Panico a bordo del Frecciarossa: oltre tre ore di ritardo

frecciarossa-tuttacronacaNon ci sono state gravi conseguenze ma qualche attacco di panico ha colpito i passeggeri di un Frecciarossa che viaggiava sulla tratta Milano-Roma. Il treno era partito dal capoluogo lombardo alle 17 ed era atteso nella Capitale alle 20, ma alle 22.30 di martedì 26 novembre si trovava ancora fermo in una galleria nei pressi di Firenze. Il ritardo annunciato era di oltre tre ore. Il viaggio non è certo iniziato nel migliore dei modi: dopo appena mezz’ora dalla partenza, giunto a Piacenza, gli altoparlanti hanno comunicato ai passeggeri un guasto del convoglio. A quel punto i viaggiatori sono saliti su un altro treno ed hanno fatto ritorno a Milano per poi ripartire. Ma una volta in marcia, altre fermate hanno interrotto la corsa. In particolar modo, sono state lunghe le attese a Bologna e nei pressi di Firenze. Il tutto a causa di un guasto sulla linea ad alta velocità che ha creato degli accodamenti. Un passeggero ha contattato l’Ansa e si è lamentato: “Ci hanno lasciato senz’acqua per ore e qualcuno si è sentito male”.

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Treno fermo per un’ora: manca il macchinista!

treno-macchinista-tuttacronacaUn treno fermo per un’ora… per assenza del macchinista. E’ accaduto ieri pomeriggio sul treno interregionale 11134, che percorre la tratta Padova-Belluno-Calalzo e a bordo del quale si trovavano oltre 200 passeggeri tra studenti universitari e pendolari. Il treno è rimasto fermo alla stazione di Castelfranco, al binario 4, per un’ora, dalle 16.10 alle 17.10 mentre una voce dall’altoparlante annunciava il ritardo per “problemi con il personale”. Le proteste dei viaggiatori sono scattate immediate, con un’ottantina di universitari che si sono riversati sul binario. E’ uno dei presenti a spiegare: “Dopo oltre mezz’ora di attesa un controllore mi ha detto che mancava il macchinista. Ma come si fa, è una cosa vergognosa”. Solo dopo una lunga attesa è giunto un macchinista che ha sostituito l’assente, si vocifera di un’improvvisa malattia, e le carrozze si sono rimesse in marcia.

L’aereo non vola e Balotelli fa volare gli insulti!

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L’ennesimo scatto di Mario Balotelli che dopo “il fallo di mano con i giornalisti di Mediaset” ora torna a far parlare di sé fuori dal campo. Di ritorno infatti da Napoli dove si era giocato Italia- Armenia, il giocatore è diventato furibondo per un disguido sul volo charter che doveva riportare a Milano i rossoneri che non è però potuto decollare a causa di una mancata autorizzazione costringendo Balotelli, Montolivo, Abate e Poli a rimanere nella città partenopea. Ma se gli altri giocatori hanno accettato il cambio di programma senza discutere e sono tornati in albergo, Balotelli è diventato incontenibile e se l’è presa con chiunque fosse li accanto dagli operatori dell’aeroporto ai giornalisti e fotografici, ma anche con chi, prendendo al volo l’occasione, chiedeva un autografo. Balotelli invece è salito inveendo sulla sua vettura e ha preteso che l’autista lo riportasse a Roma nella notte per poi prendere il primo volo disponibile questa mattina per Milano.

 

“Parti in orario”, i cinesi pregano: i loro voli sono sempre in ritardo

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Ai cinesi non è rimasto altro da fare che pregare, i loro voli sono perennemente in ritardo. Così anche le hostess della Xiamen Airlines di affidano ai riti propiziatori.  Il cartello sull’altarino reca la scritta “parti in orario”… sperimo che qualche divinità li ascolti!

 

Ritardi nei soccorsi. Shock per l’incidente a Fiumicino!

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Un rapporto shock dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo sull’incidente aereo di Fiumicino dello scorso 2 febbraio conferma le voci dei passeggeri circa un clamoroso ritardo dei soccorsi. Nelle carte si legge come ai Vigili del fuoco siano serviti oltre 10 minuti per localizzare l’Atr 72 della compagnia romena Carpatair finito fuori pista nonostante l’incidente fosse avvenuto proprio davanti alla caserma.

La normativa ENAC in materia di soccorso e lotta antincendio, si sottolinea nel rapporto, prevede un tempo di risposta di due minuti e comunque non superiore a tre in ogni parte della pista di volo in condizioni di ottimali di visibilità e delle superfici da percorrere. Nella ricostruzione della dinamica dell’incidente si mette in evidenza come, tra il momento dell’attivazione del segnale di allarme da parte della torre di controllo, e l’arrivo sul luogo dell’incidente dei Vigili del fuoco, siano passati invece dieci minuti.

“Le evidenze raccolte fanno pertanto emergere una criticità di rilievo nelle operazioni di ricerca e soccorso” si legge nella relazione dell’ANSV, che pone l’Aeroporto al di fuori delle normative minime in materia di sicurezza. All’origine del ritardo una comunicazione imprecisa della torre di controllo che non ha fatto riferimento alla “mappa a griglia”. Il risultato è che i mezzi dei Vigili del fuoco sono usciti senza avere cognizione della posizione del velivolo.

Anche se l’Atr 72 si trovava proprio di fornte alla loro caserma, a 400 metri di distanza, sono stati necessari dieci minuti per individuarlo. Fortunatamente, dopo tre rimbalzi sulla pista e il ceimento del carrello, l’aereo aveva finito la sua corsa senza che si sviluppasse alcun incendio a bordo. Al momento dell’arrivo dei soccorsi tutti i passeggeri avevano già abbandonato il velivolo.

L’agonia delle piccole imprese e la sofferenza delle grandi! 47mila i protesti!

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La crisi continua a farsi sentire nelle aziende italiane: l’anno scorso sono state 47mila quelle non individuali che hanno accusato almeno un protesto, un vero e proprio record negativo. Secondo i dati Cerved, rispetto al 2007, ultimo anno pre-recessione, la crescita è del 45% e le costruzioni sono il settore più colpito.

I ritardi gravi, cioè oltre i due mesi, nei pagamenti delle imprese italiane ai loro fornitori tornano ai massimi della crisi: erano praticati dal 5,7% del totale delle aziende nel secondo trimestre del 2012, dal 6,1% nel terzo trimestre, per salire al 7,1% a fine anno. Sono dati del database del Cerved, che monitora la abitudini di pagamento di oltre 2 milioni di imprese italiane. Secondo il gruppo specializzato nell’analisi delle dinamiche aziendali, questi sono casi che “frequentemente sfociano in default”.

 Ufficialmente tra ottobre e dicembre le aziende italiane hanno regolato in media le proprie fatture in oltre 85 giorni, con un incremento dei ritardi gravi che riguarda tutte le fasce dimensionali d’impresa. Ma il dato più inquietante è a carico delle grandi aziende: sono quelle che possono godere di termini in fattura più vantaggiosi, ma la fetta in ampio ritardo di pagamento è cresciuta in un solo trimestre dal 6,9% all’8,2% del totale.
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