Viaggio nel rituale Vodou

vodou-tuttacronacaE’ il fotografo americano Anthony Karen a presentare il suo reportage su un rituale Vodou, realizzato dopo aver conquistato la fiducia dei partecipanti recandosi spesso ad assistere ai riti e comprendendone la loro vera natura. Solo in seguito li ha fotografati. Lui stesso spiega: “Il Vodou haitiano (è giusto chiamarlo in questo modo e non voodoo termine coniato a Hollywood nel 1920) viene spesso frainteso, esistono molti preconcetti su questi rituali, un sensazionalismo che li rende ‘folcloristici’ per noi occidentali e che impedisce di vederne il reale significato”. E continua: “Il vodou ha avuto un declino subito dopo il terremoto che ha stravolto Haiti, in quanto molti attribuivano a questi riti alcuni disastri naturali occorsi negli ultimi anni. Ma recentemente i rituali hanno ripreso e gli haitiani chiedono sempre più spesso aiuto agli antenati per ottenere la forza di risollevarsi dalla sofferenza e dalla povertà”. Le immagini proposte dal fotografo ritraggono i vari passaggi del rituale, incluso il sacrificio di animali. “Il fatto di bere il sangue degli animali è un modo di rendere loro omaggio per la vita che hanno donato”. “In realtà il sacrificio esiste presso molte popolazioni: ad esempio sono stato invitato dalla tribù Lakota in South Dakota e ho assistito al rituale del Bufalo dove i presenti bevono il sangue dell’animale. Perché si crede dia forza. Il sacrificio di animali proviene da antiche tradizioni ma è solo una parte del rituale. Esiste ovviamente un lato oscuro del Vodou ma non è sempre parte del rito. In quel caso, se viene richiesto dai Vodouisti viene coinvolto il Bokor, una specie di stregone”.

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Educazione siberiana di Gabriele Salvatores!

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”Ai cattivi maestri della politica, preferisco Nonno Kuzja, il cattivo maestro che ha il volto di John Malkovich, protagonista di ‘Educazione siberiana”’: cosi’, alla vigilia delle elezioni, Gabriele Salvatores presenta il suo nuovo film, tratto dal bestseller omonimo di Nicolai Lilin. Del resto, spiega il regista, meglio confrontarsi con cattivi maestri che con nessun maestro.  E poi, precisa, il ‘cattivo’ e carismatico personaggio protagonista del film ha anche principi condivisibili. Il denaro, ad esempio, ”non deve entrare nelle case perche’ e’ sporco”, mentre la regola regina dell’educazione siberiana è risassunta nella massima ‘Un uomo non puo’ possedere piu’ di quanto il suo cuore possa amare’.

Il codice di comportamento della comunita’siberiana (un’organizzazione criminale, con risvolti mistici, fatta da ‘delinquenti onesti’) prevede, tra le altre cose, il disprezzo del denaro e del potere, il rispetto e la difesa dei piu’ deboli, l’odio per poliziotti e comunisti e l’amore per armi e tatuaggi, oltre ad una nostalgia un po’ ‘no global’ per un mondo che si sta dissolvendo.

‘Educazione siberiana’,con John Malkovich, Peter Stormare e Eleanor Tomlinson, rappresenta una svolta nella carriera di Salvatores. A 60 anni, spiega, ”esco dal guscio”. ”E’ la prima volta di una produzione in cui non sono coinvolto, la prima volta con attori con cui non avevo mai lavorato prima, la prima volta di un film internazionale a tutti gli effetti, concepito in Italia ma che trova coproduzioni europee con una storia comprensibile anche fuori dai confini nazionali”.

‘Educazione siberiana’ ”non e’ un film sociale ne’ politico”, spiega Salvatores, ma l’intento e’ quello di ”creare, nell’indifferenza dilagante, qualche crepa emotiva in cui si puo’ infilare una riflessione”.

Dispiaciuto per l’assenza del film al Festival di Berlino, il regista racconta il motivo della mancata ammissione di ‘Educazione siberiana’ tra i film in concorso. ”Non e’ stato riconosciuto come un film italiano – spiega – a differenza di altri miei film come ‘Io non ho paura’ in cui le cannottiere, i bambini, i campi di grano e il sud rimandavano direttamente all’Italia”.

A pochi giorni dalla Notte degli Oscar, Salvatores rivela di avere apprezzato soprattutto l’interpretazione di Daniel-Day Lewis in ‘Lincoln’ di Steven Spielberg e quella di Joaquin Phoenix in ‘The Master’ di di Paul Thomas Anderson. Il regista, Premio Oscar per il miglior film straniero con ‘Mediterraneo’ (1991), rivela che il suo film preferito, tra quelli in corsa per l’ambita statuetta, e’ ‘Vita di Pi’ di Ang Lee. ”In pochi saranno d’accordo con me – conclude Salvatores – ma io premierei ‘Vita di Pi’ perche’ mi ha fatto vedere immagini che non avevo ancora visto al cinema”.

Purtroppo però il film di Salvatores, presentato ieri sera in anteprima alla critica italiana non ha convinto i giornalisti. Sicuramente penalizzato dall’essere tratto  un grande libro, che da tutti è adorato, il film, pur avendo dietro la macchina da presa un regista lontano anni luce dalla retorica, risente comunque di una matrice didascalica che viene a interrompere troppe volte la narrazione per poter avvicinare lo spettatore a una realtà lontana e non conosciuta. Il misto tra religione e mafia, tra riti ed esecuzioni e una storia immensa che copre una arco temporale di 10 anni (dal 1980 al 1990) sicuramente non ha convinto fino in fondo, ma resta comunque un perno di sperimentalizzazione e di partenza per un “nuovo” (se mai verrà) cinema italiano che si ponga con un occhio più internazionale.

Messe nere, estorsioni e stupro davanti a un bimbo di 5 anni!

setta matera

Una setta con a capo un mago è stata sgominata a Matera. 7 persone sono state arrestate con l’accusa di estorsione, stupri e minacce. Da quanto si è appreso venivano celebrate messe nere, riti satanici e stupri. Uno di queste violenze è stato perpetrato davanti a un bambino di 5 anni, figlio del Mago Sal. Le persone scelte erano spesso disabili o persone con problemi di droga o alcol che venivano adescate fuori dalle associazioni di disintossicazione o direttamente presso la Caritas. I “sacerdoti” del mago pretendevano prima i soldi (fino a 20 mila euro e gioielli per «salvare» un bambino gravemente malato), e poi il sesso, strappato con la violenza e la minaccia di diffondere foto e video ai familiari.

Kumbh Mela, due morti al raduno!

Un anziano e una donna schiacciati da 30 milioni di persone che si sono riversate sulle rive del Gange  ad Allahabad, nello stato indiano settentrionale dell’Uttar Pradesh.

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