Note in lutto, morto Riz Ortolani, l’autore del tema de “Il Sorpasso”

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87 anni e una carriera al servizio della musica e del cinema. Le note oggi sono in lutto per la morte di Riz Ortolani, compositore eclettico, capace di comporre le colonne sonore di tanti film che sono entrati nella storia del cinema italiano. Ortolani aveva lavorato con Vittorio De Sica,Damiano Damiani, Pupi Avati e Dino Risi. proprio con quest’ultimo firmò il tema de “Il Sorpasso” che divenne un vero e proprio cult. Ma nel suo ampio curriculum Ortolani vanta oltre 300 partiture e alcune sue musiche sono state utilizzate da Quentin Tarantino per Kill Bill.

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Pupi Avati cade e si ferisce ad Ancona

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Brutta caduta per Pupi Avati ad Ancona. Ieri sera, il regista, davanti a una platea di industriali, riunitasi per ilForum Interregionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria alla Mole Vanvitelliana è caduto mentre saliva sul palco. E’ scivolato sui gradini e si è rialzato con un ginocchio dolorante. Ha comunque tenuto – in piedi, seppur toccandosi la gamba – un lungo e applaudito intervento, durante il quale ha anche scherzato sull’episodio: «A me piacciono i fallimenti, le brutte figure, come questa caduta – ha chiosato -. Vorrà dire che domenica non gioco…» e ancora «Pochi giorni prima – ha detto Avati – ero un venditore di prodotti surgelati, spinaci, merluzzi, e dopo un attimo ero un regista che ha fatto 56 film». «Mi credevo anche un clarinettista imbattibile e poi, invece, un piccoletto è sceso come lo spirito santo e mi ha portato via il sogno della mia vita. Era Lucio Dalla, un grande, straordinario poeta. Ho dovuto rinunciare. Ho provato a ucciderlo – ha scherzato il regista – buttandolo giù dalla Sagrada Familia».

Ma niente: «lui aveva più talento di me, e ho capito che senza talento la vita, il lavoro, non hanno senso. Ma dobbiamo essere riamati dal lavoro». «Il talento – ha continuato Avati – è in ognuno di noi, è la nostra identità. Se non facciamo coincidere il talento con ciò
che facciamo, trascorriamo i 30-40 anni più importanti della nostra vita attiva come in galera. Spesso mi sono incontrato-scontrato con persone che non hanno talento ma tantissima passione. Molti attori hanno cominciato con me ed erano pessimi. Lo sono tuttora: questo è un lavoro in cui l’apprendimento non conta».

Ma ciascuno ha il proprio talento: «Ai miei figli ho detto: dovete trovare un lavoro che vi riami. E dobbiamo cercare il nostro talento anche per avere un’interazione profonda con i nostri collaboratori». Fu Tognazzi – ha raccontato il Maestro, in un sapido aneddoto – a insegnarmi il modo di approcciare qualcuno al primo incontro: esordire con una prova di debolezza. Quando ci conoscemmo, mi disse come la sera prima, in un incontro (galante, ndr), e lui era un appassionato di incontri, non andò bene. Mi chiesi: perchè una persona che non mi conosce mi
racconta una cosa simile? Qual è il secondo fine? Poi ho capito che mi sarei dovuto intonare, raccontare a mia volta un fallimento. I fallimenti, le figuracce, come la caduta che ho fatto, mi danno ebbrezza. Con i miei collaboratori mi espongo totalmente: quando si respira tutti allo stesso ritmo, sento di essere riuscito nel mio ruolo».

«Nella cultura contadina da cui provengo – ha detto infine – la vita è una collina che tu sali senza sapere cosa c’è dall’altra parte. Quando sei arrivato sulla sommità ti giri e vedi quello che hai fatto, e davanti quello che ti aspetta, che è molto meno interessante. Questo è lo “scollinamento”. Io sono arrivato al quarto quarto del percorso, e alla nostalgia della giovinezza si è sostituita la nostalgia dell’infanzia. Cosa mi fa essere vicino ai bambini? La loro vulnerabilità», ha affermato il regista ricordando anche il suo ultimo tv movie, “Il bambino cattivo”.

«I bambini e gli anziani sono vulnerabili e quindi più sensibili. Viviamo in una società – ha concluso – in cui vincono le persone forti. Io sono attratto da quelle deboli, dagli sconfitti».

All’uscita si è accorto che aveva un dito sanguinante e così si è recato in farmacia.

Pupi Avati “Monti non è espressivo, fatemi stare un giorno con Berlusconi!”

“Berlusconi è sempre un personaggio, vorrei stare un giorno con Berlusconi e rilevare il suo io”  e aggiunge “Berlusconi è un personaggio, è Crozza, è Massimo Boldi”

Prossimo progetto di Pupi Avati sarà “Un matrimonio” con Flavio Parenti e Michaela Ramazzotti. La storia d’Italia attraverso una famiglia che vive insieme per ’50 anni.
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Secondo Pupi Avati la crisi del cinema italiano va ricercata nella distribuzione

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