Scontro tra titani! Times vs New York Times: “La Regina è o no una mantenuta?”

regina-elisabetta-tuttacronacaL’attacco era partito dal New York Times, che aveva accusato Elisabetta II, e con lei la famiglia reale inglese, di essere, in pratica, una mantenuta. Questo perchè graverebbe sulle casse statali e sui contribuenti nonostante il suo patrimonio personale le permetta di essere annoverata tra le persone più ricche del mondo. Il Times si è all’opposto schierato in difesa della regina pubblicando un pezzo dal titolo: ‘L’America apre il fuoco contro la regina del Welfare’. Il quotidiano, in un lungo articolo, ha citato esperti, da monarchici a costituzionalisti, che mettono in evidenza come l’autore dell’intervento pubblicato dal New York Times confonda le spese necessarie per ricoprire l’incarico ufficiale e lo stile di vita privato della famiglia reale. Non solo: il times ha interpellato anche Hugo Vickers, biografo della regina, che ha evocato il “forte e genuino amore per il capo di Stato” sottolineando che “altri Paesi darebbero quanto di più prezioso per avere un capo di Stato come il nostro”, e ancora, sulle spese in particolare, assicura: “la regina è molto parsimoniosa”. In realtà l’articolo che attacca la regina arriva sì dall’America ma è stato redatto dal britannico Kenan Malik che ha tratto spunto da un recente rapporto in cui emerge come il palazzo reale abbia speso nel 2013 in maniera eccessiva, troppe uscite rispetto alle entrate prosciugando le riserve che hanno toccato il livello storicamente più basso. Il fatto ha allarmato se non l’intera Westminster almeno una parte, tanto che una commissione parlamentare ha invitato a una maggiore oculatezza e attenzione nella gestione delle finanze a palazzo.

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I due bimbi che riescono a vendere una casa in una settimana!

ellapenny-tomass-tuttacronacaElla Penny, di 8 anni, con il fratellino Tomass, minore di due anni, sono riusciti in un’impresa che si rivela difficile anche per molti adulti: riuscire a vendere casa. Per di più, si sono divertiti e hanno fatto risparmiare ai loro genitori circa 6mila euro di tasse. I due bimbi di Tauton, in Inghilterra, hanno realizzato a mano un volantino, costituito da uno schizzo della casa e un numero di telefono per i potenziali acquirenti, che poi hanno distribuito loro stessi. Non solo, hanno anche lasciato un cartello fuori dalla loro casa, dove le persone avrebbero potuto lasciare i propri recapiti ed essere ricontattati.  I loro genitori, Dave e Liene, erano all’oscuro di tutto e sono rimasti molto sorpresi quando hanno ricevuto due offerte distinte, proprio della cifra che loro avevano richiesto. La famiglia ha potuto così trasferirsi nella casa che sognava da tempo. “Siamo soddisfatti – ha commentato Ella – E’ stato bello quando abbiamo saputo che due persone volevano comprare la nostra casa”. Tomass ha aggiunto: “E’ stato facile vendere la casa, un giorno potrei fare l’agente immobiliare”.

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La spending review del Cav: Berlusconi e le sue ville

Berlusconi-tagli-tuttacronacaSarà anche rientrato nella top ten dei paperoni italiani stilata grazie ai dati di Borsa 2013, ma la spending review si è affacciata anche all’orizzonte di Silvio Berlusconi che, come riporta il Corriere della Sera, si trova a tagliare le spese. A partire dalle proprietà immobiliari, come Villa di Macherio e Villa Gernetto. Si legge nel quotidiano:

Niente albero di Natale alla Villa Belvedere a Macherio. L’albero non è mai stato addobbato, e da domani la settecentesca villa storica che fu dei Visconti di Modrone, chiuderà i battenti. I dipendenti avrebbero già ricevuto la lettera che comunica la fine del rapporto di lavoro. Veronica Lario, la moglie in via di separazione dall’ex premier, vive ormai da tempo a Milano. E la necessità di economie – meglio, di evitare gli sprechi – ormai coinvolge persino uno degli uomini più ricchi d’Italia. La storia dei Berlusconi a Macherio, tuttavia, continua. Le due figlie di Veronica, Barbara ed Eleonora, resteranno entrambe a vivere nell’area: nella grande cascina adiacente all’edificio storico a suo tempo acquistata dal loro padre.

Del resto, non è soltanto villa Belvedere a essere caduta sotto i rigori della spending review famigliare. Villa Gernetto, il palazzo di Lesmo che era stato acquistato per la mai nata Università della libertà e poi divenuta sede di rappresentanza per gli eventi privati berlusconiani, è ormai deserta da molti mesi. Non dispone di personale, il riscaldamento è staccato. Nel giro stretto del Cavaliere, neppure si esclude che possa essere discretamente messa in vendita. Cosa comunque non semplice.

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A rischio la sicurezza sui voli Ryanair?

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Dalle pagine del settimanale francese Le Nouvel Observateur arriva l’allarme per la Ryanair. Secondo la rivista, la corsa al risparmio della compagnia low cost irlandese mette a rischio la sicurezza dei passeggeri. La Ryanair effettua, secondo l’Observateur, un vero e proprio mobbing sui piloti costretti a consumare meno carburante possibile anche a rischio di un atterraggio d’emergenza. Nel 2012 si sono verificati 3 atterraggi a Valencia e uno a Budapest a causa della mancanza di combustibile.

I piloti denunciano che c’è “una pressione costante della direzione affinché i piloti limitino il consumo di carburante per ragioni economiche: più l’aereo è pieno, più è pesante e consuma cherosene, quindi costa di più”.

Sempre secondo il settimanale, Ryanair stabilisce “una quota ottimale di carburante”. Il pilota può chiedere un extra solo in condizioni climatiche particolari o per il presumibile traffico dell’aeroporto di destinazione, ma il carburante supplementare non deve superare i 300 chili altrimenti sarà proprio il pilota a dover renderne conto alla direzione. 

“Bisogna evitare di prendere sistematicamente 300 chili in più – si legge in una lettera firmata da John Lesie, responsabile della base delle Midlands Orientali, in Inghilterra e pubblicata dal giornale -. Aggiungere sempre 300 chili per ogni volo rappresenta un costo supplementare per la compagnia di oltre 5 milioni di dollari l’anno”.

Regolarmente, ogni mese o trimestre, Ryanair presenta una classifica del “carburante consumato” dai suoi piloti: il 20% di loro che è in testa ha diritto a una lettera in cui la direzione si congratula “per il lavoro ben fatto”. Mentre il 20% in coda alla lista riceve una comunicazione in cui li si “incoraggia” a rivedere al risparmio la loro maniera di pilotare.

Il risparmio può essere a rischio della vita?

Benvenuta ora legale!

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Torna l’ora legale: nella notte tra sabato santo e la domenica di Pasqua si dormirà 60 minuti di meno. Alle due del mattino di domenica 31 marzo scatterà infatti lo spostamento delle lancette degli orologi, che dovranno essere regolati un’ora avanti. Si tornerà all’ora solare domenica 27 ottobre. Un’ora di sonno in meno, dunque, ma un’ora di luce in più: domenica, ad esempio, il sole tramonterà attorno alle 18.30, ma grazie all’ora legale gli orologi segneranno le 19.30.

FAMIGLIE TREMATE… I RISPARMI TASSATI AL 15% ANCHE IN ITALIA?

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Mentre lo spettro del prelievo forzoso sui conti correnti parte da Cipro e contagia tutti i Paesi europei, per risolvere la crisi del debito italiano arriva direttamente da Berlino una ricetta diversa, altrettanto massiccia e per certi versi quasi più pesante. A formularla è il capo-economista della Commerzbank, seconda banca tedesca, Jörg Kramer, sulle pagine del quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt.

Spiega Kramer “I patrimoni finanziari degli italiani corrispondono al 173% del PIL. Sono molto superiori ai patrimoni dei tedeschi che corrispondono al 124%. Per questo sarebbe utile applicare in Italia una patrimoniale”, propone l’economista. “Una tassa del 15% sui patrimoni basterebbe ad abbassare il debito pubblico italiano sotto la soglia critica del 100% del PIL”.

Un’imposta sulle attività finanziarie una tantum, su depositi e titoli, volta ad abbattere sensibilmente il debito pubblico ma che andrebbe a impattare, di fatto, come un prelievo forzoso. Anche più a fondo perché andrebbe a colpire tutte le forme di risparmio comprese le azioni e le obbligazioni. Salvadanaio, queste, di moltissime famiglie.

Una ricetta shock, per ora solo sulla carta, ma che la mossa a sorpresa decisa dal governo cipriota – che ha sdoganato di fatto una delle misure anti austerity più impopolari e difficili da digerire – rende ora quantomeno plausibile. Soprattutto dopo che anche alcune importanti banche d’affari come Morgan Stanley e Goldman Sachs oggi hanno messo in guardia sul precedente che il caso cipriota rischia di rappresentare anche per gli altri Paesi in crisi nell’Eurozona.

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