Situazione critica in Abruzzo: evacuzioni a Pescara

maltempoto-abruzzo-tuttacronacaE’ allerta in Abruzzo con il Centro funzionale della Protezione civile regionale che ha confermato per oggi “criticità elevate” in quasi tutte le zone di allerta per rischio idrogeologico localizzato e rischio idraulico. Considerando che “nelle ultime 24 ore sull’Abruzzo sono state registrate precipitazioni da deboli a moderate” e “tenuto conto dello stato di saturazione dei suoli e della fusione del manto nevoso”, l’avviso parla, in particolare, di “elevata criticità per rischio idraulico diffuso su bacino Tordino-Vomano, bacino Basso del Pescara, bacino del Sangro, bacino Alto del Pescara; elevata criticità per rischio idrogeologico localizzato su Marsica; moderata criticità per rischio idraulico diffuso su Marsica”. “Per le prossime ore e per tutta la giornata di lunedì 2 dicembre sull’Abruzzo si prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale localmente forte, soprattutto sul settore adriatico e i versanti orientali della catena appenninica. I venti continueranno a spirare dai quadranti orientali, con intensità da forte a burrasca, con mareggiate lungo le coste esposte”. “Le temperature notturne – prosegue il comunicato – tenderanno ad aumentare, mantenendosi su valori piuttosto alti, mentre per le massime di lunedì non si prevedono variazioni di rilievo. Le temperature elevate, associate alle precipitazioni, favoriranno la parziale fusione del manto nevoso a quote al di sotto dei 1300-1500 metri”. Nel frattempo a Pescara sono state evacuate più di un migliaio di persone. L’allarme per emergenza maltempo a Pescara sud e nel quartiere di Villaggio Alcyone è stato lanciato anche attraverso il suono delle campane della parrocchia. Il mare grosso ha provocato intanto una violenta mareggiata. Dalla notte sono all’opera operai comunali che stanno posizionando con alcune ruspe e camion a riva grossi massi per evitare l’avanzamento dell’acqua. Straripato il torrente Vallelunga. Allarme anche per il fiume Pescara e per una possibile esondazione. Dalla mezzanotte le golene nord e sud sono chiuse al traffico e al transito con i sei varchi di accesso delimitati da transenne.

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Era stato lanciato il grido d’aiuto da Olbia: la politica non ha ascoltato

alluvione_sardegna_tuttacronaca1La Sardegna piange le sue vittime e invoca la rinascita mentre il maltempo non concede tregua. E nel frattempo ci s’interroga sulle responsabilità umane del disastro. Quello che è certo, è che non si può dire che quanto accaduto fosse inaspettato. Già l’8 novembre 2011 il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, aveva avvisato tutti con una raccomandata. La missiva è stata inviata all’allora presidente del Consiglio Mario Montial prefetto di Sassari, al direzione nazionale della Protezione civile, al presidente della Regione Sardegna, all’assessore regionale ai Lavori Pubblici. Ecco il documento pubblicato da Panorama:

alluvione-sardegna-tuttacronacaIl primo cittadino aveva parlato esplicitamente di un “significativo rischio idrogeologico nel territorio che rappresento” che era stato riscontrato dopo un sopralluogo effettuato dal Genio civile e la Protezione civile regionale che, “pur raccomandando l’attuazione del piano predisposto dal Comune” non ha assunto, al pari di quella nazionale, “alcun impegno al riguardo”. A questo punto il sindaco chiede, “al fine di evitare la perdita di vite umane”, che gli venga concesso di derogare al Patto di Stabilità e spendere i soldi che il Comune ha a disposizione, ovvero  circa 32 milioni di euro a fronte dei 27 stimati per gli interventi necessari, per lavori di messa in sicurezza della zona. All’allarme, non è stato dato ascolto. E ora l’Isola e l’Italia piangono.

Rischio esondazione nel Salernitano: scuola evacuata

esondazione-tuttacronacaForti piogge nella notte ad Agropoli, in provincia di Salerno, dov’è stata disposta l’evacuazione di una scuola media che si trova nei pressi del fiume Testene, il cui livello è salito e ora fa temere l’esondazione. Sempre nei pressi del corso d’acqua sono state chiuse alcune strade. Il dirigente scolastico di un liceo vicino al fiume ha disposto, in via precauzionale, il trasferimento degli studenti dalle aule del piano terra a quelle del primo piano.

Laura Comi: “Come si fa a rifugiarsi in uno scantinato”. E’ polemica

lara-comi-tuttacronacaL’eurodeputato del Pdl Laura Comi è finito nel centro delle polemiche per le sue dichiarazioni nel corso della trasmissione Agorà, in onda su RaiTre, condotta da Gerardo Greco.

Riferendosi alla famiglia dei brasiliani morti ad Arzachena, la Comi ha detto: “Come si fa a rifugiarsi in uno scantinato, qui manca un’educazione, l’abc delle norme di sicurezza, come uno che durante il terremoto va in ascensore. Se fossi sindaco, non permetterei costruzioni abusive per una manciata di voti”. Ovviamente, il popolo di Twitter non ha fatto cadere nel nulla una simile dichiarazione…

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22 novembre: una candela per le vittime dell’alluvione. Lutto nazionale

lutto-nazionale-tuttacronacaE’ stato proclamato per domani, 22 novembre, dal Consiglio dei ministri, il lutto nazionale per l’alluvione in Sardegna. Tutta l’Italia si unirà per rendere omaggio alle vittime del terrificante ciclone Cleopatra, che ha investito l’isola. Sedici persone hanno perso la vita in seguito alla bomba d’acqua che ha colpito la regione, dove si conta ancora un disperso. Oltre 1.700 sono rimasti senza una casa. Ieri, nell’omelia dei funarali a Olbia di sei delle vittime del disastro, il vescovo di Tempio Ampurias, monsignor Giovanni Sanguineti, ha detto: “La mano dell’uomo non è estranea a questa catastrofe”. E quindi ha aggiunto: “Aiutiamoci a ricostruire il nostro futuro. Ripartiamo insieme, senza lasciare solo nessuno”. Parlando delle morti dei piccoli Enrico e Morgana, le ha indicate come “il frutto più amaro” della calamità.

Il silenzio su Olbia: oggi i funerali delle vittime del maltempo

sardegna_funerali-tuttacronacaIl silenzio ha invaso Olbia oggi, schiacciata dal dolore e riunita nella preghiera. Al Geopalace si sono svolti i funerali di sei delle vittime del violento ciclone Cleopatra, che ha messo in ginocchio l’isola. I funerali hanno avuto inizio con l’arrivo delle bare, due delle quali bianche. Si trattava del piccolo Enrico, di tre anni, e di Morgana, appena due. Il bimbo era morto abbracciato al suo papà, Francesco Mazzoccu, 35 anni, la cui bara è stata portata a braccio dai suoi compagni di kick-boxing.

Le centinaia di persone giunte per rendere omaggio alle salme, in un’atmosfera di grande commozione, hanno pianto anche la morte di Patrizia Corona, la madre di Morgana, entrambe travolte dal fiume di fango. Esequie funebri anche per Anna Ragnedda, l’anziana annegata nella sua abitazione di via Lazio, e Maria Massa, di 88 , trovata in un canale vicino casa.  ​In mattinata erano state celebrate anche le esequie di tre vittime morte in seguito al crollo di un terrapieno sulla Provinciale 38 tra Olbia e Tempio, in località Monte Pino: Bruno Fiore, 68 anni, della moglie Sebastiana Brundu, di 61, e della consuocera Maria Loriga, di 54.

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La Sardegna ha la sua eroina: Martina salva la vita alla vicina

martina_feick-tuttacronacaTra il maltempo che ha messo in ginocchio la Sardegna, spunta un’eroina. Si chiama Martina Feick, è tedesca e vive nel quartiere S. Antonio, a Olbia, da sette anni. Lunedì sera, la giovane ha spidato la furia dell’acqua, ha attraversato la strada a nuoto ed ha raggiunto la dirimpettaia, un’anziana che rischiava di morire annegata assieme al suo cane nella loro abitazione. Nella stessa via salvata anche un’anziana disabile costretta a letto, grazie all’intervento di un vicino all’una di notte. “È successo tutto intorno alle 18 – racconta Martina – mi sono vestita e sono uscita di corsa per aiutare i miei vicini. L’acqua era alta, arrivava fino al cancello, sono riuscita a traversare la strada, saltare il cancello ed entrare in casa della signora Biddau. In quel momento era da sola, con il suo cane l’ho presa in braccio e l’ho portata dentro casa mia. Poi ho preso anche il cane. Più tardi è arrivata la figlia e sono restati tutti a dormire a casa mia. Anche noi abbiamo subito gravi danni – conclude Martina – l’auto è distrutta, il garage allagato da un mare di fango, è stata una tragedia che ha sorpreso tutto il quartiere, non siamo stati avvertiti. Siamo senza luce, senza acqua e senza telefono, isolati, ma nessuno è venuto ad avvisarci prima che il fiume straripasse”.

Mai di domenica?

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Il sindaco di Olbia Giovanelli riceve l’allerta di avverse condizioni meteo circa alle 16 di domenica, ma poiché giorno di festa, cosa poteva fare? E così convoca la giunta alle ore 9.00 del lunedì successivo. Ma il sindaco sembra non sapere che si può lavorare, soprattutto per la protezione civile, anche di domenica. Ma il sindaco infatti come mai non ha convocato  l’unità di crisi la domenica  stessa? (ammesso che sia stata creata un’unità di crisi) in modo che in pochissimo tempo si potesse dare attuazione al piano d’emergenza che ogni comune dovrebbe avere (ammesso che ce l’abbia!)? Il lunedì mattina doveva essere tempo di completa operatività e non tempo di consultazioni. Ma si è reso conto forse il sindaco che sono passate circa 17 ore dall’allerta meteo all’inizio delle consultazioni della giunta? Il rischio idrogeologico è in genere quello che dovrebbe spaventare di meno perché ha precursori di circa 48 ore prima, tempo in cui si può far evacuare la gente dai territori a rischio, invece si è sentito dire “ma come si fa a interrompere l’attività produttive, le scuole, etc…” Ma chi afferma che non sempre, per ogni allerta, si possono interrompere le attività produttive, non si rende conto che proprio ora quelle attività produttive verranno interrotte in modo di gran lunga più traumatico e per più tempo?  Ci sarà forse  da rifondare tutta la Protezione civile locale?

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