Dramma al centro commerciale: bimbo precipita dalle scale mobili

romanina-tuttacronacaE’ stato trasportato all’ospedale Gemelli, nella Capitale, un bimbo di appena quattro anni che, mentre si trovava sulle scale mobili del centro commerciale La Romanina, è caduto. Stando alle prime testimonianze, il piccolo sarebbe precipitato dal secondo piano al piano terra, ma non è ancora chiara l’esatta dinamica dell’incidente. Quello che non è chiaro, infatti, è che il bimbo, italiano ma con il padre di origini irachene, si trovasse sulla scala mobile prima di cadere o se, invece, abbia tentato di arrampicarsi.

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La tragedia del bus precipitato nell’Irpinia: i freni erano fuori uso

bus-precipitato-tuttacronacaCausò la morte di 40 persone il tragico incidente che vide coinvolto un autobus, precipitato il 28 luglio dell’anno scorso dal viadotto autostradale di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Ora i consulenti della procura di Avellino hanno completato, nella mattinata di oggi, la perizia. Stando a quanto filtra dalla conclusione degli esami, svolti nel Napoletano, in un’officina specializzata di Casoria, l’impianto frenante del bus sarebbe stato completamente fuori uso al momento dell’incidente.

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Grave 40enne: sfugge al controllo dei sanitari e precipita

ospedale-fr-tuttacronacaE’ in gravissime condizioni un 40enne che ieri, intorno alle 20, era stato portato all’ospedale Spaziani di Frosinone ma è sfuggito al controllo del personale del 118 ha superato la sbarra di protezione del Pronto soccorso si è diretto verso i parcheggio dell’ospedale ed è precipitato da un’altezza di sette metri. Ha così riportato gravi ferite con numerose fratture ed ora è ricoverato nel reparto di Chirurgia in prognosi riservata.

L’elicottero precipitato a Glasgow: il bilancio delle vittime sale a 8

glasgow-elicottero-tuttacronacaIeri sera, alle 22.25, un elicottero della polizia è precipitato sul tetto di un pub di Galsgow, in Scozia. Si ritiene che a quel momento vi fossero circa 120 persone nel locale sulla riva del fiume Clyde, dove stava suonando un gruppo musicale. Diversi degli avventori sono riusciti a mettersi in salvo. C’era molta folla perchè era venerdì sera e la vigilia di sant’Andrea, patrono della Scozia. A bordo dell’elicottero, un EC-135, c’erano due poliziotti e un pilota civile. La Bbc online ha reso noto in Twitter, citando fonti della polizia, che è di almeno otto morti il bilancio provvisorio dell’incidente. Sono 32 i feriti ricoverati. Sempre la Bbc rivela che la tragedia ha scosso anche la Regina Elisabetta: “I suoi pensieri e le sue preghiere sono per le vittime”. Al momento, spiega Sir Stephen House, chief constable di Glasgow, non sono chiare le cause dell’incidente. “Siamo ancora nella fase delle indagini e dei soccorsi”, ha aggiunto. Le dichiarazioni della polizia sono giunte mentre continuano i soccorsi, resi difficili dal pericolo di crolli. Un testimone, il 34enne Fraser Gibson, ha raccontato alla Bbc, che si trovava nel pub al momento dello schianto. In quel momento stava suonando una band di loro amici, gli Esperanza: “a metà della loro esibizione c’è stata una fortissima esplosione. Parte della stanza si è coperta di polvere. Siamo rimasti come congelati per un secondo poi c’è stato il panico e la gente ha cercato di uscire”. Altri testimoni hanno riferito che, prima dell’arrivo dei soccorsi, la gente ha formato una catena umana per aiutare le persone ad uscire dal pub. Adnkronos, in precedenza, aveva parlato con Alfredo Lazzurri, originario della provincia di Lucca, a Glasgow da 41 anni. Ha un pub italiano, ‘Alfredos’, al 146 West Nile Street, un km di distanza dal locale ‘The Clutha’. L’uomo ha spiegato: “Stiamo seguendo sulle news, per ora la tv scozzese dà 6 morti. La Polizia sta coprendo il pub con dei teli”. Quindi ha spiegato: “Lì non ci si avvicina a 300 metri dal pub la polizia ha chiuso tutto. La città è sconvolta da questa tragedia: l’elicottero della polizia, mi hanno raccontato, è arrivato sul pub e poi è cascato d’un colpo dritto. Ieri sera il pub era pieno, c’era musica, gente che si divertiva…”. E ancora: “Conosco il proprietario, Brendaan, 60 anni circa, spesso ci ho giocato a golf… Non so come stia, non hanno reso noti i nomi dei morti”. Quindi conclude: “La comunità italiana è colpita da questa vicenda. Faremo tutto il possibile per aiutare chi ha bisogno”. Sul luogo dell’incidente sono ancora in corso le operazioni di soccorso, “per essere certi di aver recuperato tutti”.

L’elicottero della polizia che precipita sopra un pub

elicottero-pub-scozia-tuttacronacaNon è ancora stata chiarita la dinamica della caduta di un elicottero della polizia venerdì sera nel centro di Glasgow, in Scozia, anche anche se sono numerose le testimonianze di chi ha visto chiaramente il velivolo precipitare e ha descritto la situazione sul posto come “orribile”. Il velivolo si è schiantato su un pub, The Clutha, sfondandone il tetto. Al momento dello schianto, nel locale stava suonando una band: i componenti del gruppo musicale, attraverso la loro pagina Facebook, hanno fatto sapere di essere illesi ma alcuni testimoni hanno comunque riferito che ci sarebbero diversi feriti. Sul luogo, sono arrivati 15 mezzi dei vigili del fuoco, oltre alle ambulanze e ai mezzi della polizia. Jim Murphy, parlamentare laburista e portavoce della Difesa, si trovava in zona proprio al momento dell’incidente ed ha spiegato che stava guidando nel quartiere “proprio qualche secondo dopo aver visto quella che sembrava la caduta di un elicottero su un pub”. I servizi di emergenza hanno reso in seguito noto che diverse persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie del pub mentre diversi feriti sono già stati soccorsi. Un vigile del fuoco ha spiegato che i soccorritori “hanno avuto contatti con le persone intrappolate che si trovavano all’interno del bar Clutha”. Non ha saputo quantificare per ora i feriti.

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26enne emiliano muore a Sydney: precipitato nella tromba dell’ascensore

andrea-benedetti-ascensore-tuttacronacaE’ stato il quotidiano australiano Daily Telegraph a dare la notizia della morte di Andrea Benedetti, 26enne di Sassuolo (Modena), vittima di un tragico incidente a Sydney, in Australia, dove da alcuni mesi viveva e lavorava. Le autorità hanno già avvisato i familiari del giovane del decesso. Stando alle prime ricostruzioni dell’accaduto, il 26enne sarebbe rimasto bloccato in un ascensore nello stabile dove alloggiava nella città australiana la scorsa notte. Con lui, due amici. Il giovane, nel tentativo di saltare su un pianerottolo dopo aver aperto le porte della cabina, sarebbe precipitato nel vuoto da una altezza di sette piani. Sul posto è intervenuta la polizia locale.

Incidente del bus in Irpinia: le vittime salgono a 40

incidente-bus-irpinia-tuttacronacaLo scorso 28 luglio un autobus pieno di turisti è precipitato dal viadotto Acqualonga, in Irpinia. Il numero delle vittime di quel tragico incidente, inizialmente, era di 38, in seguito salito a 39 con la morte di Simona Del Giudice. Ora un altro dei passeggeri non ce l’ha fatta. E’ morto il 54enne Salvatore Di Bonito, che si trovava ricoverato nell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, in provincia di Napoli. L’uomo era stato in un primo tempo ricoverato all’ospedale Nola di Napoli, dove gli fu asportata la milza. Le gravi ferite riportate, però, avevano giustificato suo trasferimento al Ruggi d’Aragina di Salerno dove è rimasto per oltre 20 giorni nel reparto di rianimazione. Quella tragica notte, morì anche la moglie, la 48enne Anna Mirelli.

Il pullman dell’Irpinia aveva i freni rotti, durante rilievi ferito un perito

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39 persone probabilmente hanno perso la vita, in quel tragico 28 luglio in Irpinia, perché il pullman sul quale stavano viaggiando aveva perso il sistema di trasmissione che aveva danneggiato l’impianto frenante del mezzo, questo quanto è stato riferito, in una pausa dell’incidente probatorio, l’ avv. Andrea Pianese, perito della famiglia Del Giudice che nel sinistro ha perso tre persone:

L’avv. Pianese, uscendo dal deposito dove sono in corso gli accertamenti tecnici irripetibili sul pullman, ha riferito che il sistema di trasmissione recuperato e sequestrato circa un chilometro prima del punto dove è avvenuto l’incidente «appartiene sicuramente al bus che è precipitato dal viadotto. La rottura del sistema di trasmissione – ha spiegato Pianese – ha anche danneggiato il sistema frenante ad aria dell’autobus. In sostanza – ha aggiunto – il bus non aveva più i freni a disposizione quando è avvenuta la tragedia». Il bus – ha spiegato l’avv. Pianese – aveva a disposizione anche un sistema frenante meccanico che, però, ha funzionato solo su una ruota. «Questo – ha sottolineato Pianese – potrebbe aver determinato anche una traiettoria irregolare del bus sulla discesa di Monteforte». Pianese, infine, ha reso noto che, insieme al sistema di trasmissione del bus, è stato recuperato anche un altro pezzo meccanico che però non è risultato appartenere al pullman coinvolto nell’incidente.

Durante i rilievi c’è anche da sottolineare l’imprevisto accorso a uno dei periti che stanno compiendo il sopralluogo sul pullman. Il perito, nominato dal titolare dell’agenzia Mondo Travel indagato nell’inchiesta della Procura di Avellino, ha battuto la testa contro una trave di ferro ferendosi. Soccorso da un’ambulanza del 118, è stato trasportato all’ospedale Moscati di Avellino. Per lui due punti di sutura.

16enne precipita per 10 metri da un palazzo a Fermo

ragazzo-precipita-palazzo-tuttacronacaErano le 22.30, ieri, quando alcuni residenti del centro storico di Fermo hanno udito un tonfo sordo provenire dal cortile. Qui giaceva, esanime, un 16 che era precipitato per 10 metri dal cornicione di un antico palazzo transennato per lavori. Il giovane ora si trova all’Ospedale di Torrette ad Ancona e vessa i condizioni gravissime. Ancora sotto shock gli amici. Oggi si è parlato di un incidente che sarebbe legato al parkour, disciplina metropolitana estrema e che prevede la tecnica di saltare da un tetto ad un altro seguendo un percorso stabilito e superando qualsiasi genere di ostacolo. Ma Roberto Palcani, dirigente del Commissariato di polizia di Fermo, ha diffuso in serata una nota dove si legge che “in base alle informazioni assunte e alle risultanze acquisite” si deve ritenere che Giovanni (nome di fantasia) “sia caduto mentre tentava di rientrare sul terrazzo del palazzo dove si trovavano i suoi amici, dopo aver camminato – da solo – sul cornicione esterno”. E ancora: “La caduta dovrebbe essere stata causata dal cedimento di un mattone su cui stava camminando”.  L’edificio da cui il ragazzino è precipitato è Palazzo Vinci Gigliucci, ora fatiscente. La data di costruzione risale al ‘700 ed è stato rimaneggiato nel 19/o secolo. Oggi è in disarmo, e le transenne non tengono lontani i vandali nè i ragazzini in cerca di avventura. “L’accesso al terrazzo dello stabile – spiega Palcani – era inibito da una recinzione che impediva l’agevole accesso alla scala a chiocciola”.

Incidente Irpinia: risvegliata dal coma farmacologico Clorinda Iaccarino

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E’ stata risvegliata dal coma farmacologico Clorinda Iaccarino, la 44enne superstite della tragedia del pullman finito giù dal viadotto di Monteforte (Avellino), nel quale hanno perso la vita anche suo marito Antonio Del Giudice, 51 anni, e la figlia Silvana di 22. La donna, subito dopo il ricovero, è stata sottoposta a un intervento di  laparotomia ed è previsto per martedì prossimo un nuovo intervento al bacino interessato da una frattura complessa. La donna resta in prognosi riservata anche se i medici nutrono molte speranze. La donna è vigile ma non è in condizioni di parlare. Nei prossimi giorni, i famigliari la informeranno della tragica morte del marito e della figlia. L’altra figlia di 16 anni, Simona resta in prognosi riservata.

 

La strage del pullman: Sophia Loren pronta ad aiutare “la sua gente”

loren-irpinia-pozzuoli-tuttacronacaE’ cresciuta a Pozzuoli l’attrice Sophia Loren e si sente vicina alla sua terra, tanto che ieri sera, nello stesso giorno della celebrazione dei funerali delle 38 vittime della tragedia stradale avvenuta domenica sera sul viadotto della A16 tra Monteforte Irpino e Baiano, in provincia di Avellino, ha telefonato al sindaco Vincenzo Figliolia per comunicare la sua disponibilità ad aiutare la “sua gente”, rendendosi fin da subito disponibile a dare concretamente una mano. Il primo cittadino di Pozzuoli, che nel pomeriggio di ieri ha fatto visita ai bambini e alle bambine ricoverate all’ospedale pediatrico Santobono e al Loreto Mare di Napoli, ha poi dichiarato: “Ho ringraziato di vero cuore Sophia Loren per la sensibilita’ umana e la solidarieta’ dimostrata alla citta’ di Pozzuoli. E’ stata una telefonata dal forte valore simbolico, perche’ la Loren e’ rimasta particolarmente scossa dalle immagini di strazio mostrate in questi giorni dalle televisioni italiane e straniere. Il dramma di Pozzuoli e delle sue tante famiglie e’ diventato lutto nazionale, ma anche occasione di riflessione sulle emergenze in campo infrastrutturale che il nostro Paese deve affrontare e risolvere”.

La tragedia in Irpinia diventa il pretesto per frasi razziste

irpinia-autobus-tuttacronaca“Precipita pullman vicino Avellino: 40 morti tra cui nessun italiano”. E’ quanto si leggeva in Facebook, nella pagina di un gruppo chiamato Average Italian Guy (Italiano Medio) poco dopo la tragedia del pullman precipitato dal viadotto a Monteforte e che è stata vissuta con sofferente partecipazione da tutta l’italia. Ancora una volta, così come con gli sciacalli di New Orleans e L’Aquila o con le scritte dopo la strage in Nassirya, ci sono persone che non riescono a trovare in sè senso di rispetto, umanità o sensibilità. Si è preferito proporre una frase a sfondo razzista nei confronti dei campani e soprattutto verso le vittime del bus ed i loro familiari. Ma la “medietà” dell’italiano è riscontrabile anche in quei 600 like ricevuti. Ci sono stati anche commenti di risposta, per riportare in alto l’orgoglio del popolo di Avellino e dintorni e non è mancato chi ha augurato, forse esagerando, delle sciagure all’ideatore.

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Poco dopo la pagina bannata viene aperto un nuovo profilo in Facebook:

Average Italian Guy è stata bannata dai Napoletani Moralisti del Ciriaco

Nella quale l’utente dice di non essere colui che era l’amministratore della precedente pagina, ma continua con uno stile a dir poco “irriverente”, in cui si mescola cattivo gusto e volgarità che davvero lasciano senza fiato.

Solo per citare una frase agghiaccianti sul profilo viene detto:

“L’ho detto io che doveva prendere l’autobbbus”

Che si aspetta a rimuovere questo profilo? Perché gli amministratori di Facebook non hanno ancora bannato questo nuovo account?

 

 

Resa nota la lista dei nomi delle vittime dell’incidente in Irpinia

vittime-irpinia-tuttacronacaScrive il premier Letta in Twitter: “In Consiglio dei ministri abbiamo appena deliberato il lutto nazionale per la giornata di domani, in cui si svolgeranno i funerali a Pozzuoli”.

Dei 48 passeggeri presenti sull’autobus precipitato in Irpinia, in 38 hanno perso la vita dopo tre giorni trascorsi in gita. Ora è stata pubblicata la lista dei nomi. Sono 26 abitanti di Pozzuoli, 8 di Napoli, 1 di Casalnuovo di Napoli, 1 di San Giorgio a Cremano, 1 di Ponza e 1 di Pietrastornina (AV):

Terracciano Alfonso – Pozzuoli 02/12/1944
Illiano Barbara – Pozzuoli 20/03/1950
Parrella Pasquale – Pozzuoli 14/01/1951
Artiaco Assunta – Pozzuoli 24/08/1952
Esposito Gennaro – Pozzuoli 03/09/1955
Rusciano Antonietta – Pozzuoli 07/09/1964
Basile Giovanni – Pozzuoli 21/04/1960
Di Paolo Filomena – Napoli 20/08/1963
Del Giudice Silvana – Napoli 17/02/1997
Del Giudice Antonio – Pozzuoli 21/08/1962
Illiano Agnese – Pozzuoli 06/04/1940
Russo Maria Elisabetta – Pozzuoli 06/05/1949
Musto Irene – Pozzuoli 01/06/1939
Conte Giovanni – Pozzuoli 10/02/1963
Rusciano Maria Rosaria – Pozzuoli 10/08/1962
Basile Carolina – Pozzuoli 27/11/1954
Caiazzo Luciano – Pozzuoli 10/06/1973
Paone Procolo – Pozzuoli 12/07/1929
Testa Salvatore – Pozzuoli 09/06/1925
Caiazzo Mario – Pozzuoli 24/04/1959
Restivo Teresa – Pozzuoli 24/03/1981
Bruno Salvatore – Casalnuovo di Napoli 23/10/1946
Iodice Olga – Ponza 18/01/1941
Rocco Luigia – Napoli 01/07/1939
Carannante Maria – Pozzuoli 28/11/1954
Mirelli Anna – Pozzuoli 10/02/1965
Artiaco Gennaro – Pozzuoli 24/05/1939
Delle Cave Teresa – Pozzuoli 22/08/1945
Chiocca Raffaela – Pozzuoli 09/04/1941
Lametta Ciro – Napoli 07/03/1969
Acquarulo Anna – Napoli 15/08/1948
Raiola Anna – San Giorgio a Cremano 08/08/1929
Lucignano Giuseppina – Pozzuoli 13/03/1931
Corsale Maria Luisa – Napoli 04/01/1950
Iuliano Elisabetta – Pietrastornina (Av) 20/11/1935
Ambrosio Immacolata – Napoli 05/09/1958
Vallefuoco Biagio – Napoli 10/06/1959
Trincone Vincenza – Pozzuoli 16/07/1962

Un testimone: autobus a velocità folle, fuori controllo e senza una porta

irpinia_tragediaincidente-tuttacronacaStando a quanto si apprende dall’ANSA, un operatore che, circa un chilometro prima del luogo dove il pullman è precipitato, segnalava rallentamenti sull’autostrada avrebbe affermato che il mezzo procedeva a forte velocità e con la porta anteriore aperta o mancante. Verso le 19 dei rallentamenti avevano cominciato a formarsi al km 28, in direzione Napoli: l’autobus è precipitato dal viadotto Acqualonga, al km 32 e 600 dell’A16, intorno alle 20.30. I rallentamenti sono segnalati tramite tre pannelli e un operatore, che sbandiera a circa un chilometro e 100 metri dal punto in cui è avvenuto l’incidente, con tutti i dispositivi del mezzo di servizio accesi. Proprio quest’ultimo racconta di aver visto avvicinarsi il pullman a forte velocità e con la porta anteriore aperta, o forse mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il margine destro dell’autostrada.

La figlia di una vittima racconta: “Mia mamma aveva avuto una premonizione. Poco prima aveva chiamato: spero di arrivare sana e salva, sento che qualcosa non va. Eppure siamo stati bene questi 3 giorni”. Quello che ora si vuolo conoscere è come si sia arrivato a tutto questo. Sembra che il blocco della trasmissione del bus sia stato raccolto molto prima del luogo in cui ha sfondato in discesa il guard rail. Potrebbe averlo perso per un contatto con altri veicoli. Nel caso, sarebbero le telecamere di sicurezza della società autostrade a svelarlo. La curva al chilometro 32 è segnalata come molto peticolosa, con un limite di 80 Km/h che, per i mezzi di notevoli dimensioni, su riduce a 60 khm.

Napoli in lutto per la tragedia dell’Irpinia, rinuncia alla festa al San Paolo

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“Il Napoli è sgomento per l’immane tragedia avvenuta in Irpinia. Non si può questa sera al San Paolo colorare la serata con uno spettacolo di balletti, acrobazie, canti e fuochi d’artificio. Alle 19.30, dopo un doveroso momento di raccoglimento sul campo e sugli spalti, la Società si limiterà alla presentazione delle nuove maglie e dei nuovi acquisti. A seguire si svolgerà’ l’incontro con il Galatasaray per la nona edizione della Acqua Lete Cup”.

Con questo comunicato stampa la squadra ha annunciato l’annullamento della festa per la presentazione della squadra al San Paolo prevista questa sera a seguito della tragedia del bus. 

L’incidente in Irpinia: cresce il numero dei morti

irpinia-incidente-tuttacronacaCresce il numero dei morti e dei feriti del tragico incidente avvenuto domenica sera sull’A16 Napoli-Bari, nell’Avellinese. 38 sono le persone decedute mentre 10 i feriti, alcuni in gravi condizioni. La causa potrebbe essere una gomma scoppiata, come racconta lo zio di una superstite: “Mia nipote mi ha raccontato che è scoppiata la gomma sinistra dell’autobus. L’autista ha cercato di tenere il controllo in tutti i modi ma non c’è riuscito e il bus è sbandato finendo giù nel dirupo”. Per Monteforte Irpino, intanto questa è la mattina de dolore, con la palestra della scuola del paese rasformata in camera ardente per le vittime. I passeggeri dell’autobus si conoscevano quasi tutti tra di loro e tornavano da un fine settimana al complesso termale di Telese Terme (Benevento). Una gita che domenica ha previsto una tappa anche a Pietrelcina, nei luoghi di Padre Pio. Ad organizzare la gita “come sempre”, come raccontano amici e parenti, era stato Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli (Napoli), presente al momento dell’incidente e durante il quale ha perso la vita. Nel frattempo, la procura di Avellino ha aperto un’inchiesta sull’incidente. L’ipotesi è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Da quello che si apprende l’indagine sarà “a tutto campo”.

Precipita un pullman in Irpinia per 30 metri, ci sarebbero vittime

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La scena è apparsa subito agghiacciante ai soccorritori che sono sopraggiunti nel tratto autostradale della A16 compreso tra Monteforte Irpino e Baiano. Un pullman turistico è caduto fuori dell’autostrada compiendo un volo di 30 metri, che secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato preceduto da una serie di tamponamenti (circa 5 auto sarebbero state colpite) e da un forte sbandamento che poi ha portato il mezzo a rompere il guardrail e precipitare in corrispondenza di un viadotto. L’incidente è avvenuto verso le 20.30 e ora l’autostrada è stata chiusa all’altezza del km 32. All’interno del tratto chiuso, in cui ci sono anche varie vetture tamponate, si è formata una fila di 4 km. Tra i passeggeri ci sarebbero molti bambini. Le prime notizie dicono che tre bambini, quattro donne ed un uomo sono stati estratti estratti vivi dalla carcassa del pullman noleggiato da una ditta napoletana, che trasportava una quarantina di persone. Si teme un bilancio molto grave. Al momento sembrerebbero esserci già due morti e 30 feriti.

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Aggiornamento 28 luglio, 22,45: Un aggiornamento sul bilancio delle morti parlerebbe al momento, almeno di 7 morti. Il pullman stava riportando a casa una comitiva di Pozzuoli che aveva partecipato a un pellegrinaggio sui luoghi di Padre Pio. Le auto transitano sulla statale 7 bis, che tuttavia è percorsa al momento anche dai mezzi di soccorso.  Sul posto vigili del fuoco e Polstrada, con il comandante Giuseppe Salomone che coordina personalmente i soccorsi e gli accertamenti. Da Salerno sono partite tre ambulanze dell’Humanitas per meglio fronteggiare l’emergenza.

Aggiornamento 28 luglio, 23,16: Sale il bilancio dei morti ora si parla di almeno 20 morti. 11 i feriti che sono stati estratti vivi dall’autobus: tre bambini, due uomini e sei donne. Alcuni di questi si troverebbero in gravi condizioni.  Anche nelle auto tamponate dal pullman, prima di volare dal viadotto, ci sarebbero feriti. Secondo alcune informazioni, alcuni dei passeggeri potrebbero essere stati sbalzati fuori dal pullman durante il volo che il mezzo ha fatto dall’autostrada alla scarpata. I Vigili del Fuoco hanno notevoli difficoltà nel recupero e soccorso poiché si teme che altri pezzi del guardrail possano cadere nella scarpata e colpire il mezzo al cui interno forse ci sono, incastrati tra le lamiere, ancora superstiti. L’autista è tra le vittime accertate.

Aggiornamento 28 luglio, 23,40:  “L’autista ha perso il controllo del mezzo, forse per i freni che non funzionavano, ha evitato alcune macchine e ne ha colpite altre fino a quando non ha colpito due volte il guardrail”, dice l’inviato di Sky. Pellegrino Iandolo, caposquadra dei Vigili del Fuoco rilasciando un intervista a Sky ha affermato: “La situazione e’ critica… i nostri uomini stanno lavorando per salvare quante più vite possibile mentre su di loro incombe la minaccia di questi pezzi di cemento che, in bilico sul viadotto, potrebbero precipitare su di loro. Altro personale sta lavorando per mettere in sicurezza il guardrail pericolante”.

Sale ancora il bilancio, in un flash di agenzia si parla di 30 morti.

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Precipita tir da viadotto: morto il conducente

camion-precipa-tuttacronacaE’ precipitato un camion da un viadotto dell’autostrada Savona-Torino. L’incidente è avvenuto all’altezza del Comune di Priero, nel Cuneese, ed è stato un automobilista, che ha riferito che il camion ha sfondato il parapetto, precipitando di sotto, ad avvisare la polizia. L’autoarticolato con targa italiana è precipitato per almeno 80 metri prima di cadere in una zona disabitata, nel territorio di Priero, e, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, si è praticamente disintegrato. Il conducente, di origine siciliana, è morto e i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per estrarne il corpo mentre sono ancora in corso le ricerche per verificare se a bordo non vi fossero altre persone. L’incidente è avvenuto in un tratto in discesa, tra Millesimo e Montezemolo. Il conducente, che stava procedendo in direzione Torino, ha perso il controllo del mezzo all’altezza di una curva molto stretta. Il camion ha dapprima strisciato per alcuni metri contro il guardrail, per poi sfondarlo e cadere nel vuoto.

Paura nei cieli di New York… elicottero precipita nell’Hudson!

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Torna la paura a New York. E’ ancora negli occhi di tutti la tragedia del 2009 quando tra le vittime persero la vita, sui cieli di New York, anche cinque turisti bolognesi. Oggi, fortunatamente, non ci sono vittime, ma solo terrore per un elicottero che è precipitato nel fiume Hudson sul lato sinistro di Manhattan. Il pilota e i quattro passeggeri sono stati tratti in salvo dalle acque del fiume newyorkese all’altezza della 79esima strada. Il pilota ha preferito non rivelare la sua identità né la società per chi lavora e si è limitato a dichiarare che l’elicottero ha “avuto una perdita di potenza”.

In scala minore l’incidente di oggi è simile a quello verificatosi il 15 gennaio 2009, quando subito dopo il decollo all’aeroporto La Guardia, a causa di un’avaria, un  bireattore Airubus A320 della Us Airways, con a bordo 155 passeggeri, fu costretto a un ammaraggio proprio sul fiume Hudson.

Precipita un aereo da turismo: due morti

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E’ precipitato sui monti tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto un aereo da turismo Piper PA28, con a bordo tre francesi. Il velivolo era partito da Locarno e diretto a Portorose (Slovenia) ma il suo volo è terminato nella zona tra Barcis e la Val Salatis, a cavallo tra le province di Belluno e Pordenone. Due passeggeri sono morti nell’impatto mentre un terzo è grave ma non in pericolo di vita e l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore (Belluno) l’ha recuperato all’esterno dell’aereo per trasportarlo all’ospedale di Belluno. Il mezzo è stato localizzato grazie al sorvolo di un aereo dell’Aeronautica Militare decollato dalla base di Istrana (Treviso), che per primo ha notato il ferito nella zona, molto boscosa. La zona è stata raggiunta via terra dai Vigili del Fuoco di Maniago e dal Suem 118 del Friuli Venezia Giulia. Il velivolo stava operando secondo le regole del volo e ora l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) ha aperto un’inchiesta inviando un investigatore sul luogo.
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