Google ricorda Gianbattista Tiepolo: un doodle per lui

Giambattista-Tiepolo-Google-Doodle-tuttacronacaA 318 anni dalla nascita, Google omaggia il pittore e incisore italiano Giambattista Tiepolo. Giambattista o Giovanni Battista o Zuan Batista, nacque a Venezia il 5 marzo 1696 e terminò la sua vita in Spagna, a Madrid all’età di 74 anni. Tiepolo è l’artista che ha scritto la storia del Settecento veneziano, passando dalla bottega di Gregorio Lazzarini falle straordinarie opere dalla Caduta degli angeli ribelli al Palazzo Patriarcale di Udine, il martirio di sant’Agata nella Basilica del Santo a Padova e alla fine della propria carriera in Spagna ad affrescare le nuove stanze del Palazzo Reale.

Incendio a casa Botero, salvo per miracolo il pittore e le opere

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E’ andata a fuoco parte della residenza dell’artista colombiano fernando Botero e della moglie Sophie Vara, nei pressi di Medellin, nella parte a nordest del paese. Fortunatamente l’artista e sua moglie sono rimasti illesi e sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco un certo numero di opere. Il comandante dei vigili ha poi tenuto una conferenza stampa spiegando ceh l’incendio sarebbe iniziato da un camino della casa e si è poi, rapidamente, espanso causando danni al 50% della struttura.

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Lutto nel mondo della cultura: addio ad Arnoldo Foà

Arnoldo_Foa-morto-tuttacronacaE’ morto oggi intorno alle 17.30, all’ospedale San Filippo Neri di Roma, dopo un’improvvisa crisi respiratoria, uno dei grandi protagonisti della cultura del ‘900, Arnoldo Foà. I funerali laici si terranno probabilmente lunedì nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Attore di teatro, di cinema, tv, regista e doppiatore, ma anche scultore, pittore e poeta, Foà era nato a Ferrara il 24 gennaio del 1916 ed ha attraversato il Novecento da protagonista della scena culturale.

Aveva iniziato la carriera artistica agli inizi degli anni Trenta a teatro per poi interpretare ruoli di primo piano al cinema e soprattutto nella televisione, quella degli anni del boom, nella quale fu uno dei volti più popolari. Al cinema, ha lavorato tra gli altri con Pietro Germi, Alessandro Blasetti, Orson Welles, Joseph Losey ed Ettore Scola. Prestigiosa la sua attività in scena con grandi registi (Visconti, Strelher, Menotti, Ronconi). Ha partecipato ad alcune delle più note produzioni della televisione italiana.

Ma Foà si è anche dedicato alla scrittura pubblicando diversi libri: tra i più recenti ‘Recitare. I mie primi 60 anni di teatro; ‘Joanna Luzmarina (2008); ‘Autobiografia di un artista burbero’ (Sellerio editore 2010). Di origini ebraiche e ateo dichiarato, Foà ha sempre affiancato alla sua attività artistica un concreto impegno nella vita civile e politica e qualche anno fa il suo nome è stato proposto per la nomina di senatore a vita. Nel 1985 era stato insignito del cavalierato di Gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica.

S’inchioda i testicoli al suolo della Piazza Rossa: accusato di teppismo!

inchiodato-genitali-tuttacronacaPiotr Pavlensky si era inchiodato i testicoli al selciato della Piazza Rossa, in Russia, la scorsa domenica. Il gesto del pittore voleva essere una denuncia contro “l’apatia, l’indifferenza politica e il fatalismo della società russa moderna”. E ora, rivela una fonte delle forze dell’ordine di Mosca all’agenzia Interfax, rischia fino a cinque anni di prigione con l’accusa di “teppismo” aggravato. Nel frattempo si trova agli arresti domiciliari e l’accusa che pende sull’artista è quella che fa riferimento a una parte dell’articolo 213 del codice penale russo: “teppismo motivato da odio politico, ideologico, razziale, etnico o religioso, o odio o inimicizia verso un determinato gruppo sociale”. Lo stesso reato portò ala condanna a due anni le Pussy Riot.

Siffredi tra i quadri dei santi: il pittore non sapeva chi fosse!

Rocco-Siffredi_tuttacronacaUna coppia “dai tratti distinti dal fare elegante”, sui 40 anni, al termine dell’estate si è recata alla bottega del pittore 60enne Pompilio Bianco a Campi Salentina, in provincia di Lecce, per commissionare un dipinto. L’uomo, specializzato in arte sacra, non ha riconosciuto il volto ritratto nella foto ma ha accettato di farne un ritratto. “Ho accettato l’incarico ma mai immaginando a chi quel volto potesse appartenere, lo giuro sui miei cari”. Bianco ha terminato l’opera e l’ha esposta in vetrina, tra le immagini di papi e santi, in attesa che la coppia si recasse a ritirarla. Ma alcuni giorni fa un suo amico, notato il quadro, gli ha fatto notare come il soggetto ritratto ricordasse incredibilmente Rocco Siffredi. A quel punto, confrontata la foto di partenza con altre del re del porno, il pittore si è accorto dell’accaduto. “Appena l’ho saputoho subito riposto il quadro, con non poco imbarazzo. Certo se lo avessi saputo prima probabilmente non lo avrei fatto.” E conclude: “Ora spero solo che chi l’ha commissionato se lo venga a prendere, o che qualcuno lo acquisti, anche perché c’è già chi è disposto a pagarmelo 500 euro”.

La protesta shock: s’inchioda a terra i testicoli!

Piotr-Pavlenski-tuttacronacaPiotr Pavlenski, pittore russo noto per le sue azioni di protesta, è stato ricoverato questa domenica dopo aver inchiodato, utilizzando un martello, i suoi testicoli al selciato della Piazza Rossa di Mosca in segno di protesta, contro il Cremlino nel giorno in cui si celebra il Giorno della Polizia in Russia. Pavlenski è restato nudo e “fissato al suolo” per oltre un’ora osservando le sue parte intime definendo questa sua protesta, intitolata Fixing, “metafora dell’apatia, dell’indifferenza politica e del fataliamo dell’attuale società russa”. Il manifesto del pittore spiega che “Non è l’arbitrarietà dei potenti a privare la società della sua capacità di agire, ma il restare fermi ad osservere le sconfitte e le perdite che inchioda con sempre maggiore forza il Cremlino alle pietre , trasformando le persone in statue che aspettano rassegnate il loro destino “. Dopo un’ora e mezza dall’inizio della sua protesta, l’artista è stato trasportato in un ospedale della capitale, anche se una fonte delle forze dell’ordine ha già riferito all’agenzia RIA-Nóvosti che, una volta ricevute le cure, verrà preso in custodia dalla polizia. Il poliziotto ha descritto l’azione di Pavlenski come qualcosa “normale per un malato psichico”. Il pittore, a sua volta, crede che “la società, ora che il potere ha convertito il Paese in un grande carcere, permette l’arbitrarietà e, dimenticando la sua superiorità numerica, con il suo non-agire avvicina il trionfo di uno Stato di Polizia”. Non è la prima volta che l’artista di San Pietroburgo agisce sul suo corpo per esprimere la propria protesta contro il governo di Vladimir Putin. Lo scorso 3 maggio era rimasto completamente nudo, avvolto unicamente da filo spinato, di fronte al palazzo dell’Assemblea legislativa di Pietroburgo Assemblea. In quell’occasione “l’opera” si chiamava “Corpo” e simboleggiava “l’esistenza umana in un contesto di repressione legale, quando il minimo movimento provoca una dura reazione del sistema giuridico, che s’inchioda nel corpo dell’individuo”.

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Nell’indifferenza totale chiude il museo di Antonello da Messina

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Nell’indifferenza totale chiude il museo dove è conservata una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano:  il Ritratto dell’Ignoto Marinaio di Antonello da Messina. Il quadro, conservato al  Museo Mandralisca a Cefalù, è quasi l’apoteosi dell’uomo siciliano. Un’icona di cui non si conosce il committente e che ancora incanta per quel sorriso enigmatico che ne fa uno dei migliori esempi di ritrattistica del pittore siculo. La luce, il richiamo ai modelli fiamminghi, la forte carica psicologica rendono poi l’opera un unicum ( su cui a lungo si è dibattuto che ancora oggi andrebbe approfondito visto che i dubbi permangono e ancora non si è certi che si tratti di un marinaio, ma c’è chi propende per l’ipotesi che si tratti un nobiluomo) che verrà sottratto ai turisti e ai visitatori. E’ stato Vittorio Sgarbi dalle pagine del suo blog a lanciare l’allarme:

“Nell’ignoranza generale, che rappresenta la vera decadenza dell’Italia del nostro tempo, può capitare che un meraviglioso ciclo di affreschi di un grande maestro del ‘400, che prende il nome dal suo paese – maestro di Cercenasco – sia lasciato deperire con infiltrazioni d’acqua e vistosi sollevamenti dell’intonaco, mentre a poche decine di metri si progetta e realizza una rotatoria con una orripilante scultura alta 5 metri, e si affida a un artista alla moda, Paolo Grassino, il disegno dei tombini, delle fogne, con una spesa superiore a quella che occorrerebbe a conservare gli affreschi”.

Lo stesso critico d’arte in un’altra parte del suo articolo denuncia:

“Chiudere un Museo è sempre una sconfitta, ma tanto più lo è se dentro al Museo vi è una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano”

E ancora:

“Quale autorità penserebbe, a Milano, di decidere o di consentire la chiusura del Museo Poldi Pezzoli? Ma in Sicilia questo può accadere, ed è il più evidente segno delle lacerazioni e delle ferite della mafia. A parole si combatte la mafia, intanto si chiude un Museo così straordinario nella bellissima e turistica Cefalù”.

Poi l’attacco di Sgarbi è diretto:

“Ma non si vergogna Crocetta? Ha speso energie per contrastare i radar nelle basi americane per demagogia e retorica ed è stato del tutto sconfitto. Ma non si è preoccupato di fare ciò che la sua coscienza doveva imporgli: fare qualunque cosa per impedire questa serrata che umilia la cultura nei luoghi simbolici, con tutto il parlare che si fa della formazione dei giovani. Ma non importa a nessuno: tutte parole vane. Nessuna idea, nessuna consapevolezza dei valori che s’invocano per puro vaniloquio. Il Museo è ricco di collezioni: oltre alla Pinacoteca, una sezione archeologica, una raccolta malacologica, una collezione di monete e un arredo di mobili e oggetti pregevoli. Il Museo è anche ricercato, nonostante la cattiva politica turistica. Ed è visitato da circa 20 mila persone l’anno. È importante osservare che, nel testamento, il fondatore, il barone Enrico Piraino, nel pieno fervore di ideali risorgimentali, espresse programmaticamente l’intendimento di legare alla città le sue raccolte allo scopo di favorire la formazione di una classe popolare cittadina colta ed evoluta (come nei decenni si è dimostrata la popolazione di Cefalù). Responsabile e cosciente. Era una dimostrazione, anche politica, della posizione del barone Piraino, rispetto alla tradizione aristocratica degli eruditi siciliani. E a tal punto credeva in questi principi, d’aver disposto, a fianco del museo, la creazione di un Liceo e di una scuola serale, mantenuti con i suoi propri beni. Il Museo era quindi, con la biblioteca, il deposito di un sapere, vario ed esemplare, nel quasi totale vuoto d’istituzioni scolastiche a Cefalù e nelle cittadine vicine (con 4 abitanti su 5 analfabeti). Il Liceo Mandralisca fu dunque una emanazione del Museo; e il nesso così forte che le materie d’insegnamento e il personale scolastico erano stati indicati nel testamento del fondatore con grande precisione. Nacque così la «Fondazione scolastica Mandralisca», che adottò i dipinti e gli oggetti della Pinacoteca comunale. Una storia esemplare, consacrata, nella letteratura, da Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia, e da Vincenzo Consolo, con il libro Il sorriso dell’ignoto marinaio ispirato al dipinto di Antonello. Di quella civiltà e di quella cultura, nella coscienza degli attuali amministratori, non rimane più niente. Fumo e falsa lotta alla mafia”.

E proprio sul problema della lotta alla mafia il critico si sofferma:

“In Sicilia occorre inventare il contrasto con le mafie praticandone lo stesso modello d’ignoranza e d’insensibilità, come ha dimostrato, proprio a Cefalù, con inaccettabile retorica Manfredi Borsellino, senza rispettare neppure i nobili insegnamenti e riconoscimenti materni. Con il suo ministro Alfano, ha contrastato la mia presenza a Cefalù. Ne vediamo oggi i risultati e gli imperdonabili errori. Io avevo tentato di riaccendere l’attenzione, nell’indifferenza delle istituzioni, sul Museo Mandralisca, segnalando nel Museo un altro capolavoro: una Vanitas di Angelo Caroselli, originale ed eccentrico pittore caravaggesco. Tutto inutile e cieca indifferenza da parte della Regione. Il presidente Crocetta non sente la responsabilità del Museo Mandralisca, con la sua eredità culturale e morale, ma si sente minacciato dalle proteste dei rappresentati del Movimento Cinque Stelle. E l’uno e gli altri conoscono soltanto la retorica e non hanno nessun interesse e sensibilità per una così grave umiliazione per la città di Cefalù. Vivono, l’uno e gli altri, di retorica. Parlano per astrazioni, non hanno coscienza dei valori”.

E poi naturalmente lo sguardo si amplia a livello internazionale:

“Crocetta non si rende conto che, come lo stato di Pompei, la notizia della chiusura del Museo Mandralisca e della sottrazione di Antonello, indignerà il mondo, se questa notizia uscirà dai confini delle cronache locali e nazionali. Provvederò a trasmetterla oltre che all’Ansa, alla Reuters e alla Bbc. E se Crocetta non avrà capito, perso nei fumi dei suoi stereotipi, rischierà di cadere, non per i radar delle basi americane, non per le contestazioni del Muos, ma per non aver garantito la dignità e l’apertura del Museo Mandralisca. Suo primo e trascurato dovere”.

Auguri a Rembrandt! Google gli regala un Doodle.

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L’immagine scelta da Google per il Doodle che festeggia il 407esimo compleanno del famoso pittore olandese Rembrandt van Rijn è un dipinto su tela eseguito a olio, conosciuto con il nome di “Autoritratto con gorgiera e berretto” che risale al 1659. Rembrandt è famoso per la sua qualità nel disegno, per la luce e per la capacità di trasmettere emozioni con un tratto che sa catturare la realtà e riproporla sotto forma di immagine reinterpretata. Pittore di altissimo livello, decise poi di intraprendere anche un percorso come incisore. Divenne uno degli artisti più amati del suo tempo e aprì anche un laboratorio con numerosi allievi.

L’immagine si può vedere nel Doodle ricorda il dipinto olio tela di Rembrandt van Rijn che è stato creato nel 1659 conosciuto come “Autoritratto con berretto e alzò collare”. L’intero logo è anche trasformato in un modello che va in mano con questo dipinto ad olio su tela di Rembrandt van Rijn.

Rembrandt è nato nell’anno 1606. Questo grande artista che era conosciuto come il “uno dei migliori profeti della civiltà” ha molte opere brillanti in suo nome. Non era solo conosciuto come pittore, ma anche incisore.

Egli ha adottato uno stile di pittura che riflette le emozioni e la qualità di ciò che disegno. I suoi dipinti e disegni primarie concentrate sulle immagini di paesaggi e altre immagini simili. In seguito ha aumentato la profondità dei temi ha lavorato proprio. Con il periodo 1640 ha fatto molte opere di incisione ed è entrato anche nel l’area di incisione.

 Fra i vari dipinti ricordiamo:  “La ronda di notte”, “La sposa ebrea”, “Il Pittore nello Studio”, “Andromeda”, “Ratto di Ganimede”, Sacrificio di Isacco”, “Danae”, “Il festino di Baltassar”, “La lezione di anatomia del dottor Deyman”, “Il ritorno del figliol prodigo”, “Ritratto di famiglia”, “Il rapimento d’Europa”, considerato una delle opere in cui è più evidente lo stile dell’età dell’oro della pittura barocca.

L’uomo che da cinque anni indossa la maschera da cervo

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Luo Dan è un pittore che trae ispirazione dai cervi, soggetti principali delle sue opere, ma la sua “passione” va ben oltre e si è trasformata in un’ambizione quanto meno insolita: “Voglio trovare il mio cervo interiore”. Così l’artista ha trovato un modo originale per entrare in contatto con se stesso e trovare la pace interiore: ormai da cinque anni indossa una maschera da cervo che toglie solo per lavarsi e dormire. “Il cervo  è un animale mite: indossando la maschera riesco a trovare una pace interiore che mi mancava da tempo”, ha spiegato Luo Dan.

Uno sguardo a… biancomangiare

La ricetta puoi trovarla QUI!

biancomangiare

Dante Gabriel Rossetti… la poesia Insomnia letta da America Ferrera

Dante Gabriel Rossetti… raccontato in Dante’s inferno

Dante Gabriel Rossetti… le opere

Gente di Londra… Dante Gabriel Rossetti

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Uno guardo a Londra… dalla ruota

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Uno sguardo a Londra… dalla strada

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Uno sguardo a… LONDRA

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Uno sguardo a… la zuppa di mela

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La ricetta la trovi QUI!

Caravaggio sulla scena di… Caravaggio di Derek Jarman

Caravaggio sul set di… Caravaggio di Angelo Longoni

Caravaggio sul set di… I.M. Caravaggio di Derek Stonebarger

Gente delle latomie… Caravaggio.

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Uno sguardo a le latomie… l’inquietudine!

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Uno sguardo a le latonie… il mistero!

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Uno sguardo a… LE LATOMIE, Siracusa!

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Il padre di Rembrandt tornerà al museo!

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La polizia serba ha trovato e recuperato nella regione di Sremska Mitrovica un quadro di Rembrandt, rubato nel 2006 dal Museo di Novi Sad. Il quadro, intitolato “Ritratto del padre di Rembrandt”, è del 1630. Nell’operazione quattro persone sono state arrestate. La banda, armata e mascherata, all’epoca aveva neutralizzato il custode del museo, rubando oltre al Rembrandt anche altri tre opere.

Casa sospesa!

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Bizzarra, enigmatica sorprendente.. e famosa! Questa casa a strapiombo sul fiume Senna nel Vernon, a 5 km da Giverny, non è poi così assurda come può sembrare a prima vista! In passato fu un mulino (anche se ora la ruota non esiste più)  e nel medioevo era normale che i mulini si trovassero sui ponti. Ma la vera particolarità di questa casa è un’altra… Monet, il grande pittore francese, padre dell’impressionismo,  la dipinse in un quadro ora conservato al museo di Belle Arti di New Orleans, Louisiana.

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