I pediatri consigliano il latte in polvere: la multinazionale li paga!

latte-polvere-tuttacronacaNel nord della Cina, nella città di Tianjin, alcuni pediatri avrebbero suggerito alle neomamme l’idea che il latte in polvere sia meglio di quello materno, in aperto contrastro con le norme previste dall’OMS che raccomanda alle donne di preferire il latte materno a quello artificiale. Per elargire simili consigli, i medici avevano intascato cospicue tangenti da Danone, azienda che in questo Paese commercializza i suoi prodotti per l’infanzia con il brand Dumex. Lo scandalo è scoppiato qualche settimana fa e vede coinvolti 13 pediatri. Stando a quanto riporta Reuters, l’inchiesta sarebbe poi stata allargata a 116 operatori sanitari di 85 ospedali e altre strutture, a loro volta pagati dal colosso alimentare francese per consigliare il latte in polvere venduto da Dumex. Tra l’altro il preparato era già stato coinvolto in uno scandalo nel 2008, quando erano state trovate tracce di melamina in diverse marche di latte in polvere: un gravissimo caso di contraffazione alimentare che avrebbe causato la morte di sei bambini e provocato danni alla salute di centinaia di altri neonati. Da parte sua, appresa la notizia, Danone ha annunciato un rimescolamento ai vertici della sua filiale cinese accusata di aver “condotto certe pratiche che violano i principi dell’impresa”.

I pediatri contro SOS TATA: è diseducativo… arriverà SOS BIMBI?

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I bambini sempre più confusi: programmi tv che dovrebbero educare e alcune volte non lo fanno, immagini violente e sesso reperibile ovunque, dalla pubblicità fino alla rete. Oggi però a finire nella lente di sorveglianza dei pediatri è il programma “SOS TATA”. I pediatri lo hanno infatti definito diseducativo e soprattutto hanno puntato il dito contro la puntata andata in onda il 14 settembre su La7, dove un bimbo di 12 mesi veniva lasciato a piangere nel suo lettino. In particolare si fa notare che è necessario fermare “l’esposizione di bambini nei reality show a situazioni umilianti e diseducative”.

Nella lettera aperta inviata al Garante, l’Associazione culturale dei pediatri scrive:

“In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse. Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di lui per vari minuti. Nel frattempo  la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie. Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte. Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto, ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo. Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante. Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava: esprimiamo ancora una volta il nostro dissenso per i metodi per educare i bambini piccoli a dormire che si basano sull’estinzione graduale del pianto”.

La lettera in particolare condanna i “metodi sbagliati” usati dalle tate del programma:

“Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso,  che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini.

Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno. Riteniamo che sia pericoloso e fuorviante promuovere in tv il ricorso a questi sistemi, senza che ai genitori vengano date informazioni complete e coerenti, affinché possano compiere decisioni informate. Chiediamo quindi -prosegue l’Associazione Culturale Pediatri- che le redazioni televisive si facciano carico di questa responsabilità. Soprattutto, poi, pensiamo che puntare la telecamera su di un bambino piccolo, solo, stravolto, terrorizzato, e trasmetterlo indiscriminatamente a milioni di telespettatori, sia una violazione della dignità e dei diritti del bambino, compreso quello dei bambini che magari stavano guardando la tv a casa”

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