Il duro di Hollywood e la politica: Steven Seagal vuole diventare governatore

Steven_Seagal_tuttacronacaRonald Reagan aveva aperto la strada, passando dai set hollywoodiani a governare la California per poi venir eletto 40° presidente degli Stati Uniti. Dopo di che c’è stato Arnold Schwarzenegger, attore e 38° Governatore della California. Ora un altro “duro” del cinema sembra intenzionato a darsi alla politica. Si tratta del 61enne campione di arti marziali Steven Seagal, che stapensando di candidarsi a governatore dell’Arizona. L’attore l’ha confermato all’emittente locale KNXV-tv, alla quale ha spiegato di aver parlato della sua candidatura con il controverso Joe Arpajo, che ama definirsi “lo sceriffo più tosto d’America”. L’annuncio è giunto durante la presentazione del reality televisivo “Steven Seagal: tutore della legge nella contea di Maricopa”, nella quale l’attore fa squadra con Arpajo, sceriffo di questa contea. Seagal fa parte di una squadra di 3mila volontari civili che affiancano l’azione di Arpajo e ha dichiarato che intende impegnarsi per la sicurezza del confine con il Messico, attraversata da migranti clandestini.

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Letta al G20: tra ansia per i marò… e vino italiano

letta-cameron-obama-tuttacronacaIl vertice di San Pietroburgo ha come obiettivo principale individuare il modo per rilanciare la crescita dell’economia mondiale, focalizzandosi anche sul fare in modo che produca nuovi posti di lavoro. Ma il caso Siria rischia di far passare in secondo piano questo punto primario. Ma il G20 è anche un’occasione per parlare con altri leader, come dimostra la foto pubblicata sulla pagina Twitter di Palazzo Chigi, che mosta Enrico Letta in compagnia di Barack Obama e David Cameron. Ma anche il premier italiano trova il tempo per cinguettare e non manca di far sapere che ha “parlato con il pm Singh (il primo ministro indiano, ndr.) della nostra ansia x soluzione rapida e giusta per i nostri due marò”.letta-twitter1-tuttacronacaMa il Premier, immediatamente dopo, ha anche voluto deliziare i suoi followers con un particolare della cena: letta-twitter2-tuttacronaca

Siria… solo questione di ore? La guerra per la guerra

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Ci ha riflettuto a lungo Obama, ma poi ha tratto le sue conclusioni e ora sembra che voglia cedere alle pressioni dei repubblicani e della Gran Bretagna che da giorni invocano l’intervento. A questo punto è già tutto pianificato e l’attacco sembrerebbe essere solo questione di giorni o di ore.

Ma c’è, chi, invece, in queste ore afferma che Obama non sembra intenzionato all’attacco, ma sta cercando di muoversi sulla diplomazia in una corsa contro il tempo. Sarebbe il portavoce della Casa Bianca Jim Carey a puntare sull’attacco in Siria insieme al ministro per la Difesa Chuck Hagel che ha annunciato che Forze armate americane sono pronte.

«Non c’è dubbio» che il regime abbia usato i gas. Lo ha detto ieri anche il vice-presidente degli Usa Joe Biden: «Sono state usate armi chimiche, e il regime di Damasco è il solo che le ha». L’uso del gas è provato dai rapporti di Medicine Sans Frontieres, dagli esami forensi di parte condotti subito dopo l’attacco e dalle testimonianze dei sopravvissuti. Prove ulteriori, come l’intercettazione dei segnali di comando per il lancio dell’attacco, saranno mostrate in un rapporto dell’intelligence americana, la cui pubblicazione è imminente, e potrebbe coincidere con la partenza dei missili Cruise alla volta di Damasco.

Ma chi ha dato le armi chimiche? Chi può affermare senza ombra di dubbio che solo il regime di Damasco le abbia? Chi può escludere che i ribelli, in vista degli ispettori Onu, non possono aver deciso di lanciare le armi chimiche per cercare l’appoggio di Gran Bretagna e Usa? Purtroppo negli occhi di tutto il mondo bruciano ancora gli errori di valutazione fatti in passato e che ancora oggi hanno lasciato alcuni Paesi di quell’area in condizioni inaccettabili.

Al momento sembra che ci sia una guerra in atto tra sostenitori dell’attacco e contrari, una guerra in cui il presidente Obama è centro nevralgico di ogni tensione. Una guerra per la guerra che avere esisti ancora più distruttivi per la popolazione siriana.

 

Letta in Afghanistan “Qui anche dopo il 2014”. Altri soldi nelle missioni all’estero?

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Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha incontrato le truppe italiane a Herat, in Afghanistan, e ha assicurato che l’Italia non lascerà solo il Paese dopo il ritiro delle forze straniere. Incurante della crisi di governo e di quella economica, Enrico Letta preferisce tagliare forse ancora alla cultura e alla sanità piuttosto che le missioni all’estero?

«Nel 2014 si concluderà la missione Isaf, ma noi siamo qui per dire al governo di Kabul che anche dopo quella data non lasceremo solo il Paese», ha affermato Letta. Il premier è arrivato in Afghanistan alle sette del mattino locali, le 4 e mezzo italiane, e dopo la visita alla base ha incontrato a Kabul il presidente afghano, Hamid Karzai.

«Ho voluto fortemente essere qui per interpretare i sentimenti di vicinanza profonda dell’Italia per il vostro impegno», ha dichiarato Letta davanti a 1.200 dei circa 3.000 militari italiani presenti in Afghanistan, «in questi anni difficili per il Paese a livello economico e per la stabilità voi avete interpretato al meglio l’immagine dell’Italia recuperando e in parte riscattando le difficoltà».

L’eroe o l’antieroe? Bradley Manning, un esempio!

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Dieci volte colpevole di aver violato i regolamenti militari, ma non le leggi federali sull’aiuto al nemico: il soldato Bradley Manning ha cercato di evitare il carcere a vita offrendo al giudice della Corte Marziale di Fort Meade in Maryland una dichiarazione di colpevolezza per dieci capi di accusa minori sui 22 spiccati nei suoi confronti.
Leggendo da una ‘memoria’ di 35 pagine, Manning ha dichiarato di aver agito di sua spontanea volontà, «non su pressioni di Wikileaks» quando ha passato al sito-anti segreti di Julian Assange centinaia di migliaia di documenti top secret del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Il soldato ha rivelato di averlo fatto «perchè il pubblico doveva sapere», e solo dopo aver tentato di offrire lo stesso materiale al Washington Post e al New York Times senza ricevere risposta.
«Pensavo che se il pubblico avesse avuto accesso alle informazioni si sarebbe aperto un dibattito sul ruolo delle forze armate e della politica estera», ha dichiarato Manning. In licenza a Washington dalla ferma in Kuwait, il soldato aveva tentato di contattare il quotidiano della capitale con l’offerta di «materiale enormemente importante per il popolo americano».
Non fu preso sul serio dalla sua interlocutrice. Ancora più frustrante il contatto con il New York Times dove Manning era arrivato a parlare solo con tante segreterie telefoniche. «Non pensavo che avrei danneggiato gli interessi americani, solo messo in imbarazzo il governo rivelando i retroscena dei suoi contatti internazionali», ha spiegato a proposito del cosiddetto ‘Cablegate’. Quanto ai ‘warlog’ dell’Esercito da Iraq e Afghanistan, il movente della fuga di notizie era stato di spiegare «i veri costi della guerra».
Tante le gocce che avevano fatto traboccare il vaso, ma soprattutto il video dell’attacco di un elicottero Apache su civili iracheni: «La reazione dei militari americani a bordo mi sconvolse. Parlavano dei bambini uccisi come “bastardi mortì”». Spetta adesso al giudice militare, colonnello Denise Lind, decidere se accettare la dichiarazione di colpevolezza di Manning. Ma anche se la Lind accoglierà la richiesta del soldato, i procuratori militari potrebbero decidere di aprire una nuova corte marziale nei confronti della talpa di Wikileaks sui rimanenti capi di accusa, compreso quello di aiuto al nemico che ha il potenziale di far passare a Manning il resto dei suoi giorni in prigione.

Kerry mette fretta all’Italia: fiducia sì, ma fate presto!

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”Negli Stati Uniti vogliamo esprimere le congratulazioni all’Italia: l’Italia e’ considerata un Paese forte e un partner importante e continuera’ ad essere un partner importante per gli Stati Uniti” poi i complimenti a Monti  ”Desidero a nome mio e del presidente Obama esprimerle tutta la nostra gratitudine per quello che ha fatto durante il governo e per aver preso decisioni difficili: grazie per quello che ha fatto”.

ANCHE GLI STATI UNITI VOGLIONO SPINGERE VERSO UN MONTI BIS? UN GOVERNO CHE NON IMPENSIERISCE LA SOTTOMISSIONE DELL’ITALIA AGLI USA?

Secondo Hollande Francia e Germania sono motore dell’Ue

Certo schiacciando gli altri qualcuno prevale… Ma Svezia, Norvegia e i Paesi del Nord, che sono il fanalino di coda?

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Auguri! 50 anni del trattato dell’Eliseo. Hollande in Gemarnia da Gauck

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Bersani guerrafondaio! Bisogna intervenire in Mali, per prestigio Italia

Per prestigio Italia o per accordo con Hollande? Ma l’Italia non è contro la guerra? E’ un intervento di pace mandare soldati armati? La pace si porta con la guerra? Non dobbiamo lasciare la Francia da sola? La Francia che alza le tasse per sovvenzionare le missioni all’estero? E’ questa la linea del dittatore Bersani?

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Dalla Costa d’Avorio arrivano i blindati francesi in Mali

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Panetta cerca di giustificare l’intervento della Francia in Mali

”Ogni volta che al Qaida stabilisce una base di operazioni, in ultima analisi ha come obiettivo attacchi contro gli Usa e l’Europa, anche se non ha a riguardo piani immediati. E’ per questo che dobbiamo prendere provvedimenti ora”

PRECEDIAMO IL FUTURO? IPOTIZZIAMO ATTACCHI FANTASMA? MA QUANDO LA FINIREMO DI GIUSTIFICARE ATTACCHI MILITARI PER PURI SCOPI ECONOMICI E NON UMANITARI?

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La Giordania blocca la lista in “onore” di Saddam Hussein per le elezioni il 23/1

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Nuovo intervento per Re Juan Carlos nei prossimi giorni

Ex-ministro condannato in Ucraina per processo Iushenko

Iuri Lutsenko è stato condannato per aver fatto spiare l’autista dell’ex numero due dei servizi segreti ucraini, Vladimir Satsiuk. Il caso e’ correlato a quello sul presunto avvelenamento da diossina che nel 2004 ha deturpato il volto dell’ex capo di Stato (e allora candidato presidente) Viktor Iushenko.

Aereo armeno diretto in Siria costretto ad atterrare in Turchia.

Un aereo armeno che trasportava aiuti umanitari in Siria e’ stato costretto ad atterrare in Turchia per la perquisizione del carico. E’ il secondo controllo dopo quello effettuato su un altro aereomobile il 15 ottobre.

Asse Usa – India

L’india spera in rapporti più stabili e legami più stretti!

Napolitano: andiamo a scuola di fair play americano

E non solo per il fair play, ma anche di leadership!

Presidenziali Usa 2012 – Cap 67 – Election Day

E Obama gioca a basket!

Presidenziali Usa – Cap 66 – Wall Street nel giorno delle elezioni apre in rialzo!

 

Israele vuole aumentare il proprio sistema missilistico d’intercettazione

In questo modo gli americani potranno avere “più occhi” contro la minaccia nucleare iraniana.

Presidenziali Usa – Cap 6 – Una guardia di sicurezza di Obama si uccide

Un agente dei servizi segreti americani, responsabili della sicurezza del presidente, è stato trovato senza vita. L’uomo, Rafael Prieto, era sotto inchiesta per aver iniziato una relazione con una donna messicana ed era stato sospeso dal servizio perché non aveva informato, come previsto dal regolamento, i suoi superiori. Al momento l’ipotesi più probabile sarebbe quella di suicidio.

Presidenziali Usa – Cap 1

Obama stacca Romney nel Wisconsin. Effetto Sandy?

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