Quel matrimonio che non t’aspetti: patatine e cioccolato!

patatine-cioccolato-tuttacronacaSorpresa per gli amanti degli strani connubi alimentari. In America il colosso del cibo frito-Lay ha lanciato sul mercato l’ultima novità: le patatine fritte ricoperte da un sottile velo di cioccolato al latte. L’edizione è limitata e resterà nei negozi per tutto il periodo natalizio anche se, come hanno spiegato i portavoce dell’azienda, si tratta di una prova. Qualora i consumatori ne decretassero il successo, infatti, le chips potrebbero diventare un gusto permanente.

Dove finisce l’olio delle patatine fritte? La scelta green!

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Dove finisce l’olio delle patatine fritte? Sono sempre più le società che si occupano della raccolta degli olii esausti, quegli olii usati per friggere le patatine e che sono un vero e proprio veleno per l’ambiente. Cosa farne? A esempio usarli come biocarburante. Oltre che tutelare l’ambiente, riciclare l’olio aiuta anche i ristoratori che altrimenti dovrebbero pagare per smaltirlo:

“E’ una soluzione vantaggiosa per tutti perché noi vogliamo fare del nostro meglio per essere green, fare qualsiasi cosa per l’ambiente – spiega Larry Keane partner di un fast food – non ci costa niente in più anzi…” La ditta Grease Lightning si occupa di raccogliere e trasformare gli oli esausti in biocarburante.”Negli ultimi 4 anni – spiega un manager dell’azienda, Jamie Hutson – c’è stata una vera e propria guerra nell’offerta tra ristoranti e società che raccoglievano l’olio che ha dato valore a questi rifiuti” Il valore di quest’olio, che viene sottoposto a un processo di raffinazione prima di finire nei serbatoi delle auto, è cresciuto a tal punto da diventare l’obiettivo di molti ladri”. Abbiamo serbatoi d’acciaio con spesse grate di metallo ma noi abbiamo visto dei saldatori entrare e tagliare le grate per rubarci l’olio”. Questa società raffina circa 12mila barili al giorno ritirando l’olio da 3mila ristoranti di Manhattan.”Ci piace dire che in un colpo solo salviamo il mondo e le patatine fritte”.

Fate annusare erbe, spezie e cibi ai neonati!

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“Quando mio figlio Joe era poco più che neonato  gli facevo annusare la frutta, la verdura e le erbe aromatiche”. A raccontarlo è Lidia Bastinich, madre di Joe, l’imprenditore e ristoratore, famoso per essere stato tra i giudici di Masterchef nell’edizione italiana e americana. ” I bambini – dice Lidia Bastianich – entrano in relazione con il mondo attraverso l’olfatto, così come riconoscono la mamma dal suo odore. Prima di imparare a cucinare devono imparare a mangiare. E prima ancora ad annusare”. Purtroppo molti bambini rifiutano le verdure o la frutta, prediligendo spesso sapori che sono molto meno salutari come le patatine fritte, le merendine e più in generale il junk food. Il problema è che alcuni cibi non vengono avvicinati al bambino che poi si ritroverà a contatto con pietanze sconosciute e quindi rifiuterà di mangiarle. La Bastianich prosegue “L’olfatto è lo strumento più importante con cui i bambini conoscono il cibo: già a pochi mesi è bene abituarli a odori più intensi. Altrimenti quando avranno 5 o 6 anni non ne vorranno sapere di mangiare broccoli”.

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La madre di Joe sfata anche un altro “mito”, non si cucina per i figli, ma gli si propongono cibi “Il cibo è parte della vita di famiglia. Non si cucina specificatamente per i figli: a loro si propone e si fa assaggiare tutto. E’ importante farli partecipare già quando acquistiamo gli ingredienti, e già da piccoli possiamo affidare a loro piccoli compiti, come pelare le patate o le carote”.  Come sottolinea sempre la Bastianich è che c’è un progressivo allontanamento dei bambini dalla natura, soprattutto per chi vive nelle grandi città e molti bambini non sanno neppure da dove vengono le uova o il petto di pollo. Spesso quest’ultimo lo si trova dal macellaio già impanato pronto per essere fritto, è chiaro quindi che non lo si associ più all’animale. Secondo la madre di Joe quindi i bambini oggi  ” hanno pezzi di informazione slegati gli uni agli altri, non hanno accesso alle fonti”. Altro fattore importante che oggi si sta perdendo è la stagionalità dei prodotti infatti nei supermarket o nei negozi di frutta e verdura durante tutto l’anno è possibile reperire ingredienti che invece dovrebbero essere disponibili solo in alcuni periodi dell’anno. E la Bastianich invece ricorda la sua infanzia quando con la nonna si recava all’orto e lì, a contatto con la terra, le è stato insegnato che c’è  “una stagione per i piselli, una per le fave e una per i fichi”.

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L’alternativa alle patatine fritte, così McDonald’s tenta la strada salutistica

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McDonald’s sentiva la pressione sul collo e ha cercato un’alternativa. Sotto accusa da sempre ci sono le patatine fritte amate e odiate da sostenitori e denigratori del cibo spazzatura. McDonald’s propone oggi i menù con la possibilità di sostituire la confezione di patatine con insalate, frutta e verdura…

Ma non parliamo di svolta salutistica. Basti pensare alle salse dentro il panino per capire che forse è solo un limitare i danni e non un prevenire il colesterolo. Inoltre i Mc Menu così detti “dietetici” saranno inizialmente disponibili solo nel 20% dei fast food McDonald’s di tutto il mondo.

L’annuncio è stato fatto dal Ceo di McDonald’s Don Thompson alla Clinton Global Initiative, la fondazione filantropica globale dell’ex presidente Bill Clinton, lui stesso un fan delle patatine fritte dopo che una serie di problemi di cuore lo costringessero a mettersi a dieta.

 

Arriva il distributore di patatine fritte… attenti alle calorie!

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I belgi lo avranno a portata di mano, ma anche molti turisti italiani saranno probabilmente attratti dal primo distributore di patatine fritte che sforna “fries” 24 ore su 24. L’attesa è di un minuto e mezzo e il prezzo di 2.50 comprensivo anche di una salsa a scelta dalla classica maionese all’immancabile ketchup, fino ad arrivare, per gli amanti del piccante, alla “samurai”.

Le patate vengono cotte in grasso bovino secondo la tradizionale ricetta belga.

”Questo apparecchio è stato testato in India e in Romania, noi ci abbiamo messo un anno per svilupparlo e adattarlo alla cottura al grasso di bovino”, ha spiegato Tuline Bey, la proprietaria della società BreakTime che distribuisce la macchina ribattezzata ”Angolo delle “Frites”.

Destinato ad avere successo, il distributore ha fatto la sua comparsa in una zona semicentrale della città, davanti  a un supermercato sulla chaussée de Gand. L’unica controindicazione potrebbero essere le calorie!

Niente hamburgers né patatine fritte in sciopero i lavoratori dei fast food

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Paghe troppo basse che non consentono di poter permettersi una famiglia o, a volte, neppure di andare a lavoro in metropolitana, questo spinge i lavoratori delle grandi catene di junk food a iniziare lo sciopero privando i loro abituali consumatori di hamburger e patatine fritte.

”Molti di loro vivono in povertà, non si possono permettere di mantenere una famiglia, o nemmeno di prendere la metropolitana per andare al lavoro”, ha detto Jonathan Westin, direttore della organizzazione “Fast Food Forward”, che ha gia’ raccolto 120.000 firme nell’ambito di una petizione lanciata online per l’aumento delle paghe minime e che ad aprile scorso organizzò il primo sciopero a New York e Chicago. In primavera i lavoratori di Mc Donald’s e di altre catene di fast food, come Taco Bell, insieme ai commessi dei negozi di abbigliamento intimo di “Victoria Secret” avevano incrociato le braccia chiedendo l’aumento.

Il problema dei lavoratori delle grandi catene di fast food è molto sentito in questo periodo in Usa, dopo che lo stesso presidente Barack Obama, aveva richiamato l’attenzione sui salari bassi e aveva lanciato la battaglia. I lavoratori che stanno mettendo in atto gli scioperi in molte grandi città come New York, Chicago, St. Louis, Detroit, Milwaukee, Kansas City, rivendicano un salario minimo a 15 dollari l’ora e il diritto di creare sindacati di settore, senza il rischio di venire licenziati.

Orango obeso da cibo spazzatura, messo a dieta con organic food!

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Un orango femmina è stata costretta a rispettare una dieta molto rigida dopo essere ingrassata e aver preoccupato lo staff che la tiene sotto osservazione. Siamo nell’arcipelago del Borneo, in Malesia, e lei si chiama Jackie. Jackie pesa più di 100 kg e la causa è il junk food che ogni giorno le viene offerto dai turisti. L’orango ha perso la sua elasticità e anche alcune capacità cognitive tipiche della sua razza: non si lancia più alla ricerca di cibo, ma attende che qualche turista le lanci patatine e altro cibo spazzatura di cui va ghiotta. Così ora si è corso ai ripari e a Jackie le viene dato solo organic food: una dieta equilibrata di frutta e verdura, lontano da hamburger e patatine fritte.

Birra e patatine quotate in borsa?

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C’è un locale, a New York, in cui il prezzo di un panino viene determinato dall’offerta e dalla domanda. All’Exchange Bar & Grill si può fare trading su birra e patatine fritte, proprio nello stesso modo come i titoli e le azioni oscillano in borsa. I prezzi sono visibili sui pannelli a scorrimento e dipendono da quante persone hanno ordinato quello specifico cibo o quella bevanda… il vero affare è ordinare qualcosa che nessuno sta chiedendo in quel momento!

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Uno sconto pericoloso!

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Si chiamava “Potatoes Party” ed era un’iniziativa dei McDonalds giapponesi per incuriosire e divertire il pubblico. L’offerta era troppo appetitosa per farsela sfuggire… chi non ordinerebbe 23 porzioni extra di patatine fritte pari a 13mila kilocalorie per avere uno sconto? Così un gruppo di ragazzi coreani in visita in Giappone ha voluto tentare l’impresa che naturalmente è stata fotografata e diffusa sul web. E’ scattata immediata l’indignazione dei dietologi, dei promotori di cibo fresco e sano (organic food) e dei genitori dei ragazzi. I primi però che si erano accorti del danno erano stati proprio i dipendenti del fast food che avevano chiesto ai ragazzi di fermarsi… le porzioni erano veramente troppo esagerate! Dopo le critiche e le condanne, ora lo sconto è stato abolito… quindi nessun altra impresa potrà essere tentata, neppure dai mangioni di professione!

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