Roma incivile: vigilessa aggredita da nomadi su banchina di Piazza di Spagna

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Claudia Macri, maresciallo della Polizia di Roma Capitale, è ancora sconvolta, e a loro volta lo sono tutti coloro che sui media hanno appreso la notizia della vicenda che le è occorsa. Una storia quasi incredibile che purtroppo ci indica la tensione di una città lasciata in mano alla delinquenza per troppo tempo e che ora fatica a ritrovare una dimensione “civile”.

Il maresciallo era sulla banchina della metro A a Piazza di Spagna quando, intorno alle ore 20, ha sentito un forte odore di fumo. Preoccupata si è guardata intorno per verificare cosa stesse accadendo e ha notato un gruppo di ragazzine nomadi fumare sulla banchina. A questo punto si è avvicinata e ha chiesto di smettere immediatamente di fumare, ma loro sono scappate via. In quel momento stava arrivando la metro e avevano altro a cui pensare: rubare ai turisti. Così la Macri inizia a urlare «Ho cercato di avvertire i viaggiatori, ho gridato anche in inglese “attenzione alle borseggiatrici”». Ed è stata questa frase a irritare le nomadi che si sono immediatamente avventate sul maresciallo sputi sul volto e sulla divisa, una spinta, poi calci e pugni fino a farle perdere quasi i sensi. «Erano delle furie, mi hanno colpita ovunque, sono rimasta a terra, ho cercato di proteggermi, ma loro, quelle ragazzine, erano violentissime». Ad aiutare la vigilessa sono stati romani e turisti che hanno cercato di fermate le furie. Poi è arrivato il personale della metro e gli altri vigili.

Che città è diventata la capitale, se in piena estate, alle 20 di sera, una vigilessa viene aggredita sulla banchina della metro A di Piazza di Spagna?

Così Marino immediatamente ha invitato, subito dopo la convalescenza, la Macri in Campidoglio, ma nel frattempo ha voluto commentare così l’accaduto: «L’attaccamento alla divisa dimostrato dalla vigilessa mi inorgoglisce profondamente e, nell’attesa di incontrarla in Campidoglio dopo una pronta guarigione, voglio ringraziare lei e l’intero corpo della Polizia locale per il difficile lavoro che svolge quotidianamente nella nostra città, a tutela dei cittadini e dei turisti. Episodi come questi – conclude Marino – sono inaccettabili ed è mia ferma intenzione lavorare perché non si ripetano. Per questo sono già impegnato con il Prefetto di Roma allo scopo di realizzare un più efficace coordinamento tra le forze dell’ordine sul territorio comunale, affinché polizia di Stato e locale lavorino insieme per garantire la sicurezza di tutti»

 

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Cappello degli alpini in servizio: procedimento disciplinare per un vigile

alpino-vigile-tuttacronacaFrancesco Brignone, agente della Polizia locale di Bergamo, rischia di essere punito perchè nel giorno dei funerali dell’ex presidente dell’Associazione nazionali alpini (Ana), Leonardo Caprioli, mentre smistava il traffico del corteo funebre, alla divisa di ordinanza da vigile aveva coordinato infatti il cappello degli alpini. L’avvio di un procedimento disciplinare per essere entrato in servizio senza l’abbigliamento previsto dalle norme e dal regolamento è stato notificato all’agente lunedì. Brignone ha commentato: “Io continuo a ritenere di aver fatto una cosa bella, e corretta, sulla quale mi difenderò. Non mi pento, lo rifarei anche oggi. Per me l’essere alpino significa molte cose e credo che una città come Bergamo possa capirmi: proprio quel giorno era anche lutto cittadino…qualcosa vorrà pur dire”.

La stregoneria… uccide le donne. Papua 2.0!

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In Papua Nuova Guinea esiste ancora la caccia alle streghe. Pochi giorni fa due donne anziane sono state torturate e decapitate in pubblico. La polizia ha tentato di intervenire per salvarle, ma è stata fermata dalla folla che assisteva alla gogna nell’isola orientale di Bougainville. Lo ha riferito il quotidiano locale Courier Post.

“Non abbiamo potuto fare assolutamente nulla”, ha detto al quotidiano il capo della polizia locale, Herman Birengka, aggiungendo che altri uomini avevano tentato di liberare le due, invano. Le vittme erano state catturate e fatte prigioniere martedì.

Nell’isola, specie nelle regioni più remote, sono ancora in molti a non accettare le cause naturali di morte. Solo poche settimane fa sei donne accusate di praticare la stregoneria sono state torturate con ferri roventi durante un “sacrificio di Pasqua” nella provincia degli altipiani meridionali.

E in febbraio una giovane di 20 anni, anch’essa accusata di stregoneria e della morte di un ragazzo, era stata denudata, cosparsa di benzina e bruciata viva. Questo mese Amnesty International ha fatto appello al governo di Port Moresby perché combatta con più vigore le credenze di stregoneria che alimentano la violenza contro le donne.

Sale il bilancio delle vittime della tragedia del Kiss di Santa Maria!

Morto un ragazzo che era stato ricoverato in condizioni disperate. Ora sono 237 vittime.

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Un manager dell’ “inferno del sabato sera”, tenta il suicidio

Un manager del Kiss, discoteca in cui sono morti 230 ragazzi, ha tentato il suicidio. L’uomo si trovava in stato di fermo nell’ospedale in cui era stato ricoverato per i postumi da intossicazione.

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AT LEAST 180 PEOPLE DIED IN A FIRE AT A DISCO IN BRAZIL

Polemiche sul Kiss in Brasile, poteva contenere solo 691. Erano 1000

Iniziata la marcia di preghiera per le vittime del rogo del nightclub. 30mila persone si sono riversate silenziosamente nelle strade di Santa Maria. 120727042_brazil-in_378116b

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La discoteca del terrore! Il Kiss è stata la trappola per 232 adolescenti

 

E’ di 232 vittime e di oltre 130 feriti il bilancio di un incendio divampato in una discoteca di Santa Maria, nel sud del Brasile, durante uno spettacolo pirotecnico. Il conteggio dei corpi è stato rivisto al ribasso dai vigili del fuoco.

Secondo le prime ricostruzioni della polizia locale, un bengala sparato da una band che si esibiva sul palco ha colpito il soffitto della discoteca, appiccando le fiamme a un materiale di plastica usato per l’isolamento acustico e seminando il panico nel pubblico.

La discoteca Kiss non aveva le carte in regola con le autorità municipali, ha detto oggi il responsabile dei pompieri di Santa Maria, Moises Fuchs. “Il permesso per funzionare era scaduto dall’agosto del 2012, perché nel locale bisognava fare lavori per cambiare la segnaletica interna ed aprire un’uscita d’emergenza”

I buttafuori del Kiss avevano bloccato l’apertura della porta di uscita del locale, per evitare che entrasse gente senza pagare.

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