L’atterraggio miracoloso… sulla superstrada!

Aereo-atterra-su-autostrada-tuttacronacaFuoriprogramma che ha dell’incredibile nella giornata di sabato quando, alle tre e venti ora locale, un piccolo aereo da turismo con a bordo due donne oltre al pilota è atterrato lungo la superstrada Major Deegan, che corre a nord di Manhattan, lungo il Bronx. E’ stato un “atterraggio davvero miracoloso”, hanno sostenuto i testimoni che hanno visto il Piper scendere e atterrare con qualche rimbalzo a New York.  Il volo era diretto all’aeroporto La Guardia e le tre persone a bordo sono uscite indienni dall’incidente, senza riportare neanche un graffio. L’incidente ha causato un incredibile ingorgo, che ha paralizzato il traffico per chilometri. Le autorità non sono ancora riuscite a chiarire se l’atterraggio sia stato causato da un guasto meccanico o se il pilota era rimasto a corto di carburante.

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Addio a Giancarlo Bornigia. Fondò il Piper e il Gilda

bornigia-morto-tuttacronacaGiancarlo Bornigia si è spento la scorsa notte per un arresto cardiaco al Policlinico Umberto I di Roma, dove era stato ricoverato due giorni fa per problemi al cuore. I funerali avranno luogo lunedì 26 agosto alle ore 11, nella chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici. Bornigia, che avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 29 settembre, lavorava come commerciante di automobili quando nel 1965,  con Alberigo Crocetta, ex marò della Decima Mas, e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi apre a Roma in via Tagliamento, nel quartiere Coppedè, il Piper. Un locale che lanciò personaggi come Patty Pravo e Renato Zero e che presto diventò un vero e proprio fenomeno di costume diventando una delle icone del boom italiano degli anni ’60. Il fotografo del Messaggero, Rino Barillari, ricorda: “Tutto il mondo ci è passato. Sembrava un santuario, tutti a parlare del Piper. Cambiò il volto della città”. Il figlio del “re delle notti romane”, Giancarlo junior, ha raccontato all’Ansa: “Mio padre era stato ricoverato due giorni fa. Il cuore aveva ripreso a battere ma ci sono state altre complicazioni dovute alla crisi cardiaca. Ha combattuto contro tanti mali nella sua vita, era stato operato per tumori allo stomaco, ai polmoni e ce l’ha sempre fatta. Ha portato in Italia la moda, il costume, le tendenze dall’Inghilterra e da altri paesi europei oltre a gruppi storici come gli Who e i Rolling Stones che hanno suonato dal vivo al Piper. Fino alla fine, anche se in modo diverso, si è dedicato alla vita mondana”. Al Piper si sono esibiti fin dall’inizio i migliori artisti della beat generation italiana tra i quali i Rokes, i Rokketti, l’Equipe 84 e Le Pecore Nere. Non passò molto e si affiancarono anche Fred Bongusto, Dik Dik, Romina Power, Gabriella Ferri e Rita Pavone. E poi ancora Mal, Mia Martini, Loredana Bertè e Mita Medici. Ma non bisogna dimenticare che Bornigia ha portato anche per la prima volta in Italia gli Who, i Pink Floyd, nell’aprile del 1968, e un giovanissimo Jimi Hendrix. In una delle sue ultime interviste, lo stesso Bornigia aveva raccontato, ricordando quando i Genesis suonarono nel locale: “Tutti i concerti di allora al Piper erano degli eventi. Per tanti i Genesis erano un gruppo come un altro, ma comunque il pubblico affollava i locali per ascoltare musica, per conoscerne di nuova e farlo condividendo l’esperienza. Allora tanti gruppi stranieri non erano conosciuti a tutti in Italia, come oggi, per cui per esempio ci è anche capitato che gli Who, dopo il concerto al palazzetto, passassero così al Piper e improvissassero un concerto anche qui con gli spettatori che osservavano pronti a recepire le nuove esperienze”. In una nota del Piper Club, che annuncia la scomparsa del fondatore si legge:  “Bornigia negli anni Sessanta e Settanta contribuì a creare un fermento artistico italiano e un locale di riferimento, dando particolare attenzione alla musica e alle nuove leve. Tra musica e arte Bornigia volle portare al Piper Club anche opere d’arte contemporanee tra cui due dipinti di Andy Warhol, alcuni di Schifano e opere di Piero Manzoni e di Mario Cintoli”. Dopo il successo del Piper, Bornigia, negli anni, ha creato un picolo impero dei locali notturni, gestito poi anche dai figli. E’ stato lui a fondare il Gilda, in via mario de’ Fiori, ancora in mano alla famiglia, e a guidare l’ex Alien, ora Boeme.

Piper visto precipitare e prendere fuoco sulla Marmolada

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Il 118 è stato allertato da un testimone che ha visto precipitare e prendere fuoco un «Piper» lungo un ghiaione della Marmolada, nella zona del bivacco Dal Bianco, in territorio trentino. Verso la zona stanno portandosi l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore (Belluno) e quello dell’Aiut Alpin Dolomites. A bordo c’erano 4 persone e sono tutte morte. Le cause dell’incidente sono al momento sconosciute.

Er Monnezza fa 80… Tomas Milian si commuove a Domenica Live

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80 anni per Tomas Milian, alias Er Monnezza. Un personaggio indimenticabile per molti italiani, che insieme a lui si sono fatti delle grandi risate alla fine degli 70′ e nei primi 80′. poi chiede il permesso per una parolaccia e dichiara: «Una volta, incontrai una donna bellissima e un amico mi disse: lo sai come si dice in romanesco ‘bella’, si dice ‘f****a’. E io: ‘Complimenti, sei una bella ‘f****a’. Gli italiani hanno la poesia della parolaccia».

Parla della sua vita da Cuba ai film con Pasolini, Antonioni e Bertolucci, e poi, della moglie scomparsa: «Con Rita siamo stati insieme 50 anni. E prima che se ne andasse, le ho detto: quando io me ne andrò, ci rivedremo. Abbiamo avuto un figlio che ora ha 50 anni: Tommasino».

Il ricordo dell’arrivo a Roma: «Avevo una stanza miserabile in via Due Macelli, talmente piccola da toccare il soffitto con la testa».
10 film con “Er Monnezza”: «A ispirarmi questo personaggio è stato un mio carissimo amico, Quinto Gambi. È lui il vero Monnezza, mentre io mi prendevo i soldi».
E quando la video intervista a quell’amico di tanti anni fa scorre sul video, Tomas piange: «Lo devo chiamare. Ah Quinto!»
E Quinto arriva in studio: «A Quinto piaceva tanto rimorchiare e andava al Piper. E si spacciava per me, perché eravamo uguali. A una ragazza che gli chiedeva: ‘Ma non avevi l’accento cubano’ ha risposto ‘Quello è l’ufficio stampa che vuole farlo credere’. Voglio più bene a lui che al mio vero fratello».

Il pomeriggio domenicale tra sentimento, ricordi e vecchie glorie del cinema italiano è servito!

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