Juve-Toro: nessuno parla del rigore non dato ai bianconeri…

rigore-Juventus-Torino-tuttacronacaDerby della Mole ieri sera allo Juventus Stadium vinto dai padroni di casa che così mantengono nove punti di vantaggio sui diretti inseguitori, i giallorossi. Le cronache sportive si sono sbizzarrite parlando del rigore negato al Torino per fallo di Andrea Pirlo su Omar El Kaddouri e della mancata espulsione di Arturo Vidal per doppia ammonizione. Su tutte, spiccano le voci rabbiose proprio dei tifosi romani che via social network declamano “Bianconeri ladri”. Non soddisfatti, però, se la prendono anche con Ventura, il tecnico granata, colpevole di essere stato troppo morbido nei giudizi sull’arbitro nel post-partita e di essersi lasciato andare ad una frase ‘sportivamente coerente’: “La Juve gioca il più bel calcio d’Italia”. Insomma, il circo mediatico che si mette in piedi è l’ormai noto tendone che parla di Moggiopoli, doping, sistema che ha fatto costruire lo Juventus Stadium… E poco importano gli episodi che invece strizzano un occhio al Milan. Di più, non si fa caso neanche agli altri episodi avvenuti durante lo stesso derby. El Kaddouri è caduto a sei passi di distanza dal tocco di Pirlo ingannando l’arbitro, ma il rigore andava fischiato tutto. Ma Mediaset, mentre insorge su quanto è stato negato al Toro, dribbla completamente sul fatto che anche a favore degli uomini di Conte ci sarebbe stato un rigore: Glick strattona molto vistosamente, trattenendolo per la maglia, Fernando Llorente in area di rigore su un cross. In quell’occasione, l’arbitro ha addirittura fischiato fallo contro El Rey Leon. Un rigore che anche la moviola della redazione Mediaset, ieri sera ha riconosciuto nel post-partita, anche se le immagini “non sono state mostrate per sinteticità”. Per quel che riguarda il fallo di mano di Vidal, se ne potrebbe discutere a lungo: in base al nuovo regolamento si deve chiaramente distinguere se la palla abbia toccato prima il ginocchio della mano, o se il tocco sia contemporaneo. Ma se fa tanto clamore questo, perchè non si parla degli altri tre avvenuti nel corso del match per opera granata, nessuno dei quali sanzionato con il giallo, nonostante almeno in due casi ci fossero gli estremi della volontarietà? Insomma, meglio dire “La Juve ruba”, è più facile, immediato e anche una giustificazione sempre valida…

Ancelotti e la stroncatura di SuperMario

balotelli-oro-tuttacronacaContinua il periodo non positivo di Mario Balotelli che, dopo l’obbligo del tribunale di Brescia a effettuare il test del Dna, viene anche bocciato da Carlo Ancelotti, che in Spagna parla della Nazionale: “L’Italia è dietro a Spagna, Brasile, Germania e Argentina. Prandelli cercan di ringiovanire la rosa, ma dipende dall’esperienza a centrocampo. Davanti non abbiamo top player, Balotelli non lo è. Ha talento, ma è troppo discontinuo”. A Radio Nacional il tecnico parla anche di un suo possibile futuro proprio sulla panchina degli Azzurri: “Può essere. Ma per me fare il ct sarà l’ultimo lavoro da allenatore e per il momento mi piace lavorare tutti i giorni sul campo. Non sto pensando di guidare una Nazionale, ma mi piacerebbe in futuro”. Futuro che se fosse alla guida degli azzurri non sarebbe facile per il tecnico del Real Madrid: “Al Mondiale partiamo dietro tre quattro selezioni. Prandelli sta cercando di ringiovanire la squadra, ma la verità è che l’Italia dipende molto dai suoi centrocampisti. Pirlo, De Rossi e Motta portano tanta esperienza. In più in attacco non abbiamo fuoriclasse. Stiamo sperando tutti in Balotelli, però non è continuo”. Chiusura sul calcio italiano e sul suo futuro da allenatore: “Llorente sta facendo benissimo alla Juventus e i bianconeri vinceranno facilmente lo scudetto. Io in Bundesliga? E’ un grande campionato ma non ho voglia di imparare un’altra lingua”.

Balotelli in partenza? Ecco chi potrebbe arrivare al Milan al suo posto

mario-balotelli-tuttacronacaMario Balotelli nel mirino del Paris Saint-Germain. Il club francese sembra essere concretamente interessato a lui e sarebbe intenzionato a presentare un’offerta al club rossonero che comprende un conguaglio economico di 15 milioni di euro e una contropartita tecnica. Per quel che riguarda lo scambio, il giocatore in questione è Jeremy Menez, il cui contratto è in scadenza a giugno 2014. Del resto, l’attaccante e centrocampista della nazionale francese  è già accostato alla società meneghina in passato.

Due “teste” al Milan… e già ci sono i primi problemi!

paolo-maldini-tuttacronacaE’ Diretta news a spiegare che la convivenza Adriano Galliani-Barbara Berlusconi non si prospetta facile. Sembra infatti che Barbara Berlusconi non abbia gradito molto prospettatale, considerato che avrebbe voluto gestire in prima persona anche della parte sportiva, compito che invece resta in mano a Galliani. La divergenza si fa sentire anche sul nuovo Direttore Sportivo, con Lady B. che propende  per Sogliano e Galliani per  Pradè della Fiorentina. E se i presupposti non sembrano buoni, al momento quello che appare è che le strade di Paolo Maldini e del Milan non siano destinate a convergere a breve. Se l’ex capitano fino a qualche giorno fa sembrava a un passo dalla firma per il suo ritorno in società nel ruolo di responsabile dell’area tecnica, dopo l’annunciato addio di Adriano Galliani, con la riconferma dell’Ad l’ex giocatore è stato messo in stand by. Maldini potrebbe quindi, alla fine, scegliere altri club che vorrebbero offrirgli un lavoro, come il Psg.

Galliani-Milan: il “matrimonio” si protrae di altri quattro anni

galliani_berlusconi-tuttacronacaSembravano già pronte le valigie invece Galliani non solo resta al Milan, ma lo farà per almeno quattro anni. Questo secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport in un pezzo a firma Carlo Laudisa che spiega che la cena di venerdì sera ad Arcore fra Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, conclusasi all’una di notte, avrebbe portato a questo accordo, sotto l’etichetta posta il giorno dopo dal presidente: “Il Milan va avanti con due amministratori delegati”. Galliani, appunto, e Barbara Berlusconi. Ognuno con le sue competenze, tecniche e commerciali. E in sintonia. “E’ tornato il sereno”. Il sole è tornato a splendere in casa rossonera dopo le due vittorie contro Celtic e Catania e ora si viene a sapere che una delle colonne della società ha il posto certo per alcuni anni ancora. L’accordo per l’ad prevede quattro anni di delega per la parte sportiva, a quel punto fino alla primavera del 2017: con emolumenti e liquidazione da diluire nel tempo, visto che a un certo punto -come è fatale che avvenga- ci sarà anche un Milan senza Galliani. Il compromesso evita traumi al vertice della società, che in questi mesi sarebbe stato un pericolo e “blinda” anche quei giocatori che avevano confidato a Galliani che anche loro avrebbero lasciato il club nel caso lui se ne fosse andato. Un passaggio di consegne graduale, per sistemare al meglio questa stagione e capire quali saranno le mosse per la prossima, quando (e se) al Milan ci sarà una nuova guida tecnica al posto di Massimiliano Allegri.

Una poltrona per due: la nuova “forma” del Milan

barbara-berlusconi-adriano-galliani-tuttacronacaConfermato Galliani e “promossa” Barbara Berlusconi. E’ questo il nuovo aspetto che ha assunto il Milan, ora che è stato deciso che ci saranno due amministratori delegati. E’ stato lo stesso Berlusconi, in una nota a spiegare: “La situazione del Milan è tornata serena – sono le sue parole -. Sono lieto di comunicare che e’ stato trovato pieno accordo su un’organizzazione societaria che prevede due amministratori delegati: Adriano Galliani con la delega al settore sportivo e Barbara Berlusconi con la delega agli altri settori dell’attività sociale. Da parte mia ho promesso di essere più vicino alla società e alla squadra”. Anche se a causa neve non è riuscito a raggiungere l’allenatore e la squadra, Berlusconi ha ugualmente inviato il suo messaggio al Milan in subbuglio di questi giorni. Già un messaggio precedente aveva ricucito i rapporti: “Il Milan va avanti con serenità. Dopo la cena di ieri Adriano Galliani è più sollevato, tutti restano al loro posto e il Milan prosegue all’insegna dell’unità di intenti. La situazione societaria non cambia”, aveva detto all’Ansa. Questo il commento di Galliani: “Quando parla il presidente, parla a nome di tutti. Le parole del presidente sono sacre, per quanto mi riguarda, da 34 anni, prima ancora del Milan”. E ha aggiunto: “Non devo confermare io le parole di Berlusconi, perché non si commentano mai”. Restano in due quindi, con Galliani che, a quanto pare, ha già dimenticato gli screzi con Barbara: davvero è stata ripristinata l’armonia? Quello che è certo è che si arricchirà la galleria delle sue espressioni in tribuna.

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CLAMOROSO! Adriano Galliani torna sui suoi passi!

Galliani-tuttacronacaRisponde “presente” al presidente Berlusconi e così, dopo l’addio al Milan annunciato ieri, Adriano Galliani resta. Mentre andava in onda Sport Mediaset su Italia 1, la clamorosa notizia. Dopo la lunga nottata, iniziata con una cena tra l’ex premier e (si pensava ex) l’ad rossonero, oggi è stato reso noto che Galliani resta al suo posto. “E’ tornata l’unità d’intenti. E’ tornata la serenità”, queste sarebbero state le parole di Berlusconi. L’aspetto societario, alle 13.30 di oggi, sabato 30 novembre, non è quindi cambiato. Ci si interroga quindi sul futuro della “rivoluzione” condotta da Barbara Berlusconi, visto che da qualche ora gira su Twitter la conferma dell’ok a Maldini e di Maldini per il dopo-Galliani. Sarebbe stato addirittura papà Cesare ad Al Jazeera a confermare la notizia. Cambiati per oggi anche i progetti si Berlusconi, atteso oggi a Milanello per parlare con la squadra e con Allegri e riportare un po’ di serenità dopo la bufera-Galliani scoppiata ieri ma che ha dovuto cambiare i suoi programmi e rimandare la visita a un altro momento. La neve che cade su Milano ha infatti impedito all’elicottero presidenziale di decollare e, di fatto, ha lasciato Berlusconi a terra. A Milanello non ci sarà nemmeno Barbara.

Galliani, Berlusconi e quello strappo non ricucibile

berlusconi-galliani-tuttacronacaE’ stata depositata venerdì la motivazione della sentenza del processo Ruby bis dove i giudici sottolineano il bisogno d’indagare Berlusconi per corruzione e come se un simile spettro non bastasse, con tempismo implacabile Galliani ha annunciato le sue dimissioni da amministratore delegato del Milan. La scoccata, secondo l’ex premier, è stata dettata da ragioni “poco nobili”, equivale a dire: soldi. In questo periodo, del resto, non ha mai fatto mancare il appoggio totale alla figlia Barbara per quel che rigurda la rivoluzione a Milanello mentre ci sono problemi con la liquidazione di Galliani. La proposta iniziale di 10 mln non è stata approfondita così come non è decollata la trattativa sulla seconda cifra proposta da Ermolli, il super consulente a cui Berlusconi ha affidato il compito di chiudere l’era dell’ad, trenta milioni di euro. Galliani ne vuole 50. Dopo 34 anni, sembra di essere ormai di fronte a una coppia di separati in casa. Per riassumere come si è giunti a questa situazione: il 3 novembre, Barbara denunciava una gestione i cui risultati sono crollati, Galliani chiamava Berlusconi e quest’ultimo appoggiava la figlia: fanno notare fonti informate di fede berlusconiana, su quelle dichiarazioni di sfiducia non trapela – mai – nessuna correzione della famiglia Berlusconi. Il 9 novembre, faccia a faccia ad Arcore, alla presenza anche di Fedele Confalonieri. Nel corso della riunione fiume Berlusconi mette sul tavolo un’offerta per l’ad che è anche un modo per tastarne la fedeltà: il Cavaliere offre a Galliani un seggio in Parlamento e il ruolo di coordinatore della rinata Forza Italia. Una specie di ad del nuovo partito con pieni poteri col compito di farlo girare come una azienda, selezionando volti nuovi e gente capace, e rimettendo pure a posto i conti disastrati dai politici di professione. La risposta: un rifiuto, salvo poi arroccarsi a difesa del suo ruolo al Milan. Ed è a questo punto della storia che Berlusconi, a cui piace come si sta muovendo la figlia all’interno della società, affida ad Ermolli la trattativa finale. A questo punto, rinnovo dello staff, con l’impasse sulla trattativa che si va a sommare al fatto che Barbara si è presa la scena. Spiega l’Huffington Post che “L’episodio che ha fatto saltare i nervi all’ex ad, raccontano i ben informati nell’inner circle del Cavaliere, è avvenuto nelle ore della trasferta Glasgow, quella che per molti avrebbe segnato la rinascita del Milan di Allegri. Barbara Berlusconi ha fatto visita alla squadra alla vigilia. Mentre Galliani ha evitato di farsi vedere a Milanello presentandosi direttamente a Malpensa. Il Milan ha vinto. Barbara pure. Con una mossa molto berlusconiana.”

Welcome back! Il Milan ritrova il suo ex capitano

Paolo-Maldini-tuttacronacaDopo l’annuncio di dimissioni di Adriano Galliani “per giusta causa”, in casa rossonera non si è perso tempo e già è pronto un nuovo innesto: Paolo Maldini. L’ex difensore della Nazionale ricoprirà il ruolo di responsabile dell’area tecnica e si verrà quindi a creare così una nuova figura all’interno del club  visto che, fino ad ora, la gestione dell’area tecnica, dalla prima squadra ai pulcini, è stata sotto la supervisione di Massimiliano Allegri. Maldini non attendeva altro e ha temporeggiato di proposito con il PSG, club che lo ha corteggiato a lungo e che lo ha invitato più volte nella capitale francese per trattare. In attesa dell’ufficializzazione, Barbara Berlsuconi si augura che il ritorno del campione rossonero aiuti a portare una ventata d’entusiasmo nell’ambiente, anche se il rapporto dell’ex capitano con i tifosi non è dei migliori. Ma il nuovo dirigente, stando a quanto riferisce Sky Sport, avrà anche un ruolo importantissimo per quel che concerne il mercato e dovrebbe già occuparsi delle trattative intavolate per la sessione invernale. Come ricorda Calcioblog, il ritorno di Maldini, sarà solo il primo tassello: nei prossimi giorni altri nomi illustri del Milan del recente passato dovrebbero fare il loro grande ritorno, da Andriy Shevchenko, che dovrebbe avere un ruolo simile a quello di Nedved alla Juventus, a Clarence Seedorf, che potrebbe rimpiazzare Massimiliano Allegri sulla panchina alla ‘prima sconfitta utile’.

Galliani e l’addio al Milan sbattendo la porta: “Mi dimetto entro il 31 dicembre”

adriano-galliani-tuttacronacaQuasi 28 anni e 28 trofei. E’ il lungo curriculum di Adriano Galliani al Milan. Ma l’ad ora è pronto a dire addio. E non in maniera amichevole, visto che Barbara Berlsuconi si è presa la società. “Mi dimetto. Lo farò entro il 31 dicembre, sicuro, anche se non si troverà un accordo sulla mia uscita dal Milan. Ormai nulla riuscirà a trattenermi. Mi dimetto perché ho subìto un grave danno alla mia reputazione. Sì, sono arrabbiato, la pazienza è finita”. Il problema è che se Berlsuconi gli mostra solidarietà in privato, la figlia lo offende pubblicamente con quel comunicato in cui di fatto accusava Galliani di aver sbagliato tutto e annunciava la svolta a livello societario. A Repubblica, il futuro ex ad ha detto: “Sono considerato uno dei manager più importanti a livello internazionale, non posso lasciarmi trattare così. Basta, me ne vado”. Le dimissioni arriveranno dopo la partita contro l’Ajax, a prescidere dalla trattativa per la buonuscita, che può arrivare fino a 50 milioni di euro per i quasi 28 anni di lavoro da ammistratore delegato. Un colpo di scena inimmaginabile fino a poco tempo fa, quando si prospettava un accordo privato con lei per gestire il passaggio di consegne in modo assolutamente soft. Ma la situazione è precipitata con la Berlsuconi che si prende il merito delle vittorie cedendo a Galliani la colpa delle sconfitte. E l’ad non accetta neanche che i modelli di riferimento siano Roma e Fiorentina, da anni fuori dalla Champions. Non vede giustizia nel venir attaccato nel primo campionato sbagliato, nel momento difficile. In quanto al mercato di gennaio, l’ad dimissionario l’ha già fatto: il difensore Rami e il trequartista Honda. E dopo che succederà? “Non lo so, ora devo occuparmi di questa situazione. Il Milan è la mia vita, ma così non ci sto più”.

“I dirigenti passano, il club resta”. I saluti di Galliani

galliani-saluti-tuttacronacaQuesta sera il Milan affronterà il Celtic in Champions League e oggi l’ad Adriano Galliani ha incontrato i dirigenti inglesi in occasione del banchetto Uefa al Clydeport Building, situato nel pieno centro di Glasgow. Prima, ha però parlato del suo addio al club rossonero: “Il Milan è nato prima di tutti noi e continuerà dopo di noi. Dirigenti, allenatori e giocatori passano il testimone, l’importante non è il futuro delle persone ma il futuro del Milan che è il club più titolato del mondo”. Il dirigente rossonero ha rivolto un pensiero anche a Kakà: “E’ sempre stato un leader, non lo è diventato ora. È uno dei pochi palloni d’oro ancora in attivo, è una super persona, per questo motivo sono andato a prenderlo a zero a Madrid”. Per quel che riguarda la sfida in programma: “Stasera sarà una bolgia, ma sarà corretta, un tifo sano. Il Milan è venuto qua tante volte. Sarebbe bello avere questo tifo anche in Italia. Ieri in campo al sopralluogo parlavo con Bonera e Kakà, siamo gli unici reduci del ‘Vietnam’ nel 2007, ci ricordiamo quel momento”.

Cosa pensano i tifosi rossoneri dei giocatori del Milan?

ultras_milanello-tuttacronacaIl Milan sta vivendo un perdiodo negativo come non se ne vedevano da anni e che i tifosi non possono accettare. Da questo, la contestazione di sabato sera dopo il pareggio in casa contro il Genoa. Come riporta CMNews, Luca Lucci, responsabile della Curva Sud rossonera, ha parlato di come i tifosi abbiano ormai perso la pazienza: “La contestazione di sabato sera? Abbiamo fatto presente la situazione. E Kakà e Abbiati sono stati umili a confermare che non ci sono professionisti, che c’è gente che pensa a fare la bella vita, a ballare a far quello che vuole. 4-5 giocatori che arrivano in ritardo all’allenamento dopo una sconfitta: non esiste proprio. Perché come vanno in giro loro va in giro anche il tifoso. Perciò, Abbiati e Kakà sono stati correttissimi, il problema semmai è della società che permette a certi giocatori di fare quello che vogliono. C’è anarchia totale e il Milan non interviene. Non si è mai vista una cosa del genere. Ci sono giocatori che pensano solo al conto in banca e noi di questa gente non sappiamo che farcene. Che se ne vadano! Detto questo non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, perché c’è gente per bene come Bonera, Montolivo, Kakà, Abbiati. Gli altri? A loro non frega nulla. Una volta c’erano i senatori che ti facevano rigar dritto. Ma adesso chi c’è? Sia chiaro, ci sono i più anziani e attaccati alla maglia che sono brave persone, ma evidentemente non hanno il polso, il carattere per prendere in mano la situazione. La contestazione continuerà finché non vedremo un cambio d’atteggiamento della squadra. Non è finita qui e non pensino che basti una vittoria. Perché puoi essere a metà classifica, ma se non sudi la maglia puoi pure andar via. Prendiamo Robinho: può essere forte finché si vuole, ma preferiamo uno della Primavera che dia tutto per la squadra. E se si continua così si perdono i tifosi. Noi chiediamo anche dove sia la società: Berlusconi per i suoi motivi non può dedicarsi al Milan, dall’altra parte Galliani e Barbara Berlusconi pensano alle lotte interne. Constant? Uno che alla prima contestazione fa un gesto ai tifosi del secondo anello arancio. Lui, che non pensa ad altro che postare le foto su Twitter. Ci rendiamo conto che questi invece che calciatori sono diventati personaggi televisivi, che pensano a postare foto dagli spogliatoio. Dove sono i Baresi, gli Ancelotti, i Maldini? Può anche essere che non andavamo d’accordo ma professionalmente non possiamo dire nulla a Maldini, uno che ha dato tantissimo al Milan e questo gli va riconosciuto. Allegri? Anche lui si deve svegliare. Perché abbiamo l’impressione che non sappia tenere lo spogliatoio. Parlare a Balotelli? Cosa dovevamo dire a Balotelli? Non avevamo interesse a parlare con lui. Dico solo che Gattuso non aveva i piedi, ma una gran testa che l’ha portato ad arrivare fin dove è arrivato. Balotelli ha avuto un dono dalla natura ma non usa la testa e non è davvero possibile”.

I giocatori che appoggiano Galliani: “se va via lei, me ne vado anch’io”

milan-tuttacronacaIn casa rossonera regna ormai il caos tra fazioni opposte in lotta per la conquista del potere, tweet in piena notte e ripetuti ritardi agli allenamenti. Dopo l’ennesima occasione mancata contro il Genoa, match terminato in pareggio, la situazione di Allegri si complica anche se per ora resta in panchina. Domani c’è il Celtic a Glasgow, in un incontro valido per la Champions, e in caso di risultato negativo l’allenatore rischia grosso. Tanto più che ormai la squadra non lo segue più e il rapporto con Galliani, che a sua volta è furioso per la situazione venutasi a creare con Barbara Berlusconi, si è logorato. E non si può dimenticare la contestazione dei tifosi sabato sera dopo che la squadra aveva rimediato solo un 1-1.  E qualcuno, stando a quanto riporta il Corriere, ha già sussurrato a Galliani: “Se va via lei, me ne vado anch’io”. Che fra loro ci sia anche Balotelli? Del resto SuperMario, dopo il rigore sbagliato in maniera clamorosa, si sta continuando a mettere in mostra: per la seconda volta di fila, infatti, è arrivato a Milanello in ritardo rispetto all’orario di ritrovo per l’allenamento. L’attaccante del Milan si è presentato con oltre venti minuti di ritardo, circa il doppio rispetto a ieri, sull’appuntamento fissato alle 10.30 in vista della seduta delle 11.30.

“This is the end”: il tweet di Balotelli nella notte

balotelli-tuttacronacaTweet shock nella notte da parte di Mario Balotelli, a poche ore dal rigore sbagliato, il pareggio con il Genoa e la contestazione dei tifosi? L’attaccante mancava dal 16 ottobre sul social network e quando è tornato a cinguettare l’ha fatto in maniera misteriosa. Un “Questa è la fine” che fa pensare al periodo opaco in campo e al poco feeling con Allegri. Era l’alba, quando i suoi followers hanno letto: 1Solo questa mattina, infine, sono giunte le spiegazioni. E il rinnovato appoggio alla sua squadra. 2E poi, la spiegazione del messaggio lasciato all’alba: “Giorgio Petrosyan example of perfaction. My friend you are the best even if this morning you lost! I was watching you and you are dio (simbolo con le mani giunte)”. In sintesi, Balo stava seguendo un incontro di arti marziali. Certo però che SuperMario non è un habitué dei social e la sua apparizione attorno alle cinque del mattino parla di una notte insonne, o di una sveglia anticipata. Oggi, con la squadra, c’è stato l’allenamento in vista della sfida importantissima di Champions League a Glasgow contro il Celtic. Balotelli si è presentato con dieci minuti di ritardo: peggio di lui solo Robinho, 38 minuti rispetto all’orario concordato.

La notte da incubo del Milan: solo Kakà placa gli ultras

ac_milan-tuttacronacaIl Milan ora deve ricompattarsi e proiettarsi a martedì, quando ci sarà la trasferta in Champions, ma per la squadra il momento si fa sempre più critico. Ieri sera, solo Kakà è riuscito a rasserenare un po’ il clima, dopo che 400 ultras hanno bloccato la squadra all’uscita al termine della partita contro il Genoa, terminata con un pareggio. Il colloquio tra il brasiliano, Abbiati e i tifosi si è concluso con un “Ci vediamo alla prossima partita in casa…” dopo che i suppoerters si erano riversati fuori dallo stadio intonando cori insultanti: “Vergogna”, “Siete una squadra di m….”, “ci avete rotto i c…”. Gli ultrà della Curva Sud hanno chiesto un confronto con i giocatori. Kakà, autore della rete al 4 minuto, è stato l’unico applaudito al grido di “Sei l’unico a salvarsi in questa m…”. Anche Balotelli, che nel corso del match ha clamorosamente sbagliato un rigore, voleva uscire ma la polizia lo ha sconsigliato. Al momento Kakà sembra l’unico ad essere rispettato dai tifosi. A Milan Channel, Galliani ha spiegato: “È un anno che le cose vanno storte ma credo che si possa ancora rimediare. Se andrà male l’anno venturo si ripartirà da 0-0. L’Inter è reduce dal nono posto ma i tifosi vanno allo stadio, hanno più abbonati di noi”. Alla fine Allegri ostenta tranquillità. “Ho parlato con il presidente ed era soddisfatto per la prestazione. Questa volta non era semplice giocare e nonostante questo lo abbiamo fatto con grande coraggio, anche in 11 contro 11 – ha notato -. C’è grande amarezza per la vittoria che manca da più di un mese, ma non dobbiamo abbatterci, dobbiamo riflettere sugli errori e migliorare, anche se sul piano del gioco la squadra ha fatto meglio”. Ma il pensiero non può non correre all’Europa: Ci giochiamo tantissimo in Champions. Adesso al Barcellona mancano alcuni giocatori importanti, dovremmo guardare pure la gara di Amsterdam. Queste stagioni sono capitate a tutte. La gente ricorda la storia: questo Milan l’ha fatto Silvio Berlusconi che l’ha presa in un’aula di tribunale. Il Napoli non era in Champions lo scorso anno, quest’anno la Fiorentina gioca in Europa League. Non è che gli altri quando gli è successo sono morti. Il Milan ha 115 anni e poi inizierà il 116esimo.” “La vita è più lunga, è capitato a tutti, non drammatizziamo. Dobbiamo vedere le Champions vinte e le finali giocati. Si può sempre rimediare, arriviamo da un primo, secondo e terzo posto. Chiedo ai tifosi di non drammatizzare. El Shaarawy? Inutile parlare degli infortunati, la gente guarda la classifica. A me non piace avere e dare degli alibi. Abbiamo un punto in meno dello scorso anno. Lo ripeto assolutamente: tutto va misurato in un arco temporale che è più lungo di un anno. Il Milan di Silvio Berlusconi ha vinto 26 trofei, il Milan ha vinto tanto. L’Inter è partita dal nono posto e c’è ancora. Balotelli? I rigori li calcia peggio di prima. Bisogna rialzare la testa ed essere orgogliosi di questo Milan”.

Il Milan pareggia, i tifosi “bloccano” la squadra e Galliani bacchetta Balo

balotelli-rigore-tuttacronacaCi speravano i tifosi, dopo la riconferma di Allegri e la pausa per le nazionali, che il Milan riuscisse a rimettersi in carreggiata. Ma dopo un primo momento di esultanza, il gol al 4′ di Kakà, la doccia fredda: il pareggio del Genoa e l’incapacità di riuscire ad andare nuovamente in rete. Per prendersela ancora di più, mancava giusto l’incredibile errore di Balotelli in occasione del rigore. E così, dopo le contestazioni durante la partita, in seguito al triplo fischio circa quattrocento tifosi hanno occupato la strada all’uscita del garage dello stadio Meazza chiedendo, stando alle voci circolate, un confronto con i giocatori. La situazione ha ritardato l’uscita dei tifosi del Genoa dal settore ospiti mentre fuori dallo stadio decine di poliziotti e carabinieri si sono schierati in assetto antisommossa. Gallini, al termine del match, ha offerto la sua analisi: “Abbiamo subito un tiro in porta, un rigore. La chiave è stata il rigore sbagliato da Balotelli: se avesse e segnato avremmo vinto la partita”, e sottolinea: “Non è che hanno capito come tira Balotelli, è che calcia i rigori peggio di prima”. Galliani ha poi spiegato che ”Muntari si è stirato e non lo avremo per un po’. Mexes ha un problema all’occhio – ha aggiunto -, è una cosa stranissima, un’infiammazione all’occhio. Non so se potrà essere recuperato per Glasgow, ma la mia esperienza mi dice che non ci sarà perché servono giorni per fare controlli. Ma assolutamente non è comparabile alla patologia di Gattuso”.

Alex Del Piero per il compleanno… si regala un gol!

delpiero-tuttacronacaSpegne 39 candeline Alex Del Piero e festeggia regalandosi un gol e la vittoria al suo Sidney FC contro il Melbourne Victory  nella quinta giornata della regular season della A-League. E’ stata la sua squadra a portarsi in vantaggio già al 2′ con Richard Garcia. Al 14′ arriva il raddoppio a firma Sebastian Ryall, che sfrutta l’errato disimpegno della difesa del Melbourne e indacca di testa. Solo tre minuti e gli ospiti accorciano le distanze con Archibald Thompson. Al 25′ guai per il Sidney che resta in 10 a seguito dell’espulsione di Warren. Subito dopo, arriva il pareggio grazie alla punizione di James Troisi deviata dalla barriera. Prima dell’intervallo, Del Piero si procura e trasforma il rigore decisivo. Non arrivano altre emozioni nella ripresa e il Sidney ritrova la vittoria dopo tre sconfitte consecutive, portandosi così a 6 punti in classifica.

Rigore sì o rigore no? Benitez cerca di fermare le polemiche, ma c’è il video

Cuadrado-espulsione-tuttacronaca

Il Napoli ha vinto 2-1 in casa della Fiorentina tra le polemiche per un rigore non concesso ingiustamente ai padroni di casa. Episodio chiave nei minuti di recupero della partita:Cuadrado dribbla Inler che lo stende con un gran calcio. Sarebbe calcio di rigore ma l’arbitro Gianpaolo Calvarese mostra il cartellino rosso al colombiano per simulazione. Il video dimostra il contrario: Inler si disinteressa totalmente del pallone e colpisce direttamente Cuadrado.

”C’era un rigore per la Fiorentina nel finale su Cuadrado? Io non ho parlato dell’arbitro contro la Roma, non parlo del possibile rigore su Martens…C’e’ un responsabile degli arbitri, lo faccia lui”.

Così Rafa Benitez, dopo la vittoria del Napoli in casa della Fiorentina, ha commentato a Sky l’episodio finale, tra le protesta dei giocatori viola.

Chi di rigore ferisce… di rigore perisce! I rimpianti di Ancelotti!

ancelotti-real-rigore-tuttacronacaIl Clasico numero 226 della storia, al Camp Nou, ha visto il Real Madrid di Ancelotti uscire sconfitto contro il Barcellona per 2 reti a 1, con i vincitori che volano a +6. Neymar ha sbloccato la partita al 18′ con un colpo da biliardo, poi nella ripresa Sanchez ha chiuso i conti un meraviglioso pallonetto. Solo nel finale il gol della bandiera dei Merengues firmato da Jesé.

L’allenatore italiano ha poi riconosciuto che i suoi uomini hanno praticamente regalato un tempo alla squadra di Martino: “Nel primo tempo non siamo riusciti a giocare. Abbiamo fatto poi un buon secondo tempo, abbiamo tenuto il controllo del gioco e creato buone opportunità”. Ma non manca di puntare anche il dito sull’arbitro Undiano Mallenco in merito al presunto intervento falloso di Mascherano su Ronaldo: “Il rigore? Mi è sembrato evidente. Tutto il mondo l’ha visto, tranne l’arbitro. Non so come un direttore di gara internazionale non l’abbia visto”. Ma non è l’unico episodio discusso dell’incontro. C’è anche il ‘mani’ del blaugrana Adriano in area: “Non commento perché è una decisione molto difficile. Se avesse dato il rigore e la seconda ammonizione, il risultato sarebbe stato diverso”. A soli tre giorni dalla vittoria sulla Juventus in Champions, conquistata anche per “merito” dell’arbitro che non ha riconosciuto un fallo in area su Vidal ed ha espulso Chiellini facendo giocare i bianconeri in 10, viene spontaneo pensare: chi di errori arbitrali ferisce… di errori arbitrali perisce. Del resto nel calcio lo sanno fin troppo bene: la palla gira!

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Arriva a Roma il super-portiere… ma è un robot!

robokeeper-para-un-rigore-tuttacronacaLa fiera dell’Innovazione, Maker Faire, al Palazzo dei Congressi di Roma il 5 e il 6 ottobre, ha aperto le porte alle scuole e per l’occasione gli studenti hanno potuto sfidare un portiere pressochè imbattibile: un robot. Il portiere pararigori aveva già messo in difficoltà Vincent Candela, che era riuscito ad andare in rete all’11 tiro. Meglio di loro l’ex Lazio Giuseppe Pancaro, che è riuscito a batterlo all’ottavo tentativo. “Non mi aspettavo un robottino pararigori così bravo – dice Pancaro – per fare gol bisogna mettere la palla in un piccolissimo spazio e non è semplice. Ad un certo punto pensavo anche di non riuscire a segnare. Solitamente nei rigori ad essere avvantaggiato è chi calcia il pallone; invece in questo caso, non essendo vittima delle finte ma andando direttamente a coprire la palla, questo robot è più forte di un portiere”.   Lo stesso “portiere” aveva parato anche Leo Messi, a segno al terzo tentativo: “Funziona con due telecamere – dice Stefano Silvera, ingegnere e fondatore di Arneis – poste sopra la porta, che vedono il pallone, di colore arancione, seguendo la sua traiettoria e muovendo di conseguenza il portiere. Quindi è impossibile fare finte. In tanti hanno provato a batterlo, da Luca Toni a Daniele Massaro, a Mauro Tassotti e alcuni hanno tirato rigori per un’ora e mezza. Il migliore è stato senza dubbio un bambino di 4 anni: lo abbiamo fatto avvicinare, dandogli un piccolo aiutino e poi ha messo la palla in rete”.

Dalle contestazioni alle ovazioni: i successi della Roma festeggiati a Fiumicino

inter-roma-tuttacronacaDalle contestazioni alle ovazioni: è questo il cambiamento della Roma nel giro di una sola estate. Se fino a pochi mesi fa la squadra veniva duramente contestata, allo stadio e a Trigoria, ora si cambia musica, complice l’ottimo lavoro di Rudi Garcia che ha riportato la squadra in vetta alla classifica ridonando ai fans l’orgoglio di tifoare giallorosso. Se la scorsa estate il clima era questo:

La sera della schiacciante vittoria sull’Inter (nonostante le polemiche per un rigore che non c’era) gli uomini di Garcia, guidati da Capitan Totti autore di una personale doppietta, hanno trovato i loro tifosi pronti ad applaudirli a Fiumicino.

La Roma travolge l’Inter… ma quel rigore non c’era!

inter-roma-rigore-tuttacronacaI giallorossi, al comando della classifica, ieri hanno travolto l’Inter al Meazza per 3 reti a 0 e sicuramente un peso importante l’ha avuto il rigore che Tagliavento ha concesso alla Roma, poi realizzato da Totti. Ma come dimostra la foto pubblicata da FcInter1908, il fallo che Pereira ha commesso su uno scatenato Gervinho era, seppur di poco, fuori area. Clamoroso errore arbitrale quindi. Anche il Corriere dello Sport ammette che “Di poco, ma l’intervento di Pereira au Gervinho è appena fuori dall’area, sbaglia di grosso l’arbitro d’area Guida (annataccia la sua…) che pure è piazzato a cavallo della linea, Tagliavento fischia (con qualche esitazione) il rigore, che non c’è”.

Con due partite d’anticipo… L’ITALIA VOLA IN BRASILE! 2-1!

prandelli-italia-repceca-tuttacronacaGiocano per l’accesso ai Mondiali in Brasile gli uomini di Prandelli che scendono in campo in una formazione 3-4-2-1 formata da Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Pirlo, Montolivo, Pasqual; Candreva, Giaccherini; Balotelli. La Repubblica Ceca di Bilek risponde con un 4-4-2 con in campo Cech; Gebre Selassie, Sivok, M. Kadlec, Limbersky; Darida, Hubschmann; Plasil, Rosicky, Jiracek; Kozak.

italia-repubblicaceca_tuttacronacaSi tingono di azzurro i primi minuti allo Juventus Stadium quando è l’Italia ad avanzare conquistando fin da subito due angoli. I cechi si fanno pericolosi all’8′, ma Gebre Selassie tira alle stelle. Balotelli risponde tre minuti dopo, ma Cech ribatte in angolo. SuperMario pericoloso anche al 14′ ma l’estremo difensore ceco in qualche modo riesce a recuperare. Un minuto dopo arriva un contatto in area tra Balotelli e Sivok, l’arbitro non lo reputa da rigore. Al 19′ la Repubblica Ceca passa in vantaggio: Rosicky tocca profondo per Jiracek che scende sulla sinistra, palla in mezzo e Kozak tutto solo può battere Buffon in acrobazia. 0-1!

Al 24′ è ancora una volta Balotelli a cercare il gol ma la palla colpisce la traversa.

Ci riprova subito dopo, ma questa volta il tiro è troppo alto. Al 29′ per lui arriva un cartellino giallo, il primo dell’incontro: ha rifilato un pestone a Sivok che lo aveva anticipato in scivolata. Subito dopo arriva un’altra buona occasione per l’Italia, ma De Rossi si sente fischiare un fuorigioco che non c’era. Al 36′ Pirlo crossa per Balo che colpisce bene di testa: Cech fa il miracolo e para. Al primo minuto di recupero la Repubblica Ceca sfiora il raddoppio: velo di Limbersky, conclusione fuori misura di Kozak. Al fischio dell’arbitro, le squadre tornano negli spogliatoi sullo 0 a 1.

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Alla ripresa Prandelli prova la carta Osvaldo, l’ex romanista entra in campo a sostituzione di Giaccherini. Balo ci prova fin da subito con un destro fuori area ma è Chiellini al 6′ che riesce ad annullare il vantaggio ceco: angolo dalla destra, Cech esce a vuoto e lo juventino incorna di testa! 1-1!

Al 7′ Balotelli viene atterrato in area: l’arbitro concede il rigore. E’ il 2-1 per l’Italia!

I Cechi cercano di agguantare il pareggio: al 18′ c’è un’iniziativa di Kolar che crossa in mezzo ma Kozak lo manca di poco. Gli azzurri hanno abbassato il baricentro dopo essersi portati in vnataggio e ora tocca a Buffon salvare le sorti dell’incontro. Al 22′ Jiracek tira ma il portiere bianconero risponde con una bella parata a terra. Al 32′ Pasqual è costretto a lasciare il campo in barella: Kozak gli ha dato una gomitata e il terzino della Fiorentina è ridotto a una maschera di sangue. Per il ceco un cartellino giallo.

Al 35′ l’arbitro grazia Balotelli che, per un’entrata dura, rischiava il secondo giallo. Quattro minuti dopo è invece Kozak a venire espulso per doppia ammonizione: fallo su Balotelli. L’arbitro concede 4 minuti di recupero durante i quali i cechi tentano il tutto per tutto, ma non c’è storia contro la difesa italiana. Gli azzurri sono ufficialmente qualificati per i Mondiali del 2014 con due partite di anticipo. Non era mai successo nella storia.

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Palermo – Udinese o vittoria o serie B per i siciliani, ma è 2-3

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Le ultime speranze di salvezza del Palermo passano per questa partita: i ragazzi di Sannino, autori di una grande rimonta nell’ultimo scorcio di stagione, non hanno alternative ai tre punti per continuare a sperare, dato che il Genoa è avanti di 3 punti.

La prima azione è per Miccoli che ci prova subito da fuori, ma Benatia devia di testa in angolo. Munoz di testa non trova la porta, commettendo forse anche fallo in attacco. Al 6′ Scintille tra Dossena e Basta, partita subito nervosa. Al 9′ Muriel sblocca subito il risultato, con un destro preciso sotto la travera a beffare Sorrentino in uscita. E’ 0-1 per l’Udinese. Fischi al Barbera, col Palermo che dopo il gol ha subito il colpo. Tacco di Ilicic per Kurtic, al 14′, che però calcia sul fondo.Il Palermo ci prova ma gli errori sono troppi. Al 32′ calcio di rigore per il Palermo, fallo in area su Miccoli. Proprio Miccoli dal dischetto trasforma con qualche brivido: palla sotto la travera e sigla l’ 1-1. Al 38′ c’è anche il gol annullato a Dossena, un ex, per una posizione di fuorigioco.

Si torna negli spogliatoi sull’1-1 ma è diverso lo stato d’animo. Per l’Udinese quel pareggio è quasi una sconfitta anche perchè aveva amministrato bene il primo tempo, mentre per il Palermo è un trampolino di lancio per iniziare alla grande un secondo tempo dopo che si è recuperato lo svantaggio.

All’inizio della ripresa subito c’è una grandissima occasione per Miccoli, che calcia alto su tiro-cross di Barreto. E due minuti più tardi si registra un altro errore del capitano rosanero, che sbaglia la misura del tocco sotto. Al 53′ calcio di rigore per l’Udinese, fischiato un fallo di mano ad Aronica in area. Dal dischetto Di Natale sbaglia clamorosamente. Risultato che resta sull’1 a 1. Al 64′ raddoppio dell’Udinese, con Angella che devia di testa un angolo di Di Natale. Peccato che il Palermo stava crescendo, invece resta freddato dal gol. Al 70′ palo dell’Udinese con Badu.  Per dieci minuti calma piatta poi all’80’ c’è il pareggio si Hernandez che si inventa un gran sinistro da trenta metri per il 2-2. Ma dura poco… Tre minuti più tardi torna in vantaggio l’Udinese  con Benatia  che gela nuovamente il Barbera, e sigla il 3 a 2 per i friulani.

Il secondo tempo è iniziato alla grande per i siciliani poi si sono spenti ma hanno anche saputo reagire al nuovo vantaggio dell’Udinese, purtroppo poi Benatia ha trovato la rete decisiva, che costa un campionato ai rosanero che quasi sicuramente a questo punto dovranno lasciare la serie A.

Nel prossimo turno Fiorentina -Palermo  e Udinese-Atalanta

Torino – Napoli 3-5 un sogno lungo 90′! Secondi 45.

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Cavani inizia subito il riscaldamento, appena inizia il secondo tempo. Al 2′ della ripresa è ancora Dzemaili a portare in vantaggio il Napoli. L’attaccante napoletano all’ingresso in area calcia di prima mentre viene contrastato, la palla si infila sul primo palo ed è 1-2! Un bel gol dove tecnica e fortuna si sono incontrate alla perfezione. Per un soffio all’8′ Dzemaili non fa la tripletta. Insigne con un assist geniale, il centrocampista, si inserisce ma conclude debolmente con Gillet che blocca.  Al 14′ contrasto in area fra Meggiorini e Cannavaro, l’attaccante stava per concludere, il capitano del Napoli rischia il rigore prendendo palla e uomo. Il Toro reclama. Al 20′  dentro Cavani, ma anche Jonathas per Barreto. Ventura riprova la mossa già vista contro la Lazio. Scocca il 22′ sul calcio d’angolo per il Toro il Napoli non libera, Cerci anticipa il tiro di Meggiorini con una bella girata con il sinistro. Fuori di poco. Al 27′ fallo di mano di Edinson e rigore al Torino! Che brutto ingresso per Cavani. Al 28′ Jonathas fredda Rosati. E’ pareggio 2-2. 

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Ancora errori da parte del Napoli. Clamoroso il fallo di mano di Cavani.  Il Napoli sembra aver perso la testa e ormai si aprono varchi nella difesa partenopea. Al 33′ assist modesto di Cerci, Britos con un errore clamoroso lascia il pallone lì, Meggiorini ringrazia, salta Rosati e mette in rete. Ma incredibilmente al 35′ è  Dzemaili che infila la tripletta.  Il Napoli ritrova la parità.

Al 38′ è Cavani che trova il riscatto personale. Calcio di punizione dal limite e Gillet è bucato. E’ 3-4!

E non è finita al 45′ doppietta Cavani!

Quattro minuti di recupero, ma la partita è chiusa. Incredibili emozioni all’Olimpico, il Torino al 33′ minuto aveva un gol di vantaggio, ora si ritrova con due di svantaggio. La risposta del Napoli al Milan.

Un finale folle, una gran partita, con tanta voglia di giocare da entrambe le parti. Ritmo alto e ribaltamenti di campo con un risultato quasi da set tennistico più che da partita! Grande gara… 

 

Malta-Italia… una partita tutta da vincere. S.T. 0-2

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Si ricomincia a giocare senza cambi nelle sue squadre. Il primo pallone è per Malta!  Al 4′ pericoloso retropassaggio di Pirlo, Buffon libera di piede. L’Italia sta a guardare e Malta ne approfitta in questo avvio di gara: gran destro di Muscat, largo non di molto, dal limite dell’area.  L’Italia reagisce e all’8′ è Giaccherini a sfiorare il 3-0.  Al 12′ sono i maltesi reclamano per un altro presunto rigore, per un intervento di Marchisio su Mifsud non sanzionato. Al 16′ prima sostituzione per l’Italia esce  Giaccherini ed entra Candreva. Si arriva al 20′ con l’Italia che amministra il vantaggio senza forzare. Al 29′ Candreva crossa dalla destra, Balotelli che solo a centroarea, si fa anticipare dal portiere maltese Haber. Al 30′ c’è la seconda sostituzione per l’Italia entra Cerci esce El Shaarawy. Cerchi prova a far movimento, ma il ritmo della partita è molto basso. 37′ sostituzione anche nelle file maltesi entra Cohen A. esce Failla C.  Altre sostituzioni sul finale di partita fuori per L’Italia entra Gilardino ed esce Balotelli, per Malta esce Mifsud ed entra Vella. Sembra che la partita non abbia proprio nulla da raccontare.

Un secondo tempo in cui l’Italia ha solo amministrato e Malta non si è dimostrata capace di essere pericolosa. I due gol di svantaggio hanno piegato le gambe ai giocatori maltesi che sono stati a guardare il possesso palla italiano. Brutto secondo tempo, ma il risultato sorride all’Italia.

Malta-Italia… una partita tutta da vincere. P.T. 0-2

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Azzurri in campo per le qualificazioni a Brasile 2014. Prandelli ha scelto un’Italia a due blocchi: sei giocatori della Juventus, cinque del Milan. La squadra allenata da Ghedin, sconfitta all’andata 2-0 dall’Italia, è reduce dalle sei reti subite dalla Bulgaria. La Nazionale è reduce dallo spettacolare pareggio 2-2 in amichevole con il Brasile a Ginevra.

Parte subito all’attacco l’Italia, peccato che sul cross da destra El Shaarawy sia in fuori gioco.  Al 7′ L’Italia guadagna un calcio di rigore. El Shaarawy atterrato vistosamente in area da Dimech. Balotelli dal dischetto, non sbaglia e spiazza Haber. Al 12′ è ancora Italia, bellissimo destro tagliato da sinistra di El Shaarawy, ma, sfortunatamente, la palla passa non lontana dal secondo palo.

Al 15′ l’arbitro concede un altro rigore, stavolta per Malta. L’uscita di Buffon su Schembri, è stata sanzionata dall’arbitro Gozubuyuk troppo drasticamente anche perchè il giocatore maltese ha accentuato il contatto. Buffon para il rigore a Mifsud. Il destro Schembri è troppo centrale per cogliere impreparato il portiere azzurro.  Al 19′ c’è la traversa di Mifsud, da fuori area, con una conclusione potente, dopo un dribbling secco su Bonucci, finito per terra. L’Italia in questo frangente concede troppo, forse si è rilassata dopo l’immediato vantaggio. Al 24′ è bello spunto di Montolivo, che arriva a rimorchio sulla rifinitura di El Shaarawy. Il destro da posizione decentrata è di poco alto.  Ora l’Italia attacca. Al 28′ è Balotelli a essere fermato. L’attaccante non è riuscito a sfruttare un pallone in profondità di Marchisio.  30′ La punizione di Failla, potente, rimbalza davanti a Buffon che non rischia la presa e concede un angolo a Malta. Fase confusa della partita, con gioco molto spezzettato e nessuna azione degna di rilievo. Al 35′ Balotelli reagisce ad un fallo di Dimech affrontandolo a muso duro. Poi si riprende a giocare  con un lancio troppo lungo di Bonucci per De Sciglio. Al ’38  Pirlo guadagna una punizione in ottima posizione ma il tiro viene respinto dalla barriera. Ultimi minuti di gioco. Al 43′ sempre su punizione è Balotelli a non trovare lo specchio della porta dalla grande. Allo scadere è Balotelli che trova un gol stupendo. Balo apre il piatto destro e insacca sul secondo palo sull’assist di De Sciglio. E’ 0-2 Italia!

Un’Italia che ha giocato abbastanza bene, anche se a fasi alterne questo primo tempo. Sicuramente si doveva realizzare di più, anche perchè le occasioni non sono mancate. Malta si è resa pericolosa solo in un azione costringendo buffon al fallo da ultimo uomo, ma sul rigore il portiere azzurro ha intuito la direzione del tiro e parato senza grandi problemi. Balotelli in gran forma, ha giocato una partita a tutto campo. Una gara che sicuramente è alla portata dell’Italia, non resta che augurarsi un secondo tempo, allo stesso livello.

Napoli – Atalanta sfida con il cuore. Il primo tempo termina 1-1

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C’è una squadra che deve uscire dalla crisi di risultati. C’è n’è un’altra che deve dare continuità alla sua stagione, per allontanarsi definitivamente dal rischio retrocessione. Questa è la partita che, per la squadra di casa, si presenta come la possibilità di tornare alla vittoria che manca da inizio febbraio, quando arrivarono i 3 punti nella gara contro il Catania. Allo stesso tempo l’Atalanta, che viene da due vittorie consecutive contro Pescara e Siena, può tentare il colpaccio e approfittare del periodaccio degli avversari.

Inizia male per l’Atalanta! Al 3′ calcio di Rigore per il Napoli, dopo il brutto fallo di Giorgi su Zuniga. Ammonito Giorgi per una presunta trattenuta su Zuniga in area. Il replay non ha dissipa i dubbi. Dal dischetto Cavani non sbaglia ed è l’ 1-0 per il Napoli. Su rigore l’attacante del napoli, travolto dal gossip di una presunta amante napoletana, dopo la crisi matrimoniale che lo ha portato a non segnare più in squadra, torna a gioire. Al 10′ arriva il cross morbido di Del Grosso. Denis colpisce debolmente di testa, De Sanctis blocca senza problemi. Prova ad attaccare l’Atalanta, Moralez cerca Giorgi in area di rigore azzurra, ma il lancio è troppo lungo. De Sanctis anticipa tutti. Dopo il vantaggio il Napoli si è un po’ spento, con l’Atalanta che aumenta il ritmo di gioco. E’ il 15′ quando Pandev pesca in area Cavani, che colpisce di testa. Conclusione molto complicata, pallone fuori. Ancora attacco del Napoli, bella combinazione tra Pandev e Hamsik al 16′. La conclusione del macedone finisce alta non di molto. Solo il Napoli in campo iin questa fase di gioco. Sembra che dopo il rigore e un attimo di pausa ora la squadra di casa sia ripartita alla grande. Al 17′ Hamsik che lancia Cavani, in posizione regolare, in area. Il matador prova il tocco di classe ma non inquadra lo specchio della porta. Occasione molto ghiotta, sprecata. Solo e sempre Napoli anche al 21′  Zuniga scherza con Raimondi sulla fascia sinistra, crossa e trova in area piccola tutto solo Hamsik, il quale però non riesce a inquadrare la porta di testa. Altra occasione buttata via dagli azzurri. Al 26′ Zuniga fa quel che vuole sulla sinistra. In questo caso trova centralmente Hamsik che prova il tiro dalla distanza. Consigli blocca.

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Al 31′ Clamorosa rete dell’Atalanta. Denis, partito in posizione regolare, mette in mezzo per Bonaventura che liscia incredibilmente il pallone a due passi da De Sanctis. La sfera toccata involontariamente di tacco dal centrocampista nerazzurro e finisce sul petto di Cannavaro. Autorete.

Al 33′ Carmona colpisce la traversa con un calcio di punizione dalla grande distanza. Il tiro forse è stato toccato dalla barriera. Dopo un momento di smarrimento per l’autogol subito, ora il Napoli finisce il primo tempo all’attacco, nell’area avversaria.  Al 44′ Hamsik sfrutta un rimpallo della difesa avversaria e prova col sinistro. Consigli blocca in due tempi, anticipando l’intervento di Cavani. Finisce così il primo tempo con il risultato di 1-1.

Il rigore sbagliato di Del Piero… fa il giro del mondo!

del piero-australia- rigore-sbagliato -tuttacronaca

Una giornata nera può capitare a tutti, anche se ti chiami Alessandro Del Piero. Fa tutto tranne che segnare l’ex capitano della Juventus, nella partita pareggiata 1-1 in casa, in rimonta, dal suo Sydney contro il Melbourne Victory. Il “Pinturicchio” sbaglia un rigore, colpisce una traversa, si produce in una serie infinita di corner e punizioni, ma non riesce a segnare il suo 13/o gol in terra d’Australia. Il risultato è buono a metà per gli Sky Blues, che comunque restano in corsa per i playoff. Si mette subito male per la squadra allenata da Frank Farina, che al 3′ subisce il gol di Milligan, un ex. Seguiranno 82 minuti di assedio, inframezzati da sporadici attacchi degli ospiti, con i portieri Necevski e Coe in evidenza, in un match che il Daily Telegraph definisce un mix di «attacchi ispirati e difese suicide» in una «notte epica all’Allianz Stadium». Un match che secondo il tecnico del Victory, Ange Postecoglou, sarebbe potuto finire 10-5. Verso il quarto d’ora della ripresa, fallo di mano di Morlane e rigore per gli Sky Blues: ma Coe sventa il tiro dell’ex bianconero. Che poi, su punizione dal limite, colpisce la traversa; per calciare infine, al 40′, il corner all’origine della rete dell’1-1, realizzata da Yau. Con il quarto pareggio in 25 partite di A-League, che si aggiunge a nove vittorie, il Sydney sale a 31 punti. E sabato prossimo, peuniltimo turno del campionato regolare, sarà derby contro la capolista, i ‘cuginì del Western Sydney.

PINTURUCCHIO… PARATO!

Partita “olimpica”… Dai rigori a Romagnoli e in finale Perrotta.

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Roma-Genoa 3-1!

4 giocatori che possono fare la storia della partita. La Roma con Totti-Lamela-Osvaldo, il Genoa con Borriello e Bertolacci. Una prtita in cui la Roma si gioca l’Europa.

Al 15° De Rossi viene steso a terra, l’arbitro non ha dubbi e concede il calcio di rigore. Dal dischetto Totti non sbaglia e insacca la palla senza problemi. Con questo gol Totti è sempre più vicino alla storia, agganciato  a Nordahl a 225 gol.

Dal 19° la Roma è sempre all’attacco e cerca insistentemente il raddoppio che non viene. Spende molto, forse troppo la squadra giallorossa e al 42° Burdisso stende Borriello in aria di rigore che era diretto verso la porta. Anche qui l’arbitro non ha dubbi e concede il rigore al Genoa. Borriello dal dischetto insacca senza problemi, ma non esulta.

Dopo la pausa la Roma sembra aver ripreso fiato e attacca insistentemente, sono pochi gli spazi lasciati al Genoa. Al 60° Romagnoli segna il suo primo gol in serie A con uno splendido colpo di testa in anticipo sull’uscita di Frey.

L’arbitro sul finale non concede un rigore alla Roma dopo un contrasto al limite si Portanova su Osvaldo. A questo punto il direttore di gara perde il controllo della gara ed espelle Ballardinic eh giustamente era entrato in campo per urlare ai suoi di mandare la palla fuori per soccorrere Osvaldo che era rimasto a terra. Vengono ammoniti anche Totti  e Kucka, quest’ultimo costretto ad abbandonare il campo dopo la doppia ammonizione. I rossoblù restano in 10 nel finale. Esce Osvaldo dopo lo scontro e al suo posto entra Perrotta. La Roma in superiorità numerica prende il pieno controllo della gara.

Al 90° su assist di Totti, Perrotta trova la rete del 3 a 1!

Una partita entusiasmante per la Roma in cui hanno segnato il capitano Totti e il più giovane, Romagnoli, una buona speranza per il futuro. E per finire, la ciliegina sulla torta di Perrotta per concludere una partita entusiasmante.

La Roma nella prossima giornata si troverà di fronte l’Udinese mentre Genoa si scontrerà con il Milan.

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