Scajola: “Spero che ora la casa diventi di moda”

scajola_claudio_tuttacronacaDopo 45 mesi è arrivata l’assoluzione perchè il fatto no sussite per l’ex-ministro Claudio Scajola che oggi ha parlato a Domenica Live per raccontare quello che lui definisce “un inferno”. “Non ho messo la casa in vendita con il cartello. Sono arrivati diversi acquirenti ma spaventati dalla campagna mediatica non l’hanno voluta. Adesso spero che diventi di moda”. Scajola commenta: “La cosa più triste è stato essere il simbolo del magna magna, un politico trafficone che si compra casa in centro a Roma. La mia tristezza più grande è questa, non certo aver perso la poltrona”.  Sempre nel corso della trasmissione, ha ripercorso le diverse fasi della vicenda giudiziaria e soprattutto del processo mediatico costruito intorno alla frase “a mia insaputa”. Scajola ha raccontato passo passo le fasi di acquisto. “Dal prezziario ho notato che la cifra era congrua – ha ribadito – Gli altri immobili con caratteristiche simili al mio erano magari leggermente più cari, ma non certe a quelle cifre iperboliche scritte sui giornali”. E ancora: “Se sono stati aggiunti altri pagamenti io non ne ero al corrente. Ma secondo lei, se fossi stato a conoscenza di una roba di questo genere, se fossi stato un corrotto, fossi stato un delinquente perché non posso pretendere che mi si creda una persona onesta se una persona non mi conosce visto quello che c’è nel mondo politico, ahimè, mi sarei fatto portare una valigetta coi soldi a casa senza lasciare tutte queste tracce! Non stava in piedi”. E conclude:“La mia soddisfazione di oggi è che quello che dissi allora, quattro anni fa, appena lessi il giornale, è stata la stessa versione uscita da un processo con testimoni, prove e inchiesto che hanno sancito che io avevo detto la verità”.

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“Scajola, dai in beneficenza i soldi della casa al Colosseo”: parlano i vescovi

scajola-claudio-tuttacronacaIl Sir, Servizio informazione religiosa, agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana, suggerisce a Scajola un gesto di “buona volontà” per placare il clamore sulla sua casa nel cuore della Roma antica: “Caro Scajola perché non dai in beneficenza il milione di euro risparmiati a tua insaputa nell’acquisto della casa al Colosseo?” La proposta è apparsa in un editoriale del Sir, diretto da Domenico Delle Foglie,da titolo ironico: “Una ideuzza per Scajola…”. Vi si puntualizza: “Conclusa con l’assoluzione la vicenda giudiziaria della abitazione vista Colosseo di Claudio Scajola, pagata ‘a sua insaputa’ dall’imprenditore e amico Diego Anemone, ci resta qualche curiosità.  Dalle cronache scopriamo che l’ex ministro ha intenzione di vendere al più presto l’abitazione. Nulla sappiamo delle sue intenzioni finali. Vorrà restituire qualche cosa al suo ‘benefattore’? Noi avremmo una idea migliore. Poiché ha vissuto l’intera vicenda da ‘inconsapevole’, come hanno accertato i magistrati, provi a fare un atto di grande consapevolezza. Considerato che né lui né Anemone navigano in cattive acque, faccia una bella donazione di tutta la plusvalenza rispetto alla somma da lui sborsata (600 mila su un totale di 1 milione e 700 mila euro) al momento dell’acquisto. Donino quel milione di euro in più alla mensa per i poveri gestita dalle suore di Madre Teresa di Calcutta in Vaticano. Come si faceva in tempi lontani: non si potrà guadagnare il Paradiso, ma qualcosa varrà pure… Noi del Sir gli assicuriamo un servizio fotografico e un articolo di racconto. Affare fatto signor Scaiola?”

Casa al Colosseo: Claudio Scajola assolto

casa-scajola-tuttacronacaIl giudice ha stabilito che il fatto non costituisce reato e quindi Claudio Scajola, ex minitro dello Sviluppo economico, è stato assolto in merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo. Alla lettura della sentenza, avvenuta in aula a Roma, l’ex ministro è scoppiato in lacrime. Diego Anemone è stato prosciolto per la prescrizione del reato nell’ambito del processo sulla compravendita. L’imprenditore era accusato di finanziamento illecito. Dopo essere stato assolto, in conversazione telefonica con Berlusconi, Scajola ha detto: “Ho sempre detto la verità. Questo processo non doveva neanche cominciare perché era tutto prescritto: la decisione del giudice di assolvermi assume ancora maggior valore”. In seguito ha commentato: “Tre anni e 9 mesi di sofferenza che nessuno mi restituirà più”. E ancora: “Mi sono dimesso da ministro perché mi sono reso conto che qualsiasi cosa dicessi per difendermi non risultava credibile, anche se era la verità. Ho preferito fermarmi e aspettare perché mi attaccavano da tutte le parti”. “Ho sempre rispettato la magistratura ma, come ho scritto questa mattina in un sms a mia moglie, la verità prima o poi viene sempre fuori”. L’avvocato Giorgio Perroni, difensore di Scajola, ha commentato: “Meglio di così non poteva andare anche perché la prescrizione copriva questa vicenda. Ma l’assoluzione nel merito evidenzia una innocenza che noi abbiamo affermato sempre come evidente”. E ha continuato: “E’ evidente che il nostro assistito sia stato distrutto. Questa sentenza contribuisce ad una riabilitazione agli occhi di tutti”. In sede di discussione il legale aveva sottolineato: “Questa storia ha cancellato Scajola dalla vita politica italiana. Oggi non è più nessuno. In questa storia non c’è nessuna prova diretta della sua colpevolezza”.

Scajola e la casa “a sua insaputa” che potrebbe costargli 3 anni

scajola-colosseo-tuttacronacaSono stati i pm della procura di Roma a chiedere una condanna a tre anni di reclusione per l’ex ministro Claudio Scajola, accusato di finanziamento illecito in relazione all’acquisto “a sua insaputa” di un appartamento vicino al Colosseo. I pm hanno inoltre chiesto il pagamento di una multa da due milioni di euro per la vicenda, a seguito della quale Scajola si dimise da ministro. Anche per l’imprenditore Diego Anemone sono stati richiesti 3 anni di carcere. Anemone è un personaggio chiave dell’inchiesta nata a Perugia sul G8 e di cui quella sulla casa di Scajola rappresenta un filone giunto per competenza a Roma.

I lunghi tentacoli del riciclaggio: perquisizioni in Germania

'ndrangheta-germania-tuttacronacaPassaggi di denaro tra Italia e Germania attraverso una banca tedesca. E’ su questo che gli inquirenti tedeschi stanno tentando di far luce con 25 perquisizioni a proprietà e imprese in sei diversi Laender . L’indagine sul riciclaggio di denaro sporco coinvolge la cosca di ‘ndrangheta degli Arena e si riferisce al finanziamento della costruzione di un parco eolico a Crotone, sequestrato nel luglio dello scorso anno e che si sospetta sia stato acquistato dalla ‘ndrangheta con i proventi di estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. A riferire dell’inchiesta internazionale sulla ‘ndrangheta per presunto riciclaggio di denaro è stato il procuratore di Osnabrueck, nel nord della Germania, Alexander Retemeyer. Perquisizioni, ha riferito a Reuters, sono state effettuate anche in Austria. Secondo le Nazioni Unite, Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra investirebbero nell’economia reale 116 miliardi di euro provenienti da attività illegali. Come spiega Reuters, “Oggetto delle perquisizioni sono state anche le filiali di Hsh Nordbank, banca tedesca controllata all’85% dalle regioni di Amburgo e Shleswig-Holstein, che ha finanziato il parco eolico da 225 milioni di euro vicino a Isola di Capo Rizzuto, nel crotonese. La banca e i suoi impiegati non sono sotto inchiesta, ha precisato il magistrato. Gli inquirenti italiani hanno iniziato ad indagare sul parco eolico nel 2008 e il tribunale di Catanzaro ne ha ordinato il sequestro nel 2012 sul sospetto che fosse di proprietà del clan Arena attraverso una complessa serie di prestanome e società. Al momento del sequestro, il parco da 48 turbine era considerato il più grande d’Europa. Il procuratore Retemeyer ha spiegato che il suo ufficio sta indagando su diverse società nella regione di Emsland, sospettate di essere coinvolte nel riciclaggio. Il magistrato ha aggiunto che la sua procura sta collaborando con le autorità italiane.”

Il sito neonazi Stormfront: perquisizioni in tutta Italia

stromfront-blitz-tuttacronacaNel corso di un’indagine al cui centro c’è un video “dal contenuto evidentemente antisemita”, denominato “Il nemico occulto – un documentario sulla questione ebraica”, realizzato da utenti della sezione italiana di Stormfront e che riproduce immagini finalizzate ad accusare gli ‘ebrei’ della crisi economica mondiale, indicando alcuni di loro come titolari di ruoli apicali all’interno di banche ed altre istituzioni”, gli agenti della polizia di Roma hanno eseguito, all’alba 35 perquisizioni nei confronti di altrettante persone in tutta Italia. Lo scopo era identificare nuovi componenti e autori di un nuovo forum nazista sulla scia di “Stormfront”, sito già in passato oscurato. Le persone finite nel mirino sono residenti in 22 diverse province italiane, tra cui la Capitale e Milano, accusate di odio razziale ed etnico. L’accusa per le persone identificate è di incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici. Sul fortum italiano venivano pubblicati post che istigavano all’odio e alla violenza per motivi razziali, etnici nazionali. Tali post, inoltre, diffondevano contenuti fortemente diffamatori nei confronti di alcuni personaggi pubblici, quali il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Maria Nicolini, Carla Di Veroli, già assessore alla politiche culturali, giovanili e pari opportunità di un Municipio di Roma, e lo scrittore Roberto Saviano.

Anfora romana sequestrata a casa dell’ex ministro Scajola

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E’ stata sequestrata un’anfora romana e acquisiti alcuni documenti nella doppia perquisiaizone avvenuta questa mattina nella casa di Imperia dell’ex ministro Claudio Scajola e nel suo studio. L’avvocato di Scaloja, Marco Mangia, ha confermato “Il mio assistito ha fornito spiegazioni e documentazione della Sovrintendenza sulla regolare detenzione di quegli oggetti”.

Lo stesso Scajola, all’uscita dagli uffici della Polizia postale di Imperia, ha chiarito di essere tranquillo e a ricordato  «Negli ultimi tre anni sono stato oggetto di sei avvisi di garanzia e cinque perquisizioni. Siamo vicini al record di Berlusconi».

Ma la storia viene da lontano… da molte leghe sotto i mari. Nel maggio scorso i carabinieri hanno arrestato un ex assessore socialista del savonese che aveva trovato un modo originale di far fruttare la sua passione per le immersioni: armato di bombola e maschera, andava nei fondali dell’Isola di Gallinara (tra Alassio e Albenga) a rubare le anfore romane custodite da due relitti. Una volta messo in manette il sub, l’indagine si è allargata ai potenziali compratori privati delle opere che potrebbero essere finite nelle case di diversi vip liguri, tra cui  Scajola.

Il legale Marco Mangia, ha poi aggiunto: «In occasione della perquisizione l’onorevole ha fornito la documentazione che dimostra come le anfore sono state denunciate regolarmente alla sovrintendenza e come questa avesse autorizzato la moglie dell’ex ministro a custodirle presso la sua abitazione» e ha continuato «Si immagini se una persona dopo aver acquistato illecitamente le anfore le denuncia alla sovrintendenza. Farebbe come fanno molti qui da noi e la terrebbe nascosta in casa. Invece qui è tutto ufficiale e tutto protocollato. Inoltre la signora Scajola è una professoressa che si occupa di beni storici e conosce perfettamente quali sono i doveri inerenti a questo genere di situazioni».

Scandalo Idi: arrestato padre Franco Decaminada

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L’ex consigliere delegato dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, padre Franco Decaminada, è finito oggi in manette con l’accusa di aver effettuato fatture false e un’appropriazione indebita per circa 4 mln di euro. Con la stessa motivazione, il gip di Roma ha disposto i domiciliari anche due imprenditori: Domenico Temperini e Antonio Nicoletta. L’operazione però non si è conclusa qui: la guardia di Finanza ha infatti sequestrato un immobile in Toscano, acquistato con i fondi dell’Idi e sono state avviate altre 14 perquisizioni. In una nota della GdF si legge: “Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell’Idi presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell’intero comparo Idi-Sanità. A titolo di asseriti e non documentati “rimborsi spese” o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione. Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro”. A questi, si aggiungono altri 1,8 milioni giunti a Decaminada da una serie di società che “ne hano schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un’altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell’Idi”.

Sanità e tangenti… matrimonio perfetto!

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Ancora arresti per tangenti sulla sanità in Lombardia. Sono una ventina gli indagati nell’operazione della Dia di Milano che ha portato anche all’arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano – spiegano gli investigatori – ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati.
Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona.

Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è anche l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi che ha organizzato fra le altre cose un safari in Sudafrica e una vacanza in Croazia all’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

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