Rapina in una lavanderia a gettoni: vittima la sorella di Benigni

albertina-benigni-tuttacronacaSi trovava nel quartiere “Narnali”, a ovest di Prato, la 67enne Albertina Benigni, sorella del famoso attore e regista premio Oscar Roberto. Attendeva che il suo bucato terminasse il lavaggio in una lavanderia a gettoni, quando martedì sera è stata rapinata. Nel locale c’era anche un’altra donna quando un uomo non identificato ha aggredito entrambe per poi farsi alla fuga portando con sè le loro borse con all’interno denaro, documenti e un cellulare. Stando a quanto riportano i quotidiani locali, il malvivente si sarebbe allontanato in sella di una bicicletta. La polizia ha fatto scattare le indagini.

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Salta Benigni… costa troppo!

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Dopo Crozza, la Rai deve dire addio anche a Roberto Benigni! Lo show del comico toscano previsto per il periodo natalizio, “Dieci comandamenti”, non si farà. La motivazione ufficiale sono gli impegni all’estero di Benigni. In realtà in questo modo si risparmieranno 4 milioni di euro. Quei soldi pubblici che ormai sono sotto gli occhi dei contribuenti che si trovano a pagare un canone per vedere poi perennemente i conti in rosso della tv pubblica che viene anche foraggiata dallo stato… forse il vero giro di vite dell’Italia è la Rai?

L’Oscar si tingerà d’azzurro? I 7 film autocandidatisi per la statuetta

oscar-italia-tuttacronacaEra il 1998 quando Roberto Benigni, balzando da una poltrona all’altra, percorse la distanza che separava il suo posto in sala dal palco e, soprattutto, da quella statuetta che è il sogno di tutti gli addetti di cinema. Era il 1998 e Sofia Loren pronunciò quelle magiche parole: “And the Oscar goes to… ROBERTO!”

Nel 2006, La bestia nel cuore, interpretato da Giovanna Mezzogiorno e diretto da Cristina Comencini, venne nominato come miglior film straniero.

Da allora, più nulla.

Quest’anno ci riprovano, in sette. Sono i titoli tricolore che hanno presentato la loro autocandidatura per la statuetta per il miglior film in lingua non inglese. Lo ha reso noto ieri l’Anica. Sarà la Commissione di Selezione, il 25 settembre, a ufficializzare il film che sarà poi chiamato a rappresentare il nostro Paese ai prossimi Premi Oscar. Bisognerà però attendere il 16 gennaio 2014, giorno dell’annuncio delle cinquine, per sapere se la scelta sarà stata vincente e il/la regista prescelto/a potrà volare a Los Angeles per assistere alla cerimonia di consegna il 2 marzo. I film che guardano a questa meta sono: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, Miele di Valeria Golino, Viva la Libertà di Roberto Andò, Viaggio Sola di Maria Sole Tognazzi, Razza Bastarda di Alessandro Gassman, Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia. A sorpresa arriva anche il thriller con venature drammatiche Midway tra la vita e la morte di John Real, nome d’arte del 24enne che ha girato la sua opera, 29 copie in tutta Italia, con meno di 100mila euro.

Nozze al Cubo. Gli aquilani celebreranno le unioni civili nella struttura di Piano

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Nozze al Cubo per gli aquilani che, dopo l’annuncio ufficiale avvenuto domenica scorsa, durante il concerto per ricordare la solidarietà fra aquilani e trentini, potranno celebrare le unioni civili nella struttura che, nel 2012, ha inaugurato Napolitano insieme a Roberto Dellai. Il Cubo fu donato dalla città di Trento e costò 7 milioni di euro essendo realizzato tutto in legno trentino. Roberto Benigni presente all’inaugurazione lo definì “giocattolino” e, oggi, con la nuova delibera, diventa Casa Comunale.

Secondo il quotidiano locale Trentino l’annuncio ha fatto alzare qualche sopracciglio a chi della Provincia era presente in sala e specialmente al Presidente Alberto Pacher. Il Cubo rimane tra l’altro inagibile in attesa che si completino alcune opere accessorie. In ultimo, qualche giorno fa, sempre secondo il quotidiano, la Enel avrebbe staccato l’elettricità dopo il mancato pagamento delle bollette da parte del Comune.

L’ennesimo annuncio che non avrà seguito o la ferma volontà di riattivare questo gioiello di architettura?

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Brunetta contro Benigni: “uccide Dante”. Ma lo sa che Dante è morto?

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Brunetta si scaglia contro Benigni: “Un buon motivo per non andare all’Inferno è l’idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là”.  Ma Renato Brunetta lo sa che Dante è morto? Come si può uccidere chi è già morto?

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha poi continuato:

“Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del Pdl, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere, ma pazienza. Invece non c’entra nulla con l’umorismo, ed è pura menzogna, sostenere come fa lui che per la manifestazione di domenica a Roma ‘hanno pagato tutto e tutti’. Una infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l’ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi”.

Benigni torna in piazza a Firenze e non risparmia nessuno!

benigni-firenze-tuttacronacaRimarrà in scena fino al 6 agosto lo spettacolo Tutto Dante presentato da Roberto Benigni a Firenze. Riprende quindi, e verrà conclusa, la lettura dell’Inferno di Dante ma, prima di immergersi nell’opera, il comico toscano ieri ha dedicato del tempo anche all’attualità. Eccolo quindi sul palco a passare in rassegna i politici i cui nomi gravitano intorno ai principali fatti di cronaca. Solo in seguito si è dedicato alla lettura del XXIII canto, quello che parla degli ipocriti. La serata è stata dedicata a due amici recentemente scomparsi, Vincenzo Cerami e Carlo Mommi: “A loro dedico questa sera”. Sul palco l’attore ha presentato anche la sua canzone, il cui testo è stato arricchito da persone e accadimenti nuovi: dal Kazakistan, a Silvio Berlusconi, da Renzi, al caso Calderoli.

Per quel che riguarda la rassegna politica, Benigni non ha risparmiato nessuno, a partire proprio dal primo cittadino della città che lo ospita. “Renzi è un uomo di tanti primati: il presidente della provincia più giovane, il sindaco più amato d’Italia, l’unico a perdere contro Bersani”, ha detto Benigni. “A Firenze, alle primarie, il 100% ha votato Renzi; quando hanno saputo che se vinceva andava via, andava a Roma, l’hanno votato tutti”. Ma Firenze in questo periodo è stato al centro della cronaca anche per il giro di escort, alcune telefonate sarebbero partite anche da Palazzo Vecchio: “quando l’ho saputo ho detto: bada Renzi si esercita per fare il presidente del Consiglio”. E’ stato poi il turno di Calderoli: “In Italia ci sono anche persone sensibili, dolci: Calderoli… io gli voglio bene come se fosse normale. Il vicepresidente del Senato Calderoli ha detto che il ministro Kyenge gli fa venire in mente un orango. la cosa più terribile di questa frase è ‘Calderoli vice presidente del Senato’. Lui ha chiarito: l’ho detto in senso estetico, magari temeva che i leghisti che lo stavano a sentire pensassero l’avesse detto in senso filosofico kantiano”. Ma non poteva mancare un pensiero per Alfano: “Alfano ha detto che sul Kazakistan non sapeva niente: guardando Alfano, si capisce che non sa niente”, ha spiegato: “gli hanno detto guarda che c’è la moglie di un dissidente e perseguitato, credeva fosse Veronica Lario”. Poi a proposito dell’amicizia tra Nazarbajev e Berlusconi ha aggiunto, “si conoscono. Certo che se si conoscono i dittatori ci si espone alle critiche, ma Nazarbajev ha detto che non gliene frega niente di questa cosa”. “E il Pd – ha concluso – cosa fa? Si divide anche su questo. Non hanno chiesto le dimissioni del ministro degli Interni: l’unica che si è dimessa è la Idem, del Pd, l’unica che in quel partito aveva vinto qualcosa”. E’ stato quindi il turno di Letta: “Letta? doveva venire qui stasera: l’hanno fermato a Scandicci i carabinieri ma Berlusconi ha telefonato: ‘lasciatelo andare, è il nipote di Gianni Letta. Non si scompone mai, pur di non far cadere il governo. Torna a casa e trova Renzi a letto con la moglie: non si scompone e dice ero al corrente della cosa”.

L’ultimo saluto a Vincenzo Cerami: oggi i funerali a Roma

Vincenzo-Cerami-funerali-tuttacronacaSi sono svolti alla Chiesa degli Artisti i funerali di Vincenzo Cerami, lo scrittore e sceneggiatore che ci ha detto addio mercoledì dopo una lunga malattia. Alla cerimonia, sobria e intensa, hanno preso parte, tra gli altri, Roberto Benigni con Nicoletta Braschi, Ettore Scola, Nicola Piovani, Marco Bellocchio, Raffaele La Capria, il sindaco di Roma Ignazio Marino, Walter Veltroni, Antonio Albanese, Laura Morante, il ministro dei Beni culturali Massimo Bray.


Durante la funzione Mariano Rigillo ha letto un brano dal Vangelo, Silvia Siravo ha recitato la preghiera degli artisti, mentre Norma Martelli, moglie di Piovani e interprete di molti spettacoli di Cerami, ha letto alla fine alcuni suoi versi concludendo: “Grazie poeta da tutti gli attori per tutte le parole con le quali ci hai fatto giocare”. Erano circa 200 le persone che, all’esterno, hanno riservato un ultimo applauso all’autore che tanto da dato alla nostra arte. Il feretro è tumulato al cimitero Flaminio.

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Il mondo del cinema e della cultura piange: è morto Vincenzo Cerami

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Lutto nel mondo del cinema italiano: è morto lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano Vincenzo Cerami. Era stato candidato all’Oscar nel 1999 per “La Vita è bella” con Roberto Benigni. Cerami era malato da tempo. Nato a Roma il 2 novembre 1940, figlio di genitori siciliani, alla scuola media era stato allievo di Pier Paolo Pasolini, un incontro che ha sempre ritenuto determinante per le sue scelte successive. Nel 1976 ha fatto il suo debutto nel mondo letterario con il romanzo Un borghese piccolo piccolo,satira delle frustrazioni piccolo-borghesi da cui verrà tratta anche una fortunata trasposizione cinematografica. In seguito, tra le altre opere, ha scritto Addio Lenin (1981), il romanzo fantastico La lepre (1988) e il racconto musicale realizzato con Nicola Piovani Il signor Novecento (1994). Nel 1996 pubblica Consigli a un giovane scrittore (1996), divertita escursione nel mondo della scrittura mentre in Fattacci (1997)racconta e analizza quattro delitti saliti alla ribalta della cronaca italiana. Cerami ha scritto anche racconti, raccolti in La sindrome di Tourette. La sua ultima opera è stata Vite bugiarde, uscita nel 2007

Ma Cerami non si è dedicato solo alla letteratura: ha scritto per il cinema, collaborando con registi quali Bellocchio, Amelio e Benigni. Come commediografo lo ricordiamo quale autore di L’amore delle tre melarance; L’enclave des Papes, 1984; Sua maestà, 1986 e Ring, 2000. In gioventù Cerami si era dedicato anche all’attività sportiva in qualità di rugbista, salvo poi interrompere la carriera nel Frascati a causa di un incidente di gioco. Fino al 2009 ha inoltre ricoperto l’incarico di Ministro dei Beni Culturali del governo ombra del PD al Governo Berlusconi IV. Nello stesso anno, nel mese di giugno, ha ricevuto l’incarico di assessore alla cultura al Comune di Spoleto. La posizione era condizionata  all’elezione a sindaco di Daniele Benedetti, elezione poi effettivamente avvenuta. La sua decennale esperienza, che ha prodotto pagine e sceneggiature che s’imprimono nella storia culturale del nostro Paese, l’ha poi condivisa con gli studenti della scuola di cinema di Cinecittà ACT MULTIMEDIA, dove ha lavorato come docente.

La suora fece innamorare Benigni di Dante

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Fu suor Teresa D’Alessandro, insegnate di letteratura all’istituto Datini di Prato che fece avvicinare il giovane Roberto Benigni a Dante Alighieri e alla Commedia. Sui banchi di scuola la religiosa riuscì a trasferire l’amore per quell'”avventura” tra i gironi e poi consigliò la madre di far proseguire il ragazzo nella sua passione per il teatro. Che alunno era Benigni? Secondo l’anziana suor Teresa, Roberto ”In italiano era veramente brillante e fantasioso”.

 

Benigni alla Repubblica delle Idee

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“Letta e Renzi sono come i ragazzini: si misurano chi c’ha la torre più lunga”: Roberto Benigni ha ironizzato così sul ‘patto della torre’ tra il premier Enrico Letta e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. A sorpresa il comico toscano è intervenuto con una telefonata alla festa di chiusura de ‘La Repubblica delle idee’ nel capoluogo toscano. Un intervento così sintetizzato dal tweet di Repubblica ufficiale:

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L’intervista a 360° di Renzi alla radio

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Un’intervista che spazia su diversi temi quella che il sindaco di Firenze ha rilasciato ai microfoni dell’emittente radiofonica Ladyradio.

S’inizia con la Grande Illusione che ha portato all’ Immensa Delusione:

«Abbiamo avuto il tempo delle illusioni, e Berlusconi è stato l’uomo delle illusioni, poi sono arrivate le delusioni, e in questo anche il centrosinistra ha un pò deluso; ora l’unico modo per superare illusioni e delusioni è quello delle decisioni».

Ma ora che abbiamo la commissione di saggi che ci indicano il percorso la strada sarà tutta in discesa?

«ci dirà le cose che già sappiamo, che va cambiata la burocrazia; ma per questo basta anche un grullo, non ci vuole un saggio».

Segreteria o non segreteria del Pd, questo è il dilemma?

«È un tema che affascina  i cittadini a livello variabile da -10 a -18, su una scala da 0 a 10. I cittadini chiedono che si cambi il paese. Non stanno chiedendo ai politici chi si candida, chi fa il segretario, chi il presidente. Chiedono se siamo o non siamo in condizione di realizzare le cose che si dicono da 20 anni».

Tagliare la burocrazia è il primo passo?

«C’è un pantano, una sabbia mobile, che è la burocrazia italiana. O si ha il coraggio di superare questa burocrazia, che è una sabbia mobile e uccide anche le speranze più belle, oppure il paese per forza è condannato al declino»

La cena con Flavio Briatore?

«Questo atteggiamento di polemiche su pranzi e cene è insopportabile. Ho incontrato Briatore, una persona molto diversa da me come io sono molto diverso da lui per milioni di motivi; ma questo non mi impedisce di riconoscere che si tratta di un signore che ha fatto grandi cose per lo sport , dà lavoro a duemila persone a giro per il mondo. Dare giudizi etici su con chi si va a pranzo è francamente incomprensibile. Ognuno va a pranzo con chi crede, se poi domani, da un pranzo, verrà fuori un investimento che porterà soldi sulla città, voglio vedere come si farà a dire che è una cosa poco seria».

E poi conclude con la puzza sotto il naso del Pd:

«La prossima volta bisognerà che il Pd abbia meno puzza sotto il naso e vada a prendere i voti dei delusi del centrodestra. Ora  abbiamo un governo che non è di centrosinistra ma di larghe intese. Io durante le primarie lo dicevo che bisognava andare a prendere i voti dei delusi del centrodestra; ora, invece, del centrodestra, ci tocca prenderci i ministri».

Renzi che prova a scrollare dal suo partito la polvere dei secoli che lo ha avvolto? Renzi che tenta di dipanare quella nebbia che continua a far perdere la rotta e gli obiettivi ai democratici? Renzi che tenta di dare un’alternativa a quel Pd che  insegue pedissequamente il “faro” acceso dal Pdl e che illumina nella direzione sbagliata?

Veltroni non digerisce l’incontro Renzi-Briatore… e l’imprenditore risponde!

briatore-veltroni

Sembra che un incontro a base di pesce tra Renzi e Briatore, conosciutisi di persona per la prima volta grazie all’organizzazione del manager Lucio Presta, abbia fatto discutere e non sia stato apprezzato da tutti. Il primo a mostrare il pollice verso è stato Walter Veltroni: “Io e Renzi su Briatore non ci capiamo più”. Commento non chiaro ma che l’imprenditore non ha fatto passare indifferente, visa la serie di cinguettii inanellati in Twitter, del tenore di: “Caro Valter dei nostri successi ne parlano anche in Cina, e dei tuoi” o ancora “Questo Veltroni (tipo melandri) dopo le sconfitte politiche non doveva andare in Africa (sempre stipendiato da noi)” e così via…

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Sandro Pertini… ricordato da Roberto Benigni

Strana coppia a tavola: il rottamatore e l’imprenditore

renzi-briatore

Strana coppia quella formata da Matteo Renzi e Flavio Briatore che venerdì, a Firenze, si sono fatti una lunga chiacchierata mangiando pesce in un noto ristorante della città. Sembra si trattasse del loro primo incontro di persona, organizzato da Lucio Presta, a sua volta presente. Il manager di Benigni, infatti, sarebbe in ottimi rapporti con il sindaco fiorentino, che anche quest’estate (dal 20 luglio al 6 agosto) ospiterà il comico toscano in piazza Santa Croce, dove tornerà a interpretare la Divina Commedia. Ma di cosa avranno parlato? non si esclude che ci sia stata l’offerta di dare un aiuto economico all’attività politica del sindaco-aspirante-premier. Strana coppia, si diceva, perchè Renzi, a caccia di consensi a sinistra, ha deciso di sedersi al desco proprio con un imprenditore che dal “rosso” si è sempre tenuto alla larga. Però, al fondatore del Billionare, il Rottamatore “piace perché combatte le vecchie mummie”. E poi: “Renzi? Finalmente uno che dice cose normali: se si candidasse premier lo voterei al 100%”.

Ruzzle della politica e il rebus del Pd

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Il Napolitano bis, appena nato e già tanto odiato. Il primo probabilmente a odiarlo è proprio Giorgio Napolitano, che tuttavia ora si trova in una posizione di “gioco forza” che normalmente sarebbe negata al Presidente italiano. Monti e Napolitano due facce della stessa medaglia, due uomini che giurano che loro mai e poi mai si sarebbero ricandidati in politica e invece entrambi con prepotenza e determinazione ritornano alla ribalta dopo che il popolo aveva chiesto a gran voce che si ritirassero a vita “privata”. “Costretti” per il “bene del Paese”, “sacrificati” che si “immolano per l’Italia” a rimanere in prima linea.

Un Presidente eletto come afferma lo stesso Travaglio:

“con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori “mai al governo con B.” va al governo con B., ufficializzando l’inciucio che dura sottobanco da vent’anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s’infila nelle fauci del Caimano e si condanna all’estinzione, regalando proprio a Grillo l’esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai “rottamatori” più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c’è stata rivoluzione né s’è visto un Napoleone. Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c’è alcun Hitler all’orizzonte. Però c’è B., che fino all’altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà”

Quello a cui abbiamo assistito è stato un vero e proprio Ruzzle, un mescolare “le lettere” per non cambiare nulla. Un mescolare le lettere e formare le stesse parole e perseguire gli stessi ideali: illegalità legalizzata, corruzione impunibile (tanto i parlamentari godono dell’immunità), privilegi inestirpabili.

Abbiamo assistito anche alla decapitazione della democrazia… un vero e proprio colpo di spugna in barba alla Costituzione. Quella migliore del mondo, quella che garantisce il popolo e lo fa sovrano sul suo suolo e quella osannata da Benigni è stata mozzata di netto, in un sol colpo, con una matita che ha grattato via ogni diritto ai cittadini scrivendo solo i propri interessi:

Cosa ci resta?

Ci resta il rebus del Pd. Quel partito che ha origini nobili e un futuro ignobile. Quel Pd che ha preferito il Caimano, che ha distrutto la dignità di milioni di lavoratori, di quegli operai che ci credevano in un uomo che si è rivelato ancor peggio di B., ma anche lui, dopo tutto, era un B.  Un Bersani cieco, sordo, incapace di andare oltre agli interessi personali, incapace di un cambiamento (pensava davvero che bastava pronunciare la parola per attuarlo?) , immobile come un bambino testardo a cui viene negato un gioco. Peccato che in gioco c’era l’Italia e lui non ha saputo, con responsabilità, guidare una delicata fase politica del Paese. Un incapace prima di tutto che si è posto come un novello “Gesù”… ma l’Italia non ha bisogno di martiri, ha bisogno di capacità, di programmaticità, di una limpidezza di idee e di animo. Come si può sentire un bersaniano convinto a vedere il suo leader abbracciato ad Alfano? Come si può sentire quando viene fatto un “accordo” con il nemico di sempre? Con quel Berlusconi indagato anche di prostituzione minorile? Ma davvero non c’è più nessuna dignità in questo paese? Davvero Bersani pensava che si potesse accettare il più infimo inciucio? Non tutti sono così marci… non tutti sono così schizzofrenicamente amorali… Il rebus è di un partito i cui elettori, quei veri martiri che ogni giorno con dignità ed etica vivono nel rispetto di alcuni ideali che ci vengono tramandati di generazione in generazione e che da sempre hanno formato l’ossatura di questo paese, sono ormai uccisi nel profondo, sono stati strangolati da un leader che gli ha mostrato il più becero tra i compromessi, che una volta naufragato, ha dato vita  a una soluzione  che è stata quella più malsana: morte alla democrazia!

Il rebus del Pd non è ricostruire un partito, ma è ricucire le coscienze dilaniate perchè dopo quello che si è visto sabato, ognuno oggi può essere delinquente, ognuno si sente autorizzato a evadere, a colludere, a rapinare… tanto ci hanno già strappato e fatto a brandelli la memoria e i sogni… in un colpo solo ci hanno ucciso passato e futuro… GRAZIE PARTITO INDEMOCRATICO!

Facciamolo!

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Attori, musicisti, religiosi illuminati escrittori, imprenditori, etc.. hanno sottoscritto un documento per invitare i politici a fare un governo, ma soprattutto a iniziare un processo di rinnovamento. Ecco la lettera:

Mai, dal dopoguerra a oggi, il Parlamento italiano è stato così profondamente rinnovato dal voto popolare. Per la prima volta i giovani e le donne sono parte cospicua delle due Camere. Per la prima volta ci sono i numeri per dare corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato. Sarebbe grave e triste che questa occasione venisse tradita, soprattutto in presenza di una crisi economica e sociale gravissima.

Noi chiediamo, nel nome della volontà popolare sortita dal voto del 24-25 febbraio, che questa speranza di cambiamento non venga travolta da interessi di partito, calcoli di vertice, chiusure settarie, diffidenze, personalismi. Lo chiediamo gentilmente, ma ad alta voce, senza avere alcun titolo istituzionale o politico per farlo, ma nella coscienza di interpretare il pensiero e le aspettative di una maggioranza vera, reale di italiani. Questa maggioranza, fatta di cittadine e cittadini elettori che vogliono voltare pagina dopo vent’anni di scandali, di malapolitica, di sperperi, di prepotenze, di illegalità, di discredito dell’Italia nel mondo, chiede ai suoi rappresentanti eletti in Parlamento, ai loro leader e ai loro portavoce, di impegnarsi fino allo stremo per riuscire a dare una fisionomia politica, dunque un governo di alto profilo, alle speranze di cambiamento.

Michele Serra
Roberto Benigni
don Luigi Ciotti
Oscar Farinetti
don Andrea Gallo
Lorenzo Jovanotti
Carlo Petrini
Roberto Saviano
Salvatore Settis
Barbara Spinelli

Avrebbe avuto 60 anni! Auguri a Massimo!

Una intera classe che si ritrova a piu’ di 25 anni dal diploma per ricordare Massimo Troisi, nel giorno in cui l’attore di San Giorgio a Cremano (Napoli) avrebbe compiuto 60 anni. Accadra’ oggi a Torre del Greco (Napoli), nella sede centrale dell’istituto Pantaleo in via Cimaglia, li’ dove Troisi si diplomo’ nel 1977.

Si tratta di una mattinata dedicata al ricordo dell’attore scomparso nel 1994, per una serie di manifestazioni alle quali prendera’ parte anche Luigi Troisi, fratello di Massimo, oltre al sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giargiano.

Sara’ il preside del Pantaleo, Carlo Ciavolino, a tratteggiare la figura dell’attore specie nei suoi anni trascorsi nell’istituto torrese. Per l’occasione il dirigente scolastico ha riunito i compagni di classe dell’attore, diplomatosi geometra, che a loro volta racconteranno episodi di vita vissuta all’epoca della frequenza con Troisi nella scuola. Sarà poi l’attore Ernesto Mahieux a declamare la poesia che Roberto Benigni dedico’ a Troisi nei giorni della prematura scomparsa.

Prima o poi tocca a tutti! Se si è in politica si viene presi in braccio.

C’era una volta Benigni e Berlinguer…

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Poi fu la volta di Barack Obama sollevato da Scott Van Duzer proprietario di un ristoratore italiano in Florida…

 

 

 

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E oggi abbiamo Crosetto e la Meloni…

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Record di ascolti per l’ode alla costituzione di Benigni: oltre 12,6 mln di spettatori!

Il “Piccolo Diavolo” Benigni in tv… Ed è subito SHOW!

Appena salito sul palco… un grazie a Berlusconi: ora i comici sanno di cosa parlare!

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