In mille ai funerali di Nadia, la 14enne suicida

funerali-14enne-tuttacronacaEra il 9 febbraio e la 14enne Nadia, stanca dei numerosi insulti che le arrivavano sul suto Ask.fm, ha deciso di compiere un gesto estremo gettandosi nel vuoto dal tetto dell’hotel Palace di Cittadella, nel Padovano. Oggi si sono tenuti i funerali della giovane e non sono mancati momenti di tensione anche durante la funzione. Mentre un’amica della ragazzina stava leggendo un messaggio, infatti, un parente di Nadia le ha urlato contro di stare zitta e di andarsene. La giovane è stata portata via sotto shock. La contestazione è giunta perchè i parenti della 14enne accusano gli amici di non aver segnalato quel che stava accadendo a Nadia. Tanti amici e compagni di scuola, compresi quelli delle medie, erano presenti oggi, i vecchi compagni con in mano una rosa bianca. La presidente della Camera Laura Boldrini ha inviato una corona di fiori non potendo partecipare alle esequie per impegni istituzionali a Roma.  Da parte sua il Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizzol, ha inviato a don Gianni, parroco di Fontaniva, in occasione dei funerali, una lettera in cui si legge: “Vi invito a vivere la vita in pienezza, gustandone gioie e consolazioni, affrontando con coraggio e realismo le fatiche e le sofferenze, come anche le inevitabili sconfitte che tutti incontriamo nel faticoso cammino dell’esistenza”.

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La ragazzina incinta del 27enne, per lui è Amore

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Un 27enne sinti residente a Mestre è stato condannato ieri al minimo della pena per aver messo incinta una ragazzina di 13 anni che era scappata di casa ed era andata a vivere con lui. Poi però i Servizi Sociali erano intervenuti e avevano scoperto la gravidanza facendo scattare d’ufficio per il ragazzo la denuncia per atti sessuali con una minore di 14 anni. Il 27enne però si era sempre dichiarato innamorato e si era reso disponibile a riconoscere il figlio e a costruire una famiglia insieme alla 13enne. I legali del ragazzo inoltre hanno sempre sostenuto che lui non aveva idea di quanti anni avesse la ragazzina. Tuttavia il giudice non ha creduto a questa tesi e ha condannato il ragazzo a 2 anni 2 mesi e 20 giorni. I legali hanno già presentato ricorso in appello. Ora la ragazzina vive con la famiglia a Mestre  e i legali chiedono anche notizie del bambino e della ragazzina di cui il 27enne non ha saputo più nulla.

 

Bimba di 6 anni, lasciata al gelo, senza scarpe e maltrattata, Reggiano sotto shock

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Una bimba di 6 anni è stata lasciata al freddo e al gelo, con la faccia rivolta contro il muro, ma una pattuglia durante un normale giro nella zona assegnata si è accorta di lei. Così gli agentidi Castelnovo Monti, nel Reggiano, hanno raggiunto la bambina che presentava anche dei graffi sul volto ed era febbricitante. La bimba ha dichiarato agli agenti di essere in punizione perchè è una “monella”. I genitori, di 30 e 40 anni, hanno dichiarato ai carabinieri di non credere alle bugie della piccola, ma gli agenti hanno trasportato la bambina in ospedale. I medici hanno rilevato che la piccola al momento del ricovero aveva 38,5 di febbre e i graffi erano guaribili in 7 giorni. I carabinieri hanno anche denunciato i genitori e attivato i servizi sociali.

 

13enne stuprata in Chiesa durante la Messa

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Ha appena 13 anni la piccola vittima della violenza subita in Chiesa a Rio de Janeiro mentre si stava celebrando la messa. Secondo una prima ricostruzione la ragazzina è andata in bagno nella sacrestia della Chiesa di Sao Pedro ed è stata seguita da un uomo che assisteva alla funzione dall’esterno della chiesa, osservando i fedeli.

“Ci ha detto che quando ha aperto la porta l’uomo l’ha spinta dentro facendola cadere a terra”, ha raccontato la nonna della ragazzina alla stampa locale. L’adolescente è stata ricoverata nell’ospedale di Arraial do Cabo, nella regione dei laghi di Rio. “E’ in stato di shock e ha ancora dei vuoti di memoria”. ”E’ molto comune quando ragazzine di quella età subiscono crimini del genere. Anche la sua famiglia è molto provata. Nelle prossime ora la polizia proverà a interrogarla di nuovo”, ha detto l’assistente sociale che segue il caso, Isabel Pimentel.

Si lancia nel vuoto a 14 anni! Shock nel Padovano

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Per togliersi la vita, una ragazzina di 14 anni ha scelto l’ex hotel Palace di Borgo Vicenza a Cittadella. l’hotel è chiuso da tempo ed è diventato rifugio per sbandati e senza tetto. Sembrerebbe che il nome dell’hotel sia comparso in alcuni biglietti che la teenager aveva lasciato in casa. Sono stati i genitori, stando alle prime indiscrezioni a ritrovare il corpo della ragazza. Già nel 2008 dalla terrazza dell’hotel, che era ancora aperto al pubblico, precipitò un altro minorenne.

 

Quando “pro-life” è sinonimo di “esperimento ai limiti dell’umanità”?

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L’America si sta interrogando e il caso di Marlise Munoz sta prepotentemente riportando alla ribalta il vecchio dibattito tra “pro life” e accanimento terapeutico. Nel caso in specie una donna incinta di 14 settimane, dichiarata morta viene tenuta in vita per tentare di salvare il feto. Le possibilità sono bassissime e inoltre la famiglia ha chiesto espressamente di spegnere le macchine anche perché quel feto, che ora ha 22 settimane,  è idrocefalo e presenta anche altre gravi malformazioni. Pro life o “esperimento ai limiti dell’umanità”? Pro life o accanimento terapeutico? I medici hanno impugnato il Texas Advance Directives Act,che consente agli ospedali di interrompere le misure di sostegno alla vita nonostante il parere contrario dei familiari, se queste misure sono ritenute inutili. Solo che la stessa norma, in Texas, prevede l‘obbligo di provare a portare a termine la gravidanza, nel caso la paziente sia incinta.

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Questo caso a fatto ritornare alla memoria un’altro atroce episodio: quello della 13enne Jahi McMath. La ragazzina dichiarata morta cerebralmente, il cui cadavere è stato restituito ai genitori che però lo hanno consegnato a un ospedale che  ha deciso di attaccarle le macchine per l’assistenza artificiale. Il risultato è che il corpo della ragazzina si sta decomponendo all’interno, producendo secrezioni, proprio come se fosse un cadavere. Ma per tutti gli americani pro-life ad oltranza quel che resta e non si decompone deve continuare ad essere attaccato alle macchine. Pro life?

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La tragedia di Aurora: decapitata mentre attraversava i binari

aurora-cei-tuttacronacaAveva solo 16 anni Aurora Cei, che oggi ha trovato una tragica morte: è stata investita da un treno mentre stava per attraversare i binari nella stazione di Cascina, in provincia di Pisa. Il drammatico incidente è avvenuto poco dopo le 13 di martedì 21 gennaio e vi hanno assistito decine di studenti che erano appena usciti da scuola. Alcuni testimoni hanno raccontato che diversi ragazzi si sono sentiti mali ad assistere ad una simile scena, in preda a delle crisi di pianto. Aurora stava raggiungendo il pullman che l’avrebbe riportata a casa, nella frazione di San Casciano. Con lei c’era un’amica, rimasta miracolosamente illesa anche se sotto choc. “Aurora ha sporto la testa in avanti per vedere se poteva attraversare i binari – ha raccontato la ragazzina- ma proprio in quel momento è sopraggiunto un treno che di fatto l’ha praticamente decapitata”.

Lo strano caso della cartomante che fa arrestare lo stupratore

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Lei una ragazzina di 16 anni, lui, 35 anni, era un amico di famiglia, nonché marito della cugina. Una persona di fiducia al di sopra di ogni sospetto che però è stato smascherato da una cartomante che alla zia della ragazzina disse che all’interno della sua famiglia c’era una minore violentata e che lo stupratore si annidava proprio tra i parenti. Il giudice ora l’ha condannato a due anni di reclusione per aver abusato della ragazzina all’interno della rimessa per attrezzi della casa di campagna.

2 euro e mezzo per il sesso nei bagni della scuola! Questo il post di una 14enne

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Una ragazzina di 14 anni di Como che frequenta un’Istituto professionale ha inviato alcuni messaggi su Facebook per cercare di uscire probabilmente dalla sua emarginazione e dal suo momento di difficoltà. Sul post inviato ai suoi compagni di classe la 14enne scriveva: “Offro sesso a 2,5 euro nei bagni della scuola“. Naturalmente in breve tempo gli stessi compagni di scuola hanno creato una pagina Facebook in cui poi la ragazza è stata umiliata e schernita. Il caso è arrivato all’attenzione dei dirigenti dell’istituto, che hanno confermato il fatto, ma spiegato che i rapporti non sono mai stati consumati. La scuola si è attivata con assemblee, colloqui e uno sportello psicologico. Convocata, la ragazzina, ha spiegato di essere stata costretta a prostituirsi dalla famiglia, ma si pensa piuttosto che cercasse di attirare l’attenzione attraverso l’emulazione di casi come quello delle baby squillo dei Parioli. La ragazzina rimarrà a casa una settimana e la scuola ha chiesto alla polizia postale di chiudere la pagina Facebook incriminata.

I clienti delle baby prostitute negano… ma gli sms restano

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Chi sono i clienti delle baby prostitute? Si è già scritto a lungo su questi uomini spesso sposati, disposti anche a far andare le ragazze presso le loro abitazioni, ma nessuno ancora aveva provato a contattarli. C’è chi compone quei numeri, la maggior parte degli indagati naturalmente risulta irraggiungibile, ma c’è invece anche chi risponde e nega. Franco, nome di fantasia, professionista, sposato che quando il cronista si presenta  e gli fa notare che i suoi sms provano i suoi contatti con le minorenni, si dimostra seccato  e archivia la questione con un «Io non vado con le minorenni». Poi esprime il suo fastidio: «E se avesse risposto mia moglie?». Dalle intercettazioni emerge che Franco si era accordato con Marco Ienni: «Chiamalo, 400 euro, voi due insieme», scrive Ienni in un messaggio a una delle due adolescenti. La cronista allora insiste, rigettando le rimostranze del cliente: «Normalmente chi ha una moglie, non dovrebbe andare a prostitute, pur se maggiorenni. E se lo fa se ne assume il rischio…». «E chi l’ha detto ? – rintuzza Franco -. Io ho due ragazze fisse… Ma sono maggiorenni. Queste due non le conosco, non le ho mai viste. Può darsi che abbia telefonato perché c’era il numero sul sito, ma di certo non ci sono andato a letto». Un altro cliente, come si legge su Leggo, in un articolo a firma di Angela Camuso:

Un altro cliente, lo chiameremo Sandro, dice di essere un impiegato, casca dalle nuvole: «Mai incontrate quelle ragazzine». Eppure ci sono i messaggi in cui lei chiede l’appuntamento, quindi scrive il prezzo, 300 euro, per un incontro da lì a 15 minuti… Sandro: «E chi li ha 300 euro? Non lo so, forse ci siamo accordati ma poi non se ne è fatto nulla, perché la ragazza voleva venire a casa mia. Ma io a casa mia non faccio venire sconosciuti…».
Dagli atti emerge che le ragazzine spesso si prestavano a servizi “a domicilio”. Un altro cliente, che chiameremo Mario, è interessato a vedere le due minorenni insieme ma precisa: «Io ho una Smart … Tutte e due, rischiamo di non far niente…». «Veniamo noi da te…» , dice allora una baby squillo. E lui dà l’indirizzo di un quartiere della estrema periferia Sud. Il prezzo pattuito: 400 euro per le due ragazze insieme.

Intanto però arriva anche un’altra sconvolgente verità che è quella delle due protagoniste, in particolare della maggiore delle due che nei verbali ha ammesso che tutto sarebbe iniziato come «un gioco», da una ricerca su Google su come come guadagnare denaro. Ogni giorno, dai 100 ai 400 0 500 euro. Ma «non era un bel gioco andare con gli adulti».

Così sarebbero finite nel giro di prostituzione minorile ai Parioli le due ragazzine romane dei Parioli,secondo quanto si legge nelle 155 pagine di verbali dell’interrogatorio della più grande delle due giovani, 15enne all’epoca dei fatti e indagata con l’accusa di aver indotto l’amica quattordicenne a seguirla. La stessa che sembra voler difendere il suo sfruttatore, cercando di rivendicare come la scelta fosse stata autonoma: «Mimmi (Mirko Ieni, uno degli sfruttatori arrestati. ndr) non lo sapeva che noi eravamo minorenni. Noi gli dicevamo che avevamo 19 anni. Ma non è sfruttamento. Se lo abbiamo fatto non è lui che ci ha costretto, è stata una nostra idea. Lo ripeto e lo ripeterò altre 350 volte se necessario. Non mi ha costretto», ha spiegato la ragazzina. Molti conoscevano l’età delle due ragazzine, tra i clienti, ha chiarito.

 Dalle pagine dell’interrogatorio, secondo quanto riportato dalla Stampa, c’è un mix di false sicurezze, debolezze: «Non sono una vittima», ripete la ragazza, che rivendica al tempo stesso di non essere responsabile di quanto fatto anche dall’amica: «Di sicuro non è colpa mia», ha chiarito. Ma la giovane, si legge sul quotidiano piemontese, è anche capace di non crollare: «Non voglio dire chi mi ha fatto usare la cocaina la prima volta. Dai dettagli dei verbali, emerge però com’è nato tutto: «Volevo essere indipendente e così ho digitato “guadagnare soldi”. Ho mandato una mail. Non ho capito all’inizio di cosa si trattava», ha chiarito la ragazza di fronte al procuratore aggiunto Maria Monteleone. Con pazienza quest’ultima è riuscita a farsi spiegare quanto avveniva nella casa affittata da Ieni. Ma non solo, dato che, come hanno ricostruito gli inquirenti, altri clienti preferivano incontrare le due ragazzine a casa, in macchina o in posti dove speravano di non essere riconosciuti.  Si legge sulla Stampa:

«La ragazzina ammette quello che succedeva in via Parioli 190, in un hotel e a casa di un cliente in piazza Fiume. All’inizio è reticente. «Con la mia amica usciamo insieme, facciamo tutto». Andate in qualche posto particolare? «Corso Trieste, piazza Caprera, Piazza Euclide, viale Parioli. Nei bar». Ma alla domanda specifica su viale Parioli Vanessa risponde: «A casa di un amico, Mimmi». Nega di conoscere il suo vero nome – che poi invece dimostrerà di conoscere – e spiega che gli danno «10 euro quando ci dà la casa» che definisce «scialla, normale». E alla domanda se in quella casa vengono uomini, risponde: «Un paio di volte». Non vuole dire cosa faceva con quegli uomini «le sappiamo queste cose e mo non le devo dire esplicitamente».

L’uomo che fornì alla giovane il primo contatto fu il caporale Nunzio Pizzacalla, un altro degli arrestati. Lo stesso che rispose alla mail inviata dalla più grande delle due giovani. Sul Messaggero si chiariscono i dialoghi tra la ragazzina, il procuratore e la psicologa. Quest’ultima spiega: «Quello che non avevi capito, però è che anche lui ci voleva guadagnare dei soldi». «Sì, ma io non glieli ho mai dati», risponde. Il racconto risulta però spesso lacunoso, più volte – si spiega – tenta di mentire. Anche perché non sa che il pm Cristiana Macchiusi ha interrogato anche l’amica, definita come «quella che aveva più bisogno di soldi». Ha spiegato come l’allora 14enne fosse venuta con lei per vedere «come si faceva»: «A volte le cedevo anche degli uomini. A me i soldi non servivano, lei ne aveva più necessità».  Dal verbale si chiarisce come secondo la ragazza a tradirla sarebbe stato anche Michael De Quattro, l’uomo che si trova ai domiciliari per il tentativo di estorsione, oltre che per essere stato un loro cliente. Le aveva chiesto 1500 euro per non rivelare video compromettenti girati nella casa dei Parioli, quella affittata da Mirko Ieni. Quando le viene chiesto perché lei era in quella casa dice «Per il lavoro di incontrare le persone, per soldi». «Facevate sesso in cambio di soldi?», insiste a chiedere il procuratore. «Sì… Dai 100 ai 400 euro al giorno. Dipende dai giorni, da come andava…», ha ammesso la ragazza.

Come riporta la Stampa, ci sono alcuni passaggi in cui la ragazza si mostra inflessibile: la cocaina e il nome dell’uomo che voleva portare lei e l’amica in barca a Ponza. «No, non voglio rispondere alla domanda su chi per primo mi ha dato la cocaina», ha spiegato, mentre le viene chiesto dello spaccio. Come avevano ricostruito gli inquirenti erano lo stesso Ieni e Marco Galuzzo (l’ultimo ad essere finito nel carcere di Regina Coeli, ndr) a procurare la droga alle ragazze. Tra i luoghi, invece, chiarisce come la vicenda non fosse legata soltanto alla casa dei Parioli: «Individua anche il quartiere periferico di San Basilio e piazza Fiume dove, all’inizio, ha raccontato, andavano a casa dei clienti che ci prendevano con la macchina o con il taxi». E la stessa indagine si allarga sul possibile coinvolgimento di altre cinque ragazzine, sempre a San Basilio.

 

12enne incinta, 5 mesi per fermare il pedofilo

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Lei ha solo 12 anni è stata violentata almeno per 5 mesi da un presunto pedofilo di 38 anni e ha tentato il suicidio. Questa è l’odissea di una ragazzina ghanese, nata in Italia e residente a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Ora è ricoverata a Napoli. La polizia basandosi anche sulla denuncia presentata dal patrigno della minore, ha accertato che l’uomo, anch’esso ghanese, avrebbe incontrato la 12enne fuori da un istituto scolastico di Castel Volturno, fingendo di avere 24 anni; l’avrebbe inoltre corteggiata assiduamente riuscendo poi a portarla nella sua abitazione, dove l’avrebbe violentata.

La madre la rimprovera per i compiti, lei si getta dalla finestra. Muore una 12enne

ragazza-suicida-firenze-tuttacronacaMartedì sera, in un appartamento al quarto piano nella zona di Campo di Marte, a Firenze, una madre avrebbe rimproverato la figlia 12enne perchè non aveva ancora fatto i compiti di matematica. Nessuna lite furiosa, una semplice strigliata. Ma la ragazzina, poco dopo, si è rifugiata in camera per poi gettarsi dalla finestra cadendo sull’erba del cortile erboso. L’urto, seppur attutito dal manto erboso, è stato comunque talmente violento da procurarle lesioni interne che i medici non sono stati in grado di curare. A lanciare l’allarme, la stessa madre, che ha udito prima l’urlo della ragazzina e poi il tonfo. Dopo quattro giorni di coma, nel pomeriggio di oggi la giovane è morta. Ora la procura di Firenze ha aperto un fascicolo sull’accaduto, anche se non ci sono nè indagati nè ipotesi di reato.

Albanese travolge ragazzina che attraversa sulle strisce

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Una tragedia che vede coinvolta una ragazzina di 14 anni che, secondo una prima ricostruzione, stava attraversando la strada sulle strisce in via dei Velini a Macerata alle 7.30, davanti allo Stadio, mentre andava a scuola. La 14enne è stata trascinata per 30 metri da una Citroen Berlingo guidata da un cittadino albanese. Il traffico in tilt e la ragazzina sarebbe in stato di coma. Il trasferimento in ospedale sarebbe avvenuto in ambulanza da Macerata ad Ancona poiché a causa delle condizioni avverse del meteo, l’eliambulanza non può alzarsi in volo.

Cipro shock: 13enne violentata per 3 mesi dal branco

stupro-13enne-cipro-tuttacronacaNon era mai avvenuto, o almeno non era mai stato reso noto, nessun caso di violenza sessuale di gruppo a Cipro nella storia moderna e ora l’isola è sotto shock per quanto accaduto a una ragazzina di soli 13anni. La giovane è stata violentata più volte per quasi tre mesi da quattro adolescenti poco più grandi di lei che riprendevano le violenze con i propri cellulari. Sono i media locale a riferire che i quattro, tutti di un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, sono stati arrestati e oggi sono comparsi davanti a un giudice del tribunale distrettuale di Limassol, sulla costa meridionale dell’isola, per essere formalmente incriminati di stupro in un’udienza che si è svolta a porte chiuse. E’ stato invece rilasciato un quinto ragazzino, un 13enne, dopo esser stato interrogato. Gli accusati hanno sostenuto che la giovaner era consenziente. Vista la delicatezza del caso, la polizia ha reso noti pochi particolari. Quello che si è appreso è che dopo aver subito per tre mesi abusi, violenza e minacce, la giovane vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con un’insegnante che l’ha convinta a denunciare alla polizia i propri aguzzini.

Tunisino tenta di stuprare 13enne in vacanza a Lampedusa.

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L’episodio non si conosce nel dettaglio anche perché si rischia di innescare un meccanismo di terrore su un’isola divisa tra accoglienza ai rifugiati e vocazione turistica. Sembrerebbe che un tunisino minorenne avrebbe  tentato di abusare di una ragazzina di 13 anni di Milano in vacanza a Lampedusa. Si tratterebbe secondo fonti investigative di un minore non accompagnato sbarcato recentemente a Lampedusa ed ospite del centro di accoglienza di contrada Imbriacola. A quanto si è appreso la ragazzina si sarebbe trovata in compagnia di un amico minorenne su una barca in attesa che arrivassero alcuni parenti. Il tunisino sarebbe salito in barca e ci sarebbe stata una colluttazione con l’altro ragazzo a questo il tunisino avrebbe quindi chiuso in bagno la ragazza e avrebbe cercato di stuprarla. Il tentativo sarebbe stato bloccato dall’intervento dell’amico, secondo una dinamica ancora poco chiara, a quel punto il minorenne straniero si sarebbe dato alla fuga. Scattate le prime indagini dei carabinieri il tunisino è stato identificato e successivamente riconosciuto dalla vittima, facendo scattare il fermo.

13enne con i ladri in casa chiama il 113, gli dicono di richiamare

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Riprova sarai più fortunata! Si potrebbe riassumere così la vicenda una ragazzina di 13 anni originaria di Sant’Agata di Benevento che, accortasi dei ladri che erano penetrati nel piano basso dell’abitazione ha avuto il sangue freddo di chiamare il 113, ma dall’altra parte la risposta è stata agghiacciante: «Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te».

La banda, composta da tre individui con accento straniero, col volto coperto e vestiti interamente di nero, di cui uno armato di fucile e due di pistola, ha preso di mira, appena passate le 22,15, un’abitazione in contrada Sant’Anna, senza alcuna recinzione. Non è la prima volta che la banda mette a segno dei colpi in quella zona, negli ultimi due mesi sono stati già tre i furti denunciati. Quella sera a casa di Concetta Libardi, casalinga 45enne, c’erano anche alcuni ospiti, così la porta dell’abitazione era rimasta aperta per permettere ai suoi amici e parenti di uscire per andare a fumare una sigaretta, ma è stata anche una facile via d’accesso per i ladri. La ragazzina che si trovava al piano superiore con altri due bambini più piccoli, ha immediatamente capito cosa stava accadendo e ha chiamato il 113 per allertare la polizia. Qui il tragico errore, vedendo il prefisso telefonico 0823, ha risposto il 113 di Caserta, rispondendole però che la competenza era di Benevento.
La ragazzina ha poi provveduto ad informare il 113 di Benevento. Il suono dell’allarme ha messo in fuga la banda. Allertati dalla Polizia, sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Ora si sono avviate le indagini.

Ragazza di 13 anni scompare nell’Adda, ricerche in corso

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La ragazzina si trovava con due amiche di Fara, su una passerella della diga situata in località Pora Cà, quando è finita in acqua senza più riemergere. In acqua anche le altre due 13enni che, però sono, riuscite ad aggrapparsi ad alcune rocce e a non essere trascinate via dalla corrente. Ci sono poche speranze di ritrovare in vita la ragazzina finita nelle acque del fiume, a Fara Gera d’Adda (Bergamo) anche se le ricerche continuano, nella speranza almeno di individuare il corpo. Sul posto sono a lavoro i  sommozzatori di Treviglio, coadiuvati dai carabinieri e da un elicottero.

Aggiornamento: 
Individuato il corpo della ragazzina romena, che abitava a Cassano d’Adda (Milano), scomparsa nell’Adda, si trova in una buca nel fiume profonda due metri incastrato tra due massi. Uno degli zii della ragazza, disperato si sarebbe gettato in acqua, ma è stato riportato immediatamente a riva. Le operazioni per il recupero del corpo sono complesse, in quanto la buca si trova in una zona dove la corrente è particolarmente forte e, a causa della pioggia, non è al momento nemmeno possibile chiudere la diga.

Germania sotto shock: 17enne decapita animali

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La Germania è sotto shock. La polizia stava indagando sulla decapitazione di alcuni animali. In particolare un montone di nome Piet e un pony, Sindbad. Poi le denunce si erano accumulate e diversi proprietari di animali avevano denunciato sevizie sui loro amici a quattro zampe. Era iniziata così mesi fa la caccia al killer. Gli indizi poi hanno portato a una 17enne che fermata dalle forze dell’ordine ha confessato le atrocità compiute, senza voler rivelare le motivazioni che l’hanno spinta a quei gesti macabri. I genitori della ragazza, del tutto estranei alla vicenda e ignari delle accuse, sono rimasti shockati. La Germania s’interroga su un caso di violenza gratuita e il caso è diventato di rilevanza nazionale.

Ragazzina fuggita di casa viene ritrovata grazie a Facebook

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Una 17enne si è allontanata da casa a Potenza Picena e, nonostante avesse inviato degli sms ai genitori per tranquillizzarli, loro ne hanno segnalato la scomparsa. Mentre eseguivano le ricerche, i carabinieri le hanno allargate ai contatti della diciassettenne su Facebook. I militari sono così venuti in possesso di una serie d’indizi grazie a foto, profili, info e post in bacheca. Dopo sole sei ore, la ragazza è stata rintracciata a casa di un coetaneo di Sant’Elpidio a Mare dai carabinieri della locale stazione. Si trattava di un allontanamento volontario che è terminato grazie ai social network così come, tre anni fa, l’Arma avevano individuato i responsabili di una rapina ad un supermercato grazie alle foto sui loro profili nel social blu.

Peruviana sfregia ragazzina di 15 anni che difendeva la madre

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Alle 22.30 di ieri sera in Via Polesine a Milano una donna con due figli è stata aggredita da tre donne peruviane. L’aggressione è iniziata su un vagone della M3, dove le donne peruviane hanno iniziato a insultare la donna e le due figlie.  appena uscite dal vagone hanno spintonato la madre, nella colluttazione è intervenuta la figlia di 15 anni che per difendere la madre ha preso una delle peruviane per i capelli. L’episodio spiacevole sembrava esser terminato, invece appena riemersi in superficie, mentre la donna si recava alla fermata dell’autobus in via polesine è avvenuto il secondo attacco. Una delle peruviane ha estratto un coltellino e ferito alla fronte e al mento la  15enne e poi è scappata insieme alle altre donne. La ragazza ferita si è rivolta in ospedale a De Marchi in codice verde, mentre la polizia ha arrestato la 32enne peruviana pluripregiudicata. Ma una donna pluripregiudicata peruviana perchè non viene immediatamente estradata al suo paese d’origine con divieto assoluto di far rientro in Italia? Perchè nessuno si occupa di prevenire certi atti che poi sono alla base del razzismo e della mancata integrazione in Italia degli stranieri?

Ragazzina sbranata dai cani… giallo in Inghilterra!

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In Inghilterra una ragazza di 14 anni è stata trovata morta, in casa, alla presenza di cinque cani “fuori controllo”, e tutto lascia pensare che sia stata uccisa dagli animali. Il corpo senza vita di Jade Anderson è stato trovato ad Atherton, nei pressi di Manchester dopo una segnalazione alla polizia. Le forze dell’ordine hanno fatto sapere che, dalle prime indagini, risulta plausibile che la ragazza sia rimasta vittima dei cani. Quattro sono stati abbattuti, il quinto è stato sedato.

Glaad Awards e Madonna diventa la boy-scout dei gay!

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Sul palco dei “Glaad Awards” (i premi assegnati alle personalità particolarmente attive nella difesa dei diritti gay ) Madonna si è presentata in divisa da boy-scout. Un gesto provocatorio, per denunciare le regole dello statuto degli scout americani. L’associazione non permette infatti l’accesso alle persone dichiaratamente omosessuali: “Da ragazzina volevo diventare boy scout, ma non mi hanno accettata. Penso che sia una c…ta”

In versione brava ragazza, la Material Girl ha iniziato il discorso elencando le qualità che avrebbero potuto fare di lei un’ottima boy-scout:” So accendere un fuoco, so piantare una tenda e ho un ottimo senso dell’orientamento. Inoltre riesco a salvare i gattini intrappolati sugli alberi. Insomma, volevo fare qualcosa di buono per la comunità. Ma, cosa molto più importante, I know how to scout for boys (so come trovare i ragazzi). Penso quindi che avrei dovuto poter entrare nei boy scout e che l’associazione dovrebbe cambiare le sue stupide regole!”

“Molte persone non si trovano a loro agio con cose o persone che percepiscono come diverse da loro – ha continuato la popstar – Ma posso scommettere che se si prendessero del tempo per conoscerle e per andare oltre le apparenze, si accorgerebbero che non sono affatto diverse”.

A 100 km all’ora a 8 anni!

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Sul web il video di una ragazzina di 8 anni che guida un’Audi a 100 km l’ora è già un cult, con oltre 500mila visualizzazioni. Accanto a lei il padre, mentre la madre immortala l’impresa dai sedili posteriori prima di consegnarla alla Rete. Nel filmato si vede Karina Mikulcik, questo il nome della piccola, condurre l’auto per cinque minuti lungo una strada costeggiata da una foresta innevata di betulle, nella regione di San Pietroburgo. “Vai, vai, accelera, almeno sino a 100 km/h, non avere paura”, la incoraggia il padre. Il video inquadra con chiarezza anche il tachimetro. La vettura a tratti procede anche sulla corsia opposta. “Se la mia amica Nastia mi vedesse guidare, sverrebbe!”, commenta la bambina. La polizia intanto ha aperto un’inchiesta per violazione del codice della strada e sul comportamento dei genitori.

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