“Via l’India dall’Expo”: quell’Italia che si ribella per questione dei marò

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I due marò italiani restano in India e, dopo l’ennesimo rinvio della loro udienza, il loro caso si sta trasformando in una rissa nazionalistica, come dimostrano le centinaia di lettere e mail recanti offese e volgarità che arrivano all’ambasciata indiana a Roma, dove ieri è stata recapitata anche una busta contenente un proiettile. In India vedono l’azione di alcuni privati cittadini che si accaniscono contro l’ambasciata come una scelta di tutto il Paese e i media rafforzano l’idea. Il Times of India ha intitolato un pezzo: “L’Italia ora ricorre a tattiche di intimidazione” mentre una televisione ha aggiunto che “c’è stata una escalation nello scontro tra i due paesi e ora Roma ricorre a una tattica di intimidazione per ottenere la scarcerazione dei due militari”. Ma gli attacchi non si limitano all’ambasciata e ora è stato preso in mezzo anche l’Expo, con i capi lombardi di Fratelli d’Italia e di Forza Italia che hanno iniziato a lanciare un nuovo slogan: “Vietiamo all’India di partecipare all’Expo”. A sobillare FdI c’è l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa che vorrebbe far dimenticare le sue  responsabilità politiche nella legge che mise i militari a bordo delle navi mercantili senza le garanzie più opportune. Ma Fratelli d’Italia deve fare i conti con il presidente della Regione Roberto Maroni. Il leader leghista ha detto “di essere convinto che dobbiamo salvaguardare l’Expo rispetto alle altre vicende: quella dei marò è una vicenda grave, ma non deve portare a ripercussioni sull’Expo”. Anche il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala è contrario al boicottaggio proposto da La Russa e Riccardo De Corato: “La mia opinione è che bisogna essere freddi e lucidi. Il tema è di carattere politico e lo lascio alla Farnesina”.

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Ucciso lo zio di Lavezzi, shock nel Paris Saint Germain

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E’ shock nel Paris Saint Germain, dopo che si è appresa la nozia che lo zio di Ezequiel Lavezzi è stato freddato in Argentina, a Villa Gobernador Galvez, città della provincia di Santa Fe, con un proiettile alla testa.Erano le 7.45,ora locale, quando le forze dell’ordine hanno ricevuto la segnalazione sulla presenza di un cadavere non lontano dal corso del fiume Paranà e quando sono arrivate sul posto hanno identificato il corpo: Jorge Lavezzi, zio dell’ex calciatore del Napoli. Secondo una prima ricostruzione lo zio di Lavezzi, che operava nel settore ittico, sarebbe e stato aggredito da uno o più malviventi e colpito a morte mentre si trovava all’interno della sua auto.

Amara sorpresa per una bimba: ogiva di proiettile nel succo

succo-frutta-tuttacronacaIn una scuola elementare di Aversa, in provincia di Caserta, una piccola alunna di 8 anni ha trovato l’ogiva di un proiettile all’interno di un succo di frutta. La maestra ha immediatamente avvertito la polizia e i genitori della bimba, subito accompagnata  in ospedale per motivi precauzionali. Il commissariato di Aversa indaga per capire come il proiettile sia finito nel tertrapak contenente la bevanda.

Intimidazione al presidente Amt di Genova, proiettile in busta

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Una grave intimidazione ha subito il presidente di Amt di Genova, Livio Ravera. Una lettera, con minacce e proiettile calibro 45, a lui indirizzata è stata intercettata dal centro di smistamento postale dell’aeroporto a Genova. Nel messaggio è scritto: “Tagliamo te e tutti i supermanager saluti anche a B. e M. ladro”. L’assemblea dei lavoratori dell’azienda si “dissocia” pubblicamente da possibili intimidazioni. “I tranvieri – hanno detto dal palco – non fanno queste cose”.

 

Morte inspiegabile: baby sitter ferita e bimba uccisa in un parco

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Una tranquilla passeggiata che si trasforma in morte, quella di Londyn Samuels e della sua baby sitter 18enne che stavano attraversando un parco a New Orleans quando hanno sentto due spari. I proiettili hanno attraversato il corpo della baby sitter e poi hanno ucciso la bimba. Sgomento in tutto il quartiere per una morte inspiegabile condannata anche dal sindaco Mitch Landrieu che è stato presente alla veglia di preghiera che si è tenuta in memoria di Londyn. La baby sitter al momento si trova in condizioni stabili in uno degli ospedali della città.

La strana storia… la morte di Lo Presti!

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Da predatori a prede così il quotidiano britannico Guardian riflette sulla morte di Daniele Lo Presti, fotografo dei vip ucciso da un colpo di pistola tre mesi fa sotto il Ponte di Testaccio a Roma.

 “Il fatto – scrive Tobias Jones – ha scioccato l’Italia perché Lo Presti era uno dei nomi più noti nell’ambiente dei paparazzi. Aveva pizzicato Brad Pitt a Malta, Rihanna a Capri e aveva scattato parecchie foto anche a Sara Tommasi, una delle ragazze del Bunga Bunga di Berlusconi, mentre faceva uno striptease davanti a un bancomat. Era considerato un professionista molto scaltro, disposto a qualsiasi cosa pur di fare uno scoop. Si è subito pensato che Lo Presti fosse stato ucciso per via di qualche scatto compromettente, o che fosse stato eliminato per via di grossi debiti. […] Ma, con il passare delle settimane tutte queste ipotesi si sono fatte via via sempre più inconsistenti: Lo Presti è stato ucciso da un professionista e nessuno viene ucciso soltanto per una fotografia”. Il Guardian quindi, arriva a una conclusione che la mano era quella di  un killer di professione… al soldo di chi? e perchè?

Il Guardian prende in considerazione l’ipotesi di Rino Barillari che aveva affermato che bisognava cercare in ambito personale e non professionale… forse una donna che faceva parte di una potente famiglia della mafia calabrese. Un mistero ancora aperto quello di Lo Presti.

Roulette russa tragica… 17enne in fin di vita!

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Un ragazzo di 17 anni sta lottando tra la vita e la morte in Belgio, dove durante una festa è stato costretto a giocare alla roulette russa. Secondo i medici infatti Jason Denies è in stato di morte cerebrale: ha un proiettile nel cranio ed un’emorragia cerebrale che gli comprime il cervello. L’episodio, avvenuto sabato sera a Charleroi, cittadina a sud di Bruxelles, ed è riportato stamani dalla stampa locale. Secondo i testimoni a sparare è stato Logan Berckmans, di 18 anni, arrivato alla festa non invitato e in stato di ebrezza, trasformando l’atmosfera di gioia in una tragedia. Il giovane, una vecchia conoscenza della polizia nonostante la giovane età, al magistrato intervenuto sul posto, ha detto che si è trattato di un incidente, e che il colpo è partito per errore. Sulla base del racconto dei presenti, l’esplosione del colpo non è stata la conseguenza di una lite. Berckmans avrebbe tirato fuori un’arma ed ha cominciato a giocare da solo alla roulette russa, rivolgendo poi l’arma contro Jason. Ha premuto il grilletto due volte e alla terza è partito un proiettile, colpendo la vittima in piena testa.

Ucciso per debiti?

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Un caso avvolto nel mistero, quello dell’omicidio di Daniele Lo Presti, il fotografo dei vip ucciso a Roma, sotto Ponte Testaccio. Dall’autopsia arriva una risposta: a sparare, da distanza media, è stata una pistola calibro 7,65. Un testimone, inoltre, avrebbe visto Lo Presti parlare animatamente con due persone, non lontano dalla pista ciclabile, dove è stato trovato morto poco dopo.
Le indagini sono concentrate sui numerosi debiti economici che aveva Lo Presti.

Negli ultimi tempi, forse scoraggiato da un mercato sempre più avaro, pensava di ritirarsi e aprire un ristorante in Calabria assieme a uno zio. Lo Presti non si era mai sposato e viveva assieme a un amico per dividere le spese. «Aveva le sue storie sentimentali, ma niente di impegnativo, si dedicava quasi esclusivamente al lavoro», racconta un collega.

Quattro anni fa, un precedente che il team investigativo di Renato Cortese, il capo della mobile, e Mario Viola, dirigente del commissariato di Monteverde, stanno riesaminando: il fotografo aveva ricevuto alcune minacce di morte in Calabria e la sua auto era stata data alle fiamme. In quel caso si trattava, a quanto sembra, di una storia di gelosia. Escluso un legame con la morte di un altro fotoreporter della stessa agenzia, Danilo Cerreti, 51 anni che, il 25 gennaio scorso, si schiantò col suo scooter contro gli archi di Porta Ardeatina. Sull’asfalto, nessun segno di frenata. Un incidente atipico di cui si occupò anche la trasmissione Chi l’ha visto?.

E nell’attesa di imboccare una pista precisa, gli investigatori stanno ripercorrendo le ultime ore della vittima. Due ore prima della sua morte, Lo Presti era andato a un appuntamento in Prati, vicino alla sede della Rai.

Poi era tornato a casa in macchina, si era cambiato per indossare la tenuta sportiva ed era uscito a piedi. Gli amici, con cui aveva ripreso di recente ad allenarsi per buttare giù qualche chilo, avevano deciso di cambiare il solito percorso perché l’Isola Tiberina era quasi allagata dalla piena. L’assassino potrebbe aver aspettato il fotografo all’uscita di casa e averlo seguito fino alla banchina. Poi lo sparo, forse preceduto da una lite. Il colpo, secondo chi indaga, è stato esploso da un metro e mezzo di distanza, ma il bossolo non è stato ritrovato e, senza sapere di che arma e munizioni si trattasse, queste valutazioni sono ipotetiche.

Denaro, amore, una foto al personaggio sbagliato, magari legato a un giro di malavita e perfino un cecchino che ha sparato al primo bersaglio disponibile, come nel caso Marta Russo: le ipotesi, in questa fase sono tutte valide. E tutte, ugualmente, campate in aria.

Quel che è certo, è che poche ore prima di morire Daniele Lopresti ha litigato con qualcuno. Se n’è accorto il vicino di casa che lo ha sentito urlare, forse al telefono, «almeno in cinque riprese, a distanza di un minuto una dall’altra» durante le quali il fotografo «sembrava molto arrabbiato e imprecava». I tabulati sono già nelle mani degli investigatori. Verso le 16.30, secondo la ricostruzione, Lopresti esce dall’appartamento al terzo piano di via Portuense 145.

Nessuno lo sente andarsene. Ha appuntamento con alcuni amici per una corsa, com’è abituato a fare ultimamente. Qualcun altro conosce le sue abitudini. Il reporter scende la riva del lungotevere e comincia a correre. All’altezza della volta di Ponte Testaccio incontra il suo assassino, non si capisce se andando o tornando dal giro. Un podista, dopo il ritrovamento del cadavere, dirà ai poliziotti di aver incrociato il fotografo lungo il percorso. Ma sono dichiarazioni confuse, come quelle degli amici.

Il magistrato, intanto, ha disposto gli esami tossicologici. Anche la perizia balistica è fondamentale. Capire l’angolazione del tiro e la forza d’impatto del proiettile è importante per la ricostruzione. Perché se è possibile che un killer abbia agito da solo sparando a distanza ravvicinata, c’è un’altra ipotesi che gli investigatori della squadra mobile non intendono lasciare al caso: qualcuno potrebbe aver sparato con una carabina da lontano. Una sorta di tiro al piccione che per errore, o forse no, ha incrociato la vita di Daniele Lopresti, il fotografo dei vip.

 

 

Un mese fa era morto un altro fotografo… Danilo Cerreti

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Il giallo della morte di Daniele Lo Presti segue poco più di un mese un’altra morte misteriosa: quella di Danilo Cerreti, 51 anni, fotografo collaboratore della stessa agenzia con la quale lavorava il reporter assassinato ieri a Ponte Testaccio. Cerreti perse la vita il 25 gennaio, schiantandosi con il suo scooter contro uno degli archi di Porta Ardeatina a Roma. Aveva appena percorso via delle Terme di Caracalla e stava per immettersi su via Cristoforo Colombo quando, per cause ancora da accertare, il suo mezzo è uscito di strada.

L’incidente è avvenuto intorno alle 14 in una giornata di traffico intenso per lo sciopero dei mezzi pubblici. Dai rilievi effettuati dai vigili urbani non sarebbero risultati segni evidenti di frenata. Forse Cerreti ha effettuato una sterzata brusca nel tentativo di evitare qualcuno o qualcosa. Della vicenda si è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto” alla ricerca di possibili testimoni e notizie utili a chiarire la dinamica dell’incidente.
Secondo la ricostruzione dei vigili urbani, Cerreti andava così veloce che nello schianto il casco si è spaccato. La Municipale non esclude che l’incidente possa essere stato causato da un altro mezzo, che però non si sarebbe fermato.

Ucciso Lo Presti, fotografo dei vip!

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Il fotografo dei vip Daniele Lo Presti, trovato morto ieri a Roma, e’ stato ucciso da un colpo di pistola alla testa. Inizialmente si era pensato ad una caduta accidentale forse dovuta ad un malore mentre stava facendo jogging, poi e’ stato verificato che l’uomo e’ stato ferito mortalmente da un proiettile. Il corpo di Lo Presti e’ stato trovato ieri pomeriggio nel quartiere Testaccio. A riconoscere il corpo sono stati alcuni colleghi che avevano preso appuntamento con lui per correre insieme. Daniele aveva al collo una chiave, probabilmente della sua auto, ma nessun documento con sé. Lo Presti è autore di diversi scatti ad attori e cantanti internazionali. Era fotografo per l’agenzia La Presse. Aveva scattato tra l’altro anche le foto di Sara Tommasi nella manifestazione con Marra di qualche mese fa.

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