Chiesti 20 anni per Varani, che ordinò l’aggressione con l’acido a Lucia Annibali

lucia-annibali-tuttacronacaHa tenuto lo sguardo basso Luca Varani, mentre il pm Monica Garulli ha chiesto per lui 20 anni di carcere nel corso del processo in svolgimento a Pesaro. L’uomo era il mandante dell’aggressione con l’acido a Lucia Annibali. Per i presunti sicari albanesi, Rubin Talaban e Altistin Precetaj, sono invece stati chiesti invece 18 anni. L’avvocato di parte civile Francesco Coli, che ha riportato anche il pensiero dell’Annibali, ha commentato: “Una pena bassa, in Bangladesh 20 anni sono la pena minima. D’altra parte lo ha ammesso anche il pm, che non poteva chiederne una più alta”. Su base matematica, infatti, la pena, tenuto conto tra l’altro gli anni per ciascun reato e delle aggravanti, sarebbe stata per Varani di 37 anni, ma comunque il pm non avrebbe potuto chiederne più di 30, e con lo sconto di pena previsto dall’abbreviato si è arrivati così a 20 anni. Lo stesso vale per i presunti sicari, per i quali la pena sarebbe stata di 27 anni.

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La scientifica lavora sul giallo del manoscritto a cuore censurato nel XVI secolo

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C’è un giallo da svelare e sarà la scientifica di Ancona a scoprire il mistero che si cela nel manoscritto a cuore di Guglielmo Ebreo da Pesaro censurato nel XVI secolo. Una pergamena con copertina in legno e rilegatura di pelle che custodisce dal medioevo una raccolta di sonetti d’amore e musiche per liuto, conservato nella Biblioteca Oliveriana di Pesaro, che presenta un’anomalia ovvero nella parte bassa del testo mutilo (che iniza a pagina 25) nella parte bassa di cela un enigma. Quelle che apparentemente dovevano essere note a piè di pagina sono state nascoste da spennellature di inchiostro molto elaborate con cancellature successive.

Forse al di là di questo getto di nero potrebbero celarsi misteri di corte che sono stati censurati: si pensa ai signorotti dell’epoca come i Malatesta, gli Sforza o magari i Montefeltro . A dichiararlo è il Direttore dell’Olivierana di Pesaro, Marcello Di Bella affiancato dal presidente degli ‘Amici della Biblioteca’, Salvatore Siena, che ha collaborato, da ex dirigente di polizia a trasferire l’antico testo alla scientifica di Ancona che si occuperà delle analisi.

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I primi risultati – ha detto orgoglioso il Dirigente della Scientifica, Massimiliano Olivieri – sono già incoraggianti“. Iniziano ad intravedersi le prime pigmentazioni dietro l’inchiostro. Ma una volta decifrate saranno poi i paleografi del dipartimento di studi medioevali di Urbino a rivelarne il contenuto.

Il testo nascosto – ha riferito il Direttore di Bella – mi è stato segnalato dal Maestro pesarese Mencoboni“. Mencoboni, infatti, di recente ha eseguito alcuni brani musicali dell’opera ed è così che ora dal mistero si passerà, a breve, alla rivelazione e tutto grazie anche ai passi da gigante delle attuali tecnologie. L’esame spettrofotometrico, ovvero quello che permetterà di osservare il testo calibrando la luminosità anche con l’ultravioletto captando, così pigmenti, starebbe facendo miracoli anche verso la cultura.

A Natale… la truffa è servita a tavola!

Caviale-tuttacronacaI menù parlavano di caviale, peccato che nei piatti si trovassero solo delle uova di lompo. E’ stata questa la scoperta fatta dagli uomini del nucleo agroalimentare del Corpo Forestale dello Stato che hanno effettuato dei controlli in alcuni ristoranti della riviera pesarese in occasione delle festività. Chi si aspettava di gustare delle uova di storione in occasione della Vigilia, quindi, rischiava di trovare una brutta sorpresa sotto l’albero. La condotta dei ristoratori integra il tentativo di frode nell’esercizio del commercio, che prevede la pena della reclusione o della multa per chi consegna all’acquirente una cosa diversa per origine, provenienza o qualità diversa da quella pattuita o dichiarata. I menù sono stati modificati e ora riportano la dicitura corretta.

Al Rossini con la mano fasciata! Renzi spazia dal grillino pentito agli insegnanti

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Quasi mille persone erano presenti al teatro Rossini di Pesaro. Lì Matteo Renzi ha presentato la sua candidatura a segretario del partito democratico e a esordito dicendo: “‘Non votate per uno cosi’, uno che per scaldare una piadina nel forno ci lascia anche la mano. Votate Cuperlo o Civati, è meglio!’’. Poi il sindaco di Firenze ha mostrato la sua mano fasciata a causa del suo piccolo incidente domestico. C’è stato spazio però per ribadire i temi sempre cari a Renzi. Dal grillino in sala pentito che pur avendo votato M5S, non ha più intenzione di dare la sua preferenza al Movimento di Beppe Grillo fino agli insegnanti riuniti per la ‘Giornata dei servizi all’infanzia’, che chiedevano una nuova legge sulla continuità educativa per i bimbi da zero a sei anni: ‘’La priorità più grande è tornare a credere nell’educazione, nell’istruzione, è la sfida educativa’’, ha detto il sindaco di Firenze.

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Ondata di maltempo e a Pesaro un uomo affoga.

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E’ affogato nella tarda serata di ieri ed Ernesto Tarasconi, 49 anni, è ufficialmente la seconda vittima dell’ondata di maltempo che ha colpito la nostra Penisola. L’automobilista era nei pressi della propria abitazione, in località Ca Marinello, a Montecerignone, quando spaventato per l’allagamento della strada ha deciso di scendere dall’auto e proseguire a piedi.  Una volta uscito dal mezzo però, l’uomo avrebbe accusato un malore, forse proprio per lo spavento. Tarasconi è stato poi travolto dall’acqua ed è morto annegato. Sul posto i Vigili del Fuoco di Pesaro.

Un premio per Lucia Annibali: l’avvocatessa sfregiata dall’acido che ha scelto la vita

lucia_annibali-tuttacronacaE’ stata la madre di Lucia Annibali, l’avvocatessa 36enne sfregiata con l’acido da due sicari ingaggiati dall’ex compagno, Luca Varani, il 16 aprile scorso a Pesaro, a ritirare a nome della figlia il premio Tartufo d’Oro. Il riconoscimento è stato attribuito alla donna dall’amministrazione comunale di Sant’Agenlo in Vado e dalla Commissione Pari Opportunità delle Marche. Lei è rimasta a casa, a Urbino dopo lunghi mesi trascorsi in ospedale a Parma mentre Varrani attende l’11 dicembre, giorno in cui avrà luogo il processo per direttissima per tentato omicidio e lesioni personali gravissime. La rabbia dell’uomo era scaturita dall’abbandono: Lucia aveva infatti posto fine alla relazione dopo aver scoperto che era fidanzato da anni con un’altra ragazza e stava per diventare padre di una bambina, nata da poco. Dopo di che l’aggressione e il lungo calvario fatto di dolore e interventi chirurgici. E costellato dal coraggio e dalla forza. In un messaggio di ringraziamento per chi ha pensato a lei per il premio, Lucia ha scritto: “Fin dai primi istanti dopo l’aggressione ho scelto la vita, ho deciso che sarei dovuta guarire e ho impiegato tutta la forza che avevo dentro di me per questo. E’ stata molto dura, lo è tuttora. In questi mesi ho conosciuto il dolore, ne ho provato tanto e ho dovuto imparare a conviverci, ma sono stata comunque sempre speranzosa, anche nei momenti più difficili, perchè ho coltivato la parte buona di quanto mi è accaduto”.  E ancora: “Non so se il mio sia coraggio. Ho sperimentato che quando è vissuto nella gratitudine e nell’amore per la vita, il dolore diventa cura dell’anima. Per questo sarò felice se questa mia testimonianza sarà d’aiuto a chi soffre, perchè vorrà dire che il sacrificio a cui sono stata chiamata non sarà stato inutile”.  L’avvocatessa ha voluto condividere il premio con i familiari, “i miei genitori, il mio tenerissimo fratello Giacomo”, “le mie meravigliose amiche e tutti gli amici che in questi mesi non mi hanno mai lasciata sola né fatta sentire diversa e che vivono con me, ogni giorno, la gioia e l’entusiasmo per i miei progressi”. Un grazie particolare l’ha rivolto “alle forze dell’ordine e a tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato con grande impegno al mio caso per far emergere la verità”.  E poi l’ultimo pensiero, “non certo per importanza, per i miei medici, le infermiere e infermieri del Centro grandi ustionati di Parma che quella notte di sei mesi fa mi hanno accolta e poi accudita curando, giorno dopo giorno, con le loro mani gentili ed i loro cuori affettuosi, le mie ferite esterne ed interne. A loro non sarò mai grata abbastanza per quello che hanno fatto e che faranno per me. Ringrazio tutti per la solidarietà e l’affetto, che alleggeriscono il peso di tanto male”.

Rubano pace-maker alle salme, arrestati

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La banda del “caro estinto” si potrebbero chiamare i cinque ex necrofori del nosocomio di Pesaro che sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza. I cadaveri venivano sezionati per rubare i pace-maker. Inoltre venivano venduti anche corredi funerari a 500 euro e vestizioni a pagamento dei defunti senza versare un euro all’azienda ospedaliera.  Altre 29 persone sono state indagate tra medici e impresari funebri, con accuse di peculato e truffa. I guadagni arrivavano sino a 10 mila euro al mese.

 

Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata con l’acido, tra nuovo volto e coraggio

lucia-annibali-tuttacronacaEra il 16 aprile quando due uomini si sono introdotti nella sua abitazione e l’hanno sfregiata con l’acido. Dopo quasi 5 mesi Lucia Annibali, come aveva promesso prima dei suoi sette interventi di chirurgia plastica, ha deciso di mostrarsi al mondo, con un volto nuovo, ma il coraggio e la determinazione di sempre. E’ pronta a ricominciare “tutto daccapo con la mia nuova faccia, con il naso un po’ così, con gli occhi fra l’orientale e la riempita di botte, con le sopracciglia da tatuare e la bocca buona per sorridere, finalmente, dopo l’ultima operazione. Ma posso fare di meglio e di più. Sono sicura che so fare di meglio e di più”. E Lucia è certa che il mandante dell’aggressione “è stato lui, il mio ex”. Parla dell’avvocato Luca Varani, attualmente in carcere accusato di lesioni gravissime, stalking e tentato omicidio. “È il mandante dell’aggressione” dice il pubblico ministero Monica Garulli che ha fatto arrestare anche i due albanesi esecutori materiali dell’agguato. Lucia, che al Corriere ha mostrato le foto del suo nuovo volto, spiega: “Quello che so di lui è nelle carte, fuori dall’inchiesta non voglio più nemmeno nominarlo. La sua sorte non mi interessa minimamente. Devo pensare a me e a guarire il più possibile, lo devo a me stessa. Voglio riordinare la vita partendo proprio da quello che mi è successo. Devo dire la verità, non sto morendo dalla voglia di tornare al mio lavoro di avvocatessa, e invece mi piacerebbe moltissimo aiutare in qualche modo gli ustionati, occuparmi delle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le loro fragilità. Alle donne voglio dire ‘voletevi bene, tanto, tantissimo. Credete in voi stesse e sappiate che ogni atto di violenza subita non dipende mai da voi che amate l’uomo sbagliato ma da lui che lo commette’. Agli ustionati come me invece dico di tenere duro e avere pazienza, tanta pazienza”.

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Ora che si avvicina il 18 settembre, data del suo 36° compleanno, l’avvocatessa ha anche scritto una lettera, piena di speranza e coraggio, per se stessa e per i medici che si sono presi cura di lei. “Il 16 aprile 2013 alle 21:30 sono stata brutalmente aggredita e strappata alla vita. La parte di me che è sopravvissuta ha lottato con tutte le sue forze. Attraverso la speranza ho sopportato i dolori del corpo più intensi e le notti più buie per tornare alla vita. E in parte ce l’ho fatta. La strada è ancora lunga… ma quest’anno, per il mio compleanno, il 18 di settembre, voglio festeggiare per celebrare la vita, l’amore e l’amicizia. Voglio ringraziare, con il cuore traboccante d’amore, i miei medici di Parma che stanno avendo cura di me, rendendo possibile il miracolo. Voglio raggiungere con un forte abbraccio la mia famiglia e i miei amici perché sono stati la ragione della mia lotta. E sono grata a tutte le persone che ho incontrato, a chi ha avuto un pensiero per me, per aver reso incredibile il mio viaggio di ritorno. A quelle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le proprie fragilità, dico di volersi bene, tanto, tantissimo! Di lottare e credere in se stesse, nelle proprie idee e in ciò che suggerisce loro il cuore. È in questi luoghi che si trova la verità, non nelle parole che escono dalla bocca di quegli uomini. Comunque vada, ne sarà valsa la pena perché ogni atto di violenza non dipende mai dalla donna che ama l’uomo sbagliato, ma dall’uomo inetto che lo commette. Agli ustionati come me dico di tenere duro e avere pazienza, tanta pazienza. Sopportiamo il martirio del corpo e curiamo la ferita dell’anima, coltivando la speranza tutti i giorni perché ogni giorno è un passo verso la guarigione: ogni giorno è un po’ più facile di quello precedente. E impariamo che la nostra identità non è data dall’aspetto esteriore, ma da quello che c’è nel nostro cervello e nel nostro cuore. Infine, a me stessa, dico… Buon 36esimo compleanno Luci!!!”

Doppio terremoto nel Montefeltro, magnitudo 3.0 e poi 2.0

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 ha interessato il distretto sismico del Montefeltro alle 11.53. L’evento, registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha avuto epicentro tra Arezzo e Forlì, nei pressi dei comuni di Bagno di Romagna e Verghereto, e ipocentro a soli 5.2 chilometri di profondità. Il movimento tellurico è stato seguito da una seconda scossa di magnitudo 2, con epicentro lievemente più superficiale. Il sisma è stato avvertito dalla popolazione. Non sono giunte notizie di danni a persone o cose.

Terrore all’opera: il maestro Zedda dal malore al trionfo.

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Terrore all’opera per il maestro  Alberto Zedda, 85 anni,  che durante la direzione de «La Donna del lago» al teatro Rossini a Pesaro ha accusato un malore. il direttore d’orchestra ha avuto un capogiro si è appoggiato al podio ed è stato subito soccorso dagli orchestrali dell’orchestra comunale di Bologna. Al maestro Zedda è stata portata una sedia, un bicchiere d’acqua e sul palcoscenico è arrivato il Sovrintendente Gianfranco Mariotti. Poi è intervenuto il medico del Rof, il dottor Luciano Paolucci ed è stata anticipata la pausa mancando pochi minuti dal finale del primo atto – al termine della cavatina di Rodrigo «Eccomi a voi, miei prodi» (interpretata da Michael Spyres). Puntuale, il maestro Zedda ha ripreso da dove aveva lasciato e tra gli applausi ha portato a conclusione il primo atto dell’opera. All’origine del malore un probabile calo di zuccheri: il maestro – dice chi lo conosce bene – è talmente impegnato che a volte si dimentica di mangiare.

Cadavere nel boschi intorno a Pesaro, è giallo sull’identità

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Macabra scoperta nei boschi fra Riosalso e Tavullia (Pesaro), dove è stato trovato il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione. Secondo i primi accertamenti del medico legale, il decesso risalirebbe a 10-20 giorni fa. Nella zona non risultano denunce di scomparsa di persone. Sul corpo non sono stati notati indizi di morte violenta. Ma in proposito farà chiarezza l’autopsia, che sarà disposta dalla Procura di Pesaro.

Le nomadi che si lavano con l’acqua benedetta nel santuario

acquasanta-nomadi-tuttacronacaAlcune nomadi, nel Santuario della Madonna a Pesaro, si sono lavate con l’acqua benedetta prima di tornare a chiedere l’elemosina. Forza Nuova ha così commentato l’episodio: “Un gesto ignobile in spregio alla religione cattolica e al sentimento dei fedeli, nonché in odio alla cultura e alla tradizione italiana”. Sul posto, su richiesta del priore, è anche intervenuta la polizia, ma quando gli agenti sono arrivati delle donne non c’era più traccia.

Lucia Annibali: parla l’avvocatessa sfregiata con l’acido

annibali_lucia-tuttacronacaEra aprile quando, rientrata a casa, l’avvocato Lucia Annibali trovò due uomini, al soldo dell’ex, che l’attendevano per sfregiarla con dell’acido. In una lunga intervista al Corriere della Sera la 35enne racconta ora quei terribili giorni. L’ultimo ricordo, prima che la vista si annebbiasse, è di quell’uomo incappucciato. “Mi ha guardato, aveva in mano un barattolo”. Dopo di che sono arrivati le urla e il dolore. “Ricordo la mia faccia che friggeva, rantolavo”. Ma la donna non si arrende alla disperazione, ricomincia dalla speranza, determinata. “Non mi arrenderò mai, lo sappia chi mi ha fatto tutto questo. Possono avermi tolto il viso, non la voglia di ricominciare. Sono qui, viva. Ho giurato a me stessa che ce l’avrei fatta e ce la farò”. Il percorso l’ha già intrapreso e ora cerca di ritrovare un volto, dopo che qualcuno ha tentato di cancellare il suo con la violenza.”Quella non sono più io”, ammette quasi parlando a sé stessa guardando le foto della sua vita. “So perfettamente che non tornerò com’ero prima, ma ci andrò il più vicino possibile”. E prosegue: “Ho in programma un’operazione per allargarmi la bocca, così sembrerò ancora più umana e finalmente potrò tornare sorridere”. Dell’ex, Luca Varani, non vuole parlare, preferisce concentrarsi sul suo presente e futuro. “Posso solo dire che adesso sto molto bene con me stessa rispetto a un minuto prima dell’aggressione: almeno è finita tutta quell’angoscia che potesse succedermi qualcosa”. Tra le difficoltà da affrontare, ci sarà anche quella di tornare tra la gente: “Ora dovrò tornare tra la gente. Una specie di uscita l’ho fatta: mi guardavano tutti. Ma prima o poi ci riprovo”.

Congestione per un bambino di 5 anni, è grave.

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Aveva appena finito di mangiare e poi si è buttato in acqua il piccolo di 5 anni che è stato colpito da congestione. Il piccolo era giunto in città in vacanza con la madre e la zia ed era in spiaggia nella zona della Palla di Pomodoro. E’ stato il bagnino a soccorrere il bimbo cinese che era rimasto a galleggiare a pancia sotto. I soccorsi sono stati immediati e gli operatori del 118 hanno trasportato il bambino all’ospedale  San Salvatore di Pesaro, dove è tuttora ricoverato in gravi condizioni.

 

A fiamme un mobilificio nel pesarese

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Un incendio di notevoli dimensioni nella notte si è sviluppato nel capannone dell’azienda Italcomma di Montelabbate, un mobilificio che produce sedie nel pesarese. Le fiamme hanno distrutto circa 2mila mt quadrati dello stabilimento e sono servite due squadre di Vigili del Fuoco, una di Pesaro e una di Urbino per domare l’incendio.  Nessuno è rimasto ferito o intossicato. Il rogo ha prodotto una grossa nube nera. Non si conoscono al momento le cause che lo hanno generato.

I nostri 7 giorni: nonostante tutto, “capitani della nostra anima”

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E’ normale attaccare la magistratura, offendere un cittadino, utilizzare un linguaggio di una volgarità totale e poi glorificarsi del titolo “Avvocato”? A quanto pare… in Italia si può, con la massima tranquillità. basta trovare i microfoni di una radio aperti a via libera allo sproloquio. Ecco allora che Taormina si ritrova a dichiarare quanto gli piaccia “fottere la magistratura” e a offendere un radioascoltatore che, con tutta probabilità, si è sentito offeso per primo dopo aver sentito utilizzare certe espressioni. Chi di certo non si lamenta della magistratura, al contrario, è Giovanardi che gode nel vedere assolti i poliziotti chiamati in aula per il caso Cucchi. Nessun attacco alla magistratura quindi, solo offese per un ragazzo ucciso, la sua famiglia e un’intero Paese. Ma tanto l’Italia ormai è alla deriva e con lei anche chi dovrebbe rappresentarla. Basta vedere l’eclatante esempio della Lega Nord e le lotte intestine: quanto tempo impiegherà prima d’implodere su se stessa?  Ma la violenza, purtroppo, non si limita ai soli microfoni, scende in strana, si arma, apre il fuoco. Ecco allora che anche questa settimana ci siamo trovati a discutere di cronaca nera, con la sparatoria a Milano di cui è rimasto vittima un 63enne e poi di un altro episodio simile, questa volta a Pesaro, dov’è stato ucciso Andrea Ferri, 51enne, per impossessarsi delle chiavi che avrebbero permesso ai suoi assassini di appropriarsi del suo denaro. E nonostante il tempo passi, sempre con la speranza si riesca a conoscere finalmente la verità, si parla ancora di Roberta Ragusa, del marito, dell’amante dell’uomo e anche della cugine della donna scomparsa che difendono chi è sparito una notte e non ha più fatto ritorno. E’ il ritratto di un Paese allo sbando e, vedendo il video delle insegnanti che picchiano e offendono un ragazzo disabile viene spontaneo chiedersi dove stiamo andando, se questo è quello che riusciamo a insegnare ai nostri giovani: la legge del più forte, della violenza, del non rispetto. L’odio, la crudeltà, l’opportunismo. Ma non siamo gli unici a veder calpestata la nostra dignità. Dopo tutte le critiche e le discussioni, dopo i dibattiti sulla violenza sulle donne e sull’uso che si fa del loro corpo, scopriamo che in Israele delle soldatesse imbracciano i fucili, tolgono la divisa e postano le loro foto in tanga. Come possono gli uomini rispettare le donne se loro per prime non lo fanno? Viene voglia di urlare? Assolutamente sì!

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Ma per fortuna non è stato solo questo, a ricordarci che il mondo è anche pieno di colori e calore ci ha pensato il sole, regalandoci uno spettacolo unico: uno splendido arcobaleno circolare. Ma questa settimana si è anche parlato di un’amore che si trasforma in ossessione e di due donne abbandonate dallo stato: è la storia di due gattare, parenti di un attore famoso, che si sono ritrovate a vivere con i loro amici domestici che hanno invaso la loro vita e non solo. Poi c’è chi è anche baciato dalla passione (per l’insegnamento) e trova slancio per cercare soluzioni… anche a ritmo di Gangnam Style. E’ la storia di un preside che ha lanciato una sfida ai suoi studenti: se studiate, ballerò per voi. Le medie scolastiche si sono impennate e l’uomo è stato di parola, pubblicando in youtube una delle migliori versioni del tormentone di PSY di sempre. Ma se vogliamo imparare qualcosa, insegnamenti preziosi arrivano sempre dai nostri amici a quattro zampe: questa settimana è stata la volta di un cane che ha salvato una neonata da un cassonetto. Ci ha ricordato che la vita è la cosa più importante e va preservata, a qualunque costo. Vale la pena lottare per essa? Sì, ancora una volta, assolutamente sì. Ecco allora che vogliamo lasciarvi con una poesia di William Ernest Henley, che è nota, ma vale sempre la pena ricordare. E vuole essere un omaggio al grande uomo che tante volte l’ha recitata e che è ricoverato in condizioni gravi, Nelson Mandela.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Arrestato il secondo aggressore di Lucia Annibali

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Sono tutti nelle mani della polizia i tre uomini che hanno concorso a sfregiare con l’acido, il 16 aprile scorso, l’avvocatessa di Urbina, Lucia Annibali. Il mandante, l’avvocato Luca Varani, è stato il primo ad essere fermato, lui che voleva vendicarsi e non accettava di essere stato lasciato dalla collega quando lei ha scoperto che era già fidanzato da anni e in attesa di un figlio. Se sabato erano scattate le manette ai polsi di uno dei due esecutori materiali, Altistin Precetaj, 28 anni, albanese di Scutari, questa mattina, poco dopo le 5, i carabinieri di Pesaro e Chieti sono riusciti ad arrestare anche il secondo, l’albanese 31enne Rubin Talaban. L’oumo, che si preparava a fuggire in Albania, si trovava a San Salvo Marina, nascosto in un’abitazione con due connazionali per i quali è scattata l’accusa di favoreggiamento e che sono stati arrestati a loro volta. Nell’alloggio i carabinieri, guidati dal comandante provinciale di Pesaro, col. Giuseppe Donnarumma, non hanno trovato armi ma una certa quantità di denaro.

Gli albanesi che sfregiarono Lucia Annibali e una strana casualità

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Continua in ospedale l’odissea di Lucia Annibali, l’avvocato 35enne, aggredito lo scorso aprile nel suo appartamento a Pesaro, da due albanesi, probabilmente mandati dall’ex  Luca Varani. Ma mentre le condizioni della donna restano stabili, la polizia ha fermato  Altistin Precetaj, 28 anni, albanese di Scutari, che si sospetta essere uno dei due esecutori materiali del gesto che hanno sfigurato l’Annibali. L’albanese è stato localizzato dai carabinieri in un casolare di Novilara, dove aspettava che le acque si calmassero per scappare all’estero. Resta ancora ricercato l’altro albanese,
Rubin Talaban, 31 anni, suo concittadino, considerato l’uomo che ha materialmente gettato l’acido addosso alla vittima. I due albanesi sono stati incastrati dalle immagini di una telecamera di sicurezza che li ha ripresi in Via Rossi, la sera dell’agguato, a pochi passi dall’abitazione di Lucia Annibali. Precetaj, difeso dall’avv. Umberto Levi, avrebbe detto di aver incontrato casualmente Talaban, di aver preso un caffé con lui per poi andare a trascorrere la serata in un circolo dopo aver lasciato l’amico.

Talaban, e questa è la prima casualità, era stato fermato circa 3 settimane prima dell’agguato dalla polizia per un controllo: con sé aveva una bottiglia di acido e non aveva saputo spiegare perche’ se la portasse dietro. Il nervosismo gliel’aveva fatta scivolare di mano e l’acido era caduto, ferendolo, su un piede dell’agente che lo stava controllando. Fatti gli accertamenti del caso, Talaban era stato allontanato con foglio di via, ma evidentemente era rimasto in zona. Altro aspetto ‘strano’ della vicenda, e probante per i carabinieri, il tentativo di Varani di disfarsi di una Smart immatricolata nel 2004, in ottime condizioni d’uso, facendola rottamare. La city car, però, non è stata demolita, e su quella – e altre auto in uso al professionista – i carabinieri del Ris stanno effettuando rilievi perché la convinzione degli investigatori è che vi siano tracce di acido, in particolare sul blocco dell’accensione, posto tra i due sedili, che risulta corroso. Varani inoltre si sarebbe presentato una seconda volta dall’autodemolitore per richiedergli indietro i sedili con la scusa di volerli vendere su E-Bay. Gli inquirenti sono convinti che Varani fosse ossessionato dalla donna, che lo aveva lasciato a ottobre dopo aver scoperto che il compagno non aveva mai troncato la relazione con la sua fidanzata ‘storica’, da cui peraltro l’uomo aspetta un figlio. A febbraio, è emerso dalle indagini, Lucia Annibali se l’era ritrovato sul pianerottolo di casa. Entrando, aveva avvertito un forte odore di gas. Aveva così chiamato un tecnico scoprendo che alla caldaia mancava del tutto una guarnizione. Vi era stato quindi già un tentativo di uccidere la donna, la quale ha dichiarato di non aver mai voluto sporgere denuncia per non rovinare professionalmente l’uomo.

Fermato uno dei due albanesi che hanno sfigurato Lucia Annibali

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E’ scattato il primo fermo per uno dei due sicari albanesi che, la sera del 16 aprile, aggredirono l’avvocato 35enne Lucia Annibali nella sua stessa casa. I due uomini erano stati assodati da Luca Varani, ex della donna, che li aveva conosciuti per motivi lavorativi essendo anche lui avvocato. Varani, per quella stessa sera, si era poi creato, inutilmente, un alibi che non lo collegava alla scena del delitto. Mentre lui giocava a calcio, la donna è rimasta sfigurata dal vetriolo che le ha anche procurato lesioni agli occhi. Ora i carabinieri del Comando provinciale di Pesaro hanno preso un 28enne pregiudicato di Scutari, Altistin Precetaj, 28 anni, che è stato  localizzato dopo una lunga caccia all’uomo in un casolare mentre si preparava a fuggire all’estero. Si continua a cercare il connazionale.

Lucia Annibali, sfregiata dall’ex è in condizioni stazionarie.

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Restano stazionarie le condizioni di Lucia Annibali, l’avvocatessa 35enne, che è stata vittima di un aggressione con il vetriolo da parte di due albanesi assoldati dall’ex che non aveva accettato la fine della loro storia. La donna ancora non è stata operata agli occhi, ma oggi è stato necessario prelevare un lembo di pelle che nei prossimi giorni le verrà impiantato sulla cute. Il pm di Pesaro Monica Garulli che indaga sul caso ha disposto una perizia per accertare se l’acido gettato addosso a Lucia Annibali potesse essere mortale. In tal caso l’accusa sarebbe trasformata da lesioni aggravate a tentato omicidio. Intanto Luca Varani, l’ex di Lucia, continua a professarsi innocente.

Lucia Annibali sfregiata da due albanesi al soldo dell’ex!

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Luca Varani, ex di Lucia Annibali, avrebbe assoldato due albanesi come esecutori materiali dell’aggressione avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì ai danni dell’avvocatessa 35enne. L’uomo si trova ora in stato di fermo nel carcere di Villa Fastiggi con l’accusa di concorso in lesioni volontarie gravissime. I due albanesi sarebbero entrati in contatto con Varani per una consulenza professionale, essendo l’avvocato  specializzato in infortunistica e iscritto all’Ordine di Rimini. Non avrebbe quindi non a che fare con l’incidente l’albanese che di recente era stato fermato dalla polizia in centro a Pesaro. L’uomo aveva insospettito perchè aveva con sè una bottiglia di acido di cui non aveva saputo giustificare il possesso e che aveva fatto cadere accidentalmente sul piede di un agente.

 

Vendetta dell’ex dietro il vetriolo che ha sfregiato l’avvocatessa?

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Sarebbe un collega di Lucia Annibali, l’avv. Luca Varani, 35 anni, di Pesaro il mandante che avrebbe incaricato un uomo di gettare l’acido in faccia all’Annibali. Tra i due tempo fa c’era stata una relazione sentimentale e sembra che proprio l’avvocatessa, avrebbe immediatamente fatto il suo nome alla vicina che era corsa in suo aiuto. Varani è stato sentito a lungo nella caserma dei Cc di Pesaro. Ieri sera alle 21:35 circa, mentre la Annibali veniva aggredita e sfigurata in casa, in via Rossi 19, da un uomo incappucciato, lui era impegnato in una partita di calcio di terza categoria. L’uomo, che si è dichiarato innocente è stato trasferito poco fa nel carcere di Villa Fastiggi.

 

Avvocatessa sfigurata dall’acido, è gravissima!

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E’ stata aggredita ieri sera nella sua abitazione di Pesaro Lucia Annibali, avvocatessa 35enne, che ora rischia di perdere la vista. Un uomo a volto coperto si è introdotto nella sua casa e non appena la donna è entrata le ha gettato l’acido sul viso per poi fuggire.  La vittima è riuscita comunque ad avvisare i carabinieri, nonostante i dolori lancinanti. I carabinieri si sono lasciati sfuggire che probabilmente c’è una storia dietro, ma sarebbe esclusa, almeno da quanto affermano alcune fonti ben informate, la pista passionale, legata a un ex della donna. Al momento non ci sono fermi.

Forza Nuova mette i sigilli alla Moschea… tolleranza zero!

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Ancora un atto eclatante per Forza Nuova. La scorsa notte alcuni militanti di Forza Nuova hanno sbarrato con dei nastri la palestra adibita a moschea a Pesaro, in via Antonio Scialoia, per protestare contro «l’immigrazione selvaggia e incontrollata che sta soffocando il nostro Paese». «Non abbiamo intenzione di lasciare che nel nostro Paese vi siano comunità di immigrati che possono delinquere rimanendo impunite o che aprano attività, culturali e non, finanziate con i nostri soldi quando sono oltre mille le imprese gestite da italiani che chiudono ogni giorno – dichiara Christian Sanchini, responsabile comunale di Forza Nuova – senza contare che questi luoghi di culto possono facilmente trasformarsi in ritrovi per delinquenti extracomunitari a porte chiuse e favorire la costruzione di ghetti etnici dove gli italiani sono in minoranza».
Il movimento di estrema destra chiede inoltre «l’espulsione di tutti gli immigrati non assimilabili nel nostro tessuto sociale e soprattutto l’espulsione immediata per quegli immigrati che commettono reati sul suolo italiano».

Frana una collina a Pesaro… Terrore fra la popolazione.

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Paura a Pesaro, dove una grossa frana si è staccata da una collina, trascinando alberi e terriccio fino alla strada sottostante, la Statale Adriatica, chiusa al traffico per alcuni chilometri. Fortunatamente non ci sono stati feriti né danni alle auto. A causare lo smottamento la pioggia che, a intermittenza, continua da settimane.

Trema il Centro Italia… paura nella popolazione!

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Due eventi sismici di sono verificati  nella notte  nelle province di Perugia e Pesaro-Urbino e sono state avvertite distintamente dalla popolazione.

La prima è stata registrata alle 2:38 della notte, con una magnitudo di 3.3. La seconda è stata registrata un minuto dopo con una magnitudo di 2.9. Dalle verifiche effettuate non risultano danni a persone o cose. Le località prossime all’epicentro sono state Apecchio (Pu), Pietralunga e Città di Castello (Pg).

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