Il comico scandalo di Bill De Blasio… ecco servito il “forkgate”

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Un vero e proprio scandalo ne è nato da una sera in pizzeria e al centro c’è il piatto italiano più famoso nel mondo: una classica pizza. A mangiarla è stato il sindaco di New York Bill De Blasio e da qui ne è scaturita una polemica che ha dato poi il via a un vero e proprio “forkgate”. Il primo cittadino di New York, che non perde occasione per rivendicare le sue origini italiane, ha infatti “osato” mangiare la pizza con la forchetta, cosa che ha destato l’ira di molti americani. Non si era mai visto nessuno che mangiasse la pizza usando le posate, ma solo e unicamente le mani. La risposta del sindaco è stata immediata e De Blasio ha affermato di aver mangiato la pizza come si fa in Italia che di solito si inizia con le posate e gli ultimi pezzi si prendono con le mani. Perfino il New York Times è dovuto intervenire a sostegno del sindaco affermando che in Italia la pizza si mangia con la forchetta. Su twitter però si sono susseguiti una serie di commenti che hanno alimentato ancor di più la polemica:

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La pizza è diventata una questione politica!

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La promessa “hot” di Marino: spoglierello se la Roma vince lo scudetto!

marino-roma-spogliarello-tuttacronacaE’ intervenuto il primo cittadino di Roma alla trasmissione Supermax su Radio2 e ha lanciato la sua “sfida” a Sabrina Ferilli, storica tifosa giallorossa protagonista di uno spogliarello all’Olimpico quando la squadra della Capitale ha vinto lo scudetto. Ora ne vuole imitare il gesto e promette: “Se la Roma vince lo scudetto mi spoglio…”. Marino ha quindi aggiunto: “Ma ora non parliamone più, i tifosi sono scaramantici e si stanno già a grattare”. Proprio nei giorni scorsi l’attrice aveva passato il testimone a Ilary Blasi, invitandola a fare altrettanto in caso di successo a fine stagione.

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Marino pedala da solo, dopo lo scandalo della nomina del capo della municipale

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Il sindaco e i vigili… forse per questo Marino passerà alla storia. Non per quelle sue pedalate spesso ritratte nelle foto a beneficio di un’immagine che promuova l’ecologia in città, non per la pedonalizzazione dei Fori che ha messo in ginocchio la zona commerciale poco distante dal Colosseo, non per per il suo sorriso pronto a scattare a ogni click, ma per quelle umiliazioni inflitte al corpo municipale della capitale. Che ci fosse bisogno di una rivoluzione questo era sotto gli occhi non solo dei romani, ma anche dei numerosi turisti che erano costretti a visitare una città degradata e invasa dalle infrazioni automobilistiche. Una città in cui la normalità era il caos e bastava qualche goccia di pioggia per bloccare interi quartieri… ma come in ogni cosa il modo deve essere adeguato per raggiungere il fine e forse questa volta Ignazio Marino ha superato il limite.

Il Messaggero riporta che gli agenti della Municipale:

“due per turno, che «scortavano» Ignazio Marino nelle sue pedalate istituzionali,non sono più al suo fianco” da lunedì.

E’ stato lo stesso sindaco a auto-sospendere il servizio e i ciclisti del corpo dei vigili urbani sono tornati a pedalare lungo i Fori, in via del Corso, fino alla Caffarella, ma non più al fianco del primo cittadino che ora pedala da solo.

Ma per capire la tensione che si respirava tra Ignazio Marino e i vigili urbani bisogna risalire al 10 ottobre quando alla festa del corpo c’erano davvero tutti, eccetto due presenze eccellenti: il sindaco e il capo della municipale, il cui posto ancora risultava vacante. Mai in 143 anni la municipale di Roma aveva festeggiato senza il Capo eppure al sindaco Marino l’impresa è riuscita. Come giustamente fa notare La Repubblica:

“è come se il ministro degli Interni mancasse la festa della polizia o il titolare della Difesa l’anniversario dell’esercito”.

Eppure, osserva ancora La Repubblica:

“Neanche la Madonna della Consolazione a cui è intitolata la chiesa dove alle nove di mattina si recita messa con tanto di banda ma nessun rinfresco, tanto c’è poco da festeggiare, ha indotto Marino a più miti consigli: i vigili hanno sabotato la nomina del colonnello Oreste Liporace, esponendolo a una figuraccia planetaria, e lui gliel’ha giurata, spedendo al posto suo l’assessore ai Lavori pubblici in fascia tricolore”.

“Uno schiaffo al quale i pizzardoni hanno risposto in massa, […] tra le navate e la piazzetta sotto la Rupe Tarpea, c’era un gran pienone: 27 comandant isu 27, un’infilata di ex (Giuliani, Renzi, Tozzi, Buttarelli), i leader dei sindacati e delle associazioni di categoria, una marea di vigili di strada venuti a difendere l’onore e applaudire la reggente, Donatella Scafati, lanciatasi in una sorta di invocazione laica dopo che pure il parroco li aveva esortati a farsi «coraggio, siete delle brave persone che non meritano di essere infangate né umiliate»”.

E ancora:

“Non abbiamo bisogno di un comandante che restituisca la dignità al Corpo perché il Corpo ha dignità ed integrità», scandisce la Scafati con la voce incrinata. «Noi siamo uniti, andiamo avanti nonostante le difficoltà e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto”.

Ma cosa dicono i vigili?

Marino, “ha avuto paura”!

La Panda rossa di Marino

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Il sindaco di Roma gira in bicicletta, ma appena prende l’auto scoppiano le polemiche. Ed ecco che, pur avendo abbandonato l’aula del Senato da cinque mesi per diventare primo cittadino della Capitale, la sua Panda rossa fa bella mostra di sé davanti a Palazzo Madama. Sempre al solito posto davanti la Chiesa di San Luigi dei Francesi, a due passi dalla sua residenza privata come racconta il Messaggero. La Panda rossa è ormai una parte del paesaggio, parte integrante della piazza, anche di notte quando le auto degli altri senatori vanno via… La Panda rossa resta lì, sorvegliata dalle forze dell’ordine che consentono l’accesso a quel tratto di strada azionando i dissuasori elettrici che escono dal selciato. Eppure il presidente del Senato, Pietro Grasso, aveva chiesto di lasciare liberi al termine dell’orario di lavoro, i posti auto destinati ai senatori, specie quando non ci sono i lavori parlamentari… Forse Marino come sindaco ha pensato che l’avviso non lo riguardasse!

Fantasmi al Comune di Manfredonia, il sindaco chiede verifiche

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Una sede prestigiosa quella del Municipio di Manfredonia che può essere ospitata all’interno dell’antico convento domenicano, ma da qualche giorno i dipendenti sono assediati dalle “presenze”, ecco quindi che nella sede comunale sono arrivati i  Ghost Hunter di Puglia alla ricerca di possibili entità che infestano i locali e disturbano il lavoro quotidiano. Sono molti infatti a denunciare molti fatti inspiegabili: dai quadri che si spostano, a voci che si odono improvvisamente o ombre che attraversano i muri dell’ex convento. Il sindaco, Angelo Riccardi (Pd), alla fine ha richiesto, di effettuare le opportune verifiche.

Ma a chi prova a chiedergli delucidazioni sugli strani fenomeni il primo cittadino scoraggiato risponde: ”Francamente non credo ai fantasmi e ai fenomeni paranormali che si sarebbero verificati nel Palazzo. Quello che so mi è stato riferito, ma non c’è mai stata una mia conoscenza diretta dei fenomeni raccontati”. ”Questa squadra di specialisti, di esperti, i Ghost Hunters di Puglia, – aggiunge – dopo aver ricevuto diverse email che raccontavano di questi strani fenomeni, ci hanno contattato chiedendoci se potevano venire a verificare se nell’antico convento domenicano esistono davvero i fantasmi. Non avendo nulla in contrario, ho acconsentito a che potessero effettuare delle ricerche ed hanno cominciato i loro lavori servendosi di attrezzature particolari”.

”Ma sia ben chiaro – aggiunge Riccardi – io personalmente non ho mai registrato alcun fenomeno né, tantomeno, presenze strane. La presenza di questi esperti non ci sta arrecando nessun fastidio, anzi, mi sono divertito moltissimo. Inoltre, è stata una pubblicità molto positiva per la nostra città. Questi studiosi mi hanno assicurato che nel giro di 20 – 30 giorni ci consegneranno i risultati del loro studio,delle loro ricerche così potremo sapere se effettivamente c’è qualche fantasma oppure se si tratta di leggende”.

 

Benvenuto nel Comune: se provate a entrare vi spariamo!

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Un benvenuto davvero sui generis quello che accoglieva i cittadini del  Comune di Vietri sul Mare nel salernitano: “Divieto di accesso: ai trasgressori verrà sparato. Ai sopravvissuti verrà sparato di nuovo”. Forse il volantino affisso proprio sotto gli orari di ricevimento al pubblica voleva essere ironico, ma molti abitanti si sono indignanti a iniziare dal primo cittadino che ha sollecitato la rimozione della scritta.

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Renzi e Letta: sfida a distanza dai palchi di due feste del PD

Renzi-Letta-tuttacronacaUno è premier, l’altro sindaco di Firenze. Uno si trova a Genova, l’altro a Borgo Sisa, in provincia di Forlì. Letta e Renzi prendono la parola per una sfida a distanza, sui palchi di due diverse feste del Pd. Anche se sembra che un vincitore ci sia già: stando a Swg, infatti, Renzi è nettamente in vantaggio su Letta per quanto riguarda la popolarità riscossa negli italiani: 47 contro 43.

Enrico Letta, a Genova, ci tiene a specificare: “Quando discutiamo insieme nelle nostre Feste, vorrei che si partisse sempre da un’idea di fondo: questo è un governo per il quale sto dando tutto, la salute, il sangue, tutto. Ma non è il governo per cui ho fatto la campagna elettorale. La prossima campagna elettorale io la farò per un governo di centrosinistra”. Subito dopo ci tiene a smentire uno dei luoghi comuni sul suo carattere: “Io freddo? no”. Peccato che per esemplificare incappa in una gaffe calcistica che una parte del pubblico non può perdonargli: “Non sono mai mancato alla festa di Genova e ogni volta, nell’iniziare, ho sempre salutato la parte genoana che è gemellata con noi pisani. Un saluto ai rossoblu”, dice infatti letta. I presenti di fede sampdoriana fischiano. E il premier si difende: “no, visto che dicevano che sono freddo…”. Visto che il tema caldo di questi giorni è l’Imu, tiene a specificare: “L’Imu è una tassa iniqua e non progressiva, la Service Tax sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari. Risponderà a esigenze di equità e progressività”. E per quanto riguarda l’Iva promette di far di tutto per evitare l’aumento. Ma parla anche del ministro Kyenge: “La mia scelta, fatta in solitudine, di Cecile Kyenge al ministero della Integrazione sta cambiando il paese E’ stata una scelta necessaria” per combattere “il razzismo di ritorno”. Il tema successivo è il lavoro: “Con Camusso Bonanni e Angeletti ragionamento di prospettiva. Legge di stabilità sia scritta con un accordo su più salari e più competitività, rilanciando industria, economia e lavoro. Non voglio che la crescita sia senza lavoro, non bisogna più perdere posti di lavoro”. Ma non poteva mancare un riferimento a Berlusconi: “Non credo ci siano molti margini su vicenda Berlusconi. Separazione tra la vita del governo e queste vicende. Se si votasse oggi con il Porcellum e il tripolarismo non avremmo nuovamente una maggioranza”. Ha quindi sottolineato che “Governo non ha nulla da fare rispetto a vicende che sono di competenza del Senato”. Del resto: “La riforma della giustizia ha a che fare con le esigenze dei cittadini italiani. Ma anche su questo abbiamo fatto dei passi avanti, facendo scelte che erano nel programma del Pd”. Riguardo alla durata del governo spiega: “A una domanda che mi chiedeva la durata del governo ho risposto che non dovevo rispondere a questa questione, e che non mi davo scadenze, non che pensavo ad un governo di legislatura. Poi voi giornalisti fate passi avanti. Se non si può andare avanti e realizzare gli obbiettivi del governo, si va a casa, ma non senza aver cambiato la legge elettorale, altrimenti il paese sarebbe ingovernabile”. E ricorda che “La Corte costituzionale il 3 dicembre si riunirà e, finalmente dico io, dichiarerà incostituzionale il Porcellum”. Del resto, “Con un sistema come il nostro, con questo bicameralismo e questa legge elettorale, è ovvio che saranno larghe intese per sempre. Bisogna arrivare ad un’unica Camera con la metà dei parlamentari, un Senato composto dai rappresentanti di Regioni e Comuni”. E riguardo il suo partito: “Da vicesegretario del Pd ho vissuto nella sua evoluzione la fusione tra Margherita e Ds. Oggi siamo un partito unito”. Quindi: “Nel congresso discuteremo e ci confronteremo, ma alla fine siamo tutti democratici, tutti uniti insieme per lo stesso obiettivo. Con ragionamenti che ci portano al passato la gente ci inseguirebbe con il forcone”. E lancia un appello: “Concentriamoci sul progetto per l’Italia più che sulle regole. Evitiamo che il paese intero ci compatisca, la cosa più stupida che il partito potrebbe fare. Il segretario eletto si impegni a fare il segretario, compito molto significativo di per sé”. Parla anche della questione siriana: “L’utilizzo delle armi chimiche nei confronti della popolazione civile rappresenta crimine contro l’umanità. Iniziamo con una forte condanna di questo gesto”, ma sottolinea: “Condanna e reazione sulla Siria sono dovute e necessarie, ma nella cornice dell’Onu. In caso contrario non parteciperemo. Ma politicamente stiamo con Hollande e Obama, non con Assad”. Il premier coglie l’occasione anche per ringraziare il Presidente della Repubblica: “Non finiremo mai di ringraziare Giorgio Napolitano di quello che ha fatto per l’Italia. Non solo per la scelta dei senatori a vita, ma perché l’Italia non è andato alla deriva”. In precedenza, Letta aveva parlato all’Istituto italiano di tecnologia, dove ha parlato del tema della ricerca:

Matteo Renzi, a Borgo Sisa, ci tiene invece a iniziare sottolineando: “Basta con i referendum su Berlusconi, gli italiani meritano di più” e aggiunge: “Quest’estate i giornali erano pieni di questioni tecniche per gli avvocati, dall’indulto alla buona condotta, dalla Cassazione alla legge Severino”. E ha proseguito: “Poi con i falchi, le colombe e la pitonessa i giornali erano anche per gli appassionati di animali. Basta con questo gorillaio, gli italiani meritano di più del referendum su Silvio Berlusconi che va avanti da vent’anni. Bisogna voltare pagina”. Quello su cui preme il sindaco fiorentino è che la politica non ha raggiunto i suoi obiettivi: “Nessuno oggi è così ingenuo da non sapere che la politica non ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Abbiamo il diritto di chiedere  che la politica torni a riscaldare le nostre anime”. Quello che Renzi vuole è il cambiamento: “O tutti insieme ci diamo una mossa e proviamo a cambiare Pd e l’Europa o non andiamo da nessuna parte”. E ancora: “Per archiviare la domanda sul futuro di Berlusconi c’è un solo modo: smettere di parlarne. In qualsiasi paese civile un leader condannato, specialmente per evasione fiscale, va a casa lui, non c’è bisogno della decadenza”. Ha quindi sottolineato: “Non dobbiamo avere la spocchia di giudicare chi ha votato Berlusconi, è il centrodestra che deve rispondere alla domanda se hanno mantenuto le promesse o no. L’unica promessa mantenuta, quella dell’abolizione dell’Imu, gliel’abbiamo fatta mantenere noi”. Anche il sindaco tocca il tema della durata del governo: “Tutti si chiedono quanto dura il Governo. Ma il problema non è quanto dura, ma cosa fa. Noi siamo con il Governo se fa le cose, non tifiamo contro”. Parla anche dell’Imu, “L’unica promessa che il Pdl è riuscito a mantenere” e “li abbiamo aiutati noi”. E sul futuro del PD “O tutti insieme ci diamo una smossa e proviamo a portare Pd e Italia o non si va da nessuna parte. La frontiera è esattamente dove sta il Pd”. E per quel che riguarda le correnti interne: “Se divento segretario la prima cosa che rottamiamo sono le correnti”.

Renzi e il Pd dei sindaci: chi appoggia Matteo?

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Amministratori locali che stringono le redini del Paese? E’ un’idea che risale agli anni ’90 e che ora torna in voga grazie a Matteo Renzi, che conta sul contributo che potrebbe arrivare dai suoi colleghi sindaci per candidarsi a Segretario del Pd e cambiare il partito. E’ stato lui stesso a rivelarlo, alcuni giorni fa, al suoi entourage, anticipando alcuni aspetti del partito che vorrebbe e confermando che, anche in caso di elezione, continuerà a fare il sindaco: “Voi mi supportate, si potranno fare tutte e due le cose”. Per il primo cittadino di Firenze il partito dovrebbe puntare a valorizzare maggiormente chi amministra le città:  “Ora c’è una sorta di separazione con i quadri di partito, spesso si tratta di persone che hanno avuto esperienze marginali come amministratori – confida a chi gli è vicino – con una mentalità di apparato. Dall’altra parte ci sono gli amministratori che non sanno chi hanno davanti quando fanno un’assemblea nei circoli e parlano dei loro problemi quotidiani”. Serve quindi portare i sindaci in un Pd che va rivoluzionato: “Basta con le incompatibilità e la separazione fra l’attività amministrativa e politica”: serve “una maggiore integrazione” per far sì che il Pd “si senta più guidato da chi poi in realtà è ogni giorno sul pezzo come sindaco, assessore, presidente di Provincia o assessore regionale”. E visto che l’idea è governare le città per poi aspirare a governare l’Italia, Renzi tesse legame proprio con altri che sono alla guida di realtà territoriali, che offrono il loro appoggio. Tra questi, i sindaci Enzo Bianco (Catania) e Leoluca Orlando (Palermo), l’ex turco Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro, i primi cittadini di Bologna, Virginio Merola, di Forlì Roberto Balzani, di Bari Michele Emiliano. Anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, si è avvicinato a Renzi,così come la presidente del Friuli Debora Serracchiani, ex franceschiniana ed ex civatiana. E non va dimenticato il presidente della Liguria, Claudio Burlando. Ma anche al governo c’è un sindaco renziano, il ministro Graziano Delrio. E proprio oggi il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha spiegato che “La caduta del governo sarebbe un danno gravissimo” ma, in caso l’esecutivo guidato da Enrico Letta non riuscisse più a governare, il centrosinistra deve essere “pronto” al voto e Renzi “ha tutti i titoli per sfidare la destra e vincere”.

Eletto il nuovo sindaco a Dorset in Minnesota, ha 4 anni e 2 mandati

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Si chiama Robert Tufts, ma per tutti è “Bobby”, il sindaco di Dorset, piccola comunità che vanta tra i 22 e i 28 abitanti. Un villaggio del Minnesota che per la seconda volta ha rieletto il Tufts che oggi a 4 anni è già di nuovo il primo cittadino.

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In realtà il titolo è solo simbolico e anche l’elezione sui generis visto che ogni abitante può votare quante volte vuole pagando un dollaro ogni volta e inserendo il bigliettino con il nome del prescelto in urne sparse nel villaggio.

Aggredito il sindaco di Siena: Bruno Valentini

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Il sindaco di Siena Bruno Valentini è stato aggredito da uno sconosciuto in pieno centro città. L’episodio risale a quale ora fa. Nel primo pomeriggio, in via Pianigiani, il sindaco stava attraversando il centro insieme al vicesindaco Fulvio Mancuso, per recarsi in Comune quando è stato avvicinato da un uomo intorno ai 65/70 anni che avrebbe prima inveito contro il sindaco gridandogli “vergogna, vergogna”. Sembra che il sindaco  abbia cercato di placare il cittadino e quest’ultimo invece gli si sia avventato contro e gli abbia stretto il naso con forza. E’ stato lo stesso sindaco poi a chiamare le forze dell’ordine che hanno calmato l’uomo. Il sindaco poi ha dichiarato telefonicamente ”E’ un fatto grave, siamo sempre a disposizione dei cittadini ma non alla loro mercé”, poi, per tranquillizzare parenti e amici ha scritto su Facebook “Per tutti gli amici: no problem, incidenti di percorso”.

L’edicola di Fiore attende il nuovo sindaco

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Chiunque sarà Fiorello invita il primo cittadino di Roma alla sua Edicola. Una mossa sicuramente pubblicitaria, usando l’ironia che lo showman ha sempre dimostrato di avere e che ancora una volta lo caratterizza:  «Invito il nuovo sindaco di Roma, chiunque sia, a venire mercoledì a salutare i romani, in chiusura di Edicola Fiore Live, in programma dalle 11 alle 12 – dice Fiorello -. Se non lo farà, si prepari ad un quinquennio terribile di Teveri che esondano, fogne che si otturano e sampietrini che saltano».

L’annuncio-appello arriva a urne aperte e annuncia anche i prossimi ospiti:  Max Pezzali, Claudio Cecchetto, Negramaro, Luca Barbarossa, Biagio Antonacci e Gianluca Guidi. Atteso anche Jovanotti ma solo in video. Intanto sui social network va avanti il tam tam e la location non è più un segreto per nessuno per questo Fiorello e la produzione sono preoccupati e sottolineano: «tutto avverrà in pochi metri quadri e non ci sarà spazio per poter assistere all’evento».

La malinconia di de Magistris, il sindaco di Napoli solo sugli scogli!

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Un Luigi de Magistris inedito quello che oggi è stato ritratto in uno scatto rubato. Solo, assorto nei suoi pensieri, seduto sugli scogli a scrutare il mare in una domenica di sole e di caldo. Dopo una napoli messa a fuoco e fiamme negli ultimi giorni e che inveiva soprattutto contro il primo cittadino, l’ex magistrato ha pensato di dedicarsi qualche ora di solitudine per riflettere, dopo aver, nella mattina, inaugurato gli America’s al Circolo Canottieri.

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