Gli F35 possono essere abbatuti dai pirati informatici!

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Gli F35 sono solo da rottamare? Certo oggi arriva il colpo di grazia per il velivolo da guerra più discusso della storia e forse quello che almeno in tempi moderni sembra essere il più inadeguato e il più costoso aereo da combattimento mai progettato. E’ una trasmissione televisiva americana “60 Minutes” a spiegare che:

La vulnerabilità del velivolo da guerra del Pentagono sta, secondo il racconto del giornalista David Martin, nell’elmetto da 500.000 dollari che il pilota è chiamato a indossare e che gli permette di vedere a 360 gradi il mondo attorno a lui. Esso è parte di un sistema computerizzato complesso chiamato “Alis” il cui server di riferimento occupa una stanza grande quanto un container. Alis può per esempio forzare un F-35 a restare a terra se individua un problema al cacciabombardiere stesso. E l’intervento umano non può cambiare le cose decise da Alis.
L’idea è che gli hacker possono infiltrarsi nelle reti su cui dipende Alis e attaccare il software che di fatto determina la missione in corso. Insomma, stando a “60 Minutes”, gli F-35 possono essere abbattuti senza nemmeno un colpo di arma da fuoco.

Il sito della Regione Lombardia sotto attacco hacker

hacker-tuttacronacaE’ il Pirellone a rendere noto, attraverso un comunicato ufficiale, che il sito della Regione Lombardia è vittima di un attacco di pirati informatici: “Da qualche ora il sito http://www.regione.lombardia.it è sotto attacco da parte degli hacker”. E la nota prosegue: “I tecnici regionali sono al lavoro per ripristinare al più presto il servizio, soprattutto per i cittadini che vogliono informarsi sui referendum sulla fusione di alcuni Comuni previsti per domenica”. L’annuncio è stato dato anche via Twitter. lombardia-hacker-tuttacronaca

Sconfiggere la pirateria informatica? Arriva l’università degli hacker

Hacker

Si tengono dei corsi particolari e quanto mai attuali in Francia, a Maubeuge, quasi al confine belga, dove 26 studenti, tutti geek già diplomati in informatica, imparano a penetrare a colpi di mouse nelle fortezze virtuali costruite dai loro insegnanti, così come spiega uno dei loro professori, Franck Ebel: “Insegniamo loro le tecniche che usano i pirati perché è indispensabile avere dei mezzi di difesa basati sui metodi usati dagli attaccanti”.  La facoltà è una sede staccata dell’università di Valenciennes e si sta parlando dei “buoni”. I corsi vengono sorvegliati dalla Dcri, il controspionaggio francese, dopo aver vagliato profili e curricula degli iscritti, questo in vista della delicatezza del tema, con lo spionaggio informatico che sta diventando una delle “armi” più potenti in mano alle diverse potenze. Ma non pensiate ci siano solo programmi da violare, si tengono anche lezioni di giurisprudnza tenute da un avvocato specializzato: “La formazione non è solo tecnica. Sono necessari anche dei corsi di diritto. Gli studenti si rendono progressivamente conto della potenza che hanno in mano”. I ragazzi, al termine dei corsi, diventeranno “Collaboratore per la Difesa e l’Anti-Intrusione dei Sistemi Informatici”, ossia hacker che combattono gli hacker.

Gli hacker cinesi all’arrembaggio dei sistemi di difesa Usa

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E’ stato il Washington Post a lanciare l’allarme: negli ultimi mesi hacker cinesi hanno carpito i segreti di diversi sistemi di difesa che sono di cruciale importanza per la sicurezza, sia statunitense che europea. Il cyber spionaggio, che riguarda anche gli F-35, i jet che fanno tanto discutere in Italia e ceh sono ritenuti “il sistema di difesa più costoso che sia mai stato costruito”, è stato denunciato da un rapporto stilato per i vertici del Pentagono dal Defense Science Board. Sembra gli hacker abbiano trafugato oltre due dozzine di progetti di armi e veicoli allo studio dell’esercito statunitense, tra i quali il quotidiano cita le nuove versioni dei missili Patriot e Aegis, i caccia F-18 e gli elicotteri Black Hawk. Seppure non si denunci direttamente Pechino, viene riconosciuto che l’essere entrati in possesso di queste informazioni rende meno forte la posizione degli Usa  in caso di conflitto, mentre la Cina può fare un enorme balzo avanti in termini di ricerca e sviluppo. Il rapporto spiega infatti  che “il furto potrebbe dare alla Cina un vantaggio militare, ad esempio mettendola in grado di disturbare le comunicazioni e di ‘inquinare’ i dati di bordo, oltre a far avanzare il Paese nella propria tecnologia militare”. Continua dunque a crescere il numero di accuse agli hacker cinesi da parte dei diversi stati, infatti anche l’Australia si è recentemente trovata a denunciare un furto di progetti per il nuovo quartier generale dell’intelligence da parte di pirati informatici del Paese del Dragone.

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