Prima e dopo: compare l’oro sulla Porta Nord del Battistero di Firenze

porta-battistero-firenze-tuttacronacaE’ stata l’Opera di Santa Maria del Fiore a dare all’Opificio delle pietre dure l’incarico di restaurare la Porta Nord del Battistero di Lorenzo Ghiberti, a Firenze. E il restauro, che sta ripulendo l’opera da 600 anni di sporco e incrostazioni, sta dando risultati insperati: è infatti tornata alla luce la doratura originale presente nei rilievi scultorei delle 28 formelle, nelle testine di Profeti e Sibille e nel bellissimo fregio a motivi vegetali brulicanti di piccoli animali. Tutto questo offre la definitiva conferma al fatto che il Ghiberti aveva dorato anche la prima porta monumentale del Battistero, realizzata tra il 1403 e il 1424. Come sottolinea Repubblica, tuttavia, a differenza della successiva Porta del Paradiso la doratura ad amalgama di mercurio fu eseguita solo sui rilievi scultorei lasciando il fondo bronzo.

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I disegni di Leonardo che tornano alla luce al Castello Sforzesco

castellosforzesco-leonardo-tuttacronacaAlla mano di Leonardo da Vinci si deve il pittura murale detta “Monocromo” della Sala delle Asse, del Castello Sforzesco di Milano, dove l’Opificio delle Pietre dure di Firenze è al lavoro per eseguire il restauro. E grazie a questo lavoro sono riapparsi frammenti di disegno del Leonardo: l’intonaco sul quale aveva lavorato, infatti, si trova sotto un certo numero di strati di pittura. Secondo gli esperti dell’Opificio, di questo intonaco sono recuperabili ampie aree mentre le analisi sulla volta, che hanno lo scopo di ricostruire l’impianto compositivo originale, stanno dando “risultati assai interessanti”. Quello che ci si augura è di riuscire a recuperare consistenti parti di decorazione originale. L’inizio dei lavori è stato preceduto da due anni di studio. Fino ad ora si sono utilizzati principalmente mezzi meccanici, come bisturi e martelline, per le prove di scopritura. In seguito si ricorrerà però all’utilizzo di altre metodologie, come ablatori a ultrasuoni, strumentazioni laser e prodotti chimici, a causa della particolare aderenza che caratterizza gli strati di pittura sovrapposti.

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AAA soldi cercasi per la Route 66: colletta in rete

route66-tuttacronaca1Mentre al governo USA si cercano soluzioni per uscire dalla crisi la mitica Route 66, uno dei simboli della grandezza americana, la strada del viaggio coast to coast, rischia di scomparire. La crisi si ripercuote infatti anche su molte località che non riescono a finanziare progetti di restauro urbano. In cerca di fondi a Springfield, in Missouri, si sono rivolti direttamente agli abitanti per raccogliere i 500mila dollari che servono per il restauro di 19 km della strada. E’ proprio questa la località considerata la culla della Route 66, che originariamente collegava Chicago, in Illinois, a Santa Monica, in California, poiché è lì che fu deciso il suo nome, nel 1926. Ed è da qui che è stata lanciata una raccolta fondi in internet. La campagna, lanciata sette giorni fa su CrowdIt, ha già permesso di racimolare 10mila dollari, a fronte di un obiettivo iniziale di 15mila.

Pompei restaurata dalla Germania.

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Pompei si salverà… grazie a 10 milioni di euro e un team  superspecializzato di professori e ricercatori della Technische Universität di Monaco di Baviera e dell’istituto Fraunhofer di Stoccarda. Così la Germania investe nel patrimonio culturale italiano con un programma di restauri e ricerca decennale che si occuperà anche della scelta di materiali antichi da utilizzare per la conservazione del sito vesuviano.

“Conservare Pompei per l’eternità”, “Sottrarre Pompei al secondo seppellimento” gli slogan usati dai ricercatori bavaresi per sintetizzare il senso di un progetto internazionale, che vede scendere in campo il top della scienza tedesca: da un lato il Fraunhofer, il più grande centro di ricerca tecnica d’Europa, una corazzata di tecnologia e innovazione, 22 mila dipendenti, finanziata dall’industria tedesca, oltre che dal governo federale e dai land, con l’Istituto per la fisica delle costruzioni, l’Ibp che ha sede a Stoccarda; dall’altro la Tum, Technische Universität München, l’università numero 1 in Germania secondo la classifica annuale stilata a Shanghai. Progetto definito, saranno inizialmente oltre una cinquantina gli esperti impegnati a Pompei.

Il “Pompei Sustainable Preservation Project”, il Progetto Pompei per la conservazione sostenibile, sarà sviluppato in dieci anni, partenza estate 2014. Terzo promotore del progetto è l’Iccrom, il centro studi per il restauro affiliato all’Unesco, che ha sede a Roma. Partner italiano è il Cnr che partecipa con l’Ibam, l’istituto per i beni archeologici e monumentali di Catania

“L’idea di fare qualcosa per Pompei  –  racconta Ralf Kilian, capo del settore restauro del Fraunhofer  –  venne dieci anni fa a me e all’archeologo Albrecht Matthaei mentre lavoravamo nella città romana e vedevamo le rovine disgregarsi sempre più. La cattedra di restauro della Tum di Monaco e il professor Emmerling potranno introdurre nuovi concetti per la conservazione di Pompei”.

Gli istituti coinvolti collaboreranno con la Soprintendenza per i beni archeologici di Pompei e l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, per far divenire Pompei un centro di ricerca sulla conservazione dell’architettura antica. Il programma coinvolge anche la School of geography and environment dell’Università di Oxford, il Dipartimento di storia antica dell’Historicum della LudwigMaximiliansUniversität Munchen (Lmu Munchen), il Deutsches Archäologisches Institut (Dai) di Roma e l’Università di Pisa.

“Dobbiamo curare questa eredità  –  ha spiegato Klaus Sedlbauer, direttore del Fraunhofer  –  non soltanto per conservare l’antico, ma anche per sviluppare il nuovo”. Il programma dei lavori prevede di intervenire in maniera completa su un’intera insula di Pompei. Si opererà in maniera esemplare, con un restauro radicale, dai giardini fino alle coperture, affrontando il problema delle acque piovane e sperimentando l’utilizzo di malte antiche, adatte a resistere e a garantire condizioni di conservazioni ottimali nel tempo.

“Oltre al restauro a regola d’arte e alla messa in sicurezza duratura degli edifici antichi  –  spiega il professor Erwin Emmerling della Tum di Monaco  –  il team vuole sviluppare strategie e metodi innovativi per prevenire un ulteriore decadimento. Questo significa anche creare nuovi sistemi per edifici di protezione, e costruirli tutelando sia le rovine, sia i visitatori, nonché allestire aree verdi compatibili con il valore storico degli giardini antichi”.

Oltre al team di archeologi e restauratori che sarà impegnato tutto l’anno, dal 2015 è prevista la nascita di una summer school per formare sul campo 510 persone all’anno. I partner del “Pompei Sustainable Preservation Project” sono alla ricerca di una società di raccolta sponsor o di un mecenate che garantisca la prosecuzione negli anni del programma di restauri.

“Con questo intervento  –  racconta il referente italiano del progetto, Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam Cnr  –  una nuova generazione di ricercatori e restauratori provenienti da diversi paesi si confronterà con gli esperti del settore e le best practices messe in campo per Pompei potranno così essere impiegate in altri siti nel mondo”.

Speriamo solo che gli archeologi tedeschi non facciano interventi di restauro invasivi come quelli che furono poi oggetto di critiche per il Partenone.

Dopo l’agenda Monti, c’è l’agenda del Papa… la detta Famiglia Cristiana

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Un’agenda per il nuovo Papa: Famiglia Cristiana stila una lista di priorità da cui ripartire per una Chiesa alle prese con una “crescente perdita di credibilità”, e fra queste figura anche la liberazione per il nuovo Pontificato da ogni legame e compromissione con la finanza: “Basta con lo Ior, sì alle banche etiche”, questo il consiglio che, in un intervento sul settimanale dei paolini, rivolge al Papa che verrà lo storico e sociologo Giorgio Campanini.

Nell’editoriale di presentazione del dossier, il direttore don Antonio Sciortino sottolinea il “coraggio profetico” della scelta di Benedetto XVI che “dopo gli scandali e le ‘sporcizie’, ha riconciliato la Chiesa con i credenti e il mondo intero”. La rinuncia di Ratzinger “rilancia la Chiesa sulla via della purificazione, della richiesta di perdono e del rinnovamento”, scrive Sciortino.

Il settimanale ha chiesto ad autorevoli esponenti del mondo cattolico di suggerire una serie di punti prioritari da cui partire per riportare la Chiesa ad una dimensione “più profetica e meno diplomatica”, pulita e trasparente, “vicina ai poveri e agli ultimi”. Fra questi, viene inserita l’istanza “fortemente avvertita dall’opinione pubblica, anche ecclesiale, della liberazione del Pontificato da ogni legame (e ancor più da ogni compromissione) con la finanza”.

“Oggi esistono, in Italia e in numerosi Paesi, le banche etiche, nelle quali il credito è accordato con criteri di grande severità e finalizzato soprattutto a progetti di sviluppo, con la totale esclusione di finalità speculative. Perché non delegare a esse, o a consimili strumenti, ciò che ha a che fare con la finanza (fatta salva una snella Commissione di controllo?). La più totale trasparenza sarebbe in tal modo assicurata e i fedeli, che continuano a offrire generosamente il loro obolo, saprebbero che il denaro dato alla Chiesa, soddisfatti i bisogni legati al suo funzionamento, è destinato prioritariamente ai poveri del mondo”, scrive nel suo intervento Campanini che si definisce un “modesto laico” che osa dare consigli al nuovo Papa nello spirito di franchezza del Concilio.

Tra le altre priorità individuate ci sono la necessità di una maggiore unità fra fede e vita, rilevata da Gianfranco Brunelli, direttore del quindicinale “Il Regno”; una “maggiore trasparenza per chiudere l’era del sospetto”, invocata da Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose; un nuovo linguaggio adatto alla società e all’uomo di oggi, suggerito da padre Antonio Spadaro, gesuita e direttore del quindicinale Civilità Cattolica; e un nuovo ruolo attivo, non più da comprimari, per i laici nella Chiesa e maggiore collegialità, sottolineato da padre Barolomeo Sorge, gesuita e direttore emerito di Aggiornamenti Sociali.

Un’indagine condotta da Swg per Famiglia Cristiana, rileva, infine, le aspettative degli italiani dal Conclave: al nuovo Papa chiedono soprattutto di farsi interprete dei tempi, riportando alla centralità i valori del Vangelo, una carità accompagnata dalla giustizia e una chiesa unita e dialogante con le altre religioni.

San Pietro si fa bella in attesa del nuovo Papa

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Accelerano i lavori in corso in piazza San Pietro, in vista del prossimo ‘habemus papam’. Una trentina di statue al di sopra del colonnato della piazza vaticana, che rappresentano i Santi, sono state coperte con un reticolato da alcuni operai.

Le statue finora una trentina circa avvolte ognuna da una rete per le operazioni di restauro, si trovano sul lato destro del colonnato: quello da cui è previsto l’affaccio del Pontefice.

Il mondo di Leonardo in 3D

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Leonardo da Vinci inventore e artista: al genio vinciano è dedicata una mostra molto particolare che si propone non solo come celebrazione, ma soprattutto come percorso per comprendere i progetti e il metodo di studio di questo multiforme personaggio, facendone esperienza in prima persona. Tutto questo avviene attraverso le ricostruzioni inedite di alcune sue macchine, le numerose esperienze interattive in 3D, il punto di osservazione privilegiato del restauro digitale dell’ Ultima Cena per scoprire particolari e colori del celebre affresco. Siamo a “Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo”, la mostra internazionale che apre i battenti a Milano il 1° marzo, nelle Sale del Re, in Piazza della Scala, con ingresso dalla Galleria Vittorio Emanuele II. Una location suggestiva e molto “in tema”, visto che le sale espositive guardano direttamente al monumento di Leonardo da Vinci in Piazza della Scala. Chi desidera pianificare la visita ha tempo fino al 31 luglio.
La mostra, che ha ricevuto il Premio di rappresentanza del Capo dello Stato,  è concepita, realizzata e organizzata da Leonardo3 (L3) e rappresenta l’evoluzione dell’esposizione “Il Laboratorio di Leonardo” tenutasi a Pavia nel 2009 e visitata da oltre 120mila persone. E’ anche l’occasione per conoscere le ultime scoperte emerse dagli studi dedicati a Leonardo e al suo lavoro, alcune delle quali costituiscono una vera novità sull’argomento.
I contenuti della rassegna sono numerosissimi e improntati alla filosofia edutainment, con percorsi adatti a tutte le tipologie di pubblico, compresi i bambini. Tra le anteprime mondiali, vengono mostrate per la prima volta le ricostruzioni inedite di alcune macchine leonardesche, tra cui il Sottomarino Meccanico, la Macchina del Tempo e la Libellula Meccanica. Tra le  esperienze interattive in 3D per il pubblico sono da segnalare le anteprime mondiali di Leonardo a Milano e Il Monumento Sforza, mentre il restauro digitale dell’Ultima Cena consente al visitatore di scoprire i particolari e i colori ormai perduti per sempre del celeberrimo affresco.
Oltre ai modelli fisici, inediti e mai ricostruiti prima, vengono presentate centinaia di macchine interattive animate dai manoscritti virtuali. Le macchine possono essere smontate e rimontate dal visitatore, per osservarne il funzionamento, sempre grazie alle centinaia di pagine manoscritte restaurate e rese comprensibili anche ai più piccoli.

Ritorna in vita il mitico Land Rover di Bob Marley!

Come si vede dal video il veicolo è stato smontato pezzo a pezzo e dove si è potuto si è intervenuto al restauro dei pezzi originali mentre sono stati sostituiti i componenti elettrici.

Il Land Rover è parte integrante del mito di Bob Marley  e il restauro è stato possibile grazie all’intervento della Sandals Resorts International.

Gli interni saranno disegnati dalla primogenita di Marley, Cedella Marley, che quest’anno ha ideato anche le tute olimpioniche per gli atleti giamaicani alle olimpiadi di Londra.

Entusiasta anche il figlio di Bob Marley, Julian (ormai stella del reggae)  “Mi piace quello che  stanno facendo e mi piacerebbe, una volta riparato, poterlo guidare  per un test driver”

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