Rinnovamento in vista per il Bernabeu: cambierà anche nome

bernabeu-tuttacronacaIl Santiago Bernabeu di Madrid è pronto a rinnovarsi: il presidente del Real, Florentino Perez, ha presentato il progetto scelto dopo un concorso internazionale indetto due anni fa e vinto da un gruppo del quale fa parte anche un architetto socio del club blaugrana, Josef Ribas. Il progetto è stato presentato da un gruppo catalano assieme a uno tedesco e prevede una disposizione più comoda dei posti, che tuttavia non vedranno aumentare il numero, una nuova e rivoluzionaria copertura, un centro commerciale e un albergo di lusso. Si stima che il costo complessivo sarà di 400 milioni di euro. Al Bernabeu gli Azzurri conquistarono la vittoria al Mundial di Spagna 82 e ora ospita le acrobazie di Ronaldo, ma ora potrebbe cambiare nome. Stando ad alcune indiscrezioni, infatti, non si chiamerà più Santiago Bernabeu, ma Santiago seguito dal nome dello sponsor, ancora top secret. Tuttavia si fanno con insistenza due nomi: Coca Cola e Microsoft.

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Camp Nou verso il rinnovamento: lo stadio si rifà il look

camp-neu-tuttacronacaCamp Nou, lo stadio del Barcellona, è pronto a rifarsi il trucco ed è già stata depositata la proposta ufficiale di rinnovamento. E’ stata la stessa squadra catalana a pubblicare le foto del progetto sul proprio profilo Instagram. Stando a quanto previsto, la ristrutturazione costerà 600 milioni di euro e consentirà di ospitare 105mila spettatori, settemila in più degli attuali. Per vederlo terminato, tuttavia, bisognerà attendere il 2021, anno in cui è prevista la fine dei lavori che prenderanno il via nel 2017. Il piano prevede anche un nuovo centro sportivo nell’area circostante per le squadre di basket, pallamano e hockey.

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Sano come un Plasmon… disoccupato?

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«A meno di tre mesi dall’operazione di acquisto della Heinz Plasmon (azienda che deteneva il marchio dal 1953) da parte di Berkshire Hathaway e di 3G Capital i nostri peggiori timori si sono dimostrati drammaticamente reali». La notizia è arrivata ieri, a margine del coordinamento nazionale del gruppo in una nota unitaria Giorgio Galbusera, coordinatore Nazionale Fai-Cisl, Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai-Cgil e Tiziana Bocchi, segretario Uila-Uil. A perdere il posto di lavoro sarebbero 204 dipendenti su 946.

“L’azienda ha rifiutato il confronto con il sindacato su un piano industriale che dia garanzie per il futuro e dentro il quale si possono trovare soluzioni alternative ai licenziamenti”, affermano i sindacati in una nota. In assenza di risposte dalla proprietà, i sindacati confermano che la mobilitazione negli stabilimenti di Ozzano (Parma), Latina (Roma) e negli uffici della sede a Milano. proseguirà anche nei prossimi giorni. D’altra parte, Fai, Flai e Uila restano in attesa della convocazione presso il ministero dello Sviluppo Economico auspicando “che il gruppo Heinz non rifiuti l’incontro dando uno schiaffo non solo ai dipendenti ed al sindacato, ma al Paese intero dove intere generazioni sono cresciute con gli omogeneizzati e i biscotti Plasmon”.

Quello che serve, chiedono i sindacati al governo, è invece “un impegno serio su un piano industriale che ad oggi non c’è”. Domani si terrà anche una manifestazione davanti alla sede milanese dell’azienda. “Dovrebbe esserci anche l’amministratore delegato – dice Alessandro Marchesetti, segretario Fai Cisl di Milano – al quale presenteremo una lettera; proporremo alla società strumenti diversi cercando di studiare insieme delle soluzioni”. Tra queste, spiega Marchesetti, sono compresi gli ammortizzatori sociali: “Speriamo che ci siano  un’apertura da parte dell’azienda e un futuro industriale per il gruppo”.

Secondo i sindacati, tra l’altro, i nuovi proprietari “hanno già fatto procedure di ristrutturazione in giro per il mondo per Heinz. “Fortunatamente – conclude il sindacalista – la legge italiana prevede dei tempi di discussione e noi in questo periodo vogliamo capire quale sarà il futuro degli stabilimenti e i piani di investimento per mantenere e rilanciare il marchio Plasmon in Italia”.

Arriva il bonus casa… come funziona?

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Ovvero l’Italia che ancora una volta per rilanciare l’economia punta ancora sull’edilizia. Il cambiamento, la ripresa in tempi brevi, la disoccupazione giovanile… le abbiamo messe sotto il mattone! Un bel bonus per la ristrutturazione… ma non avevamo detto che l’Italia è in crisi? Che le famiglie non arrivano a fine mese? Che bisogna cambiar marcia e iniziare un vero e proprio rinnovamento della visione economica non solo in Italia, ma anche all’estero? E invece ci riaffidiamo a uno dei settori che se non è proprio il lavoro più vecchio del mondo, poco ci manca. Forse gli italiani non hanno soldi per le bollette, ma li troveranno per le ristrutturazioni? Chi non riesce a fare la spesa, può sostenere comunque il costo di una ristrutturazione agevolata? Oppure semplicemente stiamo ancora una volta facendo un favore a chi grandi difficoltà non ne ha? A chi può permettersi la ristrutturazione e allora lo agevoliamo con il bonus?

Ma come funziona veramente il bonus casa?

Iniziamo dall’ecobonus, cioè la detrazione per gli interventi di efficienza energetica che è stato aumentato, portandolo dal 55% al 65%. Adesso domandiamoci perché chi può permettersi una ristrutturazione agevolata andrà anche a pagare anche bollette più leggere e a inquinare di meno… per gli altri sangue, sudore e sangue sulle bollette che lievitano a causa degli aumenti costanti imposte dalle società erogatrici dei servizi energetici.

Il bonus è poi confermato nella misura del 50% fino a una spesa di 96 mila euro. Il limite è annuale per singola abitazione. La detrazione si spalma su dieci anni in altrettante rate dal valore costante. Che misura d’immediato impatto per l’economia può essere una detrazione che si spalma nell’arco di 10 anni?

Non servono molti documenti per ottenere il beneficio: è sufficiente presentare una fattura e pagare attraverso un bonifico tracciabile (la misura serve a combattere anche la piaga dell’evasione fiscale delle ristrutturazioni edilizie) che presenti la causale specifica, il codice fiscale del pagante e la partita Iva o il codice fiscale del destinatario del pagamento. Se l’immobile in questione passa di mano è consentito a chi vende di mantenere il vantaggio fiscale per sé.

Chi potrà accedere a queste misure? Sicuramente non i giovani, chi è in cerca della casa per progettare una famiglia. Non era meglio dare un’agevolazione sulla prima casa? Dare un’agevolazione alle famiglie in difficoltà con il mutuo? Accelerare i tempi della ricostruzione dell’Aquila, invece di dare un bonus sulle ristrutturazioni? Sono questi gli incentivi strutturali di cui abbiamo bisogno in Italia? O la nostra situazione non è poi pessima come ci vogliono far credere oppure davvero è una misura ancora, una volta, per chi ha soldi da investire nella ristrutturazione!

La coperta colorata del mercato Santa Caterina!

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Gli architetti descrivono il quartiere di Santa Caterina a Barcellona come una città nella città. Quando, nel 2005, in sede di ristrutturazione, si decise di rifare il tetto del mercato con le tegole di cercamica colorata non tutti furono d’accordo.  Ma alla fine vinse la volontà di creare qualcosa di veramente unico, qualcosa che si fondesse e allo stesso tempo fosse un elemento dirompente con l’architettura circostante. Insomma si decise di rischiare e si raggiunse un risultato molto soddisfacente.

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Lo scandalo Sogei e la casa ristrutturata di Tremonti!

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Scandalo alla Sogei per un appalto che riporta l’attenzione alla Edil Ars, società compromessa per aver ristrutturato anni fa un immobile del Pio Sodalizio dei Piceni al centro di Roma, all’epoca utilizzato dall’ex Ministro Tremonti,ma affittato al suo ex consigliere politico, Marco Milanese, ex deputato del Pdl plurindagato. Che relazione c’è fra la Sogei, società informatica del ministero che custodisce la strategica anagrafe tributaria e l’appalto “irregolare” emerso pochi giorni fa? Oggetto del contendere è una commessa con cui la società del ministero dell’economia ha attribuito alla Csc spa “il servizio di manutenzione e conduzione degli impianti del Sistema informativo della fiscalità”. Attività a dir poco delicata, perché consiste nell’assistere tutti quegli impianti elettrici e termici, soprattutto per il raffreddamento, che garantiscono la piena funzionalità del “cervellone” della Sogei, quello in cui sono custodite anche le dichiarazioni dei redditi degli italiani. Il contratto tra Sogei e Csc è del gennaio 2012, ma in questi giorni è giunta una denuncia anonima che fa presente che nonostante l’appalto sia stato segretato, la Csc non ha ad oggi ricevuto il nulla osta di segretezza, il famigerato Nos. Inoltre senza alcun preventivo parere tecnico pare che alla Csc, subentrata alla Edil Ars, siano stati concessi parte dei lavori extra per circa 2 milioni di euro, oltre a budget aggiuntivi al compenso mensile per centinaia di migliaia di euro. Inoltre c’è anche l’accusa che i subappalti di Csc sarebbero non autorizzati.

La Sogei replica: tutto regolare e si rende disponibile a collaborare per chiarire qualsiasi malinteso emerso dalle segnalazioni legate agli appalti del periodo 2006-2010.. Inoltre fa sapere  che il mancato possesso del nulla osta da parte della Csc, la società ha risposto che sulla base di recenti interventi normativi il Nos è necessario solo per le commesse catalogate come “segretissime” e “riservatissime”, categorie in cui non rientra l’appalto dato alla Csc. Insomma le dichiarazioni dei redditi degli italiani e la loro conservazione e archiviazione (nonchè consultazione) non richiedono un appalto “riservato” o “segreto”. Infine la società ha negato l’esistenza di subappalti .

 

Crollo del muro al discount di Sesto Fiorentino!

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Un cliente e una dipendente sono rimasti feriti dal crollo di una parete divisoria in cartongesso al upermercato Ipercoop di Sesto Fiorentino. Il giovane di 27 anni ha riportato un trauma a una spalla e a un ginocchio, e la ragazza di 23 anni che, fuori servizio, stava facendo la spesa, è rimasta contusa. A cedere un muro lungo circa 25 metri che separa un’ala attualmente in ristrutturazione.

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