Interrotto il risveglio di Schumi?

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Tante e a volte confuse le notizie sull’effettivo stato di salute di Michael Schumacher che sta tenendo con il fiato sospeso i tifosi e non di tutto il mondo. L’ultima indiscrezione verrebbe dal sito tedesco Bid.de che rilancia una notizia pubblicata su Focus Online secondo la quale il processo di risveglio del campione di Formula 1 non è progredito, anzi sarebbe stato temporaneamente interrotto per complicanze sconosciute. Le ultime notizie ufficiali erano state rilasciate alla fine di gennaio e la manager del campione  Sabine Kehm aveva dichiarato: “Lo stato di coma di Michael Schumacher è in fase di riduzione per consentire l’inizio del processo di risveglio. I sedativi somministrati a Michael sono da pochi giorni in diminuzione, ma il processo potrebbe durare a lungo”. Ma quindi anche le dichiarazioni rilasciate da Massa pochi giorni fa sarebbero inesatte? L’indiscrezione di Focus non è corretta? Intanto c’è chi continua a sperare in una buona notizia.

Felipe Massa e gli aggiornamenti sulle condizioni di Schumi

Michael Schumacher-tuttacronaca-massaFelipe Massa ha fatto visita a Michael Schumacher, suo ex compagno di squadra alla Ferrari nel 2006, e in seguito ha spiegato al giornale tedesco Bild: “Ha mostrato segni di reazione e quando gli ho parlato ha mosso la bocca. Sono contento di avergli fatto visita. Gli ho parlato a lungo, raccontandogli di come funziona la mia nuova squadra e della nuova vettura”. Il brasiliano ha quindi aggiunto che “ho provato a trasmettergli la miglior energia possibile. Michael è una persona molto forte e spero veramente che possa di nuovo assaporare la gioia dell’esistenza”. L’ex pilota è ricoverato in un ospedale di Grenoble dal 29 dicembre scorso, dopo aver battuto violentemente la testa dopo una caduta mentre sciava con degli amici. Da allora è in coma farmacologico.

Auto in un canale con due cadaveri in decomposizione

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Sono stati i carabinieri a ritrovare l’auto di Mauro Pane – 50enne scomparso domenica scorsa -, in un canale tra Tromello e Gambolò, nel Pavese, al cui interno vi erano due cadaveri, un uomo e una donna, in stato di decomposizione. L’uomo dovrebbe essere lo stesso Mauro Pane anche se le forze dell’ordine non si sbilanciano sin quando non saranno fatti i dovuti accertamenti e il corpo non verrà riconusciuto dai familiari. Per la donna al momento non ci sono ipotesi sulla sua identità. Il 50enne, pilota e collaudatore di auto, aveva pranzato domenica scorsa insieme ai genitori in un ristorante di Mezzana Bigli, in provincia di Pavia e poi aveva riaccompagnato in casa i suoi, spiegando che si sarebbe recato all’officina di famiglia per fare alcuni lavori. Poco prima delle 16 però il padre, Michele, aveva cercato sul cellulare il figlio, ma l’utenza risultava spenta o non raggiungibile. Appena due ore più tardi, il apdre preoccupato si era recato in officina e qui ha trovato le luci accese, ma nessuna traccia del figlio. A quel punto ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa del figlio. Le ricerche di Mauro Pane sono proseguite per quattro giorni sino a oggi pomeriggio, quando la sua auto è stata ritrovata in un canale nelle campagne della Lomellina. Secondo il padre, Mauro era rimasto provato della scomparsa della moglie avvenuta un anno fa, ma ultimamente aveva ritrovato la serenità e la tranquillità.

 

La falsa notizia della morte di Michael Schumacher

michael-schumacher_morto-bufala-tuttacronacaPer tutto il giorno, su Twitter, è girata la notizia della morte dell’ex pilota Michael Schumacher, ricoverato nell’ospedale di Grenoble dal 29 dicembre scorso dopo un tragico incidente sugli sci. E’ stato lo stesso ospedale, in seguito, a smentire la voce, a sua volta con un tweet. “L’ospedale di Grenoble smentisce il decesso di Michael Schumacher”, ha assicurato su Twitter Serge Pueyo, giornalista di Rtl, una delle più importanti radio di Francia. “Un medico dell’ospedale che segue Schumacher ha smentito a sua volta la morte. Le voci circolavano dalle 14:00″.

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Germania shock: Schumacher sfigurato come Niki Lauda

niki-lauda-tuttacronacaNiki Lauda rimase deturpato al volto a seguito dell’incendio della sua auto al al Nurbburgring nel 1976. E ora, a distanza di quasi quarant’anni, la rivista satirica tedesca Titanic usa il volto dell’ex campione di Formula Uno di casa Ferrari per metterne l’immagine in copertina e accompagnare la foto alla scritta “Così si è ridotto Schumacher”. La rivista vuole così tracciare un paragone tra Lauda e Schumi che, sempre come riporta Titanic, sarebbe sfigurato dopo l’incidente sugli sci che lo ha fatto finire in coma in ospedale a Grenoble, dove è tutt’ora ricoverato. Lo stesso Lauda ha commentato sdegnato la copertina: “E’ una cosa senza alcuna pietà, chi può stampare questo mucchio di spazzatura?”

Schumi: avviato il risveglio dal coma

michael-schumacher-tuttacronacaE’ la manager di Michael Schumacher, ad annunciare che è stato avviato il processo di risveglio dal coma per l’ex pilota: “I sedativi somministrati a Michael sono da pochi giorni in diminuzione al fine di iniziare un processo di risveglio che potrebbe durare a lungo”. Continua Sabine Kehm: “Inizialmente è stato convenuto tra le parti interessate di non comunicare quest’informazione medica se non quando il processo di risveglio sarà completato, al fine di proteggere la famiglia. Pertanto non daremo alcuna informazione sulle tappe intermedie”. E la nota redatta dalla manager conclude: “La famiglia di Michael Schumacher chiede nuovamente che venga rispettata la sua intimità e il segreto medico e di non disturbare i sanitari nel loro lavoro”.

Per Schumacher si sta avvicinando il risveglio dal coma?

michael-schumacher-tuttacronacaE’ il quotidiano francese L’Equipe, citando ‘fonti confidenziali’, a sostenere che dopo quattro settimane di coma farmacologico l’ex pilota Michael Schumacher è stato messo in fase di risveglio progressivo dai medici dell’ospedale di Grenoble. Secondo il giornale, l’ex campione di Formula 1 vittima di un grave incidente sciistico sulle Alpi francesi, “reagisce positivamente al processo di uscita dal coma iniziato questa settimana”. L’Equipe aggiunge inoltre che Schumacher starebbe dando le prime reazioni positive. Ma la notizia è stata smentita dalla manager del campione iridato, Sabine Kehm, che in una nota scrive: “Insisto nuovamente sul fatto che ogni dichiarazione riguardante lo stato di salute di Michael che non proviene dall’equipe medica che lo ha in cura o dal suo management non è altro che speculazione. Ripeto: noi non commenteremo alcuna speculazione”. Stando a fonti vicine al pilota, la pressione intracranica sarebbe lievemente diminuita ma che non è possibile parlare di risveglio anche se si potrebbe andare incontro a un inizio di autonomia.

Paura per Schumi: rischia lo stato vegetativo permanente

Michael-Schumacher_tuttacronacaLa moglie di Michael Schumacher, su un blog, ha scritto parlando del pilota sette volte iridato: “E’ un combattente, non ci arrendiamo”, ringraziando quindi tutti i fan del campione che lo sostengono dal giorno della tragica caduta sugli sci: “Voi ci date la forza di andare avanti”. Le voci di un possibile miglioramento, circolato qualche giorno fa, sono quindi state smentite così come la possibilità di farlo uscire dal coma farmacologico. E dopo quattro settimane in questo stato, ora Schumi rischia di rimanere in uno stato vegetativo permanente. Jean- Marc Orgogozo , professore di neurologia presso l’Università di Bordeaux , ha detto che ogni giorno di coma incide sulle possibilità di una ripresa. I medici dell’ospedale svizzero non parlano e per loro le condizioni di Schumi restano stabili.

Il dramma di Schumi. C’è chi dice “in coma a vita”

Michael-Schumacher-tuttacronacaPur in assenza di nuovi bollettini medici, dalla famiglia di Michael Schumacher, rimasto coinvolto in un drammatico incidente sugli sci sul finire dello scorso anno, trapela che le condizioni dell’ex campione non presentano novità. E se da una parte significa che non ci sono evidenti peggioramenti, dall’altra alimenta ogni possibile indiscrezione. Diverse di queste, in passato, sono state smentite, come il fatto che procedesse a un’elevata velocità. Se solo 24 ore fa dalla Germania trapelava la notizia che nei prossimi giorni Schumi sarebbe uscito dal coma, adesso si è passati sul fronte opposto con il settimanale tedesco Focus che scrive che Schumi “potrebbe essere mantenuto in coma a vita. Le lesioni cerebrali sono le più complicate per il corpo umano. Non si può prevedere quanto una persona rimarrà in coma”, come spiega il neurochirurgo Andreas Zieger della Clinica Universitaria di Oldenburg. Per il neurologo tedesco Gereon Fink, inoltre, “se le lesioni sono così gravi da nuocere al paziente, allora viene mantenuto in stato di coma”. Queste indiscrezioni sono arrivate anche all’entourage di Schumacher, che, chiaramente, ha smentito la drammatica notizia. Insomma, tutto e l’opposto di tutto. Una situazione che potrebbe andare avanti a lungo, ma che rischia solo di non fare chiarezza sulle reali condizioni del sette volte campione di F1. E al resto del mondo non resta che attendere. Il presidente della Federazione automobilistica internazionale, Jean Todt, è convinto che Michael Schumacher riuscirà a uscire dal coma farmacologico ed a guarire dalle conseguenze del gravissimo incidente occorsogli mentre sciava, lo scorso 29 dicembre. “Michael è un combattente, conosco la sua energia, il suo coraggio e la sua tenacia. Credo fermamente che questo possa fare la differenza in un momento in cui il destino sembra vacillare”, ha detto a Monaco, l’ex ad della Ferrari e protagonista insieme a Schumacher dei grandi successi del Cavallino. “Sono sicuro che vincerai questa importantissima battaglia”, ha aggiunto riferendosi direttamente al suo vecchio amico.

Schumacher uscirà dal coma… saranno giorni decisivi!

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I medici stanno decidendo quando far uscire Michael Schumacher dal coma indotto. E’ questione di giorni e poi l’ex pilota Ferrari verrà risvegliato.  Le ultime notizie provenienti da fonte ospedaliere parlano di “condizioni critiche ma stabili”. In attesa di comunicazioni ufficiali, la ‘Bild’ ha interpellato il professor Heinz Peter Mocke della clinica di Amburgo: “Prima si esce dal coma indotto, prima si recuperano le funzioni vitali come ad esempio quella respiratoria”.

Tragedia alla Dakar: perdono la vita un pilota e due giornalisti

dakar-tuttacronacaGiornata funesta per la Dakar che oggi ha registrato la morte del 23° concorrente nel corso delle varie edizioni. Lui si chiamava Eric Palante, aveva 50 anni, era belga e correva con il numero di moto 122. Non è ancora noto il motivo della sua morte. Lascia la moglie e i figli. Ma non è stato l’unico dramma che si è consumata: a Cuesta del Clavillo hanno perso la vita anche Agustín Mine, studente di giornalismo e Daniel Diambrosio, editorialista ed ex navigatore di rally. La polizia locale ha confermato che i due sono deceduti dopo che il camion Nissan su cui erano a bordo è caduto in un burrone mentre era impegnato ad affrontare uno dei tornanti. A bordo del mezzo si trovavno altri due passeggeri, i fotografi Msrtin Delgado, originario di Cordoba, e il peruviano Rodrigo De Quesada: entrambi sono rimasti feriti. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi avvisati dalla gente presente, due sono arrivati privi di vita all’ospedale di Tucumán Concepción, mentre gli altri due non sono in pericolo di vita.

Il pilota di linea costretto da un Ufo a una manovra d’emergenza!

ufo-tuttacronacaSta facendo il giro del mondo in questi giorni la storia di un capitano d’aviazione di linea inglese, anonimo, che nessuno può smentire e che lui non si rimangia. Racconta che, il 13 luglio 2013, alle 18 e 35 vicino a Heathrow, Inghilterra, un oggetto a forma ovale, color argento, splendente e velocissimo, sarebbe entrato in rotta di collisione con il suo Airbus. Per evitarlo, il Capitano racconta di aver eseguito una manovra di emergenza portando l’aeroplano in picchiata per qualche attimo, tempo sufficiente ad evitare l’impatto. Con un oggetto che giura di aver visto e aver rilevato come minaccia per il velivolo, ma che nessuno strumento a terra ha rilevato. Ecco come parla Repubblica dell’accaduto:

L’Airbus A320 volava a 34000 piedi sulla zona del Berkshire, non lontano dall’aeroporto principale di Londra. Subito dopo l’incidente il Capitano racconta di aver avvisato i controllori di volo e controllato gli strumenti dell’aereo. Ma da nessuno dei due elementi di controllo risultava nulla. Sul Telegraph la vicenda viene descritta come una “apparizione improvvisa di un oggetto dalla forma allunga, a sigaro, tendente all’ovale, color argento brillante”, diretto a velocità sostenuta verso l’aeromobile. La mancanza di tempo per intraprendere una manovra di allontanamento avrebbe indotto il Capitano a entrare in picchiata, con l’oggetto che a quel punto sarebbe passato a poca distanza dall’Airbus, con l’impatto evitato per il rotto della cuffia. Le indagini su quanto accaduto per ora non hanno prodotto conferme. Rimane da verificare se nella scatola nera ci sia qualcosa che aiuti a fare luce sul presunto incontro ravvicinato. In grado di terrorizzare un capitano e di indurlo a una manovra azzardata per contrastare una minaccia di impatto.

Fare luce sì, ma come? Secondo i radar militari e la Airprox Board, l’ente che indaga sugli incidenti di volo in Inghilterra, non c’erano altri velivoli in prossimità dell’Airbus al momento del fatto. La stessa autorità nega che possa essersi trattato di palloni meteo o giocattoli. Ufficialmente insomma in aria nei pressi dell’aereo non c’era nulla: “Non è stato possibile determinare le cause dell’avvistamento”, conclude il rapporto. Il dottor David Clarke, consulente per gli oggetti volanti non identificati per i National Archives inglesi, ha un’idea chiara: “E’ un avvistamento interessante perché è chiaro e dettagliato. I piloti non scrivono rapporti per nulla, è certamente successo qualcosa”. Ma in Inghilterra, il ministero della Difesa ha chiuso il suo ufficio dedicato agli Ufo nel 2009, per il “calo di avvistamenti”. E anche per questo, in mancanza di altri elementi la storia del pilota dopo essere diventata virale su siti e giornali del mondo, sembra proprio destinata a finire nel cassetto dei parecchi casi di avvistamento in volo, rimasti insoluti e poi facilmente dimenticati. Difficilmente però, da chi li racconta in prima persona.

Valentino Rossi al traguardo… del “sì”!

rossi-morselli-tuttacronacaLa notizia la dà “Chi”, il settimanale diretto da Alfonso Signorini, che rende noto che Valentino Rossi sta per mettere fine ai suoi giorni da scapolo. Il Dottore, infatti, sarebbe in procinto di fare il grande passo con la fidanzata Linda Morselli. “Tenetevi forte – fa sapere la rivista – perché Valentino Rossi ha deciso di sposare la sua fidanzata, Linda Morselli. La coppia sta organizzando la cerimonia religiosa a Limbiate, la cittadina alle porte di Milano dove abita la modella”.

Il pilota sospettato di aver ucciso la moglie, arrestato a Londra

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Lui Sean Emmett, 43 anni, campione di motociclismo, era stato fermato negli Emirati Arabi dopo che sua moglie, Abbie, 27 anni, sposata pochi giorni prima, con la quale era in viaggio di nozze era volata giù dal balcone di un hotel grattacielo, febbraio scorso. A Emmett fu ritirato il passaporto e lui non potè far rientro in Gran Bretagna. Fino a quando Emmett, qualche giorno fa aveva postato su Twitter una foto del suo passaporto, appena restituitogli, descrivendolo come “il miglior regalo di Natale mai ricevuto“… non sapeva che attenderlo in aeroporto ne avrebbe trovato un altro… molto molto meno piacevole.La polizia britannica lo ha arrestato in attesa che venga chiarita la sua posizione. Ora Sean si difende: “E’ stato un incidente, non è colpa mia”.  Nella tarda mattinata poi Sean Emmett è stato rilasciato su cauzione. Le Autorità inglesi stanno indagando sulla vicenda che venne risolta come un tragico suicidio dal Tribunale dell’Emirato arabo, ma che ora sembra avere nuovi risvolti.

Addio Rombo: l’ultimo saluto al pilota morto al Sic Day

romboni-funerali-tuttacronacaSabato scorso, durante il Sic Day, in un tragico incidente in pista ha perso la vita il pilota Doriano Romboni, di cui oggi si sono tenuti i funerali in provincia di La Spezia, a Ceparana. Oltre 2mila persone si sono riunite per un ultimo saluto e tra questi i vecchi rivali, gli amici e chi non gli ha mai fatto mancare il supporto dagli spalti. C’è stato anche chi, all’arrivo del carro funebre davanti alla chiesa, ha fatto rombare la moto in suo onore. Tra chi l’ha voluto accompagnare in quest’ultimo viaggio, Max Biaggi, che su Twitter ha scritto: “Oggi ti abbiamo onorato caro Doriano. Ti ho toccato un’ultima volta”. Presente anche Loris Capirossi, che non è riuscito a trattenre le lacrime e che era arrivato questa mattina a Follo per la camera ardente. “Doriano è stato un rivale, ma soprattutto un amico sincero – ha affermato commosso -. Quante sportellate che ci siamo dati, lui si arrabbiava, ma alla fine ci si capiva”.  E ancora per dire addio a Rombo sono arrivati Marco Lucchinelli, Ezio Gianola e Alessandro Gramigni, che a stento sono riusciti a trattenere le lacrime quando hanno visto la storica Honda del team Hb, quella degli anni d’oro della 250, posizionata assieme alla tuta e al casco di Rombo nell’androne del Comune dov’era allestita la camera ardente. C’erano anche Loris Reggiani e Andrea Dovizioso. “Una delle persone più vere che abbia conosciuto nell’ambiente delle corse, e che lascia un vuoto grande”, afferma il primo. “Persona emotiva e sanguigna, ma tanto buona. Ero a Latina sabato, ci tenevo a essere qua” afferma invece il pilota Ducati.  Fuori dalla chiesa, nel piazzale addobbato con striscioni, c’è anche Paolo Simoncelli, padre di Marco, scomparso nel 2011. “Le parole sono superflue. È il destino, non c’è nulla da fare. Ognuno ha il suo percorso e quando arriva, arriva”. Anche Paolo Sesti, presidente della Federazione, è arrivato in Liguria: “Non mancheremo di aiutare la famiglia di Doriano – spiega – che era un grande uomo che stava dando tanto a questo mondo”.

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Doriano Romboni e quel retroscena che gli cambiò la vita

doriano-romboni-tuttacronacaSepang in Malesia, Sagittario a Latina. Due piste così distanti unite da un unico destino fatale. Romboni come il Sic, dalla pista non torna a casa. Doriano è morto ieri, durante una corsa che era di beneficienza, per raccogliere soldi per la Fondazione Simoncelli. Ma non era nuovo agli incidenti, in passato uno gli aveva cambiato la vita. Erano i primi anni Novanta e lui, con Loris Capirossi e Max Biaggi, faceva parte del terzetto dei piloti più forti del mondo nella 250. Tutti e tre guidavano una Honda, sempre in competizione per aggiudicarsi quella ufficiale. Il retroscena di Assen, quello che gli cambiò la vita e la carriera, accadde nel 1993. Così lo racconta Giorgio Belleggia sul Gazzettino: “Era il 1993 e ad Assen con Capirossi e Biaggi era il solito assalto al podio. Doriano cadeva spesso e così il suo team decise di far costruire carenature più robuste per resistere meglio alle abrasioni, e più economiche. Quelle ufficiali della Honda sostituite con una copia fai da te. Pronti via ad Assen, Capirossi anticipa la frenata, diciamo per sbilanciare chi insegue. Biaggi riesce a frenare, ma Rombo tampona Biaggi. Lo spillo della marmitta della Honda di Biaggi si piega e Biaggi deve ritirarsi. Romboni continua, ma alla Esse del curvone il manubrio si incastra nella carena: Doriano cade e si rompe di brutto la gamba destra. Per lui il campionato finì lì e con questo anche la sensibilità alla gamba, che non riacquisterà più completamente. La carena della Honda gialla 250 avrebbe dovuto bucarsi nell’urto con la marmitta di Biaggi, ma irrobustita dal team resse. Si piegarono invece i supporti che la reggevano e che erano rimasti gli stessi della versione più leggera. I supporti si piegarono e il manubrio di Doriano, in quella Esse velocissima, si incastrò. Non doveva andare così. Doriano Romboni aveva provato mille volte a rimettersi in piedi. Aprì un pub a Imola con Marco Lucchinelli, tornò alle corse con l’Aprilia 400 e poi nella Superbike. Non riuscì mai più a ottenere risultati in linea con il suo talento. Una moglie e due figlie bellissime erano il presente e futuro, accogliente e sicuro. Su facebook giorni fa aveva messo una foto della legna appena accatastata: «ora siamo pronti per l’inverno», scriveva. Si sentiva bene nella sua casa rifugio. Il destino, la fortuna, erano stati in debito con lui. Ora lo saranno per sempre.”

La Polita contro i piloti dopo la morte di Romboni: “vi prenderei a schiaffi”

doriano-romboni-tuttacronacaIeri la morte, a causa di un incidente in pista, del pilota Doriano Romboni, impegnato nel SIC Supermoto Day. Dopo un primo momento in cui si era detto che la manifestazione sarebbe stata annullata, in serata è stato dato l’annuncio opposto: viste le finalità benefiche dell’evento, e ricevuto il via libera dalla famiglia del 44enne di Lerici e dei genitori di Simoncelli, si sarebbe corso ugualmente. Max Biaggi, in Twitter, aveva ribadito: “D’accordo con Paolo Simoncelli si è deciso di fare la manifestazione domani (domenica, ndr) a Latina per sostenere la famiglia di Romboni che ha tre figli”. E mentre il Corsaro difendeva la scelta, spiegando che la priorità è quella di aiutare i familiari, sulla sua pagina Facebook arrivava il forte attacco di Alesia Polita, la campionessa italiana rimasta vittima di un incidente in pista il 15 giugno scorso a Misano e che ora sta lottando per ritrovare l’uso delle gambe:

“Io mi chiedo… Con quale spirito, con quale cervello si può continuare una manifestazione dopo quanto accaduto. Oggi più che mai capisco, che noi siamo e saremo sempre burattini che cadono, che muoiono, che si feriscono…Ma non importa a nessuno. L’importante è che il burattinaio fa cassa.” E in seguito: “Non c’è più rispetto di niente e nessuno”. “E noi piloti siamo i primi co….ni. A schiaffi vi prenderei uno per uno”. “Non c’è nessuna motivazione valida per continuare. Si tratta di rispetto per una persona morta”. Questa volta sono davvero schifata”.

In serata, altro cambio di decisione della FMI e ora la manifestazione è stata annullata. Nel frattempo, tanti i commenti sulla pagina del social blu della Polita: tra chi appoggia la decisione di continuare con il SIC Supermoto Day e chi avrebbe preferito venisse annullato subito.

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I piloti degli aerei… non pilotano? “Pigri e fuori allenamento”

pilota-aereo-tuttacronacaIl Wall Street Journal ha anticipato i risultati di uno stodio, che verrà diffuso in settimana, predisposto dalla Faa, la Federal Aviation Administration statunitense, nel quale si spiega come la tecnologia abbia reso i piloti degli aerei pochi reattivi. Ma nelle 277 pagine si scopre anche che i capitani sono dipendenti dai sistemi automatici pur facendo fatica a padroneggiarne i recenti aggiornamenti. Ma ultimamente anche le abilità di guida manuale risente della tecnologia: i piloti impugnano la cloche praticamente solo durante decollo e atterraggio. La Faa si è basata sull’osservazione di oltre 9mila voli commerciali in tutto il mondo, nonchè altri elementi come interviste e osservazioni dirette ed è giunta alla conclusione che i piloti stanno poco alla volta scordando come si conduce un aereo senza l’aiuto della tecnologia. Per esempio, “spesso si affidano troppo ai sistemi automatici e possono essere riluttanti a intervenire” o a disattivarli in circostanze rischiose o eccezionali, evitando di prendere in mano la soluzione. Ma sottolinea anche come alcuni piloti “non abbiano conoscenze sufficienti e approfondite” per tenere sotto controllo la traiettoria degli apparecchi. Il nodo principale è, come fa notare lo studio, i comandanti di volo sono sempre più impegnati a a programmare e monitorare l’andamento di quegli stessi sistemi che hanno contribuito a elevare ai massimi livelli la sicurezza dei cieli. Ma così facendo il volo manuale passa in secondo piano, venendo relegato solo ai minuti iniziali e a quelli finali del viaggio. Tuttavia l’eccessivo affidamento sui computer è stato da anni individuato dalla stessa industria aeronautica come un problema potenziale di portata molto ampia. Come se, spiega il documento, “la definizione delle normali competenze dei piloti fosse cambiata nel tempo”. Ma se i piloti, nella maggioranza dei casi, sono in grado di individuare e correggere le eventuali anomalie riscontrate nei sistemi prima che possano produrre conseguenze più gravi, resta il fatto che sempre più spesso interviene una loro passività: quando serve passare alla guida manuale, infatti, tendono “a osservare quel che capita piuttosto che a essere proattivi” e prendere una decisione. Sempre più pigri dunque, a causa delle tecnologia ma anche, secondo la British Pilots Association, delle troppe ore di volo sulle loro spalle. La Faa ha quindi cercato di correre ai ripari pubblicando 18 nuove indicazioni nel tentativo di far recuperare ai piloti le loro competenze base, come l’invito ad allenarsi di più o alla progettazione di pannelli di controllo, console e cabine di pilotaggio “più comprensibili dal punto di vista dell’equipaggio” fino a esercitazioni più avanzate sulla complessità dei computer di bordo.

Trabocchetto in gara? Muore il campione Kurt Caselli

kurt-caselli-tuttacronacaCadendo ha riportato un forte trauma cranico, che si è rivelato mortale, il campione statunitense di enduro Kurt Caselli. Il pilota trentenne ha perso la vita in gara, mentre correva la Baja 1000, una storica competizione che ha luogo nella Penisola della Bassa California, in Messico. Caselli era considerato tra i piloti più talentuosi degli Stati Uniti e ora tra le le ipotesi che hanno portato alla sua morte c’è n’è una agghiacciante. Sembra infatti che questa gara sia famosa a causa del suo pubblico che trova divertente filmare incidenti provocati da trabocchetti messi volontariamente dai fan sul percorso.  E proprio uno di questi avrebbe causato il tragico incidente costato la vita al motociclista.

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Capottato! Incidente in gara per Kubika: con lui anche un italiano

kubrika-cappotto-tuttacronacaChe Robert Kubika non sia nuovo ai cappottamenti quandi si trova a bordo della sua Citroen DS3 è noto. Basti ricordare il bis che si è concesso lo scorso settembre, durante un test prima del Rally di Polonia. Oggi, in occasione dell’undicesima prova speciale della gara del Galles, è stato protagonista dell’ennesimo incidente in carriera. Il pilota, settimo in classifica, si è ribaltato,  fortunatamente senza riportare conseguenze tanto che, come prevede il regolamento, ha potuto riprendere la gara. A borde dell’auto c’èera anche l’italiano Michele Ferrara, il nuovo navigatore.

Shock in Spagna: ritrovata morta pilota automobilistica, lutto in F1

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Aveva 33 anni, Maria De Villota, l’ex pilota spagnola della  Marussia, trovata morta questa mattina nella sua stanza d’albergo a Siviglia, dove avrebbe dovuto tenere una conferenza durante il congresso organizzato dalla Fondazione “Lo que de verdad importa” (Quello che è realmente importante) che è stato in seguito sospeso. La pilota avrebbe inoltre dovuto presentare a Madrid, il prossimo lunedì, il suo libro “La vida es un regalo”. La De Villota – sorella di Emilio, pilota spagnolo di Formula Uno ritiratosi nel 1986 – aveva gareggiato in Formula Palmer Audi prima di diventare anche collaudatrice per la Formula Uno. Secondo le poche indiscrezioni trapelate, i servizi sanitari hanno ricevuto una chiamata alle 7:23 di mattina che sollecitava assistenza sanitaria per una donna di circa 40 anni in un hotel a Siviglia Est, in via Avenida Alcalde Luis Uruñuela. Secondo quando riporta Cadena SER, l’ex pilota era morta da circa un’ora quand’è stata trovata, rendendo vano ogni tentativo di rianimazione che pure è stata effettuata.

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Alonso ha saputo la notizia subito dopo la fine delle seconde libere a Suzuka: “È una notizia triste per tutto lo sport dei motori, era amica di tutti noi piloti. Non resta che pregare per lei e la sua famiglia, a cui sono vicino. Ho bisogno di qualche minuto per riflettere, ora ho molta tristezza”.

L’agenzia di stampa Efe, citando fonti della polizia, parla, come prima ipotesi, di morte per cause naturali.

Questo il video del terribile incidente nel quale la De Villota perse l’occhio un anno fa:

Pilota colto da malore e passeggero fa atterrare aereo

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Sui cieli inglesi ci sono stati attimi di panico quando su un aereo da turismo, il pilota è stato colto da malore e l’uomo che stava trasportando si è trovato costretto, senza nessuna esperienza alle spalle a prendere i comandi. Da terra due piloti lo hanno aiutato via radio, dopo che il passeggero terrorizzato aveva chiesto soccorso. L’uomo è riuscito a far atterrare il velivolo nell’aeroporto di Humberside, Inghilterra orientale.

«L’atterraggio è stato brusco ma è rientrato nella norma – ha detto l’istruttore Roy Murray – il passeggero ha avuto un grande sangue freddo e sono molto felice di averlo aiutato a salvarsi». Il pilota, invece, non è sopravvissuto al malore che lo aveva colpito in aria ed è morto al vicino ospedale.

Il letto del fiume diventa strada per una porsche.

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Ha perso il controllo della sua porsche, presumibilmente per un guasto allo sterzo, mentre correva un rally di Hellendoorn in Olanda, così il pilota Harry Kleinjan  e il suo navigatore belga Bart den Harto sono andati dritti in curva. Dopo lo sfondamento del muretto, la porsche è finita nel letto del fiume. Indenni pilota e navigatore, spettacolare l’incidente.

Robert Kubica: doppio cappottamento per il pilota durante un test

kubica-rally-autorovesciata-tuttacronacaSi trovava al volante di una Citroen DS3 il pilota polacco Robert Kubica che, durante un test in vista del Rally di Polonia, è rimasto coinvolto in un incidente: è uscito di strada effettuando un doppio cappottamento e disintegrando il mezzo. Nè il pilota nè il navigatore, Maciek Baran, hanno riportato conseguenze. Il Rally per di Polonia è la prima tappa continentale dopo la gara del Tour de Corse dello scorso maggio. A causa dei considerevoli danni riportati dall’auto, è ora incerta la partecipazione di Kubica, ex pilota di Formula 1 che attualmente guida la classifica generale della serie WC2, alla gara. Recentemente, il pilota polacco è stato impegnato in una serie di test al simulatore Mercedes a Brackley, in Inghilterra.

Cade un aereo su una casa: pilota e due bambini dispersi. Tragedia in Usa

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Due bambini di 1 e 13 anni sono scomparsi dopo che un aereo a  turboelica si è schiantato, questa mattina (in Italia durante il pomeriggio), sulla loro casa a East Haven, comune di oltre 28 mila abitanti situato nella Contea di New Haven nel Connecticut. Il sindaco della città Joseph Maturo Jr ha dichiarato  «E’ una devastazione totale nel retro della casa». Sopravvissuta invece la madre che si trovava anch’essa all’interno dell’abitazione al momento dello schianto. Secondo la Federal Aviation Administration, il velivolo Rockwell International Turbo Commander 690B è precipitato mentre era in procinto di raggiungere l’aeroporto Tweed New Haven alle 11.25 di mattina. Le fiamme hanno incendiato anche una casa nelle vicinanze.

 

Tragico incidente ad Assen: muore copilota durante una corsa di sidecar

-1incidente-sidecar-tuttacronacaTragedia sul circuito olandese di Assen la scorsa domenica: durante la gara del Mondiale di Sidecar ha perso la vita lo svizzero Sandor Pohl. L’uomo, compagno di team di Thilo Watzk, è stato sbalzato fuori dal suo abitacolo a causa di un incidente che aveva fatto uscire lui e il pilota alla prima curva. Pohl è stato quindi investito da uno dei mezzi partecipanti alla corsa che stava sopraggiungendo. I due erano usciti indenni dalla carambola, ma è stato fatale il colpo ricevuto dall’altro sidecar.

L’ultimo saluto ad Andrea Antonelli: per lui una folla commossa

antonelli-funerali-tuttacronacaSi sono svolti oggi, al campo sportivo di Sanfatucchio, a Castiglione del Lago, i funerali del pilota Andrea Antonelli, morto tragicamente domenica scorsa in un incidente a Mosca nel Mondiale Supersport. Sulla bara un cuscino e una maglietta con il suo nome e il suo numero, l’otto. Accanto all’altare la moto, il casco e una tuta. Quasi tutto il paese ha accompagnato il feretro, stringendosi attorno ai genitori, Arnaldo e Rossella, e al fretello Luca. Gremite le gradinate dello stadio, con tanti amici che hanno indossato magliette bianche con la scritta “sempre con noi”. E’ stato l’arcivescovo emerito di Perugia, monsignor Giuseppe Chiaretti, a celebrare la messa: “Un caro amico di tutti si è spento in maniera tragica e preghiamo quindi per lui. Lo abbiamo amato e lo amiamo perché era un bravo ragazzo”. Anche Lorenzo Zanetti, il pilota che accidentalmente l’ha investito, era presente ed ha abbracciato la famiglia del collega,  con il padre che gli ha detto: “Ora hai un tifoso in più, ti seguirò ora che mio figlio non c’è più, Andrea vorrebbe così”. Sempre Arnaldo ha aggiunto: “Andrea mi avrebbe detto:’ma che è tutta questa gente? E’ una gara come tutte le altre, vai tranquillo, gli avrei risposto. E’ lui dall’alto, che non mi fa più piangere. Ringrazio chi ci è stato vicino, ringrazio tutta questa gente che è qui per una festa. La tragedia sarà da domani”. Al termine del funerale il feretro è stato salutato da un nuovo lungo applauso. Poi i tanti presenti allo stadio sono usciti dall’impianto, tutti rivolgendo un gesto d’affetto al feretro e ai familiari del pilota.

La morte di Andrea Antonelli: il mondo delle due ruote piange per lui

andrea-antonelli-tuttacronacaDopo la tragica morte di Andrea Antonelli, vittima di un incidente durante la gara del Mondiale SuperSport a Mosca, Marco Melandri denuncia le condizioni della pista: “Non si doveva correre, il circuito era impraticabile, c’era un problema sicurezza perché non si vedeva nulla – afferma il ravennate, che poco prima aveva vinto la gara di Superbike -. Dovevamo fermarci”.Il pilota punta il dito contro la direzione di gara: “La Supersport non doveva partire. Io ho cominciato ad alzare la mano e a chiedere la sospensione della gara di Sbk a due giri dalla fine per segnalare che c’era troppa pioggia: percorrevamo il rettilineo a metà gas. Purtroppo il problema è annoso e parte dal fatto che i piloti non vengono ascoltati dalla direzione di gara. E’ da quando sono sbarcato in Motogp che chiedo l’attuazione di una safety commission che si riunisca in ogni gara – sottolinea Melandri -, come avviene in MotoGp, e discuta in maniera seria e costruttiva della sicurezza. Purtroppo però non si sono mai fatti passi in avanti in questo senso e anzi io che continuo a battere su questo tasto vengo definito il classico rompiscatole. Spero che ora questa orrenda tragedia faccia aprire gli occhi a tutti, i piloti devono essere maggiormente tutelati”. Anche Max Biaggi ha parlato della tragedia, tramite Twitter: “Povero Antonelli se ne è andato in una drammatica gara di SS. R.I.P. Amo questo sport, ma in giornate come queste sto iniziando a odiarlo!”. Sempre sul social Melandri ricorda un episodio del 2011, durante il quale si era lamentato duramente per le condizioni impraticabili: “Io sarò un rompic***o ma qualcuno si ricorda Nuerburgring 2011? Passai per il cattivo, ma forse non dico solo stron***e! Serve umiltà!”. Poco prima, il pilota della Superbike aveva scritto un pensiero per la scomparsa di Andrea Antonelli: “Non ho parole per oggi, mi sento cosi imporente e piccolo… Solo un abbraccio alla famiglia. R.I.P. Andrea Antonelli”.E se fin dal primo momento si è discusso sul grande muro d’acqua sollevato al passaggio delle moto, ora un video girato dagli spalti, subito finito in rete, sembrerebbe evidenziare che l’acqua sia stata solo una delle variabili che hanno contribuito al tragico incidente. La dinamica dell’incidente sembra inevitabile, dopo che Antonelli è scivolato in uno dei rettilinei veloci, in un punto percorso dai piloti a gas completamente aperto. Finendo a terra sull’asfalto e restando in pista, proprio mentre sopraggiungeva la moto di Zanetti, a sua volta in lotta con un altro pilota. Una dinamica imprevedibile e impossibile da evitare, probabilmente anche in condizioni atmosferiche meno critiche. Ciò non toglie nulla al fatto che le condizioni della pista, sotto la pioggia battente, fossero davvero al limite e si possano aprire le riflessioni.

Anche Valentino Rossi, ieri in pista a Laguna Seca, appena venuto a conoscenza del tragico evento ha commentato il fatto in Twitter: “Da Mosca è arrivata la notizia che fa venire a tutti la voglia di tornare a casa. Ciao Andrea”. Ma in molti piloti hanno inviato un pensiero, come Danilo Petrucci: “Un ragazzo come me, umbro come me, che inseguiva un sogno come me, non è possibile, che brutta sveglia a Laguna Seca”. Ha scelto invece Facebook Andrea Dovizioso:”Abbiamo appena appreso dell’incidente del pilota Italiano Andrea Antonelli, ci uniamo al dolore della famiglia e degli amici”.

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Non ce l’ha fatta! Andrea Antonelli è morto a causa dell’incidente in gara

antonelli-morto-tuttacronacaNon ce l’ha fatta Andrea Antonelli. Il pilota perugino è deceduto nel centro medico del Moscow Raceway in seguito a un grave trauma cranico riportato in un terribile incidente in pista durante una gara di SuperSport. Antonelli è scivolato in seguito a un contatto sull’asfalto bagnato a causa di una poggia torrenziale caduta sul circuito. A causa di un muro creato dall’acqua, Zanetti non è riuscito a evitare l’impatto con il pilota che era rimasto a terra. Pare che il 25enne sia stato colpito alla testa dalla pedana della Honda di Zanetti. Il pilota, soccorso immediatamente in pista, sembra fosse già in arresto cardiaco e non è stato possibile rianimarlo. Antonelli, nato il 17 gennaio 1988, aveva cominciato a correre con le minimoto passando poi alle gare in pista nel 2002. Nell’Europeo Superstock 600 e nella Superstock 1000 era salito per 14 volte sul podio: aveva debuttato nel Mondiale SuperSport nel 2012 e nelle qualifiche di Mosca aveva conquistato il suo miglior risultato di sempre, un quarto tempo che gli aveva permesso di partire in seconda fila nello schieramento. Sia la gara di SuperSport che la gara-2 di Superbike sono state definitivamente annullate. Le esatte dinamiche verranno presentate a breve in conferenza stampa.

Drammatico incidente in pista: in condizioni gravi Andrea Antonelli

antonelli-supersport-tuttacronaca-incidentePaura a Mosca: Andrea Antonelli, il perugino in pista con una Kawasaki del team Go Eleven, è caduto al primo giro della gara di Supersport. Il pilota, classe 1998, è rimasto in pista venendo investito da Lorenzo Zanetti, che non è riuscito ad evitarlo anche a causa della grande nube d’acqua sollevata dal gruppo dei piloti. Sono apparse fin da subito preoccupanti le condizioni di Antonelli, subito soccorso.  Il pilota ha subito un trauma cranico e si è presentato ai medici in stato in incoscienza. E’ stato quindi intubato. Giunto anche l’elicottero, che fa pensare le condizioni si siano stabilizzate e il giovane possa essere trasportato. Interrotta la gara, che è stata rimandata dopo la seconda manche della Superbike. Intanto sono iniziate le polemiche per le condizioni limiti in cui si è corso.

Pilota stroncato da un infarto

Wolf Silvester-tuttacronaca

Aveva 55 anni  Wolf Silvester, il pilota che era alla guida di una Opel quando è stato stroncato da un infarto durante la quarta tappa del campionato tedesco endurance che si svolgeva sulla pista del Nuerburgring.

Stando a quanto riportato dai commissari di pista, la Opel Astra OPC del pilota tedesco correva senza nessun controllo sul tracciato per poi fermarsi alle curve 178 – 179.

La gara è stata interrotta dopo 2 ore e 47 minuti e successivamente è stata cancellata. E’ l’ottava vittima del circuito che semina morte dal 1977.

Precipita un aereo da turismo: il pilota è morto nello schianto

mindino-biposto-precipita

Tragedia sul Monte Mindino, sulle alture di Garessio, in provincia di Cuneo, a circa 1880 metri d’altitudine. Un aereo da turismo biposto, decollato dall’aeroporto di Albenga, nel Savonese, e guidato da un pilota che secondo le prime informazioni risulterebbe essere di nazionalità inglese, è precipitato schiantandosi. L’incidente si è verificato mentre l’area era immersa in una fitta nebbia e l’uomo è morto. Il relitto è stato individuato dai carabinieri nella cosiddetta zona della Croce.

Errori da campioni. Hamilton sbaglia box!

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L’abitudine di tanti anni e la concentrazione della corsa hanno giocato un brutto scherzo a Lewis Hamilton. Al settimo giro del Gran Premio di Malaysia, seconda sua gara con la Mercedes dopo una vita in McLaren, il pilota britannico e’ entrato ai box per il pit stop, infilandosi senza tentennamenti tra i suoi ex meccanici gia’ schierati per attendere Peres. Accortosi dell’errore, Hamilton ha ottenuto strada libera ed ha raggiunto il suo box, tra gli sguardi stupiti e divertiti dei presenti.

Corsi universitari per… guidare i droni!

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Agli studenti americani che non hanno ancora deciso cosa fare del loro futuro, si aprono nuove possibilita’: per esempio, imparare a far volare i droni. Un numero crescente di scuole americane offre infatti corsi e programmi per imparare a costruire e far volare i velivoli senza pilota. Secondo i media Usa, si tratta di un’esperienza piuttosto redditizia che permette di guadagnare dai 50 mila ai 120 mila dollari in un anno. Per gli esperti e’ un settore che sta crescendo molto rapidamente.

Un cane per tifoso! Roscoe a bordo pista a tifare Hamilton.

roscoe- tuttacronaca- bulldog

In questa stagione Lewis Hamilton avrà un tifoso particolare a bordo pista: si tratta di Roscoe, il suo bulldog. Ecclestone ha infatti accettato la richiesta del pilota inglese, che aveva richiesto l’accredito alle gare per il suo cane. “É troppo divertente, lo voglio a tutte le gare” le parole di Hamilton. Ecclestone ha poi confermato: “Roscoe avrà il suo pass. Amo i bulldog e sarò contento di accudirlo quando Hamilton sarà in gara”.

Allarme al JFK: drone sfiora aereo Alitalia!

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E’ ancora presto per capire di che tipo fosse il velivolo senza conducente avvistato dal pilota di un volo Alitalia ieri a pochi chilometri dall’aeroporto Jfk di New York. L’unica certezza è che stava volando a una distanza allarmante di 60 metri dall’aereo delle compagnia italiana, che in quel momento si preparava all’atterraggio. Lo ha comunicato l’Fbi in una nota mentre la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda suggerendo di fare riferimento alla Federal Aviation Administration.

Stiamo chiedendo a tutte le persone che hanno informazioni sul velivolo o su chi lo pilotava di contattarci”, ha detto l’agente speciale dell’Fbi John Giacalone aggiungendo che “la nostra principale preoccupazione è la sicurezza dei passeggeri e del personale di volo”.

Sogni d’oro al pilota!

Sleeping-Pilots

Il classico “colpo di sonno” non ha risparmiato un pilota della Air New Zealand, che ha ammesso candidamente di essere caduto in un sonno profondo per due volte, mentre era ai comandi di un volo Londra Los Angeles. Lo riferisce la stessa compagnia, ma assicura che la sicurezza a bordo non è stata mai compromessa. L’uomo, il cui nome non è stato reso noto, era uno dei due piloti ai comandi del Boeing 777, che ha una capacità di 332 posti, nel novembre 2011. Secondo un rapporto reso disponibile su richiesta secondo la legge sulla libertà d’informazione, durante la fase di crociera del volo il pilota si era addormentato in due riprese per circa un minuto prima di svegliarsi spontaneamente. È stato poi sostituito dal terzo pilota e ha potuto completare il sonno in cuccetta. Il pilota ha poi presentato volontariamente un ‘fatigue report’ all’Autorità per l’Aviazione Civile citando una notte insonne a Londra, quando a causa di problemi con l’aria condizionata nel suo hotel aveva dovuto cambiare camera tre volte. In un comunicato la Air New Zealand sottolinea l’importanza della sicurezza dei passeggeri e spiega che il personale è incoraggiato a riferire casi di affaticamento, in modo di gestire al meglio la programmazione dei turni. Il pilota in questione, aggiunge, non ha subito azione disciplinare perché la compagnia non vuole scoraggiare il personale dal riportare tali incidenti.

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