I “pittori” di piazza San Marco che vendono i quadri cinesi!

pittori-venezia-tuttacronacaSi era già parlato del fatto che a Venezia la polizia cerchi di capire se le opere vendute dai pittori di strada siano originali o si tratti piuttosto di lavori fatti in serie, ma venire a scoprire che “un souvenir origianle” della città lagunare potrebbe non essere altro che un quadro comprato all’ingrosso dai cinesi sicuramente fa perdere molta dell’aura degli artisti di piazza San Marco. Sono degli investigatori privati,  che hanno indagato per conto di due pittori di piazza che hanno depositato una denuncia, ipotizzano infatti che i quadri da vendere ai turisti spacciandoli come opera dei pittori della celebre piazza potrebbero invece arrivare da un deposito all’ingrosso cinese. La lotta all’illegalità è partita da qualche pittore che ha denunciato le irregolarità anche ma solo in due hanno continuato fino in fondo chiedendo l’aiuto degli investigatori per poi fare una denuncia. È proprio da quell’esposto ha preso avvio l’operazione di “intelligence” della polizia municipale veneziana: appostamenti fotografici, per vedere se tra i quadri dipinti dai “pittori di piazza” ce ne siano effettivamente di poco originali, o fatti in serie.

L’elicottero precipitato a Glasgow: il bilancio delle vittime sale a 8

glasgow-elicottero-tuttacronacaIeri sera, alle 22.25, un elicottero della polizia è precipitato sul tetto di un pub di Galsgow, in Scozia. Si ritiene che a quel momento vi fossero circa 120 persone nel locale sulla riva del fiume Clyde, dove stava suonando un gruppo musicale. Diversi degli avventori sono riusciti a mettersi in salvo. C’era molta folla perchè era venerdì sera e la vigilia di sant’Andrea, patrono della Scozia. A bordo dell’elicottero, un EC-135, c’erano due poliziotti e un pilota civile. La Bbc online ha reso noto in Twitter, citando fonti della polizia, che è di almeno otto morti il bilancio provvisorio dell’incidente. Sono 32 i feriti ricoverati. Sempre la Bbc rivela che la tragedia ha scosso anche la Regina Elisabetta: “I suoi pensieri e le sue preghiere sono per le vittime”. Al momento, spiega Sir Stephen House, chief constable di Glasgow, non sono chiare le cause dell’incidente. “Siamo ancora nella fase delle indagini e dei soccorsi”, ha aggiunto. Le dichiarazioni della polizia sono giunte mentre continuano i soccorsi, resi difficili dal pericolo di crolli. Un testimone, il 34enne Fraser Gibson, ha raccontato alla Bbc, che si trovava nel pub al momento dello schianto. In quel momento stava suonando una band di loro amici, gli Esperanza: “a metà della loro esibizione c’è stata una fortissima esplosione. Parte della stanza si è coperta di polvere. Siamo rimasti come congelati per un secondo poi c’è stato il panico e la gente ha cercato di uscire”. Altri testimoni hanno riferito che, prima dell’arrivo dei soccorsi, la gente ha formato una catena umana per aiutare le persone ad uscire dal pub. Adnkronos, in precedenza, aveva parlato con Alfredo Lazzurri, originario della provincia di Lucca, a Glasgow da 41 anni. Ha un pub italiano, ‘Alfredos’, al 146 West Nile Street, un km di distanza dal locale ‘The Clutha’. L’uomo ha spiegato: “Stiamo seguendo sulle news, per ora la tv scozzese dà 6 morti. La Polizia sta coprendo il pub con dei teli”. Quindi ha spiegato: “Lì non ci si avvicina a 300 metri dal pub la polizia ha chiuso tutto. La città è sconvolta da questa tragedia: l’elicottero della polizia, mi hanno raccontato, è arrivato sul pub e poi è cascato d’un colpo dritto. Ieri sera il pub era pieno, c’era musica, gente che si divertiva…”. E ancora: “Conosco il proprietario, Brendaan, 60 anni circa, spesso ci ho giocato a golf… Non so come stia, non hanno reso noti i nomi dei morti”. Quindi conclude: “La comunità italiana è colpita da questa vicenda. Faremo tutto il possibile per aiutare chi ha bisogno”. Sul luogo dell’incidente sono ancora in corso le operazioni di soccorso, “per essere certi di aver recuperato tutti”.

Scontri in Ucraina nel corteo pro Ue, centinaia i feriti

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Non una manifestazione, ma una guerra. A Kiev, notte violenta e numerosi scontri tra manifestanti pro-Ue e polizia. Le proteste andavano avanti da almeno una decina di giorni  contro la decisione del governo di sospendere un accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea. In piazza Maidan ieri sera erano in 10.000 a manifestare, ma le forze speciali ‘Berkut’ hanno aspettato la tarda notte per intervenire, quando i dimostranti rimasti nella zona erano solo mille, o anche meno. A quel punto sarebbero stati circa duemila, secondo fonti accreditate, gli agenti che in tenuta in antisommossa, sono intervenuti verso le 4.30 del mattino con i manganelli. Questa mattina non c’era un solo manifestante, ma alcuni feriti in città si incontravano. Tra questi Petrò, 26 anni, con una vistosa fasciatura sulla fronte  «Mi hanno colpito con una manganellata – spiega -, ma non stavamo facendo niente di male, cantavamo, scherzavamo. I ‘Berkut’ sono arrivati all’improvviso». Andrei, 42 anni, è indignato: «È stata una strategia di guerra – dice -. I poliziotti sono arrivati all’improvviso, quando in piazza ormai c’erano solo 700-800 persone, alcuni dormivano già. Non so quanti erano gli agenti – prosegue -. Erano tantissimi comunque e colpivano chiunque, anche la gente a terra». Petrò sostiene che in piazza «c’erano un migliaio di persone quando sono arrivati i Berkut: la maggior parte della gente era andata via e la situazione sembrava tranquilla. Erano rimasti in piazza solo quelli che avevano intenzione di passare qui la notte. Gli agenti colpivano alla cieca – spiega arrabbiato -, c’erano persone col viso insanguinato, hanno chiesto i documenti agli studenti, arrestato un sacco di gente». «Hanno sgomberato la piazza con la violenza – gli fa eco un altro giovane -, hanno smontato tutto e non hanno nemmeno dato il tempo alle persone di raccogliere le proprie cose». Una rappresentante della polizia, Olga Bilik, ha detto in un’intervista a una tv locale che l’intervento delle ‘teste di cuoio è stato causato dal «lancio di lattine» da parte di alcuni dimostranti contro degli operai che stavano iniziando ad allestire le decorazioni natalizie. Ma la forte repressione della manifestazione costa al governo ucraino anche in termini diplomatici:  ferme condanne sono arrivate dall’ambasciatore Usa e dai ministri degli Esteri di Svezia e Lettonia.

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L’elicottero della polizia che precipita sopra un pub

elicottero-pub-scozia-tuttacronacaNon è ancora stata chiarita la dinamica della caduta di un elicottero della polizia venerdì sera nel centro di Glasgow, in Scozia, anche anche se sono numerose le testimonianze di chi ha visto chiaramente il velivolo precipitare e ha descritto la situazione sul posto come “orribile”. Il velivolo si è schiantato su un pub, The Clutha, sfondandone il tetto. Al momento dello schianto, nel locale stava suonando una band: i componenti del gruppo musicale, attraverso la loro pagina Facebook, hanno fatto sapere di essere illesi ma alcuni testimoni hanno comunque riferito che ci sarebbero diversi feriti. Sul luogo, sono arrivati 15 mezzi dei vigili del fuoco, oltre alle ambulanze e ai mezzi della polizia. Jim Murphy, parlamentare laburista e portavoce della Difesa, si trovava in zona proprio al momento dell’incidente ed ha spiegato che stava guidando nel quartiere “proprio qualche secondo dopo aver visto quella che sembrava la caduta di un elicottero su un pub”. I servizi di emergenza hanno reso in seguito noto che diverse persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie del pub mentre diversi feriti sono già stati soccorsi. Un vigile del fuoco ha spiegato che i soccorritori “hanno avuto contatti con le persone intrappolate che si trovavano all’interno del bar Clutha”. Non ha saputo quantificare per ora i feriti.

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Verso Atalanta-Roma: i tifosi giallorossi scorderanno l’episodio del carro armato?

roma-bergamo-tuttacronacaLo scorso 15 luglio, in occasione della “Festa della Dea”, gli ultrà dell’Atalanta sono saliti su un carro armato americano della seconda guerra mondiale, a bordo del quale c’erano anche l’ex capitano Glenn Stromberg e il neo acquisto Giulio Migliaccio, con il quale hanno schiacciato una vecchia auto dipinta con i colori giallorossi. L’episodio aveva suscitato diverse polemiche a Roma alle quali rispose l’ex consigliere regionale e anima storica della curva atalantina Daniele Belotti: “a Roma si preoccupassero piuttosto dei 30 accoltellati all’anno, tra cui anche tre atalantini alcuni anni fa”. Sono queste le premesse al match di domenica quando i giallorossi arriveranno a Bergamo. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale ha quindi deciso di effettuare controlli “capillari” sulle strade di accesso alla città e steward della società giallorossa presenti allo stadio. L’Osservatorio ha aggiornato il livello di rischio dopo “il deprecabile episodio” e, in un incontro con cui hanno partecipato rappresentanti sia delle questure delle città di appartenenza dei club che delle due società, ha definito le misure condivise per la partita. “Si auspica che le tifoserie sappiano fornire una dimostrazione di maturità, anche per evitare l’adozione di provvedimenti restrittivi a loro carico nel prosieguo del campionato”, ha affermato l’Osservatorio.

Bambino di 10 anni troppo violento: interviene la polizia

iperattività-infantile-tuttacronacaPericoloso per i compagni e le insegnanti a causa dei suoi momenti di iperattività che sfociavano anche in atti violenti. E’ la storia di un bimbo di 10 anni che vive nella provincia di Treviso che ha visto, ad un tratto, la sua aula scolastica svuotarsi. I genitori dei suo compagni, infatti, hanno deciso da un giorno all’altro di non mandare più i propri figli a scuola, temendo per la loro incolumità. Il bambino, che si è ritrovato unicamente in compagni di un insengante di sostegno, ha iniziato a lanciare tutto per aria costringendo anche la maestra ad allontanarsi dall’aula, ferendo sia lei che un bidello e un’altra bambina. Tutti e tra sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Lo scatto d’ira del piccolo si è placato solo in seguito all’intervento della polizia e all’arrivo dei genitori e a quel punto è stato possibile recuperarlo dall’aula. I suoi genitori chiedono di essere capiti, spiegando che non è una situazione facile da gestire nemmeno per loro ma vogliono comunque che il figlio non diventi un emarginato, ma gli altri parenti dal canto loro definiscono la situazione “insostenibile”.

Stabilità forse, insicurezza certa! Troppi tagli alla polizia

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Stavolta non è scandalismo o catastrofismo è Alessandro Pansa,  il capo della Polizia, ha dichiarare  “Non possiamo offrire lo stesso servizio di sicurezza al cittadino che offrivamo qualche anno fa, con 15 mila poliziotti, 15 mila carabinieri e migliaia di finanzieri in meno”. Il numero uno del Dipartimento sicurezza del ministero dell’Interno in un intervista a La Repubblica ha affermato:  “Ogni tanto qualcuno mi chiede di aumentare il livello dei controlli in alcune città o in alcune parti del Paese. Voglio essere chiaro con tutti: oggi non siamo in grado di accrescere la sicurezza in nessuna parte del territorio”. Se nel passato si era gridato ai tagli, sicuramente non si era mai arrivati a questo punto e sempre secondo il racconto di Repubblica, Pansa, che oltre ad essere il capo della Polizia è anche il numero uno dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, ha anche aggiunto: “Non è più pensabile – ha spiegato – ragionare come se sul territorio siano schierati 110 mila uomini. Dal 2014 ce ne saranno solo 94 mila”. Pansa ha espresso anche la preoccupazione che i tagli possano penalizzare il comparto della sicurezza a favore di quello della Difesa, impegnato da anni nelle “pattuglie miste” e in compiti di presidio di obiettivi a rischio nelle città. “Bisogna chiarire – ha dichiarato – chi ha la legittimità dell’uso della forza nell’ambito della sicurezza”. “Perché – ha detto in polemica con la Difesa – se spostiamo l’asse verso il sistema militare, creiamo qualche scompenso anche rispetto ai principi costituzionali”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario dell’Anfp Enzo Letizia: “Il taglio delle risorse, in un momento di crisi economica, comporta un aumento della criminalità perché mancano uomini e mezzi”.

I dati non sono per nulla positivi: nel nostro paese sono in aumento furti e rapine. A Bari i delitti sono aumentati del 2,2%, negli ultimi otto mesi del 50% gli omicidi, del 16% i furti, del 70% le rapine in abitazione. A Roma crescita dei delitti del 3,2%, con un incremento tra gennaio e agosto del 43% degli omicidi volontari, del 4,3% dei furti in generale e dell’8,7% dei furti negli esercizi commerciali. Il record negativo spetta a Firenze, in testa alla classifica per l’aumento dei delitti nel 2012 (9,2%) rispetto al 2011. E poi ancora: a Cagliari da gennaio ad agosto sono aumentati del 28% i furti in abitazione, a Napoli crescono dell’11,4% le violenze sessuali e del 18,6% le rapine.

Sette ergastolani armati evasi in Albania: è caccia all’uomo

evasione-tuttacronacaImponente caccia all’uomo in Albania per l’evasione di sette detenuti condannati all’ergastolo per omicidio. I carcerati, che la polizia albanese ha sottolineato che “sono armati”, sono fuggiti  dalla prigione di Drenova, 170 chilometri a sud di Tirana. Le forze dell’ordine hanno chiesto alla popolazione di rimanere al riparo perché gli evasi “sono pericolosi”. Sono stati avvertiti i Paesi confinanti, Grecia e Macedonia.

Addio originalità: anche i pittori di strada dipingono in serie

venezia-pittori-tuttacronacaA Venezia, spiega il Gazzettino, si parla di un’azione di intelligence della polizia municipale, con tanto di appostamenti fotografici. Nell’occhio del ciclone sono finiti i pittori di piazza che lavorano a San Marco. La questione è: disegni e/o dipinti sono originali o meno? Il dubbio è che i turisti, o chiunque voglia acquistare una veduta veneziana al tramonto, non acquistino altro che “croste” fatte in serie invece che un’opera unica in sè. Più di qualcuno di questi “artisti” potrebbe anche perdere la licenza visto che il presupposto fondamentale per il romantico ruolo di “pittore di piazza”, che gode di una concessione comunale per i plateatici con vista soprattutto su San Marco, sarebbe proprio quella dell’originalità, certo non della…replica. Che ci siano situazioni “taroccate” è noto da tempo, come insegna il settore del vetro artistico di qualità, spesso e volentieri in difficoltà, di fronte alla massiccia invasione di negozi di vetro ad un euro, che in realtà ben poco hanno a che vedere con la produzione artistica di Murano.

Fiamme nel Municipio di Biella: un uomo appicca il fuoco

municipio-biella-tuttacronacaHa svuotato una tanica di benzina e, dopo aver appiccato il fuoco all’interno del Municipio di Biella, ha chiamato la polizia. All’arrivo degli agenti, l’uomo li stava attendendo. Si tratta di un 40enne che da tempo è in cura al Centro di igiene mentale per crisi depressive. All’interno dell’edificio si trovavano anche il sindaco Dino Gentile e il capo di Gabinetto Martino Preden che si trovavano negli uffici mentre l’uomo, poi fermato dalla polizia, ha scelto l’androne per il suo gesto.

“AAA cercasi killer che uccida il giudice che mi ha fatto arrestare”

vendetta-tuttacronacaAd agosto, un sessantenne di Santiago de Compostela era stato arrestato a seguito del tentativo di uccidere la moglie. L’uomo non era riuscito nel suo intento perchè gli si era inceppato il fucile. Arrestato su volere di un giudice donna, è uscito dal carcere con l’obbligo di non avvicinarsi alla moglie. Non avendolo rispettato, era tornato in carcere. Scarcerato dopo qualche giorno, però, l’aspirante omicida ha deciso di pubblicare un annuncio sui giornali locali per cercare un killer che, su compenso di 6mila euro, avrebbe dovuto assassinare il giudice reo di averlo fatto arrestare. Il compito della persona “assunta” era definito come “lavoro speciale”. All’annuncio hanno risposto 600 persone che solo in seguito hanno scoperto la vera natura dell’incarico. Il 60enne aveva attuato una serie di precauzioni per non essere identificato dall’aspirante killer, ma le indicazioni fornite alla polizia dai contattati hanno consentito agli agenti di individuarlo.

Sparatoria a Houston, festa di compleanno finisce in tragedia!

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2 morti e 22 feriti questo il pesante bilancio della festa di 18 anni finita in tragedia a Cypress, sobborgo di Houston, in Texas, dove la polizia sta cercando due sospettati. Un uomo e una donna sono morti mentre altri sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco. Al momento della sparatoria nell’abitazione d’erano un centinaio di perone, in prevalenza giovani di 20 anni che stavano festeggiando un compleanno di 18 anni. Alcuni feriti, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, sono stati colpiti alle caviglie, altri alle anche. Qualcuno è scappato saltando fuori dalla finestra. Si ritiene che la lite sia scoppiata a causa di futili motivi, probabilmente anche a causa dei fiumi di alcol che potrebbero aver animato la festa. Nelle stesse ore si è sparato anche a New York su una pista di ghiaccio. 

Terrore a Roma, bandito con mannaia

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Terrore a Roma tra l’Appio e il Tuscolano dove un bandito italiano armato di mannaia, di circa 30 anni, con la barba incolta e violento ha fatto irruzione in due negozi dove ha messo a segno due colpi prima di far perdere le tracce. «Sono morta di paura – ha raccontato una commessa alla polizia – Quel tipo è entrato nel locale: con una mano impugnava la mannaia e con l’altra mi ha stretto il collo quasi a soffocarmi». Le auto della polizia gli hanno dato la caccia ma il criminale è riuscito a far perdere le tracce. Ora si teme che possa colpire ancora nei prossimi giorni.

12enne incinta, 5 mesi per fermare il pedofilo

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Lei ha solo 12 anni è stata violentata almeno per 5 mesi da un presunto pedofilo di 38 anni e ha tentato il suicidio. Questa è l’odissea di una ragazzina ghanese, nata in Italia e residente a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Ora è ricoverata a Napoli. La polizia basandosi anche sulla denuncia presentata dal patrigno della minore, ha accertato che l’uomo, anch’esso ghanese, avrebbe incontrato la 12enne fuori da un istituto scolastico di Castel Volturno, fingendo di avere 24 anni; l’avrebbe inoltre corteggiata assiduamente riuscendo poi a portarla nella sua abitazione, dove l’avrebbe violentata.

I carabinieri arrestano 5 persone: in 50 assaltano la caserma

furti-rame-tuttacronacaE’ scattata la denuncia per alcune delle persone che hanno tentato di assaltare la caserma dei carabinieri al quartiere Paolo VI di Taranto mentre si svolgevano le operazioni di arresto di cinque giovani pizzicati a rubare rame nel deposito di un vecchio supermercato. Tra la cinquantina di presenti, si sarebbe messo in risalto un uomo che avrebbe tentato di far irruzione nella caserma entrando dal garage, venendo però bloccato. Ad aiutare i militari sono intervenute sia delle pattuglie di Polizia che la Guardia di Finanza. Dopo alcuni momenti di forte tensione, è stata in seguito ripristinata la calma mentre tutti i presenti sono stati identificati.

Morte assurda. 19enne ucciso dalla polizia, doveva solo avere una lezione

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Morte assurda e ancora la polizia sotto il mirino dell’opinione pubblica dopo che un agente ha ucciso un ragazzo di soli 19 anni. Il giovane ucciso con due colpi di pistola sparati da un poliziotto. Il ragazzo,  Tyler Comstock, stava sul furgone del padre ed era stato proprio quest’ultimo, James, a chiamare la polizia dicendo che il figlio aveva rubato il suo furgone per andarsi a comprare le sigarette. Insomma una discussione familiare finita in tragedia. Nelle intenzioni del padre c’era solo la volontà di “dare una lezione al figlio ribelle”. L’agente più vicino, allertato dalla centrale, si è messo alla ricerca del furgone e appena rintracciato ne è nato un inseguimento con il giovane che si è rifugiato nel campus della Iowa State University, qui l’ufficiale avrebbe esploso 6 colpi di cui 2 mortali. Secondo l’ufficiale di polizia gli spari si sono resi necessari perché “hanno dovuto fermare la minaccia che il ragazzo rappresentava per il pubblico e gli ufficiali.”

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Atene: sgomberata dalla polizia la sede della tv pubblica

atene-scontri-tuttacronacaEra giugno quando il governo, senza preavviso, chiudeva l’emittente radiotelevisiva nazionale greca Ert, giudicandola troppo onerosa nella morsa della stretta finanziaria imposta dalla troika (Ue, Bce, Fmi). All’epoca, il provvedimento aveva portato al licenziamento di circa 2.600 persone creando scompigli nel Paese. La sede dell’Ert, che sorge alla periferia nord di Atene, era occupata da qualche decina di persone, per lo più giornalisti licenziati, e la polizia antisommossa, che ha circondato l’edificio nelle prime ore del mattino, ha rotto le serrature per entrare. Mentre una parte degli agenti procedeva allo sgombro dei locali dai suoi occupanti, un’altra parte all’esterno respingeva con l’uso di lacrimogeni la protesta di alcune centinaia di manifestanti che si sono radunati in breve tempo per opporsi all’azione delle forze dell’ordine, non appena si è diffusa la notizia. Sono anche scoppiati dei tafferugli. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni contro alcune centinaia di manifestanti radunatisi fuori e arrestato almeno tre persone, in seguito rilasciate.

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Napoli-Marsiglia: inizia a surriscaldarsi l’aria in città. 8 ultrà fermati

napoli-marsiglia-tuttacronacaLa partita tra Napoli e Olympique Marsiglia si svolgerà solo questa sera ma già la scorsa notte la polizia ha bloccato e denunciato otto ultrà azzurri, tutti di età compresa tra i 21 e i 39 anni. I tifosi sono stati sorpresi mentre, nel centro antico della città, si stavano avvicinando a un gruppetto di francesi. Perquisiti, si è scoperto che erano in possesso di due coltelli a serramanico. Nel frattempo, nel quartiere Fuorigrotta altri quattro tifosi sono stati aggrediti verbalmente da un gruppo di giovani napoletani. Anche in questo caso è intervenuta una volante che ha fatto sì che la lite non degenerasse dopo che un francese era stato colpito da un pugno. La stessa polizia ha poi accompagnato i supporters dell’Olympique in albergo. Da ieri, la Questura di Napoli ha predisposto uno specifico dispositivo di prevenzione a largo raggio in vista del match valido per la Champions.

Magica Roma… nel vero senso del termine! Il segreto del successo

roma-magica-tuttacronacaHa talmente dell’incredibile la notizia riportata da Retenews24 che viene spontaneo chiedersi se il presidente della Lazio Claudio Lotito ne sia convinto o se non si sia fatto trasportare dall’entusiasmo per l’imminente notte di Halloween. Fatto sta che il patron dei biancocelesti, colpito dall’incredibile e repentina rinascita di una Roma che sembra irraggiungibile in questo avvio di campionato, ha indagato e alla fine ha scoperto il segreto dei giallorossi: il club avrebbe “ingaggiato” dei maghi, dei chiaroveggenti in grado di favorire i risultati della squadra. Ecco cosa riporta il pezzo a firma Piero Bonito Oliva:

Magica Roma, nel vero senso della parola. Il primato in campionato, il record di nove vittorie consecutive in altrettante giornate di campionato, il bel gioco espresso dalla squadra di Rudi Garcia e i tifosi in delirio dopo anni di delusioni non sarebbero solo frutto di duro lavoro e tanto sudore. C’è qualcosa di prestigioso nell’aria capitolina sponda giallorossa, una sorta di influsso positivo che mette il turbo alle gambe dei calciatori. Chiaroveggenza o, appunto, magia. A rivelarlo è il presidente della Lazio Claudio Lotito, che a quanto apprende Retenews24 avrebbe confidato ai suoi giocatori il segreto di tanto successo, racchiuso tutto – o quasi – nei maghi alle “dipendenze” di Garcia. Già, maghi di professione, veggenti o maestri specializzati nelle premonizioni. Lotito lo ripeterebbe tutti i giorni a Formello e l’avrebbe ribadito ai ‘suoi’ negli spogliatoi al termine dell’incontro con il Cagliari. “James Pallotta ha ingaggiato cinque maghi che lavorano costantemente tra Trigoria e lo stadio Olimpico per far vincere la Roma”. Una notizia choc che il patron biancoceleste avrebbe riferito in una conversazione telefonica anche al presidentissimo del Napoli Aurelio De Laurentiis. Secondo quanto apprende Retenews24 da fonti interne Lotito avrebbe svelato il segreto della vittoria casalinga proprio contro la squadra di Benitez: “Aurè lo sai perché avete perso? I maghi di Pallotta hanno suggerito di far alzare Maradona dagli spalti a fine primo tempo per eliminare gli influssi negativi…”. E, sarà un caso o forse no, sta di fatto che proprio quando il Pibe de Oro si è avviato verso l’uscita, Pjanic ha insaccato la palla in rete su calcio di punizione. Incredibile ma a quanto pare vero: insieme ai vari Gervinho, Strootman e Benatia nella lista della spesa della Lupa nell’ultima sessione di calciomercato ci sarebbero stati anche i maestri del futuro. Capaci di eliminare il malocchio dalla squadra afflitta dalle gestioni Luis Enrique e Zeman. Unitevi voi discepoli di Harry Potter: nel mondo del calcio c’è posto anche per voi. Oltre alla sfera di cuoio, Totti & company hanno anche quella di cristallo.

Decidete voi quanto è “magica” la Roma!

Sirena spiegata: Bonucci inseguito dalla polizia a Torino!

bonucci-auto-tuttacronacaIeri Balotelli è rimasto coinvolto in un tamponamento in autostrada, oggi è un bianconero ad aver avuto problemi a causa delle quattro ruote. Leonardo Bonucci, a bordo della sua Ferrari, ha infatti attraversato a grande velocità corso Unità d’Italia a Torino, facendosi così inseguire da una pattuglia della Polizia, che ha dovuto azionare, secondo quanto riporta La Stampa, sirena e lampeggiante per farsi largo nel traffico. Il difensore, una volta affiancato dai poliziotti, vistosi intimare l’alt con la paletta d’ordinanza, ha subito accostato e fornito patente e libretto come richiesto dagli agenti, che una volta controllati gli stessi hanno solo ammonito verbalmente il difensore bianconero, senza contestargli alcuna infrazione. In seguito, i poliziotti hanno parlato di un controllo di routine, anche se effettivamente la Ferrari di Bonucci è stata fatta accostare in un una zona un po’ anomala, ovvero all’interno di una delle tre corsie destinate alla circolazione, all’altezza del Museo dell’Automobile. Alcune vetture sono state ostacolate e costrette a ricorrere alle altre corsie, ma non ci sono stati grandi disagi per il traffico. Ha esagerato un po’, gli abbiamo detto di fare più attenzione”, hanno spiegato. 

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12enne viola i siti della polizia e del servizio sanitario

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Una storia incredibile. Un adolescente canadese di soli 12 anni è stato accusato di aver  attaccato i siti della polizia di Montreal e quello della Sanità pubblica del Quebec nella primavera del 2012. Lo avrebbe fatto per conto del collettivo di hacker di Anonymous, in cambio di un videogames. Il ragazzo si sarebbe presentato davanti al giudice con l’uniforme della scuola, la Notre-Dame-de-Grace, accompagnato dal padre e dal legale che ha dichiarato:  «Ha 12 anni e non è stato mosso da motivazioni politiche».  La polizia stima che abbia causato un danno pari a 60mila dollari.

 

Due vicesceriffi uccidono un 13enne “armato” di fucile giocattolo

andy-lopez-tuttacronacaDue vicesceriffi di Santa Rosa, in California, dopo aver visto il giovane Andy Lopez passeggiare per le strade del centro cittadino armato di un fucile Ak-47, hanno intimato al 13enne di posare l’arma a terra. Stando a quanto raccontato dallo sceriffo di Santa Rosa Dennis O’Leary, la richiesta è stata ripetuta più volte fino a quando, visto che il ragazzino ancora impugnava l’arma, i due uomini hanno deciso di aprire il fuoco. Un passante ha riferito di aver sentito almeno 7 colpi di arma da fuoco. Una volta che i due si sono avvicinati a Andy, però, la drammatica scoperta: si trattava solo di un giocatto, un’imitazione del fucile. Non è chiaro se il 13enne abbia puntato l’arma giocattolo contro i poliziotti o abbia fatto qualche gesto minaccioso. La polizia di Santa Rosa ha aperto un’indagine sulla vicenda, nel frattempo i due uomini dello sceriffo sono stati sospesi, come è prassi dopo essere stati coinvolti in una sparatoria.arma-giocattolo-tuttacronaca

Guerriglia urbana a Marsiglia prima del match: grave un napoletano

scontri-marsiglia-napoli-tuttacronacaNella notte sono giunte dagli ospedali di Marsiglia le informazioni delle persone soccorse a seguito degli incidenti che hanno avuto luogo prima del match che ha visto contrapposte Marsiglia e Napoli. I feriti, stando ad alcuni organi di informazione della Provenza, sarebbero una ventina tra poliziotti e tifosi. Tra questi sarebbe grave, anche se non in pericolo di vita, un tifoso del Napoli che sarebbe stato raggiunto da una coltellata alla schiena. Gli scontri erano iniziati attorno alle 18.30, nei dintorni del Velodrome. Sono stati i poliziotti, presenti in assetto anti-sommossa, a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente dopo il primo, violentissimo scontro. Le forze dell’ordine sono intervenute con lanci di fumogeni e manganellate. Ad iniziare i tifosi della squadra di casa, imitati poi dai supporters azzurri che hanno risposto con un lancio di petardi. Dopo venti minuti di scontri la polizia è riuscita a disperdere gli assalitori. La tensione, tuttavia, si è percepita anche durante l’incontro, con la curva marsigliese impegnata in cori e insulti: da qui, nel’intervallo, è partito il tentativo d’incursione nel settore occupato dai tifosi del Napoli: gli stewarts hanno faticosamente respinto i francesi. Altri scontri si sono registrati nel dopo partita. I bus dei tifosi azzurri hanno lasciato il Velodrome scortati dalla polizia solo verso 24. Intorno alle 2 del mattino la polizia ha reso noto di aver arrestato nove partecipanti agli incidenti: tutti, a quanto pare, tifosi del Marsiglia.

Sparatoria in casino a Las vegas: 1 morto e 2 feriti

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Dopo la scuola, il night club, l’ondata di violenza non si arresta negli States dove la sparatoria, avvenuta al Bally’s,  un noto casino di Las Vegas intorno alle 6.00 ha lasciato a terra una persona e ferito altre due. Le ragioni sono ancora da chiarire, ma la polizia avrebbe già fermato un sospetto. Secondo  un testimone la sparatoria si sarebbe innescata quando all’uomo era stato chiesto di lasciare il locale.

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Rebelo saluta: il ministro dello sport brasiliano si dimette

Aldo-Rebelo-mondiali-tuttacronacaI calciatori attendono i sorteggi per i Mondiali di Brasile 2014 e proprio dallo stato sudamericano arriva la notizia che il ministro dello sport, Aldo Rebelo, si dimette. E’ stato lui stesso ad annunciare che il prossimo dicembre lascerà la guida del dicastero, che aveva assunto nel 2011, a seguito delle dimissioni di Silva, accusato di corruzione. Rebelo ha infatti intenzione di candidarsi a governatore dello Stato di Rio nelle elezioni che avranno luogo l’anno prossimo, ad ottobre. “Mi dimetterò. Penso che sarà a dicembre, quando sarà completata la consegna degli stadi” alla Fifa. Core ricorda Repubblica, un anno fa il ministro era stato al centro di un incidente diplomatico: si era rifiutato di incontrare il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, che aveva definito troppo lenti i preparativi per i mondiali brasiliani. Nonostante questo, l’organo di governo del calcio mondiale ritiene che tutti e 12 gli stadi dei mondiali saranno pronti per fine anno.

Halloween si avvicina e arrivano i primi cadaveri… ma sono manichini!

cadaveri-halloween-tuttacronacaAdora organizzare scherzi macabri per spaventare i vicini l’americano Johnnie Mullins, residente a Oklahoma City. E così, vista anche la vicinanza della notte più terrorizzante dell’anno, ha pensato bene di appoggiare davanti al garage di casa un manichino sporco di sangue finto, che desse l’impressione di esser stato decapitato. I vicini, allarmati, hanno avvisato la polizia. Prima che gli agenti arrivassero, però, il burlone ha “raddoppiato il delitto” posizionando un altro cadavere finto vicino al suo furgone. “Sto solo cercando di spaventare la gente, questo è quello che mi piace fare” ha spiegato Mullins sorridendo alle telecamere della stazione News9 accorse sul posto. Ma i vicini non hanno apprezzato l’umorismo splatter: “Il mio cuore è schizzato fuori dal mio petto. Ho esclamato ‘oh mio Dio’. Pensavo che fosse tutto vero: ora mi chiedo cosa possa aver pensato un bambino che ha visto tutto questo” ha raccontato Rebecca Fuentes. Quando la polizia è giunta sul posto, però, non ha denunciato il proprietario dello scherzo: non ha infranto alcuna legge.

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Piovono manganellate? Scontri tra manifestanti e polizia ad Ancona

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Mentre Letta è impegnato ad Ancona per il vertice Italia-Serbia, nelle strade del capoluogo delle Marche sfilano i movimenti della sinistra che chiedono meno austerità e più certezze. Scontri con la polizia si sono avuti quando una parte del corteo ha tentato di sfondare  il cordone di polizia in piazzale Italia per proseguire il corteo verso la sede della Regione Marche dove era in corso il vertice. I poliziotti, in assetto antisommossa, hanno respinto il tentativo. Si è vista qualche manganellata ma non c’è stata una carica vera e propria. «Siamo in uno Stato di diritto, fateci passare…» gridavano i dimostranti, «non potete bloccare una città».

Durante gli scontri un ragazzo sarebbe rimasto ferito alla testa. Secondo alcuni sarebbe stato colpito da una manganellata degli agenti.

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Operai caricati dalla polizia, alcuni feriti lievi

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Sono stati i ‘Mossos d’esquadra’, la polizia regionale della Catalogna a caricare circa 200 operai della Panrico, una fabbrica di dolciumi e pane, che ha circa 350 dipendenti. Lo sciopero era stato deciso domenica notte anche contro l’accordo raggiunto tra sindacati e azienda, nel quale si prevede, tra l’altro, il pagamento in tre rate delle spettanze di settembre. Alle 6 gli operai si sono radunati intorno ai cancelli della fabbrica e hanno cercato di impedire l’ingresso ai dirigenti, a questo punto la polizia ha tentato la mediazione, che sarebbe fallita.

Quindi sono partite le cariche che avrebbero portato al ferimento lieve di alcuni manifestanti. Durante la manifestazione sarebbero state lanciate anche le uova.

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Tragedia indiana: sale il numero dei morti per la ressa al tempio

ressa-tempio-india-tuttacronacaL’emittente privata Cnn-Ibn ha reso noto il nuovo bilancio, in costante aumento, delle vittime a seguito della ressa verificatasi in un tempio del Madhya Pradesh, nell’India centrale. Stando alle nuove stime si parla di 89 morti, dei quali 17 bambini, 31 donne e 41 uomini, stando all’ultimo aggiornamento della polizia. Il capo del governo locale, Shivraj Singh Chauhan, ha ordinato un’inchiesta per verificare le cause della tragedia e accertare eventuali responsabilità. Inoltre, è stato preannunciato un risarcimento per le famiglie delle vittime e del centinaio di feriti.

Ressa durante una festa religiosa: almeno 50 morti

Dussehra_morti-tuttacronacaTimes of India riporta la notizia di una festa religiosa che si è trasformata in tragedia in India centrale, Madhya Pradesh, dove circa 50mila pellegrini si stavano dirigendo al tempio locale di Ratangarh, a 60 chilometri dalla città di Datia, per la festa di Dussehra. Improvvisamente, per cause imprecisate, è intervenuta la polizia che, stando a quanto riportano alcune fonti, avrebbe cominciato a colpire la folla che stava attraversando un ponte su un fiume nel distretto di Datia. Il bilancio nella ressa sviluppatasi sul ponte ha causato, a quanto riportano vari media, fra 50 e 60 morti. La maggior parte calpestati dalle persone in fuga, ma una decina caduti nel fiume e trascinati via dalle acque del Sindh.

Cominciamo bene: lo sposo si dimentica della moglie all’autogrill

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Il giorno più bello… quello delle nozze, del viaggio, della scritta Just Married, ma nonostante le tante aspettative e l’emozione una sposa preoccupata ha dovuto ricorrere proprio il giorno del matrimonio alla polizia di Bad Hersfeld, nel Land tedesco dell’Assia. La neo moglie chiedeva aiuto dopo essere stata abbandonata da sola all’autogrill di Kirchheim, lungo l’autostrada. La coppia si era fermata nell’area di ristoro e dopo una pausa il marito, credendo che la moglie fosse a riposare nella parte posteriore del bus, era ripartito tranquillamente. Solo dopo più di due ore e duecento chilometri, con il cellulare scarico, quando ormai aveva raggiunto la città di Braunschweig, si é accorto che la moglie non c’era.

Just Married. L’avevano anche scritto sul lunotto del piccolo bus con cui avevano deciso di partire per il viaggio di nozze. Da cui però ha rischiato di tornare a casa solo lui. Ieri sera, verso le dieci, una donna ha telefonato con voce preoccupata alla polizia di Bad Hersfeld, nel Land tedesco dell’Assia: suo marito, fresco di matrimonio, era scomparso con tutto il pulmino, lasciandola sola all’autogrill di Kirchheim, lungo l’autostrada.

“Cominciamo bene…”, è intitolato il comunicato della polizia sulla vicenda. La coppia si è abbracciata solo dopo 5 ore e verso le tre del mattino hanno lasciato la stazione di polizia di Bad Hersfeld con i migliori auguri degli agenti, per “tanti anni felici lungo una strada da percorrere insieme”.

La casa del ministro Franceschini visitata dai ladri

Dario-Franceschini-tuttacronacaL’abitazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, è stata visitata nel pomeriggio di oggi dai ladri. All’interno della casa, sita in via Rasella, nel centro della Città Eterna, si sono introdotte alcune persone che hanno messo a soqquadro l’appartamento ma non avrebbero, secondo quanto si è appreso, sottratto oggetti di valore. Anche la cassaforte presente non presenterebbe segni di effrazione. La polizia indaga sulla vicenda.

Quelle rigogliose piante di marijuana alte tre metri lungo il Bacchiglione

piante-marijuana-tuttacronacaLa polizia locale di Vicenza, ieri, era impegnata in un sopralluogo golenale del fiume Bacchiglione a nord della città veneta quando si è imbattutta in quindici piante di marijuana alte fino a oltre tre metri. L’individuazione delle piante, che erano occulate tra la vegetazione spontanea, è stata possibile grazie alle attività di indagine svolte dal personale sul territorio. Gli agenti hanno estirpato e sequestrato la coltivazione in vista della successiva distruzione. Non sono ancora stati individuati gli “agricoltori”.

Sangue in Tibet, la polizia spara e ferisce 60 persone, alcune sono gravi

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Ancora sangue in Tibet, dove questa mattina la polizia cinese ha aperto il fuoco sui manifestanti ferendo almeno 60 persone di cui alcune gravemente. La tensione tra polizia e manifestanti si è trasformata in tragedia nella contea di Nagchu (Driru), dove la folla si era adunata per chiedere il rilascio di un abitante della zona arrestato per aver guidato una protesta contro l’ordine delle autorità cinesi di far sventolare la bandiera cinese sulle case della zona. La polizia ha sequestrato cellulari, macchine fotografiche e bloccato strade di accesso alla zona. Interrotte le linee internet.

Video shock dagli Usa: il padre che spara ai poliziotti e muore davanti ai figli

padre-ucciso-usaE’ stato diffuso in rete il video ripreso dalle telecamere della polizia lo scorso agosto, quando il 34enne John Van Allen, fermato dalla polizia lungo l’Interstate 84, a circa 100km ad est di Portland, Stati Uniti, mentre era alla guida della sua Cadillac, è sceso aprendo il fuoco contro le forze dell’ordine. L’uomo viaggiava con i tre figli: una bambina di 10 anni e due bambini di 13 e 15 anni. Nonostante gli inviti dell’agente Matt Zistel a rientrare nell’abitacolo, il 34enne ha aperto il fuoco colpendo a un fianco il poliziotto e restando a sua volta ferito al petto. Dopo aver sparato altri colpi, l’uomo è tornato in macchina e si è dato alla fuga. L’agente, seppur ferito, è riuscito a chiedere rinforzi. La Cadillac è stata trovata a un miglio di distanza. Van Allen era già morto. L’agente è invece stato ricoverato per un breve periodo presso l’ospedale di The Dalles.

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Torna il libro nero? Rom schedati in Svezia

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Si chiama “itineranti” è un file e non un libro, ma la sostanza non cambia: sembrerebbe proprio, per alcuni versi, simile agli archivi della Gestapo. La Svezia usa la tecnologia e “scheda” i rom con nomi, indirizzi (quelli di cui orami si conosce la stanzialità), documenti di riconoscimento e gradi di parentela. E’ stato il giornale Dagens Nyheter (DN) a pubblicare la lista completa. La polizia svedese che fa? Prima nega, poi sottolinea che è uno strumento solo “informativo” poiché non sono stati adottati provvedimenti dopo la schedatura. Quindi secondo la polizia si tratterebbe solo di una sorta di registro anagrafico. Ma è stato il Premier svedese Frederik Reinfeldt,  a sottolineare invece che la procedura è illegale su tutto il territorio svedese. Anche se ormai si è fatta strada e dilaga l’idea che in Svezia, la schedatura su base etnica si una prassi consolidata per limitare i disordini. Della notizia si è occupata anche un’altra testata l’ Aftonbladet che, intervistando un agente in pensione che ha preferito rimanere anonimo, avrebbe scoperto che la schedatura sarebbe iniziata 8 anni fa quando la polizia si è occupata di una grande quantità di reati commessi e attribuiti alla comunità rom. L’agente si è dichiarato pentito di aver partecipato alla schedatura, ma secondo il suo parere, altre stazioni di polizia avrebbero fatto lo stesso.

L’attacco al Westgate: restano le macerie. E cadaveri intrappolati?

westgate-macerie-tuttacronacaDel Westgate Mall di Nairobi, lo shopping center che un gruppo di terroristi islamici ha assaltato lo scorso sabato mattina, restano le macerie. Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime è stato aggiornato a 72 dopo l’intervento delle forze speciali e l’uccisione dei membri del commando. Ma il Guardian riporta che sarebbero centinaia i cadaveri sepolti sotto quello che resta del mall. “Un obitorio si sta preparando per ricevere 160 cadaveri”, scrive il quotidiano. Una fonte degli 007 kenioti ha affermato: “Nel centro commerciale c’erano 200 lavoratori e 800 persone che facevano shopping. Le mura del supermercato sono crollate, ci sono molti cadaveri”.

Il passaggio del meteorite che squarcia il cielo in due

meteorite-canada-tuttacronacaLa notte all’improvviso s’illumina e il cielo viene tagliato a metà da un forte fascio di luce. Il tutto davanti agli occhi di un agente della Royal Canada Mounted Police stava facendo il suo giro di pattuglia nell’Alberta del nord, una provincia del Canada, e sulla cui vettura era posizionata una telecamera che ha ripreso il passaggio del meteorite sabato 21 settembre, poco dopo le 21.30. Gli astronomi del Telus World of Science di Edmonton hanno confermato l’avvistamento.

L’attacco al Westgate: i terroristi parlano di 137 vittime

nairobi-westgate-tuttacronacaTre giornate di lutto, a partire da oggi, in memoria delle 67 vittime dell’attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi. A comunicarlo, ieri, il presidente Uhuru Kenyatta. Altri 11 sospetti assalitori sono stati arrestati. Come riferisce la Bbc online, il presidente inoltre spiegato che secondo notizie di intelligence “una donna britannica e due o tre cittadini americani potrebbero essere coinvolti nell’attacco”. Quanto alla nazionalità degli assalitori, le informazioni sono ancora in corso di verifica. “Non possiamo confermare i dettagli al momento. Gli esperti sono al lavoro per accertare la nazionalità dei terroristi”, ha detto il presidente. The Daily Mail ha inoltre riportato che la polizia kenyota ha arrestato un cittadino di nazionalità britannica presso l’aereoporto della capitale del Kenya. L’uomo, 35 anni, è stato fermato lunedì pomeriggio al controllo dei passaporti mentre si preparava a salire su un volo della Turkish Airlines. Un portavoce del Foreign Office del Regno Unito ha dichiarato di essere a conoscenza dell’arresto, riporta il Daily Mail. Ma se le autorità hanno parlato di 67 vittime, il gruppo estremista islamico al-Shebab ha fornito il bilancio delle vittime tramite il suo account Twitter, spiegando che sono morti 137 ostaggi.  Nel messaggio anche un’accusa alle forze kenyane: avrebbero utilizzato “gas chimici” per mettere fine all’assedio e “provocato il crollo dell’edificio, seppellendo le prove e tutti gli ostaggi sotto le macerie”.

La regina e l’appello dell’uomo nudo: lei neanche se ne accorge

uomo-nudo-reginaRe Juan Carlos si sottoporrà domani, presso l’Hospital Quiròn di Madrid, a un intervento per sostituire la protesi all’anca destra. Oggi la regina si è recata in visita all’ospedale attorno alle 20.20 ora locale ed è stata “accolta” da un uomo nudo che, come riporta Europa Press, mentre lei veniva ricevuta dai medici all’ingresso, ha superato la barriera dove si trovavano giornalisti, fotografi e cameramen e ha iniziato a gridare contro “i crimini nascosti della CIA”. “No ai crimini segreti della CIA”, ha gridato più volte mentre lanciava in aria i suoi biglietti da visita. “Carlos Díaz Fernández, scrittore: invitami a parlare o divulga la mia denuncia”, si leggeva, assieme al numero di telefono e l’indirizzo mail. L’uomo è stato immediatamente arrestato dagli agenti del Cuerpo Nacional de Policía presenti, che l’hanno poi trasportato al commissariato. L’esibizionista aveva con sè uno zaino che, ispezionata da un cane specializzato in esplosivi, si è rivelata non contenere nulla di sospetto. In realtà la regina Sofia non si è accorta di quello che stava accadendo. L’uomo, un 38enne nato a Almería, è accusatodi disordine pubblico e di resistenza e disobbedienza a pubblici ufficiali, come hanno dichiarato a EFE fonti della polizia.

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Westgate Mall: il presidente dichiara il lutto nazionale

westgate-mall-tuttacronacaIl presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha confermato oggi che il bilancio delle vittime dell’assalto terroristico al Westgate Mall, centro commerciale di Nairobi, è salito a 67. Ha quindi agginto: “Nel blitz delle forze dell’ordine 5 fondamentalisti sono stati uccisi mentre 11 sono sotto custodia cautelare”. Il presidente ha inoltre dichiarato il lutto nazionale a partire da mercoledì: “Saranno tre giorni di preghiera dopo l’attacco dei terroristi che il Kenya ha sconfitto”.

Molotov contro la sede della polizia nel milanese.

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Molotov contro la sede della polizia locale di Paderno Dugnano, nel Milanese. I due ordigni sono stati lanciati la notte scorsa e comunicati con una nota della Fp Cgil della Lombardia per la quale «siamo di fronte a un atto intimidatorio inqualificabile che va a colpire proprio quei dipendenti pubblici che lavorano per garantire, con le altre forze dell’ordine la sicurezza dei cittadini». La Funzione Pubblica Cgil Lombardia esprime «ferma condanna contro questo ennesimo vile attentato, solidarietà e vicinanza ai lavoratori della polizia locale. Ci auguriamo che al più presto i colpevoli vengano assicurati alla giustizia».

 

Paura in Kenya: si minacciano nuovi attacchi

Shabaab-kenya-tuttacronacaPaura in Kenya dove ancora non ha avuto fine l’orrore dell’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi da parte degli integralisti islamici somali Shabaab. Ora un loro portavoce ha minacciato nuovi blitz nello stato africano. “Noi lanciamo un avvertimento al governo keniano e a tutti coloro che lo sostengono, se vogliono la pace che lascino il nostro territorio”, ha detto in un messaggio web.

Elliot: a soli 4 anni, affronta un terrorista al Westgate

Elliot-Prior-tuttacronacaSi nascondeva in una cella frigorifera di un supermarket al Westgate Mall, a Nairobi, il piccolo Elliot Prior, di soli 4 anni. Con lui la madre Amber, la sorellina di 6 anni Amelia e un altro ragazzo. Speravano si sfuggire all’orrore ma uno dei fondamentalisti li ha trovati e ha sparato un colpo contro la donna, che stava tentando la fuga. Il piccolo, coraggioso Elliot, ha affrontato a quel punto chi aveva ferito la madre alla gamba dicendogli: “Sei un uomo cattivo”. Nel frattempo Amber lo supplicava di lasciarli andare. A quel punto il terrorista, come la madre di Elliot ha raccontato al Daily Mail, ha notato l’accento francese e le ha chiesto di convertirsi all’Islam. “Io ho cercato di essere gentile e disponibile e io gli ho risposto che lo avrei fatto”. Così il musulmano ha regalato due barrette di Mars ai due bimbi e li ha lasciati andare, concludendo: “Per favore dimenticatemi, noi non siamo dei mostri”.

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Westgate Mall: l’incubo non è finito!

westgate-nairobi-tuttacronacaDura ormai da sabato mattina l’incubo del Westgate, il centro commerciale di Nairobi assalito da parte del gruppo somalo al Shabaab. Il Ministero dell’Interno del Kenya aveva detto che tutti gli ostaggi di Westgate erano stati liberati e che il centro commerciale era stato “ripulito” dalle forze speciali, senza incontrare “resistenza”. Risale a ieri sera la ricognizione delle forze speciali per accertarsi non ci fossero altri ostaggi e l’assedio fosse terminato. Tuttavia, secondo alcune fonti della sicurezza nel centro commerciale ci sarebbero ancora “uno o due” uomini armati, sfuggiti al blitz di lunedì sera. Sono stati invece alcuni testimoni a raccontare di aver udito sporadici colpi d’arma da fuoco e un’esplosione provenienti dall’interno del Mall. I terroristi sarebbero stati localizzati vicino a un casinò in uno dei piani alti del Westgate. Amina Mohamed, ministro degli Esteri, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, ha dichiarato che nel commando c’erano “due o tre americani e una cittadina britannica”, mentre il gruppo degli Shabaab, che ha rivendicato l’attacco, ha postato su Twitter una lista con nome e provenienza di 17 terroristi, molti dei quali residenti in Occidente, in particolare in Usa, Gran Bretagna e Svezia.

E’ finito l’incubo del Westgate? Forze speciali in ricognizione

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Secondo il portavoce del governo kenyota Manoah Esipisu il centro commerciale Westgate di Nairobi è stato “ripulito”, dalle forze speciali, senza incontrare “resistenza”.  Ovvero, non ci sono più ostaggi dei terroristi islamici.

“Penso che tutti gli ostaggi siano stati liberati, ma non vogliamo correre alcun rischio”,con queste parole Esipisu ha confermato la notizie e poi ha aggiunto  “Le nostre forze speciali  sono all’interno del palazzo e ne stando controllando ogni parte. Per il momento non incontrano resistenze”. Secondo Episu quindi la fine dell’assedio dovrebbe essere vicina. E’ davvero finito l’incubo?

Il ministro, in una conferenza stampa in diretta tv, ha dichiarato che “due terroristi sono stati uccisi nel blitz in cui quasi tutti gli ostaggi sono stati liberati, forse ne rimane solo qualcuno”. Il ministro ha precisato che i “terroristi hanno appiccato le fiamme all’edificio per tentare una manovra diversiva”.  Il governo ha anche fatto sapere di aver “arrestato alcune persone all’aeroporto per interrogarle”. Questi atti avrebbero portato alla  colonna di fumo che si è vista fuoriuscire dal centro commerciale. Anche 10 esplosioni sono state udite nell’area, riferiscono le tv locali, precisando che dopo le deflagrazioni è iniziata una sparatoria e le forze di sicurezza hanno tirato numerosi lacrimogeni.

Il bilancio delle vittime è di 69 morti e oltre 175 feriti. Tra le vittime, riferisce il Foreign Office, anche quattro cittadini britannici. Nel bilancio provvisorio delle vittime almeno 13 sono stranieri: tra questi figurano almeno due francesi, tre britannici e una olandese – tra i quali l’architetto Ross Langdon, con doppia nazionalità australiana, e la moglie incinta di otto mesi, Elif Yavuz – un sudafricano, una donna sudcoreana e una cinese, un peruviano e due indiani, oltre al celebre poeta ghanese Kofi Awoonor.

Gli Shabaab hanno attaccato il centro commerciale Westgate di Nairobi perché è un luogo “di incontro dei dirigenti kenioti, e perché ci sono negozi ebrei e americani”: così Abulaziz Abu Muscab portavoce militare degli integralisti islamici in una intervista con al Jazira. “Prima di imputarci le vittime civili, il Kenya dovrebbe interrogarsi sulle ragioni che lo portano a bombardare i somali nei campi profughi”, ha aggiunto, sottolineando che le vittime musulmane “non sono nostra responsabilità: i militari ci hanno sparato, noi abbiamo risposto al fuoco”.

Quando Twitter… nuoce al politico! La gaffe di Cameron

david-cameron-gaffe-tuttacronacaIl Primo Ministro inglese David Cameron ha aperto un account ufficiale nell’ottobre 2012 e in passato aveva messo in guardia sui pericoli di Twitter, dichiarando: “Too many tweets might make a twat” (“Troppi tweet possono fare un idiota”). Ora proprio Twitter è stato teatro di una nuova gaffe, che arriva a pochi giorni di distanza dalla foto pubblicata su Instagram da sua cognata dove lo si vede dormire. Sabato sera, dopo l’attacco terroristico al centro commerciale di Nairobi, Cameron ha utilizzato il social per fare le condoglianze al Presidente Kenyatta, annunciando anche un’imminente dichiarazione del Ministro degli Esteri, William Hague.

cameron-tweet-tuttacronacaTra le risposte ricevute via Tweet, una diceva: “David Cameron please call off William Hague. Hasn’t Kenya suffered enough today?”, ovvero: “David Cameron per favore richiami William Hague. Il Kenya non ha sofferto abbastanza per oggi?”.  Proprio questo messaggio è stato inserito tra i preferiti dell’account di Cameron: operazione che normalmente viene fatta in segno di approvazione per il contenuto. L’impressione era quindi che il Primo Ministro approvasse il sarcasmo e la critica contro Hague. Il Daily Mail ha ipotizato che possa essere stato un giovane membro dello staff di Cameron addetto al suo account a segnare tra i preferiti proprio il Tweet che attaccava il Ministro degli Esteri e che proveniva da un account satirico intitolato a Norman Tebbit, ex ministro del Lavoro del governo Thatcher. Il tweet è stato poco dopo rimosso dai preferiti di Cameron (e poi cancellato anche da Twitter) e un suo portavoce ha dichiarato: “È un account molto offensivo al quale il Primo Ministro non vorrebbe mai essere associato”.

Tra le vittime di Nairobi anche il poeta Kofi Awoonor

kofi_awoonor-nairobi-tuttacronacaTra le vittime dell’attacco terroristico al Westgate Mall di Nairobi c’è anche il poeta e diplomatico ghanese Kofi Awoonor, 78 anni, uno dei più famosi intellettuali del continente africano. Lo studioso si trovava in Kenya per partecipare allo Storymoja Hay Festival di Nairobi, una manifestazione letteraria molto popolare in programma in questi giorni. Awoonor, nato nel 1935, si è laureato nel 1960 alla University College of Ghana. Il suo primo libro di poesia, Rediscovery, scritto mentre si trovava all’università e pubblicato nel 1964, come la maggior parte della sua opera era basato sulla riscoperta della poesia orale africana. Il poeta conseguì poi il dottorato presso la Stony Brook University di New York nel 1972. Due delle sue opere più famose, This Earth, this Brother, e My Blood, furono scritte negli Stati Uniti. Era il 1975 quando fece ritorno in Gana per dirigere il dipartimento di Inglese presso l’Università di Cape Coast. Arrestato con l’accusa di complicità a un golpe contro la giunta militare, imprigionato senza processo, venne poi rilasciato: Awoonor racconterà l’esperienza in The house by the Sea. Uscito dal carcere, il letterato diventò politicamente attivo iniziando a dedicarsi maggiormente alla saggistica. Dal 1990 al 1994 Awoonor è stato Ambasciatore del Ghana alle Nazioni Unite, dove ha diretto il comitato contro l’Apartheid. Era anche uno stimato e amato professore di letteratura inglese e africana presso l’Università del Ghana. Il poeta Kwame Dawes, suo cugino, ha commentato: “Kofi Awoonor era uno dei maggiori poeti africani e lo era da molti anni. Tutti lo rispettavano e lo ammiravano. È stato un grande colpo e un’immensa perdita”.

La terrorista britannica, “vedova bianca” al servizio degli islamici

Samantha Lewthwaite-tuttacronaca

Nel commando che ha assaltato il centro commerciale di Westgate, a Nairobi, ci sarebbe anche una donna di origini britanniche, originaria di Aylesbury, nella contea del Buckinghamshire, Samantha Lewthwaite, la “vedova bianca” del terrorismo internazionale. La 29enne  è la vedova di Germaine Lindsay, uno dei kamikaze dell’attentato alla metro di Londra del luglio 2005 in cui vennero uccise 52 persone. Madre di tre figli, ricercata per complicità negli episodi di Londra, è sospettata anche di aver partecipato in prima persona all’attentato del giugno 2012 in un locale di Mombasa, in Kenya, che ha provocato tre morti e 25 feriti. Della donna si sono perse le tracce nel marzo 2012 quando fu intercettata mentre attraversava  la frontiera dal Kenya alla Somalia. I sospesti si sono concentrati su di lei quando alcuni testimoni hanno affermato che nel commando vi era anche una donna.

Tuttavia gli Shabaab alla Bbc avrebbero negato:  “non ci sono americani o britannici” nel commando armato che ha attaccato il centro commerciale. L’uomo,  che si dice affiliato agli islamisti Shabaab e che si fa chiamare “Abu Omar”, smentisce anche la presenza della “vedova bianca” nel gruppo, Samantha Lewthwaite: “Si tratta solo di voci infondate”.

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SALTATI IN ARIA! Epilogo triste a Nairobi, finisce nel peggiore dei modi

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Forse è finita la battaglia tra le forze dell’ordine kenyote e gli islamisti armati, barricati da sabato nel centro commerciale di Westgate, a Nairobi. Secondo fonti locali, infatti, i miliziani si sarebbero fatti esplodere in aria causando una vera e propria carneficina. Sarebbe quindi finita nel modo peggiore e il bilancio delle vittime è di 69 morti (tra cui 4 britannici) e 175 feriti che era stato confermato ieri, ora è destinato a salire a seguito di queste nuove esplosioni.

Questa mattina il centro è stato scosso da tre forti esplosioni, che hanno fatto levare dal complesso una fitta colonna di fumo nerastro. Secondo alcune fonti di sicurezza, le esplosioni sono state provocate dal tentativo delle unità speciali keniote di penetrare nell’edificio passando dal tetto. “Siamo noi che abbiamo causato le esplosioni, stiamo cercando di entrare nel centro commerciale attraverso il tetto”, hanno dichiarato le fonti. La televisione nazionale ha trasmesso immagini dal sito dell’assedio, mostrando soldati in tuta mimetica correre intorno all’edificio per prendere posizione in punti diversi dai precedenti. Anche un blindato per il trasporto truppe è stato visto spostarsi. Giornalisti e operatori erano già stati fatti allontanare in precedenza, soltanto al personale sanitario è stato consentito rimanere vicino al Westgate.

Polizia e soldati kenioti avevano dato il via a un blitz ieri sera, promettendo una “soluzione rapida” e affermando che la maggior parte degli ostaggi sarebbe stata evacuata di lì a poco. Ma così non è stato. E, secondo la Croce Rossa, durante il blitz sarebbero stati trovati altri nove corpi. Più di mille persone sarebbero state soccorse. Secondo una fonte di polizia, una decina di assalitori sarebbe ancora all’interno del centro commerciale. Vi sarebbero ancora ostaggi, ma non si sa quanti e in quali condizioni.

Stamane, dopo una violenta sparatoria udita all’interno del centro commerciale, gli stessi jihadisti hanno avvertito che giustizieranno gli ostaggi che ancora detengono (più di una decina) se le forze di sicurezza del Kenya tenteranno di sopraffarli. Abbiamo autorizzato i mujahedeen all’interno del centro commerciale ad agire contro i prigionieri” se continuerà l’operazione delle forze di sicurezza keniote contro di loro. Lo ha detto, in una dichiarazione pubblicata online, il portavoce del al Shabaab, Mohamud Rage. Sempre online, il gruppo terroristico somalo, denuncia come “un tentativo di intimidazione delle forze israeliane e altri governi cristiani” con la loro presunta partecipazione a sostegno delle forze keniote nel blitz in corso al Mall di Nairobi Westgate.

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