E’ polemica per il maxi Winner Taco apparso a Roma!

WINNER_TACO-tuttacronacaGli utenti dei social network implorano il ritorno del biscotto gelato tanto in voga alcuni anni fa, il Winner Taco, e lui ha fatto la sua apparizione, in versione gigante, a Roma, a Ponte Milvio, alcuni giorni fa. Si pensava fosse un messaggio che faceva ben sperare in un suo pronto ritorno, ora, spiega RomaNotizie, si è scoperto che ad avere avuto la brillante idea è stata un’azienda che ha risposto al gruppo Facebook “Ridateci il Winner Taco”. Ma sempre il sito sottolinea come il gelato già abbia qualche nemico. Si tratta di Stefano Erbaggi, vicepresidente del Consiglio del Municipio XV, ha addirittura parlato di “scempio” e ne ha chiesto l’immediata rimozione. Erbaggi ha detto: “E’ un’azione ingiustificata in quanto il 20 dicembre del 2010 il Consiglio municipale aveva approvato una risoluzione che impegnava Presidente e Giunta a non autorizzare iniziative a carattere commerciale e pubblicitario a Ponte Milvio e negli spazi ad esso adiacenti”.E ha proseguito: “Sono certo che la Commissione Trasparenza farà chiarezza sull’accaduto operandosi per verificare che, come riportato nell’art.58, le decisioni deliberate dal Consiglio municipale vengano, come da regolamento, adottati, eseguiti e rispettati rigorosamente dal Presidente Torquati e dalla sua Giunta”.

Cosa ci fa un Winner Taco gigante a Roma?

winner-taco-tuttacronacaSono anni che il famoso gelato dell’Algida, il Winner Taco, non è più in circolazione. E in molti lo reclamano, utilizzando i social per lanciare il loro appello. Buone notizie per tutti gli amanti della leccornia estiva: sta per fare ritorno. Algida ha infatti pubblicato sulla sua pagina Facebook l’orma di un orso, simbolo del leggendario gelato, accompagnato dalla scritta: “C’è traccia di un grande ritorno”. E ancora la foto di un orso polare di spalle, con la didascalia: “Un orso polare si aggira in città, sarà proprio lui”.  Al popolo della rete il fatto non è passato inosservato e il Winner Taco è diventato un trending topic su Twitter. Un utente, su Facebook, ha commentato: “Non giocate coi nostri sentimenti”. Un altro, invece: “Se non sarà il ritorno del Winner Taco, scoppierà una guerra”. Ma se ancora non si può mordere il gelato, lo si può ammirare a Roma dove proprio oggi, all’improvviso, a Ponte Milvio, a due passi dalla Torretta Valadier, è comparso in versione gigante.

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Quei lucchetti dell’amore a Roma: che fine faranno?

lucchetti-roma-tuttacronacaDovevano essere una promessa di amore eterno, quei lucchetti appesi sui lampioni di Ponte Milvio la cui chiave finiva lanciata nel Tevere. I simboli dell’amore poi si sono sparsi ovunque a Roma, con gli adolescenti che seguivano la moda lanciata da Federico Moccia con i suoi libri e i suoi film. C’erano. Ora dove sono? Sono arrugginiti e li hanno buttati via come ferri vecchi. Il 10 settembre 2012 alcuni operai del municipio e degli operatori dell’Ama provvedevano a rimuoverli. Hanno fatto seguito polemiche e proposte su come utilizzarli, ma ora è sceso il silenzio. E se una piccola parte ora si trova in una rimessa della sede del XV Municipio di via Flaminia, centinaia di migliaia di pezzi sono accatastati in un piccolo garage dell’ufficio anagrafico di Cesano, in via della stazione di Cesano 836. Ora il Municipio lancia una nuova proposta: “Vendiamoli e con i soldi del ricavato possiamo fare manutenzione di alcune strutture importanti, come la Torretta Valadier. Oppure beneficenza”.

Michele Galvani per il Messaggero scrive:

Il primo incontro con i lucchetti è in via Flaminia 872: sotto al Municipio, in una vecchia rimessa d’auto, tra vecchi documenti e computer, si intravedono alcuni secchi di plastica: lì dentro spuntano pezzi di ferro, uno sopra l’altro, senza più anima né vita. «Bea e Sere sempre insieme sempre divise», si legge su un lucchetto rosso dove la scritta è stata addirittura incisa. E poi «Angy e Ale», «Dado e Giada», «Romolo e Melania per sempre», «A+G 01-03-07», sono solo alcune delle scritte ancora visibili. «La nostra idea – spiega Alessandro Cozza, vicepresidente con deleghe alla cultura, allo sport e alla scuola – è quella di vendere rame e ottone e cercare di ricavare dei guadagni. Poco tempo fa la Croce Rossa ci aveva chiesto aiuto per l’acquisto di due defibrillatori, questa potrebbe essere un’occasione». Il problema però, è lo stato in cui si trovano. «Bisogna fare in fretta – conferma Cozza – con il deterioramento il riciclo diventa molto difficile». Il blocco che più impressiona si trova a Cesano. Quando si alza la serranda del box all’interno dell’ufficio anagrafico, compare una montagna di ferraglia sporca e arrugginita, circondata da ragnatele. Impossibile quantificare peso e unità, impossibile provare ad alzare con le mani un blocco per spulciare tra i segreti degli adolescenti che negli anni hanno riversato su ferro i loro sogni e le loro delusioni. Ci sono lucchetti classici e alternativi, viola, verdi, celesti, rossi, griffati, comprati da cinesi. I che sono ke, alcuni puntano sull’inglese («Together forever 01-11-08»), altri sono amori stranieri («Tina & Bernd here 29-03-2007»). Tutti così vicini, così freddi. Rovinati dalle infiltrazioni d’acqua e dal tempo che trascorre inesorabile e se li mangia.

Dopo la ridda di polemiche politiche per la decisione di rimuoverli dal ponte, 15 mesi fa le tenaglie misero fine a un tormentone che durava da troppo tempo. «Con la scusa dei lucchetti Ponte Milvio era diventato un luogo di ritrovo di spacciatori», una delle spiegazioni dell’allora presidente del Municipio Gianni Giacomini. Fatto sta che, il giorno stesso dell’operazione di smantellamento iniziarono a piovere idee di ogni tipo. Dal trasferimento al Ponte della Musica a un museo permanente che era stato individuato in quello Preistorico etnografico dell’Eur Pigorini. «A noi arrivò anche un progetto di una vetrina permanente sulla banchina del Tevere sotto a ponte Milvio», racconta ancora Cozza. «Quello che possiamo fare concretamente – dice Daniele Torquati, presidente del Municipio – è fare un avviso pubblico per venderli: possiamo aiutare un centro anziani o fare un intervento legato al sociale. Oggi pur avendo un valore sentimentale, i lucchetti hanno perso valore di mercato. Magari andavano venduti prima, appena rimossi, quando con la città c’era ancora un forte rapporto». «L’idea di venderli mi sembra giusta – dice Giuseppe Gerace, presidente del II Municipio che arriva proprio fino al ponte – almeno così non vanno persi del tutto».

Mistero sul cadavere di Ponte Milvio a Roma

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Il corpo di è stato rinvenuto sul sagrato  della chiesa di ponte Milvio a Roma intorno alle 7.30 di questa mattina. Si tratterebbe di un 40enne nordafricano senza documenti,  probabilmente un senzatetto, che è caduto nella notte come evidenziato da grande ematoma sulla fronte. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Il 15 giugno manifestazione di Casapound, mentre sfila il gay pride

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Si raduneranno nello spazio Area 19, gestito da Casapound, gli esponenti di estrema destra che il 15 giugno, mentre a Roma ci sarà il gay pride, manifesteranno a favore del presidente siriano Assad. Il comune è solo riuscito a negare lo spazio di Ponte Milvio dirottando quindi la protesta in un uno spazio autogestito.

Ecco il comunicato presentato da “Il Messaggero”:

Il raduno di neofascisti pro-Assad non si terrà più in piazza, a Ponte Milvio. Dopo gli appelli – a cominciare da quello di Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica – che si sono levati contro la presenza di vari gruppi estremisti in città, il Comune ha ritirato l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. L’appuntamento rimane però confermato, per il pomeriggio del 15 giugno, nello stesso giorno del Gay Pride. I movimenti neofascisti di mezza Europa, dalla Francia alla Grecia, si riuniranno così in via Monti della Farnesina, all’interno di “Area 19″, lo spazio occupato gestito da CasaPound. Dietro all’organizzazione del raduno dell’orda nera, infatti, ci sono proprio i Fascisti del Terzo Millennio di Gianluca Iannone, anche se formalmente le fila dell’evento sono tenute dalla neonata sigla del Fronte Europeo di solidarietà per la Siria. Del gruppo fa parte anche l’associazione Zenit, organizzazione di estrema destra capitolina, che dichiara di avere «radici nel fascismo». «Il Fronte Europeo per la Siria comunica che, nonostante le pressioni subite da parte della Questura di Roma e del Comune che ha negato all’ultimo momento la disponibilità del suolo pubblico – hanno reso noto poco fa quelli del Fronte europeo per la Siria – ha comunque deciso di svolgere la manifestazione nello stesso giorno in via Monti della Farnesina, nei pressi di Ponte Milvio. Comunichiamo inoltre che la manifestazione si svolgerà secondo il programma e gli orari precedentemente stabiliti».

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