L’ultima Balotellata? Calci e pugni a un fotografo

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Balotelli e i suoi scatti d’ira, sul campo, ma spesso anche fuori dal terreno di gioco, tanto da aver coniato un nuovo termine: “balotellata”. Sembra che ieri sera l’attaccante del Milan Mario Balotelli è stato protagonista dell’ennesima lite – che secondo alcuni testimoni sarebbe poi sfociata in calci e pugni ai danni di un fotografo nei pressi del ‘Covino’, nota discoteca di Santa Margherita Ligure.Balotelli indisponibile per la partita Samp-Milan, aveva deciso di andare in Liguria per assistere a una partita del Bogliasco, squadra dove gioca suo fratello Enoch Barwuah poi la sera è andato a cena con la fidanzata Fanny e alcuni amici. Qui avrebbe avuto da ridire con un paparazzo che voleva fotografarlo nonostante il giocatore avesse detto di no. Poi si e’ recato in discoteca dove ha ritrovato lo stesso fotografo che avrebbe ripreso a fotografarlo. Da qui il battibecco che, secondo alcuni testimoni, sarebbe stato accompagnato da insulti e calci. Il fotografo ha chiamato i carabinieri che si sono recati in discoteca e hanno identificato sia Balotelli sia il fotografo. I carabinieri intervenuti sul posto hanno identificato Balotelli e il fotografo.

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Consigliere di minoranza vs comandante dei vigili: finisce a pugni

lite-cassino-tuttacronacaErano circa le dieci di questa mattina quando in Comune, davanti alla porta del sindaco di Cassino, in provincia di Frosinone, s’incontravano il consigliere di minoranza Vincenzo Durante e il comandate dei vigili urbani Giuseppe Acquaro. I due hanno prima iniziato a litigare e poi sono passati allo scontro fisico. Si sono calmati solo all’arrivo dei carabinieri, chiamati dalla segretaria del primo cittadino. Refertato al pronto soccorso Acquaro, mentre il consigliere è stato portato in caserma per capire le dinamiche dei fatti.

Insulti e minacce Kanye West e Kim Kardashian: il rapper stende un 18enne

kim-west-tuttacronacaE’ un 18enne il giovane che ha insultato e minacciato Kanye West mentre si trovava assieme alla moglie Kim Kardashian quando la coppia era appena scesa, come riporta TMZ, dal loro Hammer per entrare in una clinica per la fisioterapia. Oltre ai paparazzi i due si sono trovati anche il giovane che, da dietro una transenna, ha iniziato ad insultare il rapper con espressioni razziste e omofobe oltre a minacciare di morte sua moglie. Nonostante non ci abbiano fatto molto caso, in seguito  se lo sono ritrovato davanti nella sala d’attesa del centro e a quel punto Kanye West non ci ha visto più e ha iniziato a colpirlo con dei pugni finchè il giovane non si è trovato a terra. Il 18enne ora potrebbe anche venire denunciato. “Abbiamo registrato tutto”, ha aggiunto la Kardashian prima di andare via.  Non è la prima volta che Kanye West si rende protagonista di un’aggressione: già nello scorso luglio aveva picchiato un fotografo.

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Il ritorno del conte nero, le stelle ninjia sono di Piccolomini

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Il Conte Nero, ovvero Ranieri Adami Piccolomini, che sin dalla fine degli anni ’90 si era reso protagonista di alcuni episodi di cronaca nera. L’ultimo è successo a Trastevere: coltellate con stellette ninja e pugni ai passanti, in una domenica sera agitata per il “Conte nero”, 38 anni, discendente di papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, pontefice dal 1458 al 1464.

Piccolomini ha aggredito e ferito alla gola, usando una stelletta ninja a quattro lame, un pensionato romano di 75 anni, in piazza De’ Renzi a Trastevere. Poi, non pago, ha dato un pugno in Piazza San Cosimato a un sardo di 52 anni, spaccandogli uno zigomo.

Scrive Rinaldo Frignani sul Corriere Roma:

“Il 75enne è stato ricoverato in osservazione al Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina con una ferita da taglio alla gola. Secondo i poliziotti che hanno poi fermato il «Conte nero» portandolo negli uffici del commissariato Trastevere, ha rischiato di morire: la lama si è fermata a pochi millimetri dalla giugulare. Meno grave il cinquantenne di origine sarda che è stato medicato al pronto soccorso e poi dimesso.

Il 29 aprile scorso Piccolomini – appassionato di culturismo e boxe, con un passato vicino agli ambienti di estrema destra e nel 1996 prosciolto dall’accusa di omicidio a Viterbo, quello di Paolo Segatori, assassinato con 20 coltellate – venne fermato dai carabinieri per aver aggredito in piazza di Santa Maria in Trastevere un turista tedesco e un trentenne lucano che si trovavano seduti davanti alla basilica. Nell’aprile dello scorso anno il «Conte nero», accusato in passato anche di maltrattamenti in famiglia ed evasione dai domiciliari nella sua abitazione a Centocelle, ha preso a pugni un ambulante bengalese in via dei Crociferi rompendogli il naso. Poche settimane prima aveva fatto lo stesso con tre connazionali, venditori di rose, in vicolo del Cinque.

«Mi stavano antipatici, non li sopportavo più», si era giustificato con i carabinieri. Ma allora aveva agito a mani nude. Domenica sera invece i poliziotti hanno trovato la stella ninja, con una lama da sette centimetri, usata per colpire i passanti. Anche questa volta un vero motivo non c’era.

Violenza parlamentare: Luca Barbareschi picchiò Filippo Roma

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La violenza non è mai giustificabile, ma se a  causare una rissa è un parlamentare allora lo shock è doppio, perché nell’immaginario collettivo, il politico seguita a essere, nonostante tutto, un modello di esempio e di guida per la nazione. Vedere quindi un parlamentare esprimersi a calci e pugni mortifica questa idea. Che poi la provocazione ci possa essere stata questo è indubbio, ma viene lecitamente da domandarsi se un politico può permettersi di perdere il controllo così facilmente. I fatti andati in onda ieri sera a Le Iene si riferiscono a giugno 2012 quando Barbareschi, eletto nel Pdl e poi migrato nel Fli totalizzò il 100% di assenze. Così Filippo Roma e la sua troupe, indagando sui motivi di tale assenteismo, decisero di fare irruzione prima sul set del film “Mi fido di te”, destinato alla Cina e poi a Filicudi dove Barbareschi trascorreva le ferie. Ed è sull’isola che il parlamentare reagisce in modo violento, anche davanti agli occhi della figlia,  insultando l’inviato Roma “Lei non è un giornalista, lei è un cretino. Ha spaventato una bambina. Vai via idiota”. In particolare Barbareschi contestava agli operatori di aver ripreso sua figlia, ma per protestare malmenava un’operatore e un giornalista. Ieri sera, dopo una serie  di querele e contro querele, per decisione dei giudici che in un primo momento avevano bloccato la messa in onda del video, è stato possibile vedere la reazione di Barbareschi. Immagini che possono aver fatto male all’Italia intera che ancora una volta è vittima di spettacoli di violenza indegni di un paese democratico e civile.

Terrore a Roma: al Tuscolano il bus diventa un ring

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Un ritorno dalla discoteca turbolento e un autobus che diventa un ring. A via Tuscolana, zona semiperiferica di Roma un conducente ha fermato una volante impegnata nei consueti servizi di controllo del territorio, e si è fermato chiedendo aiuto. Gli agenti hanno infatti notato una rissa generata da tre ragazzi. I passeggeri erano attoniti e spaventati mentre gli agenti cercavano di riportare alla calma i tre giovani. In particolare  un italiano di 21 anni, ha reagito con particolare violenza ai tentativi dei poliziotti di calmarlo ed evitare che si scagliasse di nuovo contro i suoi avversari, arrivando a colpire gli agenti con alcune gomitate al volto ed a mordere il dito indice di uno di loro. Alla fine, anche con l’intervento di un altro equipaggio, gli agenti sono riusciti a bloccare i giovani. Oltre all’italiano, sono stati identificati un cittadino angolano di 26 anni ed un 17enne, anch’egli straniero. Per loro è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria. Tutti e tre dovranno ora rispondere dei reati di rissa ed interruzione di pubblico servizio, mentre il 21enne italiano dovrà rispondere anche del reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Imprenditore picchia convivente: il pranzo non era pronto!

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Violenza contro la convivente da parte di un piccolo imprenditore edile 56enne di Montebelluna (Treviso) aggravato dai futili motivi: sembra infatti che l’uomo al rientro dal lavoro non abbia trovato il pranzo pronto in tavola. Questo fatto, insieme a una buona dose di alcol avrebbe mandato in escandescenza l’uomo che avrebbe pesantemente insultato, schiaffeggiato e sbattuto contro un muro la compagna di 32 anni. Ma questo sarebbe stato, secondo il racconto della vittima solo l’atto finale di una serie di violenze già subite dalla donna. I due erano andati a convivere lo scorso anno, e subito erano iniziate le liti. Alcuni mesi fa la 32enne poi aveva ricevuto una telefonata da una donna che l’informava di avere una relazione con il 56enne. Così la donna aveva interrotto il rapporto ed era tornata dai genitori. L’uomo si era presentato dando in escandescenze e  alla fine, aveva   convinto la compagna a ritornare insieme. Lo scorso giugno, un nuovo eccesso d’ira: il 56enne afferra la partner al collo e la prende a schiaffi. La 32enne lo abbandona una seconda volta. Una decina di giorni fa, però, di fronte alle promesse di cambiamento acconsente a riprendere la convivenza. Ora l’uomo è stato arrestato grazie alle nuove norme contro la violenza su le donne.

Vacanze nel sangue: stuntman picchia un vicino

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A Torvajanica uno spazio condominiale era diventato un giardino privato dopo che l’appartamento, sul lungomare delle Meduse, era stato affittato per le ferie a una famiglia romana di villeggianti, una coppia con una figlia ed alcuni loro conoscenti.  Le liti con i vicini erano frequenti fin quando ieri uno stuntman romano, di 35 anni, è stato arrestato dopo aver pestato un vicino che si era opposto alla sua ‘prepotenza’ e alla volontà di appropriarsi degli spazi comuni: le sdraio e una piscina fuori terra dove spesso venivano allestiti mini-party per la sua famiglia e per gli amici. Discussioni e occhiatacce proseguivano da tempo, in particolare con la famiglia di un inquilino 50enne che vive in quel posto da anni con la moglie. Ma lo stuntman romano ormai sembrava essersi calato a tutto tondo nella parte dello spaccone menefreghista. Fin quando ieri un imprevisto ha scatenato la lite: il 50enne ‘colpevole’ di aver pestato un piede ad un amico del 35enne è stato punito. I due sono venuti alle mani. Nella lite sono rimaste coinvolte anche le rispettive mogli che inveivano tra loro, ma i mariti si sono sfidati in uno scontro fisico sul pianerottolo, davanti alle stesse consorti. Lo stuntman ha avuto la meglio, ma poco dopo è arrivata la polizia. Gli agenti hanno trovato la vittima sanguinante in terra e le macchie di sangue sulle scale.
L’uomo è stato trasportato in ospedale con 30 giorni di prognosi per ferite soprattutto al volto, mentre la moglie, che aveva già problemi di salute, ha avuto un malore. Il 35enne, che ha anche precedenti, è stato arrestato dalla polizia per lesioni aggravate ed la dependance improvvisata nel cortile condominiale è stata rimossa.

  

Anziano fa avances a ragazzini e loro lo picchiano

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E’ successo ieri pomeriggio nei giardini di via Fabio Filzi, a Quinto, nel levante di Genova. Un pensionato di 73 anni ha fatto delle avances sessuali ad un gruppo di ragazzini che lo hanno poi preso a calci e pugni. L’anziano ha riportato una prognosi di 25 giorni dopo che si era recato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino. E’ stato qui che l’anziano ha confessato di aver avvicinato un gruppo di ragazzini che stavano chiacchierando su una panchina e poi ha chiesto loro di avere un rapporto orale a pagamento. A quel punto è scattata la reazione dei ragazzi che lo hanno pestato.

Verona violenta, arrestati i nomadi che terrorizzavano la città

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Aggressioni violente, pestaggi, lesioni e tentato omicidio… con quale scopo? Nessuno! Persone scelte a caso per un “puro divertimento sadico”. Per mesi Verona è rimasta attonita davanti alla brutalità della “banda dell’Arancia Meccanica” che ha seminato paura nelle strade proprio come nel film di Stanley Kubrick… peccato che non fosse un film e le vittime portano ancora i segni di questa violenza gratuita, compreso chi ha subito lo sfondamento della scatola cranica con una mazza da golf. Gli autori ora sono stati arrestati la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Verona: sei nomadi provenienti da un campo Sinti, tra essi anche un minore. I raid sono avvenuti tra febbraio e marzo non potranno essere dimenticati proprio per la brutalità con la quale si è minata la tranquillità sociale.  Il caso dell’atleta, uscito dalla palestra, e picchiato selvaggiamente mentre si accingeva a lasciare con la sua macchina il parcheggio ha terrorizzato i veronesi, così come i  tre giovani che, stazionavano fuori da un bar.  Uno di questi ragazzi  è stato assalito mentre stava andando alla sua macchina e gli altri due, che hanno tentato di soccorrerlo, hanno ricevuto una scarica di bastonate, pugni, calci dagli aggressori che si sono serviti, senza risparmiarsi, di una mazza da golf, spezzatasi poi in due per la violenza con cui è stata usata. Finiti in ospedale, due hanno avuto una prognosi di 40 giorni. Ben più gravi le condizioni del terzo che è stato operato alla testa e l’applicazione di placche per l’affondamento della scatola cranica facciale sinistra.

Stessa sorte ha subito un altro veronese: fermo con la sua auto ad un semaforo rosso, è stato affiancato da un altro veicolo dal quale sono usciti in quattro. Prima hanno battuto con le mani e i piedi la carrozzeria e i vetri della macchina, tentando di aprire la portiera. Non riuscendovi hanno sfondato il lunotto lanciando una chiave inglese che ha colpito la vittima. L’uomo è stato poi tirato fuori dalla macchina e picchiato brutalmente. Ad assistere alla scena un immigrato che ha tentato di fermare il pestaggio ignaro di ciò che lo avrebbe atteso: sul posto è infatti sopraggiunta un’altra auto con i rinforzi, altri quattro “drughi” che si sono accaniti sui due malcapitati, lasciandoli poi esanimi sull’asfalto.

Davanti a tanta violenza si può ancora auspicare che i cittadini possano piegarsi all’ideologie del governo che auspicano l’integrazione imponendola con la forza o invece andrebbe prima di tutto fatto un programma serio per considerare chi in questo paese ci vuole lavorare e contribuire alla crescita e chi invece ne vuole approfittare e fare terra di violenza in cui il controllo del territorio è in mano a bande?

Rissa al matrimonio per un pezzo di pollo!

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Una rissa che ha viste coinvolte cinque o sei persone e che ha richiesto l’intervento della polizia di Norfolk, in Inghilterra orientale.  Krystel Coleman, 29 anni, ci ha rimesso il naso e due occhi neri dopo che lo zio, Curt Hughes, 53 anni, l’ha colpita violentemente al volto. Non è andata meglio neppure alla madre della sposa  Lisa Coleman, 47 anni, che si è ritrovata a terra dopo una violenta colluttazione. Il giorno più bello della sua vita  Karyssa Coleman l’ha passato in ospedale con la sorella e tutto è iniziato per accaparrarsi l’ultimo pezzo di pollo. Da quanto tempo erano a digiuno?

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Torturato a 10 anni dai bulli!

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Ha appena 10 anni la vittima “torturata” da una decina di compagnia che frequenta la scuola “Andrea del Sarto” di Firenze. Il bambino sarebbe stato legato e picchiato con calci, pugni, morsi e pesantemente offeso durante la ricreazione. Sul suo corpo sono state trovate le tracce delle violenze subite. Il bambino mostrava problemi di sonno e attacchi di panico. Il corpo insegnante dove era durante la ricreazione? Un bambino che torna in classe evidentemente scosso non lo si nota?

 

Follia a Napoli: nigeriano picchia un cane, bastona il padrone e morde gli agenti

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Ieri pomeriggio, in via Orsi, una strada centrale del Vomero, a Napoli, un nigeriano di 30 anni senza fissa dimora e che sopravvive vendendo fazzoletti, senza alcun motivo apparente ha iniziato a colpire un cagnolino che si trovava al guinzaglio del suo padrone. Quando il proprietario ha reagito, l’aggressore ha raccolto un bastone da terra e si è avventato sull’uomo colpendolo al volto. Una pattuglia della Polizia municipale è giunta sul posto proprio in quel momento ma il nigeriano non ha desistito, anzi, la sua furia si è scatenata quando, tra i curiosi che assistevano alla violenza, qualcuno lo ha apostrofato negativamente. Al colmo della follia, il 30enne si è scagliato contro gli agenti. Poco dopo è sopraggiunta anche una pattuglia della polizia di Stato: i due nuovi arrivati, che volevano aiutare i colleghi della municipale, sono stati presi a loro volta a morsi, riportando ferite al volto e al collo. Il nigeriano è stato arrestato solo grazie all’intervento di altri agenti. Per i due poliziotti feriti è stato invece necessario il ricovero all’ospedale Cardarelli.

Giulia Spinello: l’ultimo saluto oggi a Santa Giustina in Colle

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E’ stata una giornata di lutto cittadino oggi, a Santa Giustina in Colle, nel Padovano, per i funerali della studentessa 21enne Giulia Spinello. La madre, dal pulpito, ha parlato alla gente che gremiva la chiesa: “Se avete conosciuto Giulia non piangete, il suo sorriso vi incoraggerà a sorridere ancora”. Le persone hanno seguito la celebrazione anche all’esterno, su un maxischermo, mentre all’ingresso della chiesa del paese è stato allestito un collage di foto della ragazza. Sopra la bara è stata appoggiata una camicia e un fazzolettone degli scout, gruppo in cui Giulia era molto attiva. Nel frattempo, il Comune ha annunciato che una delle sale della biblioteca del paese sarà intitolata alla giovane prematuramente e barbaramente scomparsa. Nel frattempo sono emersi nuovi, inquietanti dettagli su quel drammatico incidente, causato da una donna di 62 anni sotto l’effetto di psicofarmaci che, ha raccontato ai carabinieri, non si è accorta di quanto stava accadendo. chi ha visto tutto è stato un testimone, che ha visto l’auto sfrecciare ad una velocità che si rietiene essere di 100 km all’ora. Ma quello che è inquietante sono i bozzi che gli investigatori hanno trovato all’esterno dell’auto e che lasciano capire che Giulia non è morta al momento dell’impatto ma, con il polso destro incastrato tra il cofano e il fanale anteriore destro della Jeep Grand Cherokee che le è venuta addosso mentre camminava lungo il ciglio della strada in senso opposto di marcia, ha cercato di attirare l’attenzione della donna che ora è agli arresti domiciliari. Ma oggi non ci sono altre parole da aggiungere, solo un’ultimo saluto a Giulia e al suo sorriso.

GRANDE MARTA GRANDE!

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«Massima solidarietà al ragazzo picchiato». Così il Movimento Cinque Stelle Roma commenta su Twitter la notizia che ha visto protagonista la giovane deputata grillina, originaria di Civitavecchia, Marta Grande, riuscita, con una chiamata alla Polizia, a far arrestare l’aggressore di un ambulante bengalese che era stato insultato e colpito con calci e pugni. La deputata, tra i primi soccorrittori della vittima, ha chiamato le forze dell’ordine raccontando quanto accaduto durante il pestaggio.
Gli investigatori sono riusciti così a individuare l’autore dell’aggressione, un diciassettenne, che è stato denunciato.

Sarà una prova per non veder più scritte che annoverano il M5S come movimento fascista o nazista?

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