Scontri tra politici di centrodestra: Twitter diventa un ring

boxing-ring-tuttacronacaNon si affievoliscono gli scontri tra i partiti di Centrodestra e ormai invadono anche la Rete. Nella serata di ieri Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e l’ex ministro alle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo (Ncd) si sono scontrate nel corso della trasmissione Quinta Colonna con la prima che ha accusato il Nuovo Centrodestra di aver votato, insieme ad altri partiti, un emendamento per bocciare la legge FDI che tagliava le pensioni più alte, La De Girolamo ha replicato: “Io parlo per me, da ministro ho rinunciato alla doppia indennità, tu da ministro hai preso un supplemento: io no”. La polemica si è poi trasferita su Twitter: “Meloni iniziasse a restituire lo stipendio preso da ministro per 4 anni. Io ho rinunciato #Buonesempio”, scrive l’ex ministro all’Agricoltura, riferendosi a quando il leader di Fratelli d’Italia era ministro per le Politiche giovanili. La Meloni ribatte a stretto giro: “A te lo ha imposto Letta. E, aggiungo, viste le tue dimissioni, dovresti riflettere se restituirlo interamente, lo stipendio”. Altro tema e altro scontro: si parla del risultato alle Regionali in Sardegna, che ha visto vincere il Centrosinistra. “Sardegna conferma, più coraggio nella scelta dei candidati, demenziale megalomania di chi rompe e fa partiti di idioti dannosi”, twitta Maurizio Gasparri. Il riferimento viene colto da Roberto Formigoni: “Con la sconfitta non c’entra niente chi nell’ultimo comizio ha esaltato Renzi e insultato Ncd?”, chiede polemico. Rapida la risposta di Gasparri: “Non esalto Renzi, tu ne sarai sostenitore”. Ma Formigoni torna sull’argomento: “Diciamolo, in Forza Italia sono tutti inc…con Berlusconi per la sua esaltazione di Renzi e insulto a Ncd a chiusura campagna. Povero Cappellacci”.

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Il Ncd e l’alt su unioni civili e abolizione Bossi-Fini: “ci sono altre urgenze”

roberto-formigoni-tuttacronacaIspanico, mattarellum e sindaco d’Italia. Sono i tre modelli di legge elettorale proposti da Matteo Renzi, uno dei quali potrebbe trovare l’appoggio di Angelino Alfano. Ma il leader del Nuovo Centrodestra non ha intenzione di cedere per quel che riguarda i diritti civili, a partire da unioni gay e immigrazione. Lo spiga, in un’intervista a Libero, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Roberto Formigoni, minacciando una crisi di governo. “Su gay e immigrati non si tratta”. Sul tema delle unioni civili tra persone dello stesso sesso “non si discute […], Renzi non faccia l’arrogante, altrimenti ne trarremo le debite conseguenze”. E ancora: “La nostra posizione è diametralmente opposta”, aggiunge. “Invito Renzi a ragionare sul fatto che questa non è né una riforma economica né una riforma istituzionale. Quella attuale poi è una maggioranza provvisoria e Renzi lo sa bene. Per questo noi dell’Ncd proponiamo una moratoria su questo tema fino al 2015”. Nessuna svolta in tema di diritti civili fino alle prossime elezioni quindi, è questa la volontà del Ncd. “Solo allora, a elezioni avvenute, il vincitore prenderà la decisione che riterrà opportuno prendere. Ma in questo Parlamento dove nessuno schieramento può dirsi vincitore sarebbe un’inutile forzatura”. La paura, del resto, è che il Pd e il M5S si alleino grazie ad accordi chiari su temi specifici, come la trasformazione del Senato in Camera degli enti locali per arrivare a una riforma dell’immigrazione. “Per questo invitiamo Renzi a ragionare sulla sua agenda di governo”. Anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi frena sulle unioni civili: “Una modifica del codice civile non ci vede contrari, però nell’agenda di questo paese in crisi vengono prima altre cose”. E lo stesso dicasi per l’abolizione della legge Bossi-Fini. Al riguardo, Formigoni chiede: “Chi dice agli italiani che in un momento in cui non c’è lavoro per loro il governo apre le porte a tutti?”.

Il twitter di Formigoni e il video parodia “Se mi lasci Angelino”

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Roberto Formigoni, attribuisce ai falchi la responsabilità della rottura e lo scrive a chiare note su twitter: “Ovviamente non parteciperemo al Consiglio nazionale domani”. Intanto su internet vola il video della parodia “Se mi lasci Angelino” di Barty Colucci

“Non c’è scissione perché il partito non c’è più, siamo 37 al Senato e 23 alla Camera”, ha detto anche il senatore Pdl. “La proposta dei ministri era stata accolta da Berlusconi – ha aggiunto – poi è stata bocciata dai falchi”.

Scalata a Forza Italia!

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Smentite tra gli alfaniani. E’ proprio Roberto Formigoni a dare un colpo di spugna alle parole del vicepremier e ad affermare che nel Pdl è in corso una vera e propria scalata al controllo del partito, quindi sembrerebbe crollare anche l’ipotesi del ritorno a Forza Italia annunciato da Berlusconi.

“Il documento c’è e ci sarà al Consiglio nazionale: puntiamo alla maggioranza del partito con tesi ragionevoli sulle quali anche Berlusconi dovrà riflettere”. Così il senatore Formigoni, in una intervista a Intelligonews anticipa alcuni passaggi del documento “che – annuncia – presenteremo nei prossimi giorni”.

“Partito, governo e futuro i tre punti-chiave: un partito che si riconosca nella leadership di Berlusconi ma che sotto la sua leadership sia integralmente democratico; quindi primarie per tutti. Governo: confermiamo la fiducia all’esecutivo con questi ministri fino alla primavera 2015″, dice Formigoni.

“Per quanto riguarda il futuro, confermiamo che siamo e saremo nel centrodestra senza se e senza ma e senza occhieggiamenti a un centrino che non ci interessa. Noi vogliamo costruire un grande centrodestra e proporremo alleanza su base programmatica ai partiti che condivideranno il programma in una logica bipolare”. L’obiettivo: “Noi puntiamo alla maggioranza del partito. Siamo convinti di potercela fare e che accadrà come il 2 ottobre scorso per il voto di fiducia al governo: Berlusconi, di fronte alle nostre argomentazioni, numeri e aderenti, ragionerà sulla base delle nostre proposte”.

“Per noi è sì”: Letta incassa la fiducia

letta-fiducia-tuttacronacaFiducia confermata al governo Letta da parte del Senato: vincono i sì, 235, mentre si ferma a 70 la conta dei no. Il premier ha ricevuto il via libera dall’Aula dopo aver presentato la sua proposta a Palazzo Madama: “L’Italia è a un bivio”. Nella tarda mattinata era intervenuto anche Berlusconi per comunicare il suo orientamento: sì all’esecutivo da parte del Pdl. Non hanno preso parte al voto sei senatori del Popolo della Libertà, tra cui Sandro Bondi.

Il tramonto del Cav: tra i fischi e gli insulti

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“Vai via, vai via! Buffone, buffone!” e poi fischi, tante le persone fuori Palazzo Madama che hanno atteso l’uscita di Silvio Berlusconi per contestarlo da dietro le transenne.

Poco prima il presidente era stato rincorso da Pierferdinando Casini: “Silviooo, Silviooo, Silviooo…” e poi si stringono la mano e si sorridono. Casini, impietoso: “Bravo, io avevo capito tutto, io da quella scuola ci vengo, ieri avevo capito tutto. E poi l’ho detto: Silvio si è invecchiato, ma non è rincoglionito!”. Berlusconi sorride, stringe la mano all’ex alleato e concede una rapida frase: “Grazie del bel giudizio”, poi tra le risate dei presenti s’infila nell’ascensore e se ne va.

BERLUSCONI: VOTIAMO LA FIDUCIA. L’ultima mossa di Lupin?

berlusconi-fiducia-tuttacronaca“Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta. Abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia”.

Berlusconi cambia idea 4 volte e alla fine annuncia la fiducia e spiazza il Pd!!!  Ma molti senatori non sono più con Berlusconi nel momento in cui dà la fiducia, primo fra tutti Nitto Paola e Vincenzo D’Anna.

All’una e mezzo inizia a parlare il presidente del Pdl Berlusconi: “L’interesse del Paese era quello di un governo che mettesse insieme le due forze del centrodestra e del centrosinistra. Su 23 componenti del governo, nonostante il fatto che al voto eravamo arrivati quasi alla pari col Pd, accettammo di aver soltanto 5 ministri nostri. Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità”.

“Avevamo la speranza che cambiasse il clima del Paese, che si andasse verso la fine della “guerra civile fredda”, verso la pacificazione di cui il Paese aveva bisogno. Non l’abbiamo riposta, quella speranza. Abbiamo ascoltato con attenzione il discorso del presidente del Consiglio, lo abbiamo sentito impegnarsi a intervenire sulla riforma della giustizia, sulla riduzione della pressione fiscale e imposte sul lavoro, nonché a dare seguito al terzo richiamo Ue sulla responsabilità civile dei giudici. Abbiamo deciso, non senza interno travaglio, di esprimere un voto di fiducia a questo governo“.

Il Cavaliere dimezzato, porta alla fiducia. Si apre il toto ministri!

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La destra si spezza e regala la fiducia al governo Letta. “Abbiamo verificato che il nome Pdl è e resta nelle disponibilità del segretario e quindi di Angelino Alfano. Il Pdl a questo punto siamo noi”. Lo dice Roberto Formigoni precisando: “Questo è un fatto importante perché dice che siamo e restiamo nel centrodestra. Non siamo una costola di Scelta Civica o di altro”. La fiducia a questo punto sembra scontata, ma si apre il toto ministri.

Daccò confermata in appello la richiesta: 9 anni di condanna

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Il sostituto procuratore generale Piero De Petris ha chiesto, al termine della sua requisitoria, che venisse  confermata la condanna in appello, per  Pierangelo Daccò, per le presunte tangenti e la bancarotta dell’ospedale San Raffaele, rideterminando però la pena perché decade l’aggravante della transnazionalità. Nelle prossime udienze prenderà la parola la difesa dell’imputato per l’arringa e poi i giudici entreranno in camera di consiglio.

Daccò oggi, in apertura di udienza, ha fatto una dichiarazione spontanea in cui ha detto di non aver “mai pagato tangenti alla Regione Lombardia e a Formigoni. I magistrati  mi accusano di avere rappresentato il San raffaele in Regione, non l’ho mai rappresentato perché rappresentavo un altro gestore molto importante per 15 anni. Il fondatore Don Luigi Maria Verzé e il suo braccio destro Mario Cal non avevano bisogno di essere rappresentati da me”. poi ha concluso dicendo che “Don Verzé era un buon amico dei politici, lo sanno tutti”.

O Nitto o crisi! Sarà effetto domino sul governo Letta?

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Il Cav. fa il gioco duro, ma nessuno è così forte da poterglielo impedire. E così lancia la sua freccia, quella che potrebbe far rovesciare tutto il governo con un effetto domino. Le affermazioni del sig. B. non lasciano dubbi “Se votano uno del Pd e non stanno ai patti, a quel punto cade il governo.  Adesso  la misura è colma. Non è possibile che vogliono i nostri voti per il governo e danno patenti di impresentabilità ai nostri uomini. Ora basta”. Da grande incantatore rovescia le parti e i “ricatti” fatti al Premier diventano “favori concessi”, dal debito passa a batter cassa e già da domani parte un vertice che metterà il coltello nella piaga di Letta con dei punti a cui il Pdl non vuole rinunciare: primo fra tutti l’abolizione e non la sospensione dell’Imu. Uno dei punti sarà la candidatura di Silvio alla presidenza della Convenzione.

O Nitto o crisi questa è l’ultima crociata del Cav. contro gli italiani… chi può impedirlo? Letta va in ritiro, ma forse sceglierà la clausura.

  

La politica è uno sberleffo agli italiani? Dopo Nitto la Santanchè?

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“Ho appena appreso che abbiamo votato Formigoni alla presidenza della commissione Ambiente del Senato…Ma dico: Formigoni! Un plurindagato!”. Pippo Civati è sconvolto quando esce dall’aula di Montecitorio, nervoso. E non è finita! Formigoni è passato Nitto Palma no. All’orizzonte però c’è odore di Santanchè: il Pdl la propone come vicepresidente della Camera al posto lasciato dal neoministro Maurizio Lupi. Che farà il Pd? Civati non ha dubbi: “Io non la voto!”. Ma non è il solo (per fortuna!) anche altri deputati del Pd, renziani e non incrociati in Transatlantico, rispondono allo stesso modo. Sulla vicepresidenza il voto è segreto, si aspettano quindi i franchi tiratori. Il Giovane Turco Matteo Orfini lo mette in conto: “L’abbiamo visto durante l’elezione del capo dello Stato che il gruppo non tiene…”. Ma stavolta la ‘bomba’ non scoppierà solo tra le mura di casa Pd, il rischio è che stavolta la deflagrazione investa il neonato governo Letta. Ma la politica è diventato solo uno sberleffo agli italiani? Tra nomi “impresentabili” e “franchi tiratori” ci può essere un governo di servizio?

Nitto Palma è un po’ troppo anche per un governo di larghe intese

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Scoppia anche un caso Palma. La commissione Giustizia del Senato non riesce ad eleggere il candidato del Pdl né alla prima né alla seconda votazione. “Ognuno si assumerà le proprie responsabilità”, ha poi commentato il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani.

Forse le responsabilità sono di chi l’ha proposto e lo ha candidato alla gogna mediatica!

 

A volte ritornano! Formigoni alla commissione agricoltura…

formigoni

Come si può dare fiducia a un governo così? Se si parla di servizio almeno che si sia coerenti… cosa può pensare un cittadino che vede il nome di Formigoni alla commissione per l’Agricoltura e Capezzone alle Finanze. Formigoni non ha bisogno di prensentazioni, Capezzone è stato condannato, in via definitiva, il 12 febbraio 2010 dalla Corte Suprema di Cassazione per il reato di diffamazione a mezzo stampa. La Suprema Corte ha, infatti respinto il ricorso di Capezzone per una vicenda risalente al novembre 2002, quando ricopriva la carica di segretario dei Radicali Italiani. Attraverso una dichiarazione stampa, questi si era rivolto a Carlo La Speranza, Pubblico ministero nel processo sull’omicidio della studentessa romana Marta Russo, parlando di «comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati». 

Queste le liste delle Commissioni:

Camera
commissione Affari costituzionali: Francesco Paolo Sisto (Pdl) – commissione Giustizia: Donatella Ferranti (Pd) – commissione Esteri: Fabrizio Cicchitto (Pdl) – commissione Difesa: Elio Vito(Pdl)
– commissione Bilancio: Francesco Boccia (Pd) – commissione Finanze:Daniele Capezzone (Pdl) – commissione Cultura: Giancarlo Galan (Pdl) – commissione Ambiente: Ermete Realacci (Pd) – commissione Trasporti:Michele Meta (Pd) – commissione Attività produttive: Guglielmo Epifani (Pd) – commissione Lavoro: Cesare Damiano (Pd) – commissione Affari sociali: Scelta civica – commissione Agricoltura: Luca Sani (Pd) – commissione Politiche Ue: Matteo Bordo (Pd)

Senato
– commissione Affari costituzionali: Anna Finocchiaro (Pd) – commissione Giustizia: Francesco Nitto Palma (Pdl) – commissione Esteri: Pier Ferdinando Casini (Sc) – commissione Difesa: Nicola Latorre (Pd) – commissione Bilancio: Antonio Azzollini (Pdl) – commissione Finanze: Mauro Marino (Pd) – commissione Cultura: Andrea Marcucci (Pd) – commissione Lavori Pubblici: Altero Matteoli (Pdl) – commissione Agricoltura: Roberto Formigoni (Pdl) – commissione Industria: Massimo Mucchetti (Pd) – commissione Lavoro: Maurizio Sacconi (Pdl) – commissione Sanità: Emilia De Biase (Pd) – commissione Ambiente: Giuseppe Marinello (Pdl) Resta da definire la commissione Politiche Ue, per la quale è candidato Vannino Chiti (Pd).

Ritornano i “Big”, i condannati e gli indagati… I senior che manovreranno il Parlamento e il Governo attraverso le Commissioni, forse l’organo più importante dell’intero processo legislativo. Come è noto possono essere soltanto referenti all’Aula, ma sempre più spesso hanno funzione deliberante su i disegni di legge.

Il celeste Formigoni passa con il rosso!

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L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha più incarichi istituzionali imminenti e improrogabili, ma sembra comunque avere una gran fretta. Nel centro di Milano la sua auto con scorta al seguito sfreccia senza tenere conto degli altri automobilisti e delle regole della strada.

Sanità e tangenti… matrimonio perfetto!

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Ancora arresti per tangenti sulla sanità in Lombardia. Sono una ventina gli indagati nell’operazione della Dia di Milano che ha portato anche all’arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano – spiegano gli investigatori – ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati.
Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona.

Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è anche l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi che ha organizzato fra le altre cose un safari in Sudafrica e una vacanza in Croazia all’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Un Papa ciellino? Scola in pole position!

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Il cardinale che potrebbe diventare Papa fu professore di filosofia di Silvio Berlusconi e discepolo di don Giussani. Anche se, dopo aver tenuto lezioni al meeting di Comunione e Liberazione, aver benedetto pellegrini ciellini diretti a Loreto, aver ricevuto le congratulazioni per la porpora dal fondatore di Cl, l’arcivescovo di Milano poco più di un anno fa ne ha preso le distanze con stizza. Forse per allontanare la sua figura da un altro ciellino doc Roberto Formigoni, finito nella bufera mediatica e giudiziaria: ”Ma è possibile che uno deve avere non uno ma due peccati originali?” si era chiesto l’arcivescovo, sottolineando di ”non aver partecipato da vent’anni a riunioni organizzative” e ormai di ”non conoscere tutti quelli che hanno meno di sessant’anni”.

Eppure l’arcivescovo di Milano con alcune dichiarazioni – gennaio 2012 per esempio quando ormai alcuni già sapevano che Ratzinger pensava a dimettersi o almeno lo stava per decidere – sembra aver rinnegato l’appartenenza a Cl e anche la sola vicinanza con Formigoni. “Negli ultimi vent’anni ci siamo visti sì e no una volta all’anno a Natale” aveva risposto. E ammonendo i cronisti a “non confondere verità e verosimile” aveva sottolineato:  “Dicono ‘sono nati entrambi a Lecco, hanno militato entrambi in Comunione e liberazione, sono stati amici per tanto tempo. Sarà mai possibile che Scola non c’entri niente con Formigoni?’ No, non c’entra niente”. Insomma, sulla propria militanza in Cl, Scola si era chiesto ironicamente: “Possibile che uno si debba portare addosso non uno ma due peccati originali?”. Una domanda, la sua appartenenza al Cl, secondo l’arcivescovo senza senso, dovuta alla fissazione dei giornalisti che lo “tirano in ballo” quando si parla dell’organizzazione anche se io, spiegava “non ho più partecipato a riunioni organizzative e ormai non conosco nessuno tra quelli che hann0 meno di sessant’anni”. Una versione confermata dal Celeste: “Siccome siamo stati educati in Cl, sembra che tra Formigoni, Scola e tanti altri, noti e meno noti, ci siano costantemente dei summit in cui si prendono decisioni insieme. Questo non è vero. Negli ultimi 20 anni, ben che vada, per il tradizionale scambio degli auguri di Natale. Io e Scola ci conosciamo e siamo amici da tantissimi anni ma è vero che negli ultimi 20 anni ci siamo visti, ben che vada, per gli auguri di Natale”.  Poi nell’aprile del 2012 Scola a una domanda sbottava: “‘Cosa ne so io di Comunione e Liberazione, non parlo di queste cose, né’ di Cl né di Formigoni né di altro”.

Ostacolato sempre da Bertone e percepito come  estraneo alla Curia romana e alla gestione che l’ha caratterizzata in questi ultimi anni, sembra essere uno dei due candidati favoriti.

L’altro, il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo metropolita di Sao Paulo in Brasile, e’ nato il 21 settembre 1949. Creato e pubblicato Cardinale da Benedetto XVI nel Concistoro del 24 novembre 2007, del Titolo di Sant’Andrea al Quirinale.

Dal 2003 al 2007 e’ stato segretario generale della Conferenza episcopale brasiliana. Il 21 marzo 2007 e’ stato nominato arcivescovo di Sao Paulo. E’ succeduto nell’incarico al cardinale Claudio Hummes, nominato da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per il Clero.

Ha indicato proprio nell’insegnamento e nella testimonianza di Benedetto XVI a Sao Paulo e ad Aparecida i punti centrali della sua missione come pastore: la centralita’ della parola di Dio, la forza della carita’, con una particolare attenzione alle tante ”sacche” di poverta’ che contraddistinguono tragicamente la realta’ brasiliana. E ancora, l’attenzione ai giovani, la catechesi, la formazione, la difesa della vita e la riaffermazione della centralita’ della famiglia nella societa’.

Intanto il Conclave è fissato per la prossima settimana e da allora la partita sarà aperta!

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Bufera Trenord, ancora disagi. Formigoni “la società dovrà pagare!”

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Il “Celeste” non sale in cielo!

Formigoni arriva tardi all’imbarco e non viene fatto salire sul volo Parigi- Milano… Robertino perde le staffe!

Il “celestino” Formigoni alle prese con l’Ufo di Parigi

Fotografato e twittato dal Presidente della regione Lombardia, il caso scatena ironia sul web.

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E se lo dice lui è una garanzia!

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