Non farti deprimere dal Blue Monday

blue-monday-tuttacronaca20 gennaio 2014: il giorno più triste dell’anno. Noto anche come Blue Monday. Quindi in caso di tristezza o scatti d’ira nessun allarme: potreste essere sotto il suo nefasto influsso. A calcolare la data con precisione è stato, nei primi anni 2000, Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff, he tramite una complicata equazione (che prende in considerazione meteo, debiti accumulati per i regali di Natale, calo di motivazione e crescente necessità di darsi da fare) è riuscito a stabilire che il terzo lunedì di gennaio è effettivamente il giorno in cui ci sentiamo più tristi. In Italia non viene preso sul serio come accade in Gran Bretagna, ma per sicurezza meglio mettersi al riparo. Anche perchè in UK è stato calcolato che proprio in questa giornata aumenta il numero di astensioni dal lavoro. Rimedi per superarlo indenni? Tra i principali vestirsi di colori brillanti, fare esercizio fisico, mangiare bene, essere socievoli e praticare la mindfullness.

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Ira e malumore… possono essere curati con un’aspirina?

aspirina-tuttacronacaE’ uno studio della Chicago University, pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry, a suggerire l’ipotesi che rabbia e malumore siano curabili con un’aspirina. L’ipotesi dalla quale i ricercatori sono partiti è che chi ha spesso momenti di forte rabbia soffra di una risposta infiammatoria eccessiva da parte dell’organismo, che porta alla produzione di un gran numero di citochine, sostanze che fanno lavorare di più il sistema immunitario. Le citochine, tuttavia, possono rimanere nel sangue anche dopo il momento di rabbia e malumore, cronicizzando così la situazione. Come spiega il Messaggero gli studiosi, muovendo da questi assunti verificati in altri studi, hanno esaminato 70 persone affette dal cosiddetto disturbo esplosivo intermittente, una condizione per la quale si fatica a resistere agli impulsi aggressivi e si hanno spesso momenti di irascibilità. La loro scoperta è stata che queste persone avevano livelli molto più alti di citochine nel sangue rispetto a coloro che invece non soffrivano di esplosioni di rabbia. Quello che hanno evidenziato gli scienziati è che è stata osservata una correlazione diretta tra processi infiamamtori e aggressività. Per questo l’aspirina, uno dei più noti antinfiammatori, è stata ritenuta in grado non tanto di rendere più calmi, ma di frenare i momenti di forte ira.

Infanzia bruciata, il malessere dei figli della crisi

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C’era la generazione X, poi è arrivata la Y, ora forse non ha più un nome, ma solo disagio e rabbia da sfogare in alcolici e droghe. Questo è l’agghiacciante resoconto dei troppi ragazzini soprattutto tra gli 11 e i 13 anni che arrivano all’ospedale infantile di Ancona in stato confusionale. I genitori spesso ignorano il problema. Il bambino viene portato in ospedale perché si addormenta spesso, fa fatica a svegliarsi, altre volte ha scatti d’ira immotivati. Eppure gli under 14, i figli della crisi, sembra che vogliano solo lasciarsi alle spalle le preoccupazioni o l’atmosfera, vogliono uscire fuori dalla quotidianità. A rivelare il fenomeno, che comunque al momento appare contenuto, è il nuovo responsabile del pronto soccorso Massimo Vignini, 63 anni. «Sono giovanissimi che hanno tra gli 11 e i 13 anni e arrivano da noi ubriachi e sotto l’effetto di droghe.» I segnali per capire se un figlio fa uso di droghe però ci sono. «Cambia umore – continua Vignini – da allegro improvvisamente è silenzioso, si chiude in camera sua, si arrabbia spesso, è irascibile, ha uno scarso rendimento scolastico e non ha più stimoli». I giovanissimi vengono trattati e riportati a casa dai familiari. A volte capita che al pronto soccorso siano anche gli amici a portarli. Vignini ha in programma di andare nelle scuole per promuovere campagne di sensibilizzazione sugli effetti delle droghe e dell’alcol.

Simona Ventura all’attacco degli arbitri: “Vergognateviiiiiiiiiiiiiiiiii”

simona-ventura-arbitri-tuttacronacaArbitri al centro del mirino in queste prime sette giornate di campionato di Serie A e tra fuorigioco non segnalati, pugni che compaiono solo alla prova tv e rigori non concessi in molti si lamentano a gran voce. Tra gli altri anche l”ex conduttrice di “Quelli che il calcio” che sembra proprio non aver trovato nessuna traccia di “XFactor” nell’arbitro Gervasoni, reduce da una sciagurata direzione di gara la scorsa domenica, in occasione della sfida Sampdoria Torino. La conduttrice, nota tifosa granata, ha sfogato la sua rabbia via Twitter: “Arbitri basta vergognatevi! Sono sempre stata dalla vostra parte! Ora lo devo proprio dire..BASTA! Volete mandarci in B? Basta essere chiari. Non è rigore mai! Per gli altri ovviamente..”.

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Brunetta e… la discriminazione d’altezza!

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Si è sfogato durante un’intervista con Aldo Cazzullo, sul Corriere, Renato Brunetta: “Bastaaa!!!”. Il suo problema non è a livello politico, riguarda la sua altezza e lui se la prende con “chi è ossessionato da me”. E qui la lista è lunga: “La sinistra D’Alema mi ha chiamato energumeno tascabile, Furio Colombo mini ministro. La damnatio di Gino Strada, la seggiola di Dario Fo, gli psicologismi d’accatto di Francesco Merlo, per cui la mia politica sarebbe frutto del mio complesso…Basta!!!”. Se ha preso nota di tutti quelli che l’hanno attaccato per il suo aspetto, però, non manca di fare un paragone con un calciatore per spiegare meglio la sua situazione. E infatti l’ex ministro afferma: “Sono come Balotelli, siccome è un vincente gli fanno buu”. Ma il suo sfogo continua, non capisce il perchè della persecuzione nei suoi confronti: “Per la mia altezza? Perché un nano osa pensare e non solo fare la comparsa nei film di Fellini? Osa parlare di tutto e non solo della sua altezza? Osa far politica a tutto tondo e con grinta senza limitarsi a raccontare discriminazioni subite perché povero e basso nel liceo dei signori”. Per avvalorare la tesi, cita anche dei versi di De Andrè: “Il nano è una carogna di sicuro/perché ha il cuore troppo vicino al buco del culo”. Uno sfogo in piena regola quindi, salvo che poi arriva il suo attacco: “Basta con la storia del nano e del complesso che ne avrei derivato. Balle è come dire: quello è così perché è povero, quello ha la faccia da delinquente. Ma siamo pazzi? Così si torna a Lombroso”.

Del resto dell’altezza di Brunetta il web non ha mai smesso di parlare, come dimostrano le vignette proposte dopo la sua affermazione di non aver i soldi per pagare la seconda rata dell’Imu…

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Cosa dice il vostro cane? Ora lo scienza lo spiega!

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Tutti i proprietari di cani dicono la stessa cosa. Sono capaci di dire esattamente quello che pensa il loro animale. Non vi sforzate di spiegare che questa pretesa facolta è il frutto del loro amore per l’animale, rischiate di contrariarli e di passare per un profano.

Del resto possono ora sostenere che la loro idea ha un appoggio scientifico. Ricercatori americani hanno in effetti constatato che è possibile identificare con precisione le emozioni dei cani semplicemente osservando i loro cambiamenti di espressione facciale. E lungi da essere un affare per iniziati. Lo studio ha esattamente stabilito che dei volontari dotati di piccola esperienza della compagnia canina erano comunque capaci di capire quando un cane era felice, triste, in collera o sorpreso alla sola osservazione di una foto della testa dell’animale.

Per Tina Bloom, la psicologa conduttrice del progetto “non c’è alcun dubbio che gli uomini sono capaci di riconoscere gli stati emozionali sugli altri umani e di leggere con precisione le loro espressioni facciali. Noi abbiamo dimostrato che sono ugualmente capaci di esswere precisi quando si tratta di identificare le espressioni del viso di un cane”, ha detto dans le Journal Behavioural Processes nel quale è stato pubblicato lo studio.

Per arrivare a questa conclusione, Tina Bloom e la sua equipe hanno presentato delle foto di Mal, un berger belga di cinque anni che esprimevano diverse emozioni, a cinquanta volontari divisi in due gruppi in base alla loro esperienza con i cani.

Per provocare queste espressioni facciali, i ricercatori hanno rimproverato il cane quando volevano che esprimesse tristezza, gli hanno fatto feste se volevano che fosse felice, lo hanno sorpreso nel mezzo di un momento di agitazione o lo hanno snervato prendendolo di sorpresa travestiti da ladri… Al punto di ottenere una serie di foto con tutta la gamma delle espressioni facciali differenti.

Risultato, l’emozione più largamente riconosciuta era dio gran lunga la felicità con l’ 88% di risposte buone , seguita da vicino dalla collera con il 70% di risposte positive. Un po’ più del 45% dei partecipanti allo studio è stato capace di riconoscere quando Mal sembrava aver paura, mentre il 37% hanno saputo identificare la tristezza nell’aria di cane bastonato di Mal.

Alla fine, le espressioni canine che si sono dimostrate essere le più complicate a riconoscere sono state la sorpresa e il disgusto che hanno raccolto rispettivamente il 20% e il 13% di risposte buone.

Fatto notevole, i ricercatori hanno constatato che i partecipanti poco abituati alla presenza canina erano nei fatti i più svelti a capire quando un cane è in collera o ha disgusto. Per i ricercatori è certamente perchè i proprietari di cani sono convinti della non aggressività del loro animale e identificano qusta espressione come un semplice segnale di voler giocare.

Tina Bloom spera che nuove ricerche siano condotte su specie di animali differenti al fine di poter determinare se questa apparente empatia naturale con la razza canina si può applicare a tutti i mammiferi o se si applica all’inverno per l’evoluzione e la prossimità di cui l’uomo e il cane danno prova ormai da migliaia di anni.

 

“Gli uomini quando sono tristi si limitano a piangere sulla propria situazione. …

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… Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.”

-Malcom X-

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