Fiori bianchi, auto d’epoca e tanta commozione: i funerali di Little Tony

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“Nei meravigliosi lidi dove ora stai scorrazzando, avrai tutto il tempo, la giovinezza che mai tramonta, e soprattutto la bellezza, per affinarti in un rock superiore, che fra le tribolazioni terrene non è dato ad alcuno di conoscere e che, da lassù invece, è tutta un’altra storia.”  E’ stato questo l’ultimo saluto di Adriano Celentano per l’amico Little Tony, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso il santuario del Divino Amore, una cerimonia semplice e sentita a cui sono accorsi parenti, amici e centinaia di fan, alcuni partiti da lontano per portare il loro ultimo saluto.

La chiesa era gremita e nel parcheggio vicino è stato allestito un maxischiermo. Sui primi banchi in chiesa gli amici conosciuti durante la lunga carriera: Bobby Solo con cui ha condiviso 35 anni di carriera, Al Bano, Mara Venier commossa dietro occhialoni neri e Pippo Baudo. All’esterno, varie auto d’epoca, sua passione, tra le quali spiccano le Ferrari.

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I saluti a Luttle Tony: i ricordi degli amici

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Avranno luogo giovedì, al Divino Amore, i funerali di Little Tony, l’Elvis italiano, in forma privata, come ha sottolineato la figlia Cristiana:”Sono stata con lui fino all’ultimo. Ha chiesto di non avere la camera ardente, ma solo una cerimonia privata”. Oggi sono molti quelli che lo ricordano, amici, colleghi, ammiratori. Perchè Little Tony ha caratterizzato una stagione musicale e ci ha lasciato grandi successi che hanno fatto ballare intere generazioni. “E’ stata la colonna sonora del pop nostrano, da quando io mi ricordo. Con lui se ne va davvero un mondo”, afferma un dispiaciuto Arbore, che con lui condivideva la passione del “rock’n’roll della prima ora”.
“Alcune volte è anche venuto a casa mia per fare rock&roll, per divertirci – continua -, perché condividevamo la grande passione per l’America di Elvis. Lui si divertiva a vestirsi, così, con quelle frange… abbiamo scherzato spesso sulla ‘vestizione di Little Tony’… Ma lui faceva tutto con grande ironia, dicendo sempre ‘io sono italiano’, questa era la sua grande cifra”. Anche Nino D’Angelo ha parlato di lui, non come un compagno di viaggio ma come di un modello a cui guardare: “E’ stato un personaggio direi storico per quelli che, come me, hanno iniziato la carriera girando ‘musicarelli’, anzi sono il piu’ ‘piccolo’ di quella generazione che ha realizzato film di successo partendo da una canzone”.

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Sono stati in molti a parlare del cantante anche sui social, con Twitter che proponeva l’hashtag #littletony. Saluti, ricordi, un po’ di malinconia tutti per lui. Morandi ha invece scelto Facebook per un ultimo saluto e son bastate poche parole per far percepire il dolore per la perdita del cantante con cui ha condiviso sia i palchi che gli schermi: “Ciao Tony, compagno di tante avventure e amico di sempre”. Ad accompagnarle, una foto di lui assieme a Little Tony, ragazzi degli anni 60, in tuta da baseball, uno dei loro film. E’ passato invece direttamente per l’Edicola l’ultimo saluto di Fiorello al “ragazzo col ciuffo”, di cui ha reinterpretato Riderà, perchè, in fin dei conti, sorrideremo sempre riascoltando le sue canzoni.

Addio al “cuore matto” della canzone italiana: è morto Little Tony

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Little Tony è mancato oggi, all’està di 72 anni, nella clinica Villa Margherita a Roma, dove era ricoverato da tre mesi. Antonio Ciacci, così all’anagrafe, si è spento a causa di un tumore. Tra gli interpreti più celebri della musica leggera italiana, reinterpretò in chiave nostrana il rock’n’roll, grazie a cui si assicurò l’appellativo di “Elvis Presley italiano”. Tra i suoi cavalli di battagli, gli intramontabili Cuore Matto e Riderà. Ma gli inizi risalgono a molto prima, grazie ad una famiglia di musicisti e la gavetta nei paesi dei Castelli Romani, nelle balere e nei teatri d’avanspettacolo. Nel 1958 si trasferisce in Inghilterra, assieme ai fratelli, dopo esser stato notato, durante uno spettacolo al Teatro Smeraldo di Milano, dall’impresario inglese Jack Good. E’ all’estero che nasce il gruppo Little Tony and his brothers, con un nome ispirato da Little Richard. Il successo che viene tributato al gruppo trattiene i ragazzi all’estero per alcuni anni durante i quali produce numerosi singoli come Lucille, Johnny B. Good, Shake rattle and roll. Alcuni suoi brani entrano a far parte della colonna sonora di alcuni film, da Blue Monday a Il gangster cerca moglie, da Che tipo rock a I teddy boys della canzone.

Bisogna attendere il 1961 per rivederlo in Italia, sul palco dell’Ariston, in compagnia di Adriano Celentano. Assieme cantano  24 mila baci,  aggiudicandosi il secondo posto del Festival di Sanremo ma destinata ad diventare uno dei maggiori successi della discografia di quegli anni, che sono anche quelli delle canzoni per i film, 5 marines per 100 ragazze, Rocco e le sorelle, Nerone ’71, La bella americana e Pugni pupe e marinai. Il primo, vero successo disografico per lui arriva con Il ragazzo col ciuffo: la vetta della classifica è sua. L’hanno successivo prova inutilmente a bissare il successo con So che mi ami ancora, ma deve attendere il 1963 per  ottenere il secondo posto al Cantagiro con Se insieme a un altro ti vedrò (scritta da suo fratello Enrico). Nello stesso anno  incide con successo T’amo e t’amerò, già presentata da Peppino Gagliardi. E’ anche il periodo in cui inizia la carriera di attore, in numerosi musicarelli. Torna a Sanremo nel 1964 con Quando vedrai la mia ragazza e ottiene un buon successo estivo con Non aspetto nessuno, portata al Cantagiro, e col retro La fine di agosto.  Ma Little Tony otterrà la consacrazione solo nel 1966, quando partecipa al Cantagiro con Riderà. Dopo di che un’altra hit infiamma il cuore degli italiani: Cuore matto, prima in classifica e poi fra i primi posti per dodici settimane consecutive.

Nel 1968 la quarta partecipazione a Sanremo con Un uomo piange solo per amore mentre in autunno arrivano Lacrime e La donna di picche. Little Tony  arriva anche a fondare una propria etichetta, la “Little Records”, con cui esce E diceva che amava me/Nostalgia e nel 1970 c’è il grande successo di La spada nel cuore, che conquista il quinto posto finale a Sanremo e lui esegue in coppia con Patty Pravo. Meno fulgida è la seconda metà degli anni Settanta, dopo che nel ’74 partecipa di nuovo a Sanremo con Cavalli e a Saint Vincent, semifinalista di “Un disco per l’estate” con Quando c’eri tu. Nel 1975 incide l’album Tony canta Elvis, omaggio al suo idolo, in cuiu ne interpretanda vari classici. Gli anni successivi sono quelli delle partecipazioni alle trasmissioni televisive di revival, in cui ripropone un personaggio che il pubblico non ha mai smesso di amare. Negli anni Ottanta, insieme a Bobby Solo e Rosanna Fratello, forma il supergruppo Ro. Bo. T. (dalle loro iniziali) che riscuote un certo successo. Nel 1981 incide Profumo di mare, celebre sigla della serie televisiva Love Boat.

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