglio di loro l’ex Lazio Giuseppe Pancaro, che è riuscito a batterlo all’ottavo tentativo. “Non mi aspettavo un robottino pararigori così bravo – dice Pancaro – per fare gol bisogna mettere la palla in un piccolissimo spazio e non è semplice. Ad un certo punto pensavo anche di non riuscire a segnare. Solitamente nei rigori ad essere avvantaggiato è chi calcia il pallone; invece in questo caso, non essendo vittima delle finte ma andando direttamente a coprire la palla, questo robot è più forte di un portiere”.   Lo stesso “portiere” aveva parato anche Leo Messi, a segno al terzo tentativo: “Funziona con due telecamere – dice Stefano Silvera, ingegnere e fondatore di Arneis – poste sopra la porta, che vedono il pallone, di colore arancione, seguendo la sua traiettoria e muovendo di conseguenza il portiere. Quindi è impossibile fare finte. In tanti hanno provato a batterlo, da Luca Toni a Daniele Massaro, a Mauro Tassotti e alcuni hanno tirato rigori per un’ora e mezza. Il migliore è stato senza dubbio un bambino di 4 anni: lo abbiamo fatto avvicinare, dandogli un piccolo aiutino e poi ha messo la palla in rete”.

Non riesci a farti servire al bancone di un bar? Uno studio spiega come fare!

cocktails-tuttacronacaRiuscire a farsi servire in tempi rapidi anche se il bancone del bar è affollato? Dei ricercatori tedeschi hanno scoperto il modo per catturare l’attenzione dei baristi. Lo studio, che è stato pubblicato dalla rivista Frontiers In Psichology, è stato condotto da un’equipe dell’Università di Bielefeld e ha messo in luce come sia il linguaggio corporeo a fare la differenza. Come riporta The Huffington Post, gli autori hanno spiegato: “I risultati hanno rivelato che il personale del bar risponde a due specifici segnali non verbali”. Quello che è importante, dunque, è “In primo luogo, che i clienti si posizionino direttamente al bancone e poi che guardino uno dei camerieri.” Quando questi due gesti compaiono assieme, il barista tiene in maggior considerazione il cliente. “Se uno di questi due segnali era assente, si riteneva che i clienti non avessero poi troppa intenzione di captare l’attenzione dei baristi” ha commentato a The Telegraph il dottor Sebastian Loth. “Questo indica chiaramente che entrambi i segnali son necessari”. Per capire bene le strategie che la gente utilizza per ordinare da bere al bancone, gli studiosi hanno raccolto foto e video di diversi locali sia tedeschi che inglesi. Dopo di che hanno analizzato sia le immagini che tutti i gesti che venivano compiuti, dall’occhiolino al mostrare del denaro. I ricercatori hanno quindi scoperto che la tecnica utilizzata era esattamente quella che era stata classificata come la più efficace: avvicinarsi al bancone e fissare il cameriere. Solo una persona su 15 mostra invece il portafoglio e meno di una ogni 25 gesticola all’indirizzo del cameriere. Dopo aver effettuato queste analisi, i ricercatori hanno provato a utilizzare gli stessi segnali in laboratorio, con l’ausilio di un cameriere-robot chiamato James. Oltre a scoprire quale fosse la maniera migliore per chiedere una bevanda, lo studio è stato finalizzato a promuovere la tecnologia robotica in modo che i modelli possano riconoscere e interpretare il comportamento sociale umano nel modo migliore. Loth ha spiegato che “James si è diretto solo dalle persone la cui postura indicava chiaramente che desideravano chiedere un bicchiere: solo se il sistema era certo che i clienti volevano ordinare, James rispondeva.”

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Incontri ravvicinati: iCub ed Enrico Letta, può nascere una larga intesa?

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Possono nascere le larghe intese con un robot? Forse, dati i tempi, non sarebbe poi così male! iCub è il robottino umanoide diventato il simbolo dell’Istituto Italiano della Tecnologia a Genova. Il presidente del Consiglio Enrico Letta in visita all’Ilt ha esordito:

“Le nomine di Rubbia e Cattaneo a senatori a vita sono un forte messaggio di speranza per il paese, l’Italia è un paese dove il merito sarà premiato. Sappiamo che tanti giovani se ne sono andati, ma qui c’è la dimostrazione che con l’impegno di tutti si può invertire la tendenza”.

In un futuro prossimo venturo l’annuncio di Letta sicuramente sarà realizzato, cosa importa se nel frattempo per i giovani non c’è né merito, né premio e né lavoro? Qualche generazione futura ne usufruirà… sempre che dietro l’angolo non ci sia il baratro! Ma l’importante è puntare sul team e da buon allenatore il Premier ricorda:

“Credo che sia importante un buon gioco di squadra, una forte collaborazione tra pubblico e privato. Qui c’è un forte impegno pubblico che vogliamo mantenere”.

E lui di squadra, allenando le grandi intese se ne intende! Un annuncio che di sicuro di rincuora… Chissà se iCub comodamente seduto  su una poltroncina rossa, si sente rinfrancato dalle parole di Letta? Forse lui, ben oliato e con qualche pezzo di ricambio, riuscirà a vedere i risultati del governo di servizio ai cittadini.

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Il presidente della Regione Claudio Burlando ha voluto invitare all’Iit il presidente del Consiglio per fargli vedere cosa è possibile fare, pur con tutte le ristrettezze e le difficoltà di chi vuole fare ricerca in Italia, anche in un territorio così complicato come quello genovese. E anche per dargli un messaggio. “Iit può crescere – ha detto Burlando – nelle scienze legate alla medicina e nelle macchine intelligenti, insieme a Finmeccanica”.

Asimo, il robot che vi guida al museo…

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A Tokyo, presso il museo nazionale del Giappone, l’ultima versione di Asimo, il robot della Honda che interagisce con i visitatori ha avuto qualche problema. Sembra che ripetesse frasi a ripetizione del tipo: ” Chi vuole chiedere Asimo una domanda?” Insomma il robot non è poi questo gioiello di tecnologia che tutti pensassero, anche se sicuramente riesce a far esercizi complessi come ballare, correre, saltare su un piede e calciare un pallone da calcio, ma ancora non è in grado di fare da guida all’interno di un museo. Tuttavia è un’esperienza unica passare del tempo accanto accanto a questo “personaggio bizzarro che popola il museo”.

Robocup 2013… il calcio robotico!

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Due squadre di robot che si affrontano in un campo di calcio. Avviene nella Robocup 2013, organizzata a Magdeburgo, in Germania. I cyborg calciatori di un modello chiamato Nao, sono stati prodotti dalla Aldebaran Robotics, si muovono in maniera autonoma e comunicano tra loro tramite una rete WLAN. La Robocup ospiterà 43 squadre (più 158 giovanili) provenienti da tutto il mondo, che gareggeranno non solo sul campo di calcio, ma anche in altre attività, come il salvataggio e la danza.

Il bimbo robot ha anche la pelle!

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Il robot costruito in Italia che cresce e impara come un bambino adesso ha una pelle che, come quella umana, funziona come un vero e proprio organo di senso. Il piccolo iCub nato nell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Genova ha fatto così un nuovo passo in avanti nella sua capacita’ di esplorare il mondo. Lo ha detto  uno dei suoi ”papa”’, Giulio Sandini, dell’Iit, nel convegno sulle Nanoscienze organizzato presso l’università Sapienza, dalla Fondazione Veronesi per il progresso delle scienze.

Un ristorante davvero avveniristico!

China Robot Restaurant

Un robot-cameriere per servire i clienti al tavolo. E’ la trovata che un ristorante di Guangzhou, nel sud della Cina, ha lanciato durante la festa delle lanterne. L’automa è alto 1,3 metri e pesa 10 chilogrammi. Con il semplice tocco di un pulsante si attiva e serve piatti caldi, purché non superino i 500 grammi di peso. E’ un po’ lento, ma i clienti hanno mostrato con lui grande pazienza. Uno di loro ne ha anche lodato il servizio: “E’ impeccabile”, ha detto. Il proprietario del ristorante, il 27 enne Liu Xiwang, è l’inventore del robot. Per crearlo ha impegnato circa un anno, investendo 100mila yuan. E sta già lavorando alla versione successiva.

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