Chi lo ricorda? Lo spot rivoluzionario della Apple!

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30 anni fa ci fu la rivoluzione! Era il 22 gennaio 1984 quando lo spot per il Mac dell’Apple diretto da Ridley Scott entrava nelle case degli americani proprio durante le partite dell’Nba.  Nei 100 giorni successivi l’azienda fondata da Steve Jobs vendette 72 mila esemplari e pensare che in un primo momento il cda della Apple aveva bocciato la pubblicità di Scott con la motivazione che non fosse abbastanza incisiva. Quel “cortometraggio-spot” titolato “1984” in onore dell’anno in corso e del capolavoro di George Orwell, cambiò per sempre il modo di fare pubblicità.

 

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Scoppia il caso in Spagna, Scott vuole comparse ‘denutrite’, arrivano in 10mila

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Ridley Scott, è impegnato in Spagna nelle riprese del suo prossimo film “Exodus” che narrerà la vita di Mosè. Servono 1800 figuranti “denutrite” per fare gli schiavi, solo che in Spagna c’è chi la fame la fa davvero e va avanti solo con piccoli prestiti tra famigliari e conoscenti. Così il Corriere della Sera di oggi 14 agosto racconta che, per quegli 80 euro al giorno, c’erano 10 mila persone in fila ad Ameria in Andalusia e nel paesino accanto si sono presentati in 5 mila. Crisi economica spagnola e grande produzione americana. Crisi vissuta sulla propria pelle e schiavitù raccontata in una pellicola, strani destini che s’incontrano e generano un caso come quello di Pedro B. H.:

“Pedro B. H., 9 anni, da grande vorrebbe fare il calciatore oppure, quando capita che la sua squadra prenda troppi gol, l’astronauta. Non ha mai pensato di diventare attore. Oggi però si presenterà ad un provino per far parte del prossimo film di Ridley Scott. Salterà il doposcuola estivo organizzato per i bambini in difficoltà come lui dal Comune di Almería, nel Sud della Spagna. Per una volta sono mamma e papà ad insistere. Anche loro giovedì scorso sono stati in coda sperando d’entrare nell’esercito delle comparse necessarie al colossal «Exodus» sulla vita di Mosè. È andata bene a papà, male alla mamma…”

“…Il miraggio per la famiglia di Pedro sono gli 80 euro al giorno promessi dalla produzione. I genitori sono disoccupati, il sussidio si è esaurito. Ora si tira avanti a prestiti familiari. In compenso però il piccolo incarna alla perfezione la richiesta del regista di ‘Blade Runner’ e ‘Il Gladiatore’ per rappresentare gli schiavi dell’antico Egitto: ‘Si cercano figuranti di carnagione scura e corporatura asciutta, magra, spigolosa’. Come scriveva ieri su El Mundo Eva Diaz Pérez, si cerca il ‘profilo fisico della miseria…”

“…Il provino di oggi è riservato ai bambini sotto i 12 anni. Ridley Scott ha dovuto cambiare indirizzo. Le code degli adulti aspiranti schiavi sono state surreali: magri e grassi, giovani e vecchi, biondi e bruni. Si sono rifiutati di lasciare il posto anche quando i traduttori sono passati lungo la coda per confermare che le pance da birra non si addicevano ai mesti costruttori di piramidi. Pochissimi hanno desistito. Troppa la fame per gli 80 euro al giorno promessi in autunno. Nella provincia di Almería la disoccupazione giovanile ronza attorno al 60%, per gli altri non scende sotto la metà. Così oggi i produttori hanno fissato il casting dei minorenni nel palazzetto dello sport. È lì che Pedro giocherà la sua carte da bimbo schiavo…”

La disoccupazione come conseguenza della crisi, in Spagna sta colpendo i bambini:

“Pedro è tra i 100mila scolari andalusi che hanno la mensa gratis a scuola. Il 50% di tutti quelli che restano a mangiare nella pausa pranzo. Serve a ridurre il tasso di malnutrizione minorile.Nella ricca Catalogna una famiglia su dieci ha cancellato dalla lista della spesa carne o pesce perché non può permetterselo. La conseguenza sono 50mila bambini che soffrono di una “severa malnutrizione”.

“Terzo Mondo? Sì, non fosse per lo Stato e la rete di resistenza familiare. Nel 2010, ultimo dato diffuso, gli spagnoli assistiti in qualche modo dallo Stato erano uno su sei, il 20% in più rispetto a tre anni prima. In compenso i fondi del welfare, invece di crescere, sono precipitati. Tra 2010 e 2012 meno 65%. ‘Trecentomila famiglie in tutta la Spagna – si legge nell’ultimo rapporto Caritas – avrebbero bisogno di aiuto sociale, ma non ricevono nulla a causa della riduzione dei finanziamenti’. 

La ‘schiavitù’ filmica darà da mangiare alla disoccupazione reale spagnola?

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