Intimano l’alt a uno scooter: poliziotti coinvolti in una sparatoria

polizia-feriti-tuttacronacaConflitto a fuoco nella notte, a Napoli, con due poliziotti che sono rimasti feriti in una sparatoria. Gli agenti del commissariato di Poggioreale avevano intimato l’alta a tre persone che viaggiavano a bordo di uno scooter Yamaha. In un primo momento sembrava che i tre si fermassero per un controllo ma hanno invece estratto le armi dando il via a un conflitto a fuoco nel quale uno dei poliziotti è rimasto ferito di striscio a un braccio mentre il suo collega è stato raggiunto al torace da un proiettile che è stato rimosso durante un intervento chirurgico. La prognosi è riservata, ma il poliziotto è cosciente e ha ricevuto la visita del questore di Napoli, Guido Maria Marino, all’ospedale Loreto Mare. Lo scooter è stato trovato poco lontano dal luogo della sparatoria. Sono in corso le ricerche delle tre persone coinvolte.

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Per non fermarsi al posto di blocco… trascina con sè il poliziotto!

-1TuttacronacaRoad-Rage-Driver-Flees-With-Cop-On-BonnetIl trentenne Sergei Siluyanova si trovava alla guida di un veicolo Dodge quando un agente gli ha intimato l’alt a un posto di blocco. Per non fermarsi, il giovane ha “caricato” l’agente sul cruscotto trascinandolo per quasi un chilometro nel traffico di Mosca, fino a quando il tutore dell’ordine non è scivolato dalla vettura. La scena è stata ripresa da una telecamera piazzata sul cruscotto. Lo sfortunato poliziotto, rimasto ferito ma non in maniera grave, è stato ricoverato mentre Siluyanova è stato arrestato nella capitale russa dopo  due giorni di fuga e il tentativo di disfarsi dell’auto.

Romanzo Criminale a Roma: tre sparatorie in un giorno

sparatorie-romaGiornata in stile Far West a Roma e dintorni, con tre persone uccise e una ferita gravemente. Si è iniziato questa mattina con l’omicidio del 62enne Claudio D’Andria, freddato per strada a colpi di pistola davanti alla sua abitazione. Alcuni testimoni hanno parlato di due persone arrivate in strada a bordo di uno scooter, un’altra persona ha riferito di aver visto una persona fuggire a piedi nel parco. L’uomo avrebbe un piccolo precedente per droga risalente al 2004.  Nel pomeriggio si è invece svolta una vera e propria esecuzione a Focene, alle porte della capitale. Pietro Rasseni, 40enne con piccoli precedenti per furto e spaccio, è stato ucciso sull’uscio di casa, sotto gli occhi della moglie e del figlio di 10 anni. Subito dopo gli spari, ha riferito un testimone, un uomo è scappato a bordo di un motorino. Si è appreso che la vittima era nota alla gisutizia, con la quale era finita nei guai nell’aprile del 2006 quando aveva forzato un posto di blocco sul Grande Raccordo Anulare. Dopo un lungo inseguimento, durante il quale aveva speronato tre volanti della Stradale e percorso 500 metri contromano, provocando otto ferimenti, era stato arrestato. Infine, poco prima delle 20, ad Anzio, sul litorale romano, si è consumata la terza sparatoria, che si è conclusa con un morto ed un ferito grave. La vittima si chiamava Daniele Righini, aveva 32 anni e un precedente per furto. L’altra persona coinvolta nella sparatoria è Massimiliano Cencioni, suo coetaneo, rimasto gravemente ferito al torace. I due erano a bordo di una Peugeot in corso d’Italia quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola. Secondo le prime testimonianze, ancora poco chiare, i killer potrebbero essere scappati a bordo di uno scooter. Anche in questo caso, si stanno svolgendo le indagini. Alemanno, parlando dell’accaduto, ha parlato di un “attacco di criminalità organizzata”. “Abbiamo vinto con la riduzione dei reati, della criminalità in strada e di lotta al degrado – ha spiegato – ma c’è un problema di attacco di criminalità organizzata nella città di Roma, che è nuovo e al quale bisogna reagire in maniera compatta.”

Nunca mas d’Egitto… Torture?

egitto-tuttacronaca

L’obiettivo del Guardian questa volta si posa sulle torture condotte in Egitto e che hanno visto coinvolta la popolazione civile durante la rivoluzione avvenuta nel 2011 e delle sparizioni che hanno portato alla sparizione degli arrestati. Ci sarebbero una serie di documenti presidenziali che potrebbero far luce su quanto è avvenuto in quel periodo di confusione e di disordine che portò alla cacciata dall’Egitto dell’ex Presidente Hosni Mubarak. Nei 18 giorni della rivolta sono sparite infatti numerose persone, alcune delle quali sono state ritrovate morte negli obitori della città. Molti di questi corpi portavano i segni della tortura subita. Gli investigatori hanno scoperto che in un check point stradale a sud del Cairo sono state detenute centinaia di persone, scomparse e mai più tornate. In queste sparizioni sarebbe coinvolto anche il Presidente Morsi, anche se il capo di stato egiziano ha sempre negato  che le forze ell’ordine fossero implicate nelle violenze contro la popolazione.

 

13 morti a posto di blocco! Polizia filippina ferma una gang.

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