Il fotografo premio Pulitzer licenziato per aver ritoccato una foto

foto-ritoccata-tuttacronacaIl fotoreporter vincitore del premio Pulitzer Narciso Contreras si è visto interrompere la sua collaborazione con l’agenzia fotografica americana Associated Press dopoaver ritoccato una fotografia scattata in Siria lo scorso settembre. Come si evince dall’immagine, nella foto originale si vede in primo piano un combattente dell’opposizione che si allontana dagli scontri con l’esercito governativo; in basso a sinistra, una macchina da presa. L’Ap ha tuttavia ripreso una foto dove la telecamera è stata rimossa dopo un editing di Contreras. In un comunicato postato sul blog dell’agenzia il vicepresidente e direttore della fotografia Santiago Lyon spiega: ”La nostra reputazione è fondamentale, per questo abbiamo deciso di reagire con fermezza a un atto che viola il nostro codice etico. L’eliminazione di elementi dalle nostre fotografie è inaccettabile”. Per Contreras si tratta “di una decisione sbagliata presa durante l’editing. Potete scorrere i miei archivi e notare che è un caso isolato accaduto in un momento di grande stress”

Disoccupato? Racconta la vita con un click!

chicago-sun-times

Ne avevamo parlato qualche giorno fa: il Chicago Sun-Times ha licenziato 28 fotoreporter per tagliare i costi in tempo di crisi e far uso di risorse esterne, più economiche, e di quelle interne: i reporter scatteranno da soli le immagini per i loro pezzi.  Ora, di disoccupati ce ne son molti e il numero continua a salire, però non tutti sono in grado d’immortalare in modo incisivo la loro condizione. Rob Hart, senza lavoro da una settimana, ha deciso di raccontare, con immagini e messaggi visivi, la sua nuova vita. Decano della fotografia, professore di fotogiornalismo alla Medill School of Journalism e autore di scatti non solo per il Chicago-Sun, ma anche per Usa Today, New York Times, Miami Herald, Rob ha deciso di aprire una sua pagina Tumblr e sfidare i nuovi “iPhonereporter” sul loro stesso campo. Come lui stesso ha scritto sulla sua pagina: “Rob Hart è stato sostituito da un reporter dotato di iPhone, per questo ha deciso di documentare la sua nuova vita con un iPhone, ma con l’occhio di un fotogiornalista che sa raccontare storie per immagini”.

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I fotografi non servono più?

fotoreporter

La settimana scorsa il Chicago Sun-Times, secondo quotidiano più importante e l’ottavo quotidiano per copie diffuse degli Stati Uniti che nel corso della sua storia ha vinto otto premi Pulitzer, ha licenziato tutti i suoi 28 fotografi. Le immagini saranno scattate dagli stessi giornalisti e da dei fotografi freelance che dovranno anche girare i video. Tra le persone rimaste senza lavoro anche John H. White, che vi lavorava dal 1978 e vincitore di un Pulitzer per la fotografia nel 1982. Il quotidiano ha motivato la sua scelta spiegando che “sta evolvendo insieme ai suoi lettori” e che “di conseguenza dobbiamo modificare il modo in cui maneggiamo i contenuti multimediali, fotografia inclusa. Le fonti delle entrate del Sun-Times stanno cambiando rapidamente e il nostro pubblico cerca sempre più video insieme alle notizie. Abbiamo fatto grandi progressi nell’andare incontro a queste richieste e siamo concentrati nel diventare sempre più bravi a riportare le notizie con video e altri elementi multimediali”. Già sul piede di guerra il sindacato dei giornalisti di Chicago, a cui sono iscritti 20 dei 28 fotografi licenziati, che farà causa all’azienda. Il Chicago Sun-Times sta facendo i conti con il calo di investimenti pubblicitari e abbonamenti, con le nuove tecnologie e con la diminuzione delle vendite e questo appare solo come l’ennesimo dei tagli. Del resto che siano gli stessi giornalisti a scattare foto e girare video con gli smartphone è una richiesta sempre più diffusa e anche in Italia si stanno portando avanti trattative sindacali al riguardo e c’è un aspro dibattito in corso. Sa un lato i giornalisti diventano più “completi”, dall’altro il rischio è d’incappare in una mancanza di specializzazione che potrebbe danneggiare la qualità dell’informazione. L’esperto di giornalismo e nuove tecnologie Alan Mutter, ex caporedattore centrale del Chicago Sun-Times, si chiede: “continueremo ad avere molte foto, ci saranno sempre. Ma avremo ancora le grandi fotografie, le indimenticabili immagini iconografiche? Forse no”. Ci mancheranno, quelle grandi foto che facevano il giro del mondo, che viaggiavano in primo luogo sulla carta stampata e che, a distanza di decenni, ancora restano impresse nella memoria.

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