La moglie era troppo religiosa e lui tenta di avvelenarla

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Una moglie troppo religiosa e sempre con l’orecchio attento a Radio Maria, tanto ascetica quasi da dimenticarsi del marito. Così Eliseo Bongiorno, 67 anni ha cercato di avvelenarla dandole una bottiglietta d’acqua con l’acido muriatico. La moglie, casalinga di 61 anni, aveva scoperto il tentativo di avvelenamento grazie a una telecamera posta in cucina e così nella scorsa primavera il marito era stato arrestato a Dalmine, in provincia di  Bergamo.

Ora però arriva la richiesta d’archiviazione che certo farà discutere.  Secondo il pm Carmen Pugliese, il falegname in pensione non voleva uccidere, ma solo “attirare l’attenzione della moglie che lo trascurava perché impegnata a pregare e ad ascoltare tutto il giorno Radio Maria”.

L’analisi della bottiglietta avvelenata ha mostrato che la quantità di acido utilizzata da Bongiorno era minima e non poteva causare né lesioni, né tantomeno uccidere la donna

D’altronde il pensionato avrebbe fin dal giorno del suo arresto spiegato agli inquirenti di non aver nessuna intenzione di uccidere la consorte. L’uomo era semplicemente stanco dell’ossessione religiosa della moglie e si sentiva trascurato, spiega Il Giorno:

“Fin dal giorno del suo arresto l’ex falegname aveva spiegato di non aver avuto intenzione di ammazzare la moglie: voleva solo procurarle un malore, stanco dell’ossessione religiosa della donna, che lo trascurava pensando soltanto a preghiere e pellegrinaggi e che ascoltava tutto il giorno le trasmissioni su Radio Maria”.

La donna però aveva capito che nell’acqua c’era qualcosa che non andava e l’aveva fatta analizzare scrive Il Giorno:

“L’esito non aveva lasciato dubbi: acido muriatico. In un primo momento la signora aveva pensato a una contaminazione, ma poi aveva trovato un flacone sospetto, senza etichetta, tra i medicinali del marito e lo aveva fatto analizzare. Anche in quel caso il liquido era risultato acido muriatico e la donna aveva allora escogitato lo stratagemma della telecamera”.

I giornalisti “epurati” dopo aver criticato Papa Francesco

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Sono stati licenziati Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro,  intellettuali cattolici di stampo tradizionalista che su Il Foglio avevano avevano criticato Papa Francesco. Sono passati pochi giorni e quel commento dal titolo  “Questo Papa non ci piace”, non è passato inosservato e sono stati quindi allontanati da Radio Maria dove conducevano il programma.

Nel loro articolo sul Foglio, Gnocchi e Palmaro puntavano il dito contro le interviste di Bergoglio, in particolare quella a Eugenio Scalfari, e il suo stile comunicativo, definendoli “un campionario di relativismo morale e religioso”.

I due intellettuali hanno spiegato sul Foglio come è andata:

“Dopo l’articolo ‘Questo Papa non ci piace’, firmato mercoledì 9 ottobre sul Foglio, siamo stati esautorati dalla conduzione delle trasmissioni che abbiamo condotto per dieci anni su Radio Maria, ‘Incontri con la bioetica’ (Palmaro) e ‘Uomini e letteratura: incontri alla luce del Vangelo’ (Gnocchi). Ci è stato comunicato con una garbatissima telefonata del direttore padre Livio Fanzaga, nei confronti del quale non muta la nostra amicizia. Ma questo non cambia la sostanza dei fatti”.

“Padre Livio ritiene che non si possa essere conduttori di Radio Maria e, contemporaneamente, esprimere critiche sul Papa. Pur non condividendo questa linea editoriale, ne prendiamo atto rimarcando comunque che le nostre critiche a papa Francesco non contengono una sola riga che non si attenga alla dottrina cattolica e non sono state espresse dai microfoni della Radio”.

“L’atto compiuto nei nostri confronti risulta dunque abbastanza raro nell’uso giornalistico sia nella sostanza sia nel metodo colpendo delle opinioni, discutibili certo ma legittime, espresse su un’altra testata”. Con questo “non possiamo però tacere che, per dieci anni, abbiamo avuto la possibilità di trattare a Radio Maria in assoluta libertà temi molto scottanti per merito del suo direttore. Ed è proprio ciò che rende più amaro questo epilogo, di cui vogliamo dare così notizia anche agli ascoltatori delle nostre trasmissioni”.

A caccia del testamento… dopo la Chiesa, arriva Emergency!

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Emergency, l’associazione guidata da Gino Strada, ha un bilancio piuttosto in bilico e così si è inventata un’autentica campagna pubblicitaria per sollecitare lasciti a suo favore. Basta andare sul sito per poter leggere che “Con un lascito testamentario a favore di Emergency fai una scelta di solidarietà” e qualche riga dopo  “permetterai ai nostri medici di continuare a portare cure alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà”. Ma se non hai molto da offrire puoi anche metterti al servizio dell’associazione puoi offrire il tuo contributo alla costruzione di un futuro di pace e rispetto dei diritti umani”. Insomma, Emergency scende in campo, proprio nei giorni in cui feroci polemiche hanno investito più o meno lo stesso sistema utilizzato da Radio Maria, l’emittente cattolica che è arrivata a spedire lettere agli ascoltatori per sollecitare testamenti.

Radio Maria invia lettere agli anziani: fate testamento a favore dell’emittente

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Molti ascoltarori, tra quelli più anziani, di Radio Maria avrebbero ricevuto una lettera nella quale s’invita a un “lascito testamentario, anche piccolo”, un atto d’amore. E’ Repubblica a parlare del fatto, dopo che Marco, figlio di un’anziana ascoltatrice dell’emittente vaticana, ha trovato la madre intenta a imbustare il questionario allegato alla missiva e che lui stesso ha sfilato dalle mani della 92enne Adele. Tre fogli, compilati e firmati. Nel foglio si pongono sette domande: condividi l’idea che Radio Maria ti informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente? Poi è sufficiente rispedire all’emittente il questionario, una volta completato con dati personali e recapiti e utilizzando la busta allegata e preaffrancata. Viene inoltre offerta la possibilità di utilizzare un bollettino allegato per anticipare i tempi e fare una donazione. La lettera è firmata dal direttore di Radio Maria, don Livio Fanzaga,  che prende le distanze dall’iniziativa della sua emittente di inviare migliaia di lettere in cui si invitano gli anziani a fare testamento a favore di Radio Maria. “E’ un’idea degli uffici amministrativi. Purtroppo poi tocca firmare a me” avrebbe detto a Repubblica prima di chiudere bruscamente la chiamata.

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