Dalle cene di beneficenza all’indagine… la cognata di Casini si difende: “deplorevole”

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Silvia Noè, la cognata di Pierferdinando Casini è indagata per alcune cene di beneficenza dalla Procura di Bologna che ha iscritto la capogruppo dell’Udc al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, per aver addebitato al suo gruppo consiliare le spese per due eventi benefici organizzati dalla fondazione Ant. A riportare la notizia è stato Libero che ha anche riportato la difesa della Noé: “Se alcune centinaia di euro sono state finalizzate – ha scritto in una nota – in questi dieci anni per sostenere attività benefiche o di solidarietà, francamente non lo ritengo così deplorevole”.

“Non penso sia disdicevole se, ogni volta che se ne è presentata l’opportunità – argomenta ancora la capogruppo Udc -, il mio gruppo consiliare abbia potuto sostenere iniziative benefiche negli ambiti più disparati”. La Noè, poi ha aggiunto: “Vorrei capire qual è l’interesse a confondere vacanze – chiede -, gioielli o dubbie collaborazioni con qualche iniziativa promossa da un’associazione benefica. Mi auguro – continua – un rapidissimo accertamento della verità, perché fare di tutta un’erba un fascio e confondere onesti e disonesti non aiuterà mai a migliorare la politica”.

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“Per noi è sì”: Letta incassa la fiducia

letta-fiducia-tuttacronacaFiducia confermata al governo Letta da parte del Senato: vincono i sì, 235, mentre si ferma a 70 la conta dei no. Il premier ha ricevuto il via libera dall’Aula dopo aver presentato la sua proposta a Palazzo Madama: “L’Italia è a un bivio”. Nella tarda mattinata era intervenuto anche Berlusconi per comunicare il suo orientamento: sì all’esecutivo da parte del Pdl. Non hanno preso parte al voto sei senatori del Popolo della Libertà, tra cui Sandro Bondi.

Il tramonto del Cav: tra i fischi e gli insulti

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“Vai via, vai via! Buffone, buffone!” e poi fischi, tante le persone fuori Palazzo Madama che hanno atteso l’uscita di Silvio Berlusconi per contestarlo da dietro le transenne.

Poco prima il presidente era stato rincorso da Pierferdinando Casini: “Silviooo, Silviooo, Silviooo…” e poi si stringono la mano e si sorridono. Casini, impietoso: “Bravo, io avevo capito tutto, io da quella scuola ci vengo, ieri avevo capito tutto. E poi l’ho detto: Silvio si è invecchiato, ma non è rincoglionito!”. Berlusconi sorride, stringe la mano all’ex alleato e concede una rapida frase: “Grazie del bel giudizio”, poi tra le risate dei presenti s’infila nell’ascensore e se ne va.

Le risposte del M5S alla Gabanelli.

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Dopo un’intera giornata ecco arrivare le risposte dal blog di Grillo alle domande poste da Milena Gabanelli nella puntata di ieri sera di Report.I n particolare:

  • erano state chieste  le fatture dei fornitori per rendicontare le spese del M5S,
  • ed era stato domandato se i proventi del blog vanno al MoVimento o no.

Questa la replica dal blog di Beppe Grillo:

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I proventi del blog quindi non concorrono al finanziamento del M5S, quindi Beppe Grillo è un semplice portavoce, ma non usa il blog come fonte di canalizzazione per la raccolta di fondi destinati al Movimento.

L’M5S invece si finanzia con lavoro e piccole donazioni volontarie che vengono elargite su tutto il territorio nazionale dagli attivisti.

Per le fatture occorrerà del tempo quindi è rimandata la risposta.

 

 

Il M5S sotto la lente di Report… i finanziamenti del blog di Grillo!

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Al centro dell’inchiesta di Report c’è il blog di Grillo che ha raddoppiato l’Audience del M5S… a quanto ammontano i ricavi per la pubblicità?  Il leader Gianroberto Casaleggio si nega, così come il senatore Michele Giarrusso che alla fine si congeda così  “Mi ha fatto cinque volte la stessa domanda, è chiara la domanda ed è chiaro il modo di attaccare” e continua  “Lei fa delle illazioni, io la ringrazio e la saluto”.

“Il blog è un prodotto commerciale, la politica lo pubblicizza”, questa  è l’unica certezza della Giannini… ma potrebbe essere che il blog serve a pubblicizzare la politica?

L’unica certezza è che della raccolta fondi via Internet per la campagna elettorale del Movimento Cinquestelle è stato pubblicato un rendiconto sommario, senza fatture né nomi dei fornitori. MA se i donatori non vogliono rendere pubblici i nomi come si può fare?

Renzi prospettava che per le prossime raccolte fondi si poteva immaginare un sistema per cui lui non avrebbe accettato denaro da chi poi vietava la pubblicazione sul web… ma è una strada democraticamente percorribile? Non dovrebbe essere rispettata anche la privacy di un finanziatore che in pieno anonimato vuole sponsorizzare un movimento in cui crede? Il problema è il giusto equilibrio tra trasparenza e privacy… la soluzione è in quella fiducia spezzata tra cittadino e politico!

All’interno di Report vi è anche l’intervista a Federica Salsi, espulsa dal M5S dopo una sua apparizione a Ballarò, che afferma “Se il blog per stare in piedi ha un costo elevato, non mi puoi raccontare che la politica si fa a costo zero.”

MA un blog non dovrebbe essere in grado di autofinanziarsi con la pubblicità e quindi i costi elevati essere abbattuti attraverso gli spazi commerciali?

 

Claudio Lotito diffida Milena Gabanelli

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Milena Gabanelli sarà diffidata da Claudio Lotito per i servizi mandati in onda questa sera durante la puntata di Report? La giornalista spiega di aver inviato ripetute richieste d’intervista cadute nel silenzio, eppure Lotito ha inviato alla stessa conduttrice, nonchè al dg della Rai Gubitosi ed al direttore di Rai3 Vianello una lettera in cui lamenta di non essere stato chiamato per esporre il suo punto di vista, parla di ‘inusitato scopo diffamatorio’ e “diffida la Rai dal consentire la messa in onda del reportage: in caso contrario, ”non mancherò di tutelare la mia immagine in ogni sede, compresa quella erariale”. Lo scritto è stato da lui redatto in qualità di azionista di riferimento (rpt azionista di riferimento) della ‘Roma Union security’, società del ‘Gruppo Lotito’. Nella lettera si legge: “Per consentirLe di dare al pubblico un’informazione corretta mi permetto di segnalare alcune errate notizie che i suoi collaboratori hanno inserito nel servizio da mandare in onda: il personale della Italpol – è uno dei punti contestati – è stato assunto dal nuovo appaltatore secondo i criteri indicati dalla Regione Lazio…..I dipendenti non assunti dal nuovo appaltatore sono rimasti presso Italpol…. Non è quindi vero che costoro sono rimasti a casa senza lavoro e, d’altra parte, se un servizio può essere svolto in maniera più efficiente con meno oneri per la pubblica collettività, questo non può essere un punto di demerito”. E prosegue: “Non risponde al vero che la Nuova Città di Roma sia società di vigilanza appartenente a Lotito”; inoltre, “nessuna azienda del gruppo Lotito ha mai avuto rapporti con l’Atac” e ”il dottor Lotito non è oggetto di indagini da parte della procura di Roma”. Per allontanare i riflettori da lui, è anche pronto ad indicare altri: “Meraviglia che la trasmissione aggredisca in molto violento la società da me amministrata solo perchè facente parte del ‘gruppo Lotito’, mentre nel settore della vigilanza operano società i cui amministratori, arrestati e condannati per corruzione, continuano bellamente a fare gli amministratori occulti”. Ancora vi si legge: “Meraviglia ancora che la trasmissione non si renda conto che descrivendo in modo così parziale il settore della vigilanza romana, determina un’alterazione che appare dotata di una particolare efficacia discriminante che non risulta giustificabile e che finisce per determinare condizioni di ingiusto vantaggio per taluni concorrenti”. Infine l’avvertimento: “Il servizio, se dovesse andare in onda con queste informazioni e notizie sarebbe certamente errato e in alcuni aspetti diffamatorio: mi auguro che Lei voglia intervenire per verificare l’attendibilità delle fonti consultate e correggere le disinformazioni che attualmente contiene. Naturalmente, ove dovesse rimanere tale, la reazione giudiziaria, anche di contenuto risarcitorio, della società da me amministrata, sarà immediata”. La replica della conduttrice non si è fatta attendere: Lotito è stato avvisato del servizio che lo riguarda, dunque la trasmissione andrà regolarmente in onda. La Gabanelli si è anche chiesta come mai il presidente della Lazio sia preoccupato di qualcosa che non ha neppure ancora visto. La puntata, ha spiegato ancora, è dedicata alle fondazioni dei politici, ai loro pensatoi e al fatto che è difficile sapere chi li finanzia. Al suo interno, aggiunge, anche un servizio su una società “che gestisce la vigilanza privata a Roma, e tutto quello che riguarda Lolito si trova in un’anticipazione pubblicata sul nostro sito, report.rai.it.”

La trasparenza delle fondazioni a Report

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Come funzionano le fondazioni? Senza trasparenza questa sarebbe la prima risposta che viene spontanea dopo aver ascoltato la Giannini che all’interno di Report, condotto da Milena Gabanelli, ci porta alla scoperta di un universo in cui non vi è obbligo di rendicontare perchè non ci sono leggi o regolamentazioni.  “Basterebbe vedere quali imprese finanziano le fondazioni e si può immaginare molto…”, dice l’imprenditore Tommaso Di Lernia, coinvolto in Enav-Finmeccanica e poi collaboratore dei magistrati. “Uomini di Finmeccanica mi hanno consigliato di dare soldi ai politici per velocizzare le operazioni”, racconta Di Lernia. “A un certo momento me lo domandava Lorenzo Cola”, dice l’imprenditore rispondendo alla domanda su chi gli dicesse di dare soldi ai politici. “Bisogna curare gli aspetti dell’onorevole Brancher”, dice ancora Di Lernia. “Questi versamenti potevano essere fatti attraverso una fondazione, la Fondazione Casa della Libertà. Ma non c’era niente di liberare: uno doveva pagare per poter sopravvivere e lavorare. Quanto? 15mila euro mensili. Ma si lamentavano che era poco…”.

Matteo Renzi e i soldi privati del suo finanziamento a Report.

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E’ lo stesso sindaco di Firenze a chiarire una volta per tutte i suoi finanziamenti privati: “Abbiamo chiesto una liberatoria per dare i nomi, perché c’è la legge sulla privacy. Io i nomi ne ho messi”. Mancano i 300mila euro della Fondazione, però. “Perché non tutti hanno dato l’autorizzazione. In futuro si potrebbe fare che io non accetto soldi da chi non ritiene giusto comunicarlo”, conclude Renzi. La sua fondazione la Big Bang ha ricevuto soldi anche grazie alla famosa cena milanese in cui era presente anche Davide Serra ed  è Guido Roberto Vitale, il vicepresidente del Fai, ad affermare “Renzi è uno che non demonizza il capitalismo, non ha letto Marx”.

Insomma Renzi, come Obama che alla fine ha pubblicato su internet i nomi dei donatori.

 

Quei finanziamenti privati ai partiti: Gabanelli e il suo report

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I conti dei partiti. Milena Gabanelli rompe il tabù e cerca di far chiarezza sui finanziamenti dei privati ai partiti. Si apre “Il Transatlantico delle nebbie” dove la trasparenza sembra lontano da queste “rotte”. Se infatti la Gelmini afferma di voler rinunciare da subito al finanziamento pubblico ai partiti è anche vero che il Pdl ha chiesto già la propria setta di finanziamento pubblico. Ma questo sarebbe il minore dei mali… se veniamo a sapere che  Publitalia sulle reti Mediaset è riuscita anche a fare il 90% di sconti per gli spot elettorali, capiamo anche che c’è chi può usufruire di un canale di comunicazione privilegiato rispetto ad altri partiti!

Ma se il Pdl non brilla Pierferdinando Casini affonda nei finanziamenti che per anni sono stati concessi dal suocero:   Francesco Gaetano Caltagirone. “Tanti bonifici da 100mila euro, è più conveniente: sotto i 103mila euro si può detrarre il 10% dalle tasse”.  La coclusione della Giannini è semplice: il 10% lo continuiamo a pagare tutti noi con le donazioni altrui. Che poi ricorda di Giovanardi finanziato dall’Inalca e della dichiarazione contro la trasmissione del politico emiliano.

La ben nota allergia alla trasparenza dei nostri politici, unica nelle democrazie occidentali, non è causale. Evidentemente non gradiscono rendere note le aziende pubbliche e private che li finanziano e quindi svelare teorici conflitti di interesse. Che poi tanto teorici non sono. Ammontano mediamente a 60 milioni l’anno le donazioni “ufficiali”, anche se fino alla passata legislatura l’obbligo di dichiarare la donazione a un partito esisteva soltanto al di sopra dei 50 mila euro (25 mila quella diretta al politico). Accanto a questo ci sono 40 fondazioni ricollegabili a importanti esponenti politici che raccolgono almeno 15 milioni l’anno dall’industria privata e dalle partecipate dallo Stato. Che casualmente donano a tutti un po’ di soldi (anche nostri) a quei politici che decidono delle (loro) nomine.

Da dove ripartiamo: gli ultimi 7 giorni…

riassunto settimanale

Dal punto di vista politico, questa settimana è stata ricca di eventi, a partire da lunedì quando, mentre i manifestanti in piazza protestavano, Napolitano ha accettato di tornare ad assuemere il ruolo di Presidente della Repubblica. Un capo in mezzo alla baraonda che è la politca italiana, quando non si capisce più chi sta con chi, dove sono gli inciuci, i franchi tiratori girano a piede libro e… i ministri fuggono in autoambulanza per non aver a che fare con i cittadini che li hanno eletti! Insomma, dopo Berlusconi che, dimessosi dal ruolo di premier, quando ha sentito profumo di elezioni (e odore di tribunale) ha deciso di tornare in campo, dopo Monti che aveva assicurato che terminato il periodo di governo tecnico sarebbe tornato alla sua Bocconi, anche Re Giorgio non ce l’ha fatta a lasciare i palazzi del potere, nonostante avesse ripetuto all’infinito che una sua ricandidatura sarebbe stata al limite del ridicolo… Nel frattempo, con un PD allo sfascio e un’idea di governo basato sulle larghe intese, bisognava trovare la persona adatta per la leadership. Dopo un rapido giro di consultazioni, la scelta è caduta su Enrico Letta che si è trovato nella scomoda situazione di dover creare un governo ben sapendo che assicurarsi la fiducia al momento non è il compito più semplice del mondo. Eppure ce l’ha fatta (che riesca a farlo durare è un altro discorso e molto dipenderà dalla volontà di Berlusconi) e ieri ha presentato la sua lista di 21 nomi, tra i quali 7 donne, con un ministro di colore, Cecile Kyenge, che non è nato sul suolo Italiano, insomma, una dichiarazione di guerra alla Lega! Ma tutto quello che ha fatto la politica in questi anni, le vite che ha calpestato, schiacciato, dilaniato per quel giuramento troppe volte non rispettato, quello che anche oggi hanno ripetuto e che si conclude con “nell’interesse esclusivo della Nazione”, non poteva continuare a passare impunito. Così oggi, mentre il nuovo governo era intento nella sua celebrazione, all’esterno di Palazzo Chigi è avvenuta la tragedia: una sparatoria che, non potendo ferire i politici, ha colpito due carabinieri. Altri due militari in ospedale, mentre ieri un terzo, Tiziano Della Ratta, ha perso la vita in servizio. Sembra che le vite degli eroi quotidiani siano destinate a terminare senza pace: ce l’ha dimostrato Fermo Santarossa, un imprenditore che ha preferito la morte all’obbligo di licenziare i suoi dipendenti. Una tragedia consumata in silenzio, per non disturbare. Una lezione di dignità. Non solo la crisi, anche il male di vivere, la depressione, un dolore troppo grande per essere portato… Alessia Olimpo, 35 anni, non ce l’ha fatta a riprendersi, nonostante una bellissima figlia, nonostante l’amore del marito Alberto Calderoli: si è tolta la vita, portando la piccola con sè, forse per evitarle quella lotta che si chiama vita. Che è a volte dura, altre pericolosa, ma che sa essere anche il viaggio più meraviglioso che si possa intraprendere, se solo una piccola luce dentro ci aiuta ad illuminare la strada.

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C’è bisogno di leggerezza, sì, indubbiamente! Allora spazio ai programmi più amati, alle ultime indiscrezioni, al gossip che permette di guardare altrove. Quello che forse lascia un po’ di amarezza è troppo spesso fanno parlare gli scandali, si guarda al “buio” dei famosi di turno per non sentirli troppo distanti da noi o, forse, per non idealizzarli. Poi si guardano i talent, nella speranza di ritrovarsi un giorno là in mezzo, forse perchè l’attenzione mediatica fa in qualche modo sentire vivi. Fatto sta che questa settimana l’apice dell’interesse l’ha raggiunto la notizia che Miguel Bosè lascia Amici! Ebbene sì, anche gli “amici” a volte si trasformano in nemici. E infatti la lettera di Selvaggia Lucarelli indirizzataa Belen Rodriguez, che vorrebbe essere la summa della corretta maternità assume le tinte di un’anima che si rode nell’invidia: potere delle copertine patinate! E che dire poi della favola tutta italiana di Cenerentola? Una cassiera che fa battere il cuore al calciatore più corteggiato dal gossip… sì, stiamo parlando di Cavani e della sua Maria Rosaria. Miracoli del tempo che scorre: una volta il principe arrivava su un cavallo, non era sposato, non aveva figli… ora di cavalli ne ha a migliaia, tutti rinchiusi in un motore, tradisce la moglie incinta e l’apice della sua carriera la raggiunge rincorrendo il pallone assieme ad altri 21 uomini in pantaloncini corti. Lo stadio non sarà un castello ma… l’amore dona una fantasia immensa! E a proposito di immaginazione…quella umana non ha limiti, lo dimostrano le biblioteche piò originali del mondo: strutture fantasiose ed accoglienti che permettono di perdersi in mezzo a mondi altri. Perchè di una cosa siamo certi: come un ottimo libro… non c’è nulla. E se non bastano per fugare gli incubi, forse potrebbe riuscirci un piccolo amico a quattro zampe: guardare il video che segue per credere!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Quanto costano agli italiani gli ex presidenti di Camera e Senato? 500 mln

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Quanto costano agli italiani gli ex presidenti di Camera e Senato? 500 milioni all’anno!

Benefit che consitono, tra l’altro, nell’assegnazione di un’auto blu, di un ufficio in pieno centro e di uno staff di personale, tutto gratuito per dieci anni. Per rinunciarci, basta dichiararlo in una lettera che, per ora, ha presentato solo Pierferdinando Casini.
La Iena Filippo Roma ha provato a chiedere spiegazioni a diversi ex presidenti della Camera, tra cui Fausto Bertinotti, Irene Pivetti, Gianfranco Fini e Renato Schifani, ma ha raccolto solo reazioni irritate.

Il deserto della politica…I trombati non parlano Twitter!

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Passioni effimere o … Strumentali? Al tempo della campagna elettorale molti candidati sembravano proprio tutta  anima e Twitter. Dai a parlare, a dire a rispondere al loro possibile corpo elettorale… Poi silenzio… Allora tutta questa propensione a “Io sto con la gente” era un po’ fasulla o per usare un termine più cool, strumentale? Fini almeno prima di sparire ha ringraziato… Ferdinando, che sta per Casini è solo andato via.  Il sorriso e la bonomia di Monti? Forse ce li siamo sognati… Che dispiacere non vedere più quelle faccette a bocca rialzata ai lati! Ma non disperiamo Twitter politica è già risorta dalle sue ceneri. Fabrizio Barca e Corrado Passera sono li a parlare con noi… e già tutti pronti al balzo… Non si sa mai con questa confusione, saltasse fuori un governo tecnico e un posticino da Ministro per loro… che poi, via non è pretender tanto!

twitter-tuttacronaca

Il grigio Casini ha le idee confuse…

Nozze gay e pedofilia sono la stessa cosa! Qualcuno disposto a spiegargli la differenza?

CHE VERGOGNA!!!

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E’ ora di girare la commedia!

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