Rubygate: il Cavaliere disarcionato dalla magistratura

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Concussione per costrizione: pena 7 di reclusione. Interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. 

Dopo una camera di consiglio infinita è arrivata la sentenza di condanna. Ora la partita si giocherà fuori dalle Aule del tribunale tra il Parlamento e i Media dove Berlusconi dovrà ancora una volta usare le sue armi da abile stratega per convincere i suoi elettori dell’errore giudiziario e della sua innocenza che è stata trasformata in colpevolezza da chi ha voluto minarlo a livello politico e internazionale. Il colpo al governo c’è anche se si cercherà in qualche modo di attutire i danni, ma sicuramente l’Italia dopo questa condanna deve temere le mosse del Cavaliere che, non avendo più nulla da perdere, può muoversi liberamente senza più nessuno scrupolo. Quale sarà il prezzo dell’Italia per la condanna a Berlusconi? Quanto peserà sul governo? Quale sarà la prossima mossa dell’ex premier? 7 anni in Tibet per Berlusconi?

Le tv pronte a cambiare palinsesto dopo sentenza Ruby?

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Fonti vicino al Cav. lo descrivono di pessimo umore e pronto al peggio «tanto già so come finisce, finisce male… Io non ho fatto nulla, niente di male, questo processo non sta nè in cielo nè in terra, ma siccome vogliono farmi fuori dalla scena politica, approfitteranno anche di questa occasione». Berlusconi, nel processo che ha frantumato la sua immagine internazionale, sembra ormai rassegnato a dover fare i conti mediaticamente e politicamente con questa condanna. Avrebbe già annunciato un suo ritorno in tv, dopo il lungo silenzio, per spiegare «come stanno le cose», la posizione sua personale e del Pdl rispetto al momento, allo stato del Paese, all’economia, al governo e magari anche alla giustizia. Difficilmente questo accadrà oggi, magari si preferirà far decantare per qualche giorno la sentenza e poi tornare a ribadire la sua versione dei fatti.

Tuttavia sembra che i palinsesti televisivi siano pronti a cambiamenti se l’ex-premier volesse fare dichiarazioni o interviste.  Le tv internazionali sono già schierate davanti al palazzo di giustizia e sperano di poter trovare l’esclusiva all’ultimo momento.

 

Partita Iva per le prostitute: la proposta che arriva dal Pd

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La senatrice Pd Maria Spillabotte propone d’introdurre la Partita Iva per le prostitute: le professioniste del sesso a pagamento s’iscrivano alla Camera di Commercio, con tanto di partita Iva, e si dotino di un certificato di qualità e di patentino. Inoltre  ci sarebbe il via libera anche a delle cooperative in cui le prostitute si possano riunire per esercitare insieme. La senatrice, secondo quanto si apprende dal settimanale di Frosinone “Qui Sette” al quale ha rilasciato un’intervista, ha chiesto anche la depenalizzazione della “prostituzione volontaria e donne impresarie di se stesse”. Secondo la senatrice del Pd, infatti,

“sulla prostituzione si deve superare un tabù e decidere di governare il fenomeno. Una regolamentazione è necessaria perché con la mancanza di regole o, peggio, con la proibizione, si produce solo una sostanziale indifferenziazione tra libere scelte di autodeterminazione e prostituzione coatta, sfruttata e gestita dalle organizzazioni criminali di tutto il mondo”.

Prostitute ritratte sui muri: la nuova campagna argentina

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In Argentina non può essere ignorato il fatto che l’87% delle prostitute siano anche madri single ed è per questo che l’Anmar, Asociaciòn de Mujeres Meretrices de la Argentina, un’associazione molto simile a un sindacato, ha creato una campagna singolare che fa bella mostra di sè sui muri di Buenos Aires. Nella capitale, infatti, sono apparsi degli “stencil” che ricordano lo stile di Bansky al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di vita di queste donne e madri. Sono 19 anni l’Anmar è impegnata nella lotta per cambiare l’attuale legislazione argentina permettendo alle prostitute di registrarsi presso gli uffici competenti, pagare le tasse e ottenere una pensione. In questo Paese la prostituzione è legale, purchè non ci sia la mediazione di un protettore, tuttavia queste donne sono prive di di tutela e assistenza da parte dello stato. E proprio per questo si è voluto “renderle parte” della vita della città ritraendole. “Volevamo mostrare che prima di tutto siamo tutte donne, madri e lavoratrici ancora prima di essere delle prostitute – spiega Georgina Orellano, attivista di Ammar – Le leggi devono proteggerci, non emarginarci. C’è una parte della società che non può scegliere. La governante sceglie di fare quel lavoro? Le prostitute non sono differenti. Usano il proprio corpo per lavorare, come fanno tutti. Non è una scelta facile, ma spesso è l’unica cosa che possiamo fare”.

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La crisi che si abbatte sul vizio… arrivano i microcrediti per la squillo!

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E’ davvero incredibile il risultato a cui è arrivata la ricerca su ‘I costi dell’illegalità’ – realizzata dal professore della Luiss Antonio La Spina per la Fondazione Rocco Chinnici, con la collaborazione della Compagnia di San Paolo e il Comune di Genova – che avrebbe rilevato come l’usuraio sia diventato fondamentale nell’ambito del microcredito per concedersi una prostituta a fine mese. I soldi non bastano, ma chi è un frequentatore assiduo o un cliente fisso delle prostitute di Genova certo non rinuncia per la mancanza di soldi a questo “vizio”. Sono sempre di più coloro che si rivolgono allo strozzino chiedendo un prestito per poter passare la serata con una squillo. Uno dei ricercatori, Giovanni Frazzica, ha detto:  Molti intervistati ci hanno anche raccontato che ormai moltissimi clienti a fine mese non hanno più i soldi per pagare le lucciole. Così sono loro stesse a indicare ai clienti le famiglie a cui chiedere i soldi, 50 o 100 euro. Prestiti che ovviamente vengono concessi a tassi da usura”.

L’altra faccia del “vero amore”!

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La rete si scatena e ironizza sulle parole della Minetti al processo di Ruby. La “confessione -dichiarazione” della Minetti in Aula non poteva passare inosservata ed ecco che quell’ “Amavo Berlusconi, avevamo una relazione”, diventa il tormentone della rete. Su Twitter come su Facebook in poche ore si scatenano gli utenti:

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“Amavo Berlusconi”: la Minetti torna in aula

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Nicole Minetti parla nell’aula del tribunale di Milano dove si svolge il processo Ruby bis che la vede imputata, assieme a Emilio Fede e Lele Mora, per favoreggiamento induzione alla prostituzione e per il quale la pubblica accusa ha chiesto una condanna a sette anni. Oggi si è presentata per le dichiarazioni spontanee affermando: “Amavo Berlusconi, avevamo una relazione”. Ha poi proseguito: “Tengo a precisare che il mio è stato un sentimento d’amore vero per Silvio Berlusconi” ha sottolineato, ribadendo più volte che lei non ha mai “introdotto” le ragazze ad Arcore nè gestito “nulla”. La Minetti ha poi denunciato una “aggressione mediatica seguita da una ondata di disprezzo” e una “campagna di odio e diffamazione senza precedenti nella storia d’Italia”, confessando che sta continuando a ricevere “minacce, anche nei confronti della mia famiglia e devo convivere con la paura”. Ha anche parlato del suo ingresso in politica, spiegando che fu don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele, a volere la sua presenza nel consiglio regionale lombardo. “Il presidente Berlusconi mi disse che don Verzè avrebbe avuto piacere ad avere un rappresentante dell’istituto in consiglio regionale, io accettai con gioia e inconsapevolezza, ma a quel ruolo non ero pronta”.

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Berlusconi tuona contro i pm

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Bisognerà attendere il 12 luglio per avere la sentenza nei confronti di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, imputati a Milano per il processo “Ruby 2” e per i quali sono stati chiesti oggi 7 anni di carcare. A quella data infatti è fissata l’ultima udienza, riservata alle eventuali repliche ed alla camera di consiglio. Nel frattempo, Berlusconi ha manifestato i suoi pensieri circa la riquisitoria odierna. “Le argomentazioni utilizzate dai Pubblici Ministeri Milanesi nel processo Minetti, Mora, Fede, in relazione a quanto sarebbe accaduto nella mia casa, sono quanto di più lontano dalla realtà sia possibile immaginare”, ha affermato il Cavaliere. “Decine e decine di testimonianze hanno asseverato la assoluta normalità delle cene presso la mia residenza e la totale assenza di qualsiasi connotazione men che corretta. La fantasia dell’accusa – sottolinea l’ex premier – appare davvero senza confini e si spinge ad una patologia giuridica che non può che destare indignazione e preoccupazione. Sono certo che la forza della verità dimostrerà la totale infondatezza di tali incredibili ed inaccettabili ricostruzioni”.

Processo Ruby, la requisitoria. La Minetti compì “atti sessuali retribuiti”

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Nicole Minetti non ebbe solo un ruolo di “intermediazione”, ma partecipò alle feste di Arcore “compiendo anche atti sessuali retribuiti”. A dirlo è stato il pm Antonio Sangermano in uno dei passaggi della sua requisitoriaal processo sul caso Ruby a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Riguardo gli altri due imputati, il magistrato ha affermato che, come “due sodali”, “saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l’esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby”. Riguardo alle ragazze, entrate nel “complesso sistema prostitutivo”, sarebbero state “assatanate di soldi”. Il pm ha anche letto alcune intercettazioni di dialoghi tra giovani che hanno partecipato ai presunti festini a luci rosse e che, secondo il magistrato, “volevano ottenere vantaggi economici e di carriera ed erano disponibili a fare sesso a pagamento”. Sono questi alcuni dei passaggi chiave di una requisitoria durante la quale il pm ha anche ricostruito l’inizio delle indagini sul caso Ruby: “Abbiamo ricevuto una macroscopica notizia di reato, riguardante una ragazza minorenne che girava per le strade di Milano con pacchi di denaro, che frequentava alberghi di lusso, che viveva con una prostituta e andava a casa di un uomo ricco e potente da cui diceva di ricevere denaro dopo essere fuggita da una comunità”. “C’e’ qualcuno che, indossando come noi la toga, a fronte delle dichiarazioni di una minorenne, delle oggettive anomalie della notte del 27 maggio 2010, che sentendo Lele Mora dire nelle telefonate di inghindarsi con biancheria intima e la Minetti retribuire le ragazze, c’e’ qualcuno, ripeto, che avrebbe riattaccato la cornetta e si sarebbe tappato le orecchie senza indagare?”. E’ così che il pm di Milano Antonio Sangermano ha sottolineato che “la legge impone di indagare ed esercitare l’azione penale”. Sangermano, riguardo a Ruby, ha parlato di “immaturita’ e vulnerabilita”, ricordando che, durante la sua testimonianza “si e’ contraddetta” e aggiungendo: “l’unico dato certo e’ che Ruby ha sempre negato di essersi prostituita e di avere avuto rapporti a pagamento con Silvio Berlusconi”. Ha quindi proseguito: “Come in un videogame Ruby ha calato persone vere e immaginarie tentando una impresa ragguardevole: discreditare se stessa miscelando verita’ e bugie” e dire di avere inventato “cavolate”. Sempre nel corso della requisitoria del cosiddetto Ruby 2, il pm ha spiegato che Emilio Fede fu colui che “portò ad Arcore” Ruby e “da quel momento in poi, Mora ebbe il compito di prendersene cura” aggiungendo che, nel selezionare le ragazze da “immettere nel circuito prostitutivo delle serate di Arcore”, erano come “assaggiatori di vini pregiati”. Ma “gli eventi organizzati ad Arcore avevano certamente una natura prostitutiva” e quindi “Il bunga bunga non e’ il parto della torbida mente degli inquirenti, ma un contesto dell’ attivita’ di prostituzione”. Parlando di Nicole Minetti, inoltre, Sangermano ha spiegato che non ebbe solo un ruolo di “intermediazione”, ma partecipo’ alle feste di Arcore “compiendo anche atti sessuali retribuiti”. In seguito, il procuratore aggiunto di Milano Piero Forno ha ha parlato di “ambiente orgiastico” e nel descrivere le feste nella villa di Silvio Berlusconi le ha paragonate a una “orgia bacchica”. Lo stesso ha poi formulato la richiseta di pena: sette anni per Fede, Minetti e Mora. Il pm ha inoltre chiesto che i tre imputati siano condannati a una multa di 35 mila euro ciascuno. Le accuse sono di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile in quanto alle feste nella residenza milanese di Silvio Berlusconi partecipava, questa è l’ipotesi, anche Ruby quando era minorenne. Nella sua requisitoria ha citato anche Veronica Lario, la ex moglie di Silvio Berlusconi. Il pm ha ricordato quando nel 2009, prima di chiedere la separazione dall’ex premier, dichiarò che ”per la sua dignita’ non poteva tollerare un sistema in cui le vergini venivano date in pasto per la loro ambizione e i lori interessi”.

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Prostituirsi dopo aver perso il lavoro… la crisi avanza in Italia

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Una 45enne della provincia di Rovigo si prostituiva a Vicenza dopo aver perso il lavoro a fine del 2012.

«Prostituirsi è la cosa più brutta che può capitare a una donna… Ma se vuoi mangiare». Così ha raccontato la donna la sua esperienza, affermando anche di aver scelto di svolgere l’attività lontano da casa per paura di essere riconosciuta. La palazzina era stata notata da molti abitanti della zona per gli strani movimenti. Insieme alla 45enne c’erano altre donne che come lei svolgevano quel lavoro per esigenze economiche, anche se nell’ultimo periodo nonostante i diversi annunci pubblicati in internet il lavoro era calato. La crisi era arrivata anche nel loro settore. Ora è stata avviata anche un’indagine per favoreggiamento alla prostituzione ed è stato posto sotto sequestro l’appartamento in cui sono state rinvenute confezioni vuote di preservativi e cellulari con le utenze pubblicizzate nei siti specializzati.

Paura di passare inosservati? La Tommasi ora twitta anche Vieri!

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Andy Warhol aveva detto che nel futuro avrebbero avuto tutti 15 minuti di notorietà… ignorava però l’avvento dei social networks e non ha preso in considerazione che il bisogno di apparire crea dipendenza. Tutto questo sembra convergere in Sara Tommasi che negli ultimi giorni cerca di aggrapparsi con tutta se stessa alla rete per far parlare di sè. Ha pubblicizzato il suo porno sull’account del Papa, se l’è presa con la magistratura “rea” di aver rovinato la sua amicizia con Balotelli e Berlusconi, ora sembra invece voler rivangare vecchie storie. Ecco quindi che tira in ballo Bobo Vieri con un cinguettio: “@vieri_bobo Ciao boboneeeee! Perche’ mi hai bloccata? Hai paura che racconti le nostre avventure? :):):)”. Eccola quindi che rispolvera le voci che l’hanno voluta causa della rottura tra il calciatore e Melissa Satta a causa del suo rapporto con il bomber. Il nostro applauso a Bobo per averla bloccata: l’uccellino di Twitter ha ali che possono farlo volare più in alto!

Sara Tommasi “mi fa schifo la magistratura”, possiamo tollerare?

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La showgirl prima redenta, poi fidanzata e ora di nuovo pronta per il mondo del porno se la prende con la magistratura italiana: “Mi fa schifo” il suo duro commento. “Per colpa di chi ha pubblicato i miei sms si è spezzata la mia amicizia con Mario (Balotelli) e Silvio (Berlusconi), anche se con Silvio mi sento ancora, per interposta persona”. Peccato che la magistratura si sia intromessa nel triangolo magico… Ma che belle frequentazioni ha il Cav, anche le attrici porno? Ma non si era detto che era un burlesque? Gli manda il dvd? Ma un po’ di sano senso del limite la Tommasi non lo ha proprio?

Intercettazioni “hot” tra Balo e Tommasi!

balotelli mario-sara tommasi

Spuntano fuori i contenuti delle intercettazioni tra Mario Balotelli e Sara Tommasi. Lui decise di non incontrarla più per i suoi rapporti con Silvio Berlusconi. Era il 22 gennaio del 2011, In quel periodo Berlusconi lo giudicava con queste parole: “Balotelli? Non mi convince come uomo“. Parlando al telefono con la Tommasi, Balotelli viene intercettato dalla Polizia napoletana nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione.da parte di Giampaolo Tarantini. Balotelli: “Entri anche tu nel casino di Berlusconi? perchè in questo caso non ti voglio”. Lei risponde che tutte le donne dello spettacolo passano per la casa di Berlusconi e che circa un anno fa Tarantini ve la condusse insieme a Belen Rodriguez.

Abusi su minore… condannato parroco a 9 anni!

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I giudici della Corte d’appello di Genova hanno confermato la condanna a 9 anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione di carcere per Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina. E stata invece ridotta (da 5 anni a 4 anni e 8 mesi) la pena per l’ex seminarista Emanuele Alfano, che era accusato di induzione alla prostituzione minorile.

L’arte della prostituzione

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Si tratta di numeri record quelli delle gemelle Fokkens Louise e Martine! Le due sorelle, 70enni, prostitute da quando avevano 20 anni, con oltre 355mila uomini in una carriera durata 50 anni, sono diventate delle stars! Prima la loro storia è stata raccontata in un documentario, del 2011, dal titolo si raccontano in un documentario«Meet the Fokkens», di Gabriëlle Provaas e Rob Schröder, in cui viene narrata la prostituzione ad Amsterdam, nel vecchio stile, quello più “ingenuo” e “genuino”, tra libertà e allegria. Quello in cui ancora non era entrata la mafia che spaventa e terrorizza le ragazze, quella criminalità organizzata che le rende schiave. Ora le due ex “ragazze”, si definiscono “troppo anziane per far sesso” e hanno deciso di godersi la pensione. Solo Martine, una volta alla settimana, continuava ancora a vedere uno dei suoi vecchi clienti. Un habitué. Ma, ormai, è «come andare a messa la domenica». La loro storia diventerà un libro dal titolo “Due vite in vetrina”.   
Sempre vestite di rosso o di rosa, le gemelle Fokkens iniziarono a prostituirsi quando avevano appena 20 anni. Una carriera cominciata sul marciapiede e finita in vetrina. Allora «la prostituzione non era ancora legale e il mercato del sesso non era ancora in mano alla mafia dell’Est Europa. Se all’inizio ci sedevamo in vetrina vestite, oggi sono tutte nude, le olandesi sono poche e c’è poco senso della comunità. Legalizzare le case chiuse non ha migliorato la vita delle prostitute, non ha senso vivere solo per pagare le tasse. Per questo molte ragazze oggi scelgono di lavorare da casa propria o su internet».

Nel 2011, il documentario «Meet the Fokkens», di Gabriëlle Provaas e Rob Schröder, le ha rese celebri. «La storia che volevamo raccontare», spiegano i due registi. «Louise e Martine sono due vere squillo vecchio stile di Amsterdam: libere, allegre e senza timore».

Berlusconi in ospedale nel giorno del processo di Ruby!

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I problemi di salute di Silvio Berlusconi “non sono un legittimo impedimento assoluto”: per questo il pm di Milano, Ilda Boccassini, ha chiesto ai giudici del processo Ruby di respingere l’istanza di rinvio dell’udienza, parlando di “un’escalation di certificati medici” per far slittare la requisitoria. I magistrati sono ora in camera di Consiglio, mentre il leader del Pdl è all’ospedale San Raffaele per l’uveite di cui soffre.

Berlusconi, che è imputato per concussione e prostituzione minorile, “ha un grave disturbo della vista”. Lo hanno riferito i suoi legali. Nel frattempo, i giudici del tribunale di Milano hanno sospeso l’udienza in attesa del fax che attesti il ricovero per l’aggravarsi dell’uveite.La malattia del leader del Pdl – che da tempo ha una forte congiuntivite e il distacco del vitreo, con la raccomandazione di non esporsi alla luce intensa – per il procuratore però non rappresenta un impedimento assoluto. Secondo il pm, i tre certificati medici con data 5, 6 e 7 marzo rilasciati dal San Raffaele rappresentano “un’escalation per far sì che l’udienza non venga svolta”.L’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha parlato di logica del sospetto da parte del pubblico ministero mentre l’altro difensore, Piero Longo, ha ricordato che i sintomi della malattia di Berlusconi evolvono quotidianamente. Nell’udienza di oggi è previsto il proseguimento della requisitoria del pm, mentre da calendario per il 18 marzo è prevista la sentenza. Già ieri Berlusconi aveva annunciato l’impossibilità di partecipare a un incontro previsto per oggi col premier uscente Mario Monti e alla riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl.

Ecco nei dettagli il BUNGA BUNGA!

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Erano tre le fasi che scandivano le serate ad Arcore secondo la ricostruzione del pm Sangermano: “La cena, che talora vedeva già contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non è un’invenzione ma è stato così definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano più espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica; la terza fase in cui alcune ospiti s’intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico, tanto da scatenare una competizione tra loro”.

Ruby, per la procura, “era parte integrante del sistema prostitutivo”. Il magistrato ha anche definito il ruolo di Nicole Minetti come “protagonista attiva delle serate di Arcore” e “che svolgeva un ruolo particolarmente delicato nell’ambito del procedimento compiendo ella personalmente atti prostitutivi prendendo denaro da Berlusconi” e “svolgendo un ruolo fondamentale ovvero l’attività di intermediatrice e agevolatrice dell’altrui prostituzione”.

Ancora un processo ancora per prostituzione! Strauss-Kahn indagato.

DSK, l’ex direttore del Fondo Monetario internazionale, finito nel registro degli indagati per sfruttamento della prostituzione nel giro di squillo legato all’Hotel Carlton di Lille, è stato ascoltato questa mattina in tribunale.prostitute-080211

Riapertura case chiuse? Trento ci prova!

 

Per liberare le prostitute dalla schiavitù, per avere dei controlli medici regolari e per fargli pagare le tasse!

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Sfruttamento della prostituzione: a Verona quattro night sotto sequestro

3 arresti per favoreggiamento e sfruttamento prostituzione

Operazione Damaris. Offrivano disponibilità di 18 ragazze, colombiane e dominicane, per cene d’affari.

Prostituta sì, ma solo per crescere il figlio!

Scoperta a Cuneo donna albanese che si prostituiva per riuscire a mantenere il figlio.

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Agente per modelle? No, istigatore alla prostituzione.

Jack Onion, “nome d’arte” di Giacomo Cipollone, è stato rinviato a giudizio. Il 5 aprile partirà il processo.

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Schiave del sesso: a Cuneo 4 arresti

Tre donne e un uomo nigeriano sono stati arrestati con accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione.

Taranto: Ennesimo caso di prostituzione-schiavitù e violenza

2 Nov, Taranto:  I carabineri hanno arrestato un romeno di trent’anni con le accuse di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione. L’uomo aveva segregato in un casolare una sua connazionale 18enne, madre di un bambino piccolo: la ragazza veniva picchiata e violentata più volte al giorno, e costretta a prostituirsi alla periferia del capoluogo jonico.

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