Tutto cambia e tutto resta? Dalla Polverini a Zingaretti

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Da Renata Polverini a Nicola Zingaretti tutto cambia, ma resta tutto uguale? Come ha rivelato Carlo Picozza su Repubblica:

“Conti della Regione, 10 milioni in più per personale, consulenze e distacchi”.

Nello specifico, si parla di:

“aumenti di stipendio al personale già in forza, nuovi ingaggi “a tempo”, distacchi da altre sedi e consulenze esterne”.

La Regione scarica sulla Polverini, riferisce Carlo Picozza:

“Non c’è stato aumento di stipendio alcuno, il fatto è che nel bilancio ereditato non erano state considerate tutte le uscite necessarie per il personale”.

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L’ex marito di Renata Polverini sfrattato dalla casa popolare, era abusivo.

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L’ex marito di Renata Polverini, Massimo Cavicchioli, è stato sfrattato da una casa popolare  in via Bramante, nel lussuoso quartiere di San Saba, a Roma dove ha vissuto per 24 anni, 15 dei quali insieme all’ex governatrice del Lazio. L’appartamento era finito nell’inchiesta su “Affittopoli” nel 2011 e la procura di Roma aveva avviato un’indagine dalla quale non sono emersi reati, ma l’Ater, l’azienda pubblica delle case popolari, ha intimato lo sfratto all’ex marito della Polverini perché privo dei requisiti per abitare in un alloggio riservato ai cittadini disagiati.

Il Corriere della Sera racconta lo sgombero di questa mattina: “Cavicchioli ha aperto la porta, in casa c’era una donna di 40 anni, la sua compagna. Non ha opposto resistenza, ma ha protestato: «È una persecuzione politica, qui è pieno di case occupate e siete venuti solo da me (e in un’altra abitazione in viale Giotto dove abitava una studentessa, ndr). Qui ci sono nato 52 anni fa e non mi è mai stata data l’opportunità di acquistare questo appartamento». In casa sono entrati gli operai e un fabbro per il ripristino dei luoghi”. Dalle carte dell’Ater, scrive il Corsera, risulta infatti che Cavicchioli è stato «occupante abusivo non sanabile» dell’appartamento fin dal 1989, quando era morta la nonna, titolare del contratto.

I 60 mq dell’appartamento, in una delle zone più di pregio della Capitale quale è l’Aventino, l’ex marito della Polverini pagava solo 380 uro al mese dovuti a titolo di  «canone sanzionatorio» previsto per gli abusivi. Cavicchioli ha chiesto per (almeno) due volte il subentro nel contratto, ma l’istanza è stata respinta «per mancanza di requisiti reddituali», perché il cumulo tra le sue entrate e quelle della moglie è sempre risultato superiore al tetto massimo previsto. La Polverini infatti ha acquistato altri immobili fin dal 2001 e in base alla legge la separazione del 2004, all’epoca solo di fatto, non è servita ad abbassare i redditi.

Ma evitare questa esposizione mediatica e i commenti che ne possono scaturire nei confronti di Cavicchioli, non era davvero possibile?

Polverini avrebbe detto: i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi

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Se fosse vero sarebbe l’ennesima caduta della deputata Renata Polverini. La frase sarebbe stata pronunciata al Comitato dei nove. A darne notizia è il deputato Salvatore Micillo del MoVimento 5 stelle presente in seduta che ha spedito immediatamente un tweet:

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“i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi”

Non è passato in osservato in rete e la polemica è montata. Tra indignazione e sorpresa sono stati molti gli utenti a voler far sentire la loro voce.

Aggiornamento 8 agosto 2013, 17,05:

«Hanno frainteso, saranno querelati», così Renata Polverini nel  botta e risposta, tra lei e i due deputati del M5s Alessio Villanova, vicepresidente del M5S alla Camera e il capogruppo M5S Riccardo Nuti che avevano riportato la frase incriminata sui social network. Altri dettagli poi sono emersi su quella frase e sul Facebook di Riccardo Nuti si legge:

«Ieri sera in aula stavamo votando un testo errato durante la dichiarazione di voto sul decreto legge lavoro. Successivamente la Polverini (presidente di quel comitato dei 9 che gestiva il dl lavoro) ha definito i disoccupati ” sfigati che aspettano i soldi” e poi ha offeso il nostro vice-capigruppo Alessio Villarosa»

Anche Villarosa aggiunge altri particolari: «Aveva fretta – racconta – Ad un certo punto ha detto che aveva da fare e non poteva passare tutta la notte lì con i provvedimenti per questi sfigati dei disoccupati».

La parlamentare del Pdl ha poi ribadito:

«Ho dato immediatamente mandato ai miei legali a presentare una querela nei confronti dei deputati Villarosa e Micillo», spiega la deputata, che prosegue: «Non ho utilizzato nessuna espressione di ingiurio e, in realtà, è avvenuto esattamente l’opposto di quanto dichiarano i due deputati: il M5S aveva intenzione di bloccare il provvedimento ormai in votazione e di rinviarlo alle commissioni con il chiaro intento di farlo decadere e impedendo di fatto la messa a disposizione di strumenti normativi ed economici che danno più opportunità ai disoccupati «sfigati» inteso come sfortunati in gergo popolare».

Altro scandalo nella sanità laziale?

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Ancora danni della giunta Polverini? Sembrerebbe che due cliniche private non possono aprire e offrire i loro servizi ai cittadini perché il servizio nazionale nel Lazio è più che sufficiente. Infatti non esistono le liste d’attesa negli ospedali? Non esistono le file al Pronto Soccorso? I cittadini laziali possono stare tranquilli non faranno più neppure un minuto di attesa?

L’ultimo caso è quello della  clinica Saint Peter Medical Center, che aspetta da un anno e mezzo di potere iniziare l’attività,

“senza chiedere convenzione alcuna”,

precisa La Repubblica.

L’apertura comporterebbe, oltre a un aumento del servizio complessivo, l’assunzione di “un centinaio tra medici, infermieri, tecnici e impiegati”.

A favore della apertura della Saint Peter Medical Center si sono pronunciati il Garante della concorrenza che ha diffidato in tal senso la Regione, preceduto da una sentenza del Tar e da una del Consiglio di Stato.

Invece, nonostante tutto, i funzionari della Regione dimostrano di non avere rispetto non solo per i cittadini, ma nemmeno per le superiori autorità dello Stato e della magistratura. Così, scrive La Repubblica,

“la clinica di tremila metri quadrati, con quattro sale operatorie, strumentazioni diagnostiche innovative, laboratori analisi e ambulatori, resta chiusa. «I nostri legali citeranno per danni la Regione», annuncia Sergio Di Giacomo, medico e proprietario del “Saint Peter”, il centro, costato milioni, che non c’è. Anzi, c’è da un anno e mezzo ma, per «l’orientamento sbagliato» della Regione che non dà l’autorizzazione, non riesce ad aprire. Le risposte al fabbisogno di salute dei cittadini, secondo i dirigenti della sanità del Lazio, sarebbero soddisfacenti. Ci crederanno almeno loro?”

Nella stessa situazione si trova, riferisce ancora La Repubblica,

“Villa Silvana che, dopo il no della Regione, si è rivolta al Tar e al Consiglio di Stato. In appello, i giudici amministrativi il 29 gennaio scorso hanno sentenziato: «Il blocco all’apertura di un nuovo centro sanitario si giustifica solo se c’è una richiesta di accreditamento ». In caso contrario, «l’autorizzazione va rilasciata».

Io speriamo che me la cavo? Il tweet di Renata Polverini!

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Scivolone sull’italiano che crea non poco imbarazzo per la deputata Pdl ed ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Per lanciare la nuova vesta grafica del suo sito personale ha infatti cinguettato un messaggio da matita blu delle maestre delle elementari. Sulla sua pagina Twitter si legge infatti: “E’ in linea il nuovo sito renatapolverini.it con una veste grafica completamente rinnovata. Spero che vi piace“.

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Er Batman condannato: 3 anni e 4 mesi per Fiorito

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Il gup Rosalba Liso ha stabilito per l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato condannato a tre anni e quattro mesi mentre sono cinque quelli d’interdizione dai pubblici uffici. Ma questa seconda condanna non dovrebbe preoccuparlo più di tanto se è vera la sua dichiarazione: ”Mai più in politica, lo giuro. Mi metto a fare il filantropo. Una cosa deve essere chiara: non ho rubato nulla, quei soldi mi sono stati assegnati tramite delibera. Per questa storia ho fatto fin troppo carcere. Ho dimostrato, documenti alla mano, di non aver commesso alcun peculato. Spero che la sentenza venga ribaltata in appello”. L’ex Tesoriere era accusato di peculato per essersi appropriato di oltre un milione di euro dai fondi del gruppo regionale del Pdl. I suoi due ex capo segreteria hanno invece patteggiato: Bruno Galassi sconterà una pena ad un anno e cinque mesi, un anno e due mesi in vece per Pierluigi Boschi.

Finisce quindi in carcere Er Batman che, come spiega Nonciclopedia ha questo soprannome perchè “un pomeriggio fu aiutato da quattro amici a salire sulla sua nuova, fiammante Harley-Davidson: appena lo mollarono, non riuscì a ingranare la prima e, con un tonfo sordo, cadde su fianco bestemmiando. Da quel momento fu “Er Batman”. Soprannome che ha fatto sbizzarrire la rete!

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Tre indagati per la contestazione alla Polverini

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Sono tre esponenti del centro sociale dell’ “Angelo Mai Occupato” ad essere stati denunciati con con l’accusa di manifestazione non preavvisata e violenza privata in seguito alla contestazione contro la deputata Renata Polverini durante una cena in un ristorante nei pressi di piazza Bologna.

La Digos ha avviato subito le indagini che hanno portato all’identificazione di tre ragazzi di 30, 36 e 38 anni. Grazie anche all’analisi delle immagini della protesta, gli agenti stanno ora cercando di identificare anche gli altri ragazzi che hanno partecipato alla contestazione.

 

Il video della cena della Polverini che finisce in insulti.

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L’ex presidente della Regione Lazio e ora deputata Pdl Renata Polverini a cena in un noto ristorante romano con i colleghi di partito. Un gruppo di contestatori si accorge di loro e decide di fare irruzione. Volano insulti e qualche spintone.

Ecco chi ha vinto alle Regionali del Lazio! Alcuni sono impresentabili…

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Sono molti i volti più o meno nuovi che per la prima volta si siederanno nel parlamentino del Lazio in via della Pisana, ma tra i 50 consiglieri (28 di maggioranza e 22 di minoranza) ci sono poche donne, solo 10 (e neanche una tra i 13 eletti del Pd e i 9 del Pdl).

A fare scalpore le bocciature del capolista dei Democratici ed ex parlamentare, Jean Leonard Touadi, e della giornalista tv Livia Azzariti, che era nella Lista Zingaretti. Stessa fine per due politici Pdl: l’ex assessore capitolino, Marco Visconti (Ambiente) e il collega regionale ai Trasporti della vecchia giunta Polverini, Luca Malcotti, al quale per poco più di 200 voti ha soffiato il posto un altro ex assessore di Alemanno, Fabio De Lillo, ultimo degli eletti Pdl nella Capitale. Sogni infranti anche per Fidel Mbanga Bauna (giornalista Rai).

Dalla lista civica per Zingaretti entra alla Pisana una vecchia conoscenza della politica romana, Michele Baldi (ex An e FI), con 13.936 preferenze, e Gianluca Quadrana, ex consigliere comunale dal 2006 con 6.205. A rappresentare Sel c’è Ginetto De Paolis (5.549 voti), originario di Civitavecchia, che è stato consigliere provinciale.

Daniele Leodori, 43 anni, segretario provinciale del Pd originario di Zagarolo, è il neoeletto consigliere del Lazio più votato con 22.693 voti.

Tornano in Consiglio gli ex assessori polveriniani agli Enti locali, Pino Cangemi e Pietro Di Paolo. Tra i banchi del Pdl ci sono pure Mario Abbruzzese (Pdl) presidente del Consiglio regionale uscente, e Olimpia Tarzia. Con loro pure Antonello Aurigemma, assessore ai Trasporti della giunta Alemanno. Vecchia conoscenza della Pisana si è confermato Pietro Sbardella.

I consiglieri scendono da 70 a 50 (come imposto dai tagli ai costi della politica fatti dal governo Monti e confermati da Renata Polverini), i gruppi passano da 15 a 11 (di questi 5 monogruppi). Restano fuori dal Consiglio: Idv, Udc, Fli, Radicali, Mpa, Fds e Verdi.

Zingaretti potrà quindi contare su una maggioranza di 28 consiglieri, di cui 10 del suo listino e 18 conquistati dai partiti della coalizione. Il maggior numero dei seggi va al Pd (13), contro i 9 del Pdl e i 7 del Movimento 5 Stelle (guidato da Davide Barillari) dove figurano anche Silvia Blasi, Gaia Pernarella, David Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò. Tra i 50 consiglieri i 10 del listino collegato a Zingaretti sono: Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini e Riccardo Valentini.

Fiorito ai domiciliari! MA ALLORA E’ VERO… CONVIENE RUBARE!!!

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L’Immacolata con il Papa a Piazza di Spagna

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Renata Polverini ricoverata in ospedale

Come prevede il protocollo ospedaliero la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e’ stata ricoverata questa mattina presso l’ospedale Sant’Andrea per sottoporsi ad un ciclo di terapia radiometabolico a seguito dell’intervento di asportazione dei due tumori alla tiroide subito lo scorso 25 agosto. Dovrebbe restare in ospedale per due giorni salvo diverse indicazioni mediche.

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