“Ma quale genitore 1”? La protesta di una mamma diventa virale

genitore1-mamma-tuttacronacaE’ stato grande il fastidio provato dalla 40enne Barbara Bianchi quando, dovendo apporre la sua firma su un modulo, ha visto la scritta “genitore 1”. La donna, madre di due gemelli di otto anni, ha vissuto quella dicitura come uno sfregio, anche se burocratico e così, prima di apporre la firma, ha cancellato la scritta “genitore 1” sostituendola con il termine “mamma”. La donna ha poi scattato una foto al foglio, postandola su Facebook accompagnato da una scritta: “Io sono la mamma non il genitore uno. Capito sindaco #Pisapia?”. Il post della donna è stato ripreso e condiviso da decine di pagine e centinaia di utenti del social blu e lei stessa si è sorpresa. Al Giornale ha spiegato: “Pensavo di raccogliere solo un po’ di mi piace dei soliti amici. Cosa ho provato? Un grande fastidio. Prima ho cancellato quel ‘genitore 1’, poi ho scritto mamma e scattato la foto”.

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Pisapia e la frecciata a Marino: “Milano ce l’ha fatta da sola”

pisapia-milano-tuttacronacaOggi a Palazzo chigi si è discusso del decreto Salva-Roma e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non ha mancato di lanciare una frecciata a distanza al suo collega romano Ignazio Marino: “Milano, ancora una volta, ce l’ha fatta da sola. È chiaro che, quantomeno, non ci deve essere, rispetto alle spese straordinarie per Expo, un silenzio da parte del governo, ma so che c’è una grande attenzione, tanto è vero che lunedì saranno, a Milano, 4 ministri, con cui discuteremo delle nostre necessità e, una delle prime, è, sicuramente, la deroga al Patto di Stabilità, quantomeno per le opere di Expo”. A margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar di Milano Pisapia ha inoltre assicurato: “Non voglio fare polemiche con altre città, con altri sindaci, quello che è necessario è che ci sia un rilancio dell’intero Paese”, e ha spiegato: “Non è un problema di Roma o di Milano ma dell’intero Paese”. Quindi ha concluso: “È l’intero Paese che deve essere smosso, deve essere rilanciata l’economia, dare possibilità di nuova occupazione e, sicuramente, Milano ha dimostrato che è all’avanguardia: ha resistito e superato la crisi e qua devono esserci gli investimenti necessari per salvare il Paese da una crisi profonda”. A quanto ha appreso l’Ansa, nel testo del decreto Salva Roma approvato dal Consiglio dei Ministri sono stati inseriti 25 milioni di euro destinati a Expo 2015, che erano già stati previsti nel precedente Salva Roma.

Quell’inaugurazione della Scala alla quale non parteciperà Letta…

letta-inaugurazione-scala-tuttacronacaIl prossimo sabato sera si terrà l’inaugurazione della Scala di Milano ma da Palazzo Chigi rendono noto che Enrico Letta non vi prenderà parte per motivi familiari, anche se non mancheranno le istituzioni visto che sarà presente Giorgio Napolitano. Nessun tentativo di non sovraesporsi mediaticamente alla vigilia delle primarie, anche perché, spiegano ancora gli uomini del premier, domenica Letta si recherà regolarmente alle urne. A Montecitorio, tuttavia, diverse sono le interpretazioni che circolano sull’assenza. Come spiega l’Huffington Post:

c’è chi indica l’insofferenza del presidente del Consiglio nei confronti del sindaco di Milano come uno degli argomenti che hanno pesato nella scelta. Non è un mistero che Giuliano Pisapia guardi con simpatia al sindaco di Firenze, che con le sue dure prese di posizione sta mettendo e non poco in difficoltà l’esecutivo. Ma il terreno su cui lo scontro è più acceso è quello dell’Imu. Già, perché il primo cittadino meneghino si è sempre posto in prima linea nella battaglia dei sindaci per garantire le coperture del mancato introito della tassa sulla casa, arrivando a dire prima del Consiglio dei ministri che ha sbloccato la situazione che era pronto “a sfiduciare l’esecutivo”, perché “se il governo non manterrà gli impegni sull’Imu ci troveremo di fronte a una rottura istituzionale estremamente grave”. Una polemica mai sopita che ha portato il primo cittadino milanese ad affermare proprio questa mattina che l’Imu è un pasticcio fatto dal governo, quindi: “La via d’uscita la deve trovare il governo soprattutto se è un governo che ha un presidente del consiglio del centrosinistra”.

Un fronte di frizione si è poi aperto nei giorni scorsi proprio intorno al principale teatro milanese. Perché un codicillo della decreto cultura che equiparava tutte le fondazioni lirico-sinfoniche avrebbe imposto alla Scala la riduzione del Cda da 11 a 7 membri, obbligato il teatro a ridurre il numero di soci privati e, di conseguenza, tagliare finanziamenti e introiti. Una questione su cui Letta è intervenuto personalmente, promettendo di risolverla nell’ambito della legge di stabilità.

Tuttavia, dallo staff minimizzano e ci tengono piuttosto a sottolineare che Letta si troverà a Milano lunedì, per un incontro con il presidente della Commissione Ue José Barroso. Ma tra le ipotesi c’è anche il timore delle proteste. Ancora l’Huffpost ricorda:

Autonomi e centri sociali stanno preparando una dura contestazione al ministro Fabrizio Saccomanni, che, al contrario, avrebbe confermato la sua presenza. E un bagno di fischi alla vigilia delle primarie non sarebbe un buon viatico per i gazebo democratici. Senza contare che anche l’opposizione è sul piede di guerra, con l’ex vicesindaco Riccardo De Corato a scagliarsi contro il ministro dell’Economia: “Ma come, i milanesi rischiano di pagare 44 milioni di “mini-Imu“ e lo vedremo in smoking sul tappeto rosso come se niente fosse? E gli regaliamo pure il biglietto”.

Bottiglie di urina contro i clienti di un locale gay

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L’omofobia a Milano dilaga e l’ennesimo episodio avvenuto la sera di domenica 27 ottobre, verso le 2 di notte, è un atto violento e inaccettabile. Alcune bottiglie contenenti urina sono infatti state lanciate contro i clienti di un locale per gayfriendly, il bar Momo. L’episodio è stato riportato nella cronaca locale dell’edizione milanese de La Repubblica:

Il bar Mono, a Milano, aveva appena chiuso. Un’auto si è avvicinata e senza fermarsi i suoi passeggeri hanno lanciato prima insulti, poi bottiglie di urina contro i clienti.

Ancora su La Repubblica si legge:

“Da parte dell’Arcigay, che ha subito sporto denuncia, non si fa allarmismo. Ma un collegamento di ordine politico sì: «Mentre in città le sentinelle in piedi, i cattolici integralisti, psichiatre affascinate dai confessionali e fascisti di ieri e di oggi rialzano la testa proclamando il loro odio per gli omosessuali travestendolo in teorie e forme di libertà di opinione — dice il presidente Marco Mori — improvvisamente in pieno centro riappaiono forme di violenza premeditate che non si vedevano da anni, nemmeno nel peggior scenario periferico che Albertini, Moratti e De Corato hanno creato e lasciato in eredità alla città. Non sono coincidenze. I mandanti culturali e ideali di queste aggressioni sono chiari e noti»”.

Anche il circolo Pd della zona si è mosso contro questi attacchi. Episodi comunque sporadici nella città di Milano, ma che richiedono maggiore sensibilità secondo Arcigay:

“«L’amministrazione ormai in sella da più di due anni non può continuare ad invocare l’alibi del bilancio e rinviare azioni concrete di inclusione e lotta alle discriminazioni — sottolinea Mori — capaci di generare quel cambiamento promesso e più volte annunciato. E deve sostenere le iniziative nel territorio appoggiandole anche economicamente, amplificandone le potenzialità. Altrimenti Pisapia e compagni si rassegnino a vedere di nuovo il vento cambiare e la città fare passi indietro riguardo a temi quali accoglienza, rispetto per le comunità e inclusione sociale»”.

L’Atm di Pisapia… e la bufala del leghista!

pisapia-morelli-tuttacronacaUn tempismo notevole quello del capogruppo della Lega in Comune a Milano, Alessandro Morelli, che ha fatto notare ai suoi concittadini una foto… scattata anni fa. Tutto è iniziato quando il leghista ha messo sull’attenti il popolo di Facebook chiedendo loro di “aspettare il suo segnale”:

atmQuello che andava condiviso non era altro che una foto in cui appare un autobus della linea 90-91 in panne sulla circonvallazione in viale Tibaldi, nel capoluogo lombardo con i passeggeri che scendono e lo spingono. Morelli aggiunge anche la scritta “l’Atm Pisapia” e una foto del primo cittadino in versione tranviere. Peccato che l’immagine risalga al 2008, quando il sindaco di Milano era Letizia Moratti. La svista del capogruppo della Lega, però, è stata segnalata da numerosi utenti che hanno segnalato la bufala.

Olimpiadi 2024. Maroni: “Roma è sull’orlo della bancarotta. Milano o Milano”

Olimpiadi-roma-milano-tuttacronacaMancano 11 anni ma già si pensa al 2024 e alle Olimpiadi che verranno disputate quell’anno. E in Italia la sfida è aperta: candidare Milano o Roma? Oggi nel capoluogo lombardo si è tenuto un vertice che ha visto riuniti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il sindaco Giuliano Pisapia e governatore lombardo Roberto Maroni. Unica decisione presa, come hanno spiegato ai giornalisti, è che “la candidatura sarà unica”, senza dunque una competizione Milano-Roma. Resta da decidere quale città verrà perà proposta. Una risposta si potrebbe avere già al prossimo incontro, che si terrà alla presenza del sindaco della capitale, Ignazio Marino, “entro 15 giorni a Roma”. Il primo commento di Pisapia, dopo un incontro di un’ora e mezza all’Arena, è stato: “L’importante è che abbiamo deciso di sostenere il sistema Italia. Non ci sarà competizione ma condivisione”. Il sindaco ha riconosciuto che “a Roma nel 2025 ci sarà il Giubileo e quindi è più preparata”, ma con Expo 2015 “Milano diventerà un punto di riferimento internazionale con una forza in più”. Maroni invece sfodera la sua vena polemica: “Mi dispiace che il sindaco Marino non sia venuto, ma ritengo la sua assenza giustificata: deve preoccuparsi dei conti di Roma. E’ una città sull’orlo della bancarotta, come lui stesso ha riconosciuto. Non mi pare proprio che una città in queste condizioni possa candidarsi a ospitare le Olimpiadi”. E visto che la candidatura può essere avanzata da una sola città, il leghista chiosa: “Quindi, o Milano o Roma. Anzi, o Milano o Milano”. Malagò, da parte sua, rigetta ogni forma di divisione: “O siamo tutti d’accordo su una candidatura condivisa o lasciamo perdere”. Secondo il presidente del Coni, nella scelta fra una città o l’altra “non si deve arrivare al voto in consiglio e in giunta Coni, come è successo per la corsa fra Roma e Venezia”.

A fine estate… arriva la disinfestazione delle zanzare a Milano!

zanzare-milano-tuttacronacaE’ stata un’estate non troppo rilassante quella dei milanesi, che hanno avuto a che fare con le fameliche zanzare, tanto che c’è anche chi ha scritto un appello al sindaco Pisapia chiedendo venisse fatto qualcosa al riguardo. E ora, a estate finite, sono apparsi degli avvisi che annunciano la prossima disinfestazione contro la zanzara tigre. Nell’immagine, uno degli scritti comparsi in piazza Castello. Un intervento “normale”, dicono da Palazzo Marino ma è curioso il fatto che ora che l’autunno è cominciato, la disinfestazione funziona regolarmente.

Renzi e il Pd dei sindaci: chi appoggia Matteo?

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Amministratori locali che stringono le redini del Paese? E’ un’idea che risale agli anni ’90 e che ora torna in voga grazie a Matteo Renzi, che conta sul contributo che potrebbe arrivare dai suoi colleghi sindaci per candidarsi a Segretario del Pd e cambiare il partito. E’ stato lui stesso a rivelarlo, alcuni giorni fa, al suoi entourage, anticipando alcuni aspetti del partito che vorrebbe e confermando che, anche in caso di elezione, continuerà a fare il sindaco: “Voi mi supportate, si potranno fare tutte e due le cose”. Per il primo cittadino di Firenze il partito dovrebbe puntare a valorizzare maggiormente chi amministra le città:  “Ora c’è una sorta di separazione con i quadri di partito, spesso si tratta di persone che hanno avuto esperienze marginali come amministratori – confida a chi gli è vicino – con una mentalità di apparato. Dall’altra parte ci sono gli amministratori che non sanno chi hanno davanti quando fanno un’assemblea nei circoli e parlano dei loro problemi quotidiani”. Serve quindi portare i sindaci in un Pd che va rivoluzionato: “Basta con le incompatibilità e la separazione fra l’attività amministrativa e politica”: serve “una maggiore integrazione” per far sì che il Pd “si senta più guidato da chi poi in realtà è ogni giorno sul pezzo come sindaco, assessore, presidente di Provincia o assessore regionale”. E visto che l’idea è governare le città per poi aspirare a governare l’Italia, Renzi tesse legame proprio con altri che sono alla guida di realtà territoriali, che offrono il loro appoggio. Tra questi, i sindaci Enzo Bianco (Catania) e Leoluca Orlando (Palermo), l’ex turco Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro, i primi cittadini di Bologna, Virginio Merola, di Forlì Roberto Balzani, di Bari Michele Emiliano. Anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, si è avvicinato a Renzi,così come la presidente del Friuli Debora Serracchiani, ex franceschiniana ed ex civatiana. E non va dimenticato il presidente della Liguria, Claudio Burlando. Ma anche al governo c’è un sindaco renziano, il ministro Graziano Delrio. E proprio oggi il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha spiegato che “La caduta del governo sarebbe un danno gravissimo” ma, in caso l’esecutivo guidato da Enrico Letta non riuscisse più a governare, il centrosinistra deve essere “pronto” al voto e Renzi “ha tutti i titoli per sfidare la destra e vincere”.

La stangata di settembre da domenica bus e metro più cari

stangata-milano-tuttacronacaForse non si pagherà l’Imu sulla prima casa, ma sta comunque per arrivare una stangata sui servizi al cittadino che peserà non poco. I primi ad essere aumentati saranno i costi del trasporto. Ad esempio a Milano viaggiare sull’Atm avrà una spesa molto più elevata. Il rincaro è stato voluto dalla giunta Pisapia per cercare di tamponare i buchi di bilancio. Ma per milanesi e lombardi questo purtroppo è solo un assaggio. Ci saranno aumenti sulla sosta, il calo delle agevolazioni per gli studenti, la tassa sui rifiuti, i treni e probabilmente l’acqua. Su tutto questo poi graverà l’addizionale Irpef.
 

Il Festival Boreal a Milano preoccupa Pisapia

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Non si sa se l’autunno sarà caldo, come sostengono in molti e come non ha escluso neppure il Premier Letta, ma quel che è certo, è che per Milano sarà nero. L’estrema destra europea è pronta a dar vita alla seconda edizione del “Festival Boreal” e a scelto proprio il capoluogo lombardo per riunirsi. Il luogo naturalmente è segreto(anche se sembra accertato che si svolgerà nella zona nord della città), ma le date sono state definite: dal 12 al 14 settembre.

Il sindaco Giuliano Pisapia non ha nascosto la sua preoccupazione per l’appuntamento, in una dichiarazione a margine della presentazione di un nuovo servizio di car sharing: “Vedremo se ci sarà un ripensamento. Altrimenti interverremo con tutte le possibilità che la legge ci dà per evitare che ci sia questo sfregio alla città” e poi ha aggiunto  “Preoccupa molto il fatto che molte iniziative si vogliano concentrare su Milano, città medaglia d’oro della resistenza e questo Milano non lo può accettare. Ci sono delle regole e devono essere rispettate. Chi fa apologia di fascismo o di nazismo non può avere la possibilità di circolare liberamente nella nostra città e nel nostro Paese. Lo dice la Costituzione e lo dicono le nostre leggi”.

L’incubo delle notti milanesi in compagnia delle zanzare. L’appello a Pisapia

zanzare-milano-pisapia-tuttacronacaA disturbare le serate e le nottate estive ci sono spesso degli ospiti non graditi: le zanzare. Gli insetti a Miano stanno creando non pochi disagi e così una donna, Bostanza Bàrbera, ha scelto di scrivere un accorato messaggio per il sindaco Pisapia tramite una nota in Facebook, corredata da uno scatto dei suoi piedi martoriati dalle punture. “Gent.mo Sindaco Giuliano Pisapia – si legge – Le inoltro, con un certo imbarazzo ma serio disappunto, tre immagini dei miei piedi (Le risparmio il resto del corpo) in seguito a un’oretta circa (dalle 21.00 alle 22.30) trascorsa con amici in Porta Venezia nella nostra amata città. A seguito dell’attenta lettura del sito del Comune (Aiutiamoci a prevenire: Le Zanzare, Campagna di sorveglianza e lotta contro le zanzare, Cento nuove Bat Box ecc.) pur nella consapevolezza che la questione non sia di facile soluzione, vorrei condividere con Lei un pensiero: L’idea di affrontare il problema zanzare proseguendo giustamente con entusiasmo il Progetto Chirotteri (Bat Box) mi sembra un’idea a oggi un po’ primitiva, certo affascinante, ma non sufficientemente efficace se non seriamente affiancata da provvedimenti più mirati .Mi spiego: come le immagini Le mostrano chiaramente sono portata a credere che le misure adottate, dal sito definite tradizionali, siano al momento risultate fallimentari o quanto meno inadeguate. Trovo che la “Sua” politica in materia, tra cui la tutela dell’ambiente, nobile e doverosa e da me pienamente condivisa, sia purtroppo oltre che scarsamente risolutiva, altamente crudele nei confronti dei cittadini.Trovo altresì sorprendente che una città come Milano non riesca ad affrontare il problema adeguatamente, trasformandosi d’estate in una palude più pericolosa delle foreste australiane sul finire della stagione delle piogge, da me visitate, mutamento questo che non solo nuoce ai cittadini, ma non giova di certo all’immagine della città.” La donna quindi conclude: “Mi rivolgo a Lei con la speranza che in futuro vengano presi nella giusta considerazione provvedimenti se necessario più evoluti, a tutela di tutti, ambiente e cittadini, rivedendo nel caso le attuali disposizioni in materia, anche in vista di Expo 2015. Per salute e non solo quindi, desidero, al di là del tono volutamente ironico ma mi auguro non offensivo, segnalarLe questo increscioso e quanto mai fastidioso incidente che mi ha costretto a letto tutta la giornata e consideri che fortunatamente viste le circostanze non sono né un bambino né un anziano. La ringrazio per la gentile attenzione e Le consiglio caldamente di non uscire di casa senza gli opportuni repellenti. Cordiali saluti. Costanza Bàrbera”.

Nuovi guai per D&G: Peter Fonda ha sporto denuncia!

d&g-fonda-causa-tuttacronacaDopo le polemiche dei giorni precedenti tra gli stilisti e il Comune di Milano, nuovi guai all’orizzonte per Dolce & Gabbana. Peter Fonda ha sporto denuncia presso la Corte Superiore della California contro la griffe.  L’attore americano chiede un risarcimento di 6 milioni di dollari e la cessione dei proventi della vendita di una linea di magliette prodotta dal marchio italiano ispirate a Easy Rider, il film cult del 1969 interpretato da Dennis Hopper, Jack Nicholson e lo stesso Peter Fonda. Nella denuncia l’attore ha preso di mira anche la Nordstorm, la società di distribuzione dei capi d’abbigliamento che, assieme a D&G, dovrebbe quindi versare la cifra.

Ma nel capoluogo lombardo la querelle, intanto, prosegue. Gli stilisti hanno ripercorso la vicenda giudiziaria in un’intervista al Corriere della Sera. In primo grado, sono stati condannati in primo grado per omessa dichiarazione al fine di evadere le imposte. Ora loro ripetono:  “Per l’infedele dichiarazione dei redditi nel penale siamo stati assolti perché il fatto non sussiste. Lo stesso giudizio del gup per l’omessa dichiarazione: il fatto non sussiste”. Quindi l’annuncio: “Se la condanna a 400 milioni di multa sarà confermata, chiudiamo. Non saremmo in grado di resistere”. Ma gli stilisti spiegano anche di essere estranei alla vicenda che vede la vendita di un loro marchio a un prezzo di mercato guardato con sospetto dalla finanza e ribadiscono che tutto è stato fatto in modo legale. Dolce ritorna sullo scambio di fuoco con l’assessore. “Magari io non avrei scritto “fate schifo” scegliendo parole diverse. Ognuno ha il suo temperamento. Ma sulla decisione di chiudere per indignazione, pagando regolarmente i dipendenti, sia chiaro, siamo stati d’accordo. Non ne potevamo più”. Ancora una volta, ribadiscono un concetto a loro caro: a differenza di altri, non hanno residenze fittizie all’estero ma da sempre vivono nel nostro Paese, inoltre “Abbiamo due imbarcazioni, ormeggiate in porti italiani e battono bandiera italiana”.

D&G riaprono i negozi… e la Lega raccoglie firme contro Pisapia

dolce-gabbana-lega-tuttacronacaLa Lega approfitta della riapertura dei negozi Dolce&Gabbana, dopo tre giorni di serrata per “indignazione”, per avviare una raccolta firme a sostegno dei due stilisti e contro l’assessore Franco D’Alonso e il sindaco Giuliano Pisapia. Un gruppo di rappresentanti del Consiglio Comunale di Milano della Lega si è infatti riunito oggi davanti alla boutique di corso Venezia esponendo anche una bandiera della Lega e un cartello che recita: “Raccolta firme. Pisapia caccia D&G ma firma contratti con occupanti abusivi. La Lega dice no”. Il capogruppo al Consiglio comunale, Alessandro Morelli, ha spiegato: “Presentiamo una mozione per dire che se il sindaco si comporta così con le eccellenze del made in Italy allora faccia lo stesso con tutti quelli che hanno situazioni di illegalità, come gli occupanti abusivi”. Luca Lepore, consigliere comunale, mostrando un foglio con la stampa ‘D&G D’Alfonso e Gang’ aggiunge: “D’Alfonso dice che con questa storia Dolce e Gabbana si sono fatti pubblicità, allora noi la facciamo a D’Alfonso, ma la facciamo negativa”. Tra i primi firmatari una negoziante della zona Brera che fa anche parte del gruppo ‘Commercianti contro area C’: “I turisti stanno scappando, il centro è sfasciato ed è pieno di graffiti. Noi del comitato avremmo dovuto fare una serrata come l’hanno fatta D&G. Dobbiamo trovare un modo per far cadere il sindaco”. Per quello che riguarda i dipendenti, nessuno parla, anche perchè “non siamo autorizzati a parlare dell’azienda e siamo stati invitati a non fare commenti sulla vicenda”. A sbilanciarsi è invece il direttore del Martini Bar, Mirko Caria: “Io e l’intero staff avalliamo al 100% la decisione degli stilisti e sosteniamo la loro protesta contro il Comune”. A quanto si dice dietro le vetrine delle boutique di Dolce&Gabbana, i clienti oggi non hanno fatto tante domande sulla chiusura straordinaria, ma da quel che si sente dire sui marciapiedi, non tutti hanno digerito il comportamento dei due contendenti. Se le dichiarazioni di D’Alfonso sono state “l’ennesima sparata politica”, dicono alcuni clienti appena usciti dai negozi, la chiusura di tre giorni è stata “forse un’esagerazione”. Per quel che riguarda Pisapia, la polemica “è assolutamente terminata e finita”. Il sindaco ha proseguito “Loro questa mattina hanno riaperto i negozi e spero che adesso finiscano le polemiche e si guardi avanti nell’interesse della città, della moda, della collettività e del paese”. Il sindaco ha precisato inoltre di avere invitato, attraverso il direttore generale della maison, i due stilisti a Palazzo Marino “per parlarci e chiarirci, basta con le polemiche”. Gli stilisti non hanno ancora confermato la loro presenza all’incontro che dovrebbe aver luogo mercoledì. A chi gli ha chiesto perchè in un’intervista apparsa ieri su La Repubblica si fosse definito ‘indignato’ ha poi risposto: “chi dice che Milano fa schifo non può che fare indignare non solo il sindaco ma tutti i milanesi”. Sulla vicenda è entrato anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha dichiarato: “Mettiamo a disposizione i nostri spazi. Mi sembra una follia, un’azione masochistica dire di no a chi rappresenta i marchi d’eccellenza, specie in un momento di crisi”. Ha poi concluso: “Spero che il Comune di Milano faccia un ravvedimento operoso”.

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Pisapia: Dolce e Gabbana dovrebbero chiedere scusa a Milano

pisapia_d&g-tuttacronacaContinua la tensione a Milano e anche il sindaco Pisapia, che ha tentato di mantenere i toni bassi per giorni, ora si è stancato. Dopo la serrata delle vetrine di Dolce e Gabbana e la loro “indignazione” contro la città di Milano, ha spiegato a Repubblica: ” Adesso basta, gli indignati siamo noi. La reazione di Dolce e Gabbana è decisamente sopra le righe, inaccettabile: dovrebbero chiedere scusa a Milano”. Per il Primo Cittadino, quello che manca sono i presupposti per una simile reazione: “Se la prendano con la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, i pubblici ministeri e la stampa. Da ultimo con la città di Milano”. Anche perché, ricorda Pisapia, “la frase infelice dell’assessore è stata chiarita immediatamente”. E poi, “se si sono sentiti offesi potevano prendersela con lui (D’Alfonso, ndr). Che c’entra “Milano fai schifo”? Per la moda facciamo tantissimo”.

Il raduno neonazista su cui Pisapia non può intervenire

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Hanno scelto la Skinhouse di Rogoredo per ospitare un festival al quale parteciperanno una decina tra band italiane e internazionali con dichiarate influenze neonaziste, tra cui i Bully Booys dagli Stati Uniti e gli inglesi Brutal Attack. E’ quindi alle porte di Milano che si svolgerà il maxi-raduno degli skinhead di mezza Europa per il quale sono attese oltre 2mila persone, membri o simpatizzanti dei vari gruppi delle “teste rasate” e, secondo alcune voci, vi dovrebbe prendere parte anche una delegazione del Ku Klux Klan americano attiva in Europa. E’ Paolo Berizzi, per Repubblica, a spiegare che l’evento nasce come “raccolta fondi”, ma è fortemente connotato dai temi “tipici” del razzismo, fino alle vere e proprie apologie di Hitler e Mussolini:

L’happening nasce, ufficialmente, dall’idea degli organizzatori di raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali (fatti del ‘93, operazione “Runa”) per i camerati di Azione Skinhead, il gruppo nato nel 1990 dalla fusione tra gli skin milanesi e il nucleo più radicale degli ultrà Boys SAN dell’Inter. Ma l’evento, anche per il numero e la provenienza delle presenze già confermate attraverso la rete, porta con sé anche l’aria della sfida: una prova muscolare in un periodo in cui l’ondata xenofoba — gli ultimi e ripetuti casi hanno riguardato gli insulti al ministro Cécile Kyenge — è in crescita.

Pisapia scrive su Facebook il suo pensiero riguardo ad un evento che è inaccettabile ma che lui, sindaco di Milano, non può impedire: “Oggi alle porte di Milano si ripropone l’inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale. Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino”. Tuttavia il sindaco esprime anche la sua impotenza a intervenire: “Le autorizzazioni o le azioni preventive – chiarisce in un commento – sono per legge di competenza della Questura e Prefettura. L’Amministrazione non ha quindi potestà di intervento diretto”.

 

Addio a Roberto Denti, l’adulto che sapeva parlare ai bambini

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“Un bambino che ama leggere sarà un adulto più felice”. Era questo il pensiero, semplice e vero, di Roberto Denti, uno dei massimi esperti di libri e letteratura per bambini e ragazzi, ma anche giornalista, scrittore, formatore e filosofo. E la sua morte, avvenuta nella notte, lascia un vuoto nella cultura italiana. Perchè quei piccoli lettori che tanto amava, che trattava con devozione, ai quali raccontava filastrocche e storie accantivanti, difficilmente troveranno qualcun’altro in grado d’incuriosirli come faceva lui. Nato a Cremona nel 1924, collaboratore de Il sole 24 Ore, amico fraterno di Gianni Rodari, Roberto Denti ha aperto, nel 1972, con la moglie Gianna Vitali, La Libreria dei Ragazzi, la prima in Italia. La sua esperienza a stretto contatto con i bambini è raccontata nel suo I bambini leggono. La libreria è stata, ed è tutt’ora, “progetto culturale basato sul costante adeguamento alle esigenze dei giovani lettori e di quelli adulti”. Ora che è mancato, a 89 anni, i suoi colleghi lo ricordano così: “Tutti noi, che siamo suoi allievi, continuiamo a sentire la sua voce che racconta. Era Roberto un grande narratore. Di storie, di esperienze, di vita. Storie che ha raccontato a noi e a tutti quelli che venivano in libreria per chiedere un consiglio, giovani autori, autori affermati, librai, insegnanti, bibliotecari o semplicemente amici. La sua disponibilità era totale e ciascuno si portava via qualcosa che si sarebbe tenuto stretto a lungo, o per sempre. Guardare Roberto all’opera era sempre una iniezione di energia. Energia che ha usato tutta, fino agli ultimi giorni, quando pure era molto stanco. Ma c’era qualcos’altro che era bello guardare, e dava gioia e allegria. Era Roberto insieme a Gianna. Era il suo amore per lei, la complicità tra loro due, quel filo fortissimo che li teneva legati quando erano insieme e quando lui era fuori per lavoro e la inondava di messaggi. Grazie Roberto, grazie per ogni momento. Noi continuiamo a tenerti con noi”. Anche Pisapia parla di lui, parlando del vuoto che ora ha lasciato nella città: “Oggi Milano ha perso un cittadino che ha dato tanto alla città, la sua esperienza rimarrà un bellissimo esempio che tutti noi sapremo continuare ad apprezzare”, e se Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, parla di lui come “il pioniere della diffusione della letteratura per bambini, adolescenti e ragazzi: un settore tanto più importante quanto più capace di incidere sulla formazione delle coscienze delle nuove generazioni. La sua esperienza ha influito sulla vita e sull’offerta culturale della nostra città, creando un vero e proprio filone che ha dato lustro, prestigio e sostegno all’editoria milanese”, l’assessore all’Educazione e Istruzione, Francesco Cappelli parla di lui come un “vero educatore” e lo definisce “un bambino tra i bambini, perché sapeva capirli e amarli”.

Incidenti sul lavoro alla Scala… sindacati vogliono incontro con Pisapia

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Pisapia: troppo cibo scartato nelle scuole… Mettiamo i bimbi all’ingrasso per non buttare?

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